EUROCRAZIA SENZA VISIONE CI HA METTE IN MANO ALLA CINA.

Di Maurizio Blondet , il - 95 commenti

Trump metterà dazi sulla Vespa e l’acqua San Pellegrino!”: i  media mettono il lutto, strillano, piangono.  Trump   il protezionista! La nostra rovina! La rovina del libero commercio mondiale! Nessuna cifra sull’export di Vespa in Usa, sicuramente una nicchia da pochi soldi.

Come amano odiare Trump, i nostri media, e politici di governo, e le oligarchie europee.  Tanto  amano odiarlo, che mentre piantano il piagnisteo corale  sull’acqua San Pellegrino che sarà (forse)  tassata in Usa,  manco si accorgono della  seguente notizia:

Nel corso del 2016, gli investimenti diretti della Cina in Europa sono cresciuti del 77 per cento, mentre sono   cresciuti  ‘solo’ del 40 per cento nel resto del mondo”.

Atlantisme et Eurasisme – Encerclement et Contre-encerclement

 

Ciò significa che, approfittando della crisi economica ormai decennale e mai curata che mette  alla fame  le imprese europee,  Pechino se le sta comprando. Naturalmente si sceglie quelle di cui ha bisogno, le cui tecnologie e know-how  mancano ancora all’Impero del Mezzo; insomma le migliori. E l’Europa è piena di aziende “migliori”   abbandonate al “mercato” (ossia alla predazione) durante  la recessione globale,  in forza del  sacro dogma liberista-globalista che a Bruxelles non si può violare: è  per questo che nel solo 2016 la Cina ha aumentato suoi acquisti in Europa del 77%, contro il  40 per cento nel resto  del mondo.  Aziende  i cui profitti andranno in Cina, quando ricominceranno a fare profitti.

Svendiamo le industrie a Pechino

Altro  che Acqua San Pellegrino. Giusto per dare un’idea: tutte le esportazioni agroalimentari  italiane in Usa   valgono 38,4  miliardi;  il danno che potrebbe venirci da dazi Usa è sul 10% , ossia 3,8 miliardi.   Ma per i suoi  acquisti diretti, nel  solo 2016, la Cina ha sborsato 200 miliardi di dollari. Perché si sa,  Pechino è strapiena di dollari – e sa che sono carta straccia, che gli Usa stampano a ritmi ormai demenziali, insostenibili. Quindi si libera a vagonate dei 200 miliardi di dollari, comprando con essi i gioielli europei, valori reali. Gli europei in crisi accettano carta straccia e  vendono i gioielli.

 

Mica solo in Europa, attenzione. I cinesi stanno iniettando miliardi nel cinema americano,  soccorrono Hollywood coi loro capitali: capite cosa vuol dire? L’industria dei sogni Made in Usa, il cuore del “soft power” americano,    sta già cominciando a produrre film  in gloria della Cina… Donald Trump, e la parte dell’elite che lo sostiene, hanno preso atto dei danni che la globalizzazione senza freni ha prodotto nell’economia americana, e stanno cercando (goffamente) di  risalire la china della de-industrializzazione,  del vuoto industriale che minaccia ormai il poter globale americano.  In Usa, questo cambio di prospettive è ferocemente contrastato, fino alla guerra civile, da ogni sorta di poteri “progressisti” (fra cui la Cia,  progressista):  di fatto è una lotta – molto sudamericana –   fra una “borghesia nazionale” (bollata come “populista”e protezionista) e  la “borghesia compradora” che vive di importazioni (cinesi), di speculazioni finanziarie  e di riduzione dei salari, dunque austerità  per tutti gli altri connazionali.

Ma che dire dell’Europa? Quella di Bruxelles,  di Berlino  dove albergano  le povere “menti strategiche” che ci guidano? E di Francoforte, da  cui impera la intelligentissima BCE?

Lasciano Pechino fare acquisti a man bassa, non sanno reagire:  si vietano  “rigurgiti protezionisti”, certo.   Ma anche  non hanno alcuna strategia a lungo termine, alcuna visione geopolitica. Meglio: continuano ad adottare quella che hanno ricevuto da   Washington,  quando ormai a Washington è in discussione,   perché sono incapaci di pensare  in proprio.  Sono un ventre molle intellettuale mai visto  nella storia.

Le oligarchie europee  non possono guardare in volto i loro errori geopolitici epocali; anzi li hanno celebrati a Roma, incensandosi a vicenda,   ripetendosi che i problemi che loro hanno creato saranno curati da “più Europa”, da più forti dosi del farmaco che ci ha ammalati tutti. Anzi,”la faremo pagare” all’Inghilterra che ci ha lasciato, minacciano Juncker, Tusk, la Mogherini, la Merkel.

Sciolta nel mercato globale, a che serve più la UE?

Persino Lucina Castellina su Il Manifesto (ed è tutto dire)  ha indicato  a questi “europeisti”     che sono stati loro ad avviare lo smantellamento della  Ue (non certo i “protezionisti e sovranisti”) commettendo l’errore fatale: “Sempre più confondendo il progetto europeo con quello della globalizzazione.. E allora, perché l’Europa? Che senso ha, se resta niente altro che un pezzetto anonimo del mercato mondiale?”. 

Hanno “fatto” la UE di nascosto, senza ascoltare i popoli, e perché? Per poi dissolverla nel mercato globale.  Ossia decretando la sua inutilità. Se una “unione” europea aveva un senso, non poteva che essere nella Fortezza Europa”, un blocco commerciale di mezzo miliardi di abitanti con alto potere d’acquisto ed alta istruzione,  potenzialmente autosufficiente (una volta integratavi la Russia). Invece hanno svenduto   i suoi  popoli  –   alla concorrenza mondiale  dei salari più bassi. Ossia svendendo le specificità di valore, culturali, proprie dell’Europa storica.

Ma poi hanno fatto di peggio: hanno allargato la UE ad  Est, e adesso la stanno identificando sempre più con la NATO, l’alleanza militare anti-Russia, sotto dettatura americana rialzando  la Cortina di Ferro; perché all’America non interessa più l’Europa se non come terreno militare, di espansione in profondità  in ostilità alla Russia.

E’ la politica americana tradizionale: impedire l’integrazione fra Europa dell’Ovest e Russia,  che creerebbe uno spazio economico autosufficiente sia dal punto di vista tecnologico che da quello energetico  (e  quello culturale, non dimentichiamo)  liberato dall’egemonia Usa. Dal punto di vista americano,  il progetto ha una logica. Ma dal punto di vista europeo?

Di fronte agli “acquisti” cinesi, e di fronte al – da loro imprevisto – riflesso protezionista e sovranista della Casa Madre americana,  la sola cosa che ci servirebbe sarebbe avere la Russia dalla nostra parte.  Invece abbiamo gettato Putin nelle braccia della Cina. Grazie, Mogherini,   colpendolo con sanzioni che hanno danneggiato noi, e bollandolo come “dittatore” di uno “stato ostile” . Grazie Tusk.  Grazie, Merkel.

Che tragica e  comica  cortezza di vedute,  che mancanza totale di visione. Nani politici  ma soprattutto intellettuali, al comando di quella che è ancora  l’economia  col maggior poter d’acquisto del mondo (ancora per poco)  il che la rende preda di intelligenze che hanno saputo concepire progetti geopolitici  di lunga durata.

Secondo Michael Pillsbury, un ex sottosegretario aggiunto alla Difesa ed esperto della Cina,  questa   si trova a metà della sua  “maratona del secolo per rimpiazzare gli Usa come superpotenza mondiale”  e  questa strategia è stata definita dal Partito Comunista cinese dal 1972, all’indomani della riapertura delle relazioni  con gli Stati Uniti grazie a Nixon e Kissinger,  con lo scopo di cancellare le umiliazioni del passato e organizzare un nuovo ordine che rimetta in  causa l’ordine finanziario di Bretton Woods.

