Dopo l’auto-attentato, ecco la strage di bimbi con gas nervino in Siria. Ok, scopriamo le carte ora?

Di Mauro Bottarelli , il - 100 commenti


Quanti russi ci vogliono per fare un occidentale (mi tocca usare questa formula perché l’insegnante di storia e geografia della gran parte dei grandi giornalisti italiani deve essere morta al primo quadrimestre)? Sicuramente non ne bastano 14, il loro sangue non deve essere abbastanza rosso, il dolore dei loro familiari non abbastanza straziante, la loro paura non abbastanza meritevole di pietà. Viene da chiederselo, al netto della reazione di pressoché indifferenza del cosiddetto “mondo libero” all’attentato di San Pietroburgo: nessuna edizione speciale dei tg o dei talk-show, programmazione tv rimasta fissa sul solito letamaio da cervello all’ammasso ma, soprattutto, la new entry assoluta del complottismo in salsa mainstream. Dire che Putin l’attentato se lo è fatto da solo per paura dei 22 boy scout capitanati da Navalny è cosa buona e giusta, sdoganata dai salotti buoni. Che dire della prima pagina di oggi de “Il fatto quotidiano”,

davvero delicatissima. Strano, però, perché il quotidiano diretto da Marco Travaglio solitamente bacchetta ogni refolo di complottismo con feroce sarcasmo, accomunando chiunque non si beva le veline del Tg1 come adoratore delle scie chimiche. Ma si sa, quel mostro di despotismo di Vladimir Putin val bene uno strappo alla regola. Eppure ho la quasi certezza che alcuni attentati abbiamo aiutato parecchio politicamente Francois Hollande e Angela Merkel, per non parlare di Barack Obama o Donald Trump, uno che sul mantra del terrore islamico ha costruito addirittura l’approdo alla Casa Bianca. Niente, in quel caso al “Fatto” hanno preferito mantenere la barra dritta, in effetti documenti lasciati in bella mostra sui luoghi degli attentati e kamikaze che si fanno esplodere da soli in vicoli deserti come allo Stade de France non sono motivo di approfondimento. Complimenti.

Ma non solo la stampa ha voluto dire a chiare lettere che di quanto accaduto a San Pietroburgo interessa soprattutto il risvolto complottista. Guardate questo straordinario tweet di Vittorio Zucconi,

corrispondente di “Repubblica” dagli Stati Uniti: cosa avrà voluto dire, visto che pare scritto da un analfabeta funzionale? Ad occhio, nulla di carino rispetto alla memoria di quei quattordici corpi al suolo, di fatto vittime della brama di potere putiniana: per essere martiri dei macellai del Califfato occorre stare sotto la bandiera a stelle e strisce, mica certi privilegi si garantiscono a tutti. Ma se Twitter ha regalato perle, Facebook questa volta non ha dato vita a filtri automatici per i profili con simboli di lutto per le vittime: lo ha fatto per tutti gli attentati in Europa, persino quello in Turchia anche se c’è al potere Erdogan (lo stesso su cui si butta merda ma che riempiamo di soldi per evitare di essere inondati da profughi) ma per la Russia nulla. Probabilmente Mark Zuckerberg è stato scippato a San Pietroburgo ed è ancora incazzato con l’amministrazione comunale.

E i gessetti? Non pervenuti. E i monumenti illuminati con i colori della bandiera del Paese colpito? Zero. Strano, però, perché quest’ultimo è stato un vero must della lotta al terrorismo per diversamente etero che stiamo combattendo in Europa. Guardate la porta di Brandeburgo,

praticamente le mancano i colori della Sampdoria e poi le ha benedette tutte le celebrazioni. Ma proprio tutte, perché questa foto

ci mostra come anche i colori arcobaleno della comunità LGBT abbiano avuto l’onore di rischiarare la notte berlinese. Sapete l’amministrazione di Berlino cosa ha risposto a chi chiedesse lumi riguardo la decisione di non ricordare l’accaduto? Le luci sulla Porta si mettono solo per le città gemellate o per occasioni particolari. Come dire, un attentato alla metro di San Pietroburgo non sarà mica qualcosa di strano? Tanto più che, con ogni probabilità, se lo è fatto Putin da solo per screditare quel po’ po’ di opposizione che si ritrova a contrastare. Dunque, la giornata dell’orgoglio gay-lesbico-pentasessuale merita le luminarie, mentre i morti russi no. Chi avesse dubbi sulla natura di avamposto Usa della Germania, spero che ora abbia visto i suoi dubbi spazzati via. Ma queste sono stupidaggini, non sono cose serie.

Di grave c’è dell’altro. Ad esempio, quanto dichiarato ieri sera da Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera e presidente di RCS Libri, a “Otto e mezzo” su La7. Interpellato da Lilli Gruber sull’attentato in Russia e sulle sue radici, ecco la risposta: “La ragione dell’attentato di San Pietroburgo risiede nelle politiche di Putin basate sullo sterminio”. Ora, si fosse trattato di chiunque altro, un Andrea Romano qualsiasi ad esempio, uno avrebbe invocato un TSO urgente e via ma gente come Paolo Mieli non parla a caso: le stanze del potere, quello vero, lui le bazzica da sempre e ne è sempre uscito con la giacca pulita e gli ossequi dell’uditorio. Quali stermini imputa al presidente russo? Forse in Siria? Strano, perché volendo mettere da parte ideologia e malafede, chi ha compiuto bagni di sangue in quel Paese è l’Isis, creatura non esattamente riconducibile a un esperimento di guerra a bassa intensità sfuggito di mano al Cremlino.

Chi decapitava, lapidava, lanciava i gay celebrati alla Porta di Brandeburgo dai tetti dei palazzi? Le milizie russe, forse? Le truppe regolari di Assad? No. Forse quell’Isis che combatte con armi occidentali, Usa e tedesche in testa, che gira video con tecnologie degne di Hollywood, che ha usufruito di passaggi sicuri attraverso il confine turco grazie all’alleato NATO di Ankara: eppure, Vladimir Putin compie stermini. A tal punto da rendere quasi automatica, lapalissiana la punizione della bomba a San Pietroburgo. Prima di arrivare alla ciccia della notizia, meglio che scopriate qualcosa in più su Paolo Mieli. E sarà lui a dirvelo, attraverso le risposte che diede in un’intervista concessa a “Libero” il 5 maggio del 2008, facilmente rintracciabile in Rete. Alla domanda, “Come visse il ’68?”, ecco le sue parole: “Dentro il movimento studentesco. Negli anni tra il ’68 e il ’72 io ero tre cose contemporaneamente. Primo: ero giornalista dell’Espresso, dove tenevo un diario sulla sinistra extraparlamentare. Secondo: militavo in un gruppo che precedette la costituzione di Potere Operaio, dove c’erano Oreste Scalzone, Franco Piperno, Toni Negri, con i quali rimanemmo amici anche negli anni successivi. Terzo: facevo lo studente applicato di De Felice”.

E ancora, quando gli viene chiesto “Lei è figlio d’arte. Crede che il suo destino sarebbe stato lo stesso se suo padre non fosse stato Renato Mieli?” , ecco la sua risposta: “Mio padre era un ebreo di Alessandria d’Egitto che venne in Italia. Ma durante le leggi razziali si rifugiò in Medio Oriente. Rientrò cambiando identità, nei panni di un colonnello dell’esercito inglese di nome Ralph Merrill. Non considero mio padre un giornalista. Quindi non mi considero un figlio d’arte”. E ancora, quando viene fatto notare che il padre fu anche il fondatore dell’Ansa, ecco cosa ci racconta: “Fondò l’Ansa perché gli inglesi sapevano che era un intellettuale di spessore. Entrato nel Pci, divenne anche direttore dell’Unità nel ’49, l’anno in cui nacqui io. Ma poi lasciò la direzione nel ’54, per andare a Roma a dirigere la sezioni Esteri del Pci. Nei primi tempi, fummo ospitati da Maurizio e Marcella Ferrara, i genitori di Giuliano, che per me è stato un fratello per tutta l’infanzia e l’adolescenza”. Infine, alla domanda “Che rapporto ha lei con l’ebraismo?”, ecco la risposta: “Io mi sento ebreo, anche se tecnicamente non lo sono, essendo figlio di padre e non di madre ebrea. Pur non professando alcuna religione, mi sento molto vicino al mondo ebraico”. Penso che ora abbiate un perfetto profilo dell’uomo e un’idea più chiara del perché io lo ritenga qualcuno che, se parla, non lo fa per dare fiato alle tonsille.

Et voilà, a meno di 24 ore dalle parole durissime di Paolo Mieli, ecco che la realtà diventa più incredibile della fiction. Sarebbero infatti almeno 58, tra cui 11 minori, i morti in un raid aereo avvenuto in Siria con il sospetto uso di gas, stando all’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). L’ong, citando fonti mediche, ha aggiunto che il bilancio potrebbe aggravarsi, perché vi sono anche 160 feriti o intossicati, alcuni dei quali in gravi condizioni. L’attacco è avvenuto a Khan Sheikhun, nella provincia nord-occidentale di Idlib, in mano ad insorti e qaedisti dell’organizzazione Fatah al Sham (ex Fronte al Nusra). Successivamente un ospedale da campo dove venivano curate le vittime dell’attacco è stato colpito in un altro raid, sempre stando a fonti degli attivisti (ovviamente credibili di default per i media occidentali, un po’ come quei filantropi degli “Elmetti bianchi”). Detto fatto, senza conoscere la dinamica dell’accaduto da fonti terze, la Francia ha chiesto una riunione urgente del consiglio di sicurezza dell’Onu.

E cosa ci sarebbe a sostegno di questa tesi? Finiti gli ospedali di Aleppo resi proverbiali dalle cronache da Istituto Luce di Lucia Goracci per il Tg3, ecco servita una bella una strage di bambini, perfetta per oscurare anche l’ultimo barlume di interesse per San Pietroburgo. “Le foto fornite dalle ong mostrerebbero infatti gruppi di bambini seminudi, ammassati gli uni sugli altri, con le braccia rigide, gli occhi ancora spalancati e il terrore nello sguardo”, raccontano le fonti. Ma non basta, ci sono anche puntualissime e nitide istantanee prese all’interno degli ospedali “con i bimbi terrorizzati, spaesati, alcuni in fin di vita, il volto coperto dalle maschere di ossigeno. E poi un padre, disperato, con gli occhi segnati dal pianto, che tiene in braccio il corpo rigido della sua bambina”. Ho virgolettato perché la prosa da scena della carrozzella della “Corazzata Potemkin” è presa dalla cronaca dell’Ansa e non voglio rubare il merito all’ispirato giornalista dell’agenzia fondata dal padre di Paolo Mieli per conto degli inglesi nel Dopoguerra.

