La Finanza Islamica spiegata: alla fine qualcosa di buono salta fuori nei posti più impensati.

Di Nuke The Whales , il - 104 commenti

La finanza islamica è un argomento sempre più attuale, anche in occidente. Molti musulmani si rifiutano di prendere casa o di acquistare una auto a rate, in quando la loro religione vieta di prestare o ricevere soldi con l’aggravio di interessi.

Ora vi annoierò partendo dal concetto islamico di usura, ma senza questa premessa vi sarà difficile capire quale è il concetto musulmano di guadagno e di investimento, concetto che è sostanzialmente diverso da quello occidentale.

La “riba’ ” (usura) è vietata dal Corano:

Nel nome di Allah, il Cemente, il Misericordioso. Ciò che concedete in usura, affinché aumenti a detrimento dei beni altrui, non li aumenta affatto presso Allah. Quello che invece date in elemosina bramando il volto di Allah, ecco quel che raddoppierà (Corano XXX. Ar-Rum (I Romani), 39).

Nel nome di Allah, il Cemente, il Misericordioso. O voi che credete, non cibatevi dell’usura che aumenta di doppio in doppio. E temete Allah, affinché possiate prosperare (Corano III. Al-’Imran (La famiglia di ‘Imran), 130).

Nel nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso. Coloro invece che si nutrono di usura resusciteranno come chi sia stato toccato da Satana. E questo perché dicono: “Il commercio è come l’usura!”. Ma Allah ha permesso il commercio e ha proibito l’usura. Chi desiste dopo che gli è giunto il monito del suo Signore, tenga per sé quello che ha e il suo caso dipende da Allah. Quanto a chi persiste, ecco i compagni del Fuoco. Vi rimarranno in perpetuo. Allah vanifica l’usura e fa decuplicare l’elemosina. Allah non ama nessun ingrato peccatore. (Corano II. Al-Baqara, 275-276)

Nel nome di Allah, il Cemente, il Misericordioso. O voi che credete, temete Allah e rinunciate ai profitti dell’usura se siete credenti. Se non lo farete vi è dichiarata guerra da parte di Allah e del Suo Messaggero; se vi pentirete, conserverete il vostro patrimonio. Non fate torto e non subirete torto (Corano II. Al-Baqara, 278-279).

In termini teologici coranici l’usura si definisce Riba’ an-Nasîah, ovvero il pagamento differito di una somma di denaro maggiorata al prestatore, uno dei maggiori peccati se questo pagamento maggiorato viene legato al tempo, ovvero i famosi interessi bancari che noi tutti conosciamo.

Non voglio tediarvi oltre, ma anche Bibbia e Vangelo vietano espressamente l’usura, sia pure in termini non così perentori come il Corano. Ma qualche Concilio Vaticano dispettoso ha pensato bene di ovviare al problema, nel passato.

Nelle banche islamiche infatti non viene pagato nessun tipo di interesse ai correntisti, anzi alla fine di ogni anno molte banche applicano un prelievo detto zakāt, di solito pari al 2,5% degli asset patrimoniali. Insomma il denaro liquido non deve dare remunerazione e deve essere investito.

Dato che cerchiamo di chiarire un concetto ribadiamo che in pratica ogni investimento deve essere equiparato al commercio, il prestatore del denaro e chi lo riceve siglano un contratto al fine di investirlo e di ottenere degli utili, che andranno divisi, ma non si remunera il denaro.

Negli investimenti islamici alcuni sono i divieti principali:

  1. Riba (interessi)
  2. Maisir (speculazione)
  3. Haram (ciò che è esplicitamente proibito dal Corano).
  4. Gharar, (irragionevole incertezza) termine che sta ad indicare il trarre vantaggio dalla mancanza di informazioni altrui, ed è proibito tra l’altro stipulare un contratto legandolo ad eventi ignoti.

Avrete capito che ottenere il finanziamento da una banca islamica non è semplicissimo. Oltrepassati alcuni aspetti – come il controllo dell’affidabilità creditizia – occorrerà sedersi davanti al responsabile della banca, spiegargli bene cosa si intende fare con il denaro ottenuto in prestito e stabilire le modalità della restituzione. Ovviamente se si intende investire in prodotti Haram (armi, pornografia, tutto quello che è anche solo vagamente correlato con alcolici e carne di maiale, ecc. ecc.) meglio lasciare perdere.

Una volta attirato l’interesse della banca si potrà ottenere uno dei seguenti tipi di accordi, eccone alcuni tra i tanti possibili.:

  • Mudârabah, o società di fatto. Attraverso questo sistema l’investitore fornisce il capitale, e l’imprenditore fornisce il tempo e lo sforzo. I profitti vengono ripartiti secondo un precedente accordo, ma le perdite finanziarie vengono sopportate soltanto dall’investitore. ll rischio finanziario appartiene quindi solo al prestatore.
  • Mushârakah: è una società corporativa standard, in cui tutte le perdite e i profitti vengono divisi secondo l’accordo iniziale. I soci hanno il diritto di partecipare ad ogni decisione e progetto, al contrario di ciò che avviene nella mudarabah, in cui l’imprenditore ha l’esclusivo controllo degli affari societari. L’istituto finanziario partecipa anche alle perdite.
  • Bay’-l-murâbahah, vendita contro pagamento differito. Il prezzo di vendita solitamente eccede il prezzo minimo della merce di una determinata misura, negoziata prima della transazione. Tipico è il caso di un acquisto di immobili. Il compratore partecipa all’acquisto secondo le sue disponibilità, mentre il prestatore fornisce il rimanente: entrambe le parti sono proprietare dell’immobile fino a pagamento completamente effettuato. Al pagamento di ogni rata – di solito mensile – la quota di proprietà dell’acquirente cresce, e nel contempo cala la parte del prestatore, fino a completamento dell’accordo. Il bello è che se l’accordo salta e l’immobile viene messo in vendita, il ricavato verrà diviso tra acquirente e compratore a seconda delle quote versate.
  • Ijârah, simile al contratto di leasing, in cui i pagamenti effettuati dal locatario eccedono il prezzo dell’affitto in una determinata misura fissa stabilita in anticipo.
  • Bay’-s-Salam, è un contratto mediante il quale il produttore può essere finanziato senza aver venduto il prodotto (di solito si tratta del raccolto di un contadino), prima ancora che venga prodotto, nella quantità e nel prezzo specificato in anticipo.
  • Fard Hasan, letteralmente significa ‘mutuo senza interesse’, ma in pratica vengono aggiunte delle spese fisse.

L’istituto di credito , deciderà di volta in volta la formula giusta per ogni tipo di investimento, e dovrà investire il denaro dei correntisti ( perché è di questo che parliamo) nel modo più trasparente possibile.

Se il prestito è di poco conto, tipicamente l’acquisto di un computer o di un telefono il tutto si svolge come al solito, ma senza interessi, il guadagno della banca è la differenza tra il costo di acquisto da parte della banca e la rivendita al cliente finale, solo che non ci sono interessi in caso di mancato pagamento delle rate, se non una sorta di “multa”, di importo fisso, che viene eventualmente stabilita all’atto della firma.

Se invece l’importo è importane nascono una serie di accordi, in cui la banca diventa “socia” di chi riceve il prestito e condivide profitti e perdite. Tutto molto interessante, e molto diverso dall’attuale modo di operare delle banche occidentali, che, di fatto intendono guadagnare in ogni caso.