Si  assegni pure alla paranoia americana (di questi tempi acutissima)   il sospetto di un così lungo progetto cinese. Certo  è che la paranoia appare giustificata, se  si considera che gli Usa hanno accumulato oggi 20 mila miliardi di dollari di debito, del quale  Pechino detiene un terzo.

Il grande  controllo cinese sulla heartland

I  dollari  post-1971, non più convertibili in oro,  hanno reso comodo per gli american di procurarsi beni fabbricati all’estero, pagando coi dollari stampati senza limiti. Una comodità che hanno pagato con l’aver consentito a paesi esteri di costruire le proprie industrie nazionali esportatrici:  ovviamente la Cina è stata la massima beneficiaria, ma non senza l’aiuto  (stolto? Volontario?) delle centrali finanziarie americane che hanno aperto alla Cina il mercato mondiale, lasciandola entrare nella globalizzazione  senza esigere da essa la  condizione imposta a tutti gli altri: che lasciasse fluttuare liberamente la sua moneta  secondo  la  domanda dei mercati. I cinesi   sono dunque da anni nella competizione con la moneta svalutata e controllata dal Partito-stato, un trucco sleale, di cui solo oggi un presidente di nome Trump  ha chiamato il bluff.

Dominio dello “Heartland” – e del “Rimland”.

Forse troppo tardi. Il deficit degli Usa verso la Cina   ammonta ormai a un miliardo di dollari al giorno.  E mentre  Obama badava ad antagonizzare Putin (e noi europei con lui), la Cina ha silenziosamente realizzato una gigantesca rete di infrastrutture eurasiatiche.

Dodicimila chilometri di ferrovie ad alta velocità,  e altri 50 mila progettati.

Oleodotti  e gasdotti come “Forza di Siberia”,  4 mila chilometri dai giacimenti della Jacuzia nell’estremo nord-est cinese.

Il gigantesco progetto di trasporti stradali-ferroviari e marittimi integrati, denominato One Belt One Road,  lanciato nel 2013 da Xi Jinping per unire l’Eurasia e raggiungere l’Europa,  ma anche l’India e il Medio Oriente  evitando lo stretto di Malacca (passaggio obbligato ma controllato dal “nemico”) con un raddoppio di vie terrestri. Basta elencare i 7 assi ufficialmente resi noti da Pechino per avere un’idea:

  1. The Twenty-First-Century Maritime Silk Road (MSR)
  2. The China-Mongolia-Russia Economic Corridor (CMREC)
  3. The China-Pakistan Economic Corridor (CPEC)
  4. The Bangladesh-China-India-Myanmar Economic Corridor (BCIMEC)
  5. The China-Indochina Peninsula Economic Corridor (CICPEC)
  6. The China-Central and West Asia Economic Corridor (CCWAEC)
  7. The New Eurasian Land Bridge (NELB)

Il colossale programma   di  infrastrutture,di dimensione continentale – che mira a racchiudere  il continente più  vasto, l’Asia, la heartland  che turbò i sonni del geopolitico McKinder (“chi controlla lo heartland controlla il mondo”) ha a  disposizione strumenti finanziari  adeguai, forniti  essenzialmente  dalla Cina:

  • La Asian Infrastructure Invesment Bank (AIIB) , capitale iniziale 100 miliardi di dollari, che è praticamente il rivale di Fondo Monetario e Banca Mondiale,  organi strategici del  potere mondiale anglo-americano. Vi partecipano, nonostante le minacce di Washington per dissuadere, 57  paesi, fra cui molti europei; ci siamo anche noi; Londra è stata frale prime ad aderire, per avervi lo stato di “socio fondatore”.  Il  solo ad aver obbedito alle ingiunzioni americane è stato, in Asia il Giappone: per sua disgrazia.
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Banca_Asiatica_d%27Investimento_per_le_Infrastrutture
  • Il Silk Road Fund, fondo di Stato del  governo cinese, dotato di 40  miliardi di dollari, per intervenire in appoggio della AIIB.

Quanto alle istituzioni, è  il caso di ricordare che la Cina è parte (la più grossa) della  Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, una alleanza fondamentalmente  militare, di autodifesa, che inizialmente comprendeve, oltre Russia e Cina, anche Kazakstan, Kirghizistan, Tagikistan;   ma dal 2001  comprende anche India e Pakistan – e presto  si prevede l’ammissione dell’Iran, oggi membro osservatore.

Bruxelles ha gettato Putin nelle loro braccia

E’ una piccola cosa: che comprende quattro potenze nucleari, fra cui la seconda al mondo (la Russia);  il 43% della popolazione mondiale, e  oltre  il 60 per cento del territorio del continente eurasiatico. L’ostilità europea, con le sanzioni e il resto,  ha gettato la Russia nelle braccia di  questo blocco, costringendo Putin ad approfondire e rendere  permanenti  i rapporti “di buon vicinato e cooperazione amichevole” con Pechino.

Dimentichiamo qualcosa? Ah sì, ecco: i  BRICS –  Brasile, Russia,  India,  Sudafrica. Oggi somigliano sempre più ad una  Shanghai Cooperation Organization che unisce un paese africano essenziale per posizione geopolitica, e il più grande paese sudamericano –  uno e l’altro situati in quello che i geopolitici britannici chiamano il “rimland”: il contorno dell’heartland, che è necessario che le potenze navali controllino per minacciare chi controlla lo heartland.

Dunque  la Cina con la Russia (a questo punto, come partner junior)   hanno rafforzato il dominio sullo heartland, e nello stesso tempo hanno sfondato  la continuità geo-strategica del rimland.  Per esempio, la partecipazione del Brasile al BRIC mette in discussione la dottrina Monroe, l’inviolabilità totale dell’egemonia Usa  nel suo emisfero – il che può spiegare certe sovversioni attuate contro quel paese.  Per  ora hanno avuto successo; ma i BRICS hanno una propria banca di sviluppo, dotata di 100 miliardi di capitale per le infrastrutture – un aspetto che  gli usa hanno tropo trascurato, lasciandosi guidare dal suo capitalismo finanziario, ossia predatorio e di corto respiro.

Ma  c’è ancora di più, e lo sottolinea  l’analista Jean-Claude Empereur, docente di geopolitica all’università di Nantes: “Il programma di contro-accerchiamento  [cinese] non sarebbe completo  se non si citasse il Libro Bianco sulla politica spaziale cinese 2017-2022,  che propone di fare della Cina una potenza spaziale indipendente. Un  grande programma scientifico, militare ed economico: “A  lungo termine, lo sfruttamento delle risorse lunari è una  delle  grandi priorità  della Cina. La Luna ha riserve di un gas raro sulla Terra,  l’elium-3, che   potrebbe essere usato per ottenere energia da fusione” .

Sarà  pure fantascienza. Ma confrontatele con la visione della Mutti  Merkel  da cui ci siamo lasciati guidare noi europei,  la piccineria  e  la stupidità con cui, in nome di non si sa quali principi  morali, ci siamo fatta nemica la Russia che stavamo integrando, perché “Putin è un dittatore” – mentre  Mutti non ha avuto remore a promettere ad Erdogan l’entrata della Turchia nella UE.

Hanno  fatto  l’Unione, e poi l’hanno disciolta nella globalizzazione,  obbligandoci a competere sui ribassi salariali  nel  calcolo impossibile di concorrere  a forza di austerità con quelli cinesi; e adesso, Trump suona la  campana della fine della globalizzazione,  odiano Trump invece dei loro errori sesquipedali.   Che hanno degradato l’Europa e  la condannano alla dismissione storica.

Si  poteva, forse si potrebbe ancora,   distogliere Putin dall’abbraccio cinese, che certo è imbarazzante e pericoloso, e culturalmente  persino  innaturale; ma non ci vorrebbero una Mogherini  o un Gentiloni, uno Stoltenberg o un Tusk.  Invece ecco,     partono alla guerra contro “i protezionisti” e i “sovranisti”, e lamentano una possibile riduzione delle vendite della Vespa in Usa,  mentre la Cina si propone di diventare  una potenza spaziale nei prossimi cinque anni.  Che  pochezza mentale. Che tristezza.

 

L’articolo EUROCRAZIA SENZA VISIONE CI HA METTE IN MANO ALLA CINA. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

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  • gianni

    Proprio cosi’

  • Gianox

    Mi sto sempre più convincendo che le organizzazioni sovranazionali siano semplicemente uno strumento di oppressione. Nascono per quello: per opprimere.
    La UE, appunto, doveva essere un qualcosa del tipo l’unione fa la forza. In un mondo bipolare, dove dominavano da una parte gli USA dall’altra l’URSS, la UE avrebbe dovuto raggruppare i paesi dell’Europa occidentale che da soli non potevano che essere schiacciati dalle due grandi superpotenze, ma che unite avrebbero potuto competere ad armi pari, o quasi, creando appunto il più ricco mercato interno al mondo, forte di 500 milioni di persone con un alto livello di reddito e di istruzione, che avrebbe dovuto dare il là ad un circolo virtuoso tale da permettere più economie di scala ed innalzare ulteriormente questi livelli di reddito e di istruzione.
    Invece, è successo esattamente il contrario: lungi dall’aver mancato l’obiettivo di innescare un circolo virtuoso, se ne è invece innescato uno vizioso, che ha portato le economie maggiormente vulnerabili a sprofondare nel baratro. Prodi ci disse che avremmo lavorato un giorno in meno e guadagnato di più. Oggi non lavoriamo e basta, per carenza di lavoro.
    Quindi, l’UE e l’euro sono stati i più grandi errori della storia europea? No, non sono stati errori. Nel momento in cui ci si accorge che tutto questo, a cominciare dall’indebolimento dell’Europa, è esattamente quello che si voleva raggiungere, non si può parlare di errore. Magari fosse stato un errore… Così come, parimenti, la contemporanea ascesa della Cina, attraverso la globalizzazione, è stata decisamente una cosa voluta e favorita.
    Partendo dall’assunto che questo mondo sia realmente governato da un’élite transnazionale, che non ha patria alcuna e nessuno altro obiettivo che quello di assoggettare i popoli, cioè quel famoso 1% che vuole prevalere sul restante 99% (in realtà, mi pare si possa parlare di un 0,01% se non di meno), ecco che si intuisce che l’impoverimento dell’Europa e degli stessi USA ed il conseguente arricchimento della Cina sono eventi strettamente collegati.
    Ecco a cosa è servita la UE: ad impoverire i suoi popoli. Questo progetto non sarebbe riuscito senza la gentile collaborazione della Germania merkelliana. Proprio vero, Alemania delenda est! Dato che l’euro non è altro che un marco tedesco camuffato, si doveva sapere che la Germania avrebbe finito col prosperare ai danni delle altre economie europee, soprattutto ai danni di paesi come l’Italia. L’euro, forgiato in funzione delle esigenze dell’economia tedesco, si è subito dimostrato un gioco a somma zero, nel quale ciò che la Germania otteneva, lo otteneva sempre sulla pelle degli altri.
    I tedeschi in questi anni ne hanno combinate di tutti i colori: hanno costantemente infranto le regole europee da loro stesse volute per soggiogare le economie dei paesi mediterranei, soprattutto accumulando un eccesso di surplus commerciale, hanno imposto austerità ovunque, distruggendo i servizi previdenziali di mezza Europa, si sono rifiutati di riconoscere quei trasferimenti di capitale necessari in quella che si vorrebbe come una vera federazione…
    Insomma, rinunciando per mero egoismo ad ogni possibilità di rapporti win-win, hanno posto loro stessi le basi per la futura dissoluzione dell’Europa: tipico dei tedeschi, che in una guerra vincono quasi tutte le battaglie, ma alla fine perdono.
    Ecco perché è nata l’UE: allo scopo di devastare attraverso l’introduzione della moneta unica, marco tedesco camuffato, le economie dei paesi latini. Altresì, oggi chi comanda in UE? Nessuno lo sa, nel senso che nessuno sa a chi rendano conto i vari Junker, Mogherini, Tusk, ecc… Di sicuro non agli elettori europei. Altro modo in cui la UE è strumento di oppressione: gli eurocrati non sono soggetti al controllo del popolo. Le organizzazioni sovranazionali, come UE e ONU, servono appunto a questo, a far sì che un’élite oligarchica comandi senza che vi sia alcun controllo dal basso. Proprio perché sono organizzazioni sovranazionali, che a parole si prefiggono di garantire pace e benessere, la gente ci crede pure, si lascia turlupinare, perché è stata convinta a pensare che gli stati nazionali siano sinonimo di conflitti e che un’organizzazione sovranazionale, proprio perché antitetica agli stati nazionali, non possa che essere portatrice di pace. Invece, storicamente è il contrario. Gli stati nazionali, proprio perché tali, fanno la pace che conviene ai loro cittadini; le organizzazioni sovranazionali, invece, proprio perché legate all’élite, fanno le guerre che all’élite convengono.
    Quindi non devono sorprendere le scelte degli Juncker, delle Mogherini, dei Tusk, e di tutta quella demente combriccola di autocrati: loro non fanno che il loro lavoro, quello di rovinare l’Europa. Ce li hanno messi lì apposta. Se fossero bravi, non sarebbero lì. Solo gli stupidi possono arrivare a quelle posizioni, proprio perché stupidi.
    Fondamentalmente, sono polli di allevamento: li allevano ad essere così, stupidi e malvagi, perché solo un individuo stupido e malvagio può abbassarsi al punto di scegliere di distruggere la sua stessa civiltà.

    • Caio Giulio

      Ma più che allevarli, secondo me li scelgono tra la feccia e i pervertiti e probabilmente poi li filmano e poi ricattano in situazioni da pena capitale, dove la pedofilia è probabilmente l’ingrediente principale di tali filmini. Quindi poi ci meravigliamo che un essere così spregevole e diabolico possa interessarsi al prossimo?

      • Gianox

        In qualche modo, sceglierli tra la feccia, portarli in auge e quindi ricattarli significa appunto allevare dei polli di batteria.
        Fondamentalmente, mi rendo conto che questi individui sono stupidi e malvagi allo stesso tempo. Alcuni sono più stupidi che malvagi, tipo la Mogherini, che mi trasmette sempre l’impressione di non sapere perché è lì; altri, sono invece più malvagi che stupidi, tipo Tusk, che mi dà proprio l’idea di essere un grandissimo figlio di buona donna.
        Sono stupidi perché fanno cose stupide. Ma sono soprattutto malvagi perché, diversamente da quello che diceva lo scienziato ebreo Einstein, la stupidità umana non è infinita. Per quanto uno possa essere stupido, arriverà prima o poi a rendersi conto di quanto è stupido. Se procede oltre, non è perché è stupido, ma proprio perché malvagio.
        Allo stesso tempo, diversamente da quanto diceva la filosofa ebrea Arendt, il male non è mai banale, perché ha sempre una sua ragion d’essere.
        Il difficile è capire quale sia questa ragion d’essere. È funzionale al malvagio far pensare di essere stupido; può continuare ad essere malvagio facendo finta di essere stupido.

