Quello in atto è davvero un golpe contro Trump o solamente un’astuta pantomima per rafforzarlo?

Di Mauro Bottarelli , il - 47 commenti


Ci ho riflettuto parecchio l’altra notte, visto che non riuscivo a dormire e mi sono lanciato in una rassegna stampa globale dell’affaire Trump, ovvero l’accerchiamento che sta sostanziandosi nei confronti del presidente USA per il cosiddetto Russiagate, definito dallo stesso inquilino della Casa Bianca “la più grande caccia alle streghe della storia”. Memorandum, file audio, indiscrezioni, nomine di procuratori speciali: in tre giorni la parola impeachment è passata da tabù a normale ornamento di ogni titolo di giornale che si riferisse agli Stati Uniti. Di fatto, l’idea è quella di un piano per eliminare politicamente Trump, un golpe mediatico e incruento orchestrato dal Deep State attraverso una delle sue componenti più attive, i mass media. Poi, però, la memoria ti ricorda questo

e diventa difficile fare appello alla discontinuità in politica estera come motivo di eliminazione del presidente, visto che proprio oggi sbarcherà in Arabia Saudita per concludere contratti per oltre 200 miliardi di dollari – forniture di armi incluse, con somma gioia degli yemeniti – e dar vita al progetto di “NATO araba” per fronteggiare il terrorismo e, soprattutto, “fare muro contro l’Iran” (che oggi sceglie il suo presidente). Ryad avrà un ruolo centrale in quella che Trump definisce “un’architettura per la sicurezza nazionale”, quindi la vecchia partnership non solo non si è rotta ma, anzi, gode di ottima salute. Vogliamo parlare della politica economica del governo? Totalmente in mano a ex manager o lobbysti di Wall Street, tanto che Bloomberg si è spinta a questo titolo

per dire chiaro e tondo che, al netto degli annunci, le grandi banche possono dormire fra due guanciali riguardo la regolamentazione fra ramo finanziario e commerciale promessa in campagna elettorale.

Ma c’è di più. Quando CNBC, non un blog complottista, arriva a pubblicare un post simile,

non vi pare che qualcosa non torni? Un’agenzia più che establishment, legata al mondo finanziario, denuncia en plein air che in America si sta compiendo un colpo di Stato attraverso le accuse legate al Russiagate? Ecco alcuni passi dell’articolo di Jake Novak: “C’è, ovviamente, una reazione alla storia relativa al fatto che Donald Trump abbia rivelato informazioni sensibili nel corso di un meeting alla Casa Bianca con funzionari russi la scorsa settimana. Ma il presidente Trump non ha commesso alcun reato. La notizia veramente allarmante è che il presidente eletto degli Stati Uniti appaia il bersaglo di un colpo di Stato politico. Primo, siamo chiari: il presidente Trump sarà sciatto, arrogante e può aver preso decisioni sbagliate nel suo breve tempo alla Casa Bianca, inclusa la rimozione del direttore dell’FBI, James Comey e la scelta come consigliere della sicurezza nazionale di Michael Flynn. E se ha compromesso la fonte delle informazioni sensibili che ha condiviso con i russi, deve vergognarsi. Ma un presidente non può essere rimosso dal suo ufficio per arroganza e sciatteria…”. Insomma, una difesa su tutta la linea, anche un po’ goffa e dozzinale e una chiara indicazione: Trump è vittima di un golpe politico. E che dire di questo,

BOOM! Dennis Kucinich: Deep State Is Trying to Take Down a President – It Needs to Stop

andato in onda su FOX News: Dennis Kucinich, appartenente al Partito Democratico, ambientalista e membro della Camera dei rappresentanti dal 1997 al 2013 per lo Stato dell’Ohio, cosa dice? “Il Deep State sta cercando di abbattere Trump, è ora che smetta!”. Ovvero, l’uomo che il 6 novembre del 2007 presentò alla Camera una richiesta di impeachment per Dick Cheney per manipolazione dei dati di intelligence, affinché legassero l’Iraq ad Al-Qaeda e giustificassero la guerra, ora si schiera acriticamente al fianco di un presidente che nelle sue priorità di politica estera ha già dimostrato un livello di bellicismo non indifferente, oltre ad aver fatto carta straccia degli Accordi di Parigi sul clima? Sarà ma a me tutta questa faccenda puzza. Parecchio.

Tanto più che, al netto del tossico che ha fatto gridare all’attentato a Times Square, ieri la notizia dell’audio ascoltato dal “Washington Post” relativo alla confessione di un deputato repubblicano sui soldi che Putin garantirebbe a Trump, ha permesso di silenziare la vera e propria bomba – non smentita finora da alcuno – rilanciata mcclatchydc.com. Ovvero, il fatto che l’ex capo della sicurezza nazionale, il generale Mike Flynn, fosse un agente per conto del governo turco, dal quale ha ottenuto 530mila dollari per un compito preciso: bloccare la fornitura di armi pesanti ai curdi per la liberazione di Raqqa. La decisione fu presa 10 giorni prima dell’insediamento di Donald Trump come presidente, quando ancora si era nel periodo di transizione dei poteri, la cosiddetta “lame duck session”: Susan Rice, consulente per la sicurezza di Barack Obama, decise che era giusto consultare Flynn, visto che quella decisione sarebbe diventata operativa con Trump già alla Casa Bianca e che la firma sarebbe stata la sua.

E Flynn non ebbe dubbi: nonostante il sì del Pentagono, quello che sarebbe diventato – per poco tempo – capo della sicurezza nazionale disse di mettere il piano in stand-by. Le armi ai curdi siriani non dovevano arrivare. E guarda caso, pochi giorni fa, la Casa Bianca ha improvvisamente e unilateralmente deciso invece di inviare armamento pesante al PYG, facendo infuriare Erdogan, il quale l’altro giorno – proprio durante l’incontro con Trump a Washington – ha detto che, in caso le armi arrivino davvero ai curdi, Ankara reagirà senza consultarsi preventivamente con nessuno. E, altra coincidenza, la decisione di Trump è giunta dopo l’accordo di Astana fra Iran, Russia e Turchia per la creazione di zone cuscinetto in Siria. Insomma, gli ambivalenti e un po’ ambigui rapporti tra Washington e Ankara degli ultimi mesi partono viziati di fondo: il peccato mortale di Flynn non era il rapporto con l’ambasciatore russo a Washington ma l’essere, di fatto, un agente del governo turco infiltrato alla Casa Bianca. Ma, ovviamente, di questo i giornali non parleranno. Dell’audio del “Washington Post”, invece, sì.

Su quanti tavoli si sta giocando la partita statunitense? Quello in atto contro Trump è davvero un colpo di Stato strisciante per ottenerne l’eliminazione del potere o soltanto un abile gioco di specchi, visto che gli interessi geopolitici di Deep State e amministrazione USA per ora sono coincidenti? Non sembrano anche a voi un po’ troppo palesi e marchiani gli errori in cui stanno incorrendo i potenziali congiuranti? Dal forno di Assad alla denuncia di Comey all’audio del “Washington Post”, tutto è stato di fatto smentito e ridimensionato in pochi giorni: nulla che abbia inferto il colpo fatale a Donald Trump, il quale oggi raggiungerà Ryad con un bell’assegno da 40 miliardi da incassare per opere infrastrutturali (al netto di un sondaggio Gallup dello scorso febbraio, il quale vede solo il 31% degli americani favorevoli a investimenti diretti sauditi, anche in relazione alla causa per le vittime dell’11 settembre) e poi raggiungerà Israele con volo diretto, il primo che colleghi Ryad a Tel Aviv senza scalo.

Simbolismo? Penso che potremo capire di più al G7, quando Donald Trump avrà colloquiato con i due potenti alleati e, forse, renderà nota la sua posizione con maggiore chiarezza: il nodo, di fatto, resta la Siria. Ma non tanto Assad, al netto del bombardamento di ieri contro milizie filo-lealiste nel sud del Paese (pare addirittura concordato con Mosca), quanto il ruolo di Hezbollah: in parole povere, la questione cardine resta l’Iran. E questo mette d’accordo tutti: Deep State, Pentagono, Arabia Saudita, Israele, membri OPEC e Casa Bianca. Siamo nel pieno di una cortina fumogena senza precedenti? Comincio a far fatica a seguire piste e indizi e devo ricredermi sul fatto che sia la disperazione a guidare le mosse di chi orchestra il vero potere a Washington: c’è della genialità dietro questa pantomima. Ancorché molto pericolosa.

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  • nathan

    “Ma un presidente non può essere rimosso dal suo ufficio per arroganza e sciatteria”

    Un idiota del genere non sarebbe mai stato eletto senza la piaga della democrazia.

    • Massimo Decio Meridio

      Ma senza la piaga della democrazia non ci sarebbero state elezioni ….

      • nathan

        Democrazia aperta senza merito e patente di voto, era sottinteso.

        • Massimo Decio Meridio

          No, non lo è purtroppo. La democrazia con merito e patente di voto non è democrazia nell’accezione almeno comune e moderna del termine. Quello che tu sostieni è elitismo. Ben altro.

          • nathan

            Secondo questa logica non lo è neanche l’attuale, i bambini non votano (gli analfabeti funzionali, gli ignoranti, i parassiti pubblici sotto conflitto d’interesse verso il datore di lavoro e gli idioti, sì).

          • Massimo Decio Meridio

            Non è questione di logica, è questione di definizione. In ogni caso che io sappia in alcuni paesi i minorenni possono votare, mi sembra in Germania e mi pare anche negli USA …
            Il suffragio universale, oggi intimamente legato al concetto di democrazia, è una conquista recente, ma non è che prima le cose andassero poi tanto meglio eh …

          • nathan

            Si presume che una definizione derivi da una logica.

          • Massimo Decio Meridio

            Più che da una logica da un concetto. Il concetto della democrazia è che le decisioni all’interno di una certa comunità di persone sono prese da tutti. Da qui poi la definizione integrata da ulteriori concetti.

          • Sick boy

            Mi tocca dar ragione a nathan

          • Massimo Decio Meridio

            Logica e concetto non sono la stessa cosa. Se io chiamo mela il relativo frutto sto dando la definizione al concetto che ho di quel determinato oggetto. Non la chiamo mela quale risultato “logico” di un pensiero. Se io definisco oligarchia, non lo faccio sulla base di un risultato logico di pensiero ma sto semplicemente definendo il concetto del “governo di pochi”. Posso dire che oligarchia è “male”, ovvero non ne do una definizione ma ne attribuisco una caratteristica, come risultato logico di un pensiero che parta peraltro da determinati presupposti, ma non definisco l’oligarchia con la logica.
            Oh poi padrone di pensare alla definizione di democrazia quale risultato logico di un pensiero eh…

          • Sick boy

            Al netto di spicciole questioni di linguaggio, ha ragione nathan nel sottolineare che la democrazia a suffragio universale non sia l’unica possibile, peraltro sottolineando come anche da essa vi siano degli esclusi.
            Per ulteriori approfondimenti, è sufficiente verificare cos’era il demos nell’antica atene (hint: non erano i meteci).

          • Massimo Decio Meridio

            Ho specificato che nella definizione moderna ed attuale della democrazia non c’è spazio per l’elitismo, che poi è la visione reale di Nathan, perchè l’elitismo è altro.
            Diverso dire che la democrazia possa assumere diverse forme, nelle quali tuttavia, ripeto, nella definizione attuale che almeno ne danno le scienze politiche, è propedeutico l’egualitarismo.
            Poi era definita “democrazia” anche quando votavano solo per censo … il concetto – appunto, non la logica – è variato nei tempi…

        • Friendly Cynic

          Cosí avrebbe vinto la Clinton.

          Tu vuoi un regime dove votano solo gli Erasmus.

          • nathan

            Credi davvero che senza una maggioranza di menti semplici la babbiona bipolare e suo marito, sarebbero stati candidati e presidenti, suvvia.

          • Massimo Decio Meridio

            Se votassero solo gli Erasmus avremmo Rocco Siffredi presidente degli Usa …. il che non potrebbe poi essere tanto male..

          • NO, non essendo nato negli Usa non sarebbe eleggibile. ma mi piace il tuo modo di pensare.
            le prossime elezioni vedranno fronteggiarsi una trans con la barba per i democratici e un cowboy capelli rossi e orecchie a sventola semianalfabeta e che suona l’inno nazionale scorreggiando con le ascelle per i repubblicani.
            sapevatelo.
            In ogni caso sarebbero candidati più credibili della Clinton e di Trump.

          • marcoferro

            il discorso non fa una piega. ma allora come spieghi il fatto che il senatore eduardo raffaello, detto ted, cruz nato in canada si fosse presentato per fare il presidente. lo ricordi no ? era l’idiota che aveva avvolto la pancetta intorno alla canna di un mitra per poi mangiarla…

          • forse se fosse nato nei paesi limitrofi si può fare una eccezione, ma credo che un presidente messicano lo vedremo solo tra diversi anni.

          • Winston Smith

            ‘Un’ trans, pls. !!!!

          • silvia

            Il cowboy che scorreggia con le ascelle mi intriga come candidato, pero Rocco Siffredi POTUS sarebbe l’apoteosi, tra l’ altro temo sarebbe il miglior presidente in assoluto…visto quello che hanno combinato tutti gli altri.

          • silvia

            Esatto, lo voterebbero in massa :)))

        • Ronf Ronf

          Quelli come te sabotano sempre le opposizioni dicendo che non fanno abbastanza e quindi tu di fatto favorisci i governi che tu (a parole) disprezzi (ma che favorisci quando saboti le opposizioni)

          • Noel

            quindi è un politico?

        • paolosenzabandiere

          Quale patente di Voto ci può se non esiste informazione che non sia di regime? O pensiamo che qualche migliaia di persone che leggono e scrivono su RC siano la democrazia.

          Dei professori universitari hanno votato per Berlusconi e altri per Occhetto e questi sarebbero la cultura, la conoscenza della politica o il suo fallimento per come viene proposta? Con gli esami forse elimineremo l’uso improprio dei congiuntivi ma proprio la cultura, quella vera, dovrebbe farci capire che non c’è ignoranza peggiore della dotta scimmia “attitolata”.

    • paolosenzabandiere

      Decenni fa pensavo giusto eliminare il problema dell’ignoranza in politica con l’introduzioni di esami facilissimi del tipo: Chi è l”attuale presidente del Consiglio, il capo dell’opposizione e via discorrendo. Oggi mi sento di dire che l’ignoranza, la non conoscenza in politica si combattono dando dei veri e propri spazi di confronto dove possano partecipare anche persone che non fanno parte del pensiero mainstream, di permettere a chi ha argomenti di smontare le falsità dei giornali e dei telegiornali, altrimenti anche un pluri laureato può essere l’analfabeta di fatto che si beve le bufale di regime…

      La vera democrazia è possibile solo quando il popolo può sentire tutte le campane, farsi quindi un’opinione e votare consapevolmente. Il resto è aria fritta, magari ben confezionata.

