Il Grande Sfasciatore colpisce ancora: l’orrore fiscale in agguato a Washington


di David Stockman

[Il seguente articolo è la fusione di The Great Disrupter Strikes Again, The Fiscal Horror Show Playing Soon in Washington e The GOP’s Obamacare Lite: Retreat, Retweak, Rename, Renege.]

Le ampollosità di Trump stanno causando gravi perplessità e dubbi tra gli alleati degli Stati Uniti in Europa e in Asia orientale.

Bene!

Forse la prossima volta che Washington inviterà il mondo ad unirsi in una delle sue guerre inette, non risponderà nessuno.

Nel contempo, le buffonate di Trump stanno causando una “crisi esistenziale” all’interno del complesso militare, ma è anche certo che innescheranno una crisi finanziaria tonante.

Mi riferisco, naturalmente, al crollo imminente della frenesia nel mercato azionario emersa durante il post-elezioni.

Il fatto è che Wall Street è diventato completamente avulso dalla realtà, mentre si avvicina ad un crollo. Non c’è più nulla che possa tener gonfia la bolla, ad eccezione dei robo-trader che leggono i titoli dei giornali e che si stanno affannando per coprire le loro posizioni short.

Di certo non ci sarà alcuno Stimolo Targato Trump a sostegno di un mercato ai livelli massimi di tutta la storia. Il piano fiscale “fenomenale” di cui ha parlato Trump, sarà morto prima che possa approdare a Capitol Hill.

Questo perché senza un aumento delle entrate proveniente da una tassa sulle frontiere (BAT), non vi è alcun modo per finanziare il taglio delle imposte sulle aziende ($2,000 miliardi) o quello sul resto delle fasce fiscali ($5,000 miliardi).

Infatti in assenza di enormi entrate provenienti dalla tassa sui confini, la riforma fiscale finirà con un bagno di sangue fiscale per Main Street. Non ci sono scappatoie politicamente appetibili e spese fiscali che possono essere eliminate al fine di coprire gli sgravi fiscali di Trump.

Ma con $20,000 miliardi di debito pubblico attuale e $30,000 miliardi entro il prossimo decennio, non c’è la possibilità di replicare un taglio delle tasse finanziato con più debito.

I ranghi dei Tea Party ed i conservatori fiscali non accetteranno una risoluzione simile, la quale si tradurrebbe in un debito pubblico al 140% del PIL.

Ed è giusto che sia così. Durante il prossimo decennio, gli Stati Uniti diventeranno una colonia di baby-boomer in pensione che crollerà sotto il peso del debito.

Senza una risoluzione di bilancio per l’anno fiscale 2018, non ci sarà una “riconciliazione” sulla riforma fiscale; e senza quest’ultima, il Senato diventerà una fucina di ostruzionismo nei confronti della riforma fiscale.

Quindi penso che l’implosione sia ormai prossima e sicuramente il 15 marzo ha rappresentato il giorno dell’inizio.

In breve, i robo-trader hanno presupposto una gigantesca riduzione delle tasse sulle imprese, su cui i venditori ambulanti di Wall Street stanno già basando le loro previsioni sugli utili. Stiamo parlando di $15-20 per azione solo per l’indice S&P 500.

Ma non succederà mai, perché oltre all’ostruzionismo di cui sopra, la Casa Bianca è già sull’orlo di una crisi politica. Le classi dirigenti e lo Stato Profondo sono decisi a spodestare Trump, e che ci riescano o meno, è estremamente probabile che Washington si bloccherà durante questa primavera.

Così nel giro di settimane o mesi al massimo, Trump si ritroverà a lottare per la sua sopravvivenza politica, mentre il gigantesco stimolo fiscale che Wall Street si aspettava sarà pari ad un cumulo di rovine in una guerra politica a Capitol Hill.

Non ho mai pensato che il taglio delle tasse e le spese per infrastrutture avrebbero mai visto la luce, perché Trump è finito in una trappola del debito senza che ne avesse la minima idea. Eppure, ogni giorno che passa, la grandezza della trappola si allarga.