A differenza di quello che si può pensare, malgrado la estrema attenzione svolta dalle banche islamiche a concedere denaro, il business di questo tipo di istituti è in continuo aumento, e i guadagni, pur se non esaltanti sono continui e costanti.

Altro aspetto interessante è che non esiste la “leva finanziaria” negli istituti di stampo islamico. vengono prestati i soldi dei correntisti, e basta.

Eppure, malgrado la totale e imprescindibile differenza rispetto alla finanza occidentale, il tutto funziona, e anche imprenditori occidentali si rivolgono a questi istituti, soprattutto perché le condizioni sono certe e alla fine si paga di meno. E in caso di problemi nel pagamento delle rate si riesce più facilmente a negoziare nuove condizioni.

Però in quel caso la banca islamica entra direttamente nel board dell’azienda e controlla tutte le spese. Cattive notizie, in quel caso, per gli “imprenditori straccioni” italiani, che si vedrebbero defalcati regali ad amici e yacht intestati alla ditta.

Le buone idee vengono fuori dai posti più impensati.

 

By Nuke di Liberticida

La Finanza Islamica

Bufacchi I., in Maometto si è fermato a Londra. Il boom della finanza islamica, articolo del
Sole24ore del 22 ottobre 10.

Cannone M., in Credito. Il mutuo prima casa dell’acquirente arabo sconta la doppia imposta di registro. Italia fredda nei confronti della finanza del golfo, articolo del Sole24ore del 14 febbraio 2009.

Condivisioni
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

  • Flambeau

    Gli strumenti sono effettivamente in linea con quello che è il concetto di usura anche nella morale cattolica di origine Tomista.

    Per semplificare: divieto di fare soldi con i soldi.

    G.K. Chesterton ne “l’utopia degli usurai” fa un bell’excursus su questo tema, se non ricordo male.

  • Annibale Mantovan

    Bel concetto quello musulmano. Pure la dottrina cristiano-cattolica una volta prevedeva il divieto di prestare soldi dietro un saggio di interesse. Interessante sarebbe sapere se tale divieto di queste “nuove religioni” sia stato introdotto per una differenziazione verso i costumi ebraici, per togliere potere agli ebrei insomma. Da tradizione popolare infatti questi sono sempre stati “banchieri”…e prestare soldi dietro interessi equivale si a stimolare sviluppo economico (in tempi di inflazione) ma anche di fatto a schiavizzare. E’ sbagliato anche considerare usura un saggio di interesse solo oltre una certa soglia assoluta. I tempi di deflazione moderni indicano chiaramente che può esserci usura anche applicando un interesse dell’ 1% anno(UNO).

    • Gianox

      Oserei dire che hai centrato perfettamente il problema.
      È il prestito ad usura che spiega perché una minoranza, che bene o male non supera mai il 2-3% in ogni paese in cui è presente, comanda come se fosse maggioranza assoluta. D’altro canto, loro stanno bene qual è il potere schiavizzante del debito: l’Antico Testamento prevede espressamente la pratica del Giubileo, proprio per evitare che il pagamento di interessi alla lunga di vengano strumento con cui schiavizzare il prossimo.

      • AnonimoSchedato

        Già, e dice pure che deve essere ogni sette anni. Come al solito si prende della religione solo quello che fa comodo, e si trascura quello che infastidisce.

        • Stemby

          No, quello è l’anno sabbatico. Il giubileo è ogni 50 (l’anno sabbatico degli anni sabbatici).

          • AnonimoSchedato

            Quello che tu citi è già revisionismo. Le regole che cozzano con gli interessi forti vengono prima annacquate più volte per arrivare ad abolirle (di solito non si riesce ad abolirle tout court per l’opposizione dei poveracci, quindi si deve fare a fasi, contando sulla memoria corta dei sudditi).
            La versione iniziale è proprio ogni sette anni. Vedi Deuteronomio 15,1 (http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Deuteronomio+15%3A1‑20&formato_rif=vp ) poi la Chiesa ha annaquacquato la regola e l’ha ridotta a 50 anni (sette volte sette) fino a farla scomparire (l’hai più visto fare o predicare? L’ultimo giubileo è di pochi anni fa!).

          • Stemby

            Quello è l’anno sabbatico, ripeto. Il giubileo era (o, meglio, avrebbe dovuto essere) molto più radicale, prevedendo la redistribuzione di tutte le terre (sì, proprio un esproprio delle proprietà terriere).

            http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Levitico25%3A8-13&formato_rif=vp

            Il giubileo cristiano si rifà a quello ebraico, ma con un’impostazione spirituale. Ed è stato introdotto in epoca tardomedievale: prima non esisteva proprio.

      • Stemby

        In realtà non c’è prova storica che il giubileo sia mai stato rispettato, nei termini indicati dalla Bibbia (anzi, lo si ritiene improbabile).

        Però il principio era effettivamente sensato.

        • Gianox

          Mi pareva di ricordare qualcosa del genere.
          Infatti, se non mi sbaglio, questo fu uno dei motivi per cui l’alleanza tra Dio ed il popolo di Israele incominciò a vacillare: il mancato rispetto da parte degli ebrei dell’obbligo del giubileo dei debiti.

          • Mikahel

            No, iniziò a vacillare già quando scappando dall’egitto saccheggiarono Faraone. Ma come, Dio manda un profeta per dargli la libertà eterna e loro siglano una sorta di assicurazione vita portandosi dietro carichi di oro?
            Il denaro, come bene su cui contare è segno di arretratezza concettuale e logica, visto che siccome non conosciamo la nostra data di morte, che potrebbe essere anche da un secondo all’altro, non si può e deve contare su ciò che è per natura deperibile.
            Questo colloca chiunque conti su ciò che è terreno, “terra terra” eheh

          • Gianox

            Però l’oro ed i metalli preziosi che si portarono via dall’Egitto furono utilizzati, ad esempio, per costruire l’Arca dell’Alleanza ed il propiziatorio, nonché le altre suppellettili che vennero utilizzate per adornare la tenda del convegno.
            In ogni caso, è vero: gli ebrei iniziarono subito a lamentarsi di essere scappati dall’Egitto, di fatto appena ebbero varcato il Mar Rosso.
            Infatti, il pellegrinaggio degli ebrei verso la terra promessa durò quarant’anni perché, giunti alle soglie dell’odierna Palestina, quando si accorsero che avrebbero dovuto combattere per impossessarsi di quella terra dove allora abitavano Attiti, Amaleciti e Canaaniti, essi si lamentarono con Dio per averli fatti uscire dall’Egitto, e per punizione Dio li castigò facendo durare il loro pellegrinaggio per 40 anni, di modo che solo i loro figli che allora non erano che bambini avessero avuto la possibilità di entrare nella terra promessa.

          • e se la loro non fosse stata una fuga bensì una cacciata?

          • Gianox

            Però il faraone non volle lasciarli partire, tanto che ci vollero le proverbiali dieci piaghe per indurlo a far partire gli ebrei. Ed anche dopo non volle desistere, tanto che li seguì sino al Mar Rosso.

          • questo è ciò che dicono LORO. Forse sono stati inseguiti perché voleva assicurarsi che fossero fuori, eh eh eh XD
            tieni sempre conto che non erano molto amati dalle popolazioni autoctone proprio a causa del loro vizietto di manovrare il denaro…

          • gianni

            o forse li inseguiva perché era stato derubato

          • un’altra ipotesi da prendere in considerazione (;

          • gianni

            ho letto da qualche parte (forse ‘i grandi iniziati’ di schuré) che anche l’arca hanno portato via dall’egitto.

          • Mikahel

            la cosa è più simbolica che pratica, il pretendere un pagamento dagli egizi confina la loro capacità intellettiva, ovvero non sono riusciti ne ancora riescono ad accettare la natura spirituale di Dio ne hanno fiducia nelle ampie possibilità divine (nel periodo di “quarantena” hanno avuto la manna che si trasformava nel cibo che loro preferivano e continuavano li a lamentarsi di ciò che avevano in Egitto, da proprio la sensazione di chi non accetta l’onnipotenza e prediligie le cose semplici e concrete).
            I 40 anni del deserto (concetto simbolico legato al combattimento interiore e pulizia spirituale) sono dovuti al vitello d’oro e alla loro ipocrisia.

          • Fabrizio de Paoli

            “…, visto che siccome non conosciamo la nostra data di morte, che potrebbe essere anche da un secondo all’altro,”

            Hai ragione, metti che invece la mia data di morte sia tra cento anni, in quel caso mi girerebbero le palle dover morire di fame 20 anni prima perché ho finito i soldi…

          • Mikahel

            e qui mi fermo, perchè seve l’esperienza… ti basti la storia di Giobbe.

        • Lorenz85

          tradizionalmente dopo 7 anni un debito veniva cancellato; questo prima dell’era moderna si intende

          • Stemby

            Il giubileo ebraico prevedeva la redistribuzione di tutte le terre: ogni appartenente al popolo ebraico avrebbe ricevuto una quantità di terra uguale agli altri. Chiaramente tutti i possedimenti prima sarebbero dovuti essere espropriati.

            Capisci bene che è una cosa un tantino più radicale della remissione di un debito. E infatti probabilmente non è mai avvenuta.

    • obtortocollo

      piu’ dettagliatamente,essendo secondo la cultura cristiana il denaro strumento del diavolo,si identificarono negli ebrei(deicidi) gli unici manipolatori di tale merce immonda, approfondendo il concetto di prestito/restituzione di un debito nella cultura ebraica si arriva alla descrizione de “il mercante di Venezia” dove in mancanza del denaro si accettera’ un pezzo di carne umana, il debito x gli ebrei e'(era) sacro. sarebbe interessante un confronto con la descrizione dell’articolo e il confronto col sistema ebraico che mi sembra molto simile. forse ci si chiarirebbero molte “sfumature” delle ultime peripezie finanziarie e belliche dell’ultimo secolo!

    • AnonimoSchedato

      A mio parere è sempre usura se si chiede interesse per spese di consumo (specie se irrinunciabili, come i prestiti per curarsi o per mangiare, come accadeva nel passato durante le carestie per anomalie del tempo, come siccità o alluvioni).
      Se è un prestito per investimento (migliorare la fabbrica, comprare un macchinario) l’interesse può essere sostituito dalla compartecipazione al vantaggio portato dall’investimento.

  • Sandro

    I Nomadi (….Beppe, Augusto e soci, non i rom….:-)) cantavano: “…..nelle auto prese a rate, Dio è morto…..”

  • Gianox

    Bel post. Bello perché mette in evidenza quello che è forse il male peggiore dell’Occidente, il prestito ad usura che è lo strumento attraverso cui i padroni del discorso – per usare un termine caro a Blondet – sono diventati padroni del discorso.
    Di fatto, noi – e con noi intendo tutti i cittadini occidentali – non facciamo altro che contrarre debiti su cui paghiamo interessi nel momento in cui entriamo in possesso di moneta fiat.
    Perché noi, stupidamente, pensiamo che il denaro sia gratis. Invece lo acquistiamo dalle banche centrali, che ce lo danno in cambio di garanzie, che sono quelle determinate dal nostro lavoro e patrimonio.
    Senza accorgercene, ci indebitiamo nei confronti delle banche centrali, le quali non sono pubbliche ma private. E gira e rigira, si scopre che le banche private appartengono in buona parte alla stessa minoranza, quella che non ha mai avuto remore nel prestare denaro ad usura, soprattutto se trattasi di denaro dato in prestito ai goim.
    Questo è veramente un discorso su cui varrebbe la pena farci un lungo post. Fondamentalmente, il tutto risale alle guerre di religione che si ebbero ormai quasi mezzo millennio fa. Per far fronte a queste guerre di religione, le monarchie cristiane europee dovettero indebitarsi nei confronti dei presta soldi, appunto tutti appartenenti alla medesima tribù. Ed è da lì che ha incominciato il dominio della finanza speculativa sulle economie dei paesi europei.
    Non solo. Fu in quel momento che gli Stati nazionali monarchici incominciarono a perdere quote di sovranità. Nel momento in cui per fare le guerre devi chiedere soldi in prestito agli usurai, di fatto ti consegni ai medesimi usurai, i quali poi hanno interesse a seminare zizzania, perché più guerre ci sono, più loro hanno da guadagnare, ma soprattutto più hanno la possibilità di stringere il proprio cappio attorno al prossimo.
    E così si crea una bella spirale di guerre infinite: ogni guerra ne chiama un’altra, poiché questo è il gioco degli usurai.
    Gli islamici non mi sono per nulla simpatici. Mi costa fatica ammetterlo, ma almeno in questo dovremmo proprio prendere esempio da loro.

    • Ronf Ronf

      Il problema è che gli islamici in Europa votano a sinistra, cioè per gli eredi di quel Lenin che venne finanziato “da certa bella gente” che stava a Wall Street

      • Gianox

        Certo che votano a sinistra: sono quelli che decidono di non fargli il culo (scusa per il francesismo) quando sarebbe sacrosanto farglielo. Quelli di sinistra lo fanno a noi, ma non a questi qua.

  • Paulo Paganelli

    Aggiungo che gli interessi composti (vedi anatocismo) sono un errori anche matematico poi le funzioni esponenziali finiscono sempre in esplosione del debito e collasso del sistema monetario.

  • AnonimoSchedato

    Bell’articolo. Altra dimostrazione che non esiste sulla terra ne il bene ne il male assoluto!

  • Edoxxx

    Non ho capito, che differenza c’è tra pagare una cifra più alta dilazionata oppure pagare un interesse ?

    • Mikahel

      Non si pagano cifre più alte nenella finanza islamica. Paghi una spesa se tardi o peggio non oneri il prestito (ovviamente se non oneri non hai nemmeno da pagare le spese) oppure ti ritrovi come socio la Banca (come è giusto che sia, chi rischia partecipa al rischio).

  • hurom

    confermo ogni parola qui dal marocco dove ho affari. tra la gente “normale”, piccoli-medi imprenditori, se hai i soldi fai o compri, , se no aspetti.

  • alexzanda

    per me questi concetti coranici dimostrano ancora una volta l’arretratezza culturale ed intellettuale del popolo arabo/mussulmano.
    essere per partito preso contro gli interessi sui prestiti o contro la speculazione fa capire che siamo anni luce indietro rispetto ai principi basici di economia.
    mi sorprende poi che in questo sito (teoricamente) di libertari nessuno ricordi che speculazione e interessi non sono di per sè un male, anzi, sono fondamentali per il buon funzionamento dell’economia e la loro proibizione è un passo verso l’economia dirigistica e centralizzata

    • Mikahel

      Mi spieghi in poche e precise parole come speculare su chi perde (perchè se uno vince l’altro perde) è sano?
      E il discorso sugli interessi, che portano ad un deterioramento dell’economia per chi gli interessi è solo costretto a pagare e mai incassare (come in caso di buona riuscita e pagamenti anticipati), come fanno questi interessi ad essere buona cosa (e la situazione catastrofica sociale/morale di oggi tu la vivi o vieni da marte?)

      • Fabrizio de Paoli

        Guarda che il problema non sono gli interessi.
        Il problema è la moltiplicazione arbitraria della massa monetaria, che avviene con la riserva frazionaria e l’immissione di nuovo denaro delle BC.

        • Mikahel

          no, quella che dici te è la deriva degli interessi, siccome non gli bastano allora hanno inserito un ulteriore sotterfugio.
          Gli interessi sono l’apice del male i n una società comune… vedi storia di inghilterra e cacciata degli ebrei proprio per rimettere apposto l’economia che stavano distruggendo.

          • Fabrizio de Paoli

            Interesse e riserva frazionaria son cose ben diverse.
            L’interesse non è il male, l’interesse è il prezzo per dei soldi che io e te ci prestiamo per un tot di tempo.
            la riserva frazionaria è quel privilegio che hanno le banche di prestare soldi che NON hanno ma su cui però si fanno pagare gli interessi.
            Anche qui il problema non è l’interesse, il problema è che se uno non ha i soldi evidentemente non li può prestare e quindi guadagnare con gli interessi, invece gli stati autorizzano le banche a quel tipo di rapina.

          • Mikahel

            Presteresti dei soldi ad interesse ad un tuo familiare?
            se lo fai hai 2 prospettive:
            1 ti restituisce i soldi in tempo e tu guadagni un poco
            2 non ha tutti i soldi da restituire se non dopo molto tempo

            Nel primo e secondo caso il tuo familiare sarà un pò meno familiare ed un pò più distante.
            Spero tu capisca cosa è il male degli interessi.

          • Fabrizio de Paoli

            No, non lo capisco, ma vorrei spiegarti il perché.
            Io non sono in grado di valutare le persone in base al grado di parentela, i miei parametri sono altri, tipo sincerità, affidabilità, simpatia, antipatia, spontaneità, falsità, affetto, odio, egoismo e generosità.
            Può capitare che tra qualche mio famigliare ci sia qualcuno al quale presterei dei soldi, ad altri magari li regalerei se me li chiedessero in dono anziché in prestito perché presumerei che non me li restituirebbero, ad altri ancora non li regalerei nemmeno se me li chiedessero perché li considero degli stronzi opportunisti e nemmeno glie li presterei.
            Stesso discorso per i non famigliari, non riesco a fare differenza tra famigliari e non famigliari.
            Per esempio, un paio di mesi fa mio fratello mi ha prestato il camion, aveva il serbatoio vuoto, glie l’ho reso col pieno, ecco, quel pieno sono gli interessi, lui è stato contento ed io soddisfatto. Dov’è il male?

          • Mikahel

            Bisogna essere onesti, a tuo fratello non hai dato interessi, ma baratto, io ti dò una cosa te un’altra (più o meno, in questo caso hai pagato il mezzo con la benzina), nessun interesse calcolato.
            I familiari non sono uguali ad i non familiari, per onestà oo non concederei nulla per me importante ad un non familiare se non con certe garanzie (come un camion appunto), ma se devo gli chiedo un affitto, non gli interessi.

            Applica gli interessi a tuo fratello e vedrai se nnon ti manda a …. essiamo onesti dai!

          • Fabrizio de Paoli

            Questo è il tuo punto di vista che io trovo assolutista.
            Sempre per rimanere in tema di onestà diventa difficile negare che concettualmente un affitto, un noleggio o un interesse siano la stessa cosa. Si tratta di uno scambio di valori di cui il valore capitale resta dello stesso proprietario, ma per utilizzare quel capitale per un tempo stabilito viene ceduto un altro valore. Puoi cambiare i termini ma il concetto è preciso identico.

            Sempre per onestà io invece ti ribadisco che faccio differenza tra individui, e non mi interessa il grado di parentela, non darei mai dei soldi nemmeno a mio padre se ho esperienza che poi non me li rende e magari se li sputtana in mignotte, perché quei soldi magari preferirei destinarli all’istruzione di mio figlio.

            Volendo poi uscire dal campo dei rapporti famigliari per entrare in campi più impersonali tipo cliente/banca entrano in gioco calcoli più accurati e termini più precisi del contratto che si andrà a fare, ma anche qui se non ti piace la banca o non ti piace il cliente nessuno ti obbliga a sottoscrivere.

    • Purtroppo dimostri la tua di arretratezza culturale. Le banche islamiche praticamente solo le uniche che prosperano in questo momento. Tutte le altre sono schiacciate da derivati e obbligazioni farlocche, chi più e chi meno.

      • maboba

        Non sono un economista e tutti i maneggi dei banche e affini mi danno il mal di testa. Sono d’accordo che a quel che si dice siamo arrivati a un quasi sfacelo coi giochini della finanza cosiddetta globale e che quindi il sitema vada corretto. Mi pare di aver letto che una delle cause di questa situazione stata la fine della separazione fra banche finanziarie e banche commerciali (spero di aver detto bene) e quindi che vi sia necessità di correzioni a questa che viene considerata una degenerazione del sistema, magari copiando qualche idea come propone l’articolo.
        Tuttavia se si guarda alla storia di questi secoli mi sembra che il sistema occidentale, quello capitalista vecchia maniera, non questa estremizzazione finanziaria dello stesso (il turbocapitalismo come ho letto da qualche parte), abbia prodotto una ricchezza che mai si era avuta riconosciuto dallo stesso Marx) mentre mi pare che il mondo musulmano così vincolato alla lettera del libro non abbia prodotto granché, anzi in questi ultimi mille anni mi pare che non abbia portato nulla di nuovo al patrimonio culturale (in senso lato) dell’umanità.
        Magari sarebbe stato meglio il loro modello, meno distruttivo per l’ambiente vista la scarsissima capacità tecnologica, ma allora il discorso diventa altro e ancora più complesso, sfociando nel filosofico-metafisico. Per quanti di noi però sarebbe accettabile il loro modo di vita? A giudicare da quanti di noi si trasferiscono in un qualunque paese musulmano mi pare che i numeri siano vicino allo zero.

    • johnny rotten

      In 10 anni l’itaglia ha pagato solo in interessi sul debito l’equivalente del pil di un anno, ti sembra ragionevole? l’usura è già una stronzata a livello individuale ma applicata ad una nazione di 60.000.000 e più di persone diventa un abominio.

      • Alberto

        Dipende come i 60.000.000 hanno deciso, consentito, di spendere quei soldi. E non è secondario vista la situazione…

        • johnny rotten

          Guarda che stai dicendo una stupidaggine, la perdita del diritto di stampare moneta della banka d’itaglia non l’hanno decisa in 60M ma un paio di traditori, ed è da li che il debito itagliano è finito nelle banke private straniere, quelle che fanno capo ai soliti noti, per intenderci, cioè quelli che si mangiano gli interessi.

      • iuter andrea

        chi ha deciso di indebitarsi così tanto?? i politici italiani cioè chi gestisce la nazione!
        l’ulteriore problema è che anche il cittadino fà comodo l’indebitamento del paese finchè gli arrivano soldi. ad esempio chiediti perchè non c’è una protesta nazionale contro le pensioni basate col vecchio sistema ora insostenibile. oppure chiediti perchè molta gente vorrebbe tornare alla valuta nazionale e fare esattamente come negli anni 80 (cioè svalutazione “competitiva” e ignorare il conto economico stampando soldi come se non ci fosse un domani).

    • Lorenz85

      i principi basici della finanza (non economia), vorrai dire!!
      La ripartizione degli oneri e dei guadagni nei contratti è materia
      economica non solo giuridica: leggendo l’articolo si capisce bene che la
      remunerazione del capitale esiste, solo che la quota fissa è irrisoria o
      inesistente, mentre quella variabile (parteciapzione agli utili o
      comproprietà del bene) è la componente principale.
      questa ripartizione è economicamente sensata ed è molto più sanae concorenziale di quella delle nostre banche.
      Sono le nostre banche che sono dirigistiche e centralizzate e poco
      concorrenziali, vogliono guadagnare anche se fanno e fanno fare
      investimenti di merda e quando la merda è troppo alta chiedono l’aiuto
      del pubblico.La finanza occidentale è un cancro per l’economia e
      la società, con tutte le migliaia di miliardi pompati dentro dalle
      banche centrali i “mercati finanziari” non sono più in grado di
      esprimere nemmeno dei prezzi sensati..

    • davide

      Era arretrato anche l’Adam Smith, scozzese dall’altra parte del mondo islamico. Riteneva socialmente utile porre un freno ed un controllo al tasso di prestito al fine di evitare iniziative speculative e azzardi finanziari.

  • Mikahel

    ottimo articolo apparte il titolo.
    Non da un posto impensabile, ma ovviamente il contrario, da l’unico posto da cui queste cose devono venir fuori. La religione, aldilà di quale, è una memoria che regola tutte le attività dell’uomo, quindi anche la finanza.
    Come hai scritto c’è anche nella Bibbia, o meglio c’era, ma non è il concilio del vaticano quello che ne ha dimezzato o eliminato il valore, visto che ancor prima la Torah era stata modificata.
    Accostare il valore del denaro al tempo, cioè agli interessi, non è solo frodatorio, ma stupido, visto che comunque c’è una data di scadenza sui propri soldi [chi prima chi dopo], ed è la data di morte, che rende stupido ed inopportuna la speculazione ma soprattutto l’accumulo.

  • johnny rotten

    Interessante e godibile articolo, però io continuo a rimanere dell’idea che le superstizioni dovrebbero restare confinate al loro campo specialistico, anime e aldilà, lasciando che all’aldiquà ci si pensi in altri e diversi termini, che tengano maggiormente conto dell’aspetto empirico, l’umanità non è poi così giovane e potrebbe iniziare a far bene partendo da una seria analisi del suo passato, che non è poca roba.

    • Alberto

      Le superstizioni sono parte della vita, per chi le ha. Toccare ferro o i cabasisi non fa male a nessuno. Credere, e fare in modo, che l’economia possa funzionare in modo diverso dal nostro modo “giusto” non è superstizione. È una visione diversa del mondo. Se non ti piace te ne puoi fare una ragione, combattere per cambiarla, o quello che vuoi. Se funziona … funziona, e basta. Poi se uno vuole avere ragione può fare a meno del medio oriente se ci riesce e se non lo tocca.

      • johnny rotten

        Ad ognuno il suo, ma se il vaticano chiede all’itaglia di pagare per i negri che arrivano a centinaia di migliaia, quando possiede 1/5 del patrimonio immobiliare itagliano, se permetti, ma anche se non, a me girano i coglioni, come un ventilatore.

  • Forse qualcuno non ha capito bene il concetto di “no leva finanziaria”, un istituto di credito islamico presta solo i soldi dei correntisti, correntisti che poi parteciperanno agli utili derivati dal prestito, ovvero il guadagno dell’impresa a cui i soldi sono stati prestati. Se le banche italiane avessero prestato i soldi secondo questo sistema sarebbero fallite tutte, dato che gran parte dei prestiti sono stati fatti a imprenditori straccioni senza garanzie. Ho detto Alitalia? No.
    Anche Etihad, finanziata da banche islamiche perde, per via di investimenti sbagliati. In quel caso è il fondo sovrano degli emirati che ripaga…Fondo che comunque è proprietario della compagnia stessa, se presti soldi nella finanza islamica l’azienda è tua, d’ufficio. E il fondatore dell’azienda che deve ricomprarsela quadagnando e restituendo il prestito con gli utili.
    Da sempre in Italia il problema non sono i comuni mortali che faticano a pagare le rate, ma straccioni a cui vengono affidati centinaia di milioni di euro , se non miliardi, senza garanzie a copertura.
    E per la cialtroneria dovrebbero pagare gli italiani?
    No, che falliscano le banche, e che paghino andando in galera banchieri e imprenditori straccioni.
    Magari dopo cinque o dieci anni di galera troverebbero i soldi per poter uscire, non si sa mai.

    • Paulo Paganelli

      In altre parole, non usano la riserva frazionaria per creare soldi dal nulla, ma dipendono dai depositi. Questo per il sistema bancario occidentale è eresia e va punito con sanzioni economiche e bombe. Senza la riserva frazionaria l’ama del debito schiavizzante non funziona poi non si può scambiare beni reali con moneta creata dal nulla.

  • posso capire perché il mio commento è sparito? era politicamente corretto al 100% nonché fortemente in tema dato che si sta parlando di monoteismi.
    boh

    • Ronf Ronf

      Disqus cancella i commenti se tu li scrivi troppo grossi o troppo lunghi oppure se li modifichi troppe volte dopo la pubblicazione, il trucco è quello di usare il tasto RISPONDI e scrivere una riga piccina per “fissare” il commento grosso, capito?

  • GattoMaculato

    Infatti l’unica cosa buona dell’Islam è la gestione della Finanza.

  • riposto il commento di prima GENTILMENTE eliminato da disqus (ignoro il perché) :
    Per l’Islam l’usura è un peccato mortale, per altri no, leggete con attenzione :

    IN capo d’ogni settimo anno, celebra l’anno della remissione. E questa sia l’ordinazione della remissione: Rimetta ogni creditore ciò ch’egli avrà dato in presto al suo prossimo; non riscuotalo dal suo prossimo, e dal suo fratello; conciossiachè la remissione del Signore sia stata bandita. Tu potrai riscuotere i tuoi crediti dallo straniere; ma rimetti al tuo fratello ciò ch’egli avrà del tuo. Come che sia, non siavi alcun bisognoso fra te; perciocchè il Signore ti benedirà largamente, nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà, in eredità, per possederlo. Purchè del tutto tu ubbidisca alla voce del Signore Iddio tuo, per osservar di mettere in opera tutti questi comandamenti che io ti do oggi. Quando il Signore Iddio tuo ti avrà benedetto, siccome egli ti ha promesso, tu presterai a molte genti, e tu non prenderai nulla in prestanza; SIGNOREGGERAI sopra grandi nazioni, ed esse non SIGNOREGGERANNO sopra te. (Deuteronomio 15)

    • Ronf Ronf

      Disqus cancella i commenti se tu li scrivi troppo grossi o troppo lunghi oppure se li modifichi troppe volte dopo la pubblicazione, il trucco è quello di usare il tasto RISPONDI e scrivere una riga per “fissare” il commento grosso, capito?

  • Scrillo

    “Nelle banche islamiche infatti non viene pagato nessun tipo di interesse ai correntisti”. E allora possiamo dire che tutte le banche italiane si siano già convertite da quando la bce ha abbassato il tasso di interesse? No perché io non solo non ricevo nessun interesse, ma devo anche pagare per prestare i miei soldi alle banche col deposito bancario, senza considerare la rapina patrimoniale del 2 per mille di bollo.

  • Fabrizio de Paoli

    Non ha nessun senso il fatto che l’interesse sia peccato.
    Peccato è rubare, e non pagare l’affitto di un bene.

    Ipotizzando un sistema economico giusto basato sul principio di non rubare avremmo che il sistema userà una moneta merce, o comunque libera, vale a dire qualcosa in cui chi la usa ne riconosce un valore.
    A questo punto va trattata al pari di una merce. Se io possiedo un valore, per esempio un aratro, e me ne privo per affittarlo dovrò ricevere un controvalore per l’affitto, altrimenti perché dovrei affittarlo?
    Stesso discorso per i soldi se li presto, nel momento in cui non sono più nella mia disponibilità dovrò ricevere un compenso, altrimenti chi me lo fa fare.

    • dipende cosa intendi per compenso, oltre una certa percentuale diventa USURA

      • Fabrizio de Paoli

        Il compenso è quello che stabilisco con la controparte.
        Non c’è nessuno al mondo, a parte i due attori economici in causa, che possa stabilire meglio di loro quanto quel prezzo sia conveniente per entrambi.
        È ovvio che se non fosse così non ci sarebbe nessun noleggio, uno si terrebbe i suoi soldi e l’altro risparmierebbe sugli interessi.

        • non sono d’accordo, uno potrebbe prevalere sull’altro e quindi approfittarsene, non a caso (leggi il mio post dove ho copiaincollato alcuni versetti del Deuteronomio) un ebreo NON presta applicando un interesse ad uno della sua stessa religione, lo applica con un aggravio di interesse a chi non è come lui.
          per intenderci, stai parlando con qualcuno che imporrebbe un calmiere sui prezzi per cui non propriamente con un liberale
          XD

          • Fabrizio de Paoli

            Hai già detto tutto tu.
            Io invece non voglio calmierare i prezzi ma liberarli, tipo che ne so… gasolio, benzina, assicurazioni, medicine, energia…

          • Fabrizio de Paoli

            E comunque se ci fosse TOTALE libertà di scambio sarebbe matematicamente impossibile che ci possa essere qualcuno che prevale sull’altro.

          • Fabrizio Bertuzzi

            un po’ di differenza ci sarebbe sempre, data dalle innate capacita’.

          • la storia contemporanea dimostra a chiare lettere che libero mercato equivale a cartello unico delle multinazionali. Una persona comune che tifa per qualcosa del genere ha tendenze autolesioniste oppure è semplicemente stupida, poi, ovvio ci sono anche quelli che ci guadagnano da tutto ciò ma è un altro discorso.
            Parlando con del sano egoismo posso tranquillamente affermare che termini come liberalizzazioni, competitività, libera circolazione di merci/capitali/persone hanno gravemente danneggiato la mia esistenza presente e futura

          • Fabrizio de Paoli

            Beh, la vediamo in modo diverso. Io tutta questa libertà di mercato non la vedo, non c’è nel mercato della moneta dove ognuno è obbligato ad usare quella che decide la sua BC e non può contrattare il suo prezzo perché anch’esso è deciso dalla BC, non c’è nemmeno negli altri mercati, tu domani prova a fabbricare una nuova medicina e venderla, vediamo se ti lasciano, o anche solo dei panini e venderli all’angolo di una strada e poi vediamo se non arriva qualcuno a dirti che se vuoi vendere i tuoi prodotti devi fare come dice lui ed ovviamente dargli una buona parte dei tuoi guadagni. È questa la libertà di mercato?
            No che non lo è.
            La libertà di mercato produce prezzi bassi, non alti perché gravati da tasse , imposte, obblighi, prezzi imposti, accise e svalutazione monetaria.

          • ma il libero mercato è IMPOSSIBILE, utopico esattamente come il regno professato dai testimoni di levi & affini (non a caso condividono le matrici), tali teorie vengono supportate dai più ricchi e infami personaggi della storia passata e contemporanea, inutile aggiungere altro. Chi ha orecchie per intendere…
            Questa l’ho raccontata ad un altro utente di RC, mi sembra giusto dirla anche a te (mi sei simpatico) :
            il titolare di un bar vicino casa mia, fino a qualche mesetto fa parlava come un mises (nome che è tutto un programma per chi è “smaliziato”) , poi un bel giorno, di fronte alla sua attività un indiano ha aperto un negozio che vende di tutto (fa pure il caffè) e lavora praticamente 24h su 24.
            Bene. da quel momento il barista è diventato una mia fotocopia…
            Cordiali saluti

        • Fabrizio Bertuzzi

          col monopolio sorge un problema.

          • Fabrizio de Paoli

            Se alludi a chi ha il monopolio di stabilire quel prezzo, hai ragione.
            E quindi uno si chiede: “Che diritto ha uno stato di dare monopolio di decidere il tasso d’interesse ad una BC?”
            Quel prezzo deve scaturire liberamente dalle contrattazioni del mercato, ovvero da tutti noi.

          • Fabrizio Bertuzzi

            al momento ha il diritto datogli dalla massa che vota con la X da analfabeta.
            siamo sicuri che la massa sia in grado di decidere su ogni cosa?

          • Fabrizio de Paoli

            A me non deve interessare se la massa sia o meno in grado di decidere su ogni cosa, a me deve interessare che non possa decidere per me.
            …magari con una x…

    • Paulo Paganelli

      Sono d’accordo se i soldi sono veramente una merce. Se invece sono messi in circolazione creati dal nulla o come rappresentazione di un valore (diciamo grano o oro accumulato) possono essere considerati merce? Nel caso in cui rappresentano un valore in oro (per esempio), l’oro originale esiste insieme alla moneta che sarebbe una “copia” o doppione, come ci può essere una merce di questo tipo? Se i soldi sono un mezzo di scambio o misura di valore (come il metro per le lunghezze) possiamo avere interesse sul metro o un mezzo? Non dico con ironia, ma nessuno ha definito la moneta in modo universalmente accettato, per questo la confusione e l’abuso di certe élite che hanno tutto l’interesse (pun intended) di mantenere il caos legale intorno alla moneta.

      • Fabrizio de Paoli

        Paulo, ha messo il dito nella piaga.
        La moneta dovrebbe essere un mezzo di scambio ed una misura per il valore, ma purtroppo al momento non è così.
        Come fa una moneta ad essere misura per il valore?
        lo diventa nel momento in cui la comunità che la utilizza conosce esattamente la sua quantità e sa che non può essere moltiplicata da nessuno. Solo in quel momento posso ragionevolmente rapportare gli altri beni ad una massa monetaria che considerero’ attendibile come misura del valore.
        Dici bene quando parli di metro, la massa monetaria è il metro mentre le unità che la compongono sono i millimetri. Se io so che non potranno mai esserci più di mille millimetri in un metro sarò tranquillo di poter rapportare tutti i valori che devo stimare con qualcosa di fisso e sempre uguale PER TUTTI.

        Definizione di moneta. Ti do la mia, è bellissima, molto austriaca, inattaccabile sotto ogni punto di vista:

        “Moneta è qualsiasi cosa io sia disposto ad accettare in pagamento”

        Tu dirai “è ben lontana dall’essere unità di misura del valore” ma io ti risponderei che prima di tutto sono IO che misuro il valore delle cose e che una comunita’ di persone del genere che vorrà scambiare dei beni con del denaro sarà concorde ad eleggere qualcosa di fisso da poter usare come valore di riferimento, proprio perché ogni singolo componente ha dei suoi valori.
        Una moneta di una comunità tipo l’oro o il Bitcoin è la conseguenza dell’esigenza di persone oneste, ma diverse nelle valutazioni personali, che vogliono scambiare tra loro. Per questo l’oro ha sempre avuto successo nei millenni come moneta.

        La moneta va intesa come merce solo se è libera.
        Solo se è libera può essere scelta dagli attori, e solo se la scelgono può essere considerata merce.
        Non ha molto senso fossilizzarsi sul dato oggettivo che sia effettivamente una merce o meno, anche le rocce o la sabbia del deserto sono oggettivamente merce, ma non sono mai state scelte come moneta. Il Bitcoin, che invece è qualcosa di assolutamente astratto ma di quantità limitata e nota (mi pare 21 mln) invece sì.

        Tornando alla tua osservazione “possiamo avere un interesse sul metro?”, la risposta è no!
        Perché in quel caso stiamo descrivendo la funzione della moneta come unità di misura del valore e non come parte di valore della massa monetaria che andiamo ad affittare.
        Non so se mi spiego, ma son due caratteristiche ben distinte della moneta: metro è il totale del valore l’intera massa monetaria, millimetri sono le parti del valore che tu possiedi ed usi come mezzo di scambio o merce.
        Tu eventuali interessi li calcolerai sui millimetri che tu possiedi e presti perché sarebbe assurdo calcolarli sul metro (il totale), perché se si dovesse verificare una situazione del genere significherebbe che una sola persona al mondo sarebbe proprietaria di tutta la massa monetaria, e quindi di tutti i millimetri circolanti, non avrebbe più possibilità di scambiare con nessun’altro e non avrebbe nessun vantaggio dall’applicarsi interessi.

        L’argomento moneta mi ha sempre affascinato ed incuriosito.
        Sono arrivato a capire che se qualcuno riesce ad importi la sua moneta può rubarti quello che vuole.
        Non si tratta di confusione delle definizioni, chettefrega quando hai il potere di imporre la tua moneta, anzi, hai tutto l’interesse che la gente non sappia cos’è la moneta e che non capisca come funziona.
        La confusione l’abbiamo noi perché nei confronti della moneta abbiamo sempre avuto un atteggiamento superficiale e scontato.

        • Ronf Ronf

          Aggiungi poi la scarsa istruzione finanziaria della plebaglia e si capisce come mai la plebaglia arranca sempre a livello finanziario

        • Paulo Paganelli

          Siamo molto in linea con il pensiero sulla moneta. Aggiungo che, come sai certamente, il prof. Auriti dava una definizione simile e basava il valore della moneta sulla sua accettazione. Il problema della proprietà della moneta è anche importante e per niente chiaro in ambito legale. Come dici, se hai potere di imporre la moneta, la legalità importa poco poi siamo nel campo della forza e/o inganno. Il potere sa benissimo cosa è la moneta: un istrumento di controllo. Noi, erroneamente, crediamo sia ricchezza.

          • Fabrizio de Paoli

            Mi perdonerai se ti contraddico ma considero Auriti un criminale come chiunque altro dichiari che la moneta deve essere emessa da qualcuno.

            Il valore di una moneta è una convenzione, questo è vero, vale a dire che se io e te accettiamo di scambiarci delle caramelle come moneta o dei dischetti d’oro riconosciamo d’accordo in quegli oggetti un valore.
            Quegli oggetti hanno valore perché noi due abbiamo deciso che l’abbiano.

            Se anche altre persone riconosceranno in quegli oggetti un valore significa che anche altre persone hanno deciso che quegli oggetti hanno valore. Mi segui?

            Fino a questo punto non c’è stata nessuna emissione, eppure la moneta che abbiamo scelto è perfetta, ha valore perché noi che la usiamo abbiamo deciso così ed è di nostra proprietà: il totale di quella moneta (massa monetaria) è del gruppo che l’ha scelta (il mercato), mentre le frazioni di quella moneta sono di nostra proprietà perché le abbiamo ognuno in tasca.

            Serve forse l’emissione?

            Ovviamente no!
            Accanto alla parola “emissione” il monetarista deve per forza mettere la parola “obbligo”, cioè io posso anche emettere tutte le monete che voglio ma se nessuno riconosce valore in esse nessuno le userà.
            Se invece posso OBBLIGARLI ad usare la moneta che ho emesso, “magicamente” quella moneta diventa di “valore”.
            Ma come è possibile che abbia valore se nessuno l’ha scelta?
            Infatti non ce l’ha, è un “valore” imposto dall’alto con la forza e la prepotenza.

            Ma andiamo avanti.
            Tutti iniziano ad essere obbligati ad usare quella moneta, si produce, si lavora, si compra e si vende con quella moneta, la devi guadagnare e la spendi per comprare altri beni, giusto?
            Ora però qualcuno mi deve spiegare perché chi la sta emettendo e mi sta obbligando ad usarla per averla deve solo stamparla mentre io per averla devo produrre qualcosa e venderlo.
            Non solo la stampera’, ma ci comprerà anche i beni che io invece produco lavorando.
            È l’evoluzione della schiavitù, e riguarda tutti quelli che usano una moneta di stato, o se preferisci, una moneta fiat.

          • Fabrizio Bertuzzi

            e’ che lo standard delle unita’ di misura e’ comodo…
            in ogni caso non e’ solo un metro perche’ ha anche funzione di accumulo.
            poi qualcuno da qualche parte deve poi cominciare a scrivere dei numeri su di un computer.
            se facessimo che la massa monetaria deve essere proporzionale al numero di persone?
            ti do un tot al compimento dei 16 o 18 anni poi tu ci giochi come ti pare. una sola moneta nel pianeta.
            ci puo’ stare?

          • Fabrizio de Paoli

            Onestamente non capisco perché ti ostini a voler concedere il potere monetario a qualcuno, immagino che la tua ipotesi preveda una sorta di BC che distribuisca soldi ai sedicenni e che, oltretutto, vada ad intromettersi in cose famigliari.
            Possiamo invece lasciare la moneta al mercato?
            Come si faceva una volta?…

          • Flambeau

            A dirla tutta però la moneta non è mai stata veramente sul mercato. E’ vero che ci sono stati periodi storici di maggiore libertà in questo senso o quanto meno, non vigeva il concetto di “corso forzoso” però battere moneta è sempre stato il privilegio principale di chi controllava anche la forza militare.

