Putin: un nazionalista con le armi nucleari


di Gary North

Vladimir Putin è odiato dalla sinistra occidentale. Un esempio rappresentativo è stato l’ultimo discorso di Obama come presidente USA alle Nazioni Unite, l’incarnazione istituzionale dell’internazionalismo. Ironia della sorte, il suo nome evoca il potere ma in realtà non ce l’ha mai avuto, così come non l’ha mai avuto l’ONU.

È odiato da queste persone per una buona ragione: è il nazionalista più potente sulla terra. Governa un paese con armi nucleari. È un nazionalista che non può essere controllato dai neoconservatori e dai progressisti.

Dal 1917 fino al 1991, l’Unione Sovietica era internazionalista. Era tirannica. Era burocratica. Era a favore della rivoluzione mondiale. Era un impero. E grazie a ciò, i media occidentali chiudevano un occhio nei confronti dell’Unione Sovietica. L’Unione Sovietica era marxista ed il marxismo per le persone di sinistra è sempre stato considerato una filosofia politica legittima.

Putin è cresciuto nel sistema sovietico, ed è stato un funzionario del KGB. Ma, in fondo, era un uomo che aveva visto la scritta sul muro, e quel muro era la parete del nazionalismo russo. Risale alla fondazione della Chiesa ortodossa russa nel X secolo. Ha un nome: Madre Russia. Ha sempre cercato il potere militare.

Putin incarna questa vecchia tradizione nazionalista russa. Comanda anche le seconde forze militari più potenti della terra. I russi sono ancora armati fino ai denti con armi nucleari. Sono l’altra superpotenza.

Abbiamo sentito molto parlare di America come unica superpotenza, ma non è vero. Ogni nazione che ha più di 5,000 missili nucleari è una superpotenza. Quando tale nazione ha missili che possono raggiugnere i loro obiettivi, allora è una superpotenza. E questa è la Russia. Non ci si scherza.

INTERNAZIONALISMO PROGRESSISTA

I russi hanno sostenuto il governo legittimo della Siria. Ciò ha interrotto il tentativo dell’amministrazione Obama di creare un altro stato fallito in Medio Oriente. Questi atti risalgono all’amministrazione di George W. Bush, alla lista delle nazioni che i neoconservatori nell’amministrazione Bush progettavano di invadere e ribaltare. L’ex-comandante della NATO, Wesley Clark, ha descritto molto bene questo punto.

Gli aerei russi hanno rovesciato i piani dei neoconservatori nei confronti del governo legittimo della Siria. I neoconservatori non lo perdoneranno, e i media mainstream, che non sono neoconservatori ma progressivi e favorevoli al NWO, non lo perdoneranno.

Putin è un nazionalista. Il nazionalismo è odiato dai progressisti. Stanno promuovendo il Nuovo Ordine Mondiale sin da quando Woodrow Wilson decise che gli Stati Uniti d’America si sarebbero uniti alla Lega delle Nazioni. I progressisti non hanno mai perdonato il Senato degli Stati Uniti, guidato da Henry Cabot Lodge, per non aver ratificato il trattato di pace di Versailles nel 1920. Questo trattato ci avrebbe fatti entrare nella Società delle Nazioni. Ne siamo rimasti fuori.

La Società delle Nazioni sarebbe stata la stessa burocrazia senza denti che sono state le Nazioni Unite sin dal 1945. Non ottenne nulla di significativo, non più di quanto le Nazioni Unite abbiano raggiunto qualcosa di significativo. Ma l’idea dell’internazionalismo affascinava le menti dei progressisti. In ogni caso, ha catturato le menti dei progressisti democratici. Teddy Roosevelt, che era chiaramente un progressista, era un nazionalista. Intitolò il libro della sua campagna elettorale, The New Nationalism (1910), mentre Wilson intitolò il suo, The New Freedom (1912). Almeno entrambi scrissero i loro libri. Non erano coinvolti scrittori ombra.

NAZIONALISMO RADICATO

Gli elettori della Gran Bretagna non hanno votato per lasciare l’Unione Europea per qualcosa che ha fatto Putin. I media liberal stanno ancora cercando di dimostrare che invece sia stata questa la ragione.

La Le Pen è in testa nei sondaggi in Francia. Questo non ha nulla a che fare con Putin.

Inoltre i media liberal vogliono disperatamente trovare una spiegazione per cui una fastidiosa, stridula e banale vecchia abbia perso le elezioni presidenziali USA. Non doveva succedere. Non era nel copione. Era il candidato politico più odiato nella recente storia americana, con l’eccezione di Donald Trump. Lei era così incompetente dal punto di vista politico, e la sua campagna è stata guidata da persone altrettanto incompetenti, che non è riuscita a sconfiggere il candidato politico più odiato nella storia americana. La sua sconfitta indica una sfiducia profonda nei confronti dell’agenda dei progressisti. Ciò significa che la democrazia tanto lodata dai progressisti si sta muovendo verso il populismo nazionalista. Non riescono a digerire questa idea. Significa che le masse non vogliono muoversi verso una maggiore internazionalità.

Il movimento contro l’internazionalismo è un movimento di base. Il movimento conservatore tradizionale è sempre stato nazionalista. I neoconservatori, che hanno cominciato a guadagnare influenza nella seconda metà degli anni ’60, si spostarono da New York a Washington, all’interno della Beltway. I neoconservatori avevano un sacco di soldi e hanno sparso in lungo e in largo i loro think tank. Erano moderatamente contrari ai programmi nazionali della Great Society di Lyndon Johnson, ma non erano difensori hard-core dell’ideologia del libero mercato. Erano critici pragmatici della burocrazia di Washington.

I neoconservatori sono sempre stati in sintonia con l’internazionalismo progressista. Vogliono che l’America sorvegli il mondo, in particolare il Medio Oriente. Vogliono che l’America indebolisca i regimi nazionalisti che sono una minaccia per lo Stato di Israele. Questa è la ragione di fondo per quanto riguarda l’interventismo di Putin in Siria. Putin vuole stabilizzare un regime nazionalista regionale che sia formalmente islamico. La Siria è associata coi musulmani sciiti, e quindi è associata con l’Iran. L’Iran è associato con Hezbollah. Hezbollah non è interessato ad un qualsiasi tipo di pace permanente con lo Stato di Israele. Quindi Assad doveva sloggiare. Ma Assad non è sloggiato. Con l’aiuto di armi e truppe russe, sembra in grado di poter vincere la guerra civile. L’America ha appoggiato i suoi avversari, nonostante il fatto che tra di essi ci sono membri dell’ISIS.

Putin rappresenta verbalmente ed istituzionalmente il nazionalismo, e questo è un affronto intollerabile agli occhi dei progressisti democratici. Si tratta di un affronto intollerabile agli occhi del Nuovo Ordine Mondiale. Così i media hanno creato l’immagine di Putin come una sorta di genio oscuro. Ha pestato i piedi alla sinistra, la quale controllava il flusso delle informazioni fino a quando non è apparso il World Wide Web nel 1995. In qualche modo è stato Putin, non gli elettori di base, che ha oscurato le speranze politiche di David Cameron in Gran Bretagna e Hillary Clinton nel Stati Uniti. Non era possibile che gli elettori ne avessero avuto abbastanza dell’internazionalismo progressista. Il Nuovo Ordine Mondiale ha ancora parecchie frecce nel suo arco con cui ammaliare gli elettori di tutto il mondo, ed il NWO non tollera l’idea che la democrazia di massa, che supporta ufficialmente, abbia cominciato a rivoltarsi contro la sua agenda. Ci deve essere una cospirazione dietro a tutto ciò. Ci deve essere qualcuno che ha manipolato questi elettori sensibili. Deve esserci stato qualcuno che li ha confusi, in modo che non si allineassero più tanto docilmente all’agenda dei progressisti. Questi ultimi ritengono che è quello che gli elettori farebbero se comprendessero come stanno davvero i fatti.

La maggioranza degli elettori si sta rivoltando contro il Nuovo Ordine Mondiale. Il discorso di Joe Biden al World Economic Forum di Davos indicava chiaramente come egli avesse perfettamente capito che questo cambiamento è in atto, ma non aveva nessun tipo di agenda plausibile per invertire tale tendenza. Si è solo lamentato.

CONCLUSIONI

L’agenda degli internazionalisti ha raggiunto i limiti dei bilanci nazionali, della competenza militare, dell’accettazione pubblica, e della missione burocratica delle agenzie internazionaliste non elette. Gli internazionalisti sono i cugini ideologici dei socialisti. Sono gravati dalla limitazione con cui Margaret Thatcher definì i socialisti: la loro agenda dipende dal denaro altrui. Quando finisce, il programma socialista finisce. Lo disse esattamente nel momento in cui i socialisti in Gran Bretagna stavano finendo i soldi, e la loro agenda crollò. Thatcher e Reagan sono stati i rappresentanti visibili della fine della strada verso il socialismo. Ma Deng Xiaoping fu l’uomo che seppellì la vecchia agenda in piena vista. Fu Deng che liberalizzò il settore agricolo dell’economia cinese nel 1979, che lanciò il più grande boom economico della storia. I progressisti non lo hanno mai perdonato per questo.

Poi l’Unione Sovietica si suicidò il giorno di Natale del 1991. I comunisti sovietici accoltellarono il progressismo di nuovo. I comunisti abbandonarono pubblicamente l’internazionalismo e scomparvero. Hanno ammesso che l’intero esperimento è stato un flop. Eppure la sinistra poco prima diceva che era un successo. La sinistra non capiva quello che il conservatore Richard Grenier aveva capito: l’URSS era “il Bangladesh con i missili.”

Putin è l’erede istituzionale dei comunisti che hanno ucciso il comunismo sovietico. È un nazionalista, è l’incarnazione del nazionalismo. È per questo che i media mainstream odiano Putin. Ecco perché ha guadagnato il mio rispetto, sebbene con riluttanza. Speriamo che Trump sia saggio abbastanza da non cercare di pungolarlo. Putin non detiene la falce e il martello, ma ha il martello: può tagliare il flusso di gas naturale in Europa occidentale, in qualsiasi momento. Gli internazionalisti ed i burocrati del NWO in Europa occidentale, non hanno nulla per contrastarlo. Questo è il motivo per cui Joe Biden non ha menzionato questa minaccia nel suo discorso a Davos. Sa che Putin stringe il martello. Lo fa infuriare, ma non c’è niente che lui potesse fare al riguardo come Vice Presidente, e non c’era niente che Obama potesse fare in veste di Presidente.

Trump ha vinto. La Clinton ha perso. Col tempo i democratici recupereranno il controllo del governo, in risposta alla prossima recessione economica, la forza dell’internazionalismo verrà ridotta drasticamente. I bilanci degli stati sociali del mondo stanno annegando nell’inchiostro rosso, e questo è solo l’inizio. Senza soldi, il che significa senza i soldi degli altri, lo stato sociale va in bancarotta. Ecco dove ci stiamo dirigendo. È per questo che l’agenda del NWO ha raggiunto i suoi limiti.

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.blogspot.it/

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