Domenica questa fotografia compirà 40 anni. Ne scatteremo presto di simili con lo smartphone?

Di Mauro Bottarelli , il - 66 commenti


Oggi ricorrono 40 anni dall’uccisione della studentessa Giorgiana Masi, freddata da un colpo di pistola alle spalle nel corso dei violenti scorsi scoppiati tra polizia e manifestanti dopo il divieto nei confronti di una manifestazione del Partito Radicale. Quel giorno di quaranta anni fa esatti, la Repubblica dopo aver perso la verginità con le stragi di Milano e dell’Italicus, perse anche l’anima. Non era più solo strategia della tensione, era una strategia di controllo per interessi terzi. Da ottenere a qualsiasi costo. Ripercorrerò rapidamente la storia di quella giornata per chi non la conoscesse. Il 21 aprile del 1977, una sparatoria da militanti di Avanguardia Operaia e polizia si concluso con l’uccisione dell’allievo sottufficiale Settimio Passamonti. Il giorno dopo, l’allora ministro dell’Interno, Francesco Cossiga, comunicò in Parlamento di aver deciso, con il sostegno anche del Partito Comunista Italiano, di vietare tutte le manifestazioni pubbliche a Roma fino al 31 maggio.

Il Partito Radicale decise di non rispettare quelle disposizioni e di organizzare una manifestazione in piazza Navona per il 12 maggio, con l’obiettivo di raccogliere le firme su 8 referendum e per festeggiare il terzo anniversario della vittoria nel precedente referendum sul divorzio. La manifestazione, alla fine, non si tenne, perché alle 13.30 arrivò l’ordine di togliere gli impianti di amplificazione, mentre alle 14 venero bloccati gli accessi di piazza Navona, la quale diventa una trappola. Poco dopo le 14.30, partono i primi candelotti. Alle 19 alcuni parlamentari mediarono con le forze dell’ordine per permettere ai manifestanti di lasciare la piazza e spostarsi verso Trastevere. Da lì, nacque il caos. Giorgiana Masi si trovava su Ponte Garibaldi, mentre quella parte della città sembrava un campo di battaglia con opposte forze schierate: poliziotti dalla parte di via Arenula, manifestanti verso Trastevere. Lacrimogeni, sassi, la situazione precipita, chi può si mette a correre, cerca di scappare: Giorgiana, di colpo, cade a terra “come fosse inciampata”, dirà un testimone.

Invece era stata colpita alle spalle da un colpo di pistola calibro 22: a quel punto fu caricata su un’auto, trasportata in ospedale e lì venne dichiarata morta. Nella controperizia di parte civile, depositata il 6 dicembre 1978, si disse che Giorgiana Masi era stata uccisa “da un colpo d’arma da fuoco a proiettile unico, trapassante, con traiettoria pressoché ortogonale al dorso della ragazza (e cioè parallela al terreno) sparatole alle spalle da circa 40-60 metri”. Il giorno dopo, riferendo in Parlamento, Francesco Cossiga difese l’operato delle forze dell’ordine, sottolineando come il 12 maggio “con azione improvvisa, circa 300 dimostranti avevano attaccato le forze di polizia con il lancio di bottiglie molotov e sassi, per cui gli agenti si erano dovuti difendere”. I Radicali raccolsero invece molte testimonianze e foto e filmati delle violenze degli agenti, anche di quelli in borghese, mentre puntavano le armi contro i manifestanti. Schiacciato dai fatti, Cossiga fu costretto ad ammettere la presenza di squadre speciali in azione quel giorno.

Si seguirono varie piste, furono archiviate e riaperte inchieste (un brigatista, poi scagionato; il fidanzato neofascista di Giorgiana, tesi mai consistente; un agente in borghese; un membro delle squadre speciali o, addirittura, dei servizi): ad oggi, quaranta anni dopo esatti, l’assassino di Giorgiana Masi non ha ancora un nome, né un volto. Ma quella morte fu il detonatore di ciò che il potere voleva: il caos, appunto. La foto di copertina è storica, fu scattata durante gli scontri in via De Amicis a Milano del 14 maggio 1977, due giorni dopo i fatti di Roma. Studenti e sinistra extra-parlamentare scesero in piazza per chiedere verità per quella morte e per protestare contro governo (il famoso Kossiga con la K) e polizia. Finì a pistolettate in pieno centro storico della borghese, grigia e impaurita Milano di fine anni Settanta. Negli scontri morì il poliziotto Antonio Custra, mentre il ragazzo immortalato nella foto era Giuseppe Memeo: non uccise lui Custra ma sparò.

Come fecero in tanti quel giorno. E nei giorni a seguire. La pistola era sdoganata, era guerra civile ormai: Umberto Eco, non a caso, disse che “quel giorno era finita l’idea della rivoluzione proletaria”. Quel giorno, forse, cominciò la vera vittoria dello Stato. Più o meno parallelo e avvenne molto prima della fine delle Brigate Rosse, prima degli infiltrati che le devastarono, prima del riflusso: in quel colpo di pistola, c’era il via libera per un’operazione di normalizzazione che utilizzasse qualsiasi mezzo. D’altronde, Gladio era nata per questo: l’anti-comunismo della NATO era declinabile in molti modi, anche quello ad uso interno delle forze di polizia e di intelligence. I favolosi anni Ottanta dell’edonismo reaganiano e del benessere mediatico del duo Craxi-Berlusconi potevano nascere.

Perché questo excursus storico? Primo perché mi pareva giusto ricordare l’anniversario di un atto che, a mio modo di vedere, ha cambiato il corso della storia recente del nostro Paese. Secondo, perché sento aria pesante. A Roma, stamattina, si è sentito anche dell’altro: un bel botto alle 9.20 del mattino nei pressi dell’ufficio postale di via Marmorata. Nessun ferito, solo pochi danni a una macchina parcheggiata accanto. Per gli inquirenti si è trattato di “un atto dimostrativo non teso ad offendere”, reso possibile da un solo ordigno pieno di liquido infiammabile collegato a un timer: “L’assemblaggio dei pezzi non è stato certo casuale ma opera di persona o persone competenti”, ha spiegato il responsabile ufficio protezione generale e soccorso pubblico della questura di Roma, Massimo Improta, il quale ha anche ricordato il precedente della settimana scorsa, quando un fatto simile avvenne vicino a un altro ufficio postale in via Laurentina, sempre a Roma.

La pista privilegiata è quella anarchica, pur non essendo – al momento – arrivata alcuna rivendicazione. Ovviamente è un atto dimostrativo ma quando cominciano i botti e cominciano a saltare fuori gli anarchici come colpevoli, in questo Paese è come se suonasse la campanella della memoria. Intendiamoci, non temo che questo botto sia prodromo di qualcos’altro. Mi fa pensare il fatto che sia accaduto oggi e a un orario non esattamente “dimostrativo”: le 9.20 del mattino significa avere addosso tutte le luci del media, significa massima esposizione nei tg dell’ora di pranzo. Se voglio solo “dimostrare”, il botto lo faccio alle 4 del mattino, quando il rischio di colpire qualcuno, anche per sbaglio, è minimo. Qui si vuole fare anche altro: spaventare e farlo in maniera il più plateale e mediatica possibile, pur non spargendo sangue. Inoltre, è il timing che induce una riflessione: nel giorno del 40mo anniversario dell’uccisione di Giorgiana Masi e nel pieno di uno scontro di potere che in questo Paese non si vedeva da decenni.