Ma non basta. Sempre l’Ansa ci dice che “i presidenti di Turchia e Russia, Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin, hanno discusso in una telefonata del raid. Lo riferiscono fonti presidenziali di Ankara, secondo cui Erdogan ha detto che un tale attacco è disumano e inaccettabile”. Ora, al di là che Erdogan sta al principio di umanità quanto Angelino Alfano alla lingua inglese, come è possibile avere tutte queste certezze in poche ore? Ma come, sono giorni che i media occidentali occultano il fatto che gli USA la scorsa settimana abbiano ammazzato oltre 200 civili in un raid a Mosul e alla Russia e ad Assad non si dà nemmeno una mezza giornata di beneficio del dubbio? Lo capisco, è un po’ come la prima volta che si fa sesso: uno vorrebbe che fosse romantico e indimenticabile ma la voglia è troppo e puff, non si resiste. Come resistere a un’occasione simile, d’altronde: un bell’attacco con armi chimiche e strage di bambini che sbatta sul banco degli imputati Putin e Assad, oltretutto spedendo nel dimenticatoio l’attentato a San Pietroburgo?

Da quanto era pronta la richiesta francese di convocazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU? Me lo chiedo perché Francois Hollande trovò pronta sul tavolo la richiesta di proclamazione dello stato di emergenza non appena arrivato all’Eliseo la sera del 13 novembre 2015, giusto di rientro dallo Stade de France. E quando ancora l’attacco al Bataclan era in corso. Si sa, sono un po’ delle pippe come intelligence ma a livello di timing i francesi sono dei fenomeni. Ecco, infine, le parole dell’alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini: “Ovviamente c’è una primaria responsabilità del regime, perché la sua responsabilità è quella di proteggere il suo popolo, non di attaccarlo”. La colpa è di Assad e, quindi, del suo sostenitore numero uno, Vladimir Putin: non ci sono dubbi, le prime pagine dei giornali di domani gronderanno indignazione.

E la versione russa? Un comunicato ufficiale del ministero della Difesa di Mosca ha immediatamente negato che fossero in atto operazioni aeree nella zona di Idlib ma appare il buonsenso la stella polare da seguire per capire cosa sia accaduto. Sorge infatti spontaneo da chiedersi perché Assad, che sta vincendo sul terreno con l’aiuto dei russi e degli iraniani e ha appena incassato dall’ambasciatrice Usa all’Onu un atteggiamento molto più accomodante da parte degli Stati Uniti, avrebbe dovuto lanciare un attacco con gas nervino, di queste proporzioni, senza nessuna necessità militare. L’offensiva dei ribelli nel Nord della provincia di Hama è fallita ed è finita in un disastro, così come i tentativi nei sobborghi di Damasco. Dunque, o Assad è impazzito e ha appena dato vita al più grande suicidio politico della storia recente o qualcosa, tanto per cambiare, non torna nei racconti delle ong schierate al fianco dei ribelli. Tanto più che l’ONU sta cercando le prove dell’uso d gas da parte delle truppe lealiste dal 2015 e, nonostante un abuso di fantasia degno di Walt Disney, abbia finora dovuto sventolare bandiera bianca.

Che mondo meraviglioso quello dei Paolo Mieli: a poche settimane dal fondamentale voto del 19 maggio in Iran, con le relazioni politiche e militari tra Teheran e Mosca sempre più strette (e sempre più scomode per Washington e Tel Aviv, cui si è accodata Ankara in cambio dell’assicurazione sulla vita del referendum per la svolta presidenzialista) e il giorno dopo l’incontro tra Donald Trump e il presidente egiziano Al-Sisi (non vi eravate chiesti come mai alla Casa Bianca si fosse atteso così tanto per chiamare Mosca ed esprimere solidarietà? C’erano ospiti più importanti da coccolare), anch’esso un po’ troppo compromesso militarmente e politicamente con Mosca anche in chiave di questione libica, la questione siriana torna d’attualità. Sono complottista? Cazzo volete, un giorno per uno non fa male a nessuno.

Con una straordinariamente mediatica e strappalacrime strage di bambini a colpi di gas tossici, roba che il Tg3 ci piagnucola per sei mesi. Avete capito cosa c’è in gioco, adesso? Avete capito che siamo in guerra per conto terzi e per l’ennesima volta? Non vi paiono tutte delle straordinarie coincidenze messe in fila: gli USA decidono di contravvenire al mantra isolazionista di Trump e aumentano l’impegno militare in Siria, Iraq e Yemen (e casualmente i ribelli anti-Assad ritrovano forza), Israele si mette a bombardare postazioni Hezbollah senza ritegno, quasi a voler provocare apertamente l’Iran, la Russia viene colpita prima da un prodromo di primavera colorata e poi da un attentato ma la vulgata generale è quella di Vladimir Putin che, di fatto, ha raccolto ciò che ha seminato. Oggi, poi, la strage ad orologeria. Resta un’ultima domanda, dopo tanti dati di fatto: quanto durerà la pazienza di Vladimir Putin?

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Shares
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

  • thomas

    Paolo Mieli.”.un altro complice di Dio”…

    • deadkennedy

      no semplicemente un ebreo. poi ciascuno la prenda come vuole

      • Apolitico

        ancora…

      • thomas

        Appunto ho parafrasato il titolo sarcastico di un libro interessante.Non ho voluto espormi visti i tempi ad etichettarlo con la sua esatta appartenenza.

    • paolinks

      e’ presente nel libro di Chiesa “I peggiori crimini dei comunisti”?

  • and3ea

    A me stupisce il poco senso di queste accuse. Nella vita di tutti i giorni come anche in molti commenti nel web trovo che sempre meno gente crede alla propaganda anti Assad. D’altronde chi potrebbe credere che una azione in guerra con unìaltra mentre sta vincendo userebbe armi proibite e molto facilmente dimostrabili (non distingui un morto calibro 9 o calibro 22 da una foto, ma una vittima di gas nervino sì direi) che alienerebbero l’opinione pubblica. La legge di Occam è chiara, la cosa più probabile è quella vera. Probabilmente hanno colpito una fabbrica di armi chimiche o di fertilizzanti… scommettiamo?

    • ws

      Nella vita di tutti i giorni come anche in molti commenti nel web trovo che sempre meno gente crede alla propaganda anti Assad.
      non credere , la maggioranza è formata da pecoroni ignoranti che non vogliono pensare e che si fanno “formare” dal sistema massmerdiatico

  • Ale C.

    a questo punto mi aspetteri la porta di brandeburgo con la bandiera FSA.

    • Ronf Ronf

      FSA sta per…?

      • Ale C.

        Free Syrian Army. La fazione più coccolata dai liberals mondiali

        • Ronf Ronf

          Ah, mi sembrava una sigla riconosciuta…

        • what you see is a fraud

          Perche’ fa un ottimo lavoro e anche Hezbollah.
          Ammazzano i terroristi dell’Isis che e’ un fatto positivo mentre gli Israeliani e i turchi curano i tagliagole in ospedali e la CIA li addestra !

  • E ora ricomincia l’ennesimo giro di giostra dei media mainstream, grondanti di indignazione a comando per l’ennesima lavata (o spazzolata) di quel poco di cervello che ha il pubblico medio.

    Da lettore pluriannuale di RC e altri siti scelti sul web posso dire di essere abbastanza corazzato a questi tentativi…

  • Semplice

    A me colpisce sempre più la forbice tra i giornalisti, o presunti tali, e la gente. Scorrendo il Fatto e partendo dal titolo, i commenti sono tutti contro lo stesso pezzo, la redazione visto che manco è firmato quel pezzo.

    Ci si aspetterebbe una correzione ed invece qualche ora dopo lo stesso titolo viene stampato a caratteri cubitali e nonostante i commenti siano per la maggior parte contro le accuse ad Assad.
    Quindi i casi sono due, o chi scrive non legge, non si cura minimante di quello che pensano e dicono i lettori, oppure non leggono i commenti. Mi chiedo però perchè chiedere soldi, ovvero abbonamenti, se poi te ne sbatti altamente.

    Questo comportamento non è normale, è illogico.

    • TheoGattler

      Perché era logico e normale l’atteggiamento che idirigenti brezneviani assumevano di fronte ai fallimenti della loro economia?

    • Angeles Negre Cuevas

      Ricevono soldi da qualche ambasciata molto potente, alla quale debbono ripagare con degli articoli di ca….a!

    • gior

      Verissimo! Il Corriere un tempo pure dava un ampio spazio ai commenti, ora non più, ma spesso avveniva la stessa storia.
      Ho una spiegazione a ciò: chi legge la stampa su Internet ha possibilità di seguire siti non allineati o politicamente corretti ed arriva a capire le enormi menzogne mediatiche.
      Si è purtroppo creato un abisso in questo Paese fra chi può informarsi fuori dal mainstream e chi invece (quasi tutti i pensionati ad es.) non ha altre fonti che le televisioni o qualche giornale letto al bar.

    • Gianox

      Non è illogico, se si parte dal presupposto che sono pagati per far quello.
      Il Fatto Quotidiano si vanta di non prendere contributi statali. Ora, noi sappiamo bene che nessun giornale in Italia riuscirebbe a campare senza contributi statali o potentati economici alle spalle, come è per esempio il caso de Il Giornale, di proprietà di Berlusconi. I casi dell’Unità e de Il Sole 24 Ore lo testimoniano.
      Eppure, il Fatto sembra prosperare allegramente: sì, certo, ti chiedono i soldi degli abbonamenti (tra l’altro facendoti vedere quella brutta faccia di Colombo, il cui ghigno è inquietante, tanto sa di satanico), ma non pare che abbiano grossi problemi di soldi. Che riescano a tirare a campare con gli abbonamenti, le vendite in edicola e la vendita di spazi pubblicitari? Sì, chi ci crede?
      Come è stato scritto qua sotto, hanno finanziatori occulti, ambasciate o chissà cos’altro. Sarebbe il caso che qualcuno gli facesse le pulci ed andasse a sbirciare nei loro bilanci, a loro che sono sempre pronti a darti addosso alla minima infrazione. Sono convinto che ne scopriremo delle belle.
      In definitiva, scrivono quello che scrivono perché son pagati per fare quello. Ed ecco perché se ne infischiano bellamente dei commenti negativi: a loro non cambia nulla, che perdano tutti i lettori o meno, tanto il loro compito non è quello di informare.

    • GattoMaculato

      E’ più che logico, invece. Obbediscono ai loro padroni, che li pagano. E non si tratta dei lettori.

  • Gianox

    Stavo per accingermi a leggere l’articolo quando mi è caduto l’occhio sul titolo del giornale, Il Fatto Quotidiano.
    Ma non quello che riguarda la Russia, l’altro, quello sopra, dedicato alla ormai famigerata mamma di Regeni: “la mamma di Regeni si rivolge al papa. Andrà in Egitto. chieda verità sugli autori e sui mandanti del suo omicidio. Ci si rivolge alla Chiesa quando lo stato latita”.
    Se possibile, lo trovo persino più agghiacciante di quello già turpe dedicato alla Russia di Putin.
    Ora, chi abbia seguito anche minimamente la vicenda Regeni su mezzi di informazione degni di tal definizione, ovvero non i media mainstream, sa grossomodo cosa potrebbe essere successo.
    Regeni, magari pure a sua insaputa, si è ritrovato arruolato nell’intelligence britannica, od a qualcosa ad essa collegata, ed era in procinto di diventare uno di quegli agitatori di folle tanto care alle rivoluzioni colorate sorosiane. Per questo era stato mandato in Egitto: nella migliore delle ipotesi, per farsi le ossa sul campo, nella peggiore, per fungere da utile idiota. E come si sa, certi utili idioti sono più utili da morti, soprattutto quando servono a rovinare i rapporti tra l’Egitto e la compagnia petrolifera più importante del proprio paese, così da favorire quella dell’altro paese.
    Ebbene, perché è agghiacciante questo titolo di giornale? Perché si fomenta la madre di Regeni a continuare a rompere le palle per danneggiare l’ENI. Ecco perché. Se la suddetta madre cercasse realmente risposte, andrebbe a chiederle alla gente che ha mandato consapevolmente il figlio al macello: la stessa gente che si è rifiutata di rispondere, quando interrogata dai magistrati italiani.
    Invece non cerca risposte, ma commiserazione. E quelli di questo giornale se ne approfittano: soffiano continuamente sul fuoco, aizzano la madre a far casino, facendo biecamente leva su un falso sentimentalismo, distorcono la verità facendo credere ai lettori che sugli interessi nazionali debbano prevalere quelle che sono le paturnie di una madre che non sa elaborare il lutto perché non sa accettare il fatto di poter essere stata in qualche modo responsabile della morte del figlio.
    Lo so che sono parole forti, quelle che sto usando, ma un giovane uomo di 28 anni deve essere ritenuto responsabile delle sue azioni, e se muore perché stoltamente finisce in un qualcosa di troppo grande per lui, la colpa è anche sua e di chi avrebbe dovuto insegnargli a stare al mondo.
    Sta di fatto che la madre non è diversa: non capisce che il suo dolore viene strumentalizzato da gente senza scrupoli, e per di più per nuocere agli interessi del suo stesso governo, che ha sì una colpa, quella di non dirle di tacere.
    E quindi, ritornando on topic, non stupisce che la stampa faccia quello che fa: la loro non è solo falsità, ma proprio malvagità. Umanamente, mi dispiace per come il dolore della madre di Regeni venga strumentalizzato. Ma così, come il figlio, a sua insaputa fa il gioco di chi vuole solo il suo, ed il nostro, di male.

    • Ottima osservazione, non l’avevo notato il trafiletto alla testata del FQ.

      La faccenda è durata troppo, ora che tu hai tirato fuori l’argomento, mi viene in mente quello striscione “verità per regeni” esposto sotto due finestre, visto ieri pomeriggio in un ameno paesino in mezzo al Lago di Como, di fianco alla chiesa – là dove è stato celebrato il funerale del mio povero zio.

      Con tutto il rispetto e delicatezza per la perdita che codesta famiglia ha avuto per il figlio deceduto in egitto, non si può pensare di stare a rompere ad libitum le palle ad Al Sisi – che sta seduto sopra una polveriera in nuce.
      Sarà un dittatore, ma teniamocelo caro.

      • Gianox

        Eh, appunto.
        Questa storia puzza di strumentalizzazione anti-ENI ed anti-Al Sissi lontano un miglio.
        Ma fate caso al titolo: “ci si rivolge alla Chiesa quando lo stato latita”.
        Non sono parole scritte a caso. L’obiettivo è palese: aizzare la madre, e l’opinione pubblica, contro lo stato perché prenda decisioni contrarie all’interesse nazionale.
        Qua si può parlare apertamente di tradimento: questi giornali sono veramente una quinta colonna che, internamente, opera contro gli interessi dell’Italia.
        Non ci sono altro modo per definirli. Quindi, non posso che invitare chi mi legge a diffidare di questa gentaglia.
        Come ho scritto in un altro articolo, ormai commento gli articoli de Il Fatto solo per screditarli e battibeccare con i loro blogger. Magari, riesco a far venire qualche dubbio a qualche ignaro lettore.
        Comunque, condoglianze per lo zio.

        • Pareggiamoiconti

          Il blog del FQ è censurato… se non sei allineato ti cancellano

        • Niko

          Il fatto, chi?

      • Caio Giulio

        Ne hanno fatto un martire senza però mai spiegarci in base a cosa? Quali sarebbero i nobili fini che spingevano il nostro compianto eroe al sacrificio? Naturalmente tutte domande che nessuno si pone sui massmerdia, e mi dispiace per la madre, ma più insiste, e più non mi convince con la sua sete di una fantomatica giustizia che non riporterà certo il suo campione in vita.

    • ws

      non capisce che il suo dolore viene strumentalizzato da gente senza scrupoli,
      non capisce ? Io non ne sono sicuro per niente , ma capisco che tu dica che non capisce, perchè una madre che usa i figli per una ” causa” è orrenda

      • Gianox

        La pensi complice?
        In realtà, non mi meraviglio di nulla.
        Anzi, per me sarebbe anche meglio così. Non è che mi diverta ad usare certi toni, ma se lo faccio è per amor di quella che ritengo essere verità.
        Certo però, va bene tutto, ma è ormai un anno che va avanti questa storia…

  • Gianox

    Full speed Ahead. 😉

  • Sick boy

    Ok, ma Zucconi (altro pieno di sè che non amo particolarmente, sta dicendo “no”, con quel tweet, al complottismo. Sta dicendo: se proprio Putin voleva distogliere l’attenzione, non aveva bisogno di una bomba sulla metro e quindi io, coerentemente con il mio essere sempre stato uno che i complottisti li prende in giro, non vado dietro a questa storia dell’autoattentato nemmeno in questo caso.
    Almeno, a me pare così.

  • Ronf Ronf

    Dai… ho solo avuto un vuoto di memoria, eh!

    • Non lo sapevo nemmeno io.

      • Ronf Ronf

        FSA = Free Syrian Army = gruppo amatissimo dai soliti sinistroidi mondiali

        • Già detto da Ale nel commento sotto, grazie.

        • what you see is a fraud

          E invece i non sinistroidi amano l’Isis e la CIA e la Mossad !

          • Ronf Ronf

            Non ho capito cosa dici… spiegati meglio.

  • Disca

    Lo sapete chi deve per davvero guardarsi le spalle? La signora Le Pen. Io fossi in lei assumerei degli “assaggiatori”. L occidente oggi, praticamente in fase di preparazione al conflitto con la Russia, può permettersi la Francia con la le Pen al governo?

    • valentino

      Durante l’ultima guerra abbiamo avuto l’Etat Francais

    • gianni

      nella nota rivista dei rothscield la le pen e’ data vincente , ne deduco che potrebbe essere proprio il potere occidentale sionista che la fara’ vincere per aumentare il caos e la violenza in europa

      • Caio Giulio

        Ma infatti chi ha convocato d’urgenza il consiglio di “insicurezza” dell’ ONU? Facci caso..

  • Gianox

    Comunque, per capire chi è Paolo Mieli, più che chiederglielo direttamente, è utile leggersi qualche notizia del padre, Renato, alias Capitano Meryll.
    In fin dei conti, tale padre tale figlio.

    • Caio Giulio

      ANSA = CIA + MOSSAD, così come tutte le cd. agenzie di stampa.

    • what you see is a fraud

      citazione ” Praticamente, nessuno giornale italiano dell’epoca poteva solo pubblicare una pagina senza l’avvallo di Mieli, ”
      Le cose non sono cambiate dalla fine della seconda guerra mondiale . c’e’ qualche altra organizzazione che decide cosa stampare …… sui giornali italiani . Avrete certamente notato che solo trivialita’ , notizie locali , cronaca nera e calcio sono presenti sui giornali italiani . Non c’e’ ombra ne’ di notizie internazionali ne’ di politiche internazionali , salvo clamorosi episodi , niente notizie della situazione a Fukushima , niente notizie alternative . Tutto cio’ fa parte del disegno di tenere il popolo all’oscuro di cio’ che succede nel mondo . Anche la Televisione partecipa a mantenere il popolo ignorante con il doppiaggio dell’audio dei film stranieri . Aiuterebbe moltissimo ai cittadini se i film fossero trasmessi in lingua originale con sottotitoli in italiano .

  • Caio Giulio

    Dedicato a tutti quelli che credono che certe sono sofisticate “elite” quando invece si tratta di imbecilli sconcertanti. Così come con le cazzate che sentiamo tutti i santi giorni sulle influenze russe in USA, costoro ripetono adesso la vecchia bugia delle armi chimiche in Siria, praticamente convinti che, come diceva qualcuno, se ripeti una bugia all’infinito, essa diventerà una verità. Ma ancora non hanno capito che queste stronzate se le bevono solo loro? Ormai basta guardare tutti i commmenti sotto la loro propaganda, ed anche un deficiente capirebbe che non ci casca più nessuno; ma loro continuano, ed anzi spesso quando la sparano troppo grossa bloccano i commenti per non essere ridicolizzati. Se credono di poter scatenare con queste favole un’indignazione popolare che giustificherebbe la loro terza guerra mondiale: cascano male. Forse non si rendono conto che al telerincoglionito interessa solo il frigo pieno e se ne sbatte di tutti i zucconi e mieli dei miei coglioni ! Provateci a scatenare una guerra e poi vedrete quanto siete in realtà ininfluenti ma anzi.

    • Noel

      …e la Mogherini

    • marcoferro

      il problema è che a putin potrebbero saltare i nervi e ordinare qualche operazione che poi giustificherebbe l’intervento diretto ammeragano…

      • Caio Giulio

        Noo, stiamo tranquilli che Putin conosce bene la bestia e non ci casca, così come il “pannocchia” 😉

        • marcoferro

          speriamo, ma a volte un brivido viene a pensare che uno di questi potrebbe lanciare un missile nucleare…

  • killerclown

    beh dai, bottarelli. il titolo del corriere fa: “la casa bianca: colpa di obama”

    non è tutto poi così malaccio.

    • Noel

      foto.grazie.

    • Gianox

      Chutzpah?

      • killerclown

        eh, no, stavolta gli israeliani hanno avuto stile, gli unici, e va riconosciuto. con buona pace del blondet. voglio vedere se nel suo prossimo post ignorerà questo fatto.

    • what you see is a fraud

      Nonostante il doppio gioco Israeliano ? Sorprendente ! Come la politica di ricoverare in ospedali Israeliani i terroristi di ISIS feriti nei combattimenti contro l’esercito Siriano .
      Israele dovrebbe essere distrutto da un ordigno nucleare Russo e poi ci sara’ pace nel mondo .

  • paolinks

    “quanto durerà la pazienza di Vladimir Putin?”, finche’ la Cina non avra’ terminato i suoi preparativi militari…

    in guerra non si va da soli e la Russia ha bisogno di impegnare gli USA su un altro fronte, uno che sia possibilmente estenuante

    Erdogan, fossi in lui rifletterei molto bene su quali amicizie intrattenere, cambiare bandiera ogni 5 minuti non e’ considerato serio in Russia

    • Tommasodaquino

      La Russia non si alleerà mai con la Turchia. La userà e basta.

      • ws

        al dunque la spazzerà via per chiudere un problema irrisolvibile in altro modo

        • Tommasodaquino

          Mah, non si dimentichi che è ancora alleata USA e membro della Nato. Ad oggi una cosa del genere non è semplicemente possibile e lo sarà per un altro bel po’ di tempo.

    • Cruciverba

      Secondo il Monaco Paisios i Russi ridurranno la la Turchia in cenere .

  • Nabir Obar

    Certo che da quando la Russia ha dichiarato di esser pronta a staccarsi dallo Swift e di aver stretto accordi con i cinesi per cominciare a bypassare le contrattazioni con il dollaro c’è stata una escalation impressionante

  • Rifle

    Non vorrei che la Russia, sentendosi accerchiata e minacciata, provasse l’attacco preventivo.

    Ne avrebbe tutte le ragioni ma sarebbe un disastro, per tutti.

    • Gianox

      Non credo.
      Adesso sarebbe troppo presto.
      Però, una cosa è certa: prima o poi, attaccheranno.
      Quando sarà? Sarà quando succederà qualcosa negli USA, tale per cui questi saranno in difficoltà.
      Che so? Il Big One, l’eruzione di Yellowstone, una guerra civile…
      Ecco perché è folle quello che stanno facendo in USA a Trump.
      Piaccia o no, Trump è una sorta di katéhon, è lui che trattiene la guerra.
      Gli dovesse succedere qualcosa, un attentato, un impeachment, una rivoluzione colorata, negli USA sarebbe il caos ed i Russi non potranno fare altro che attaccare preventivamente.
      Chi vuole la guerra non deve far altro che colpire Trump.

      • Alberto1970

        “Chi vuole la guerra non deve far altro che colpire Trump.”
        E’ giusto quello che cercano di fare…

    • gianni

      ooohhh che peccato sarebbe , l’ occidente e’ una civilta’ meravigliosa….

      • what you see is a fraud

        che bisogna salvare con i figli delgi altri …… mussulmani e africani . ah,ah,ah,

    • ws

      ti svegli tardi

  • gianni

    l’ occidente si merita la guerra in casa

    • Ale C.

      Occidente =America spero.
      Noi abbiamo già juncker, basta quello.

  • gianni

    io spero che la pazienza di zio PUTIN duri poco

    • ws

      io invece spero che duri tanto perché al dunque noi europoidi la pagheremo cara ; tutti i nostri porti e aeroporti sono già targhettati da testate nucleari “tattiche” ( cioe’ 10 volte quella di hiroshima in media per intendersi )
      Ovviamente i “nostri ” generaloni credono fortemente che per piegare la russia basterà bluffare come con quel traditore di gorby , ma stavolta si sbagliano; i russi “vedranno” perchè omai non hanno altra alternativa che battersi alla morte ( nostra ovviamente)

      • davide

        Gia preparato il pane ed il sale per quando vedrò sferragliare i T-72 / T-80 sulla statale che attraversa il mio paesello.
        Sperando che i siberiani onorino questa antica tradizione dei loro padri

  • gianni

    truppe NATO sbarcano a beirut , forse per attacco decisivo contro ASSAD ….https://youtu.be/-We7JXtC8vk

  • Umberto

    quello che non riesco a comprendere è da quali interessi possa essere motivato l’ostinazione dell’Europa a spingere per l’isolamento della Russia, non credo che sia solo per compiacere l’America, perchè la logica sarebbe quella di mantenere delle buone relazioni sia sotto il profilo commerciale che amichevole con la russia …spece dopo l’avvento di Tramp e in particolar modo per l’Italia mistero!!!

    • ws

      all’ elite politica uropoide non gliene frega un kakkio della fine che faranno i koglioni che gli danno il voto e sanno ( o meglio credono ) che al peggio ci sarà per LORO tutti soldi in banka e una villetta negli U$A

    • gianni

      per l’ elite europea del popolo non gli frega niente , noi popolo possiamo pure morire

  • Noel

    Mieli che religione pratica?

    • marcoferro

      lui e quelli come lui adorano il diavolo, sono satanisti.

      • Caio Giulio

        Credono in colui che “porta la luce”, che è in fondo l’unica mezza verità che l’incantatore dei serpenti poteva raccontare agli stupidi vanitosi.

      • Noel

        …chi era quel pazzo che desiderava costruire loro uno stato “ad hoc” nel Madagascar?

        • marcoferro

          baffino, e dopo tanti anni si è capito che non aveva tutti i torti….

          • Noel

            baffino o baffone?

          • marcoferro

            era un progetto di baffino se non ricordo male…

        • what you see is a fraud

          Hanno uno stato zionista in Russia si chiama
          ” Birobidzhan ” o ” Jewish Autonomous Oblast ” . Ma non ci sono molti abitanti li …… preferiscono vivere con i gentili che disprezzano perche’ ci sono piu’ opportunita’ parassitiche .

          • Noel

            …anche negli U.S.A?

          • what you see is a fraud

            Certo . Negli USA come nella Germania degli anni 20-30 del 20 secolo controllano tutte le aziende che contano .
            In Germania eventualmente si svegliarono con le conseguenze che sappiamo …..ma negli USA i cittadini sono ancora nel processo di scoprire la verita ‘!

    • davide

      si dice sia affiliato alla massoneria

      • Noel

        dai!!!

  • marcoferro

    E’ evidente che la CIA ha fretta e vuole premere per giustificare un attacco in forze contro la Siria. inoltre il ministro della difesa russo ha detto che non c’erano missioni aeree da quelle parti, anche se la zona è ancora in mano ai terroristi.
    credo che a questo punto la pazienza di putin sia finita, come diceva totò ogni limite ha una pazienza…

  • Lucio

    Come scritto nell’articolo di Blondet… Spostiamo il fondo sempre più giù.

  • Gianox

    Comunque Mieli, da buon israelita, conferma il tipico sesto senso dei suoi correligionari.
    L’altra sera parla di sterminio e, tac, il giorno dopo ecco lo sterminio.
    Cavoli, è proprio un dono del Signore: come a New York in occasione del 11 settembre, a Londra, a Nizza ed in tante altre occasioni, sanno sempre percepire quando sta per succedere qualche cosa di spiacevole.

    • Cruciverba

      I gatti neri si toccano quando gli attraversa davanti un israeliano …

  • Anto Nella

    la cosa che mi ha fatto incazzare di di più son le migliaia di indignati volontari (la c.d. gente comune) che han fatto rimbalzare la notizia su facebook che manco i globetrotters dei tempi d’oro… ma viene somministrato loro qualche narcolettico o ci nascono?

  • giuseppe

    …ho già espresso lo stesso dubbio. Fino a quanto conterà Vladimir? …10…20…30…o passerà direttamente alle centinaia?

  • what you see is a fraud

    Per me Assad dovrebbe assassinare tutti gli esperti ONU che arriveranno li per cercare di incolparlo per cio’ che non ha fatto . La pena per collaborare con i criminali ONU deve essere la morte !

  • Demy M

    Onestamente non so per quanto tempo Putin restera calmo ma, io che vivo nella Federazione Russa, posso assicurarvi che le vittime avranno giustizia. Questo e sicuro. Putin non e solo, e tutto il Popolo si stringera attorno a lui perche hanno il senso di Patria. Napoleone e Hitler docet.

  • Mr.Y

    https://uploads.disquscdn.com/images/78215c5fa1ed9c7352686ddf46a1b355c11194077b71767e404ca9c7d5667a29.jpg

    Eh già

    “Je suis Saint Petersburg”
    non va granchè di moda. Che schifo.

    A proposito di colori, ricordiamo Parigi. I seccati al bataclan saranno felici per la torre Nera.

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi