Putin preannuncia nuove false flag in Siria, tana al Deep State? E Roma si mobilita per il gay ceceno

Di Mauro Bottarelli , il - 46 commenti


Il G7 di Lucca è terminato con almeno un risultato degno di nota: la proposta britannica di ulteriori sanzioni contro la Russia è stata respinta, quantomeno per ora. In compenso, la risoluzione finale parla chiaramente di un futuro della Siria che potrà essere soltanto nel segno della discontinuità rispetto al regime attuale, tanto che prima di imbarcarsi per Mosca, il segretario di Stato USA, Rex Tillerson, ha pontificato: “La Russia deve scegliere da quale parte stare, se con noi o con Iran e Siria. Comunque sia, il regno di Assad volge al termine”. Qualcuno gli dica che gli ultimi leader che hanno pronunciato queste parole, non hanno fatto politicamente una bella fine. Ma se Tillerson pensava in questo modo di innervosire Vladimir Putin prima del suo arrivo in Russia, diciamo che il presidente russo ha voluto mettere un carico da novanta su questo appuntamento diplomatico.

Nel corso di una conferenza stampa dopo l’incontro con il presidente Sergio Mattarella, anch’esso in visita per tre giorni, Putin ha messo in fuorigioco qualsiasi possibile nuovo mezzuccio statunitense per alzare la tensione in Siria: “Abbiamo informazioni da fonti varie e accreditate che quel tipo di provocazioni – non saprei come altro chiamarle – sono state preparate in altre regioni della Siria, inclusi i sobborghi a sud di Damasco, dove i ribelli intendono piazzare alcune sostanze per poi accusare le autorità siriane del loro utilizzo”. Preannunciando poi la richiesta russa e iraniana di un’indagine indipendente sull’attacco chimico di Idlib presso le Nazioni Unite a L’Aja, Putin è andato oltre, quando ha raccontato ai cronisti che “abbiamo discusso della situazione con il presidente, Sergio Mattarella e gli ho detto che questi eventi mi ricordano fortemente quelli del 2003 che portarono alla guerra in Iraq, compresi gli attacchi false flag”. Della serie, uomo avvisato.

Ma la pesante dichiarazione del presidente russo non è figlia di una provocazione a se stante, bensì la reazione a quanto dichiarato ieri dal portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, nel corso della conferenza stampa con i giornalisti. Facendo il punto sulla situazione siriana, un cronista ha chiesto a Spicer quali potrebbero essere, oltre alle armi chimiche, gli attraversamenti di linee rosse che potrebbero portare a un nuovo intervento USA e questa è stata la risposta: “Penso che il presidente sia stato molto chiaro nel dire che la scorsa settimana sono state superate parecchie linee rosse. Non ha intenzione di sedersi e restare a guardare, come ha fatto la precedente amministrazione. La risposta è che se usi i gas contro un bambino o “bombe barile” contro gente innocente, penso che vedrai una risposta da parte di questo presidente, perché è inaccettabile”.

Per chi non sapesse cosa sono le “barrel bombs”, basti sapere che sono l’ordigno più diffuso nel conflitto siriano, da entrambe le parti in causa. Usati per la prima volta negli anni ’90 in Sudan e da un paio d’anni utilizzati anche in Iraq, questi ordigni devono la loro fortuna alla facilità di costruzione e ai costi molto contenuti. In genere, le bombe sono fatte con grandi barili di petrolio, gas in bombole e serbatoi d’acqua pieni di esplosivi ad alto potenziale e rottami metallici per migliorarne la frammentazione: solitamente sono di produzione locale e la mancanza di un dispositivo direzionale, impedisce di indirizzare la bomba, provocando stragi di civili. E qui sorge il dubbio: una red line dovrebbe essere qualcosa di estremo, da cui non si torna indietro dopo aver superato il limite dell’accettabile. Come mai ora si mettono in questo novero anche le “barrel bombs”, visto che solo lo scorso anno ne sono state utilizzate oltre 13mila in Siria? Di fatto, se Trump intendesse davvero bombardare Assad ogni volta che viene usata una bomba barile, dovrebbe prepararsi a sganciare Tomahawk tutti i giorni, festivi e domeniche inclusi.

Un segnale nemmeno troppo in codice che gli USA intendono comunque intensificare il loro impegno bellico in Siria, ponendosi come obiettivo la rimozione di Bashar al-Assad? La risposta indiretta fornita da Vladimir Putin sembrerebbe confermare questa ipotesi, anche se qualcuno avanza un’altra tesi: ovvero che il buon Spicer non sappia esattamente cosa sia una “barrel bomb” e intendesse una bomba incendiaria al fosforo, tanto per preparare il campo a quanto denunciato domenica da Al Jazeera. Tanto più che, in un secondo tempo, Spicer avrebbe sottolineato che la sua menzione alle barrel bombs come un potenziale detonatore di nuove azioni statunitensi “non riflette un cambio nella nostra posizione”. Solo un po’ confuso? Magari con qualche drink di troppo in corpo, tanto per stemperare la tensione?

C’è poi una terza ipotesi che sta prendendo piede, la quale vedrebbe Donald Trump sempre più pressato dalle mire belliche e russofobe del Deep State e, quindi, costretto a un non si sa quanto concordato gioco di sponda con Vladimir Putin, stile messaggio in bottiglia. A conferma di questa tesi non ci sarebbe solo la strampalata e un po’ troppo esplicita minaccia di Spicer, oltretutto trattandosi del portavoce della Casa Bianca e non di un membro del Pentagono o del Dipartimento di Stato ma anche e soprattutto l’accelerazione mediatica della crisi tra USA e Corea del Nord, con Pyongyang che oggi ha evocato anche la guerra come possibile reazione all’arrivo della portaerei statunitense nell’area e lo stesso presidente che ha twittato come proprio i coreani del nord “stiano cercando guai”, tanto che gli USA sarebbero pronti a intervenire, con o senza l’aiuto della Cina.

Cortina fumogena, insomma, per distogliere l’attenzione da un campo che è davvero di battaglia, soprattutto dopo che l’esercito siriano ha dato vita a una nuova offensiva che lo ha portato a soli 40 chilometri di Raqqa? Vladimir Putin ha fatto indirettamente un favore al presidente USA in chiave di contenimento della mire belliciste dei vari McCain, garantendogli così ora un valido argomento da spendere, prima di dare vita a false flag o, peggio, nuovi attacchi contro Damasco? Ormai ogni ipotesi sembra plausibile ma soltanto l’esito dei colloqui fra Rex Tillerson e Sergei Lavrov potranno chiarire, se possibile, un pochino di più il quadro. Un particolare sembra però smontare questa narrativa collaborazionista, visto che quando Rex Tillerson atterrava a Mosca, Donald Trump ratificava l’ingresso del Montenegro nella NATO dopo il voto plebiscitario del Congresso di due settimane fa, ulteriore tassello dell’allargamento ad Est dell’Alleanza, oltretutto dopo la vittoria degli europeisti alle elezioni in Serbia dell’altra domenica. Dubito che al Cremlino abbiano stappato per festeggiare.

E mentre nel mondo succede tutto questo e la NATO tira un sospiro di sollievo per il fatto che Angelino Alfano non abbia fatto scoppiare nessun ulteriore conflitto a causa del suo inglese zoppicante, cosa succede in Italia? PD, Radicali e Sinistra Italiana si lanciano in interrogazioni parlamentari e appelli proprio ad Alfano e a Federica Mogherini per denunciare l’ultima emergenza democratica nella Russia di Putin, quella che ieri ha liberato senza un graffio Alexei Navalny: la caccia al gay nel Caucaso. Stando al settimanale “Novaya Gazeta”, il quale cita le testimonianze di alcune vittime, in Cecenia sarebbe in atto una persecuzione contro gli omosessuali con arresti e torture che avrebbe provocato la morte di almeno tre persone. Come hanno fatto le vittime a raccontare l’accaduto? Sarebbero state rilasciate dopo il pagamento di un riscatto elevato da parte dei familiari.


Di più, il mese scorso, decine di persone sono state fermate e detenute in una “prigione segreta” nella località di Argun, non lontana da Grozny, dove sarebbero avvenute le torture. Per contrastare il fenomeno e renderlo noto al mondo, il gruppo basato a San Pietroburgo “Rete LGBT” a fine marzo ha attivato un numero di emergenza, in cui ha raccolto la richiesta di aiuto di oltre dieci persone che chiedono di poter lasciare la regione. Conferme? Riscontri? Ora, io capisco che in un mondo dove “L’Espresso” e il consorzio editoriale di cui fa parte a livello europei ha vinto uno dei 21 premi Pulitzer in palio (non è uno scherzo) per l’inchiesta sui Panama Papers, ovvero per aver svelato al mondo che Carlo Verdone avrebbe un conto offshore, il concetto stesso di notizia sia diventato opinabile ma qualche testimonianza di scampati tramite riscatto e la campagna di un’associazione pro-LGBT, casualmente finanziata e supportata da Freedom House, ovvero una delle associazioni che la CIA usa per destabilizzare soprattutto all’Est, non paiono proprio prove incrollabili (ricordano quelle di Israele sulle responsabilità dirette di Assad nell’attacco chimico, le stesse che stiamo ancora aspettando con ansia).

Il ministero degli Interni ceceno, da parte sua, ha liquidato come “un pesce di aprile mal riuscito” l’inchiesta di Novaya Gazeta sulla prima ondata di fermi, mentre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, si è limitato a invitare le vittime a usare i canali ufficiali per denunciare alle autorità.

Più colorito il commento del portavoce del presidente ceceno, Ramzan Kadyrov, il quale ha sottolineato che in Cecenia non ci sono omosessuali, poiché se ci fossero, non sarebbe necessario arrestarli, dato “che i loro stessi familiari li invierebbero in posti da cui non potrebbero fare ritorno”. Poco male, l’Italia non ha dubbi e vede alcuni suoi zelanti parlamentari e attivisti chiedere conto alla Russia di Vladimir Putin per questa ennesima nefandezza, scomodando addirittura l’Alto rappresentante per la politica estera UE. Dal canto mio, non posso che dire loro due cose. Primo, al netto che accusare Vladimir Putin anche per la puzza di fritto nella tromba delle scale condominiali sia ormai sport nazionale, mi sorge un dubbio: pochi giorni fa è stato presentato a Milano il “Diversity Media Report”, la più grande ricerca sulla rappresentazione di tematiche e persone LGBT nei media italiani, condotta con dieci università e centri di ricerca italiani, oltre alla collaborazione dell’Osservatorio di Pavia.

Il risultato? Negli ultimi dieci anni solo 147 notizie all’anno dei principali telegiornali riguardavano le persone LGBT, mentre nel 2015 sono state 320 e nel 2016 sono triplicate, arrivando a quota 1037. Non è che la tematica porta consenso e visibilità? Secondo, al netto che non vi piacciano Vladimir Putin e Razman Kadyrov e che dobbiate frantumare per forza gli zebedei con i diritti civili anche quando una zanzara dal dubbio orientamento sessuale viene uccisa da uno zampirone, provate a immaginarvi lo scenario opposto. Ovvero, l’espansione di potere nel Caucaso e in particolare in Cecenia di chi, come voi, odia a morte Putin e Kadyov: si chiama Califfato e, in Siria, i gay li lanciava vivi dai tetti dei palazzi, tanto per intrattenere la gente in strada, tra una decapitazione e l’altra. Quindi, siate clementi. E smettetela di rompere i coglioni per due gay spariti in Cecenia, quando c’è il mondo che rischia di andare in fiamme. Sul serio.

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  • Caio Giulio

    Purtroppo tira proprio una brutta aria e ogni bel gioco dura poco. E’ solo incredibile come nel giro di qualche giorno il testa di cazzo arancione si stia completamente sputtanando facendo quasi rimpiangere il banana. Ho sentito oggi addirittura il figlio dire che è stata la figlia a convincere il padre ad attaccare in quanto commossa dai bambini !
    Il coglione forse non ha capito che nel momento stesso che perde la sua base popolare, i neocon se lo mangiano e cagano a colazione senza che nessuno a quel punto dirà una parola: altro che MAGA dei miei coglioni.
    Strano però che adesso sono proprio gli europei i più teneri: paura forse, visto l’andazzo?

    • Rifle

      Strano però che adesso sono proprio gli europei i più teneri: paura forse, visto l’andazzo?

      Sì.

      Hanno capito che se riprende la filosofia tutta americana del
      bonb, bomb , bomb
      prima o poi si apre un terreno di scontro in Europa e, al di là del vincitore, le città europee, soprattutto tedesche, si troveranno troppo vicino alla linea del fronte.

      • Rosso di sera

        Dopo Dresda, quale sarà la prossima a fare una brutta fine? Perché non ci fanno un’opzione binaria in criptovaluta su cui speculare amabilmente?

        • Ronf Ronf

          Le truppe USA vicino al confine russo sono assai vicine ANCHE al confine tedesco: infatti la Germania non può andare contro gli USA

  • marcoferro

    E’ una lotta fra prime donne; Kim Jong Un e Trump sono ognuno invidiosi dell’acconciatura dell’altro.
    poco fa sul tg1 stava parlando il buffone di corte boris jhonson il quale diceva con quella faccia da deficiente, che la russia deve decidere se stare con Assad che è un criminale sanguinario che uccide e avvelena il suo popolo oppure aiutare a toglierlo di mezzo. adesso visto che non si sa con chi vorrebbero rimpiazzarlo, questi dementi non imparano nulla dagli errore passati, vedasi la libia, che l’hanno lasciata nel caos più totale dall’intervento criminale del 2011 per mano di la scimmia assassina e il francese pepe la puzzola. ora vorrebbero fare la stessa cosa, in posto poi dove i russi hanno i loro interessi. ovviamente i russi lo manderanno a fare in kulo a quello scemo di guerra così come a trump e alla ue.

    • Lucio

      loro vogliono il caos. Ecco perchè non gliene importa di valutare un sostituto di Assad.

      • marcoferro

        il libia, iraq, somalia, afghanistan, etc…ci sono riusciti benissimo…

    • Nicola Albano

      Non so la Russia con chi sta ma io di sicuro con Assad.

  • Rifle

    … si chiama Califfato e, in Siria, i gay li lanciava vivi dai tetti dei
    palazzi, tanto per intrattenere la gente in strada, tra una
    decapitazione l’altra…

    Già, ma le veline che arrivano da Soros e dalle varie centrali LGTB recitano che gli islamici sono gli omofobi buoni, i russi gli omofobi cattivi.

    • marcoferro

      io invece mi chiedo perche la mogherini e altri inutili mangapane a tradimento non si battano o si indignano per i diritti dei sodomiti in arabia saudita, che gli fanno schifo quelli ?

      • Friendly Cynic

        Gli omofobi sauditi sono amici dell’occidente.

    • Noel

      colpa delle paperelle gialle?

  • Noel

    il mondo è marcio:soluzioni concrete cercasi!

    • marcoferro

      far fuori tutti i leader occidentali perche non sono buoni a nulla e sono pericolosi.

      • Noel

        …però sono stati votati dalla maggioranza!

        • what you see is a fraud

          Quale maggioranza per Mogherini ? e half NANO ?

        • Etrusco

          E half-junker

    • Caio Giulio

      La soluzione esisterebbe pure, e forse i cinesi un giorno la metteranno in pratica.

      • Ronf Ronf

        E la soluzione quale sarebbe? E che cosa c’entrano i cinesi? Spiegacelo

        • Caio Giulio

          A buon intenditor poche parole.

          • Ronf Ronf

            Spiegalo per noi lettori: a quest’ora in Italia è mezzanotte, quindi il sonno annebbia la mia mente 😉

    • gianni

      G U E R R A

      • Noel

        le guerre non vanno mai bene poichè muoiono sempre i più deboli

        • gianni

          ma l’ umanita’ ha un reset

        • Rosso di sera

          Vedi le considerazioni darwiniane di cui sopra

  • zhoe248

    Anzichè le interrogazioni parlamentari avrebbero potuto far recapitare la missiva direttamente a Putin tramite Mattarella che è lì a Mosca…
    Ridicoli

    • Etrusco

      No, il Mattarella si cacava addosso

      • Albert Nextein

        Mattarella sembrava il cameriere di Putin.

  • Nabir Obar

    E fù così che scoppiò la WW3, il genere umano si estinse per difendere i diritti dei gay…

    • Lucio

      e morirono pure i gay. E qua il mondo pianse.

      • Rosso di sera

        Non pensarci nemmeno. In un forum darwiniano cime questo, si tratta solo di “selezione naturale della specie”. E se creperemo tutti nell’inverno nucleare, beh, finiremo come specie e poi forse sapremo se veramente esiste Dio creatore del cielo e della terra.

    • paolosenzabandiere

      Che culo, vero?

  • Lucio

    la conclusione è fantastica. Quasi quasi vorrei fossimo tutti islamici… così poi riderei a vedere i “politically correct” schiantarsi contro le proprie teorie!!!!

    • Etrusco

      Sai che a volte la penso quasi così anch’io.
      Non proprio con il pensiero che potremmo diventare tutti islamici (o almeno spero proprio di no ), ma questi “politically correct ” avranno pure una figlia, sorella, moglie, parente o amica. ….. e a seguito di eventuali, se non sicure, molestie chiederei lumi sulla splendida teoria dell’integrazione.

  • marcoferro

    altra notizia vergognosa di oggi è quella che in italia a vinitaly, la polizia di verona ha sequestrato tutti i vini prodotti dalla Crimea, al momento non si conosce il perche…

    • gianni

      vergogna , come anche il fatto di ” ivan il russo “che invece e’ serbo , VERGOGNA, occidente senza valori e dignita’

  • Lucio

    Finisce che il più sano è… Kim!!!

    • Nabir Obar

      Se non fosse che ha dei modi particolarmente simpatici di far sparire la gente, cannonate, sbudellamenti etc quasi quasi sarei della stessa opinione

      • Friendly Cynic

        Chi ci racconta di lui, sono gli stessi che ci raccontano di Assad…

      • maurizio

        Studioso ed esperto lettore de la repubblica, la stampa. il corriera della ***…., e altri qualificatissimi giornali italiani… !!!
        Con osservanza

    • gianni

      di sicuro lui e tutti i nord-koreani hanno le palle per farsi rispettare

  • gianni

    se putin ha detto che e stato informato che ci saranno altri attacchi col gas in siria purtroppo al 90 % succedera’

  • Rifle

    Questa mattina ascoltavo il duo Milan-Giannino su Radiofallita24.
    Parlavano delle ragazzine islamiche che rifiutano il velo, vengono picchiate dai familiari e quindi sono state affidate dai giudici a strutture temporanee.

    Dopo una fredda approvazione iniziale, ecco il duo pronto a sottolineare che l’ambiente familiare è tutto così, che poi le ragazzine rischiano l’emarginazione, cosa faranno poi, rimarranno sole…
    …disgustosi.

    Una commentatrice somala che gestisce un centro d’aiuto si è giustamente quasi incazzata dicendo: intanto diamo loro una mano sottraendole alle percosse e permettendole anche di costruirsi una formazione, imparare un lavoro, avere poi una vita autonoma… se non si comincia così non si combina nulla.

    E quindi il duo Milan-Giannino giù a ricordare che anche l’Italia era così nel passato, che anche da noi ci sono uomini che picchiano, ecc. ecc.

    Tutto vero ma trovo patetico l’affannarsi continuo nel voler sviare lo sguardo dall’islam ogni volta che viene messo in cattiva luce.
    L’impressione è che abbiano timore che la gente pensi l’ovvio, cioè che in una religione e cultura arretrata e inumana come quella islamica certi comportamenti violenti trovino un buon humus che qui non ci sono… perché non siamo islamici.

    Per la radio di confindustria non sia mai che il pubblico pensi questo!!!

  • Nicola Albano

    Siamo passati dai moti ottocenteschi per avere la rappresentanza popolare nelle assemblee parlamentari alle manifestazioni di piazza per farsi riconoscere da un municipio che lo prendo su per il culo… si badi bene, non il diritto di prenderlo in quel posto ma il diritto al riconoscimento della pubblica autorità che lo si prende nel fecale condotto.

  • Proxima8

    A proposito di Cecenia, è in costruzione il parco giochi voluto da Kadyrov:

    https://youtu.be/kodSm_c7GKw

  • Friendly Cynic

    É finalmente stato nominato Hitler:

    http://www.ilgiornale.it/news/hitler-non-us-armi-chimiche-bufera-sul-portavoce-trump-1384977.html?update=1

    Ma questa volta come esempio positivo.

    Assad l’ha scalzato come Male Assoluto secondo il portavoce del regime trumpiano.

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