La strage dei copti in Egitto. Una mano libica?

Di Maurizio Blondet , il - 31 commenti

“Ci sparavano contro – hanno raccontato i superstiti – e filmavano tutto”.

I cristiani copti stavano viaggiando verso il monastero di Anba Samuel. Un commando armato ha sparato contro l’autobus: almeno 35 morti, molti dei quali bambini

Questa mattina, a Minya, città di quasi 200mila abitanti a circa 250 chilometri a sud del Cairo, è stato preso d’assalto un autobus. Ad attaccarlo è stato un commando formato da dieci persone a volto coperto che, imbracciando armi automatiche, hanno aperto il fuoco sui quaranta cristiani copti che, dalla città di Beni Suef, stavano andando al monastero di San Samuele. Ne ha ammazzati 35, alcuni dei quali erano bambini. I feriti, una ventina in tutto, sono stati trasportati presso l’ospedale di Maghagha. 

L’attentato di oggi in Egitto contro un bus che trasportava cristiani copti è l’ennesimo attentato terroristico contro questa comunità con radici millenarie, che vanta 10 milioni di fedeli, moltissimi appartenenti alla diaspora, che formano il 10% della popolazione del Paese a stragrande maggioranza musulmana. Dalle Primavere Arabe del 2011 e dalla cacciata di Hosni Mubarak, che godeva del sostegno dell’ex patriarca Shenouda III, i copti hanno vissuto in uno stato di crescente tensione che ha avuto il suo apice durante il periodo del governo del presidente islamista, Mohamed Morsi. Solo dal 2013 vi sono stati una quarantina fra aggressioni di cristiani e attacchi a chiese, in pratica un episodio al mese, con decine di morti.

L’epicentro delle violenze è l’Egitto rurale e in particolare la regione di Minya, il turbolento governatorato con il mix esplosivo di un 35% di popolazione cristiana e un forte radicamento jihadista. E proprio nella regione di Minya, a circa 250 chilometri a sud-ovest del Cairo, si è verificato l’attacco armato di oggi. Il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi, che ha destituito Morsi promettendo di ripristinare l’ordine e di proteggere le minoranze, ha convocato una riunione di emergenza del Consiglio nazionale di sicurezza. Recentemente aveva ribadito che gli egiziani “sono tutti uguali nei loro diritti e nei loro doveri, in accordo con la Costituzione” e ha lodato la calma e la saggezza con cui la comunità cristiana sta rispondendo alle violenze. Una legge per punire ogni atto che mina all’unità nazionale e per allentare le limitazioni per la costruzione di nuove chiese è all’esame del Parlamento.

I copti sono una minoranza che ha sempre avuto un ruolo chiave nell’economia e nell’establishment dell’Egitto, anche se molti di loro oggi vivono sotto la soglia di povertà. Sono cristiani la maggioranza degli orafi e la gran parte degli impiegati nel settore farmaceutico del Paese, così come alcune delle famiglie più ricche dell’Egitto come i Sawiris, che controllano il gigante delle telecomunicazioni Orascom. Dinastie di copti hanno ricoperto incarichi politici di primo piano: un membro della famiglia Boutros Ghali ha sempre fatto parte dei vari governi prima della caduta di Mubarak e un suo esponente, Boutros Boutros Ghali, è stato ministro degli Esteri prima di diventare segretario dell’Onu.

Fin qui Sergio Rame – Ven, 26/05/2017

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/egitto-attacco-ai-cristiani-copti-almeno-25-uccisi-su-1402384.html

Al Sissi ha risposto bombardando terroristi in Libia

Subito dopo ed apparentemente come risposta a questa strage, il presidente egiziano Al Sissi ha ordinato sei incursioni aeree contro posizioni di jihadisti in Libia, nella zona di Derna.

I caccia egiziani

Nel suo discorso televisivo alla nazione per lo sterminio dei pellegrini copti, il generale ha fatto numerosi riferimenti alla Libia e alle forze  dell’ISIS che da lì minacciano l’Egitto.  L’anno sorso, ha detto, oltre mille veicoli usati dai terroristi  per passare il confine ed entrare in Egitto sono stati distrutti. Il presidente ha asserito  che lo scopo di  questi gruppi è far cadere l’Egitto.  “C’è stata una ritorsione e ce ne saranno ancora”, ha detto.

Da notare il carattere non solo gratuitamente atroce dell’attacco al pulmann di pellegrini copti  (è stato ammazzato anche un bambino di 2 anni), ma anche il suo aspetto voluto, preparato, freddo e mediatico: “Ci sparavano e filmavano tutto”  (per il SITE?).

Una strage peggiore, anche questa freddamente pianificata, è avvenuta in Libia il   19 maggio :  ben 141 soldati e piloti  sono stati trucidati nella base aerea di Brak al-Shati, 650  chilometri a sud di Tripoli. Erano uomini dell’aviazione della  cosiddetta Lybian National Army (LNA) del generale Haftar. Non si è trattato di un combattimento e ancor meno di un attentato esplosivo con kamikaze: i 141 uomini  tornavano da una parata, erano disarmati,  hanno subito  un’esecuzione.  Fra di loro molti civili, cuochi, lavandai che lavoravano nella base.  Tutti sono stati uccisi, nessuno escluso.

I 141 ammazzati  nella base di Haftar

A commettere  l’enorme   eccidio è stata la cosiddetta “terza forza”, la  milizia del “governo riconosciuto dall’Onu” (ma non eletto) di Faez Sarraj,  il prescelto dall’Occidente, a cui Haftar, sostenuto dal Cairo e d Mosca, non si sottomette. La milizia, fatta di scherani di Misurata, ha rivendicato la strage con queste parole: “ Abbiamo liberato la base e distrutto tutte le forze che vi erano dentro”.

La base dove sono stati trucidati 141 uomini di Haftar.

La strage a freddo, plateale e voluta,   rompe la malagevole tregua raggiunta ad Abu Dhabi con la mediazione del  principe Mohamad bin Zayed alk  Nahayan della UAE, che aveva radunato  al   tavolo Serraj e Haftar. Al Sissi era presente, insieme ad un diplomatico russo.   Una settimana dopo, l’11 maggio, i due avrebbero dovuto incontrarsi al Cairo sotto la mediazione di Al Sissi: ma Serraj non s’è fatto vivo.   Si dice che la sua milizia l’aveva minacciato di morte se andava a trattare.

Serraj  s’è invece fatto vivo domenica all’incontro di Ryiad, dove  è stato presentato a Trump (non informato delle atrocità commesse dai miliziani del “governante scelto dall’ONU”). L’inviato speciale dell’Onu per la Libia Antonio Guterres, e il capo della missione di supporto (UNSIMIL) Martin Kobler hanno   ventilato  che la strage possa essere portata davanti alla Corte Penale Internazionale. Avremmo così  un “governante scelto dall’ONU” e non eletto da nessuno imputato per crimini di guerra.

Sarà  il caso di ricordare che il 21 aprile Alfano  e i media italiani strombazzarono un successo  della nostra diplomazia, la “bilaterale Tripoli-Tobruk a Roma”:  furono riuniti al tavolo il presidente del  parlamento (eletto) a Tobruk  Agelah Saleh e  il capo  dell’Alto Consiglio di Stato Abdurrahman Swehli. Due scartine. Fu, secondo i più seri osservatori internazionali, “una campagna di fantasia per convincere il mondo che due anni di guerra stavano in qualche modo per finire”, grazie a Roma e alla sua diplomazia.

Tutto perché la  nostra pregiata diplomazia alla Gentiloni non riconosce  che Haftar, col parlamento di Tobruk, oggi comanda  lì esercito più forte,  controlla due  terzi del paese e  soprattutto la mezzaluna petrolifera; è sostenuto   a da Al Sissi e da Mosca. Anzi, dal momento che Trump ha detto che gli Usa “Non hanno alcun ruolo in Libia”,  è inteso che Washington lascia in  Libia  campo libero a Mosca. La quale, a fine maggio farà una esercitazione navale davanti alle coste libiche, ed ha affidato la cura di Haftar al  presidente ceceno Kadirov;  il quale ha qualche successo nella insolita veste di mediatore  (sarà per questo che gli inglesi han tirato fuori la storia che in Cecenia, Kadirov tortura  gli omosessuali, tanto golosamente ripresa dai media?).

Magari il buon senso suggerirebbe di affidare ad Haftar  lo stroncatura della mafia scafista, mafia non solo libica ma italiana e UE; invece continuiamo a trattare Serraj come fosse il governante legittimo  – che non riesce nemmeno a dar ordini alla sua milizia  che si macchia dei crimini più atroci (e forse c’entra qualcosa  anche col bus dei poveri copti).  Adesso, la strage della base aerea ha riacceso  una vera e propria guerra, con  tiri d’artiglieria pesante attorno a Tripoli; sarà una lotta  sanguinosissima.

 

Intanto apprendiamo che l’Italia “ha firmato domenica un accordo con Libia [sic], Ciad e Niger per frenare il flusso dei migranti rinforzando i controlli alle frontiere”.   Le “frontiere”, in tal caso consistono in  migliaa di chilometri di Sahara e Sub-ahar. Un  altro successo della diplomazia italiana.

 

 

L’articolo La strage dei copti in Egitto. Una mano libica? è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

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  • Gianox

    Eppure sarebbe così semplice.
    Uno stato, se è uno stato sovrano in un sistema internazionale, è legittimato a compiere qualunque atto che ritenga opportuno per prevenire quello che ritiene un atto ostile nei suoi confronti. Infatti Al Sissi bombarda.
    I barconi pieni di africani sono un atto ostile? Certo che lo sono. Quindi, essendo un atto ostile, si spari.
    Purtroppo il nostro stato non lo fa.
    Perché? Beh, è sovrano il nostro paese? Mica tanto, anzi direi per niente.
    Ma soprattutto, per la prima volta nella storia del genere umano, qualcuno ha deciso che il diritto fondamentale di uno stato sovrano, quello all’autodifesa, deve essere assecondato perché prevalente è il diritto della persona. Che si tratti di un invasore poco importa: il suo diritto alla felicità prevarica il diritto dello stato all’autodifesa.
    Ma questo vale solo per i paesi europei: loro non possono aspirare all’autodifesa, il loro compito è l’accoglienza, mentre se sei cinese, giapponese, o vattelapesca, puoi sparare. E che cacchio! Sei uno stato sovrano.
    Solo i bianchi europei non possono aspirare alla sovranità.

    • marcoferro

      tu ancora sveglio a quest’ora ?

      • Noel

        probabilmente utilizzate dei fusi orari diversi…

      • Gianox

        Venerdì sera.
        Almeno una sera la settimana mi concedo di andare a letto tardi.

        • marcoferro

          ok, io a quell’ora mangio invece…

    • Ronf Ronf

      Semplicemente in Europa vige il costituzionalismo democratico: Al-Sisi invece non ha queste limitazioni e quindi può agire come meglio crede nell’autodifesa

    • fnatile

      bianchi, europei ed occidentali aggiungerei io

  • marcoferro

    mi sa che si sta preparando un’altro bel disastro a due passi dall’italia. non so perche quei koglioni che abbiamo al governo non scaricano questo fallito e fantoccio di sarraj. lo ricordo ancora quando venne dal mare su un gommone come un barbone a prendere il potere….l’italia ovviamente ridotta ad armata Brancaleone in piene zona di guerra e senza i criteri minimi di sicurezza apre l’ambasciata, RI-DI-CO-LI. spero che almeno che con le manovre militare russe, altra figura di merda della nato, a due passi almeno cessino gli sbarchi e che affondino “per sbaglio” quelle moderne navi negriere delle ong ….

    • cavallo pazzo

      E’ evidente che non si vuole alcuna pacificazione della Libia. Atrimenti sarebbero a rischio tutti i piani per importare milioni di africani in Europa. Ti pare? Comincio a pensare che volessero lo stesso anche in Turchia con il tentato golpe in modo da poter invadere anche da un’altra strada.

      • marcoferro

        vogliono il caos, ma il problema è che io caos non si può controllare e può sfuggire di mano. la cosa buona di oggi è che è morto Brezinski, une delle anime nere degli americani…

  • johnny rotten

    Da notare anche che, casualmente, Al Sisi all’incontro a Riyad con Trump abbia denunciato chiaramente, anche se in linguaggio diplomatico, che i problemi attuali sono dovuti ad interferenze di stati terzi come gli usa e i regimi del golfo, sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del rappresentante dell’Algeria, casualmente e a mo’ di rappresaglia è arrivata subito l’efferata strage dei Copti, si attende a breve un attentato in Algeria, come minimo, proprio quell’Algeria che è stata la prima a subire un’attacco su larga scala del terrorismo jihadista già negli anni 90 e che continua a mantenersi ben distante dall’occidente, da cui ormai è ben vaccinata. Una volta si diceva che se l’Egitto fa uno starnuto il mondo arabo ha il raffreddore, per rimarcare il ruolo centrale del paese delle piramidi nelle dinamiche dell’intero mondo arabo, quindi è un bene che l’Egitto si collochi sul versante più civile del mondo attuale, quello cioè del pluralismo internazionale rappresentato dalla Russia come capofila del futuro mondo multipolare, e contro un occidente giunto alle ultime convulsioni della sua decadenza, corrotto al punto tale da farsi oggetto di scalate societarie, per usare un linguaggio oggi in voga, da parte di società paleolitiche e terroriste come il wahabismo e la fratellanza musulmana, perchè sono queste due agenzie criminali a dettare l’agenda politica dell’occidente sia nel mediterraneo sia nel medio oriente, ma anche in europa e persino alla casa bianca.

  • Noel

    Vorrei sapere chi è il mandante di questo ennesimo Olocausto???

  • Ocram59

    O abbiamo politici idioti, cosa più che verosimile, oppure politi collusi, cosa altrettanto verosimile.

    • gianni

      collusi ovviamente

  • Albert Nextein

    Un’umanità del genere merita il peggio.
    E lo avrà.

    • gianni

      concordo , francesi e inglesi hanno fatto fuori gheddafi e adesso l’ europa paghera’ le conseguenze , qualche anno prima di morire gheddafi disse che se facevano fuori lui la sua gente invadera’ e massacrera’ l’ europa , e lui conosceva bene la sua gente

  • hurom

    e intanto pure zbignew brezinsky ha tirato le cuoia…
    starà ballando la tarantella all’ inferno con rockefeller ed il loro grande capo lucifero.
    in attesa di reincarnarsi e fare altri danni.

    • johnny rotten

      Era un ultimo piccolo passo per una merda umana ma un’enorme, gigantesco passo per l’umanità intera, oggi è un giorno di festa per il mondo libero.

    • Lila

      Ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, meglio tardi che mai : )

      Spero che la smetta di giocare a scacchi all’inferno…

    • Ronf Ronf

      E così finisce la politica estera anti-Kissinger che ha fatto danni dai tempi di Carter perchè la follia e la fobia anti-russa derivano proprio da questo Brezinsky.

    • fnatile

      Certo che tutti i grandi manovratori della politica USA se non hanno gia tirato le cuoia come Brezinsky e Rockefeller sono ottuagenari come Soros o Kissinger, tutta gente che e’ vissuta durante la seconda guerra mondiale; una generazione volge al tramonto e non sono stati capaci di rimpiazzarla, segno forse inequivocabile del declino americano

    • Rifle

      L’anima non si reincarna.
      Se va in paradiso ci rimane per sempre, se va all’inferno ci rimane per sempre.

      • AnonimoSchedato

        Sempre che l’inferno non sia questo. Del resto non è stato detto che questo è il regno dell’angelo caduto?

  • johnny rotten

    Intanto alla frontiera Syria-Irak, gli americani ed i loro alleati si preparano a combattere contro le Forze Popolari Syriane e Hetzbollah.
    https://uploads.disquscdn.com/images/4dafb4920d1cdb2512763753c2dbd5ca84af669a2e4ac8ff1b68f74a835afd92.jpg

  • gianni

    https://sptnkne.ws/e4FS … intanto l’ aviazione russa ha bombardato un convoglio di terroristi che si dirigeva a palmira , 39 fuoristrada con mitragliatrice distrutti e 120 terroristi ammazzati , godoooo

  • Scrillo

    O libici, o isis, o frattelli musulmani, qual’è il comune denominatore di chi puo’ aver voluto filmare un sacrificio umano di pellegrini? Islam. Ora dopo l’iraq prima e la siria poi (ma senza scordarsi dei balcani), in cui è stata fatta pulizia religiosa, si potrebbe aprire un altro fronte anche in egitto, tanto gli europei hanno altri problemi in casa, che preoccuparsi di quello che succede oltre i confini. Ma non credo che ci possa essere una degenerazione come in siria, poiché il regime militare è feroce con chi temte di wcalzarlo dall’esterno (inviando studenti universitari dall’inghilterra ad esempio). In libia l’isis non ha attecchito, anche perché c’è una tradizione tribale molto forte nel territorio. È normale quindi spostarsi nella patria della teologia, il paese in cui sono nati i fratelli musulmani, e in cui si trova l’autorità religiosa tra le più importanti del mondo islamico, il grand muftì del cairo. Con una mano il regime protegge gli islamici perché teme le rivolte, ma a parole dice di voler ristabilire l’ordine.

  • Ronf Ronf

    Non so chi sia “Al Sissi”. Casomai il Presidente egiziano è “Al-Sisi”. Notare la differenza!

  • gianni

    Praticamente per ora USA e Russia in Siria si ammazzano di rimando : gli USA mandanoi terroristi e russi glieli ammazzano e i russi mandano i soldati siriani e gli USA glieli ammazzano , però ammazzarsi direttamente tra Usa e Russia per ora non succede …..per ora…..

  • Rifle

    Una preghiera, di cuore, per i poveri fratelli copti uccisi perché tali.

  • Rifle

    A questo punto spero in una rapida presa si potere da parte del filo russo Haftar in tutta la Libia.

    La Libia è solo un’accozzaglia di tribù ostili tra loro, controllabili solo da dietro una canna di fucile.
    Gheddafi faceva così e, forse, non poteva fare niente di meglio.

    Una Libia riunificata sotto Haftar forse impedirebbe la partenza dei barconi.

    Complimenti all’Italia che punta sempre sul cavallo perdente.
    Ma l’Eni, che è la vera esperta del teatro libico, non ha niente da dire a riguardo?

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