LA BEATA SUPERCLASSE MONDIALE. UN IDENTIKIT. (I)

Di Maurizio Blondet , il - 47 commenti

Avrete letto probabilmente la notizia: “Laura Boldrini alla ricerca di una super-casa nei pressi di Piazza Navona.  […] Si tratta di una abitazione “cinquecentesca molto bella e di valore storico, tra i bugnati che qua e là sorgono nei dintorni di piazza Navona”. L’Espresso osserva che la magione della Boldrini – che nel 2014 ha dichiarato un reddito imponibile di 115.338 euro– ha tutt’altro che l’aspetto di “un appartamento da fine legislatura” ma sembra “la tipica casa di rappresentanza, come non bastassero le sale di Montecitorio per ricevere presidenti e ambasciatori”.

Si ha qui dal vivo un tipico esempio di ciò che in inglese si chiama  self-righteousness; parola   che mal traducono i termini “moralista ipocrita”, “farisaico”. Per il Webster, indica “l’esibizione compiaciuta di superiorità morale, derivante dal sentimento che le proprie convinzioni, azioni o relazioni sono  di più gran valore che di quelle della persona comune.  Gli  individui self-righteous sono spesso intolleranti delle opinioni degli altri”.

Quest’attitudine  spocchiosa è meno personalmente della Boldrini – ancorché ella la esibisca in modo caricaturale – che di una classe. Anzi, di una superclasse: la superclasse mondiale e mondialista. Quella “di sopra”  che governa  attraverso il caos e sta rimpiazzando i popoli europei,  l’oligarchia globalista e globalizzata, che sta assumendo i costumi lussuosi propri delle plutocrazia insindacabili. Poiché ci domina e dominerà sempre più, vale la pena di farne una tipologia. L’analista politico Michel Geoffroy l’ha tentata. Ne riporto i passi salienti.

  La superclasse sta accelerando la sua confisca della sovranità popolare. 

Il forum di Davos è un  noto appuntamento della superclasse. Nel forum del gennaio 2017,   è stato presentato come base delle discussioni il rapporto  Global Risks 2017 :  molto istruttivamente, il rapporto indicava come “rischi” le manifestazione democratiche di volontà popolare degli ultimi mesi: il Brexit, l’elezione di Trump in Usa, e in Italia  il “No” al referendum di Matteo Renzi.

Da  queste  rotture, la superclasse ha dedotto (escritto nero su bianco) “il bisogno di proteggere meglio i nostri sistemi di controllo qualità dell’informazione”: insomma il “nostro” monopolio dell’informazione è  stato minato dalle notizie sul web; questo ha provocato “una fragilizzazione della fiducia della popolazione”, da qui il proposito di censura alle informazioni incontrollate – e  dunque definite “fake news” – di cui la Boldrini è stata in Italia la precursora.

La superclasse si è proposta di “arginare i rischi”  (ossia il voto popolare). Dopo il Brexit, “bisogna smettere di dire che il popolo ha sempre ragione”,  ha sancito Cohn Bendit. “La storia ha mostrato che quando si segue la  volontà dei popoli, soprattutto nei momenti difficili, si sbaglia”, ha rincarato Macron.   La soluzione l’ha prospettata il demiurgo Jacques Attali (j), il creatore in laboratorio di Macron: una riforma costituzionale che determini “i temi che un voto popolare  maggioritario non dovrà decidere”; temi che “saranno santuarizzati iscrivendoli nella Costituzione”.  Già fatto, direte voi:  fin dal 2012  i maggiordomi italioti della superclasse, aspiranti ad essere ammessi alla superclasse mondiale,  hanno inserito l’obbligo di pareggio di bilancio in Costituzione. E’ il nodo scorsoio che ci strangola, ed è stato opera di Mario Monti, per mostrare il suo zelo alle volontà di Schauble e Merkel.  Attali propone di “santuarizzare”, ossia di sottrarre al voto e volontà popolare, molti altri temi  iscrivendoli nel marmo delle costituzioni. Lo chiama “santuarizzare  il Progresso”. La superclasse definisce infatti “progresso”  la propria ideologia liberista-libertaria, e “i nostri valori” le nozze gay,  la vendita di bambini (utero in affitto), il rimpiazzo multiculturale, e l’eutanasia  somministrata dal servizio sanitario nazionale.

Come detta infatti il documento di Davos, “I fattori di rischio [la volontà popolare] possono essere arginati creando società più inclusive  basate sulla cooperazione internazionale”. Al di fuori della neolingua, “società più inclusive” indica  l’utilità di sommergere  la popolazione votante sotto ondate di immigrati estranei,  votanti anch’essi, per lo più secondo i desiderata della superclasse  perché ostili rispetto al popolino  fra cui sono venuti a vivere. L’utilità s’è vista nelle ultime elezioni francesi, dove gli immigrati hanno votato in massa il banchiere d’affari.

Come è  apparsa la superclasse mondiale?

Il collasso dell’Urss e della possibilità di rivoluzione socialista ha consentito ai più ricchi di applicare con rigore dottrinario   la dogmatica  capitalista,  e insomma di rivoluzionare la società a  loro profitto. Una classe che non teme più la classe operaia  o lavoratrice – marginalizzata dalla migrazione e dalla de-industrializzazione –  applica la sua rivoluzione “dall’alto”. Anche Pietro il Grande fece una rivoluzione dall’alto, ma  con grandi differenze:  la superclasse non punta a rinforzare e modernizzare una nazione, ma ad  un obiettivo mondialista: ossia a dissolvere  ogni Stato nazionale per sostituirli con un “governo mondiale”  (meglio,  in neolingua,  governance mondiale).  La superclasse è cosmopolita. Nel nuovo ordine, l’autorità non emana più dalla sovranità politica, ma dal denaro liberato   da ogni condizionamento legale, dal marketing e “i  nostri sistemi di [controllo] informazione”.

La superclasse mondiale  poggia dunque,  in Occidente,  sull’emancipazione del potere economico-finanziario  dalla sovranità politica:

  • Emancipazione territoriale con la globalizzazione degli scambi e la de-territorializzazione della ricchezza.
  • Emancipazione dalla materialità del denaro, con la finanziarizzazione e la promozione di capitale fittizio.
  • Infine, emancipazione sociale: con l’alleanza della sinistra al neocapitalismo globalista, ormai i super-ricchi non temono più il popolo – un popolo che del resto possono cambiare a volontà con delocalizzazioni e immigrazioni.

Ciò significa che il nuovo potere finanziario mondializzato non riconosce più alcun limite al suo sviluppo. Il suo strumento, il neo-capitalismo, si basa su una fuga in avanti con la creazione continua di nuovi desideri  sempre riaccesi, estesa a tutto il pianeta, poi alla natura stessa dell’uomo.

Come è stato già notato, è la “rivoluzione del 68” ad aver congiunto il neo-capitalismo alla “sinistra” libertaria ed edonista.  Gli slogan sessantottini, “Vietato vietare”, “Godere Operaio”, “Dopo Marx, Aprile”, “Chiediamo l’impossibile, Vogliamo Tutto” erano indicativi di questa alleanza. Hanno aperto al “consumare senza limiti” grazie al credito e alla pubblicità totale, ma soprattutto grazie alla metodica cancellazione degli ostacoli culturali al dominio del denaro –  la famiglia, il risparmio, la frugalità  come valore, lo spirito di sacrificio per la nazione, le “virtù” cristiane e quelle borghesi – variamente bollate come: clerico-fasciste, reazionarie,  maschiliste, eccetera. L’estrema sinistra utile idiota dell’oligarchia,  per questo compito è stata compensata:  ma ovviamente solo nei suoi capi. Paolo Mieli, Giuliano Ferrara, Gentiloni, la Boldrini sono stati ammessi nella superclasse mondializzata (molti di loro lo erano per diritto, come figli di papà) in qualità di maggiordomi di lusso del Sistema, direttori di media, cooptati agli alti livelli transnazionali (UE, ONU,  ONG) .

Si tratta in effetti di una classe – ossia di un gruppo sociale che presenta caratteri particolari e costanti, che la distinguono dalle altre classi.

Questa classe  si pone non solo al disopra delle vecchie elites nazionali,  ma fuori dalla portata, e persino dalla vista, dei popoli. Questa superclasse è transnazionale e il suo campo d’azione è mondiale, come il suo progetto è cosmopolita.

Il saggista Geoffroy vi distingue quattro cerchie. Cerchie   concentriche, che hanno la ricchezza finanziaria come denominatore comune dei loro privilegi, derivante essenzialmente dalla de-regolamentazione mondiale.

La cerchia della  elite finanziaria mondiale.

Qui si raggruppano e si ritrovano i responsabili delle istituzioni finanziarie internazionali e delle banche centrali, i dirigenti delle cosmo-multinazionali quotate, a fianco dei grandi speculatori ricchissimi.

Secondo i dati ONU, il 10 % della popolazione mondiale controlla l’85% delle ricchezze, e l’1 per cento ne controlla il 40%.  I grand commis di questa super-elites (Draghi, Christine Lagarde,  Padoa Schioppa,  Janet Yellen)  vi sono cooptati in quanto aderenti agli interessi della finanza.  Occorre che parlino inglese. Non occorre  che   siano intelligenti, come dimostrano Mario Monti e  Jean-Claude Trichet, le cui scelte economiche sono state rovinose e sbagliate persino secondo la dogmatica oligarchica.  Trichet che aumentò i tassi dell’euro quando  avrebbe dovuto calarli – un errore che precipitò e rese durevole la crisi 2008-2017 – aveva dichiarato, nel   prendere le sue funzioni  alla massima poltrona della BCE nel 2003: “I am not a Frenchman”: non sono francese, e lo disse in inglese. Ecco tutto ciò che serve.  Una ottima introduzione agli occhi della superclasse.

La cerchia (o meglio  il circo) mediatico.

Si parta dalla constatazione che la elite di cui sopra possiede  sostanzialmente tutti i media mainstream in Occidente, quelli che “contano”. Spesso sono  imprese in perdita secca, ma servono alle elites per influenzare i decisori,  i politici nazionali e la popolazione votante. Udo Ufkotte, il giornalista della FAZ che ha  ammesso di essere nel libro-paga Cia come  tutti gli altri colleghi (ed è morto a 57 anni), ha spiegato l’essenziale: «Prima di tutto è necessario rendere autorevole il giornalista a libro paga, facendo riportare i suoi articoli, dandogli copertura internazionale e premiando i suoi libri. Molti premi letterari non sono che premi alla fedeltà  propagandistica [..] In occasione della crisi libica del 2011, ha raccontato di come fu  imbeccato dai servizi germanici perché annunciasse sul suo giornale, come fosse un fatto assodato, che Gheddafi era in possesso di armi chimiche ed era pronto ad usarle contro il suo popolo inerme. […] Se invece si trasgredisce la linea filoatlantica le conseguenze sono altrettanto note: la perdita del lavoro, il triste isolamento professionale, persecuzioni”  giudiziarie.

I media hanno anche un’altra funzione importante: comandano l’accesso alla cultura, creando le reputazioni culturali.   Promuovono le rinomanze degli intellettuali   mediatici per farne dei “maitres à penser” di successo: tipicamente, in Francia,  i veri e propri direttori di opinione (Alain Minc e  Jacques Attali, che è anche banchiere), i reduci  come Cohn_Bendit ,   Bernard-Henry Lévy ed altri “nouveaux philosophes”  post-sessantottini,, nonché auguste banalità come Edgar Morin e Alain Touraine. In Italia, per la generazione precedente si pensi A  Elio Vittorini e Alberto Moravia (che nessuno ha letto più appena scomparsi, essendo venuta meno la pompa pubblicitaria che li indicava come genii),  per l’attuale Baricco e Saviano, singolari “maitres à penser”   palesemente a disagio con l’attività di pensare.   Il sistema mediatico che li incensa  fa  anche (soprattutto) da filtro contro l’emergere di intellettuali non-organici al sistema, bloccare l’originalità e le soluzioni intellettuali avanzati essenziale, ed è visibilissimo nel fatto che, sotto la superclasse, la cultura è stagnante, ripetitiva,  immobile;  praticamente contigua allo spettacolo, alla pornografia e alla pubblicità.

I divi  dello show business e le star di Hollywood costituiscono un prezioso mezzo di diffusione  prestigiosa dell’ideologia della superclasse, a cui del resto appartengono.  Lo si è visto chiaramente durante la campagna elettorale in Usa, quando  quasi l’intero star-system si è schierato  esplicitamente contro il Tycoon “populista” (o creduto tale).

La cerchia delle entità non governative.

Fondazioni “culturali”, think tanks (“Serbatoi di pensiero”) sono centinaia, impossibile elencarle tutte. Dalle antiche Brookings Institution alla Rockefeller Foundations alla britannica Chatam House (Royal Institute  of International Affairs), dalla Bill & Melinda Gates Foundation, alla notoria Open Society di George Soros,  sono importantissimi centri-studi privati attraverso cui i miliardari influiscono sulla politica estera degli Stati Uniti e dell’Occidente.  Sono anche dette fondazioni senza scopo di lucro,  perché esentasse nel diritto anglosassone:  Rockefeller destina alla sua Rockefeller Foundation parte dei suoi profitti, che può quindi detrarre alla tassazione: un doppio vantaggio.   Solo per fare qualche caso: il Council on Foreign Relations,  pensatoio privato fondato nel 1921 dai Rockefeller e dai Warburg,  che unisce centinaia di esponenti del businesss americano, negli anni ’30 fu la centrale intellettuale che  portò Roosevelt ad entrare in guerra contro l’Asse. Più recentemente, le ebraicissime American Enterprise, il JINSA (Jewish Institute for National Security Affairs) e il PNAC (Project for a New American Century)  hanno   concretamente  preso il comando del governo Bush jr.,  preparato l’11 Settembre, elaborato la “dottrina Wolfowitz” e scatenato la superpotenza nella destabilizzazione  di tutti i paesi islamici potenzialmente ostili ad Israele, passata mediaticamente come “guerra al terrorismo globale”.  Dal Council on Foreign Relations  dei Rockefeller sono filiati il Bilderberg  (una “bilaterale” che lega i  paesi europei alla NATO) e la Trilateral Commission (che unisce nei suoi consessi anche gli interessi privati giapponesi, oltre a quelli euro-americani).

La Open Society  Fundations di Soros è addirittura una rete di fondazioni “senza scopo di lucro” (dove il miliardario può investire parte dei suoi  profitti  sottraendoli al prelievo  fiscale)  che il  nostro eroe ha fondato nel 1976, con il dichiarato scopo di “favorire la transizione alla democrazia” dei paesi dell’ex Patto di Varsavia. Di fatto è stata istigatrice  di primavere colorate, e  promotrice di  legislazioni “avanzate” (aborti, eutanasia,  droga depenalizzata) e sempre  per l’immigrazione senza limiti,  la fine  delle sovranità nazionali,  l’abolizione delle frontiere, il globalismo e i diritti omosessuali, insomma “i nostri valori”  (quando parla dei “nostri valori occidentali”,  la superclasse intende ovviamente i suoi).

Se le suddette Fondazioni operano  influenze “dall’alto”,  le ONG –  Organizzazioni Non Governative – fingono di agire “dal basso”, come create da  gruppi di cittadini normali che  vogliono  promuovere cause ecologiste (Greenpeace), umanitarie (Medecins sans Frontières),  animaliste, contro il riscaldamento globale, contro il nucleare ,  cause sempre altamente morali;   sono difenditrici dei diritti umani – e  con ciò,   giustificano, e a volte consigliano volentieri gli interventi umanitari armati.  Sostanzialmente, chiedono dal basso le stesse “conquiste di civiltà” che le fondazioni esigono dall’alto, e che sono sempre i valori della superclasse: no  alle frontiere, mescolamento di popolazioni, libera circolazione di uomini e capitali, “diritti umani” conculcati  dalle sovranità  nazionali, eccetera.

L’Onu riconosce  almeno 1300 ONG: di fatto, l’ONU si fa suggerire da queste “formazioni di base”, questi comitati di cittadini disinteressati  che spontaneamente si uniscono,  le politiche globaliste che esso stesso vuol promuovere , e che sono la sua  ragion d’essere: Le Nazioni Unite  furono storicamente il primo organo per l’attuazione del governo mondiale.

Magari aiuterebbe porsi  la domanda: queste spontanee associazioni di cittadini  disinteressati, chi le paga? Lo scandalo (subito sepolto) delle ONG che affittano navi per portarci immigrati in Italia,  hanno  dato un inizio di risposta persino al grande pubblico.

Nel 2015,  il 56 per cento  gli investimenti “liberi” dei miliardari della superclasse sono stati destinati a quello che nella neolingua orwelliana si chiama “filantropia”, ossia a queste ONG umanitarie-ecologiche. Come mai? Perché le ONG sono un efficacissimo strumento per aggirare e scavalcare  la sovranità degli Stati, far avanzare la loro agenda globalista (con annesso diritto di ingerenza) e smantellare la regolamentazione politica degli Stati,  per così dire ‘a furor di popolo’; diciamo meglio, nella neolingua orwelliana, su richiesta “della società civile”. Concetto  più   politicamente corretto  (non evoca il “popolo”) e più utile.  Esempio: è  la “società civile” che chiede alla Boldrini di  mettere fine alle “fake news” sul web.

La cerchia di Stato

Pensiamo a Mario Draghi, prima   funzionario al Tesoro, poi  – dopo la visita sul Britannia per la svendita dei gioielli IRI – promosso a Goldman Sachs e poi alla Banca Centrale:  è un esempio preclaro di grand commis, tecnocrati dell’apparato pubblico  e altissimi funzionari dello Stato – o  prestati alla politica –   che hanno tradito lo Stato di provenienza per operare a favore dei miliardari privati, e quindi entrare nella superclasse, accedere ai suoi emolumenti e ai suoi privilegi e al suo potere.  Pensiamo a Prodi, a Ciampi,  Beniamino Andreatta, a Enrico Letta,  a Padoa Schioppa: storie simili.

Dovunque sono stati questi tecnocrati, magari prestati alla politica temporaneamente  con la scusa di una crisi finanziaria che giustificava l’emergenza, a operare  in ogni Stato  il “divorzio fra Tesoro e Banca centrale” –  ossia il calmiere sui tassi sul debito pubblico –  che ha gettato il debito pubblico sui “mercati”,   abbandonandoli cioè alla speculazione selvaggia, facendo salire  i tassi  secondo il giudizio  che “i mercati” (ossia la superclasse finanziaria) dava delle politiche   di un certo stato: la massima privatizzazione dei profitti da interessi usurari che sia mai stata osata nella storia.

In Francia  naturalmente, dove nacque Jean Monnet,   questo tipo di cooptazione è più antico.  La rottura dell’identità nazionale  dei grand commis  risale addirittura al 1972, quando una legge (Legge Pleven) assimilò  il tenere in conto l’identità  nazionale ad una discriminazione comparabile al razzismo…

Ne sono seguite:

la rottura della sovranità nazionale col trasferimento della sovranità monetaria, e poi di bilancio, prima ai ”mercati”  poi   alla BCE e alla UE. Rottura col consenso popolare: nonostante il NO francese per referendum al trattato di Costituzione Europea nel 2005,   è stato imposto il Trattato di Lisbona nel 2009,  che   ha liquidato ogni “preferenza europea” e  disciolto una potenza industriale di 500 milioni di  cittadini alla concorrenza   coi salari mondiali, la devastazione chiama de-industrializzaizone. Ormai abituata a dominare   in questo modo, la superclasse nel 2015,  provocata artificialmente la “crisi migratoria”, ha imposto  ad ogni paese  – per diktat germanico – quote di clandestini da ammettere, senza mai consultare le cittadinanze autonome. D’altra parte,  tenere  in conto della  nazionalità d’origine, come del sesso e genere (LGBT)  è  già diventato un crimine di discriminazione razziale, sessuale, religiosa..Guai, come ha fatto Orban, a   dirsi disposto ad accogliere  cristiani siriani..

(continua)..

 

 

 

 

L’articolo LA BEATA SUPERCLASSE MONDIALE. UN IDENTIKIT. (I) è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

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  • Annibale Mantovan

    Suvvia…prendiamo nota dei nomi e cognomi, poi si vedrà.

  • Sono arrivato a leggere le prime righe e il mio fegato è già in malora.
    Riprenderò a leggere l’articolo dopo una pausa…

    Direttore, la sua ultima riga “(continua)..” promette ancora delle altre puntate sugli infami, continui così che questi saranno degli atti d’accusa per il futuro… ah se verrà il futuro…

  • johnny rotten

    La cosa più mostruosa è che chi sta nel cerchio delle quattro famiglie, che comandano su tutte le altre, non ha una morale assimilabile alla specie umana, si sa di loro che sono sionisti ma non disdegnano promuovere il nazismo, vedi ukraina e paesini baltici, o il più bieco islamismo, vedi wahabismo e fratellanza musulmana, che sarebbero i nemici più feroci del sionismo, almeno sulla carta, mi viene sovente da pensare che abbiano un disegno molto più criminale di quanto appaia, che il loro vero disegno vada ben oltre il denaro ed il potere, perchè questo modo di pensare sarebbe comunque una morale, penso che questi vogliano togliersi d’intorno più persone che possono, una domanda però me la pongo, questi personaggi da avanspettacolo che recitano nella parte di quelli che ci governano, sono incoscienti o complici consapevoli? io per umana pietà mi auguro e auguro loro che siano solo prigionieri di una meschina avidità, quindi stupidi ma incoscienti.

    • @disqus_ooAobeVKOL:disqus
      come una multinazionale deve modificare nome e prodotti per piazzarsi nei vari paesi del mondo così devono promuovere vari tipi di colori politici per infiltrarsi ecco perché non disdegnano di sponsorizzare indifferentemente neri o rossi (tanto poi da sotto sono SEMPRE rossi)
      ò_ò

    • cavallo pazzo

      Ora però devi dirmi di più o linkarmi qualcosa su queste famiglie che hai citato all’inizio del commento.

      • gianni

        Io so che sono tutte famiglie ebraiche e che appunto comandano tutto l’Occidente

      • marcoferro
      • johnny rotten

        I rothschild, che sono i padroni di gente del calibro di rockfeller o soros, i warburg che però dovrebbero essersi fusi nella stessa famiglia, tieni conto che i rothschild agivano nelle principali capitali europee dal 1700 e in tutto questo tempo sono stati i finanziatori di ogni grande impresa economica, per cui attraverso i vari membri della famiglia e le numerose società finanziarie possiedono le quote di controllo di tutte le principali banke, fondi d’investimento, società tecnologiche, industrie, miniere, media etc.

  • Il_disturbatore

    Queste sono le brigate rosse 2.0, non usano più le armi per imporre il loro mondo di merda, ora destrutturano la società, la famiglia, abbattono i principi, l’etica e la morale e aprono le porte ad altre fedi e culture per distruggere quanto l’occidente ha costruito in 2000 anni.

    • Fabrizio Bertuzzi

      perche’ trovano il terreno su cui attecchire…

      • gianni

        Si è chiaro , se la gente ha i soldi per vivere la si può riempire di vizi , cose superflue , cazzate…. e così renderle senza valori ne identità

        • AnonimoSchedato

          La povertà come limite alla perversione morale?
          Facciamoli tutti schiavi, allora. /sarc
          Non capisco come non sia evidente la fallacia logica.

  • marcoferro

    la boldrini per esempio la vidi qualche sera fa a quel programma a mezzanotte sulla rai, quello con mario sechi. ebbene lei ha detto che è una bufala il fatto che lei stia cercando una casa di rappresentanza a piazza Navona. siccome è la falsità e l’ipocrisia fatta persona c’è da credergli ?
    per gli altri, questa famigerata elite, dico solo che sono carnaccia putrefatta destinata ad ingrassare i vermi nonostante il loro potere e i loro soldi. ieri è morto il polacco bzrezinki, il mese passato il malefico rockfeller, mancano soros e kissinger e pochi altri di questi grandi vecchi bastardi. le nuove leve invece sono stupidi e senza spina dorsale. i popolo possono difendersi, loro possono tentare di mettere bavagli o fare approvare leggi, etc…ma i popoli si possono far sentire e dire NO.

    • cito da MF :
      “ma i popoli si possono far sentire e dire NO.”
      come?
      @_@

      • marcoferro

        si possono fare sentire a parte con il voto, ma anche con le proteste e fare pressione, boicottando le multinazionali, non ascoltare i media di regime e loro megafoni come saviano e le boldrini, etc…insomma non sono tantissimi ma qualcosa esiste. in ultimo esiste la violenza e la rivoluzione di massa con relativa ghigliottina in funzione h24 per mesi…

        • il voto?
          @_@
          sono molto, molto meno ottimista di te per tutto il resto…

        • Pippo Pelo

          La prossima generazione l’unica cosa che riuscirà a fare sarà leggere un telefonino. Alzare la testa e guardare oltre lo schermo sarà un’impresa.

          • marcoferro

            a volte penso che hanno dato tutta questa tecnologia proprio per rincoglionire la gente e tenerla buona. al meno per il momento…

          • gianni

            … e poi con i smartphone siamo super controllati , non si puo’ scappare

    • cavallo pazzo

      Purtroppo penso che ci siano livelli ancora più alti del materiale biologico da te citato.

      • marcoferro

        anche rotschild è una vecchia mummia, dai tempo al tempo….

        • johnny rotten

          Però la famiglia è composta di decine di squali e per atto costitutivo non possono dividersi la proprietà, questi ci hanno pensato in partenza come fare per rimane sempre in cima alla catena alimentare.

        • Paolo Venturini
          • marcoferro

            un mostro un meno, io confermo: i vecchi bastardi sono coriacei ma stanno schiattando. mentre i giovani come questo tipo, sono stupidi e moriranno tramite i loro vizi…

  • PRECURSORA? Ohibò, Blondet, contagiato?

  • Rifle

    Dovranno vivere in ville fortificate con sorveglianza armata, come in Brasile, e questo grazie al fatto che trasformando la società circostante in individui bruti, miserandi, senza speranza, senz’anima e senza morale si saranno circondati di potenziali nemici.

    Fine del rispetto e del ritegno personale che LORO hanno distrutto.
    Forse a questo non hanno pensato.

  • paolosenzabandiere

    MALGRADO IL ’68 CONSIGLIO IL SUO SCRITTO.

    Devo aver fatto un ’68 a mia insaputa visto che frasi come godere operaio e Marx dopo aprile, non l’ho mai sentite e come me credo moltissimi. Devo aver capito poco del ’68 se me ne rammento come una lotta serrata alla società dei consumi che ancora mi pervade, ma che evidentemente è frutto del mio non capire.

    Ma malgrado certe “divergenze” trovo giusto consigliare questo scritto, perché ha differenza di altro credo di aver capito che se non si farà come lor signori fanno per le loro idee, abbaieremmo solo alla luna. Cari ragazzi cosa fa il potere per convincere i poveri “maglioncini”. Si compra tutti i media possibili e immaginabili, compra attori, politici, magistrati, troll, influencers, anche premi letterari per cambiare, per influenzare le nostre testoline

  • Gianox

    Mi limito a dire che un articolo come questo dovrebbe essere diffuso e letto in ogni casa.
    È una sorta di bignami della realtà che ci circonda e del modo in cui lor signori padroni del discorso hanno deciso che si evolverà il mondo.
    Come spiegare il mondo in poche righe ma in maniera assolutamente esauriente, per quanto concisa.

  • yuk yuk

    francamente, pur condividendo molto di questo articolo, non credo che la libera circolazione delle merci e del denaro e nemmeno la globalizzazione siano la causa delle distorsioni sociali ed economiche, ma l’ingerenza e le perversioni in questi processi operata dallo stato guidato all’interno ed esterno dalle elite neocon .

    • ws

      certo i soliti “kompagni , pardon Kapitalisti che sbagliano ”

  • Giorgio Tazzi

    Non avete capito, sta cercando una casa per ospitare i profughi, vuole dare il buon esempio.Se non sbaglio prima lavorava in una ONG ma non mi e’ chiaro quale fosse il suo ruolo.

    • Paolo Venturini

      A me è ben chiaro………..

  • Nicola Albano

    In un sistema capitalistico la libertà privata e la libera circolazione di merci e capitali sono sacre… ma forse viviamo in due paesi diversi… perché io di capitalistico non ci vedo nulla in Italia, ma anche in Europa.

  • maboba

    Un ottimo quadro sinottico delle forze negative (il male?) che operano in questo nostro mondo. Inquadra anche molto bene il perché dei comportamenti scellerati e traditori di molti esponenti politici, quasi tutti del PD ed affini.

  • maboba

    Per onestà non posso definirmi un credente, tuttavia il quadro generale descritto nell’articolo fa sorgere prepotentemente la sensazione di una forza oscura all’opera, una forza oscura che non può che essere chiamata con il nome oggi irriso e dimenticato: il male.

    • Albert Nextein

      Io ho sempre pensato , poi vivendo ne ho avuta ampia prova, che la maggioranza dell’umanità non sia buona.
      L’animo umano è spesso oscuro, insondabile, abietto, miserabile
      Non spesso, quasi sempre.
      Proprio su queste caratteristiche speculano ed ingrassano i politici.
      I peggiori tra tutta l’umanità.

  • Caio Giulio

    Tic, Tac e il tempo scade e questi lo sanno:
    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/merkel_germania_america_ue_difesa-2468743.html
    Ormai vanno costantemente all in e a viso scoperto, il che non mi sembra molto un sintomo di sicurezza.

  • donato zeno
  • Noel

    tic tac,tic tac…intanto l”Olocausto continua…

  • killerclown

    >Non occorre che siano intelligenti, come dimostrano Mario Monti e Jean-Claude Trichet, le cui scelte economiche sono state rovinose e sbagliate persino secondo la dogmatica oligarchica. Trichet che aumentò i tassi dell’euro quando avrebbe dovuto calarli – un errore che precipitò e rese durevole la crisi 2008-2017 …

    insomma, quale sarebbe lo scopo di questa dogmatica oligarchica? di impoverire le masse con mirate crisi economiche o di risolvere le crisi economiche migliorando le condizioni delle masse? la narrativa blondettiana reiterata su queste pagine sembrava spingere la prima ipotesi, ma per come sono formulate le affermazioni di blondet su una questione emblematica come questa, mi sa che l’autore è alquanto confuso. ora, poi, pure macron con le sue azioni prorusse sembra far apparire le costruzioni teoriche del blondet come un castello di carte(non era un pupazzo peggio di hollande?). per non parlare della merkel, che strappa allegramete con gli usa come nulla fosse. ma non eravamo delle colonie sottomesse, e la merkel un pupazzetto della cia? forse ora blondet dovrà faticare per inventarsi una virata credibile che convinca i suoi seguaci(srcasmo off) su queste pagine che la famosa èlite deve aver cambiato idea! ah, già, è vero in questi casi di solito basta calare l’asso ” le elite sono complesse, ci sono battaglie al loro interno che noi non conosciamo…blablabla”

    lol!

    poi quando il lettore con il cervello funzionante si imbatte in quest’altra perla che avrebbee la pretesa di accreditare ufkotte:

    “In occasione della crisi libica del 2011, ha raccontato di come fu imbeccato dai servizi germanici perché annunciasse sul suo giornale, come fosse un fatto assodato, che Gheddafi era in possesso di armi chimiche ed era pronto ad usarle contro il suo popolo inerme.”

    all’inizio ho dato peso al fenomeno ufkotte, ma ogni volta che mi imbatto in presunti stralci del suo libro(che non ho letto) o della sua testimonianza, mi cascano le braccia. in questo caso per come è formulata la frase risulta che i servizi segreti hanno procurato informazioni false alla stampa allo scopo di pilotare l’opinione pubblica per interessi blablabla…ovvero non solo si scopre l’acqua calda(tra i compiti dei servizi segreti c’è anche questo. i “servizi” sono “segreti” per un motivo), ma significa anche che la stampa non è assolutamente asservita ai poteri occulti, se occorre ingannarla per raggiungere i propri scopi.. altrimenti spieghi blondet che cosa significa esattamente “imbeccato”, perchè può significare tante cose. anche l’opinione pubblica mondiale fu imbeccata da powell con quella fialetta.

    questo ulfokotte assomiglia sempre più ad un furbone che ha fiutato soldi facili, avendo individuato una nicchia di mercato promettente, ovvero quella degli allocchi assetati di notizie “bomba” che confermino i loro sogni più bagnati ovvero di essere vittime del combloddone mondiale segredo. quante copie del libro ha venduto? come si è trasformato il suo conto in banca grazie a conferenze, ospitate tv ecc? blondet, che è un gornalista, lo sa?

  • Albert Nextein

    Se il popolo fosse informato come si deve, se fosse attento, se capisse la distanza irriducibile con l’apparato statale, se avesse a cuore la libertà, allora il popolo farebbe l’unica cosa che il potere teme.
    Smetterebbe di versare soldi nelle casse pubbliche con le tasse.
    Il punto nodale è semplice.
    A tutti costoro vanno negati i soldi della gente comune che tira la carretta.
    La gente deve imparare ad arrangiarsi, a responsabilizzarsi e a tralasciare del tutto le pretese del potere.
    Ad iniziare dall’imposizione fiscale.

  • Uto Uto

    Se la drastica sparizione di posti lavoro all over the world, rende sempre più inutili gli indigeni europei, a cosa serve favorire l’invasione di milioni di poveracci dalle fattezze scimmiesche, rendendo sempre più ingovernabili le aree che circondano le oasi frequentate dalla Super Classe? Tafazzisti all riscossa? Allora: via, tutti i negri a Montecarlo!

  • lupodeicieli

    Bisogna anche ricordarsi del desiderio di “abolire i contanti”, oltre alle tasse elevatissime e alle imposte di ogni tipo. Insieme a queste cose aggiungerei, come si legge anche nell’articolo, tutta una serie di divieti, sopratutto quello di pensare e di poter manifestare insieme al fatto che, già oggi, ciò che tu pensi , che sia solo o che tu sia insieme a milioni di persone , non conta niente (vedi anche il già citato referendum in Francia o il più recente in Italia).

  • peacock

    tutta questa ricostruzione tiene, attenzione però che la maggior parte degli attori sono sostanzialmente inconsapevoli e molte cose alla fine riescono solo in parte o sono controproducenti vedi Trump, Brexit e NO al referendum. La gggente capisce adesso che qualcosa nella narrazione non funziona più. Tutte queste considerazioni poi le potremmo inserire sotto al cappello della parola globalizzazione, la quale in qualche caso è stata fatta anche in buona fede , se cosi non fosse non ci sarebbero degli studi ufficiali del FMI che la criticano pubblicamente, assieme alle cosiddette “riforme”.

  • cavallo pazzo

    Un Blondet semplicemente magistrale. Attendo con ansia le prossime puntate.

  • formic

    Lo sanno, lo sanno ma non fanno trasparire la paura altrimenti verrebbero travolti!
    http://www.opinione.it/politica/2017/05/26/ruggiero-capone_de-rita-incertezza-rischio/

    • Ronf Ronf

      E ovviamente faranno leggi speciali apposta per reprimere ogni dissenso civico

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