L’altro giorno vi ho parlato della querelle legata alle rivelazioni contenute nel nuovo libro di Ferruccio De Bortoli, in base alle quali Maria Elena Boschi, quando era ministro delle Riforme, chiese all’allora ad di Unicredit, Fabrizio Ghizzoni, di acquistare Banca Etruria. Una bomba politica per il governo, soprattutto dopo il “no comment” opposto da Ghizzoni stesso alle domande di chiarimento dei giornalisti, quasi una conferma di quanto scritto da De Bortoli. Il quale, ospite ieri sera da Lilli Gruber a “Otto e mezzo” insieme a Massimo Cacciari, ha sparato un altro, pesante siluro contro il circolo renziano, scomodando uno dei nervi scoperti della recente storia italiana, soprattutto quella degli anni di piombo e della strategia della tensione, gli stessi che reclamarono la vita di Giorgiana Masi: la massoneria. “La Banca Etruria è una storia di massoneria. E c’è chi dice che MPS sia stata rovinata dalla massoneria toscana. E allora perché non fare chiarezza?”, ha detto con la stessa naturalezza che si utilizza di solito parlando di calcio. Ma deve essere stato lo studio della Gruber a ispirare onestà intellettuale ieri sera, visto che Massimo Cacciari, sempre parlando di massoneria, ha detto chiaro e tondo che c’è sicuramente il suo zampino dietro l’elezione di Emmanuel Macron, uomo di Rothshield. Evviva.

Ma quella di De Bortoli non è un’accusa qualunque, né un’accusa da poco nel Paese che ha vissuto la P2 e le sue emanazioni, giunte – ancorché depotenziate, provincializzate e un po’ incafonite dagli intrallazzi di bassa lega – fino ai giorni nostri. E Ferruccio De Bortoli non è uomo che parli a caso: conosce i segreti del potere italiano da 30 anni, ha diretto due volte il “Corriere della Sera” e una “IlSole24Ore”, certi ambienti e certi meccanismi non gli sono certamente alieni. Qualcuno ha mosso guerra contro Matteo Renzi e il mondo che egli rappresenta, due blocchi di potere italiano sono – ora come non mai – contrapposti. Certo, all’esterno giungono solo i latrati delle polemiche su vaccini e legge elettorale ma in gioco c’è dell’altro, c’è l’assetto che prenderà questo Paese nel grande progetto di stravolgimento democratico che le elites europee hanno avviato.

Permettetemi un salto logico. Sempre questa domenica, quando la fotografia di copertina compirà 40 anni, la segreteria della Övp austriaca (partito di centro destra al governo) si riunirà per indicare quale sarà il prossimo segretario. Dalle decisioni che verranno prese (o che non verranno prese) si decideranno anche, e soprattutto, le sorti della coalizione (con i socialdemocratici) e quindi del governo stesso. Ecco le parole pronunciate stamattina da Sebastian Kurz, ministro degli Esteri austriaco: “Le elezioni anticipate sono la strada giusta da dover prendere”. Pur essendosi immediatamente precipitato a ribadire come la sua sia solo una posizione personale, a stretto giro di posta si sono schierate a favore del ritorno anticipato alle urne anche le segreterie della Övp della Carinzia e di Vienna, oltre ovviamente alla Fpö di Strache. Il tutto, con un precipitare della situazione nelle ultime settimane e senza una reale crisi o scandalo politico emerso, visto che l’impasse del governo di coalizione era cronica da mesi e mesi. Sapete cosa significa un’eventuale crisi di governo in Austria?

Primo, settimane di propaganda della paura contro il rischio neofascista in Austria, una manna per il mainstream, politico e mediatico. Secondo, un segnale politico chiaro di accelerazione per l’Italia: se Vienna si unirà al carro, il 2017 sarà ricordato come l’anno dei grandi appuntamenti elettorali. Mancherebbe solo l’Italia ma negli ultimi giorni molti accadimenti parlano la lingua di un precipitare della situazione verso elezioni anticipate in inverno: chi le vuole davvero? Chi le vincerà? Nel frattempo tornano i botti, innocui ma rumorosi. E, soprattutto, sono pronti gli agenti agitatori, come 40 anni fa.

Servizi segreti? Infiltrati? No, bastano due armi: media e migranti. E per dimostrarvi quanto questo binomio sia potente e in servizio permanente ed effettivo, basta che vi racconti quanto accaduto ieri alla presidente del Friuli-Venezia Giulia, la piddina Debora Serracchiani, finita nella bufera per una dichiarazione a commento della violenza sessuale di martedì scorso, quando un richiedente asilo iraniano ha rapinato e stuprato una 17enne alla stazione ferroviaria di Trieste. Nel coro unanime di condanne per la violenza, il governatore del Friuli-Venezia Giulia, ha scritto quanto segue: “La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”. Inoltre, la Serracchiani richiedeva l’espulsione immediata per i richiedenti asilo che si macchiano di reati di tale gravità. Insomma, finalmente del mero buonsenso da parte PD sul tema.

E invece no, è partito subito il crucifige: per Arturo Scotto di Art1, l’ex vicesegretario del Pd “supera a destra Salvini con frasi irresponsabili e razziste”, mentre la rivista di sinistra Left – quella che ha eletto personaggi dell’anno gli “Elmetti bianchi”, per capirci – parla di “giovane promessa marcita”. Ma è su Twitter che si è scatenata la tempesta, con la giovane esponente del PD subissata di insulti: da “lepenista” a “razzista” a chi si affida all’ironia chiedendosi sarcastico “ma se ti violenta tuo padre, è una passeggiata?”. Per finire, non poteva tenere la bocca chiusa sull’argomento il tuttologo del momento, Roberto Saviano, il quale ha consigliato a Salvini di “candidarla nelle liste della Lega Nord”. In serata, la Serracchiani ha provato a correggere il tiro su Twitter ma il concetto, giustamente, è cambia di poco, essendo sacrosanto: “Non esistono stupri di serie a o serie b. Sono tutti ugualmente atroci. In questo caso all’atrocità si aggiunge rottura patto di accoglienza”.

Non servono i morti, le bombe e le false flag (almeno, per ora), quando sei riuscito ad avvelenare e far marcire la mente della gente: ti seguirà comunque. Per questo c’è corsa elettorale, c’è voglia e bisogno di urne ovunque in Europa, per cristallizzare il momento e battere il ferro finché è caldo: il nemico è il fascismo, declinato ora in populismo, nazionalismo e protezionismo. E anche gli atti simbolici servono a questa agenda: come definire, altrimenti, l’allucinante ok giunto ieri dal Congresso dei deputati spagnolo, su richiesta dei Socialisti e sostenuta da Podemos e Ciudadanos, di trasferire i resti di Francisco Franco dal mausoleo Valle de los Caidos, dove fu sepolto nel 1975? Terrorismo storico e psicologico, non è altro. E i media applaudono e amplificano. I migranti? Gente che scappa dall’orrore, quasi declinato in modo e tempo conradiano, quindi vanno accolti a prescindere. Tutti.

Senza accorgersi che stiamo accogliendo un esercito, nel vero senso della parola: se il 70% abbondante di chi arriva è sotto i 30 anni e fisicamente ben messo, ti metti in casa qualcosa di pericoloso a livello tangibile e concreto. E manovrabile. Il 2017 sarà un nuovo 1977? Temo di sì ma la “guerra civile” si combatterà con altri mezzi, paradossalmente i piani eversivi adesso si mettono a compimento con il voto democratico e con i media. Vi pare una coincidenza tutto quanto accaduto dalla Brexit in poi? E la nascita dal nulla delle fake news? E la russofobia? E l’invasione di migranti, benedetta dalle elites, le stesse che stanno garantendo il collegio difensivo alle ONG? In Italia, poi, non ci facciamo mancare nemmeno lo scontro di potere al massimo livello, ancorché sotterraneo, arrivando a scomodare parole proibite come “massoneria” in prima serata da Lilli Gruber. E, a proposito di massoneria, non avete notato anche voi l’improvviso ritorno sulle scene, in grande stile e con profilo sempre più popolare (ovvero, di massimo ascolto e massima capacità attrattive) del piduista più famoso d’Italia, dopo Licio Gelli, ovvero Maurizio Costanzo? Era sparito. Ora, proprio ora, è tornato. Coincidenze.

Vuol dire che il tempo stringe e che è già guerra: magari, il botto di stamattina a Roma è stato davvero un atto dimostrativo di qualche epigono di Bakunin ma ha suonato una bella sveglia. E silenziato altri fatti, spariti o coperti dalle “necessità di cronaca” dei tg. E, attenzione, perché a conferma che il mondialismo non solo esiste come forza motrice politico-economica ma che è attualmente al suo massimo di operatività, non sfugga a nessuno il timing del siluramento di James Comey da capo dell’FBI e il conseguente ritorno in scena del farsesco Russiagate? Chi consiglia davvero Trump, chi comanda davvero in America? Ecco come un trader ha descritto il momento: “Quando prendiamo posizioni overnight a Wall Street, solitamente andiamo a casa preoccupati per cosa possa succedere nelle strade dei Paesi arabi. Ora andiamo a letto preoccupati per quanto possa accadere nelle strade degli Stati Uniti”.

Scatteremo foto simili a quella di copertina ma con i nostri tecnologici smartphone? No, non ci saranno prove, né istantanee della rivoluzione delle elites che è in corso. Ci ritroveremo in un altro mondo, senza capire come. Senza averne fissato i momenti. Occhio a Vienna, domenica: se anche l’Austria voterà anticipatamente, è il segnale della resa dei conti finale. Buon 1977 in versione 2.0, dove le pistole e il piombo non servono. Bastano migranti e fake news di Stato. Meglio delle omonime stragi, per carità ma capaci di fare danni, paradossalmente, maggiori. E di lungo termine.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Shares
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

  • Maximus

    La Serracchiani è sempre stata una povera idiota.

    Mai quanto i furlani che hanno votato questa romana.

    • Massimo Decio Meridio

      Per una volta che ha detto qualcosa di decente …. certo l’espulsione immediata no …. prima la fustigazione poi l’espulsione …

      • hurom

        in effetti la legge del taglione, senza acrimonia, anche con anestesia eventualmente, sarebbe auspicabile. castrazione in video scaricabile da chi desidera.

    • Lila

      Per una cosa non idiota che ha detto, la crocefiggono : )

      L’idiozia al potere : )

      Ricorda Giorgio Gaber nel suo… un’idiozia conquistata a fatica

  • Semplice

    Gli anarchici…piove è colpa degli anarchici….nevica è colpa degli anarchici…c’è caldo è colpa degli anarchici.

    Cambiate disco.

  • hurom

    stiamo raggiungendo a grandi falcate la invidiabile svezia.
    e li si che rideremo, le ragazze/donne senza velo forse un pò meno.
    scrivo dal marocco, dove mi trovo per lavoro. qui una donna senza velo è automaticamente contrassegnata come “puta” e quindi passibile di qualunque trattamento derisorio o peggio, anche in base alla presenza di alcool o hashish dell’ altrimenti devoto musulmano di turno.

  • Lila

    Beh questo è un nuovo tipo di guerra… si spalancano le porte ai nemici e si impoversicono le popoloazione autoctone senza nemmeno sparare un colpo e arricchendo la classe politica che dovrebbe difendere gli autoctoni e che invece , conto terzi, difendo e finanzian gli invasori : )

    Geniale

    • gianni

      È vero è incredibile, comunque viene attuato perche’ fa fare soldi a tanti , come per tutte le cose la fame di soldi sta mandando affanculo l ‘ umanità

  • maboba

    Egregio Bottarelli,
    per ciò che concerne la massoneria non posso che avanzare alcuni dubbi. per gli altri paesi non posso dire alcunché. Qui in Italia mi pare che l’argomento sia servito e serva spesso a coprire magagne altrui. Per esempio il Monte dei Paschi. Quando era un ente di diritto pubblico (fino al 1992/93 mi pare) le nomine le faceva il tesoro ed ai suoi vertici si avvicendavano uomini della DC e del PSI. Il MPS era una banca solida con grande credito anche all’estero eppure la massoneria era allora forse più potente di oggi specie nel PSI. I guai del MPS sono incominciati quando attraverso la Fondazione (controllata da Comune, Provincia e Regione) (legge Amato mi pare) la banca è andata in mano agli ex-PCI. Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi. Sentire tirare in ballo la massoneria per coprire precise magagne politiche da parte di un giornalista considerato ben accasato con “il potere” mi provoca un certo disagio.
    Lei ha fonti migliori delle mie? nel caso attendo un chiarimento al riguardo se possibile e non le porta via troppo tempo.

    • hurom

      ci stai dicendo che la massoneria si finanzia attraverso donazioni spontanee e che il PD è terreno ostile per i piduisti?!?

      • Ronf Ronf

        No, lui intende dire che MPS quando era gestita da DC-PSI era un vero gioiello: quando poi la gestione è passata al PCI-PDS-DS-PD c’è stato il crollo di MPS. E notare che la massoneria stava in entrambe le fazioni…

  • Mago00

    Non si può dire che la Serracchiani abbia detto qualcosa di intelligente, ha detto qualcosa di lapalissiano.

    • Manolis e Giorgos Immortali ✠

      Anche un orologio rotto del resto segna l’ora esatta due volte al giorno.

    • cenzino fregnaccia pettinicchi

      Il problema che ciò ( una pensiero scontato e logico) crea panico nei benpensanti conformisti.

  • Manolis e Giorgos Immortali ✠

    Bellissimo articolo, è davvero incredibile come negli ultimi anni si è di nuovo rispolverato in maniera sempre crescente il “pericolo fascista”, è una chiara strategia del potere per cementare quella parte di società europea che si riconosce a sinistra alle tesi liberiste: chi si oppone all’immigrazione è un fascista e va combattuto con ogni mezzo, dunque date il voto ai candidati liberisti alla Macron che faranno scempio di posti di lavoro ed uguaglianza sociale ma in cambio avrete la società multirazziale e nessun fascista a piede libero… ovviamente i sinistrati ci cascano volentieri, del resto odiano se stessi ed il proprio popolo più di ogni altra cosa. E per questo che sono diventato “fascista” e lo sarò sempre di più, siamo gli unici che possono in qualche modo combattere questo potere delirante, massonico ed infernale.

    • Ronf Ronf

      Ma voi altri invece di votare Nicolas Dupont (DLF) oppure la Le Pen dovevate votare Fillon che aveva accolti parte delle tesi di quei due sull’immigrazione: i numeri ci dicono che Fillon al secondo turno avrebbe vinto contro Macron che infatti ha vinto solo grazie ai voti di Fillon (ti ricordo che in un duello tra Macron e Fillon ovviamente gli elettori di Fillon avrebbero votato Fillon, quindi gli elettori di Dupont e Le Pen avrebbero votato Fillon facendolo vincere perchè Macron a sinistra non sarebbe stato in grado di attirare tutti i voti di Melenchon e del PS).

      • ws

        stai parlando dello stesso fillon che ha detto di votare per macron ? 😈

        • Ronf Ronf

          Ho già spiegato che Fillon non aveva alternativa: il FN con il suo fanatismo ha impedito a lui, il candidato più a destra, di andare al II turno e di vincere le elezioni (i numeri ci dicono che in una sfida Fillon vs Macron gli elettori di Fillon ovviamente avrebbero votato compatti per Fillon, quindi Macron non avrebbe vinto le elezioni perchè infatti Macron ha vinto contro il FN grazie a quei voti che sono arrivati da Fillon che ovviamente non sarebbero arrivati se Fillon fosse stato lui al secondo turno e ti ricordo che gli elettori di DLF e FN ovviamente avrebbero votato Fillon facendolo vincere perchè Macron a sinistra non avrebbe recuperato abbastanza per compensare i voti di DLF e FN che sarebbero andati a Fillon facendolo vincere per pochi voti). Ora, mi sa che a te non è chiaro come funziona un ballottaggio: comunque, 1/3 dei cittadini che hanno votato Fillon al I turno hanno votato FN al II turno e ciò significa che il FN è poco attraente perchè è troppo a sinistra sull’economia (e se al posto di Marine ci fosse stata la nipote Marion, allora in FN avrebbe preso molti più voti al ballottaggio), quindi Fillon che alternative aveva? Lui adesso si è ritirato (deve pensare ai “processi farsa” che finiranno nel nulla)

          • ws

            proprio perché era stato impallinato dai mandanti di macron un uomo politico “VERO” si sarebbe risparmiato il suo “endorsement” . In realtà anche Fillon è un complice del sistema che giocava SOLO a fare il poliziotto buono”.
            Non dimentichiamoci mai che il dato di fatto che
            fillon: sarkosi=macron: hollande .

          • Ronf Ronf

            No, ti sbagli: Fillon è sempre stato in una corrente diversa da quella di Sarkozy. Per fare un facile paragone, ti ricordi la DC in Italia? Andreotti e Ciriaco De Mita stavano in due correnti ben diverse pur facendo parte dello stesso partito. Comunque, lo ripeto: Fillon non aveva alternative visto che il FN gli ha impedito di andare al II turno per pochissimi voti (e infatti il FN rischia il crollo – Marion ha già abbandonato la nave… – alle legislative) e quindi ti ricordo che il sistema ha permesso al FN di andare al II turno apposta per far vincere Macron (la matematica elettorale ci dice che Fillon nel ballottaggio avrebbe vinto contro Macron). Fillon ha detto, con testa bassa, che “si deve votare per Macron per bloccare l’estrema destra” e quindi gli elettori o hanno votato FN o si sono astenuti, ma non c’è stato il voto compatto a favore di Macron (e infatti gli elettori di Fillon che hanno votato FN sono stati di più rispetto agli elettori di Melenchon che hanno votato FN). Quello che a te sfugge è il dettaglio che il FN è un partito progressista sui diritti civili (sai chi è il Vice di Marine Le Pen?) e ciò è un ostacolo alla vittoria visto che per vincere il FN ha bisogno dei voti del centrodestra di Fillon: in ogni caso, le tesi economiche di sinistra del FN non sono servite per sfondare presso gli elettori di Melenchon (già al primo turno la Le Pen ha perso un sacco di voti verso di lui, poi al ballottaggio è successo quello che ti ho detto) e ovviamente hanno allontanato
            gli elettori di Fillon. Comunque, il diretto interessato (Fillon) si è
            ritirato e almeno lui ha dimostrato il bluff al II turno di Marine Le Pen

          • ws

            ma fillon era o non era il primo ministro di sarko’ ? E non mi dire che questo è un dettaglio …

          • Ronf Ronf

            Essere il Primo Ministro non significa quello che pensi tu. Michel Rochard (che fu Primo Ministro di Mitterand nel 1988-91) era considerato come il rivale interno al PS di Mitterand. Fillon nell’autunno 2010 ebbe uno scontro enorme con Sarkozy che lo voleva far fuori per nominare come nuovo PM il centrista Jean Luis Borloo (esponente UDI, un partito alleato dell’UMP-LR), ma Fillon si impose per un motivo semplice: il gruppo parlamentare UMP alla Camera era controllato da Fillon. Come vedi, il Primo Ministro non sempre è allineato al Presidente. Nel 2002 Chirac nominò il centrista Raffarin (esponente di un partito alleato, il DL nato da una scissione dell’UDF, che poi si unì al RPR di Chirac per fare il UMP mentre quel che restava dell’UDF rimase ai margini) come Primo Ministro, nel 2005 De Villepin divenne Primo Ministro senza aver mai avuto la tessera di partito (era un diplomatico di fiducia dello staff di Chirac), nel 1992 Mitterand licenziò Edith Cresson perchè non era capace di far il suo lavoro di PM. I casi in cui il PM è totalmente allineato al Presidente sono rari: Alain Juppe nel 1995-97 era totalmente allineato a Chirac (che lo descriveva come “il primo dei nostri, il migliore di tutto noi”), Pierre Mauroy nel 1981-84 era totalmente allineato a Mitterand. Hollande ha avuto ben tre PM in 5 anni e Manuel Valls di certo non era totalmente allineato a Hollande (invece il terzo, cioè Cazeneuve, è stato totalmente
            allineato al Presidente). L’anomalia è stata quella di Fillon che si era
            riuscito a imporre su Sarkozy per la politica interna (si veda la
            vicenda dell’autunno 2010), allora?

  • marcoferro

    maurizio costanzo è un piduista ? questa mi è nuova veramente, non escudo la possibilità, ormai siamo abituati a tutto. ma oggi l’oscar dello stronzo lo assegno a saviano, il finto napoletano che mangia grazie alla camorra. ma autentico sionista con la scorta pagata da noi. ormai è un tuttologo, mette bocca in qualunque cosa e sono stanco dei suoi inutili e deliranti sproloqui. proprio adesso poi che la serracchiani ha detto qualcosa di utile. aspetto con ansia altri commenti di fanghi umani come gad lerner, mentana e l’ormai venduto erri de luca….

    • Pareggiamoiconti

      Stai scherzando? Che Costanzo fosse nelle liste di Gelli è notorio ed acclarato dal primo momento

      • marcoferro

        non lo sapevo, non si finisce mai di imparare….

        • Stopensando

          Buonanotte

    • Lodovico

      Silvio Berlusconi tessera 625, Maurizio Costanzo tessera 626 della P2.

  • Lodovico

    L’analisi , sempre lucida, di Mauro Bottarelli questa volta non ha tenuto conto del fatto che, per quanto riguarda l’Austria,il partito di Hofer è ormai stato sdoganato dagli elettori e sarà di gran lunga il primo gruppo nel parlamento austriaco, senza il quale si potrà governare solo con coalizioni fortemente eterogenee che paralizzeranno il Paese (magari accadesse anche in Francia il prossimo giugno con la LePen).
    Per quanto riguarda l’Italia, la situazione è ancora più favorevole ai populisti, in quanto 5 stelle, Lega e Fratelli d’Italia supereranno il 50% dei voti,grazie anche alla guerra interna alle attuali oligarchie (hanno provato in tutti imodi a sgonfiare i 5 stelle ma non ci sono riusciti).L’unica arma per i globalisti massoni-elites finanziarie in Italia è Berlusconi; possono farcela solo se arriva al 13-15%. Salvini e Meloni sono avvisati: iniziate a denunciare con chiarezza che Silvio e il partito Fininvest ormai sono con l’establishment e che Forza Italia non va’più votata da chi vuole l’alternativa all’attuale sistema.

    • Ronf Ronf

      Il problema è che se Salvini e Meloni vanno all’attacco di FI, allora la Fininvest andrà all’attacco (e la Meloni rischia lo sbarramento e visto come è costruita la mappa delle 105 circoscrizioni per la Camera, allora se la Meloni finisce sotto il 3% di sbarramento nazionale poi il suo partito sparisce per sempre perchè per le successive elezioni lei dovrebbe raccogliere 4mila – la legge dice 3mila, ma i margini di sicurezza ci vogliono per evitare problemi sulle firme che possono di fatto impedirti di partecipare alle elezioni se ti annullano le liste in circoscrizioni importanti – firme per ogni circoscrizione. Quanto fa 4mila moltiplicato 105? Se la Meloni esce dal Parlamento, poi sparisce perchè MAI riuscirà a raccogliere i requisiti necessari: sono troppe firme! Se invece la Meloni riesce a rientrare in Parlamento allora lei avrà diritto all’esenzione dall’obbligo di raccolta firme) e il piano di Salvini e Meloni infatti è semplicemente quello di entrare in Parlamento nel 2018 e aspettare il 2023 quando FI sarà ridotta peggio di NCD, cioè sotto lo zero perchè Berlusconi nel 2023 o sarà morto oppure sarà ben sopra gli 85 anni

      • Lodovico

        La legge elettorale che prevede il proporzionale puro con sbarramento al 3% costringerà, comunque, tutti i partiti a sviluppare una campagna elettorale in cui esaltare la propria identità a discapito, soprattutto, di quelle forze politiche più vicine come elettorato potenziale. Pensate forse che Mediaset darà spazio a Salvini e Meloni ? E’ più probabile che lo dia ad Alfano (la sua A.P. rischia sul serio di rimanere sotto il 3%, non la Meloni) e al Pd, ovvero ai partiti con cui Berlusconi spera di governare dopo le elezioni.
        Lega e Fdi devono puntare su altri canali di propaganda come internet e le tv e radio locali, oltre che sul porta a porta, e dire chiaramente che F.I. è pronta all’alleanza con Renzi. L’obiettivo è raggiungere insieme almeno il 20%, traguardo non impossibile visto che tutti i sondaggi li danno al 13 e al 4,5 (in realtà stanno sottostimando la Lega e sopravvalutando FI); Salvini deve però mettere in pista, accanto a lui, altre figure come Zaia durante la campagna elettorale.
        Se raggiungono almeno il 20%, una volta in parlamento, il governo di emergenza con i 5 Stelle, sarebbe numericamente fattibile. Il problema è che poi ci vorrebbe un Putin per fare pulizia e resistere alla tempesta finanziaria ed economica che scateneranno le elites globaliste finanziarie contro il nostro Paese, e quello, purtroppo non c’è,ma si potrebbe richiedere l’intervento di Russia e Cina per resistere i primi 2 anni.

        • ws

          ottimo piano , peccato che si basi su “un governo fattibile” con i grullini cosa che è assolutamente impossibile ( ad esempio come si è schierato il M5S sulla dichiarazione della Serracchiani ? )

          • Lodovico

            Vorrei ricordarti che Di Maio si è scagliato contro le O.N.G..
            Comunque, poichè 5stelle e Salvini hanno una fetta importante di elettorato da contendersi (senza la Lega i 5 stelle sarebbero tranquillamente al 40%), non dovrà sorprenderci che in campagna elettorale si attaccheranno. Lo stesso farà Berlusconi col Pd di Renzi; ma dopo le elezioni i 5 stelle per governare potranno rivolgersi solo a Salvini e Meloni, ovvero le uniche 2 forze anti establishment, insieme a loro, in Parlamento.

        • Ronf Ronf

          Berlusconi non darà spazio ad Alfano per un motivo semplicissimo: Silvio, su ordine della sua primogenita Marina, vuole/deve tornare al governo lui in prima persona e quindi NON bisogna consentire ad Alfano (e Verdini) di esistere. Mi spiego meglio: immaginiamo che la maggioranza è 100 seggi e quindi il PD da solo ha soltanto 75. Mi sembra evidente che bisogna trovare 25 seggi come minimo. Immaginiamo FI con 30 seggi, NCD con 20 (i numeri sono a caso per farti capire in modo semplice il ragionamento di Silvio). PD con FI arriva a 105, però PD con NCD si ferma a 95 cioè sotto di 5 rispetto ai 100 necessari per governare: a questo punto basterebbe una scissione di 5 persone che passano da FI a NCD per dare al PD una maggioranza senza FI e quindi Berlusconi ha tutto l’interesse a eliminare NCD perchè altrimenti il rischio di tradimento è altissimo (FI ha imbarcato di nuovo Renato Schifani e Nunzia De Girolamo, i quali a fine 2013 avevano fondato NCD, e quindi mi pare evidente che questi 2 rifaranno la stessa cosa, cioè tradire Berlusconi, nella prossima legislatura). Fatti tutti i calcoli matematici e vedrai che io ho ragione: ciò che ti ho scritto è il ragionamento di Marina Berlusconi, lo sai?

          • Lodovico

            Quello che dici avrebbe senso con un Pd ben oltre il 40% (fantascienza!!! soprattutto dopo una finanziaria lacrime e sangue a fine 2017). Un governo omogeneo lo possono fare oggi solo Renzi, Berlusconi ed Alfano. Non escludo che quest’ultimo possa addirittura tornare all’ovile (con FI) se i sondaggi veri lo dessero stabilmente sotto il 3%, magari dando vita insieme a Silvio a Quagliarello e a Fitto ad un nuovo soggetto di centro. Questa formazione deve arrivare almeno al 18% per poter governare senza affanno insieme al Pd.

          • Ronf Ronf

            No, caro: non serve il 18% a FI, basta il 13% perchè tu fai il calcolo sulle % dei voti e invece io ti ho detto che devi fare il calcolo SUI SEGGI. Mi spiego: la Merkel nel 2013 ha ottenuto il 41.5% dei voti e il 49.5% dei seggi. Come è stato possibile? Perchè lo sbarramento al 5% ha eliminato alcuni partiti e il riparto dei seggi si fa SOLO per i partiti che stanno SOPRA la soglia. Ergo, se il PD ottiene il 30 esattamente come il M5S, ma FI sta al 13 e la Lega il 12, la maggioranza di governo è 30+13=43 perchè tutte le opposizioni hanno solo 30+12=42 e quindi io ti ricordo che chi NON supera la soglia di sbarramento NON entra in Parlamento. Renzi e Berlusconi infatti vogliono mettere il 5% di soglia apposta per fare il gioco che io ti ho fatto: detto questo, mettere i fittiani insieme agli alfaniani come hai fatto è indice di ignoranza (non ti sto offendendo: io sto criticando il tuo ragionamento, non la tua persona) e già ti ho spiegato che Berlusconi ha tutto l’interesse ad essere solo lui (e quindi senza NCD) al governo perchè lui teme i tradimenti dei suoi parlamentari; il governo deve avere bassi margini per evitare l’espulsione di Berlusconi: nel 2013 i numeri erano enormi, quindi il PD potè espellere Berlusconi, ricordi?

          • Lodovico

            Sei tu che non ti ricordi. Prima della scissione del Pd, subito dopo la sentenza della Corte costituzionale di gennaio, con il pd al 31% , F.I. al 12,7 e Alfano di poco sopra il 3, tutte le simulazioni dei seggi in parlamento con la nuova legge elettorale uscita dalla sentenza, davano a Pd+FI+Ap esattamente 296 seggi alla Camera (leggi qui http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/01/27/l.-elettorale-demopolis-pd-192-seggi-ma-niente-maggioranza_b9c6b8e5-e88d-4358-90a0-947e44f73b26.html).
            Quindi, anche con i voti dei centristi non c’è maggioranza e ,comunque, seza quei voti Pd e FI non vanno da nessuna parte. Con lo sbarramento al 5% vorrebbe dire che il governo Gentiloni cade domani mattina, perchè Alfano è un traditore opportunista, ma non uno stupido. Riguardo a Fitto che non può allearsi con Alfano, me lo saprai ridire, soprattutto se portano lo sbarramento al 5%.

          • Ronf Ronf

            Allora http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/01/27/l.-elettorale-demopolis-pd-192-seggi-ma-niente-maggioranza_b9c6b8e5-e88d-4358-90a0-947e44f73b26.html quando metti un link NON mettere la parentesi al termine perchè altrimenti il HTML non funziona. Detto questo, il link si basa sul (testuali parole dell’articolo di cui nel link) “quorum del 3% e che quindi non entrerebbero in Parlamento”. Io dicevo che con la soglia al 5% (che c’è in Germania da decenni) PD+FI diventano loro due maggioranza (oppure si avvicinano molto). Nel tuo link abbiamo PD+FI=41.8 contro M5S+LN=42.2 e gli altri partiti sotto il 5% NON entrano in Parlamento: in questo caso M5S e Lega sono maggioranza per pochi seggi, ma io penso che in questo caso un sacco di grillini passerebbero al PD tradendo il M5S pur di non allearsi con i leghisti. Fitto è iscritto al gruppo ECR (fuori dal PPE) guidato dai Tory UK e dal PIS polacco, quindi è probabile che Fitto farà la lista unica con la Meloni perchè Fitto da anni è un rivale di Alfano per il voto cattolico democristiano del Sud (Crosetto infatti punta su questa fusione: a ottobre 2017 vedremo il suo piano) . La soglia al 5% passa in Parlamento con i voti di M5S, PD e FI 🙂

          • Lodovico

            Eppure scrivo in italiano. Come ho detto in precedenza, il sistema proporzionale puro non costringe nessuno a dichiarare in campagna elettorale con chi si schiererà in parlamento dopo le elezioni. Anzi, partiti come Lega e 5 stelle che hanno in comune una fetta di elettorato importante (quella anti establishment e contro l’euro per intenderci) se le daranno di santa ragione fino alle elezioni. Altrettanto cercherà di fare Berlusconi con Renzi, anche se per lui è il gioco è più difficile visto il precedente del Nazareno. E’ per questo che Salvini e Meloni devono prendere le distanze da lui e dichiarare come un mantra che un voto a Berlusconi è come un voto a Renzi. Quest’ultimo, infine, sa che per tornare a Palazzo Chigi non può fare a meno di Silvio ma neppure di Alfano(se ci fosse lo sbarramento al 5% non escluderei che Alfano e i suoi entrino nel partito di Renzi come ala cattolica) Su Fitto e Meloni l’alleanza è fattibile, ma una volta in parlamento i deputati di Fitto sosterranno Renzi e Berlusconi, non Salvini-Meloni-5Stelle.

          • Ronf Ronf

            Allora, i 10 senatori di Fitto sono stati GLI UNICI a votare contro il Nazareno anche quando Berlusconi era fedelissimo al Nazareno: nel giugno 2014 FI propose a Renzi “tu butti fuori NCD dal governo, io recluto 10 senatori NCD disposti a tornare con FI, quindi io e te facciamo il governo insieme senza la dirigenza di NCD”. Fitto però con i suoi 10 senatori disse a Silvio “se vuoi, tu puoi andare con Renzi. Io e i miei 10 senatori restiamo fuori” e quindi lui gli rispose dicendo “senza i tuoi 10, io dovrò reclutare non 10 di NCD (per fare cadere il governo infatti bisognava sottrarre a NCD 10 senatori – ndr) ma 20 e ti assicuro che è impossibile: se tu voti insieme a Renzi, ti faccio diventare ministro” ma Fitto disse “te lo scordi, quando ci fu la rottura tra te e Alfano, io mi sono messo contro Alfano, te lo ricordi? E adesso tu mi chiedi di fare il cambiamento totale?” e allora Berlusconi fece partire la campagna di fango sulle reti Mediaset contro Fitto. Io capisco la tua tecnica elettorale per fare i comizi, ma io ti ho detto una cosa diversa: hai capito che con la soglia al 5% si crea di fatto una maggioranza di governo decisamente molto più stabile rispetto all’attuale sistema attuale con la soglia al 3% o lo devo rispiegare?

          • Lodovico

            Non ci vuole un’esperto costituzionalista per capire che con uno sbarramento al 5 invece che al 3 si creano meno partitini e quindi più stabilità. Spero tuttavia che tu abbia capito che Renzi e Alfano ormai sono inscindibili e che Berlusconi ha come scelta obbligata l’alleanza con Renzi, in quanto è certo che Salvini e Meloni non appoggeranno mai un governo con dentro il Pd. Riguardo a Fitto, certamente non starà mai al governo con i 5 stelle, quindi fai pure i conteggi che vuoi, ma da questi paletti non puoi prescindere.

          • Ronf Ronf

            Fitto sta arruolando i liberali che hanno mandato “a fare in c*lo” Berlusconi da anni (tra cui il ligure Enrico Musso che nel 2015 si era dichiarato disposto ad allearsi con il centrodestra ma poi è andato da solo con la sua lista perchè “noi di Liguria Libera non possiamo accettare l’imposizione dall’alto di un candidato [Toti, ndr] scelto soltanto da Berlusconi”). Fitto al massimo al prossimo giro avrà 9 o 15 deputati (attualmente Fitto ha 2 eurodeputati, tra cui lui medesimo, e quindi 11 deputati e 10 senatori) dentro le liste della Meloni (che in totale, se assorbe il partito di Fitto, dovrebbe avere 30, massimo 40 deputati: con l’attuale legge elettorale Fitto da solo ha la forza per superare la soglia di cui all’8% regionale in Puglia eleggendo quindi 2 senatori, ma la divisione tra Fitto e Meloni in tutto il resto del Sud impedisce a entrambi di eleggere 1 senatore che sia 1 e poi al Nord e nelle 4 Regioni Rosse del Centro Italia c’è Salvini che di fatto assorbe tutti i voti di destra. Infatti la Meloni da sola è in grado di eleggere 2 senatori – tra cui in teoria lei stessa visto che ha appena compiuto 40 anni – in Lazio: unendosi con Fitto, il siciliano Musumeci e magari anche con il campano Caldoro – possibile capobastone in uscita da FI se anche Toti decidesse di andarsene per fondersi con la Meloni: notare che Toti mollerebbe FI se essa finisse in mano a Tajani – invece si supera lo sbarramento facilmente per Camera e Senato). Alfano andrà sotto lo sbarramento: infatti Renzi vuole la soglia al 5% (M5S e FI sono d’accordo) per uccidere sia i reduci di SEL-SI, sia gli scissionisti del PD, sia NCD-UDC-ALA-PI

          • Lodovico

            Purtroppo i Fitto, gli Alfano e quelli di FI vicino a Berlusconi hanno in testa solo questi calcoli perchè a loro interessa solo rimanere in parlamento, non dare un’alternativa vera all’Italia.
            Per questo spero che Salvini e Meloni arrivino insieme al 20-25% e governino insieme ai 5 stelle per fare un vero ripulisti.

          • Ronf Ronf

            Ripeto: i fittiani stanno arruolando FUORI DAL PARLAMENTO gente che 6-8 anni fa (quando il PDL stava al governo) ha mandato “a fare in c*ulo” il PDL e Berlusconi quando costui poteva dare a chiunque tutti i seggi che voleva: mi sa che non hai capito un tubo della vicenda di Musso. Ripeto: la destra si deve compattare in una sola sigla tramite una lista unica. Prendiamo il logo che la Meloni ha usato a Roma cioè questo che vedi qui. Notare che il logo di AN sta al centro, quindi a destra ci metti il cerchilino del partito di Fitto e a sinistra il cerchiolino di un altro partito minore di destra: in questo modo si fa la lista unica e si supera il 5% con sicurezza; la Meloni alle Europee ha ottenuto solo il 3.67% e Fitto nelle liste di FI prese circa 250mila voti come preferenze personali: considerando che alla Meloni sono mancati soltanto 90mila voti per entrare a Strasburgo, direi che la fusione tra i due partiti in questione (cioè tra i Conservatori di Fitto che sono usciti da FI nell’estate 2015 e il partito della Meloni) è una cosa obbligatoria perchè altrimenti lo sbarramento ucciderà entrambi consentendo a FI di aumentare i suoi seggi https://uploads.disquscdn.com/images/95120b0f600622c9824180272c01a79d728ecaeff72e9eddd60919874aec5f4e.jpg

          • Lodovico

            Il tuo progetto-simbolo mi ricorda tanto AN con l’elefantino di Segni. Sappiamo com’è andata a finire. La Meloni oggi, col suo simbolo, è data al 4%. Se Fitto, che è forte solo in Puglia, entra, con la sua Direzione Italia in Fratelli d’Italia rinunciando ad alcuni parlamentari invotabili come Capezzone allora ha senso.
            D’altra parte ha dimostrato di non capire un tubo quando a Roma ha sostenuto Marchini insieme a Berlusconi impedendo di fatto alla Meloni di andare al ballottaggio e di rafforzarsi come leader nazionale (progetto di Berlusca che così ha bruciato Marchini e indebolito la Meloni). In politica le cazzate si pagano.

          • Ronf Ronf

            Fitto ha 11 deputati (tra cui Massimo Corsaro che venne eletto a suo tempo nel partito della Meloni: precisamente Corsaro nel marzo del 2015 lasciò la Meloni accusandola di essere succube di Salvini e dicendo che secondo lui la destra deve essere più vicina ai Conservatori UK che al pauperismo della destra romana che, infatti, ha perso le Comunali 2016 come lui aveva detto in tempi non sospetti), 2 eurodeputati, 10 senatori. Mi pare evidente che la maggioranza di questa gente NON sarà rieletta (dal punto di vista formale i parlamentari uscenti saranno TUTTI ricandidati, ma circa la metà di loro de facto sarà ineleggibile. Se la somma tra Fitto e Meloni produce al massimo 40 seggi, mi pare ovvio che Fitto avrà molti meno seggi di oggi… quindi se il Capezzone di turno – che non piace neanche a me, ma a Fitto serve per aver certi rapporti politici con gli USA – viene ricandidato, non è un problema: ci penseranno le preferenze a eliminarlo: poi… anche se Capezzone dovesse diventare uno
            dei capilista bloccati, allora sarà il riparto delle circoscrizioni a
            produrre la sua eliminazione con una probabilità elevata: infatti
            mettere lui come capolista in Sicilia produrrebbe il crollo del partito
            sotto la soglia)

          • Lodovico

            Quest’ultimo tuo ragionamento dimostra chiaramente che quando ho detto che Fitto, una volta che sarà in parlamento, non si schiererà con Salvini e i 5 stelle, stavo dicendo la pura verità. Stai parlando con uno che era a Roma nel luglio 2015 alla presentazione del simbolo Conservatori e Riformisti e quindi so quello che dico. Chi vuole ancora un’Italia valvassina degli Anglosassoni fa prima a votare Pd. Io sono per un’Italia Sovrana che guarda alla Russia di Putin e ad Oriente, libera dal giogo dell’elites finanziarie occidentali che ci hanno ridotto in questo stato. E penso proprio che la Meloni la pensi come me.

          • Ronf Ronf

            Ma allora perchè in Francia tu mi hai criticato Fillon che voleva guardare verso Putin tenendo una posizione ragionevole sulle questioni europee? Comunque, ti ho fatto l’analisi sui parlamentari di Fitto: tu devi considerare che di fatto solo i pugliesi (e non tutti perchè alcuni sono anziani) hanno speranza di rielezione dentro la lista unica con la Meloni, gli altri (a partire da Capezzone) sono tutti a rischio (già metà dei pugliesi andranno a casa o per anzianità o perchè ovviamente la lista unica di Fitto e Meloni avrà molti meno voti rispetto al PDL pugliese tutto unito di inizio 2013). Se tu non voti la lista unica a destra, allora questa finisce sotto lo sbarramento e quindi Berlusconi festeggia: nei sei consapevole che il mancato ingresso al Parlamento UE della Meloni nel 2014 ha comportato la rielezione di Barbara Matera al Sud? Se la Meloni avesse superato la soglia, infatti, il riparto dei seggi avrebbe eliminato un seggio (quello dell’ex attricetta di Carabinieri 7) a danno di FI per darlo ai Fratelli d’Italia: ma molta gente come te diceva “ah, ma… i Fratelli d’Italia sono troppo moderati” e quindi che è successo? Che la Matera è stata rieletta, quindi la Bocassini non ha potuto farle fare un bel interrogatorio per farle confessare certe cose (Berlusconi nel 2011 pagò la Matera durante il processo Ruby in cui lei era testimone: l’immunità del Parlamento UE impedisce alla Bocassini nel fare l’interrogatorio con annessa carcerazione preventiva per
            farla confessare) e allora Berlusconi fu assolto. Si deve fare una cosa alla volta: prima deve eliminare Berlusconi e il 2014 era
            irripetibile

          • Lodovico

            Forse ti sbagli con qualche altro, io non ho parlato di Fillon,( vera vittima delle elezioni francesi). Riguardo alla situazione politica italiana non ho altro da aggiungere. Saluti.

          • Ronf Ronf

            Evidentemente devo avevr sbagliato a scrivere perchè mi ero confuso, comunque dentro il link di cui qui sotto io ti ho scritto un commento di https://disqus.com/home/discussion/rischiocalcolato/domenica_questa_fotografia_compira_40_anni_ne_scatteremo_presto_di_simili_con_lo_smartphone/#comment-3305262180 analisi sui parlamentari di Fitto. Ben sapendo che i parlamentari del defunto PDL pugliese sono gli unici ad avere il consenso sul territorio, ben sapendo che quando FI rimetterà Berlusconi in televisione vedrai che la Meloni sprofonderà verso il 3% (quindi a rischio di eliminazione), non sarebbe cosa furba allearsi con Fitto? Ti ricordo che gli altri parlamentari fittiani (con la sola esclusione dei due, 1 per Aula, della Basilicata) non hanno chance di rielezione: Fitto di fatto ha i voti solo in Puglia (e la Meloni senza la Puglia rischia lo sbarramento a livello nazionale) e quindi un’alleanza è obbligatoria (Berlusconi farà di tutto per eliminare la Meloni, quindi servono i voti del Sud per non sparire) e comunque serve un’accreditamento internazionale fuori dal PPE (la Meloni nel 2014 non aveva nessun alleato, quindi è rimasta sotto lo sbarramento: Salvini e Alfano, alleati rispettivamente di Le Pen e Merkel, invece avevano una caratterizzazione ben precisa e così la gente sapeva cosa votava. Io ero in imbarazzo quando la gente
            mi chiedeva “ma la Meloni dove va?” e quindi io dicevo “verso i Tory UK
            visto che tutti gli altri si sono già alleati altrove”) e solo Fitto ce
            l’ha. Mi spiace, ma se tu non vuoi fare compromessi con UK e USA, vota PD+FI servi dei tedeschi!

          • Ronf Ronf

            Ho controllato i membri del partito di Fitto in Parlamento: 1 deputato e 1 senatore in Basilicata, 6 senatori e 7 deputati pugliesi, 1 deputato sicliano (Capezzone), 1 deputato lombardo (Corsaro) e 1 deputato toscano (l’ex AN Bianconi). Ora, mi pare evidente che Capezzone non sarà rieletto: come fai a metterlo come capolista bloccato in Sicilia? Musumeci non lo permetterà (e senza Musumeci si finisce sotto lo sbarramento sia a livello locale che nazionale perchè la Sicilia è una regione molto importante: ti ricordo che gli ex AN vanno forte al Sud e male al Nord, quindi bisogna salire al Sud per compensare i risultati bassi al Nord). Di fatto tu devi considerare che gli unici con speranza di rielezione sono i pugliesi (e forse i due tizi della Basilicata, 1 per Camera). Il paragone con Segni è sbagliato: qui infatti c’è una differenza enorme. Il partito della Meloni di fatto non esiste in Puglia e in Basilicata, quindi o si candidano i due parlamentari fittiani uscenti (1 per Camera) oppure come vai a prendere i voti? Guardati i risultati delle regionali e delle comunali… Fitto e Noi Con Salvini di fatto hanno affossato la Meloni e infatti Zaia nell’estate 2016 ha detto che “per battere FI bisogna batterla al Sud, quindi solo la lista unica tra Fitto e Meloni può fare questo perchè NCS non serve a nulla visto che si limita a frammentare (inutilmente, visto che i seggi vanno in mano a FI) il voto dei pugliesi tra NCS, Fitto e Meloni”. Per la Toscana, bisogna vedere quanti voti ha Bianconi (noto “anti Nazareno” e “anti Verdini” fin dalla prima ora) e comunque la Meloni lei da sola fatica moltissimo!

  • OpenYourMind

    Togliete la scorta a Saviano.

    • Andrea per traterraecielo.live

      Ma no dai, che almeno parla con qualcuno costretto ad ascoltarlo :^)

    • Cruciverba

      Tanto non serve se volevano farlo fuori l’avevano già liquidato scorta o non scorta . Ma se dici una marea di cazzate alla fine non ti ammazza nessuno .

  • Mela

    Roberto Saviano, risentendo le sue scemenze, promosse dalla cricca milionaria di Bertinotti, Benigni, Santoro, Fazio e Gialletti da spiaggia Mondadori, sopportando l’imposizione ai poveri contribuenti italiani della sua ignoranza, come fosse saggezza e competenza, mi sono ricordato di una preziosa pagina del Machiavelli, al capitolo 18 de “Il Principe”. Non importa quanto la gente sia già stata tante volte imbrogliata, vezzeggiata, raggirata e vilipesa, chi imbroglia, troverà sempre altri cretini disposti a farsi imbrogliare dalle sue scemenze.

  • donato zeno

    Per quello che mi posso ricordare la Masi venne colpita da uno degli agenti in borghese che Cossiga (con la benedizione berlingueriana) infiltrava nelle manifestazioni.

  • LucaF.

    FI si schiera assieme a M5S e Sinistra Italiana contro le frasi della Serracchiani:
    https://uploads.disquscdn.com/images/72ae7fe3a2bc19b75d052ac6af897a4d1e34c77f4b9b31041607a348bc70bbfb.png

    • Ronf Ronf

      FI attacca quella frase perchè punta a far dimettere Deborah Serracchiani (PD) per andare al voto in anticipo per la Regione a statuto speciale Friuli Venezia Giulia (notare che la scadenza naturale quinquennale è metà aprile 2018) per fare questa cosa: si assegna alla Lega (cioè a Fedriga) la candidatura unitaria del centrodestra (“i leghisti hanno sostenuto il nostro Toti in Liguria e quindi è giusto che la Lega abbia questa candidatura”, dirà Berlusconi in televisione…) per la Presidenza della Regione, si elegge Fedriga con il sostegno di FI+Meloni e altre liste (oltre che ovviamente della Lega) e quindi si fa l’accordo nazionale di tutto il centrodestra perchè Berlusconi dirà che “certamente è stato grazie alla Lega se Toti nel giugno 2015 divenne Presidente in Liguria, però Fedriga in Friuli ha vinto grazie a noi di FI, quindi Salvini non deve rompere troppo le balle”

      • LucaF.

        Al di là dei giochini di spoil system, FI si schiera a favore degli immigrati che delinquono, e simili dichiarazioni contro la Serracchiani dubito che potranno far guadagnare voti alla coalizione di cdx (Lega e agli altri alleati al traino come sempre di Silvio) tra gli elettori.

        • Ronf Ronf

          Tieni presente che a livello locale i dirigenti del PDL-FI o sono ex AN o sono berlusconiani di destra, cioè gente che va molto d’accordo con la Lega: ciò che dice “il partito romano” non vale nulla perchè Silvio non ha mai messo becco sulle vicende locali (tranne in pochissimi casi, cioè Milano per motivi ovvi e quindi la Liguria con Toti, ma pure qui Silvio ha dato carta bianca sia a Toti che ai leghisti). Detto questo, magari a luglio 2017 la CEDU (la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) respingerà il ricorso di Silvio contro la Legge Severino e quindi Silvio dovrà definitivamente rinunciare a fare politica… 🙂

  • Lucio

    Una volta, dico UNA VOLTA che la Serracchiani ne spara una giusta il suo partito ed i buonisti del cazzo le devono dare contro. E pure certe “opposizioni” le danno contro.
    Pazzesco.

  • ton1957

    quando il gioco si fà duro i veri uomini del P.D.scendono in campo…….e la Serracchiani non s’è tirata indietro….o forse s’è tirata indietro ma gli girano le palle……..direi che mettere due femminucce della politica contro un cazzaro alle false primarie, la Serracchiani non “lo” ha “preso” bene.

  • ws

    aldilà del quadro ben riportato da Bottarelli , forse c’ e’ una lettura tutta interna dell’ “affaire boschi” . Probabilmente si è trattato di un “pizzino” inviato al governo da unicredit ( che non sta molto meglio di MPS) affinché esso non ceda ai suoi padroni tedeschi sul “belin”; perchè il “belin” oltre che fottere i risparmiatori italiani fotterà pure il ceto massone che (s)governa le banche italiane e la cui proprietà andrà certamente “a tranci” sul mercato internazionale una volta “convertite” le obbligazioni in azioni

  • alfvanred

    Auguro al tuttologo sinistrato di trovare qualche “risorsa”che si interessi a lui sessualmente parlando.

  • Rifle

    Due gruppi d’elites divisi e contrapposti.

    Quali sarebbero?Atlantisti ed europeisti? Filo Washington e filo Berlino?

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi