Qual è il filo rosso che unisce l’elezione di Macron alla visita di Obama? L’Etat profond. E le “riforme”

Di Mauro Bottarelli , il - 41 commenti


Si è molto parlato della visita di Barack Obama a Milano. E anche ironizzato, io per primo. In effetti, suona un po’ scordato il fatto di attraversare l’oceano per parlare di sostenibilità alimentare, quando per farlo occorrono aereo privato, 15 automobili di scorta, una suite da 8.500 euro a notte e una città in stato d’assedio. Ma, onore al realismo, si tratta di un ex presidente USA, quindi il protocollo, anche di sicurezza, lo impone. Ovviamente la stampa italiana si è molto soffermata sull’uso strumentale – tutto a livello di autocelebrazione interna – che Matteo Renzi ha fatto della visita, fino alla sgarbo istituzionale nei confronti di Paolo Gentiloni, quando insieme a Barack Obama ha telefonato a Emmanuel Macron per congratularsi della vittoria: triste tramutare in atto politico la mera pulsione pelvica di un ego ipertrofico ma l’Italia è questa, il Paese dove un libro chiamato “Poteri forti” viene usato proprio dagli stessi per inviare messaggi criptico-minacciosi al governo.

Più grave è stato il fatto che Barack Obama abbia utilizzato la sua visita per scopi meramente politici, visto che tramutare un happening sul futuro dell’alimentazione in un comizio anti-Trump, profumatamente pagato, appare uno sgarbo istituzionale, oltre che una mossa di bassissimo livello. Ma, ovviamente, il pubblico ha gradito: il premio Nobel per la Pace che attacca il Presidente delle fake news è una partita senza mistero, come paragonare Van Basten a Maccarone. Ed ecco la frase più interessante pronunciata dall’ex inquilino della Casa Bianca: “Io e Matteo (Renzi, ndr) abbiamo parlato di come porteremo a creare una rete efficiente di attivisti globali in diversi settori. C’è la necessità di formare la prossima generazione di leader”. Ora, conoscendo Matteo Renzi e il suo operato da premier, verrebbe da ridere ma questa frase racchiude un qualcosa di cui aver timore, perché alcune parole sono simboliche e ci rimandano, come un filo rosso, alla genesi del fenomeno Macron e della sua travolgente corsa verso l’Eliseo, costruita a tempo di record.

Cerco di spiegarmi. Contrariamente a quanto creduto, ci sono due realtà che non sono emerse riguardo il voto presidenziale francese. Primo, l’argomento principe su cui si è formato il consenso è stato l’enorme risentimento verso l’Etat profond, ovvero il corrispettivo d’Oltralpe del Deep State statunitense: polizia, giustizia e pubblica amministrazione. Certo, immigrazione e lavoro hanno pesato ma la Francia, senza che nessuno se ne accorgesse, si sta tramutando nel proxy degli USA nel cuore d’Europa. E la percezione che la gente ha dell’Etat profond è oppressiva, corrotta e anche violenta. Secondo, Emmanuel Macron non è il frutto dei soldi di Banca Rothshield e dei suoi addentellati politico-finanziari, bensì un’astuta operazione di genetica politica con nomi e cognomi, padri e padrini.

A svelarne le identità, inascoltato, ben prima del voto, è stato il filosofo anti-moederno Michel Onfray, autore del libro “Decadenza” e fondatore dell’Università popolare di Caen, il quale vede dietro l’astro nascente della nuova politica europea gente del calibro di Bernard-Henri Levy, filosofo e agit-prop di tutte le “guerre umanitarie” dagli anni Novanta in poi, Pierre Bergé di “Le Monde”, il già noto Jacques Attali, sociologo e demiurgo della plasmazione del socialismo nella kora del neoliberalismo, l’eminenza grigia Alain Minc, l’ex numero uno di Medici senza frontiere, Bernard Kouchner e l’ex leader del maggio 1968 parigino, Daniel Cohn-Bendit. Così Onfray definiva questa compagnia di giro: “In altre parole, i ferali promotori di una politica liberale che ha permesso a Marine Le Pen di raggiungere il suo miglior risultato elettorale di sempre”. E cosa unisce questi presunti mestatori nel torbido della politica dietro le quinte? Sono tutti ubbidienti servitori dell’Etat profond.

Ma per capire ancora meglio come l’elezione di Emmanuel Macron vada intesa come la rivolta delle elites, si può fare riferimento a un altro filosofo, Jean-Claude Michea, discepolo di George Orwell and Christopher Lasch e autore del saggio di recente pubblicazione, “Notre Ennemi, Le Capital”. Nel suo lavoro, Michea studia in dettaglio come la sinistra liberale e post-ideologica abbia mano a mano adottato i valori di quella che Karl Popper definì “società aperta” e come gli spin doctors dei media mainstream abbiano alacremente lavorato per declinare il termine “populismo” nello stigma del male assoluto del nostro tempo. Il contrasto con la realtà, in tal senso, lo confermano i numeri: per la stampa, Marine Le Pen era la quintessenza del populismo ma, se andiamo a vedere la composizione degli 11 milioni di voti che ha raccolto, si scopre che una larga parte arriva dalle classi popolari, quella che un tempo la sinistra storica avrebbe chiamato “classe operaia”.

Per rafforzare la sua tesi, Michea va alla radice del termine “populista”, nato nella Russia zarista e una corrente del movimento socialista che credeva come poveri, artigiani e piccoli imprenditori avrebbero avuto un posto d’onore in un’economia socialista sviluppata. Poi, il raffronto storico: nessuno, nel corso del Maggio francese, avrebbe pensate che il termine “populista” potesse essere associato a “fascista”, questa mutazione avvenne all’inizio degli anni Ottanta, come parte di quella che Michea definisce “la neo-lingua orwelliana del neoliberalismo”. Per l’autore, inoltre, è molto più semplice essere un neoliberale di sinistra, piuttosto che di destra. Ed ecco la parte più interessante, il filo rosso che unisce il fenomeno Macron allo sbarco in pompa magna e con profilo da messia laico di Barack Obama a Milano.

In Francia infatti, i neoliberali di sinistra appartengono al ristretto circolo dei cosiddetti “Young Leaders” adottato dalla French American Foundation, un elite che ha visto convergere sul suo candidato artificiale quel mondo del business e della finanza francese che aveva immediatamente intuito come un candidato da vecchia destra cattolica quale era François Fillon non avrebbe potuto sfondare. Per mantenere vivo il progetto neo-liberale delle elites, lo stesso che l’ex presidente di UBS, Peter Kurer, declinava nel paradigma in base al quale “per le elites, l’UE è un mezzo per diventare ricchi in fretta ed esportare i loro problemi”, serviva l’approccio relativamente morbido delle “riforme” come grimaldello per scardinare valori e diritti di quello che è vissuto come un ancient regime. Siamo al “capitalismo post-democratico”, come lo definiva George Orwell? Siamo al paradosso di una rivolta delle elites fatta propria e combattuta, anche se ancora senza entusiasmo, dalle classi popolari in nome della lotta al fascismo, al populismo e al nazionalismo, come ci mostra l’endorsement garantito da buona parte dell’elettorato di Jean-Claude Mélenchon per Emmanuel Macron?

Di cosa ha parlato a Milano, Barack Obama? Di zucchine e fagiolini eco-sostenibili? No, della necessità di formare una generazione di giovani leader. E, guarda caso, “Young leaders” è il programma d punta della già citata French American Foundation, fondato nel 1981 da Ezra Suleiman, professore di Scienza politiche a Princeton. Alla base del progetto, la creazione di una classe dirigente capace di capire come agisce la società e con un potenziale di leadership in economia e altri ambiti, il tutto per rafforzare i rapporti tra le società americana e francese. E andando sul sito, scoprirete che con enorme orgoglio, la French American Foundation sottolinea come il programma “Young leaders” annoveri tra i suoi membri 525 tra presidenti, uomini di Stato, amministratori delegati di grandi multinazionali, militari di alto grado, scrittori, direttori di think-tank e centri ricerche.

Qualche nome? Bill Clinton, Hillary Clinton, il generale Wesley Clark, i senatori Evan Bayh e Bill Bradley, l’ex capo dello staff della Casa Bianca, Joshua Bolten, l’ex vice ministro degli Esteri, Antony Blinken, l’ex presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick. E tra i francesi? Beh, lo stesso Francois Hollande era nel gruppo degli “Young leaders” del 1996. E poi l’ex premier Minister Alain Juppé, il ministro dell’Educazione, Najat Vallaud-Belkacem, il ministro della Sanità, Marisol Touraine, gli ex ministri della Difesa, Alain Richard e François Léotard, oltre al gotha dell’economia, tra cui Henri de Castries (AXA), Alexandre de Juniac (Air France-KLM), Anne Lauvergeon (ex presidente e CEO di AREVA) e Michel Bon (ex CEO di France Télécom).

Manca nessuno? Ah già, tra gli “Young leaders” del 2012 c’era un tale Emmanuel Macron, come ci mostra la foto di copertina. Non vi pare che tante cose coincidano? Lo vedete il filo rosso che unisce Barack Obama e il nuovo inquilino dell’Eliseo? Forse, c’è poco da fare ironie sul ruolo di badante coniugale di Emmanuel Macron, perché se è un ologramma, lo è di una lobby con fini ben determinati. E pochi scrupoli. E, altrettanto, conviene spendere poche battute sul viaggio dell’ex presidente USA a Milano: è venuto a dare ordini, non a parlare di peperoni. E ordini precisi. In nome dell’elite.

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  • what you see is a fraud

    Non tutti i cittadini si bevono tutte le fandonie propagate dai Neocon , Globalisti e membri della MAFIA KHazara . Ci sono segni che indicano che non tutti i cittadini sono addormentati .
    https://www.infowars.com/german-soldier-arrested-in-false-flag-plot-to-assassinate-pro-refugee-politicians/
    GERMAN SOLDIER ARRESTED IN ‘FALSE-FLAG’ PLOT TO ASSASSINATE PRO-REFUGEE POLITICIANS.
    Un soltato tedesco e’ stato arrestato perche’ stava progettando una ‘ False Flag ‘ per uccidere politici favorevoli agli immigrati illegali .
    Lo disse John F. Kennedy
    ” Those who make peaceful revolution impossible will make violent … ”
    Coloro che fanno diventare una rivoluzione pacifica impossibile , fanno diventare una rivoluzione cruenta possibile .

    • Paolo Venturini

      Speriamo.

    • maurizio

      Personalmente non ho più speranze sui ” cittadini “….. il 95% si beve tutto ciò che gli viene propinato, votano evidentemente ed incredibilmente, contro se stessi, oramai è fatta………….

      • Sandro

        Si, anche secondo me. Il fatto che l’astensionismo elettorale sia in crescita significa che tanti non capiscono più che cosa gli sta capitando. Primo perché gli scenari sono veramente complessi da interpretare e con questo rivolgo un immenso grazie a RC, secondo perché per informarsi ci vuole tempo oltreché voglia di farlo ed il tempo è ormai diventato per molti più prezioso dell’oro, terzo perché per accettare la verità per quella che è ci vuole più coraggio che a vivere la quotidianità pur difficile che tutti più o meno affrontano. Il che rende la realtà di per sé difficile da credere. Paradosso.
        Pillola rossa o pillola blu, siamo sempre lì.

        • maurizio

          Sono assolutamente d’accordo….. completamente !

      • Angel

        Il fatto è che non bisognerebbe più votare. Ma, anche in quel caso, sarebbe già pronta una democrazia sostitutiva, che intuisce e anticipa le tendenze della società analizzando i contenuti dei social network, vera mangiatoia del Bestiame Umano. Massì, ma crepassimo tutti: elites e poveracci…Anzi, guarda: le Elites fanno bene a trattarci come maiali in un mattatoio. Che vinca pure il più intelligente, giusto così, và…

  • Cruciverba

    Tutte le persone con un minimo di cervello hanno capito che il padrone è sempre lo stesso . C’è da chiedersi come i Francesi abbiano perso la capacità di fare dei ragionamenti basilari sulla convenienza . Con l’elezione di Macron abbiamo avuto la prova certa che il tacchino vota per finire in tavola nel giorno del ringraziamento pensando che finirà tra i commensali e non sul piatto …

    • what you see is a fraud

      Il perche’ del fatto che il padrone e’ sempre lo stesso e’ che le politiche estere e nazionali non cambiano mai . Si e’ visto negli USA che tutti i pretendenti alla Presidenza erano tutti sponsorizzati dalla MAFIA KHAZARA incluso ovviamente Trump .
      E’ Possibile che la Francia stia sulla stessa scia degli USA .
      Ora con l’elezione di Micron siamo al terzo consecutivo cripto giudeo messo li alla Presidenza dai Rothchields . Sarkozy , Hollande , Micron ….
      Io mi aspetto piu’ politiche di distruzione del paese , piu immigrazione selvaggia , piu’ attentati terroristici in Francia e piu’ passeggiate di solidarieta’ di Sataniahu . Sembra che il popolo bue non e’ piu’ in grado di analizzare cosa succede , grazie alla stampa e i mass media corrotti .
      http://www.reuters.com/article/us-france-shooting-idUSKBN0KK05S20150111

      • Cruciverba

        Dissonanza cognitiva. Ti rincoglioniscono e poi ti cuociono a fuoco lento come la rana in pentola .
        Se non emerge una resistenza vera siamo spacciati , è molto preoccupante quello che ha detto Obomba di voler allevare una nuova generazione di gerarchi del sistema . Questo fa presagire che in un futuro molto prossimo il dissenso verrà stroncato sul nascere .

  • Gianox

    “…ma la Francia, senza che nessuno se ne accorgesse, si sta tramutando nel proxy degli USA nel cuore d’Europa”.
    Esatto: è il golem europeo, se non altro dal punto di vista della diffusione ideologica, piuttosto che come braccio armato militare.
    Bernard-Henri Levy, Jacques Attali, Bernard Kouchner, Daniel Cohn-Bendit… chissà cosa avranno mai in comune queste persone?
    Diciamo così: c’è un gruppo di persone, che fanno parte della medesima cerchia, o tribù, che ha sempre avuto interesse a creare degli états d’esprit allo scopo di insinuare nella popolazione dei nuovi valori, o per meglio dire dei dubbi e dei sensi di colpa, utili a scardinare i vecchi valori tradizionali per spianare la strada alla “società aperta”. Negli USA ed in Francia ci sono riusciti alla grande. Anche altrove, a dir la verità, ma lì ci hanno messo più tempo.
    Una volta riusciti in quest’operazione, tesa a creare una “società aperta”, si è iniziato a fare leva sulla “neo-lingua orwelliana del neoliberalismo”.
    Per capire meglio questo concetto, vorrei suggerire la lettura, a chi non lo avesse ancora fatto, del bell’articolo di Diacono Martino, pubblicato proprio qua su RC alcune settimane fa:
    https://www.rischiocalcolato.it/2017/04/lequivoco-della-liberta-e-della-tolleranza.html
    Siccome “tutto quanto si rivela alla conoscenza, si traduce nella parola”, i moderni demiurghi, agendo sulle parole, hanno portato all’alterazione della percezione della realtà da parte delle masse.
    Ecco come mai la parola populismo è diventata sinonimo di fascismo alle orecchie dei seguaci della sinistra, la stessa che una volta cantava “avanti popolo”. O perché la parola migrante viene impiegata al posto di quella più consona di invasore.
    Si è così creato un bell’esercito di psico-poliziotti di puro stampo orwelliano, gli stessi che, in nome della lotta antifascista, sono diventati agli occhi di un osservatore neutrale e distaccato autentici squadristi fascisti.
    Condivido il timore di Bottarelli: ho paura che Obama sia venuto in Italia per curare, sotto la guida di Renzi, la crescita di quelli che io sono solito definire polli di allevamento, che non sono altro che i futuri brigadieri generali che, sotto il diretto controllo dell’élite, controlleranno e faranno marciare questa milizia di psico-poliziotti sinistrorsi secondo i dettami dell’élite medesima.
    Macron ne è il più riuscito esempio.
    Vorrei sottolineare un altro punto, relativamente a Macron. Si è parlato in lungo e largo della sua relazione amorosa con Brigitte, conosciuta quando lei era già quarantenne ma lui appena quindicenne.
    C’è una cosa che non mi è mai tornata: perché i genitori di Macron non si sono opposti a questa relazione?
    Se io avessi un figlio di 15 anni che intrattiene una relazione amorosa con un’insegnante di 40 anni, per di più già sposata e con tre figli, uno dei quali potrebbe persino essere il fratello maggiore di Macron, farei immediatamente 3 cose: cambierei scuola a mio figlio, denuncerei la professoressa e, se necessario, darei qualche bel ceffone al virgulto, giusto perché ci sono cose che si devono apprendere, od in una maniera o nell’altra.
    Invece, i grandi assenti in questa vicenda sono i genitori di Macron: si ha quasi l’impressione che a loro stesse bene così.
    Ma soprattutto, si apprende un’altra cosa.
    Ne ha già parlato lo stesso Bottarelli, se non erro. In Francia si vocifera del fatto che il giovane Macron avrebbe tendenze bisessuali, avendo una relazione omosessuale con tal Matthieu Gallet, oggi a capo di Radio France.
    Si è scoperto che questo Gallet anni fa è stato il segretario personale (almeno, questo era la sua qualifica ufficiale) di tale Bob Wilson, regista e plasticien (qualunque cosa questo voglia dire), omosessuale dichiarato, nonché intimo amico di quella Marina Abramovich cui Blondet ha dedicato più di un articolo.
    Insomma, gira e rigira, si va sempre a parare lì, in quelle cerchie strane, sulle quali nessuno sa nulla, ma i cui adepti, per quanto apparentemente distanti gli uni dagli altri, sembrano intrecciare rapporti molti più stretti di quanto non si sia portati a pensare.
    Ecco, sì, l’ho presa un po’ larga, ma a giudicare dal modo in cui i famigliari di Macron hanno tralasciato di intervenire nella scabrosa vicenda amorosa del figlio, ho il sentore che anche Macron, che è sicuramente un pollo di allevamento come sopra da me descritto, faccia parte, proprio per linea di sangue, di giri molto, ma molto particolari.

    • Paolo Venturini

      Satanisti.

      • Gianox

        Il sospetto c’è.

    • Verklarte

      I genitori sono intervenuti e gli fecero cambiare scuola
      https://it.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Macron

      • Gianox

        Almeno quello. Pensavo proprio non l’avessero fatto.
        Tuttavia, non mi spiego come mai non abbiano sporto denuncia. Forse volevano evitare uno scandalo peggiore.
        Però, mi pare di poter dire che il mostro Macron soffra di un complesso di Edipo. La vosa non depone comunque a favore dei genitori.

  • stefano

    Aggiungerei che la moglie di Macron appartiene ad una importante famiglia di produttori di cioccolata. Aggiungiamo anche lo slow food di Carlo Petrini; mettiamoci pure Oscar Farinetti e qualche chef stellato e la visita di Barack Obama a Milano con le sue ingerenze gastro-politiche assume ben altro spessore.

    • Epiphanius

      Qualche tempo fa sono stato al c.d. “Palazzo della civiltà italiana” anche noto come “Colosseo Quadrato” a Roma EUR. Intorno, al piano terreno, disposte sul basamento ed in parte rovinate da vandalismi post bellici, combattimenti che si svolsero su quelle scalinate nel 1943, eccetera, sono ancor oggi presenti numerose statue allegoriche, una trentina. Esse vogliono simboleggiare le virtù italiche nella storia della civiltà, ispirandosi ad ARTI E MESTIERI. Vado ad elencare le statue presenti: l’Eroismo, la Musica,
      l’Artigianato, il Genio politico, l’Ordine sociale, il Lavoro,
      l’Agricoltura, la Filosofia, il Commercio, l’Industria, l’Archeologia,
      l’Astronomia, la Storia, il Genio inventivo, l’Architettura, il Diritto,
      il Primato della navigazione, la Scultura, la Matematica, il Genio del
      Teatro, la Chimica, la Stampa, la Medicina, la Geografia, la Fisica, il
      Genio della Poesia, la Pittura e il Genio Militare.
      ORA DUE DOMANDE:
      1) sulle due facciate frontali del palazzo campeggia questa frase ”

      UN POPOLO DI POETI DI ARTISTI DI EROI
      DI SANTI DI PENSATORI DI SCIENZIATI
      DI NAVIGATORI DI TRASMIGRATORI”
      Se la dovessero scrivere oggi che cosa suggerirebbe l’Italia odierna fatta di tangenti, collusione con lo straniero, mafie di ogni sorta, jungla urbana, immondizia, immigrazione incontrollata, ROM incontrastati, ecce?

      2) avete notato che non è presente il grande, grandissimo mantra di questi anni? LA CUCINA, IL CIBO, IL SETTORE “FOOD” per la precisione, dove noi siamo ECCELLENTI, lo ripetono i media a reti unificate, lo decantano gli chef miliardari in TV ogni sera, la sorella PARODI, i vips che cucinano, i bambini che cucinano in TV, lo attestano le frotte di giovanotti che accorrono agli istituti alberghieri (dove so che le richieste di iscrizioni sono in crescita clamorosa)?
      Viene forse oggi propagandata e ricoperta di virtù la chimica, la nanotecnologia, l’ingegneria..cioè quelle cose che creano VALORE AGGIUNTO in una società moderna. No…Farinetti tempo fa dichiarò “Il Sud Italia divenga una grande Sharm El SHeik”.

      In definitiva ritengo il “culto” e la “cultura del cibo” e del “gusto” (propagandata persino in qualche TG nazionale ogni giorno) un VULNUS all’animo “storico” del popolo italiano.

      P.s. l’altro mantra (di facciata) oltre al cibo potrebbe essere la bergogliana Accoglienza/Misericordia, bisognerebbe scolpire anche quella, ma “teneramente” e dolcemente, sulle due facciate del palazzo della (in)civiltà italiana.

  • gianni

    tremo se penso alle conseguenze del suo discorso a città del cairo

  • ws

    Bernard-Henri Levy, … Pierre Bergé ..
    Jacques Attali, s..a Alain Minc, …, Bernard Kouchner … Daniel Cohn-Ben

    i nuovi “bolscevichi” ma “blu” ( stavolta) però anchessi come quelli “rossi” quasi tutti appartenenti ad una nota etnia.
    Per la vecchia europa un secolo di merda in arrivo.

  • Luigi za

    ..il quale vede dietro l’astro nascente della nuova politica europea gente
    del calibro di Bernard-Henri Levy, filosofo e agit-prop di tutte le “guerre umanitarie” dagli anni Novanta in poi, Pierre Bergé di “Le Monde”, il già noto Jacques Attali, sociologo e demiurgo della plasmazione del socialismo nella kora del neoliberalismo, l’eminenza grigia Alain Minc, l’ex numero uno di Medici senza frontiere, Bernard
    Kouchner e l’ex leader del maggio 1968 parigino, Daniel Cohn-Bendit

    Urca la creme de la merde.

    • what you see is a fraud

      In Italia abbiamo noti e di successo ??? giornalisti che appartengono alla stessa “creme de merde ” . Sembra che per essere un giornalista di successo in Italia bisogna appartenere a una certa tribu .
      Considerando quanti quasi sconosciuti giornalisti ci sono in Italia , trovo molto strano che quelli di successo sono della tribu’ . Da un punto di vista statistico e’ incomprensibile . Cio’ indica che siamo nella ” merda ”
      fino al collo . Abbiamo i mass media controllati, abbiamo i politici assolutamente controllati da potenze straniere . Abbiamo uno stato di polizia che monitora i tutti i cittadini che mostrano dissenso e censura
      informazioni anche su i veri fatti della seconda guerra mondiale .

      • Ronf Ronf

        Basta guardare a chi ha diretto il TG5 dalla fondazione a oggi: solo uno (Carlo Rossella) era “esterno” alla tribù da te citata. Comunque, sono 3 anni che si parla di sostituire l’attuale direttore Clemente J. Mimun: allo stato attuale è stato impossibile (Berlusconi voleva candidarlo nelle liste di FI per le Europee 2014, quindi adesso Berlusconi vuole “tenere duro” sulle candidature con i capilista bloccati apposta per portare Mimun nel prossimo Parlamento e quindi Renzi o accetta di estendere al Senato le candidature con i capilista bloccati di cui alla Camera oppure FI voterà il NO alle legge elettorale che Renzi ha proposto). Comunque, tu cerca di non cadere nell’antisemitismo. Detto questo, l’Italia non è mai stata libera

        • what you see is a fraud

          Perche’ dire la verita’ e’ antisemita ? Ma guarda che i veri semiti in Palestina sono oppressi . Quelli di cui parlo si convertirono in massa a quella religione circa 1000 anni fa.
          http://www.khazaria.com/khazar-diaspora.html

          • Ronf Ronf

            Dire la verità non è antisemita. Il vero problema è che la gente comune certe cose non le capisce. Tu hai ragione, ma la gente per strada mi guarderebbe male se io gli dicessi certe cose che tu mi hai scritto. Detto questo, io non conosco bene la storia di cui tu parli: che è successo 1000 anni fa? E dove è successo?

  • marcoferro

    come scrissi l’altro giorno li allevano come polli in batterie questi giovani leader. futuri servi proprio come micron. a proposito del replicante francese poi già si prepara a sferrare il primo attacco ai lavoratori. Se passasse questo progetto di legge, che pare sarà promulgato per decreto, sarebbe un colpo durissimo per i dipendenti che si troverebbero totalmente alla mercé dell’imprenditore in una posizione di ricattabilità che non lascerebbe alcun margine di dissenso o di difesa delle loro prerogative contrattuali.

    hanno votato per lui credendo che la Le pen avrebbe portato il fascismo, tranquilli mangiarane, micron ci penserà lui a introdurlo.
    mentre invece nella foto guardate il cazzaro, è felice come un moscone su una merda vicino alla scimmia assassina.

    • Ronf Ronf

      La strategia di Marine Le Pen è la stessa di Mitterand: dopo aver perso contro Giscard nel 1974, Mitterand di fatto divenne il capo indiscusso dell’opposizione alle successive presidenziali (1981) si ripetè la sfida elettorale contro Giscard e questa volta vinse Mitterand perchè lo sfidante si era usurato al governo. Ma la Le Pen dimentica che lei ha soltanto 4 anni (e non 7 come ai tempi di Giscard e di Mitterand) prima che si apra la prossima campagna elettorale (cioè: il mandato di Macron dura 5 anni, ma già tra 4 anni nel 2021 si aprirà – tra elezioni primarie e congressi di partito – la lunga corsa per designare il vincitore del voto del 2022)

      • marcoferro

        per quella data la francia sarà a pezzi in tutti i sensi…

    • johnny rotten

      Io sono sempre più convinto che le elezioni siano sempre truccate, non ci credo che la maggioranza delle persone sia così propensa al suicidio, e comunque non aspetterebbe le elezioni per metterlo in pratica, in nome di chi e di che cosa poi? il disegno di questi malandrini con la kippah è quello di farci credere che stiamo vivendo senza alcuna possibilità di combatterli, io a queste storie che la gente voterebbe per micron dopo che hanno bloccato la francia per mesi contro le leggi di micron non riesco a crederci, il budino ollandè ha dovuto dichiarare e prolungare lo stato di emergenza per paura della guerriglia urbana in tutta la francia, e adesso la maggioranza dei francesi avrebbe votato per micron? impossibile, il gioco è truccato, anche in itaglia, non è realistico pensare che ci siano 2 milioni di individui che votano il cazzaro, se ci si pensa bene sù, questo è quello che a loro conviene farci credere, perchè così si sentono legittimati, ma è bene diffidare sempre e comunque di tali abusivi, bisogna ricacciarli in terra santa insieme ai loro compatrioti, loro e la loro usura di ‘sto cazzo.

      • marcoferro

        ha letto che in francia un milione di schede sono state annullate, incredibile, cosa hanno sbagliato ? mentre altri 4,5 milioni vanno a votare e che votano ? scheda bianca, ma allora statevene a casa. comunque come ha detto Bonnal i francesi seguono la tv che gli dice come votare e non internet. inoltre sempre secondo Bonnal i francesi stanno diventando stupidi perche hanno perso 4 punti del Q.I. in soli 10 anni. da noi invece solo quando voteremo potremo vedere quanta gente sta dalla parte del cazzaro…e li i negri clandestini non potranno votare..

        • johnny rotten

          Non è possibile, troppo inverosimile, il gioco è truccato, le elezioni sono fasulle, i mercati sono manipolati, le notizie sono create a tavolino, così come le campagne denigratorie che portano alle guerre, ma abbiamo visto che persino le indagini delle varie magistrature, e non parlo solo dell’italia, sono dettate da gruppi d’interesse, e quasi sempre a favore dei soliti noti, non sarà seguendo la strada controllata da questi farbutti che si potrà modificare lo stato attuale delle cose.

          • Epiphanius

            Ho sempre temuto anche io che i sistemi di rilevazione elettronica siano in grado di falsare l’andamento generale di una elezione. Mi sono però chiesto: a livello di SEGGIO, almeno in Italia, è possibile monitorare tutto perchè ci sono i rapresentanti di lista. Storicamente, i SINISTRI sono molto meglio organizzati e sovente anche “vicini”, in certe Regioni”, ai presidenti di seggio o agli scrutatori: ricordate la vicenda della “Mina di matita” sotto l’unghia, appositamente inserita per tracciare segni sulla scheda di nascosto, ANEDDOTO riferito da più di una persona? Però ci sono anche i rappresentanti degli altri partiti (forse non quelli più POPULISTI tipo C.P. o F.N.) magari non organizzati militarmente come gli ex PCI, però in grado di controllare sì. L’altra domanda è: la raccolta di questi dati, a livello centrale, viene monitorata? Viene riscontrata a posteriori coi risultati delle singole sezioni, dove abbiamo visto che esiste una potenziale “garanzia” data dal “contraddittorio” dello spoglio alla presenza di più rappresentanti di lista? Dove potrebNbe inserirsi la manipolazione? Nella somma finale a livello centrale mi pare inverosimile… Non so dire però se il riscontro venga svolto per Provincia o anche a livello centrale (es. se i partiti, dopo lo spoglio, vanno a fare i conti della serva e con quali modalità).
            Ma anche se fosse “filtrato” a livello di Prefettura e dunque i partiti non intervengano MAI in sede centrale a Roma, un dato generale complessivo è pur sempre riscontrabile, una volta ottenuti i risultati provincia per provincia…Basta sommarli e vedere cosa esce..credo.

        • Angel

          “Inoltre sempre secondo Bonnal i francesi stanno diventando stupidi perche hanno perso 4 punti del Q.I. in soli 10 anni”
          Da quanto personalmente osservo (da 20 anni a questa parte), non è certo una novità. L’auto-referenzialità tronfia e grottesca in cui sono cresciuti i francesi fin dalla culla, porta inevitabilmente a questo. I francesi non sono capaci di discutere, o ragionare: loro proclamano. Soprattutto la filosofia (francese) che hanno imparato nelle scuole, e quella che leggono in metropolitana, in edizione economica Hachette, con lo sciarpone di lana al collo anche ad Agosto.

          • marcoferro

            ah ah bella la tua descrizione…

          • Epiphanius

            Molto interessante questo dato sul QI. Posso conoscere la fonte? vorrei anche segnalare a tutti, specie coloro che hanno prole fino a 15 anni, di EVITARE E RIDURRE al massimo l’impiego di tablet, smartphone ecc. da parte dei bambini e dei ragazzi in giovanissima età. Persino la “serva” Repubblica ha dato la notizia che l’uso intensivo e quotidiano di questi maledetti arnesi provoca un calo della melatonina, problemi di sonno disturbato e incostante, riposo di cattiva qualità ecc.ecc. Ovviamente la notizia veniva annacquata col fatto che incidono molto anche alimentazione e “cattive abitudini” di mangiare tardi (verso forse per il Sud dove talvolta mi è capitato di vedere genitori a spassoin piazza coi figlioli all’1 di notte come fosse una cosa normale). Invece qualche domenica fa, su un canale RadioRai, si parlava di PERDITA DELLE CAPACITA’ MANUALI da parte dei giovanissimi, lamentata dagli insegnanti e dagli studiosi: bambini che non sanno utilizzare delle semplici forbicine, problematiche enormi di scrittura manuale ecc. Il servizio mi è parso OTTIMO IN QUANTO scientifico e critico verso tutta questa “modernità” e implicitamente verso il progressismo che vuole WIFI e TABLET nelle aule. Una cosa devastante sotto molteplici aspetti. L’intervistato era uno studioso della materia, che credo si occupi di pedagogia, logopedia o psicologia. Tenetelo presente e divulgatelo, anche se temp che il QI si sia diradato anche da noi e non solotra i giovanissimi.

        • GattoMaculato

          4% di mau mau musulmani e africani “nuovi francesi” in più in Francia, 4% di Q.I. in meno per la popolazione della Francia. Il conto torna.

  • fnatile

    Che la Francia sia ormai come dice l’ottimo articolo la proxy degli USA nel cuore d’Europa e’ sotto gli occhi di tutti, ma sarebbe anche interessante capire come si e’ arrivati a questo punto. Sarebbe piu’ facile capire nel caso dell’Italia che e’ un protettorato USA dalla seconda guerra mondiale, ma la Francia era sino a non molti anni fa un paese orgoglioso della propria sovranita’. Solo pochi anni fa sotto la presidenza di Chirac si oppose all’invasione dell’Iraq, e volle ribadire la propria potenza militare coi test nucleari nel pacifico, che suscitarono le proteste delle sinistre, le stesse che oggi incensano Macron. De Gaulle la fece uscire dal comando militare della NATO, ed i suoi successori Pompidou, Giscard, il “rosso” Mitterand e Chirac ben si guardarono a farla rientrare. La frattura col passato si consumo’ con Sarkozy che la fece rientrare a pieno titolo nella NATO e si volle lanciare in prima linea nella sciagurata guerra di Libia. Il suo successore Hollande era il leader europeo piu’ entusiasta ad attaccare la Siria e tutto fa pensare che Macron continuera’ nel solco tracciato dai due predecessori. Come si spiega questo repentino cambio di strategia? A questa domanda ha dato una risposta interessante Manlio Graziano in una serie di articoli pubblicati sulla rivista Limes. Secondo lui e’ l’accresciuta potenza della Germania a spiegare queste oscillazioni della politica francese. Qualcosa di simile successe tra il IX e il XX secolo. Fu proprio la riunificazione della Germania del 1870-71 a spingere la Francia, dopo secoli di dispute coloniali con la Gran Bretagna, l’ultima cronologicamente fu la crisi di Fascioda nel 1898, a riversare quelle politiche e a formare un’alleanza con quest’ultima nel 1904, nota come “Entente Cordiale” che spiano’ la strada alla prima guerra mondiale. Dopo il secondo conflitto mondiale la Germania fu annientata e divisa in due e la Francia fu ancora per alcuni decenni il piu’ potente stato europeo occidentale, e con De Gaulle volle ribadire la propria sovranita’ nei confronti degli USA che intanto avevano surclassato la Gran Bretagna. Poi nel 1990 la Germania si riunifica, le lancette della bilancia del potere si spostano decisamente verso Berlino, la Francia e’ in crisi economica, sta solo leggerissimamente meglio di Italia e Spagna. La storia si ripete quindi, per illudersi di contare ancora qualcosa, la Francia si sposta per la seconda volta verso le potenze anglosassoni.

    • Ronf Ronf

      Francesi e tedeschi si sono comprati i Dem USA a colpi di generose donazioni finanziarie perchè loro vogliono sostituirsi agli USA nel comando in Europa e i Dem USA in cambio di soldi sono disponibili a dare loro quello che loro vogliono e questo spiega come mai i Dem USA hanno lasciato l’Italia al suo destino: io vi ricordo che l’Italia è (o era) il primo alleato USA tra i paesi di lingua non-inglese.

  • Lupis Tana

    ottimo bott,

    obanana è venuto in italia per fare proseliti a favore delle loro mafie politiche.
    è venuto a dire che bisogna prendere provvedimenti urgenti per il clima, quando lui era presidente ha firmato il trattato a cominciare dal 2030, capirai l’urgenza adesso…
    non c’è nessun bresci in giro per le strade… ma quando si toglieranno di torno sti …i e ancora più merdoni quelli che han pagato 850 euri per vedere e sentire sto disgraziato di un premio nobel per la criminalità, tanti ne ha fatti fuori quando era il merdapresidente. sal t l

  • Lucio

    In pratica essendo oramai la fondazione Clinton sputtanata in toto ecco sbucare Obama come volto nuovo di nuove fondazioni a sostituzione dei Clinton?

    Gira e rigira è sempre la stessa minestra riscaldata.

    • donato zeno

      Ci vuole una diversione.

  • ittymixe

    Bernard-Henri Levy s’e preso le torte in faccia a Belgrado, dove era andato a propalare il suo illuminato verbo alle masse serbe.

    http://palaestinafelix.blogspot.it/2017/05/bernard-henri-levy-belgrado-contestato.html

    E gli è andata anche bene: considerato il suo sostegno all’aggressione Nato alla Serbia, è un miracolo che non gli abbiano sparato.

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