  • Sandro

    Sarà….ma intanto la borsa ieri, almeno il Mib che tuttavia sappiamo tutti essere lo specchio del DJ, ha fatto 500 punti a scendere e 500 a salire. Cioè 1000 punti facili facili in un solo giorno, milioni di euro o dollari che dir si voglia che i soliti furboni si sono messi in tasca. Forse seguire il denaro offre come sempre la migliore spiegazione.

  • Luigi za

    ..tutto è stato di fatto smentito e ridimensionato in pochi giorni: nulla che abbia inferto il colpo fatale a Donald Trump, il quale oggi raggiungerà Ryad con un bell’assegno da 40 miliardi da incassare per opere infrastrutturali…

    C’è un tale in rete di nome Carpeoro che afferma che il Trump partecipò alla corsa per la presidenza USA non per vincere ma per essere in buona posizione per assicurarsi appalti.
    Ora però il Trump é al comando e come un certo Berlusconi é costretto a tentare di conciliare i suoi interessi personali con quelli di chi veramenta governa il Pianeta.
    O si adegua o si ritira o verrà terminato.

    • Sick boy

      Temo che Carpeoro sia un gran cazzaro (o un abile disinformatore)

  • Mikahel

    Il gioco che fà Trump è quello del politico nella democrazia, ovvero bugiardi nel loro trogolo.
    Intendiamoci, non ce l’ho con Trump, e come potrei visto che le informazioni dei media valgono come la cacca, ma questo è il giochi di tutti quelli che vogliono ottenere il comando… nulla di nuovo.
    L’establishment, per ora, è dalla sua parte (vedi decisione McCain), evidentemente pensano di riuscire a controllarlo… vedremo.

  • Friendly Cynic

    Bottarelli, all’inizio della sua presidenza Trump ha tenuto un vertice con Nethanyau, promettendo fedeltà ad Israele.

    Adesso sembra aver cambiato idea:
    http://www.jpost.com/Israel-News/US-source-Trump-wants-assurances-and-signals-Israel-curbing-settlement-activity-492157

    Forse l’improvviso ritorno degli attacchi mediatici e politici é dovuto a questo.

    • elf elrond

      E allora se è così, perché i media che oggi stano cercando di buttare giù Trump non hanno MAI attaccato Obama?? Mi sembra che l’ex presidente fosse un filino più anti Israele di Donald. Eppure per trovare qualche critica su di lui dovevi andare su breitbart.com

  • Vittorio Cagnetta

    E’ vezzo comune delle menti affilate e profonde (come la sua, Bottarelli) quello di cercare un ordine nelle cose lì dove semplicemente c’è il caos. Nella vicenda dell’attuale Presidente degli Stati Uniti c’è un chiaro, diretto, ancorchè cialtrone, attacco ad un Capo salito al vertice in modo imprevisto, e, in quanto individuo non del tutto integrato e alquanto imprevedibile, preferibilmente da rimuovere con tutte le armi a disposizione (prima arma = i media). Purtroppo, caro Bottarelli, a volte dietro il caos c’è solo caos.

    • Caio Giulio

      Sono assolutamente d’accordo: dalle mie parti si chiamano seghe mentali 😉

  • Gianox

    Pare che Soros abbia deciso di scatenare un’apocalisse finanziaria: vorrebbe far crollare i mercati per portare al collasso l’economia americana in modo da mettere alle strette Trump su quello che potrebbe essere il suo vero punto debole, l’incapacità di rimettere in sesto l’economia americana.

    http://yournewswire.com/soros-financial-apocalypse-trump/

    • preferivo il tuo vecchio avatar ):

      • Gianox

        Dopo quasi due anni era giunto il tempo di cambiarlo.

  • johnny rotten

    A forza di prendersi una fetta sempre maggiore in ogni business, pubblico e privato, stanno venendo avanti generazioni con il cervello bruciato e prive di basi per governare sistemi complessi come quelli attuali, per il guadagno immediato e massimizzato si sono persi di vista traguardi di lungo respiro, quindi è arrivato il tempo di raccogliere il frutto di tale barbarie, non passerà molto tempo prima di vedere l’occidente ridotto in macerie, questi segni di disfunzionalità intellettuale sono solo le prime avvisaglie di un disastro di cui già si possono udire i primi fragori, niente teatro o fumo negli occhi, caro Bottarelli, questo è il nuovo che avanza, e siamo solo all’inizio.

  • paolosenzabandiere

    I FATTI SONO SEMPRE PIÙ IMPORTANTI DELLA PAROLE.

    Il cotonato dai colori dell’orango prima di essere eletto diceva delle cose poi ne ha fatte altre.

    I primi atti ostili sono stati contro la Russia e la Siria su una notizia falsa come poche e tutto questo perchè succube della figlia “piagnona” e del genero sionista. Per non psrlare di quanto fatto contro i suoi stessi collaboratori della prima ora.

    Ora il primo viaggio che questo bel tomo farà sarà in Arrrabbia saudita e poi in Israele, dei veri e propri campioni di pace e democrazia. Per me Trump ha oggi la stessa attenzione/attrazione che darei ad un rotolo di carta igienica usata.

  • ultor

    io direi che è il classico stancheggio con fini ricattatori per convincere Trump a fare quello che vogliono; non dimentichiamoci che Trump predica sfaceli ma solo per rabbonirli e loro lo hanno capito e si sono stancati di essere presi in giro

  • marcoferro

    E’ stato calcolato che a causa del caos che oggi regna alla Casa Bianca per la questione Comey e altri pasticci, i 100 uomini più ricchi del mondo (quasi tutti americani o con interessi in America) hanno perso in un singolo giorno 32 miliardi di dollari. (fonte Forbes) Zuckerberg (Facebook), Bezos (Amazon) o Gates (Microsoft) ci hanno smenato, rispettivamente 2,2 miliardi, 1,9 miliardi e 1 miliardo di dollari in 24 ore.
    Non che cervello di mucca pazza sia un tizio raccomandabile, ma di certo non un diligente lekkakulo dei ricchi e wall-street come la scimmia assassina, il finto negro bastardo https://uploads.disquscdn.com/images/c4ed40053c421ba210f5d86f474fc1fdf8d5329791b556bcba7556dcb2886a13.jpg . che appena finito di distruggere come mai nessuno dal 1820 la democrazia americana, si è fatto fotografare ai Caraibi con l’amico Richard Branson di Virgin Atlantic mentre nel suo Paese 41,2 milioni di persone si possono permettere un solo pasto al giorno oggi.

    • sei sicuro che i più ricchi del mondo siano quelli?
      eh eh eh

      • marcoferro

        diciamo che stanno nella lista dei primi 100, quasi tutti americani…

        • diciamo che io non mi fido delle classifiche che “dimenticano” certi personaggi.
          capisc’ a me

          • Ronf Ronf

            Certi personaggi hanno il patrimonio frammentato perchè ormai le loro famiglie hanno centinaia di membri (i discendenti del “Re del Petrolio”, cioè J.D. Rockfeller, infatti sono oltre 100 e quindi il loro patrimonio di famiglia è ovviamente frammentato in oltre 100 parti)

  • personalmente ritengo che trunks sia solo una suola e indipendentemente da ciò che senso ha tifare per il capo di un’altra nazione se questo farà stare peggio noi dato che lui si occuperà del suo territorio scaricando il peso sulle Nazioni più deboli?
    nella società si è insediato il virus dell’internazionalismo e questo dimostra a chiare lettere perché la stupidità dilaga.
    Attualmente gli immigrati continuano ad arrivare a tonnellate, l’eur è più saldo che mai e il ciarpame in salsa pannelliana dilaga, tutto il resto son chiacchiere

  • Caio Giulio

    Secondo me, li fai troppo intelligenti quando non perdono occasione per dimostrare da decenni il contrario.

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