Fondata sul lavoro: il fulcro della mia critica

Di Lo Ierofante , il - Replica

 

 

 

Gerardo Gaita

 

 

 

Viste le reazioni suscitate dal mio ultimo post ho deciso di tornarci sopra non per chiarire ma per rendere ancora più esplicito il perché della mia critica al primo comma dell’articolo 1 della costituzione italiana.

Si legga attentamente la frase:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Soffermiamoci ad analizzare “solo” quello che vi è scritto: vi è scritto solamente l’espressione “fondata sul lavoro”.

Data questa espressione, se ne deve ricavare logicamente che il “lavoro è valore cristallizzato” oppure che il “valore è lavoro cristallizzato”.

Signori e Signore, non ci sono altre storie da raccontare: questo è il significato, il messaggio, che filtra leggendo tale formula costituzionale.

Una diversa lettura se si vuole si può sempre fare, ma in realtà non è/sarebbe “legittimamente possibile” per il semplice fatto che altro non vi è scritto.

Arrivare a sostenere poi che il “lavoro è valore cristallizzato” oppure che il “valore è lavoro cristallizzato”, è, volente o nolente, uno degli assunti principali di ogni forma di statalismo che si rispetti.

Di conseguenza, il fulcro della mia critica è il seguente: per trasmettere valore ad una cosa lavorata non è assolutamente sufficiente lavorarla, ma occorre lavorarla in maniera tale da renderla “utile”, ossia “atta a soddisfare un reale bisogno, una reale richiesta”, ed è questo quello che ci dicono le leggi universali dell’economia.

Scrivere esclusivamente “fondata sul lavoro”, non ci aiuta pertanto ad affrontare di certo al meglio il problema economico a monte, vale a dire di come tendere ad attuare la migliore contribuzione possibile al processo di creazione della ricchezza.

L’offerta di beni di capitale e di beni e servizi di consumo tende poi a coincidere con la domanda che di essi effettuano gli agenti economici quanto più un mercato è lasciato libero di esprimersi nel rispetto dei singoli diritti di proprietà privata: più offerta e domanda si trovano nella condizione di potersi muovere spontaneamente, più queste possiedono la capacità di intercettarsi e di emergere concretamente.

La mente è come un paracadute: funziona solo quando è aperta.

 

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