          • Paulo Paganelli

            Certamente, ma stai toccando diversi punti (valore, corso legale, moneta FIAT) che sono relazionati ma indipendenti. Posso avere una moneta auto-emessa (le mie caramelle o il mio proprio lavoro) fuori da un circuito legale imposto dallo Stato o da qualche banchiere privato con la forza o l’inganno. La mia moneta può essere FIAT o no. Può essere anche di corso legale o no. Il fatto è che indietro alla moneta come abbiamo oggi c’è l’abuso di potere e l’inganno e su questo siamo d’accordo. L’emissione della moneta è il trucco inventato per averne il monopolio, ma è solo un trucco poi in tempo di collasso del sistema monetario, il baratto è praticato con grandi vantaggio. L’unità di conto o di misura è una convenzione per rendere la vita più facile e mi sembra giusto che sia uno standard di qualche tipo come succede con il metro, ma certamente dobbiamo stare attenti alle manipolazioni di questo standard. Il libero mercato, se esistesse, dovrebbe essere l’ente regolatore del valore delle monete o di quello usato come tale. Per quanto riguarda il Prof. Auriti, non lo considero un criminale, ma una persona coraggiosa che ha sfidato lo status quo e ha sollevato molte questioni sulla moneta che nessuno osava a fare.

          • Fabrizio de Paoli

            Ma certamente che uno standard è comodo, c’era già uno standard mondiale di riferimento per il valore quando certe popolazioni non si conoscevano nemmeno tra loro, pensa che quando il mercato globale nemmeno esisteva c’era già la moneta universale, che era (è) l’oro.
            Scaturiva da un mercato libero e quindi il suo valore era attendibile, riconosciuto e sincero. È diventato ed è stato lo standard per migliaia di anni.
            È stato distrutto il fenomeno naturale, sociale e spontaneo più perfetto che era lo standard da tutti condiviso.

            Su Auriti, non mi interessa che dica alcune verità, che insceni la rivendicazione della proprietà della gallina dalle uova d’oro che è la moneta fiat, perché se poi non ti dice che quel potere lo detiene chi gira la manovella anziché i comproprietari mi sento ancora più preso per il culo.
            Spiegami cosa mi cambia se la manovella la gira lo zio Sam, lo zio Mario, il presidente della Repubblica, il presidente della provincia o il sindaco del mio comune!?!
            Nulla, non cambia nulla, sarò formalmente comproprietario di uno strumento di rapina altamente disonesto. Anzi no, cambia che dovrei vergognarmi di essere complice.
            Mi spiace Paulo ma su questo punto non c’è spazio per una trattativa.

  • marcoferro

    gli ebrei invece sono agli antipodi, loro fanno usura da secoli…..

    • giusto per metterti i puntini sulle i : millenni
      ^_^

      • marcoferro

        parlando di questa gente è uscita questa notizia: George Soros è nei guai. Il finanziere americano di origini ungheresi dovrà affrontare una battaglia legale da dieci miliardi di dollari con l’accusa di aver esercitato la sua imponente influenza politica sul governo della Guinea al fine di danneggiare la compagnia israeliana Bsg Resources.

        • soros che danneggia una compagnia privata e per di più di proprietà degli “eletti”???
          questa è pura fantascienza lasciatelo dire

          • marcoferro

            Come riporta Fox News, la Bsg è presieduta dal magnate e avversario di Soros, Beny Steinmetz, il quale ha accusato il finanziere e le sue fondazioni di aver sabotato la sua società.
            ricordiamo sempre che il vecchio rospo velenoso da giovane faceva da informatore ai nazisti per far arrestare gli ebrei….

          • questa cosa è ancora più assurda della prima. Per questo ti faccio una domanda dato che hai buona capacità d’analisi : in una società dove TUTTA la gente che conta o quella che aspira a fare la scalata si INCHINA al dogma dell’olocausto, come ritieni tale notizia da te appena scritta sia vera?
            p.s.
            buona domenica
            ^_^

          • marcoferro

            ti rispondo parafrasando Giulietto Chiesa: “anche i padroni del mondo si fanno la guerra tra di loro. si tirano colpi bassi e si fanno sgambetti..”
            poi sia vero o falsa la notizia, io solo la riporto. ma se fosse vera ne sentiremo parlare ancora, insomma 10 miliardi di dollari sarebbero un bel risarcimento….buona domenica anche a te.

          • lascia perdere giuletto, fidati (;
            perdona la mia superbia ma ti consiglio di riflettere sul mio precedente commento, vedrai poco a poco la nebbia si diraderà.
            p.s. scusami per la risposta in ritardo ^_^

  • io non ho fatto niente, adesso chiedo. Può darsi che in passato alcuni tuoi commenti siano stati bannati, in quel caso Discus ti mette in moderazione fino all’intervento di un moderatore.
    O che tu abbia usato lo stesso IP o la stessa mail di una persona bannata.

  • Ecco sette tupi commenti in passato sono stati editati dagli utenti come Spam, ovvero hanno ricevuto diverse “flag” ciascuno. Misteri di Disqus.

  • gino monte

    io veramente non sono mai riuscito a capire perchè:
    1) se un indio ti presta na canoa e prendi 10 pesci, 2 li devi dare a lui ed è normale
    2) se compri casa e la affitti e ricevi un canone, tutto normale
    3) se presti soldi e ricevi interesse non è normale, sei un bastardo sfruttatore.

    mah… pittoresche ossessioni delle sacre scritture…

  • VincenzoS

    Leggendo alcuni dei commenti ho capito perché ancora per qualche millennio i grandi banchieri continueranno ad essere ebrei, oppure legati alla Chiesa di Roma, istituzione peraltro creata da ebrei.

  • VincenzoS

    A proposito di quanto scritto sotto, ma è così difficile capire che le banche non “creano denaro dal nulla” bensì “erogano credito grazie al fatto di avere un capitale”?
    Ed è così difficile da capire che le banche non guadagnano, se non per caso, dagli interessi ma dalle spese che caricano quando erogano il credito? Gli interessi vanno a copertura del rischio di insolvenza di alcuni dei debitori. E infatti, non a caso, le banche falliscono (e vengono poi salvate dallo stato) quando i debitori non restituiscono quanto avuto in prestito, nonostante altri debitori ripaghino regolarmente il capitale e gli interessi.

    • Luigi za

      @VincenzoS:disqus
      certo che é difficile da capire. Infatti non lo capiscono.
      Non capiscono quello che ha scritto il Nukes:
      L’istituto di credito , deciderà di volta in volta la formula giusta per ogni tipo di investimento, e dovrà investire il denaro dei correntisti ( perché è di questo che parliamo) nel modo più trasparente possibile..

      Ora se tu Governo (pirla e sotto l’influsso di una ideologia demente costringi gli istituti di credito a gettare il denaro dei correntisti prestandolo a gente con titolo di credito sub-prime é evidente che li spingi verso la bancarotta.
      E’ solo questione di tempo qualunque sia il loro tentativo per impedirlo, del tipo emettere CDO.

    • Fabrizio de Paoli

      Aspetta un attimo, non ho capito una cosa: se quelle banche hanno qualche insolvenza mica devono fallire, basta che si vendano un po’ del capitale di cui parlavi…
      Sbaglio??…

  • gino monte

    in sostanza è COME SE l’islam rifiutasse in blocco l’obbligazionario (costo fisso) a favore dell’azionario (costo variabile).
    mah, visti i risultati storici non mi pare una grande idea, nemmeno per percettori dei “prestiti”.

Donazioni (Solo in Bitcoin)

Vuoi Ringraziare "come si deve" Rischio Calcolato. Fatti un favore, impara a usare il Bitcoin, procuratelo e dona un frazione (anche multipli non ci offendiamo) a questo indirizzo:
1CHpkA1Xma61Q2JZZ8tpo6pDNAiD81SNAE

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi