Caro Mentana, a nome della Val Strambonica, le chiedo scusa. Ma lei si è mai guardato in casa?

Di Mauro Bottarelli , il - 107 commenti


La marcia pro-migranti di Milano è stata un successo, inutile negarlo. Lo dicono i numeri: 100mila persone in un sabato di maggio che invogliava ad andare al mare o al lago, non è cosa da poco. Occorre prenderne atto ed evitare le valutazioni tipiche da geometra o da ufficio del catasto che seguono certi eventi, con i numeri di organizzatori, questura e avversari politici che non collimano mai. Queste immagini



stanno facendo il giro dei social e della Rete da sabato pomeriggio e, vi confesso, mi farebbe comodo e mi risulterebbe molto facile fare dell’ironia, imbastire un pezzo tutto sarcastico su come, a volte, l’entusiasmo indotto sfoci in ridicolo. Non lo farò, la chiudo qui con le valutazioni riguardo le presunte “fughe della guerra e della carestia” e altri mantra riguardo la reale volontà e i reali interessi che ci sono dietro gli esodi di massa dall’Africa. Non essendo stato presente al corteo (per ovvie ragioni, visto che non una singola motivazione che ne hanno portato allo svolgimento mi trova d’accordo), non entro nemmeno nella disputa su quanti cittadini milanesi non “intruppati” in partiti o associazioni organizzate fossero davvero presenti: ognuno ha i suoi numeri e le sue percentuali, io continuo a ritenere un buon termometro al riguardo i discorsi che sento al bar, al supermercato o sui mezzi pubblici. Chiudo qui il capitolo manifestazione, la archivio come una mia sconfitta e una vittoria del fronte globalista: 1 a 0, palla centro.

Due cose sole, voglio fare notare a margine del corteo, il tutto per contestualizzare il nucleo dell’articolo di oggi. Primo, trovo decisamente interessanti le parole dette al riguardo dal professor Luca Ricolfi, sociologo certamente non tacciabile di simpatie destrorse e che, anzi, ha analizzato lucidamente e in tempi non sospetti quelli che Jean-Claude Michéa definisce “i misteri della sinistra”, ovvero il passaggio dall’ideale illuminista al trionfo del capitalismo assoluto, il tutto attraverso il tramite da egemonia culturale del politicamente corretto: “Spesso chi è per l’ accoglienza senza se e senza ma, più che non conoscere i problemi, semplicemente non ne ha. A esempio non vive in un quartiere degradato, o non abita in un alloggio popolare in cui il racket delle occupazioni, non di rado gestito da stranieri, la fa da padrone”.

Secondo, al netto della buona fede che occorre riconoscere a tutti, salvo prova contraria, la puzza di strumentalità politica di cui si è ammantato il corteo è nauseabonda. Giuseppe Sala, sindaco di Milano, ha inviato più di un messaggio, diretto o indiretto, non solo a Matteo Renzi e a quel PD “legge e ordine” che lo ha ignorato in occasione della retata in Stazione Centrale ma, soprattutto, anche a Giuliano Pisapia, suo predecessore che da più parte viene sempre più virtualmente investito del ruolo di federatore “a sinistra” per la nascita di un soggetto che dialoghi (e, magari, si coalizzi) con il PD, partendo però da posizioni più radicali. Della serie, ci sono anch’io. E, soprattutto, il ruolo di primo cittadino mi va stretto, voglio un pezzo di ribalta. In contemporanea dallo stesso palco, anche Pietro Grasso ha preso una posizione chiara, perché parlando in veste di seconda carica dello Stato ha detto chiaro e tondo che “chi nasce qui e studia qui, è italiano”.

Come dire, se lo ius soli andrà in porto e la calendarizzazione magicamente metterà il turbo, il cappello sull’iniziativa ce lo metto io. Insomma, argomenti che stonano con i cuori che sanguinano per i morti e i dispersi in mare e che rimandano alle categorie politiche meno nobili dell’ipocrisia e della propaganda ma tant’è, nulla di nuova sotto il sole. Soprattutto quando l’ipotesi di voto anticipato comincia davvero a farsi concreta.

E veniamo all’argomento cardine. In contemporanea con il corteo e le polemiche che l’hanno seguito, alcuni numeri. Primo, stando a Frontex, se il numero dei migranti arrivati illegalmente in UE nei primi quattro mesi del 2017 è stato di 47mila, l’84% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, l’Italia continua a vedere numeri in crescita. Ad aprile sono stati 12.900 i migranti sbarcati in Italia, con un aumento del 19% rispetto a marzo. In tutto, sono oltre 37.200 i migranti arrivati in Italia nei primi quattro mesi dell’anno, il 33% in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Secondo, nei due giorni di questo fine settimana sono sbarcate in Italia altre 5mila persone, soccorse dalla Guardia costiera libica e italiana. E con esse, è sbarcata anche una variabile poco piacevole ma che non stupisce: l’emergenza sanitaria. Su 167 sbarcati venerdì scorso a Pozzallo, 97 hanno la scabbia. I pronto soccorso, già di suo intasati, sono oberati dopo il trasporto degli immigrati post sbarco.

Parlando con “Il Giornale” in forma anonima, ecco cosa ha dichiarato un operatore sanitario: “I pronto soccorso diventano una potenziale fucina di malattie. Anche se la scabbia non è una malattia grave, perché dovremmo rischiare il contagio? Siamo a rischio noi operatori e gli utenti”. Inoltre, si teme anche per alcune malattie che erano ormai debellate e che tornano a fare capolino come la tubercolosi, di cui si sono registrati diversi casi. “Degli immigrati sotto il profilo sanitario, non si conosce assolutamente nulla. Non è un fenomeno da sottovalutare ma da seguire con la massima attenzione, proprio per evitare l’eventuale diffondersi di malattie infettive”, conclude l’operatore. Aggiungo io che, giovedì scorso, intervistato a “Piazza Pulita”, Gino Strada ha confermato lo sviluppo di un nuovo focolaio di ebola in Congo. Gino Strada, non CasaPound. Forse controllare sarebbe meglio.

Bene, al netto di tutto questo, ecco il tweet di Enrico Mentana: “Sui social tanto tanto livore per chi manifesta a Milano oggi. Si può non essere d’accordo in nulla con le ragioni di chi marcia, ma perché tutto questo veleno? Perché un odio così forte verso l’idea di accoglienza? … Non avete mai mosso un dito contro mafiosi e camorristi, contro gli evasori e i corrotti, sbraitate solo quando acciuffano un politico ladro, purché della parte opposta alla vostra, avete fatto il tifo per la banda di Romanzo Criminale e i Savastano di Gomorra, parcheggiate in seconda fila e ve ne fregate della differenziata, e però per voi la vergogna sono quei manifestanti di Milano. Non concepite che uno possa aiutare chi ha bisogno, e infatti diffondete la calunnia che le Ong siano spinte dal lucro e dal malaffare.

Mi sono chiesto per tanto tempo come sia stato possibile che da noi, 80 anni fa, le leggi razziali siano state varate e attuate senza nessuna reazione popolare. Ma come, noi, gli italiani brava gente, restammo zitti, e anzi partecipammo con zelo alla loro applicazione, alcuni fino alle estreme conseguenze? Grazie a voi, al cinismo ferino delle vostre parole, ho potuto capire di chi siete ideali eredi. E siccome, è cosa nota, la storia si ripete in farsa, magari arriverà il giorno, come avvenne dopo la Liberazione, in cui cancellerete in fretta e furia i vostri tweet e correrete a giurare e spergiurare che quel 20 maggio a Milano, a manifestare per una buona causa c’eravate pure voi..”. Qualcosa non va, caro direttore.

Le dico anzitutto che seguo tutti i giorni il Tg che dirige, poiché lo ritengo il più equilibrato fra tutti gli altri. Anzi, lo ritenevo. Perché dall’attentato chimico a Idlib, ovviamente attribuito subito a Bashar al-Assad, con la complicità di russi e iraniani, qualcosa è cambiato. Anche voi, che durante le elezioni presidenziali statunitensi, eravate riusciti a non tramutarvi come gli altri totalmente in TeleHillary, avete cominciato una battaglia tutta ideologica. E tutta incentrata su un punto: il continuo e costante accostamento della situazione attuale con quella del nazi-fascismo. E’ un’ossessione, un parossismo che, non essendo sostanziato da alcun elemento reale, puzza di ideologia. E di furbizia. Lei accusa, genericamente, il suo interlocutore social di non aver mai attaccato la mafia, di non fare la differenziata, di non denunciare l’evasione fiscale: primo, ha contezza assoluta del fatto che tutti i suoi followers siano dei marpioni simili? Spiacevole, fossi in lei.

Secondo, al netto del populismo – proprio lei che a parole lo combatte – di accuse simili, cosa c’entrano le leggi razziali? Nulla. Però, da quell’attacco con armi chimiche in poi, è stata un’escalation di paragoni: Assad come Hitler che usava le armi chimiche. Grande rilievo, anche nel suo tg. Peccato che poi persino ambienti NATO abbiano smentito la paternità di quell’attentato, addirittura mettendone in discussione la dinamica reale: lei che fa le pulci e attacca tutti, ha guardato in casa sua? La notizia della smentita, ha avuto lo stesso clamore della prima, quella che certificava il parallelo Assad-Hitler? E poi, vogliamo parlare del forno crematorio, sempre di Assad, dove verrebbero bruciati i corpi dei prigionieri? Tutti i media, il suo compreso, hanno scomodato Auschwitz, i camini, quel “mai più” che l’Europa deve onorare, intervenendo in Siria. Anche in questo caso, bufala. D’annata, oltretutto, tato da essere sparita a tempo di record dalle prime pagine. Il suo tg ha dedicato al ridimensionamento di quel fatto, lo stesso tempo concesso all’accusa? No, posso garantirglielo.

Lei è troppo intelligente per pensare davvero che Matteo Salvini, Marine Le Pen o persino Viktor Orban possano essere i nuovi Hitler: vede SA in giro a ingraziarsi l’opinione pubblica esasperata a colpi di incendi di centri d’accoglienza? No, in compenso vedo parecchio degrado legato alla presenza di risorse: lei no? E poi, mi tolga una curiosità: per mesi e mesi, i media come il suo hanno di fatto minimizzato le ondate di migranti in arrivo, smentendo che si trattasse di un’emergenza e parlando di percezione dell’insicurezza, a causa della propaganda populista e razzista. Quindi, se non è in atto un’emergenza e non c’è, di fatto, una reazione agli sbarchi che sia emergenziale (rivolte, assalti a sfondo razziale, violenze quotidiane sugli stranieri), perché scomodare l’eccezionalità assoluta del nazismo e del fascismo? O c’è una situazione emergenziale che ne attiva un’altra, oppure perché scomodare Auschwitz per dei cittadini che non vogliono migranti a casa loro o per Assad che, bontà sua, non ha voglia di regalare a Isis e sauditi la Siria?

Ora non è più in onda sulla sua rete ma immagino che, in qualche modo, abbia seguito il nuovo programma di Maurizio Crozza e, soprattutto, i nuovi personaggi che imita. Oltre a uno strepitoso Maurizio Mannoni, c’è un altro Maurizio – Belpietro – e la parodia della trasmissione che questi conduce su Rete4, “Dalla vostra parte”. Crozza l’ha trasformata in “Dalle nostre parti” e vede il direttore de “La verità” lanciarsi in parossistiche tesi razziste e xenofobe, spesso e volentieri spalleggiato da un collegamento esterno con la Val Strambonica, ideale Eldorado della grettezza e dell’ignoranza della provincia profonda, proprio quella che dice no ai migranti, come a Cona (o tra i libri profondi e le sdraio progressiste di Capalbio, by the way). Ammetto che i primi due episodi qualche risata la strappavano, adesso ormai hanno la brillantezza e la sagacia ironica di una scoreggia del compianto Bombolo ma resta il fatto: chi dice no all’immigrazione senza controlli e programmazione che stiamo vivendo, è un ignorante.

Un montanaro, uno che non ha studiato e non può capire, uno che – come nel caso del Brexit – nemmeno dovrebbe poter votare, come qualche mente progressista ha fatto intendere tra le righe nei suoi illuminati editoriali. E’ gente degna della Val Strambonica, ombelico di un mondo che non capisce la bellezza e l’importanza dell’accoglienza, gente che come nello sketch comico di Crozza, crede che i migranti siano contagiosi a prescindere o che un morbo presente nelle ascelle degli albanesi possa procurare la paralisi degli arti, venendone a contatto. Ridete pure, sbeffeggiate e dileggiate con il disprezzo che si propaga dall’alto dei vostri studi e dei vostri ideali, chi ha paura, chi vuole difendersi, chi non crede né all’accoglienza, né all’integrazione forzata, né alla società multietnica: fatelo, tanto il pubblico che conta sta dalla vostra parte. Vi applaude, condivide i vostri tweet.

Questa foto

è tratta dall’edizione on-line del quotidiano “L’Adige” e ci mostra una scritta apparsa sulla strada che porta al piccolo centro trentino di Tres, dove l’arrivo di 10 migranti è stato accolto così da qualcuno. Sdegno, ovviamente, a partire dal sindaco del paesino, Paolo Forno e della testata giornalistica: è la riprova della vostra teoria, la mitologica Val Strambonica di Maurizio Crozza esiste davvero, avete ragione voi. Il problema è che Crozza si limita a fare dell’ironia, ancorché poco brillante, mentre lei e molti suoi colleghi state impostando una campagna che classifica quella scritta spray sulla strada come prova maestra dell’esistenza di un pericolo nazi-fascista risorgente e non mi stupirebbe che qualche mente superiore accostasse a breve quella scritta – che è solo frutto di paura ed esasperazione – alle scritte “Juden” apposte sui negozi degli ebrei. Voi potete credere a ciò che volete ma non potete ammantare di ideologia la realtà, perché non siete normali cittadini, bensì direttori di mezzi di comunicazione di massa: avete una responsabilità. Enorme. E non potete negare che, dall’attacco chimico a Idlib, vediate nazisti e fascisti ovunque, un po’ come il rabbino paranoico interpretato da Woody Allen nei suoi film, quello che sente dire dalla gente “inebreato” invece che “inebriato” e che lega quasi pavlovianamente l’ascolto di Wagner alla voglia di invadere la Polonia.

Per favore, se davvero vi sta a cuore la difesa dei vostri ideali, evitate di scomodare parole enormi dello scorso secolo per quello che è un normale sentimento di ribellione di fronte a una situazione fuori controllo, realtà testimoniata dal cambio di rotta avvenuto con l’arrivo al Quirinale del politicamente scafato Marco Minniti. Come vede non ho nemmeno toccato l’argomento ONG, perché vale lo stesso discorso del nazismo: chi le tocca, anche solo avanzando un dubbio, è il nuovo Goebbels. L’avessi sentita, negli anni, precisare tante volte la presunta innocenza di qualcuno che veniva accusato, allora potrei darle il beneficio del dubbio ma il suo atteggiamento verso quegli operatori è di totale coesione ideale e fattuale. La saluto, caro direttore, con un’ultima domanda. Stando a uno studio del Movimento Cristiano Lavoratori, dubito un’emanazione dei nazisti dell’Illinois di Belushi e Aykroyd, ogni anno migliaia migranti finiscono nelle grinfie schiavistiche del caporalato.

Visto che il suo tg è sempre stato in prima linea nella denuncia di questa pratica criminale, non le pare che sostenere “l’avanti tutti” sia un pochino ipocrita e incoerente, visto che – al netto di tutte le ONG del mondo e del fatto che bisogna rendere più aggressiva la lotta al nuovo schiavismo – questo Paese è nel caos e sicuramente chi arriva avrà ottime possibilità di finire a fare lo schiavo, al netto dei vari DDL e leggi ad hoc? Cordiali saluti dalla Val Strambonica.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

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