Stando al Daily Treasury Statement del 17 febbraio, per esempio, il debito pubblico era di $19.895 miliardi rispetto ai $18.99 miliardi di un anno fa. Quando si aggiunge un leggero aumento del bilancio del Tesoro USA pari a $262 miliardi, la matematica parla da sé.

Durante lo scorso anno, lo Zio Sam ha consumato quasi $75 miliardi al mese. Ciò significa che Washington ha effettivamente consumato $885 miliardi durante gli ultimi 365 giorni — o molto di più di quanto previsto dal deficit di bilancio ufficiale di $587 miliardi per l’anno fiscale appena concluso (2016).

Questo significa anche che una volta che la stagione di raccolta delle imposte si concluderà ad aprile, non ci sarà abbastanza denaro per far andare avanti la macchina federale — anche se il Tesoro eventualmente ricorrerà ai soliti espedienti, come ad esempio la cessione temporanea dei fondi fiduciari.

Quindi vediamo di essere chiari.

Abbiamo di fronte la “madre di tutte le rese dei conti” riguardo il debito, e sarà preceduta da una mancata abrogazione dell’Obamacare perché il GOP non si accorderà su una nuova versione dello stesso. Per farla semplice con un esempio, le tasse dell’Obamacare genererebbero $800 miliardi di entrate nel prossimo decennio, mentre l’espansione del Medicaid costerebbe più di $1,000 miliardi.

Non vi è alcuna possibilità che le lobby di Washington consentiranno che una qualsiasi di queste tasse finisca in un disegno di legge concernente l’abrogazione dell’Obamacare, ciononostante la Casa Bianca e il Congresso sono così politicamente esposti sull’abrogazione dell’Obamacare che non hanno altra scelta se non marciare con un processo che creerà spaccature profonde all’interno del GOP e farà saltare l’orologio legislativo.

Il socialismo nell’assistenza sanitaria è quello che alla fine manderà in bancarotta l’America. Secondo la legge attuale, i programmi di governo avranno un costo di almeno $24,000 miliardi nei prossimi dieci anni.

Tale somma sbalorditiva include il costo proiettato del Congressional Budget Office (CBO), pari a $16,500 miliardi, per i programmi sanitari federali — più $4,000 miliardi in benefici fiscali per i piani sanitari dei datori di lavoro e $3,500 miliardi per la quota statale del Medicaid.

L’assistenza sanitaria statale totale è quasi il doppio del costo decennale ($13,200 miliardi) della previdenza sociale.

Il socialismo nell’assistenza sanitaria è qualcosa di fiscalmente esplosivo, perché distrugge la disciplina di mercato sui costi — in quanto corrode la responsabilità individuale riguardo gli elementi motore della domanda per cure mediche: la forma fisica e le abitudini alimentari.

A mio giudizio la nuova versione dell’Obamacare finirà per costare $23,000 miliardi, o il 95% della linea di base attuale per il prossimo decennio, e lascerà in atto tutte le caratteristiche anti-mercato e collettiviste della macchina sanitaria attuale. La verità è che non esistono più mercati liberi nel settore sanitario. Il problema alla base dell’assistenza sanitaria americana — dove i prezzi esorbitanti del Medicaid sono solo un sintomo — è rappresentato da troppe assicurazioni, non troppo poca concorrenza; e, soprattutto, troppo denaro statale nel sistema.

Questa è l’essenza della questione. Quando tutto è pagato da terzi, scompaiono quei consumatori coscienziosi e attenti ai prezzi che hanno il proprio denaro a rischio.

I consumatori americani, infatti, sono stati economicamente uccisi dal sistema attuale. Inutile dire che non esiste qualcosa come un libero mercato quando non ci sono consumatori reali. Ciò che passa per mercato sanitario oggi, è solo una stanza di compensazione burocratica in cui i cartelli cercano di massimizzare i loro fatturati mentre le compagnie d’assicurazione ed i cartelli sanitari cercano di minimizzare quello che certificano per il pagamento.

La conseguenza è prezzi elevati, infiniti problemi sulle coperture e una completa perdita di sovranità del consumatore sui propri costi riguardanti l’assistenza sanitaria e la relativa qualità. E questo è ciò che fondamentalmente contesta il popolo riguardo “l’Obamacare”.