    • deadkennedy

      suona tutto ormai come il tentativo socio economico politoco di evoluzione della popolazione verso la cosidetta “intelligenza alveare” e tutto quello che ci circonda e che usiamo ha proprio questo sapore. finito di connettere tutto sostituiranno i lavoratori con sistemi automatizzati e procederanno alla contollo e diminuzione della popolazione. viva l’eugenetica qualcuno potrebbe anche dire

    • sertin sertin

      La critica all’euro, Europa e sui leader come per quelli italiani va bene, ma…..
      Noi come cittadini non dobbiamo fare autocritica, ci autoassolviamo sempre.
      Non può esser che la piega in negativo (positivo solo per la Germania) che ha preso tutto il progetto europeo sia anche perché i cittadini degli altri paesi si siano seduti sugli allori della futura unione di trasferimento? A che serve allora riformarsi , tanto saranno i paesi più ricchi a pagare per noi!
      Che tipo di pace i singoli Stati nazionali più piccoli possono garantire ai loro cittadini se sono deboli, praticamente irriformabili( o quasi, come l’Italia attuale)? Non sarebbero sempre assoggettabili ai voleri degli stati più grandi e forti?
      Le tue parole sono sensate, ma a me lasciano dubbi.

      • Gianox

        Senza trasferimenti non ha senso parlare di unione.
        Se la Germania non vuole acconsentire ai trasferimenti, che le si dica: “Germania, vattene a quel paese. Io non faccio più parte dell’UE, lasciami in pace ed ognuno per la propria strada. Mi riprendo la mia moneta e faccio i cavolacci miei. Ma non rompermi le scatole se adesso metto dazi del 100% ai tuoi prodotti e non si vendono più VW, BMW e Mercedes. Sei stata tu a venire a meno ai patti, io mi comporto solo di conseguenza”.
        Quest’ultima è la frase più importante: i trasferimenti fanno parte dei patti fondativi di un’unione, senza questi trasferimenti i patti non sono più validi.

        • sertin sertin

          So bene a cosa servono i trasferimenti. Il punto è che secondo me i nordici vedono la cosa come una riedizione dei trasferimenti dal nord al sud Italia.
          Cosa facciamo noi italiani, in termini di riforme serie, per convincerli del contrario?

          • Giuseppe

            Non devi convincere proprio di niente. Se si vuole che esista un’Unione devono esserci trasferimenti. Se non ci sono l’Unione non ha più senso di esistere.

    • Frank P

      Le Organizzazioni Internazionali servono esattamente a quello che hai detto. Il diritto internazionale riconosce loro lo stesso ruolo degli Stati, che dovrebbero essere gli unici attori di tale ordinamento, in quanto storicamente unici depositari del diritto all’uso della forza in un dato territorio.Tali Organizzazioni sono fondate su accordi tra Stati ma perseguono finalità autonome spesso avulse dagli interessi della maggior parte dei Membri. E’ una finzione che consente alle Potenze di perseguire interessi egemonici senza ricorrere all’uso della forza e quindi violare il diritto internazionale. Quello che trovo particolarmente preoccupante è il ruolo che si sta cercando di far assumere alle ONG, dei soliti noti, equiparando anch’esse a soggetti di diritto internazionale con tutte le conseguenze che questo comporta quali: immunità e capacità di concorrere a formare norme di diritto internazionale. Sono chiamate, infatti, sempre più spesso a compilare le agende di suddette Organizzazioni , in nome di interessi che poco hanno a che fare con i diritti umani che dicono di voler tutelare…

      • Gianox

        Completa identità di vedute.
        Mi ricordo dei tempi dell’università. Ricordo come la gente si ammassasse a seguire il corso di Diritto Internazionale. Ed io non la capivo.
        Mi dicevo: “ma che senso ha studiare Diritto Internazionale? Cioè, può averne come semplice corollario. Ma nelle Relazioni Internazionali, sistema per antonomasia anarchico, nel senso che, non essendoci un organismo super partes che faccia da giudice e paciere, vale per così dire la legge del più forte, il Diritto Internazionale è un qualcosa di completamente aleatorio, che non può avere un valore assoluto”.
        Invece, questa gente si ammassava al corso proprio perché convinta che avesse un valore assoluto.
        Fu allora che iniziai a comprendere che le organizzazioni internazionali sono solo uno strumento per mantenere lo status quo: ammantate di un’aurea di sacralità, sono solo strumenti a disposizione di una potenza per giustificare la propria politica imperiale senza farsi passare per tale.
        Certo però che l’UE è un qualcosa di mai visto prima. A chi serve realmente l’UE? Agli USA per continuare a mantenere la propria supremazia sull’Europa, magari in vista di un conflitto con la Russia? Certo.
        Alla Germania per mantenere, a spese dei paesi mediterranei, la propria leadership economica attraverso l’euro? Certo, anche questo è vero.
        Però, con l’UE si è ad un livello mai raggiunto prima: un’organizzazione sovranazionale che nasce ufficialmente per rafforzare una civiltà e che invece si prefigge di distruggerla, rendendola completamente inerme agli eccessi della globalizzazione. E questa non è una cosa funzionale né per gli USA né per la Germania.

        • deadkennedy

          è interessante notare poi che questi organizzazioni internazionali, indipendentemente da ciò che fanno godono di extraterritorialità e hanno fiscalità autonoma (nel senso che sono esenti da imooste e i dipendenti non pagano le tasse), sganciata dal paese ove risiedono… sono una abberrazione in termini… ma le foche ammaestrate multiculturaliste e beote mica lo sanno e se lo sanno sono a libro paga…. e poi giustamente fanno a te la morale sull’evasione… tipo ocse e fmi…. paradossale e ipocrita

        • Frank P

          E’ la stessa identica sensazione che ho provato io. A me piaceva Internazionale perchè mi sembrava una materia meno ipocrita di altre, dove è riconosciuto che i più forti hanno il potere di fare e disfare le norme a proprio piacimento, con l’uso della forza che è considerato a tutti gli effetti uno strumento di risoluzione delle controversie, però se provavi a dire questo ti sentivi rispondere dai soloni universitari: che non era vero, che erano considerazioni estranee al diritto e che vi erano le Organizzazioni deputate a scongiurare simili evenienze °_°. Cmq bellissimo il tuo commento sulle radici cristiane dell’Europa mi ha ricordato un articolo che ogni tanto rileggo ricco di riferimenti storico-culturali. http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=883:gianluca-freda&catid=40:varie&Itemid=44

          • Gianox

            Grazie.
            Ti posso chiedere che studi hai fatto?

          • Frank P

            giurisprudenza

          • Gianox

            Grazie.

        • valentino

          Ache serve l’UE? Passerà alla storia come il primo continente governato ufficialmente dagli usurai

  • Caio Giulio

    Veramente ottima analisi, ma io personalmente a questo punto credo che il modello totalitario e centralizzato cinese è proprio quello che si vuole esportare nel NWO bramato dalle folli menti dei soliti noti. In fondo sono gli unici eredi del loro comunismo e forse lo vedono come l’ultimo figlioccio adottivo del loro delirio e quindi come una loro personale rivincita o salvezza. In entrambi i casi si sbagliano di grosso, visto che quando si crea un mostro tale, in tutti i sensi, poi non lo si controlla più. Ma lorsignori d’altronde da quelle parti quando mai si sono riusciti ad infiltrare? Non conoscono e mai capirano la mentalità orientale che li sorprenderà certamente molto in negativo e se li mangerà a colazione, così come tutti noi loro servi ottusi.

  • marcoferro

    la cina l’anno scorso, tramite la chemchi il colosso chimico cinese ha acquistato il leader europeo nei fertilizzanti, nelle sementi, fanno anche il veleno per topi, etc…la svizzera sygenta, per 43 miliardi di dollari in contanti se non ricordo male. ma la chemchi ha una liquidità che ammonta a 500 miliardi di dollari, tanto per capire. ma oltre a questo hanno una buona quota di Poste italiane, il 100% della Pirelli e altre 345 aziende di varia natura piccole e medie. si stanno comprando il milan, l’inter è già loro. e noi ? dormiamo beatamente, tanto ci pensa l’ubriacone junker e i suoi accoliti, loro si che hanno una visione per il futuro, la vista lunga….così bravi da farci perdere il mercato russo non si sa bene perche e a vantaggio di chi e adesso si rischia pure quello americano.
    l’euro ha tantissime colpe, per esempio: per avere prodotti competitivi ci sono tre sistemi , svalutazione della moneta, riduzione dei salari o riduzione delle tasse. Se lo Stato stampasse i soldi potrebbe ridurre le tasse, evitando la riduzione dei salari e riducendo la necessità di svalutare. quindi svalutare i salari è l’unica forma che abbiamo al momento. primo passo: uscire dall’euro e creare la nostra moneta, dei cittadini e libera dal debito.
    Il problema è che i soldi non sono una ricchezza, ma solo uno strumento per aumentare la ricchezza attraverso la produzione di beni e servizi. uno potrebbe obiettare: ma allora perche non lo fanno anche le nazioni povere ? stampare moneta . Nelle nazioni povere manca la capacità di creare beni e servizi, magari hanno materie prime pregiate, ma non sono in grado di usarle e quindi dipendono dai grandi gruppi finanziari e dalle multinazionali. Inoltre i paesi occidentali hanno fatto di tutto per “convincerli” a non usare la propria sovranità monetaria, arrivando spesso alle guerre per impiantare le Banche Centrali con il loro sistema del debito. molti si stanno liberando da questo giogo come ha illustrato il direttore….

    • Giulio Mario Palenzona

      scusami, ma dove citi i modi per fare prodotti più competitivi, imho dimentichi la via maestra : innovare. Innovare i prodotti e i processi, alzare la qualità, aumentare le rese energetiche, sprecare meno materiali, chiudere meglio la filiera del riciclo dei prodotti a fine vita.
      Questo è il cuore del vero progresso, non soltanto i giochini monetari.
      E’ il progresso tecnologico che crea il plusvalore da redistribuire, non la finanza

      • marcoferro

        approvo tutte le cose che hai detto, che sono molto importanti….purtroppo i nostri bravi ricercatori che sono il valore qaggiunto, davono lasciare il paese per andare a fare le fortune di altri paesi nostri competitors.

      • Giuseppe

        E se queste cose le fanno anche quelli con gli stipendi più bassi? Che succede? Il liberista e promotore della globalizzazione è sempre e senza eccezioni un individuo razzista. Infatti basa tutti i suoi deliri sul postulato che i “Paesi ricchi” saranno in grado per sempre di mantenere un vantaggio tecnologico sugli altri Paesi. Ovviamente è una condizione che esiste solo nella sua mente malata.

        • Giulio Mario Palenzona

          scusa, ma la politica aziendale la fanno i manager, cosa c’entrano gli stipendi più bassi ? Mica decidono gli operai, salvo quando rilevano le quote azionarie di un’azienda in liquidazione (cosa già accaduta, e con buoni esiti tra l’altro).
          Il discorso del vantaggio tecnologico ha cominciato a sfaldarsi nel momento in cui si è deciso di delocalizzare la produzione. E’ stata una scelta orientata al profitto oggi fottendosene di cosa sarebbe accaduto domani. Salvo poi che quel domani, alla fine è arrivato. Abbiamo decisori ammalati di egoismo e miopia, e la storia umana a medio e lungo termine non perdona la mancanza di lungimiranza.
          Tuttavia esistono paesi che non solo sono ancora in svantaggio tecnologico, ma per cui il gap è in aumento, per una forma di SUICIDIO sociale : sono quei paesi, essenzialmente arabi e islamici, in cui si è imboccato un percorso deevolutivo “teocentrico”, di arretramento ed involuzione.

          Con quelli al momento non c’è soluzione per loro, e per noi, dovrebbe essere quella di tenerli lontani sperando di non venirne infettati a nostra volta. Non parlo di RAZZE, nel senso etnico del termine, ma di modelli CULTURALI fallimentari / falliti, che inneggiano ad un ritorno al più cupo medio evo della ragione.
          Non è un caso che è su questa merda che l’importatore di schiavi moderno basa il suo investimento.

  • paolosenzabandiere

    Grande articolo. Quando c’è vò c’è vò.

    L’unica cosa positiva di tutto questo suicidio voluto sarà l’auto eliminazione del ridicolo esercito del Libero Genocidio di Broccoli e Tamarri.

  • Rosso di sera

    Ottimo articolo. Merita però una puntualizzazione. Il proprietario del blog, Funny King, ci ha spiegato più di una volta la situazione della politica economica in Cina, anzi, per dirla tutta, la situazione dei conti potenzialmente enormemente truccati, che ha avuto come conseguenza quella del blocco dei capitali. Io vedo che tutti i blog parlano di investimenti cinesi all’estero, non solo come piano di crescita a livello mondiale, ma anche come unico modo di far uscire legalmente i soldi dalla Cina. Il rischio potrebbe essere quello di un gigantesco default e conseguente “evaporamento” dei propri risparmi, magari perchè ci si accorge che i bonds americani in pancia sono appunto carta straccia. Per il resto, in un blog darwinista come questo qua, non ho emozioni per i vinti: chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Gli imperi non durano per sempre, gli Etruschi sono passati, conquistati da Roma, e noi europei finiremo -se ci va bene- nei libri di storia dei bambini terzomondiali, come case history di “società lemming”. Detto questo, un sincero, sentito e meritato AFFANCULO ai buonisti che infestano questo paese, e a quelli che confondono la Russia con Putin e agitano ad ogni angolo lo spauracchio Russia. Sì, colpa degli hacker russi se le cooperative vicine al PD lucrano sugli invasori e sulla nostra pelle, come no… se lo dice poi “La Bugiarda”, il mio AFFANCULO è ancora più accorato!

    • Niko

      Non c’è nessun rischio Cina…vedrete…ci sono degli errori che possono essere assorbiti tranquillamente dai profitti degli asset redditizi..

      • Rosso di sera

        Mmmhh… Temo di non aver capito…. Puoi spiegarti meglio?

      • Noel

        cioè???

      • Mario2

        ??

  • gianni

    siccome tutto quello che dicono la televisione ei giornali e’ tutto falso anche questa cosa del protezionismo di trump e’ falsa , il vero obbiettivo e’ screditare trump

  • gianni

    semplicemente ai leader occidentali non gli frega niente del loro popolo , guardano solo al loro grande stipendio quindi l’ occidente e’ gia’ morto e si opera per il MALE

  • andrea xxl

    La vespa!
    Sono anni che non viene piu prodotta negli stabilimenti piaggio italiani

  • mau

    I due più grandi problemi europei e soprattutto italiani sono in primis la stupidità elevata della gente comune, proporzionale alla presunzione e alla deculturizzazione. Secondo, la rete di mutuo accreditamento delle lobby massoniche, ebraiche, filoamericane in genere,che detengono i posti chiave di comando in occidente (esempio testate giornalistiche e cda istituti finanziari) precludendoli a tutti gli altri. I vertici politici impossibilitati a governare senza il sostegno di questo poteri dominanti si muovono eseguendo le direttive loro impartite. Se non si cambiano questi presupposti non se ne esce.

  • Niko

    Dilettanti allo sbaraglio che ragliano…grande analisi di Blondet ancora una volta..

  • Nicola Albano

    Come diceva quel tale: “Dove non passano le merci, passeranno gli eserciti”.

  • zhoe248

    L’unica cosa che non condivido è quell’ “ha” del titolo, please……

  • Luigi za

    Trump metterà dazi…….

    A tal proposito leggete questo articolo del Mazzalai di IcebergFinanza:
    http://icebergfinanza.finanza.com/2017/03/30/trumps-new-great-depression/

    Citazione:
    Bisogna salvare i posti di lavoro americani, in pericolo perché troppi Paesi stranieri vendono i loro prodotti negli Stati Uniti minando il benessere degli onesti lavoratori americani. Un Donald Trump del 2017? Macché: siamo nel 1929, nell’occhio del ciclone della recessione, e a parlare è il repubblicano Reed Smoot, presidente della Commissione finanze del Senato. Mormone ma allo stesso tempo imprenditore senza scrupoli con interessi a tutto tondo (finanza, agricoltura, attività minerarie e costruzioni), il senatore dello Utah era pure un economista dilettante convinto che a far crollare Wall Street fosse stato l’eccesso di importazioni estere rispetto alla capacità di consumo statunitense.Qual era secondo Smoot la ricetta per restituire all’America i suoi posti di lavoro e il suo benessere? Semplice: dazi e protezionismo, spiegò il mormone ( cioè un COGLIONE) al Congresso e a una nazione prostrata dalla crisi.

    Trump é un clown ed il suo mentore Bannon un fesso, perchè solo un fesso può pensare di risollevare l’economia, e non solo quella, di un Paese ritornando alle fantomatiche radici giudaico-cacchiane dal momento che fu proprio l’adesione a tali utopie sotto l’amministrazione Carter a distruggerlo.

    • Ronf Ronf

      Il democratico Carter fu Presidente nel 1976-80, la Grande Depressione ci fu con il repubblicano Hoover nel 1929. Comunque sia, il contesto attuale è ben diverso da quello sia di Hoover che di Carter. Oggi il deficit commerciale USA sta oltre ogni livello folle e adesso bisogna ridurlo: ci sarà una recessione? Un male necessario, ma poi il paese sarà finalmente risanato: basta con il doping del deficit commerciale (altrimenti tra 10 anni gli USA saranno senza industrie).

    • Frank P

      Mettendo dazi sulle importazioni, diventa più conveniente produrre in loco…tutto qui…

      • Stopensando

        Un concetto così semplice che molti Anche con studi economici non riescono a capire, senza poi considerare l’aspetto più importante che Mantieni e sviluppi know how.

    • Lila

      Beh, anche in Europa ci sono ” dazi” e protezionisimi. Per esempio in agricoltura la UE paga un premio di produzione a protezione delle produzioni europee. Se gli agricoltori europei dovessero competere con i prezzi del mercato globale, penso che ci sarebbero solo foreste incolte . Alla fine gli agricoltori fungono da custodi del paesaggio, probabilmente più produttivi degli impiegati forestali statali. Percio’ di che si parla ? A volte le produzioni vanno protette nell’interesse di un sistema paese, siano esse agricole o industriali.

  • Lila

    Siamo già in mano alla Cina. Vorrei aggiungere che non esistono nani politici, come la Merkel , Mogherini o Juncker…semplicemente non sono politici, ma faccendieri pro domo loro, senza alcuna parvenza di idea politica , al servizio di pochi, ma non certo dei loro cittadini.

  • Albert Nextein

    Non so che facciano i cinesi in giro per il mondo.
    Vedo quel che fanno i cinesi dalle mie parti.
    Acquistano ristoranti, bar.
    Aprono negozi di cianfrusaglie ovunque.
    Acquistano immobili in zone ove anni fa di loro non se ne vedeva uno che sia uno .
    Aprono aziende in cui fanno vestiti, scarpe, borse, di tutto.
    Hanno aziende di import – export con la madre patria.
    E in giro se ne vedono sempre di più.
    Ogni tanto ne fallisce qualcuno.
    Altre volte vengono beccati a causa della scarsa igiene nei loro ristoranti.
    Qualche volta nelle aziende trovano dei clandestini e degli schiavi sempre cinesi a lavorare, notte e giorno come animali in batteria.
    Non di rado sono colti nel falsificare prodotti di marca italiani.
    Esistono in tutta italia centri di “massaggio” cinese che vanno fortissimo.
    E via su questo tono.
    A livello locale si stanno espandendo incessantemente.
    Sono tuttora alla ricerca dei miglioramenti che apportano ai nostri paesi, ed all’economia della mia città.

    • Luigi za

      @albert_nextein:disqus
      Sono tuttora alla ricerca dei miglioramenti che apportano ai nostri paesi, ed all’economia della mia città

      Per forza che non li vedi, hai dimenticato di citare tra le loro attività gli esercizi che fanno Pompini Orientali. (L’insegna esterna dice: Massaggi Orientali ma é solo un dettaglio)
      Nel mio quartiere a Milano, fatto centro il mio palazzo, in un raggio di soli 100 (cento) metri ce ne sono ben cinque.

      Ammetterai che quella nobile professione contribuisce ad allentare le tensioni nel singolo e quindi nella società? :-))

      • Albert Nextein

        Lo ammetto.
        Malattie veneree a parte.

    • Davide

      b’è hanno riaperto non ufficialmente le case chiuse, hanno riportato un “servizio” in Italia, poi ti di dirò, a me vedere che lo stesso detersivo all esselunga costa molto di piu che dai cinesi mi fa sentire truffato, e allora lo compro dai cinesi e fanculo Caprotti

    • Vincenzo Laino’

      Nell’articolo e’ indicato chiaramente cosa fanno i cinesi.Lei forse non ricordera’ cos’era il giappone negli anni 60.Dedito solo alla fabbricazione di articoli di scarsa qualita’;paese famoso nel mondo per copiare gli oggetti altrui e riprodurli ( imitarli).Sfornava solo macchinette fotografiche di bassa qualita’ in quantita’ mostruose.
      Poi dopo aver accumulato capitale coi metodi descritti,ha iniziato a compare know how nonche’ aziende straniere.Il risultato finale lo conosciamo.
      Tutto questo non le ricorda qualcosa di piu’ recente?
      Le cito solo alcuni acquisti che non mi sembrano proprio cianfrusaglia: Pirelli ,Volvo,IBM ( oggi lenovo)Inter e chi piu’ ne ha ne metta

  • Gianox

    “Se una unione europea aveva un senso, non poteva che essere nella Fortezza Europa, un blocco commerciale di mezzo miliardi di abitanti con alto potere d’acquisto ed alta istruzione, potenzialmente autosufficiente (una volta integratavi la Russia). Invece hanno svenduto i suoi popoli – alla concorrenza mondiale dei salari più bassi. Ossia svendendo le specificità di valore, culturali, proprie dell’Europa storica”.
    Questa frase, è a mio modo di vedere, il fulcro dell’intero articolo. E mi preme sviluppare questo concetto.
    Apparentemente, l’Unione Europea doveva nascere per il più nobile dei motivi: affratellare i popoli europei, per secoli separati da divisioni e conflitti, per creare una sorta di Sacro Romano Impero 2.0 (chiamiamolo così), in grado di proiettare la civiltà europea nel XXI secolo, facendole riconquistare quel tradizionale ruolo di faro del mondo, che rischiava di perdere, schiacciata come era tra blocco sovietico e americano.
    Invece, l’Unione Europea è esattamente il contrario: è la bara stessa della civiltà europea.
    Ha sin dall’inizio rinnegato le radici culturali dell’Europa che, volenti nolenti, sono le radici cristiane. L’idea stessa di Europa nasce dall’idea di cristianità: prima nasce la cristianità, poi l’Europa. A forgiare questa cristianità, da cui nasce l’Europa, sono state quelle battaglie, come Poitiers, Vienna, Lepanto, che hanno permesso all’Europa di diventare Fortezza Europa, e non una semplice espressione geografica, estrema propaggine occidentale dell’Heartland.
    Invece, quelli che dovevano essere i veri valori fondanti dell’UE sono stati immediatamente sostituiti con dei non valori, quelli della finanza transnazionale globalista.
    Non si parla più, riferendosi all’Europa di radici cristiane, di un sentire e di un destino comune, della difesa di identità proprie, ma del contrario: si parla di accoglienza indiscriminata a quegli stessi extra-europei cui una volta si sparava per difendere la Fortezza Europa, si parla di diritti umanitari, come quelli dei gay, per la difesa dei quali si deve mettere il bavaglio alla stessa morale cristiana, si parla di populismi da combattere strenuamente, disconoscendo ogni specificità regionale.
    Sono i non valori della globalizzazione che quest’UE ha imposto come suoi valori fondanti, al posto di quelli che ci avevano detto sarebbero stati i suoi veri valori fondanti. Insomma, l’UE è il più gigantesco inganno nella storia umana: è diventata esattamente ciò che non doveva diventare e che ci era stato detto non sarebbe mai diventata: la più becera espressione della globalizzazione, portatrice di un autentico messaggio anti-europeo, un insulto alla storia ed alle tradizioni degli stessi popoli europei.
    “Datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa chi farà le sue leggi”, disse il fondatore di una nota dinastia.
    Ed ecco il punto: l’euro non è una semplice appendice di tutto questo, ma è lo strumento principale grazie al quale si è fatto sì che l’Unione Europea, lungi dal diventare quello che doveva essere, è alla fine diventata la tomba stessa dell’Europa e sinonimo di globalizzazione senza freni.
    E’ attraverso l’euro che si è intaccata la solidarietà intra-europea. Favorendo alcuni paesi a scapito di altri, trattandosi fondamentalmente di un gioco a somma zero, dove ciò che un attore guadagna è sempre a scapito di altri, la moneta unica ha creato divisioni e contrasti che non ci sono mai stati quando ancora avevamo le nostre monete nazionali. Tutto ciò non sarebbe successo se quella che doveva essere la nazione leader dell’Europa, la Germania, non avesse abdicato ai suoi compiti di leadership: essere la guida di tutta l’Europa nel processo di ricongiungimento con la Russia, in modo da creare quell’enorme spazio europeo, economico ma principalmente culturale, in grado di dominare sull’intero Heartland.
    La Germania si è svenduta per un piatto di lenticchie: ha rinnegato la sua storia ed il suo destino pur di conseguire un facile ed immediato guadagno materiale attraverso l’euro a scapito di altri paesi europei.
    L’euro ha, inoltre, portato all’impoverimento degli stati nazione, schiacciati dal peso della moneta debito. Con la complicità della Germania che si è comportata esattamente come Soros (la cui famiglia è bene ricordare si arricchì negli anni della seconda guerra mondiale sequestrando ai suoi stessi correligionari deportati i loro averi), la moneta unica ha fatto sì che gli stati europei finissero nelle grinfie del capitale finanziario transnazionale, controllore dell’emissione di moneta fiat.
    Per far fronte al debito, hanno dovuto sottostare a politiche di austerità, volute principalmente da questo capitale transnazionale, ma avvallate da quel kapò europeo che prende il nome di Germania. Le politiche di austerità hanno portato ad un circolo vizioso, in cui la domanda interna continua a diminuire, la produzione crolla, lo stato si indebita sempre di più e le tasse aumentano. Insomma, povertà generalizzata.
    Ecco perché è lecito augurarsi che la Germania paghi presto il fio della propria negligenza. Potevamo tutti avere tutto, se l’Europa fosse diventata ciò che ci era stato promesso. Probabilmente, sarebbe bastato che la Germania facesse ciò che era tenuta a fare. Invece la Germania ha voluto accontentarsi di un piatto lenticchie, si è svenduta, ha lasciato che gli altri si impoverissero per poter sottrarre loro quote di mercato per le proprie industrie, ci tiene lontani dalla Russia, nostra alleata naturale, con cui non possiamo che condividere un destino comune, ed ha lasciato che l’Europa diventasse ciò che non doveva diventare.
    Avendo rinnegato le nostre radici, soprattutto le nostre radici cristiane, noi europei siamo tutti colpevoli. Dovevamo lottare con maggior furore per conservarle. Ma stramaledetta sia la Germania, soprattutto: le sue colpe sono di gran lunga le peggiori.
    Ne dovrà pagare il fio nella misura giusta.

    • Ronf Ronf

      La pace in Europa non c’è stata grazie alla UE, bensì grazie agli USA-NATO-UK

      • Gianox

        Infatti.
        Più propriamente la pace è stata resa possibile da un concetto: MAD. Cioè mutual assured destruction.
        “Si vis pacem para bellum”, dicevano gli antichi romani. È così pure oggi. È stato il timore di una retaliation nucleare a far sì che la guerra fredda non sia mia stata calda.
        Col piffero che la pace è stata ottenuta per mezzo di ONU, UE e minchiate varie. Infatti, mentre le democrazie fanno le guerre, i regimi che secondo le prime sono autoritari fanno le paci.
        Al che, colgo l’occasione per un invito: sì, invito quelle anime candide sinistrorse che credono veramente che ONU ed UE siano sinonimo di pace, di andare a fare in c…
        Mai stati più vicini ad una guerra nucleare adesso che le anime pie si stracciano le vesti per i diritti umanitari. Veramente, che vadano a farsi fottere.

        • Ronf Ronf

          E infatti la Germania vuole usare la UE per poter creare il Super Mega Stato Unico Europeo che erediterà dai vari stati nazionali i Carabinieri italiani e soprattutto il nucleare francese più il seggio all’ONU. La moneta unica europea infatti serve a desertificare il nostro paese che è l’alleato strategico degli USA nel Sud Europa

          • Mario2

            Ma basta…..

    • Davide

      solo per tua info l’ impero romano era pagano, e guarda a caso è crollato poco dopo essere infettato dal cristianesimo, ci siamo fatti imporre il dio di un popolo straniero, e ci siamo dimenticati chi eravamo, cosi abbiamo subito la forza di popoli che ai tempi di diocleziano avremmo spazzato via

      • Frank P

        Quando è crollato l’Impero era in crisi da secoli. Addirittura Sallustio (mi pare) nel periodo di massimo splendore, lamentava la decadenza dei costumi e dei valori tradizionali ravvisandone le origini già nelle guerre puniche, che a suo dire avevano comportato la scomparsa di buona parte delle famiglie patrizie originarie ed inaugurato un’eccessiva sete di ricchezza nella popolazione. La tesi che sia stato il cristianesimo a far crollare l’impero ha senz’altro le sue ragioni ed è comune a molti storici tra cui Gibbon . Tuttavia, per altri, il cristianesimo ha rappresentato l’ultimo collante di un Impero ormai svuotato e ridotto a caricatura di se stesso, è ha avuto la funzione di posticiparne la caduta.

      • valentino

        1453 caduta di Costantinopoli, fine dell’Impero Romano d’Oriente

    • valentino

      Non condivido pienamente le sue considerazioni sulla Repubblica Federale Tedesca, essendo questa un territorio occupato militarmente non è pienamente responsabile della situazione attuale

      • Gianox

        Devo riconoscere questa attenuante. Dimentico sempre che siamo colonie.

        • valentino

          Comunque, non è che ai tedeschi dispiaccia il ruolo assegnatogli e che si sforzino tanto nell’adempierlo, attenuanti generiche dovrebbero bastare

  • GattoMaculato

    Quando non è in preda a deliri religiosi, Blondet è sempre ottimo e lucidissimo, anzi, più che ottimo. L’analisi è impeccabile.

  • Gianox

    Comunque, secondo me, Putin non aspetta altro che un leader europeo credibile per poter ritornare a guardare all’Europa.
    L’alleanza Cina-Russia è innaturale. Potenzialmente, le due nazioni dovrebbero essere rivali per il controllo dell’Heartland. Il centro di questo Heartland è di fatto la Siberia, oggi russa, ma largamente inabitata, ricca di risorse e prossime al confine con la Cina. Per la Cina potrebbe essere un boccone fin troppo appetibile, nel momento in cui dovesse diventare la principale superpotenza al mondo. Credo che questo in Russia lo sappiano bene.
    Ma oggi vale il motto: “il nemico del mio nemico è mio amico”. È un’alleanza strategica, per fronteggiare il comune costante pericolo rappresentato dagli USA. La Russia ha anche interesse ad avvicinarsi alla Cina per poter avere, in un periodo di sanzioni commerciali, uno sbocco sicuro, e che sbocco, per le sue risorse energetiche.
    Ma, a parte questi pur validissimi motivi, non c’è motivo per pensare che Russia e Cina non possano diventare in futuro acerrimi nemici, una volta che gli USA saranno collassati.
    Putin non è stupido, sa che quest’alleanza è solo di facciata, serve hic et nunc, ma non ci potrà mai essere piena identità di vedute tra Russia e Cina.
    Questa ci potrà essere solo con l’Europa, con cui si condivide un destino comune.
    Purtroppo, però oggi Putin guarda ad ovest e non vede nessuno cui tendere una mano.

    • deadkennedy

      interessante vedere esteticamente le somiglianze notevoli tra putin e cesare augusto… non solo quelle estetiche evidentemente

    • Noel

      …guarda al Giappone!

      • Mario2

        Cosa intendi?

        • Noel

          scusa ma hai visto gli accordi territoriali,militari,economici,commerciali e marittimi che dovranno sottoscrivere a breve?

          • Mario2

            No, con chi?

          • Noel

            Russia/Giappone

    • Davide

      non sono cosi d’accordo, la Russia è enorme e gli abitanti della parte orientale non penso siano cosi culturalmente diversi dai cinesi, poi uno ha le risorse, l altro tecnologie e soldi, sulla cooperazione militare sono di fatto quasi ormai un blocco unico, io penso che la loro amicizia durerà molto, e che dovremmo cercare di entrare nel club pure noi, e in fretta

    • Giuseppe

      E come se la prende la Cina la Siberia anche quando sarà diventata una superpotenza? Con una guerra convenzionale? Con una guerra nucleare? Non scherziamo, su…

  • nathan

    “Ciò significa che, approfittando della crisi economica ormai decennale e mai curata che mette alla fame le imprese europee, Pechino se le sta comprando
    Che tragica e comica cortezza di vedute, che mancanza totale di visione. Nani politici ma soprattutto intellettuali”

    Invece quando nel guano erano gli altri in via di sviluppo, approfittarsi da occidentali andava bene.
    Ovviamente la colpa è della mitica globalizzazione, della mancanza di vedute dei nani politici e degli intellettuali, ovvero dei prodotti popolari di rappresentanza generati dagli stessi paesi in via di estinzione economica e sociale.
    Obiettività e responsabilità diretta dei popoli sulla ciclicità degli eventi, queste sconosciute.

    • Etrusco

      Già, noi europei non la chiamavamo “colonizzazione?”.
      Chi di colonizzazione ferisce di colonizzazione perisce

    • Giuseppe

      Mettersi in competizione con Paesi col costo del lavoro bassissimo è stata un’idiozia. La stiamo pagando con quasi metà della popolazione disoccuata o con contratti di merda di qualche mese, Ma questo è nulla, è solo l’acconto. Pagheremo con la miseria l’idiozia delle èlite economiche. E sarà solo giusto.

  • AnonimoSchedato

    Ottimo articolo, pienamente d’accordo su tutto tranne grammatica e sintassi del titolo. Togliete la bottiglia di vino al proto, per carità di lingua. 🙂

  • AndreAX

    Qui Blondet palesa i propri limiti economici. Concordo però sulla visione del dollaro.

    • Mario2

      Argomenta, grazie

      • AndreAX

        Certamente. Il problema non è la politica liberista se con ciò si intende una politica pro mercato cioè una politica che faccia arrivare una maggior varietà di patate di ogni qualità a un minor prezzo ma la politica monetaria. Trump ma anche Blondet non eliminano l’errore europeo che è la MONETA FIAT cioè una base instabile e inflazionabile a piacere, si limitano a riproporre la medesima logica solo in salsa nazionale. Questo lungi dal risolvere la crisi non fa che peggiorarla e anzi stratifica nuovi errori e crea nuove distorsioni nella struttura produttiva. Il New Deal non risolse la crisi del ’29 ma la prolungò

    • Giuseppe

      Sì sì certo, la co petizione è benefica eccetera eccetera. Ma sotterratevi…

  • Fabrizio Bertuzzi

    28. Gesu disse, “Ho preso il mio posto nel mondo, e sono apparso loro in carne ed
    ossa. Li ho trovati tutti ubriachi, e nessuno assetato. Il mio animo ha sofferto per i
    figli dell’umanita, perche sono ciechi di cuore e non vedono, poiche sono venuti al
    mondo vuoti, e cercano di andarsene dal mondo pure vuoti.
    Ma nel frattempo sono ubriachi. Quando si libereranno dal vino, cambieranno
    condotta.”

    stanno togliendo il vino 🙂

    • gianni

      i soldi sono droga

      • Consulente dei nuovi schiavi

        Già è come la droga, quando serviranno saranno introvabili.

      • Fabrizio Bertuzzi

        anche, come tutto l’eccesso di materialismo.

  • Noel

    Grande Blondet!

  • Cartomante

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/21/sempre-cina-nelle-quotate-italiane-in-terna-consigliere-pechino/1359690/
    Per chi non lo sapesse, Terna è questa:
    https://drive.google.com/file/d/0BwP9L6z1rlGyVlFndm1xYXVyclU/view?usp=sharing
    Praticamente era un’entità nata per fottere soldi agli italiani e alimentre un’elite italiana, che ora continua a fottere gli italiani, per ingrassare i cinesi.
    Siamo già al capolinea, l’ultimo purtroppo.

    • Noel

      molto interessante…

  • Alfercap

    Uno dei migliori post in senso assoluto. Grazie in primis al grande uomo e giornalista Maurizio Blondet ma anche ai commenti validi e centrati.
    Purtroppo il problema immane che esiste in I-taglia è che il 70% della popolazione è definito “analfabeta cognitivo” (mi pare questa la definizione). Cioè legge, scrive, fa di conto ma non riesce a fare i collegamenti intellettivi fra fatti-cause-effetti. Beve una informazione pre-digerita, fabbricata dal sistema mass mediatico omologato al pensiero unico(dominante) di: Finanza/multinazionali /apparato militar- spionistico. In parole povere non capisce una mazza ma crede di sapere tutte le verità. Come fare a far capire le cose a questa massa?

    • Noel

      bella domanda?…così a freddo mi verrebbe da rispondere:imponendogliele…

    • Etrusco

      È vero che in I-taglia siamo messi così, ma non credere che il resto dell’europa sia messo meglio…. viviamo in un continente “analfabeta cognitivo”!

      • Stopensando

        Confermo.

      • gianni

        negli USA mi sa che e’ ancora peggio

    • Uto Uto

      Con il termine analfabetismo funzionale si intende l’incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. In generale, l’analfabetismo è l’incapacità di leggere o scrivere frasi semplici in una qualsiasi lingua. Si parla talvolta, meno comunemente, di illetteratismo, termine usato perlopiù in ambito scientifico che definisce individui incapaci di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità.

      Indicehttps://it.wikipedia.org/wiki/Analfabetismo_funzionale

  • Uto Uto

    !!

  • peodiguerra

    sempre acute e perfette le analisi economiche di Blondet. Il futuro è della Cina e lo sappiamo .Gli USA pure lo sanno ,ma un pò fingono e un pò non vogliono rassegnarsi e questo è il dramma. La butteranno in rissa,ovvero in guerra,come fanno i bulletti a scuola e tutti ne andremo di mezzo.

  • cipperimerlo

    Oggi c’è la Cina!
    Ah, beh!!!!!!!

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