Ora i Rothschild hanno i codici nucleari francesi e il ricatto hacker dissimula tutto. E’ un mondo sano

Di Mauro Bottarelli , il - 46 commenti


Stamattina, con un cerimonia ufficiale all’Eliseo, Emmanuel Macron è divenuto il nuovo presidente della Francia. Francois Hollande, suo predecessore, prima di scivolare nell’oblio della storia e nell’anonimato politico, gli ha consegnato i codici nucleari: dunque, la maggioranza del mondo saluta e festeggia il fatto che da oggi la Banca Rothschild abbia in mano le chiavi della deterrenza atomica francese. E, state certi, che siamo bel al di là del simbolismo. Per almeno tre motivi. Primo, fino alla fine dei luglio in Francia è ancora in vigore lo stato di emergenza proclamato dopo le stragi del 13 novembre 2015: di fatto, il capo dell’Eliseo ha poteri assoluti. Macron porrà fine a questo status, dopo le celebrazioni del 14 luglio? Può essere, certo se l’Isis tornasse casualmente a farsi vivo entro quella data, la ragion di Stato Imporrebbe di no.

Secondo, mentre il potere assoluto finisce nelle mani di un uomo che è diretta emanazione di uno dei più alti poteri finanziari e della Massoneria francese – roba seria, non i grembiulini di provincia che tanto preoccupano Ferruccio De Bortoli -, da qualche giorno a La Sauterraine, nel cuore della Francia, i 278 dipendenti della GM&S hanno dato vita a una forma estrema di protesta: minacciano di far esplodere la loro fabbrica con bombole di gas, atto estremo di luddismo 2.0 per opporsi alla chiusura e alla delocalizzazione in Paesi con minore costo del lavoro e di produzione. Insomma, siamo al paradosso e al paradigma di un Paese non solo spaccato in due ma, dove, i partiti referenti storici di quei lavoratori pronti a distruggere – fisicamente – il proprio posto di lavoro, hanno spianato le porte dell’Eliseo a Macron, il socialisti in toto e Jean-Luc Mélenchon gran buona parte.

Il collante di questo corto circuito? L’antifascismo d’antan, declinato ora in anti-populismo e anti-protezionismo. I lavoratori minacciano nel quotidiano il sacro fuoco della rivolta ma, nell’urna, hanno votato il capo dei pompieri. Terzo, nel silenzio generale di tutti i media mondiali, il 26 aprile scorso, il generale Viktor Poznihir, capo delle Operazioni del Direttorio della Forze armate russe, parlando alla Moscow International Security Conference, ha detto qualcosa che dovrebbe aver fatto saltare tutti sulla sedia: “Il Comando generale dell’esercito russo ha concluso che Washington stia preparando un attacco nucleare preventivo contro la Russia”. Ora, a parlare non è stato un deputato pazzo ma uno dei primi vertici delle forze armate. E ricordate la frase che è regola aurea per Vladimir Putin: “Cinquanta anni fa, la vita nelle strade di Leningrado mi ha insegnato una cosa: se una guerra è inevitabile, allora attacca per primo”.

Insomma, mentre giocano a fare la guerra con la Nord Corea, un giorno dialogando e l’altro minacciando, negli USA c’è qualche pazzo che sta lavorando invece per indurre il Cremlino ad adottare la dottrina dell’attacco preventivo esso stesso? Il tutto, con la NATO sempre più attiva ad Est, nel Baltico e ora nell’Artico, in chiave anti-russa e con un nuovo asse che Washington benedice: oggi Martin Schulz e la SPD hanno subito una pesante batosta nel loro feudo del Nord Reno-Westfalia, dove la CDU di Angela Merkel è accreditata al 36%, mentre i socialdemocratici al 30% hanno perso 9 punti percentuali rispetto a 5 anni fa. Con l’atlantista, europeista e russofobo Emmanuel Macron all’Eliseo e la Cancelliera destinata a vincere un altro mandato a settembre, l’asse renano rischia di pesare più a livello geopolitico esterno che economico e riformista in sede UE.

Non so se avete visto il film “La regola del sospetto”, dedicato all’addestramento di una recluta della CIA e al piano diabolico del suo addestratore. Bene, quest’ultimo era interpretato da Al Pacino e la sua battuta mantra era: “Nulla è come appare”. Che dire, ad esempio, dell’attacco hacker a livello mondiale di venerdì scorso? Un qualcosa dall’impatto enorme, capace di colpire 100mila sistemi in 150 Paesi: si passa dal sistema sanitario inglese al ministero dell’Interno russo, da grandi major e siti istituzionali e ONG. Un attacco su base planetaria e con la richiesta di riscatto in bitcoin: o paghi 300 euro o il sistema non riparte. L’incubo materializzatosi durante le elezioni presidenziali USA, ancorché senza mezza prova reale, adesso diventa realtà. A livello globale.

E con il Russiagate appena ripartito, dopo il siluramento da parte di Donald Trump del capo dell’FBI, James Comey, l’uomo che doveva proprio indagare le presunte collusioni tra staff del presidente e uomini del Cremlino. Guarda caso, l’altro defenestrato del caso, l’ex capo della Sicurezza nazionale, Mike Flynn, ha declinato l’invito a comparire inviatogli dal Senato: come dire, ho qualcosa da nascondere. O, in subordine, voglio garanzie ferree. E chi è riuscito a bloccare “Wannacry”, l’attacco più potente ed esteso di sempre? Qualche agenzia di intelligence? La cyber-war degli Stati colpiti? No, un gruppo di hacker facenti capo Malware Tech, i quali hanno reso nota la cosa via Twitter: “Così oggi posso aggiungere ‘ha accidentalmente fermato un cyberattacco mondiale’ al mio curriculum”, ha scritto l’hacker sulla piattaforma di Jack Dorsey.

Altro eroe della giornata è un collega di @malwaretechblog, tale Darien Huss, il quale lavora per la compagnia di sicurezza californiana Proofpoint e ha trovato e attivato – pensa che proverbiale colpo di culo – una sorta di pulsante di autodistruzione contenuto all’interno del virus. Cosa ci dice questa storia? Che o le cyber-intelligence di mezzo mondo sono da cacciare a calci in culo o gente come quegli hacker va assunta. E, soprattutto, il loro lavoro finanziato. Sempre di più. Tanto, c’è l’eco della stampa di tutto il mondo che batte la grancassa, a partire dal Russiagate, ora destinato a gonfiarsi ancora. Eh già, perché l’hackeraggio, come quasi tutto, ha il suo rovescio della medaglia: da un lato crea danni, dall’altro business per contrastarlo. E questi grafici



parlano molto, molto chiaro al riguardo. Caso strano, poi, l’attacco è arrivato a ridosso del G7 economico in corso in Italia ed ecco che, appena diffusasi la notizia, la prima gallina che canta ha fatto l’uovo: “Parleremo di cybersecurity, ci aspettiamo dei progressi. Mi attendo una buona discussione”, ha dichiarato il segretario al Tesoro USA, Steven Mnuchin, arrivando al Castello Svevo di Bari per il secondo giorno dei lavori. A stretto giro di posta, ecco il ministro italiano, Pier Carlo Padoan, dichiarare che “siamo d’accordo su molte cose, sulla riforma delle banche multiregionali di sviluppo e sulla lotta al cyber crime, che è molto attuale”. Immediato anche l’intervento dell’UE, lesta nel sottolineare i pericoli di questa nuova frontiera del terrorismo e anche l’Europol, la quale dopo aver definito l’accaduto “senza precedenti”, ha dichiarato per bocca del suo direttore esecutivo, Rob Wainwright intervistato oggi dalla britannica ITV, che “il rischio ora è che i computer non funzionino lunedì mattina”. Millennium bug 2.0? Mancano poche ore e vedremo ma mettete in fila un po’ di cose. Offensiva hacker senza precedenti, attraverso un malware noto come “Wannacry” e nato – per ammissione dei pirati stessi – delle informazioni rese note da Wikileaks sulle attività di spionaggio della CIA.

Et voilà, se servisse, Juliane Assange – minacciato dagli USA rispetto al suo status di rifugiato e definito dalla CIA una sorta di “servizio segreto non statale ma ostile” – e la sua attività sono pronti a finire sul banco degli imputati. L’attacco del secolo, che ha piegato le difesa di tutte e intelligence mondiali, è stato fermato da due nerd californiani: cazzo, vuoi non investire in massa nel settore, ora che dalla mitica Silicon Valley arrivano latrati di crisi? Terzo, per quanto sia stata colpita anche la Russia, un attacco simile resta nell’immaginario collettivo e, se il Russiagate dovesse trovare ossigeno grazie al media, potrebbe diventare una manna da vendere all’opinione pubblica in chiave anti-russa. Le autorità sovranazionali recalcitranti, vedi G7 o UE, ora non potranno più perdere tempo nel priorizzare il sistema, dando mano libera di fronte alla gravità della minaccia: ma combattere gli hacker vuol dire anche usare censura e blocchi preventivi, quindi strumenti di propaganda fondamentali.

E poi guardate questi grafici,





relativi al casinò cinese che in questi giorni sta inviando sinistri crepitii e ricordate cosa ha detto l’Europol, ovvero che il rischio è che, pur ripristinando, poi i pc non partano. E su quali sistemi di basano le Borse? Non è che l’attacco hacker di venerdì sia stata solo una straordinaria simulazione per un’emergenza che ormai si vede prossima e che si deve, almeno nel breve termine, coprire nella sua reale natura ed enitità? Per carità, la storiella dei nerd che salvano il mondo con un colpo di culo è affascinante, quasi cinematografico ma tendo a uniformarmi alla corrente di pensiero di Al Pacino in versione addestratore CIA. Anche perché questo altri altre grafici,



ci parlano la lingua di un canarino nella miniera che sta ansimando non poco, a dispetto della narrativa dei grandi media. Primo, al netto dell’inversione della curva sui tassi cinesi a 5 e 10 anni avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì scorso, il primo grafico può essere riassunto con le parole del CIO del River Asset Management, Eric Peters, proprio venerdì scorso: “Quello a cui stiamo assistendo sui mercati non ha precedenti.. Nessun trader ha un modello per questo. E ciò che rende le cose così difficili per ottenere un modello tale è che per la prima volta ci troviamo di fronte alla fine di un ciclo basato su decisioni prese a Pechino”. Secondo, al mondo ci sono oggi più indici che titoli statunitensi quotati (tranquilli, è un mondo splendido e assolutamente sostenibile). Terzo, la capitalizzazione delle cosiddette “Big 5” del Nasdaq ha superato la scorsa settimana i 3 trilioni di dollari, bel oltre il 10% dell’intero equity market statunitense. Avanti a colpi di buybacks come se non ci fosse un domani? Ma la FED non doveva continuare ad alzare i tassi?

Capite che una bella prova generale di caos informatico (e informativo) appare salutare? Così come innalzare sull’altare del male assoluto gli hacker e la loro attività, garantendosi così anche il ricasco politico della russofobia. Magari il casinò non salta oggi, magari nemmeno domani: meglio, però, avere qualcosa da regalare all’opinione pubblica. Tanto più che quel qualcosa garantisce affari d’oro e un ampliamento pressoché senza limite dell’attività repressiva sul web. E’ un mondo molto strano: i Rothschild con i codici nucleari francesi, la Russia spinta verso una guerra che non cerca e l’establishment politico-finanziario che si crea nemici ad hoc per nascondere il fatto di essere esso stesso il primo antagonista del popolo. Che lo vota, però, come accaduto con Macron. Forse conviene alzare ora bandiera bianca.

P. S. E se, di colpo, scoprissimo che l’attacco hacker è parte dell’offensiva della Nord Corea, magari con la collaborazione tecnologica e logistica di Teheran? Ricordate, venerdì in Iran si vota per le presidenziali.

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  • Mela

    Negli ultimi cento anni, la storia ufficiale del mondo è dettata dalle maggiori fondazioni statunitensi, tra le quali brilla la “American Historical Association”. Qualunque teoria di storia che non sia in binario con quelle fondazioni è attaccata o respinta dai mestieranti che scaldano le sedie dalle quali si controlla l’opinione pubblica. Esiste quindi una “storia ufficiale” che domina nei libri di testo, nelle pubblicazioni commerciali, sugli scaffali delle librerie e delle biblioteche e, naturalmente, sulla cartaccia stampata e nei salotti della Tv. Questa storia ufficiale fa passare le guerre, le rivoluzioni, gli scandali e gli assassinii, più o meno, come fatti casuali e non interconnessi fra di loro.

    • gianni

      Scuola , libri di storia , televisione e giornali dicono il falso

  • marcoferro

    A mio parere wannacry non è stato bloccato ma solo “rallentato” e nei prossimi giorni sentiremo parlare di wannacry 2.0 probabilmente.
    questo MalwareTech, che casualmente dice lui, si è sbrigato a registrare il nome e a creare il dominio in questione con soli 10.69$, così ha risolto la cosa.
    ma la cosa forse più importante, credo sia il presunto first strike che i merighi vorrebbero fare contro cina e russia. oggi casulamente è uscito anche un pezzo di paul craig robertz sullo stesso tema, che io ho considerato un poco paranoico.
    Il loro folle piano è questo: Washington ha circondato Russia e Cina con basi anti-missili balistici per creare uno scudo contro un loro attacco di rappresaglia. Però, da queste basi USA anti-ABM è anche possibile lanciare un attacco nucleare missilistico non individuabile contro Russia e Cina, riducendo in tal modo il tempo di preavviso a soli cinque minuti e lasciando alle vittime di Washington poco o nessun tempo per prendere una decisione. quindi subito il primo attacco si aspettano che cina e russia si arrendano per non finire distrutte totalmente. i guerrafondai americani scommettono che le leadership russa e cinese si sottomettano piuttosto che correre il rischio di essere annientate. ma è appunto solo una SCOMMESSA con tanti rischi.
    il primo come ho già detto in altre circostanze è l’attacco dal mare, imprevedibile e terribile con i sottomarini che circondano la due coste americane. ma poi questi vaccari pazzi se la fanno sotto ad attaccare una corea del nord e stanno perdendo in siria, figurarsi attaccare due giganti.
    inoltre a parte i sottomarini, che non potrebbero mai intercettare un loro attacco proveniente dal mare, i Russi hanno dimostrato di poter neutralizzare le difese navali americane solo sorvolandoli avendo a bordo il super apparato per la guerra elettronica,, cosa pensate abbiano in serbo come contromisura verso gli ICBM ? dei vassalli europei neppure li prendo in considerazione, anche se saranno i primi a rimetterci le penne , perche seguono stupidamente le idee folli del padrone merigo…

    • Ronf Ronf

      Più che altro c’è da dire che il vero pericolo è che Macron in nome dell’idea di integrazione UE potrebbe cedere il nucleare francese all’UE, cioè ai tedeschi…

      • marcoferro

        io ho una sensazione, può essere sbagliata per carità, ma secondo me se le cose si mettessero davvero male con lo scoppio di un guerra gli europei se la farebbero sotto alla grande e dichiarerebbero la loro neutralità immediatamente, solo una sensazione…

        • Ronf Ronf

          https://www.rischiocalcolato.it/2017/05/elezioni-calcolate-14-maggio-2017-pari-patta-effetto-macron-crolla-la-lega.html Vieni qua e dimmi se leggi i miei tre commenti gigantesteschi dove spiego alcune dinamiche elettorali. Per il resto, hai ragione tu

        • Fabio Rubino

          A partire dall’Italia 🙂 storicamente volta bandiera

          • marcoferro

            allora non è solo mia questa sensazione ah ah ….

          • Cruciverba

            Non direi . Noi siamo un paese occupato , le possibiltà di scelta sono pari a 0 . Il padrone Yankee ordina , il servo Italiota esegue .

          • Fabio Rubino

            Hai ragione ma….era solo una battuta.
            Comunque mai dire mai, nei momenti difficili esce sempre la vera natura della gente (o degli stati), alla fine l’Europa le guerre le ha vissute in prima linea, non come “quelli” che sono convinti di poter fare una guerra nucleare e addirittura vincerla

          • Winston Smith

            Considera che noi europei non siamo più in grado di vivere in uno ‘stato di guerra’ duraturo….

          • Fabio Rubino

            Probabilmente hai ragione ma una guerra vera non si fa più con i fucili al fronte dove magari gli europei potrebbero anche disertare.
            Secondo me alla fine ci si adatta a tutto, anche al peggio…
            La differenza è che semplicemente abbiamo la consapevolezza (spero) che la guerra non è una passeggiata ed è meglio evitarla (almeno nel proprio territorio)

          • Winston Smith

            Noi europei oramai sopportiamo di tutto, ma credo che ben difficilmente riusciremmo ad accettare l’idea di non riuscire più ad accordare il pranzo con la cena, di non poter usare (se non solo saltuariamente) tablet, smartphone e televisore; che tra l’altro come mezzi di distrazione di massa hanno sempre funzionato egregiamente….
            Una guerra di vasta portata contro la Russia e la Cina implicherebbe sopratutto questo.

          • Fabio Rubino

            vabbè ma questi sono problemi che si devono porre i superstiti (e saranno costretti ad adattarsi)
            Comunque tutto sommato la vediamo uguale (sarebbe difficilmente accettabile a priori)…c’è solo da sperare che i paesi europei facciano di testa propria (in che modo non so) non entrando in conflitto

          • Winston Smith

            Non comprendo cosa comprendi per ‘superstiti’…. credo che si vivrebbe una situazione simile a quella che vissero i nostri antenati nel ’41 e ’42, prima dell’invasione anglo-americana.
            Relativamente alla guerra: in linea di principio sarei perfettamente d’accordo con te nell’auspicare di non immischiarsi in nessun conflitto; ti ricordo però che la scorsa Domenica i francesi scelsero in massa Macron e, da quanto sembra, in Germania, la Merkel avrà un nuovo cancellierato….

          • what you see is a fraud

            Con le armi che ci sono ora ci saranno milioni di vittime .

          • Winston Smith

            Chi è causa del mal suo pianga sé stesso…. alla fine gli unici per i quali mi dispiace sono solo i miei due nipotini e le persone libere di questo blog; per tutti gli altri (me compreso) non me ne importa assolutamente nulla.

          • Fabio Rubino

            nel senso che se scoppia amen…i sopravvissuti devo adeguarsi per sopravvivere;
            però come tu hai detto non ce la sentiamo di ritornare al 41′ 42′ (con in più il problema radioattivo) e inoltre già sappiamo cosa significhi….bisogna solo sperare di non intrometterci (molto difficile purtroppo), ma mai dire mai 🙂

          • Winston Smith

            Bisognerà vedere con quali armi si combatterà… non credo sia così scontato l’uso dell’arma nucleare, comunque; perché chi la userà per prima, sa già cosa aspettarsi di ritorno.
            Per lo sperare di non intrometterci; quale sarebbe l’alternativa ?
            Quella di continuare ad essere invasi da migranti da mantenere vita natural durante ?
            Meglio un conflitto nucleare, almeno secondo il mio punto di vista…..

          • Fabio Rubino

            ormai…
            forse è l’unico modo per cambiare veramente le cose in occidente

          • Winston Smith

            Purtroppo l’orizzonte degli eventi è già stato ampiamente superato….

          • what you see is a fraud

            Cosi pensano gli Muricani . Pensano di fare la guerra alla Russia sul suolo europeo … ma si sbagliano . Ora ci sono missili intercontinentali e sottomarini che possono mandare missili da zone vicinissime agli USA e non c’e’ tempo per abbatterli .

        • Stopensando

          Sarebbe una cosa sensata

        • AnonimoSchedato

          I padroni d’oltreoceano lo permetterebbero?
          Che ci sia un padrone è difficile da nascondere, davanti a politiche autolesioniste (sanzioni economiche, South Stream, e via elencando) e aggressive (espansione Nato, ucraina, truppe nel baltico, ecc. ).
          Poi di solito sono i servi a prenderle per il padrone, non è una novità che se guerra dovrà essere sarà a casa nostra che la faranno combattere…

          • what you see is a fraud

            Io rispondero’ : armiamoci e partite .

          • marcoferro

            si dice la paura fa 90, il panico rende ciechi e folli….

        • silvia

          Se davvero dovesse scoppiare la guerra…non ci sara’ neanche il tempo di farsela sotto. subiremo e basta.

          • marcoferro

            speriamo solo che i dementi non usino le armi nucleari, forse potrebbero usare quelle piccole le bombe atomiche tattiche…

          • silvia

            il problema e che una della due parti e’ in mano a pazzi e per giunta in preda al cupio dissolvi…piuttosto che perdere faranno saltare tutto.

          • marcoferro

            mi fai venire in mente quando da ragazzino giocavo al risiko, quel gioco con i carriarmatini le terra da conquistare etc… ebbene c’era un mio cugino che piuttosto che ammettere la sconfitta puntualmente quando perdeva prendeva il gioco e lo buttava all’aria, così sono i mrighi che meriterebbero schiaffi come mio cugino…

          • silvia

            non sono tanto gli americani, quanto chi li controlla: io credo che se esiste una nazione, un governo, un’elite che NON ha alcun controllo sulla proprio destino quelli sono gli americani. Se Trump, chi per lui, non riesce a conquistare un minimo di autonomia decisionale sono guai seri. Credo che la pazienza di Putin nei confronti dell’amministrazione trump derivi proprio dalla consapevolezza che gli americani sono etero-diretti.

          • marcoferro

            il problema adesso è che stanno cercando di trovare un pretesto per un empeachement di trump. ma sostituirlo con chi con il vice Pence ?

          • silvia

            Se scatta l’ impeachment di Trump scatta anche l’incazzatura dei suoi sostenitori…che sono parecchi e armati, non come noi Europei. Quindi si va alla guerra civile in America e ad un qualche intervento Russo in Europa dovuto alla necessita’ di azzerare le basi nato prima che gli oppositori di Trump prendano il sopravvento. Gli Europei subiranno e basta… Per questo i Russi cercano di guadagnare tempo.

          • silvia

            non sono tanto gli americani, quanto chi li controlla: io credo che se esiste una nazione, un governo, un’elite che NON ha alcun controllo sulla proprio destino quelli sono gli americani. Se Trump, chi per lui, non riesce a conquistare un minimo di autonomia decisionale sono guai seri. Credo che la pazienza di Putin nei confronti dell’amministrazione trump derivi proprio dalla consapevolezza che gli americani sono etero-diretti.

    • gianni

      Si infatti… i russi se non sono coglioni avranno già a largo delle due coste USA i loro sottomarini con i missili nucleari pronti al lancio

      • Winston Smith

        Non credo ci mettano molto ad affondarli….

      • marcoferro

        ci sono ci sono e anche quelli cinesi….

  • Fabrizio Bertuzzi

    in questa storia c’e’ anche il soggetto bitcoin.
    potrebbero dire:
    ecco vedete, col bitcoin si fanno pagare un riscatto e non possiamo rintracciarli come invece si potrebbe fare se si facessero pagare in valute correnti.

    • Cruciverba

      Anch’io ho pensato la stessa cosa . Un pretesto per rendere Bitcoin controllabile e di conseguenza manipolabile …

    • Filippo Candio

      e non a caso tutti i media hanno evidenziato “300 dollari IN BITCOIN ” Non potevano solo dire “un riscatto” ,senza specificare ?

      • Il Cercatore

        a me, piuttosto, sembra essere tutta pubblicità (per i bitcoin)

  • Angel

    Una precisazione: i Rothschild non sono francesi, e non sono la massoneria francese.
    Rappresentano il potere finanziario globale. La Francia è stata da loro eletta come dimora padronale. In realtà, quasi tutta l’Europa è una proprietà dei Rothschild, soprattutto l’Italia, largamente finanziata fin dalla costituzione dell’Unità, passando per il nostro tardivo colonialismo e industrializzazione, il boom del 2° dopoguerra etc. Quanto alla valigetta coi codici nucleari consegnata informalmente ai R. tramite Macron, è una storiella: i Rothschild posseggono già (direttamente o indirettamente) tutte le pulsantiere del mondo: quella di Wall Street, quella del LBMA, del Presidente americano, e di tutti gli altri.

    • manoell.carvalh

      concordo.
      l’unico che ha tentato di contrastare il potere dei rotschild fu mitterand
      con la nazionalizzazione bancaria.
      per capire il potere tentacolare di questa massoneria ebrea( e si sono ebrei chi l’avrebbe detto?)
      c’è un librro “i rotschild e gli altri” acquistabile su amazon.

      • Angel

        Esatto, sono ebrei Ashkenazim.

    • davide

      ….escludendo Zio Volodia

      • Angel

        E’ un robottino a servizio anche lui, simile a quello del film “Il Pianeta Proibito”.

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