La nuova versione dell’Obamacare non risolverà le mancanze dell’attuale sistema d’assistenza sanitaria, né riconvertire l’espansione del Medicaid limiterà i costi ed i premi alle stelle. Alla fine verranno consumati ingenti capitali per introdurre la nuova e alleggerita versione dell’Obamacare, ma non darà nuovo lustro al ramo sanitario americano. Innescherà solamente una conflagrazione politica intrinseca ad un sistema irrazionale e disfunzionale che è diventato troppo costoso.

Di conseguenza non mi aspetto né una risoluzione di bilancio per l’anno fiscale 2018, né un taglio/riforma fiscale prima che la crisi del tetto del debito sfoggerà il suo massimo potenziale la prossima estate.

Poi la crisi avrà inizio, e il mercato azionario finirà a corto di acquirenti perché tutti i robo-trader salteranno sul lato “vendere” della barricata.

Alla fine della storia, una vera ripresa economica e il ripristino della democrazia in America dipendono da un ribasso del 40-50% nell’attuale mercato azionario selvaggiamente gonfiato. È l’evento che alla fine screditerebbe i pianificatori monetari centrali della FED e distruggerebbe il sistema insidioso della Finanza delle Bolle che hanno creato.

Le politiche della FED concernenti tassi d’interesse bassi stanno devastando i risparmiatori ed i pensionati della nazione, e quindi stanno prosciugando la linfa vitale della prosperità capitalistica.

Allo stesso modo, il suo ridicolo obiettivo d’inflazione al 2% — in un’economia globale altamente competitiva dove i costi degli Stati Uniti ed i salari sono al vertice della scala — è ciò che ha causato la massiccia delocalizzazione dell’economia industriale americana.

Ciò che è effettivamente necessario sono prezzi finanziari di libero mercato e una deflazione di salari, prezzi e costi.

Anche all’epoca di Greenspan la Città Imperiale dipendeva interamente dalla massiccia monetizzazione del debito portata avanti dalla FED e dai suoi seguaci nelle banche centrali di tutto il mondo. Bisogna ricordare ancora una volta che quando Alan Greenspan inaugurò questo sistema della Finanza delle Bolle nel 1987, il bilancio della FED era pari a soli $200 miliardi.

Ora è più grande del 22X, a $4,400 miliardi. Questa è una misura semplice ma convincente della frode finanziaria che ha consentito alla Città Imperiale di finanziare il complesso militare/sociale.

La rettitudine fiscale tornerà solo quando un trauma finanziario dimostrerà al popolo americano che una banca centrale è il suo nemico mortale e che deve essere revocato il suo compito di acquistare debito pubblico e manipolare i tassi d’interesse ed i prezzi delle azioni.

Ormai i piani alti delle grandi aziende americane pullulano di gente ossesionata da azioni e stock option; non altro che covi d’ingegneria finanziaria alimentata dal sistema della Finanaza delle Bolle della FED.

Di conseguenza migliaia di miliardi di flussi di cassa e capacità di bilancio vengono deviati in riacquisti di azioni proprie, F&A spropositate, dividendi e altre distribuzioni. Non sorprende, quindi, se gli investimenti netti aggiustati all’inflazione in attività commerciali produttive, sono il 30% al di sotto del livello all’inizio di questo secolo.

Alla fine questo processo corrosivo sta distruggendo i posti di lavoro ed i salari reali di Main Street — anche se ha inondato il cosiddetto 1% con guadagni imprevisti.

Nel mio libro, Trumped!, ho mostrato un grafico che riassume la storia della Finanza delle Bolle degli ultimi 30 anni: il patrimonio netto di un gestore di portfolio obbligazionario è cresciuto del 35X durante suddetto intervallo, mentre il reddito reale della famiglia media degli Stati Uniti è cresciuto ad uno 0.80X rispetto al suo livello di partenza.

Cioè, è diminuito del 20%.

Nelle ultime settimane San Warren Buffet ha intascato altri $1,300 miliardi dalle sue azioni Apple.

Ma purtroppo per San Warren e tutti gli altri che hanno beneficiato notevolmente dalla Finanza delle Bolle, il Grande Sfasciatore sta per mettere un punto a tutto questo.

Saluti,

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/

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