De Bortoli dirà il vero ma non trasformatelo in Che Guevara: è solo lotta di potere. Tra chi lo detiene

Di Mauro Bottarelli , il - 21 commenti


Sono certo che la vicenda vi è nota, quindi taglio corto: nel suo ultimo libro, “Poteri forti (o quasi)”, l’ex direttore di “Corriere della Sera” e “Sole24Ore”, Ferruccio De Bortoli, confina in poche righe di un capitolo una vera e propria bomba. Ovvero, l’allora ministro delle Riforme del governo Renzi, Maria Elena Boschi, intervenne direttamente per cercare di salvare Banca Etruria, di cui il padre era vice-presidente e lo fece chiedendo all’allora ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, di comprare l’istituto. Ecco lo stralcio incriminato: “Maria Elena Boschi nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria. La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata. Ghizzoni, comunque, incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere”.

Apriti cielo, tanto più che l’allora ministro delle Riforme ha sempre negato di essere intervenuta o anche solo interessata personalmente alla vicenda della banca toscana. Come sia andata a finire la vicenda di Banca Etruria è cosa nota che non sto a rinvangare. Oggi Maria Elena Boschi non è esattamente l’ultima che passa per strada, essendo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, oltre che fedelissima di Matteo Renzi e lo scoop di De Bortoli rischia di costarle la carriera, visto che già M5S, Lega e Fratelli d’Italia ne chiedono le dimissioni. Lei ha reagito ribadendo di aver già chiarito la vicenda e minacciando querele, mentre Ferruccio De Bortoli, questo pomeriggio durante la presentazione milanese del suo libro, ha risposto tagliante: “Colleziono querele, aspetto quella di Maria Elena Boschi”. Come dire, col cazzo che mi querela, perché sa che è vero. E se l’attuale management di Unicredit ha giocato allo scaricabarile, Federico Ghizzoni, l’uomo che potrebbe svelare l’arcano su chi mente e chi no, cosa dice? Dopo un eterno silenzio di un giorno, oggi ha rotto gli indugi: “No comment”. Risposta più esplicita non poteva darla.

Ora, chi mi conosce sa che non esiste nulla di più distante da me e dal mio modo di pensare del PD, tanto più quello renziano. Inoltre, ritengo che la gestione del “caso banche” sia stata a dir poco dilettantesca, quando non da perfetti incapaci. Tutto vero. Ora, però, mi chiedo: proprio sicuri di innalzare Ferruccio De Bertoli a novello Che Guevara contro i soprusi del potere? E’ un bravissimo giornalista ma ha vissuto dentro i gangli dello stesso potere che ora sputtana per oltre 30 anni e a livello altissimo, perché ha diretto il “Corriere” edito da RCS e dai suoi interessi economici e poi “IlSole24Ore”, quotidiano di Confindustria, la quale non mi pare una confraternita di penitenti filippini. Nel corso delle sue direzioni, qualcuno ricorda forse puntute e acuminate inchieste contro le commistioni tra banche e imprenditoria? Qualcuno ricorda reportage sul sistema Siena, noto anche ai sassi da almeno 30 anni?

Qualcuno ricorda prese di posizione contro gli abusi del potere politico nei confronti del potere economico e viceversa? Io no. Altrimenti il merdaio bancario non sarebbe esploso solo negli ultimi anni e con tutto quel fragore (oltre che con i danni tipici che fa l’immondizia nascosta per troppo tempo sotto il tappeto). Ferruccio De Bortoli è persona perbene ma è anche uomo di sistema e di potere allo stato puro, perché quando ti siedi sulla poltrona da direttore di testate di quel livello, le mani con il sangue e la merda del potere, citando Rino Formica, te le sporchi, per il semplice fatto che ci hai a che fare quotidianamente. Decidi quali notizie dare e quali no, quali devono andare in prima pagina e quali diventare trafiletto, quali scandali o inchieste meritano di durare settimane e quali, dopo un giorno, diventano contorno, per poi sparire nell’oblio. Non è mica un reato, è la stampa bellezza! E tu non puoi farci niente, come recitava la storica battuta di Humprey Bogart in “L’ultima minaccia”.

Anzi no, qualcosa puoi farla. E lo dico umilmente, perché di fronte a un mostro sacro del giornalismo, io non sono nessuno per dare suggerimenti: Ferruccio De Bortoli poteva pubblicare il suo scoop, perché tale è, quando lo ha scoperto. Perché aspettare proprio ora? Per far vendere di più il libro? Perché pensate che qualcuno lo compri, quel libro? Tutti ne parlano perché tutti i media parlano dello scandalo che ha innescato ma, dati di vendita alla mano, sono certo che il timing non frutterà granché a De Bortoli in fatto di diritti. Tanto più che l’ex uomo forte di via Solferino non mi pare persona e professionista da seguire l’esempio dell’ex direttore del “Sole24Ore”, Roberto Napoletano, il quale mandava l’autista in libreria a comprare tutte le copie del suo ultimo libro, salvo poi buttarle, pur di far salire le vendite (se non ci credete, andate a chiedere ai commessi della Feltrinelli di Piazza Piemonte, per chi abita a Milano e dintorni). Perché solo ora? Quando lo ha saputo, visto che un libro qualche mese di scrittura lo richiede, salvo poi rivedere le bozze e stampare?

Erano in parecchi altri a saperlo, eppure nessuno ha fiatato fino alla pubblicazione: questo vi fa capire che Ferruccio De Bortoli non è il primo che passa per strada, è uno che conta. Sono pronta a mettere la mano sul fuoco rispetto al fatto che quanto scritto sia vero e che, di fatto, o glielo ha detto direttamente Ghizzoni o qualcuno di molto vicino all’ex ad di Unicredit. Ma resta un altro dubbio: una questione di questa delicatezza, un episodio di questo valore, liquidato in poche righe, giusto il minimo sindacale per raccontare i fatti, senza mezzo dettaglio? Sarà ma mi pare strano: certo, De Bortoli, essendo davvero un giornalista di successo, non ha bisogno di masturbarsi l’ego come certi altri direttori ma resta il fatto che quelle poche righe hanno scatenato un casino. E lui lo sapeva. E sapeva anche quando sarebbe stato pubblicato il libro: il quale, invece, magari sarebbe stato pronto al lancio prima ma si è voluto attendere, che so, le primarie del PD, prima di sganciare la madre di tutte le bombe? Una cosa è certa: quelle righe sono rimaste sotto un silenzio degno di un documento secretato della CIA per mesi, eppure in tanti le conoscevano. Ma nessuno ha osato.

Ferruccio De Bortoli, d’altronde, ha un conto aperto con Matteo Renzi, visto che fu lui, nel suo editoriale d’addio alla direzione del “Corriere della Sera”, a definirlo “un maleducato di successo” e a evocare, parlando del suo governo, lo “stantio odore della massoneria”. Accuse pesanti, ancorché non circostanziate da fatti e nomi, riferendoci alla seconda accusa. Qual era la colpa di Matteo Renzi, oggettivamente antipatico e pieno di sé? Di fatto, quella di non riconoscere il ruolo di mediatore nobile alla grande stampa, di non cagarsi i direttori che, invece, fino ad allora venivano trattati con adorazione dal potente di turno della Seconda Repubblica, pur di non finire nel tritacarne mediatico come Silvio Berlusconi. Il timore per i vari “metodi Boffo” o del mitologico ventilatore acceso contro cui lanciare vagonate di merda è sempre stato arma di ricatto della stampa verso il potere, mentre Matteo Renzi aveva deciso di bypassare la stampa e diventare esso stesso l’incarnazione del potere e della sua comunicazione mediatica.

Anche perché, al netto degli editoriali-vendetta, a Matteo Renzi tutta la stampa mainstream, con differenti estensioni della lingua e capacità rotatorie, il culo l’ha leccato per mesi e mesi. Acriticamente. Sembrava il Messia anche se stava sbadigliando o levandosi una caccola, Di colpo, poi, uno stronzo sesquipedale. Questa storia è la storia di molto giornalismo italiano e, in parte, ha riguardato anche Ferruccio De Bortoli, a capo del più influente quotidiano italiano per due volte e poi in sella alla corazzata (dai conti farlocchi) mediatica degli industriali. Insomma, diciamo che non è avvezzo ai fogli sovversivi e alla battaglie ideali pure. Oggi, però, è dipinto come il martire della libertà di stampa, come l’eroe del quarto potere con la schiena dritta e con abbastanza coraggio da svelare gli altarini del potere, senza badare alle conseguenze. Balle, Ferruccio De Bortoli ha colpito a freddo, perché sa di avere le spalle coperte. Da chi?

Da chiunque voglia colpire Matteo Renzi tornato in sella, andando a grattare via la crosta dalla ferita del binomio papà-banche che tanto è costato all’ex premier, fresco di “assoluzione politica” dallo scandalo Consip, in cui era appunto coinvolto il padre. Perché vi dico questo? Perché questo modo di fare informazione, giornalismo (ancorché attraverso un libro), è lo stesso che ci informa sui grandi temi e, soprattutto, vuole educarci, combattendo contro le fake news. Le notizie ad orologeria vanno benissimo, quelle sono informazione, invece. C’è da fidarsi di questa gente, a vostro modo di vedere? Guardate il corteo adorante di colleghi che in queste ore stanno beatificando in vita Ferruccio De Bortoli, tutta gente che conosce meglio di me la realtà dei fatti che vi ho appena descritto ma che soprassiede per un bene più alto: l’informazione libera e indipendente del cittadino? No, i giochi di potere.

E, attenti, questa stessa gente, da domani, vi farà sentire delle merde in tv e sui giornali, perché magari osate lamentarvi del fatto che gli zingari rubano e vivono a scrocco. Imbastiranno tribunali speciali sull’altare delle tre rom morte nel camper a Roma (nonostante gli inquirenti abbiamo escluso la pista xenofoba, privilegiando quella della vendetta tra clan nomadi) e da lì partiranno lancia in resta contro razzismo, xenofobia, nazionalismo, populismo e chi più ne ha, più “ismi” metta. Ve lo dico fin da ora, andrà così. E’ solo la logica, eterna, dello “sbatti il mostro in prima pagina”, non è informazione. Né, tantomeno, voglia di giustizia o trasparenza. Altrimenti, eviterebbe ipocrisia e, pur piangendo tre vittime, ammetterebbero anche loro in pubblico che la maggior parte degli zingari ruba. Invece, lo fanno in privato. In salotti elegantissimi e politicamente corretti, nei quali si fanno spifferare – tra un calvados invecchiato e un sigaro – i segreti da utilizzare al momento giusto. Cioè, quando fanno comodo a qualcuno. E quel qualcuno, cari cittadini-contribuenti, non siete certo voi.

P.S. E se questo scoop avesse preso due piccioni con una fava? Certo, la Boschi è primariamente nel mirino ma in questa querelle sono in tre. E De Bortoli pare escluso da responsabilità su banche e incontri irrituali.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Shares
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

  • Lupis Tana

    certo che ha una bella faccia da schiaffi quella boschi, anche gli altri non scherzano però… t l

  • OpenYourMind

    L’unica cosa che riesce bene allo Boschi non è di certo fare la minestra.

  • Gianox

    Detto che De Bortoli ha fatto il sicario, per conto di chi lo ha fatto?
    Personalmente, non ne ho idea, ma mi viene da pensare a Comey, l’ex direttore della FBI licenziato da Trump.
    Che sia vero che Trump stia per passare alla controffensiva non solo contro il deep state americano, ma anche contro chiunque, nel mondo, è compromesso con il clan Clinton-Obama?

  • marcoferro

    i pennivendoli italiani non mi piacciono, troppo servili e promiscui col potere, salvando la pace di qualcuno. della castorina Boschi dico solo tale padre tale figlia, buon sangue non mente, ladri e ipocriti dalla faccia pulita che si atteggiano pure a vittime.
    poi una parola sulle bambine morte e la ragazza: umanamente dispiace sopratutto quando si tratta di bambini e poi morire in quel modo. ma in un caravan, piccolo, stavano 9-10 figli più i genitori, è mai possibile una cosa del genere ? se fossero stati italiani invece che rom o sinti, si sarebbero presentati i servizi sociali, i vigili del fuoco e urbani, gli psicologi, immancabili ormai come il prezzemolo, il ministero della salute, etc…per togliere i figli a quella coppia.

    • Friendly Cynic

      LA LEGGE É UGUALE PER TUTTI.

  • andrea pippo

    questo mio commento non c’entra col post. solo che nn so dove metterlo, ovverosia, dato che il sito rc è stapieno di pubblicità e faccio una fatica della malora a girarlo non ho voglia di clickare da tutte le parti per trovare il punto esatto.
    Quindi, sicuro che non verrà letto, lo metto nel primo posto che trovo.
    Volevo mandarlo a francesco carbone,
    quindi
    caro francesco carbone,
    sono anni che ti seguo, bla bla bla, complimenti, ma stai sbagliando qualcosa.
    1) potresti leggere questo?
    https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2017/html/ecb.sp170510.en.html
    e magari farlo tradurre dal mitico simoncelli?

    2) URGESI, inversione a U sulla questione contante.
    Why europe still need cash:
    https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2017/html/ecb.sp170428.en.html

    Conclusioni: abbiamo sbagliato obiettivo del tutto!!!!!!!!!!!
    Non è la bce che vuole abolire il contante, questo, per i motivi espressi nell’articolo di

    Yves Mersch, che non so chi sia, ho solo fatto copia e incolla del nome.Esiste un altro motivo, ovvio, lapalissiano e banale del perchè la bce non ha alcun interesse ad abolire il contante e ti conviene arrivarci in fretta, perchè LA BCE SULLA QUESTIONE CONTANTE NON è IL NEMICO MA IL PRIMO ALLEATO CHE ABBIAMO, abbiamo palesemente sbagliato ad interpretare i fatti.
    Sai chi è invece il primo nemico? non ci crederai mai…
    Vediamo se arrivi alla mia stessa conclusione, magari ci fai un bel podcast dove ci spieghi le tue conclusioni, poi io ti dico quello che ho pensato e se convergiamo lo spieghi a leonardo facco.
    fell free to ignore me. no matter what, i’m damned right e non ho ancora preso la mia dose di giornaliera di droga oggi.

    • marcoferro

      ti rivelo due segreti, il primo: la BCE non decide nulla in quanto è privata. chi comanda e decide le sue politiche sono sempre gli stessi. lo stesso discorso vale per la FED, guarda questo link è capirai tante cose. come per esempio del perche la Germania quando parla sembra che sia la padrona. in effetti è la nazione con più quote di partecipazione della BCE con D.Bundesbank. ogni paese ha una sua quota piccola o grande che sia. http://www.moneyriskanalysis.com/blog/2013/07/24/chi-possiede-la-bce-e-la-fed/ il secondo: per non sopportare più nessuna pubblicità, scarica un programmino, adblock ci vogliono 5 minuti in tutto.

      • andrea pippo

        grazie per l’ad block. ma il mio discorso è un’altro.

  • Albert Nextein

    Non mi meraviglio di alcun che , in questa vicenda.
    Vivono nella medesima palude i serpenti della politica , del giornalismo e delle banche.

  • Sono prontA a credere?

    • redfifer

      L’ho notato anche io e vista la distanza in tastiera tra la “a” e la “o” non può certo ritenersi un errore di battitura, semmai una candita rivelazione non voluta per chi si firma Mauro…? In qualsiasi caso sempre pregevoli e acuti i suoi articoli.

  • johnny rotten

    Bravo il Botta che mette tutti i giorni mano alla merda per deliziarci con i suoi articoli, io personalmente sono così schifato da quel mondo di corrotti che non mi soffermo quasi più su certe questioni, ormai le dò per scontate, quindi ringrazio pubblicamente Bottarelli per questo tipo di servizio che ci offre, di grande utilità, una finestra quotidiana sui veri miserabili del mondo, ma anche un salutare filtro.

  • aiccor

    quel “sono pronta” non e’ sfuggito a nessuno…chissa’. comunque bell’articolo condivido tutto.

  • biafra66

    Il dramma di voi itagliani è che avete SEMPRE bisogno o di un giornalista paraculo o di un PM paraculato per liberarvi della fogna politica….nel caso di specie di una ninfetta senza background. State visivamente peggiorando ….e votate e continuerete a votare col culo ….persino la ninfetta cazzara. Che tristezza.

    • paolinks

      Posso consolarmi pensando di non far parte di quella schiera di pdioti che votano questa feccia.

    • Ronf Ronf

      Qui in Italia i giornalisti e i magistrati attaccano certi poteri solo dietro ordine USA

      • biafra66

        Va bene, questo lo ricordi sempre a tutti noi però:
        chi li vota sono ita-gliani e non americani
        il diversamente bianco recentemente a Milano ha abbracciato e accolto calorosamente il capo cazzaro della banda PD
        …e sinceramente gli USA hanno problemi più importanti che l’inutile penisola a sud d’Europa…anzi penso che sia l’ultimo dei loro problemi.
        Magari…c’è di mezzo il famoso “Letta stai sereno” che passa all”incasso….questo lo vedo più probabile…il solito scazzo tra cialtroni …o no?

        • Ronf Ronf

          Il nostro paese è talmente inutile che la nostra Telecom Italia serve agli USA per fare le comunicazioni militari degli USA e della NATO nel Sud Europa, in quel Mar Mediterraneo strapieno di navi militari USA e, infatti, i francesi per quale motivo hanno comprato Telecom Italia?!? Per intercettare gli USA, la NATO e lo Stato italiano (per ricattare i vertici politici e istituzionali italiani: sai, caro… per evitare una “ripetizione” della “ribellione stile Berlusca” che nel 2011 è stata sedata tramite lo spread, cioè un’operazione troppo grossa e quindi questa volta potendo intercettare direttamente lo Stato si fa molto prima a fermare le ribellioni). Mani Pulite a suo tempo era una operazione USA orchestrata ad arte perchè gli USA di allora volevano l’europeismo: se oggi gli USA decidessero di abbattere l’Europa (perchè l’Euro provoca quel mega-deficit commerciale degli USA), allora dovranno puntare sull’Italia (il nostro paese in caso di uscita dall’Euro farebbe franare tutto il progetto UE, il che spiega come mai Monti venne spedito in Italia apposta per bloccare il tentativo di Berlusconi di uscire dall’Euro) e quindi bisognerà distruggere il PD per via giudiziaria (magari tramite l’inchiesta sulle ONG vicine al PD)

  • Semplice

    Lotta di potere, mi vien da ridere, una boschi contro un giornalista….anche da queste cose si vede come si è ridotto il paese.

    A pensare al ribasso, si finisce sempre in basso.

  • marcoferro

    ah ah povera volpe dovranno vaccinarla dopo i morsi che ha dato…

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi