Trump bin Salman ha (ri)dichiarato guerra all’Iran.

Di Maurizio Blondet , il - Replica

Spero sia chiaro  quel che è accaduto a Ryad,  e trovo strano che i titoli dei media occidentali facciano finta di non capirlo.  Affiancato dai monarchi sauditi e dagli emiri che finanziano Isis, al Qaeda, tutti i mercenari al Captagon che devastano e decapitano in Siria, ha dichiarato che “l’Iran è la punta di diamante del terrorismo globale”  – ripetendo una frase appena pronunciata da re Salman – ed ha ingiunto a Teheran di smettere di aiutare i  terroristi islamici. Tali “terroristi islamici” sono  ovviamente Hezbollah in Libano, e il governo siriano di Assad, che l’Iran aiuta militarmente contro l’aggressione saudito-americana ed ebraica. Ovviamente, Hezbollah è ritenuto da Israele “una minaccia esistenziale” (perché è la solo forza araba che l’ha vinta in uno scontro), e questo dovrebbe spiegare abbastanza: gli Usa tornano a fare le guerre per Israele. Come sempre.

Dei “sette stati in cinque anni” che al Pentagono era stato incaricati di abbattere dopo e col pretesto dell’11 Settembre, l’Iran è il solo rimasto  intatto. Gli altri, Irak, Siria, Libia, Somalia, Sudan, sono stati  devastati come Israele ha voluto.  Per anni McCain ha canterellato “Bomb bomb bomb Iran”, come suggeriva la lobby, invano. Ora sembra  che ci siamo. Trump ha annunciato la creazione di una grande alleanza araba contro l’Iran, una specie di NATO del Golfo; sunniti contro sciiti, con una piccola eccezione:  Israele sarà fianco dell’Arabia Saudita. Contro Teheran, guerra senza quartiere. Proprio nel momento in cui gli iraniani, votando massicciamente Rouhani, hanno espresso la speranza di normalizzare i rapporti  con l’Occidente.  Tutto il successo di Rouhani è stato la rinuncia all’arma atomica, in cambio della riammissione del paese all’onore del mondo, dopo un trentennio di sanzioni. Questa speranza sarà resa vana. La sola salvezza, nel mondo  craeto dalla superpotenza al servizio di Sion, è proprio avere le testate atomiche sufficienti a dissuadere i criminali globali.

Sarà guerra ibrida, sovversione e aggressione, come al solito. Sembra che i cervelli strategici Usa ritengano il regime  in grave crisi economica, dissanguato nelle finanze dall’aiuto che fornisce a Siria e Hezbollah, e la popolazione sia sull’orlo della rivolta: regime change in vista.

La  casa saudita ha pagato caro. Il prezzo del riscatto, secondo Silvia Cattori. Altro che 150 miliardi di dollari in armamenti. “L’Arabia ha promesso 300 miliardi di dollari di contratti di difesa nel prossimo decennio, e 40 miliardi di dollari d’investimento nelle infrastrutture. La cifra finale, secondo alcuni iniziati di Wall Street, potrebbe ancora salire a mille milioni di dollari. La Casa Bianca è in estasi davanti agli effetti di questa pioggia di denaro saudita all’interno del Paese. Secondo il resoconto uffiilale dopo l’incontro avvenuto (alla Casa Bianca) tra il principe ereditario ben Salman e Trump, oltre un milione di posti di lavoro potrebbero essere creati direttamente, e  milioni di altri  nella catena di approvvigionamento”.

Insomma Ryad ha accettato di salvare l’industria americana dalla bancarotta, di ravvivare la sola industria che conti –  il militare-industriale. Trump  ha ottenuto di fare l’America “great again” con i miliardi di Ryad. Trump   aveva promesso di far pagare i sauditi  anche per i missili che non userà, l’immane spropositato  sofisticato  armamento, inutilizzabile in un regnicolo di analfabeti.  Assistiamo ad una fantastica integrazione economica e politica fra la Superpotenza e  la cosca wahabita  decapitatrice,  dove l’una sostiene l’altra impedendole di crollare, una nella bancarotta, l’altra nell’autodistruzione; un mostro genetico in fieri da diverso tempo, da quando Hillary era ministra degli Esteri.  Un mostro a due teste, anzi a tre – non bisogna dimenticare infatti la nota lobby, fautrice dell’integrazione saudio-americana.

Ovviamente ciò è possibile avendo abbandonato ogni senso di vergogna, di dignità e di verità. Condizione tipica del governare col caos.

Infatti è la ripresa della Dottrina Wolfowitz.

 

Nel 1992, il segretario alla Difesa di allora – era  Dick Cheney – chiese al suo sottosegretario alla Defence Policy  – era Paul Wolfowitz – di tratteggiare il documento di “guida alla politica di difesa Usa per gli anni 1991-99”.

Il documento divenne noto come “Dottrina Wolfowitz”:

“E’ la strategia  per fondere in una unità pratica gli interessi americani e quelli globali sionisti”,  ha detto  Gilad Atzmon.

“Il nostro primo obbiettivo –  scrive Wolfowitz – è prevenire il riemergere di un nuovo rivale, nel territorio dell’ex Unione Sovietica o altrove, che ponga una minaccia dell’rodine di quello posto dall’ex Unione Sovietica.

“Gli Usa devono mostrare la  leadership necessaria per instaurare e proteggere un nuovo ordine che mantenga la promessa  di convincere potenziali competitori che non devono aspirare ad un maggior ruolo o a perseguire una postura più aggressiva per proteggere i loro interessi”.

Ciò andava fatto con azioni “unilaterali”. Alla fine, come dice ancora Atzmon, saltava fuori in Wolfie,  l’allievo di Strauss, il   doppio passaporto: riaffermava  l’eterno impegno americano per lo stato giudaico. “Nel  Medio Oriente  e nel Golfo Persico, vogliamo favorire la stabilità regionale [sic],  dissuadere  ogni aggressione contro i nostri amici e interessi nella regione…Gli Stati Uniti sono impegnati  alla sicurezza di Israele e a mantenere   il primato qualitativo degli armamenti che è cruciale alla sicurezza   di Israele”

Guerra alla Russia,  guerra all’Iran. Tutto come prima.

L’articolo Trump bin Salman ha (ri)dichiarato guerra all’Iran. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

Condivisioni
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

Trump bin Salman ha (ri)dichiarato guerra all’Iran.

Di Maurizio Blondet , il - 56 commenti

Spero sia chiaro  quel che è accaduto a Ryad,  e trovo strano che i titoli dei media occidentali facciano finta di non capirlo.  Affiancato dai monarchi sauditi e dagli emiri che finanziano Isis, al Qaeda, tutti i mercenari al Captagon che devastano e decapitano in Siria, ha dichiarato che “l’Iran è la punta di diamante del terrorismo globale”  – ripetendo una frase appena pronunciata da re Salman – ed ha ingiunto a Teheran di smettere di aiutare i  terroristi islamici. Tali “terroristi islamici” sono  ovviamente Hezbollah in Libano, e il governo siriano di Assad, che l’Iran aiuta militarmente contro l’aggressione saudito-americana ed ebraica. Ovviamente, Hezbollah è ritenuto da Israele “una minaccia esistenziale” (perché è la solo forza araba che l’ha vinta in uno scontro), e questo dovrebbe spiegare abbastanza: gli Usa tornano a fare le guerre per Israele. Come sempre.

Dei “sette stati in cinque anni” che al Pentagono era stato incaricati di abbattere dopo e col pretesto dell’11 Settembre, l’Iran è il solo rimasto  intatto. Gli altri, Irak, Siria, Libia, Somalia, Sudan, sono stati  devastati come Israele ha voluto.  Per anni McCain ha canterellato “Bomb bomb bomb Iran”, come suggeriva la lobby, invano. Ora sembra  che ci siamo. Trump ha annunciato la creazione di una grande alleanza araba contro l’Iran, una specie di NATO del Golfo; sunniti contro sciiti, con una piccola eccezione:  Israele sarà fianco dell’Arabia Saudita. Contro Teheran, guerra senza quartiere. Proprio nel momento in cui gli iraniani, votando massicciamente Rouhani, hanno espresso la speranza di normalizzare i rapporti  con l’Occidente.  Tutto il successo di Rouhani è stato la rinuncia all’arma atomica, in cambio della riammissione del paese all’onore del mondo, dopo un trentennio di sanzioni. Questa speranza sarà resa vana. La sola salvezza, nel mondo  craeto dalla superpotenza al servizio di Sion, è proprio avere le testate atomiche sufficienti a dissuadere i criminali globali.

Sarà guerra ibrida, sovversione e aggressione, come al solito. Sembra che i cervelli strategici Usa ritengano il regime  in grave crisi economica, dissanguato nelle finanze dall’aiuto che fornisce a Siria e Hezbollah, e la popolazione sia sull’orlo della rivolta: regime change in vista.

La  casa saudita ha pagato caro. Il prezzo del riscatto, secondo Silvia Cattori. Altro che 150 miliardi di dollari in armamenti. “L’Arabia ha promesso 300 miliardi di dollari di contratti di difesa nel prossimo decennio, e 40 miliardi di dollari d’investimento nelle infrastrutture. La cifra finale, secondo alcuni iniziati di Wall Street, potrebbe ancora salire a mille milioni di dollari. La Casa Bianca è in estasi davanti agli effetti di questa pioggia di denaro saudita all’interno del Paese. Secondo il resoconto uffiilale dopo l’incontro avvenuto (alla Casa Bianca) tra il principe ereditario ben Salman e Trump, oltre un milione di posti di lavoro potrebbero essere creati direttamente, e  milioni di altri  nella catena di approvvigionamento”.

Insomma Ryad ha accettato di salvare l’industria americana dalla bancarotta, di ravvivare la sola industria che conti –  il militare-industriale. Trump  ha ottenuto di fare l’America “great again” con i miliardi di Ryad. Trump   aveva promesso di far pagare i sauditi  anche per i missili che non userà, l’immane spropositato  sofisticato  armamento, inutilizzabile in un regnicolo di analfabeti.  Assistiamo ad una fantastica integrazione economica e politica fra la Superpotenza e  la cosca wahabita  decapitatrice,  dove l’una sostiene l’altra impedendole di crollare, una nella bancarotta, l’altra nell’autodistruzione; un mostro genetico in fieri da diverso tempo, da quando Hillary era ministra degli Esteri.  Un mostro a due teste, anzi a tre – non bisogna dimenticare infatti la nota lobby, fautrice dell’integrazione saudio-americana.

Ovviamente ciò è possibile avendo abbandonato ogni senso di vergogna, di dignità e di verità. Condizione tipica del governare col caos.

Infatti è la ripresa della Dottrina Wolfowitz.

 

Nel 1992, il segretario alla Difesa di allora – era  Dick Cheney – chiese al suo sottosegretario alla Defence Policy  – era Paul Wolfowitz – di tratteggiare il documento di “guida alla politica di difesa Usa per gli anni 1991-99”.

Il documento divenne noto come “Dottrina Wolfowitz”:

“E’ la strategia  per fondere in una unità pratica gli interessi americani e quelli globali sionisti”,  ha detto  Gilad Atzmon.

“Il nostro primo obbiettivo –  scrive Wolfowitz – è prevenire il riemergere di un nuovo rivale, nel territorio dell’ex Unione Sovietica o altrove, che ponga una minaccia dell’rodine di quello posto dall’ex Unione Sovietica.

“Gli Usa devono mostrare la  leadership necessaria per instaurare e proteggere un nuovo ordine che mantenga la promessa  di convincere potenziali competitori che non devono aspirare ad un maggior ruolo o a perseguire una postura più aggressiva per proteggere i loro interessi”.

Ciò andava fatto con azioni “unilaterali”. Alla fine, come dice ancora Atzmon, saltava fuori in Wolfie,  l’allievo di Strauss, il   doppio passaporto: riaffermava  l’eterno impegno americano per lo stato giudaico. “Nel  Medio Oriente  e nel Golfo Persico, vogliamo favorire la stabilità regionale [sic],  dissuadere  ogni aggressione contro i nostri amici e interessi nella regione…Gli Stati Uniti sono impegnati  alla sicurezza di Israele e a mantenere   il primato qualitativo degli armamenti che è cruciale alla sicurezza   di Israele”

Guerra alla Russia,  guerra all’Iran. Tutto come prima.

L’articolo Trump bin Salman ha (ri)dichiarato guerra all’Iran. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

Condivisioni
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

  • gianni

    Ce 2 volte l’ articolo

  • gianni

    L’ Iran deve dotarsi al più presto di armi nucleari , spero l’ abbia già fatto di nascosto

  • Gianox

    Prima mossa da fare: sabotare i pozzi dei Saud, i più ricchi dei quali sono in zone dove la maggioranza della popolazione è sciita.
    Questo farei io, fossi negli iraniani.
    Così, il prezzo del petrolio, da 50 dollari al barile, salirà alle stelle.
    Ci sarà un tremendo contraccolpo in tutto il mondo, l’economia collasserà e focolai di rivolta vi saranno in tutto il mondo, a cominciare dagli USA.
    Si ripaga chi vuole il caos con la stessa moneta.
    Forse è veramente l’unica cosa da fare.

    • AndreAX

      Mah…. negli USA proprio no! Non per il petrolio dimentichi che hanno tanto di quello SHALE OIL che non sanno più dove metterlo anzi… la cosa potrebbe evitare il fallimento delle tante imprese sorte su sovvenzione della FED, rinforzando un mercato interno altrimenti destinato a fallire.

      • Gianox

        Ma c’è il pericolo petroldollaro.
        Cina e Russia potrebbero incominciare far guerra sul serio al dollaro. Sono già pronte.

        • AndreAX

          Non ti seguo… ti dico fin dove son arrivato io poi mi aggiorni o correggi caro Gianox. Gli arabi inizialmente hanno mantenuto alta la produzione nella speranza di fare dumping sul gas russo e petrolio iraniano solo che la Russia ha trovato la cina come mercato di sbocco e il simpatico giochino ha solo avuto l’effetto di mandare gambe all’aria l’industria dello shale americano (contropartita che gli amerinkioni avevano accettato pur di far dispetto a Putin come dire mi taglio el palle per far dispetto alla moglie insomma…). Questo è quello che so ora visto che ci sono stock e stock di barili di shale come potrebbe chiudere i rubinetti danneggiare? Forse mi sono un pò perso?

          • Gianox

            Quello che tu hai scritto corrisponde al vero.
            Gli USA potrebbero trovare giovamento da un rialzo dei prezzi che renda ancora profittevole investire sullo shale oil.
            Ma non lo stesso discorso vale per altri paesi, grandi importatori di idrocarburi, come i paesi dell’Europa occidentale ed il Giappone, che tra l’altro, assieme alla Cina, detengono gran parte del debito pubblico americano.
            Se gli USA possono contare di far fronte ad eventuali carenze nei rifornimenti petroliferi attraverso la loro produzione di shale oil, tanti altri paesi si ritroverebbero col sedere a terra. I costi di produzione salirebbero alle stelle, e questo in un periodo di recessione globale porterebbe al collasso delle loro economie, già sull’orlo del fallimento.
            La cosa non potrebbe che avere conseguenza anche sull’economia americana. Tutti questi paesi probabilmente non sarebbero in grado di finanziarie ulteriormente il debito pubblico americano. Quindi anche parte dell’economia americana ne verrebbe travolta.
            Inoltre, Cina e Russia, che già hanno creato alternative al Fondo monetario internazionale e al circuito Swift, potrebbero decidere di rompere gli indugi e di dare battaglia direttamente al dollaro, escludendolo come moneta per gli scambi di petrolio.
            Senza la possibilità di finanziare il proprio debito pubblico, anche attraverso la stampa dei dollari, l’economia americana collasserebbe.
            Come è risaputo, circa 50 milioni di americani hanno da mangiare solo grazie ai Food stamps. Col sistema finanziario al collasso, questa sarebbe probabilmente gente che dall’oggi al domani si ritroverebbe priva dei mezzi di sostentamento primario.
            Insomma, ovunque si scatenerebbe un casino indicibile.

          • AndreAX

            Ok bon i conti mi tornano bene così! XD

          • alex

            *****Come è risaputo, circa 50 milioni di americani hanno da mangiare solo grazie ai Food stamps. Col sistema finanziario al collasso, questa sarebbe probabilmente gente che dall’oggi al domani si ritroverebbe priva dei mezzi di sostentamento primario.
            Insomma, ovunque si scatenerebbe un casino indicibile.****

            Magari fosse vero, 50 milioni o più di ammeregani morti di fame!! Da qualcuno e qualcosa bisogna pur cominciare!!

      • kikko19

        se il chiudono il rubinetto in arabia il prezzo sale comunque…

    • Ronf Ronf

      Come nel libro EndWar di Tom Clancy, una bomba atomica scoppiata a Ryad (la capitale dell’Arabia Saudita) fa salire il prezzo del petrolio a 800 $ al barile e poi i russi quindi diventano una super-potenzia mondiale a causa del boom petrolifero

      • Gianox

        Non conosco il libro ma l’idea l’ho presa da Nuke.
        In effetti, ha senso.
        Io non so se in caso di conflitto generalizzato e salutare dei pozzi di petrolio il prezzo posso salire a 800 dollari al barile.
        Ma mi sa che già a 200-300 dollari il barile molte economie vanno a gambe all’aria.
        Comunque mi sfagiola l’idea di una bomba atomica su Riad. Anzi, meglio ancora sarebbe una su La Mecca.
        Comunque gli iraniani e hanno già fatto sapere di essere pronti a bombardare ogni angolo dell’Arabia Saudita, fatta eccezione per la Mecca e Medina.

        • Ronf Ronf

          Nel libro si spiega che la bomba deve scoppiare a Ryad e NON dove vuoi tu perchè l’obiettivo dei terroristi è quello di far saltare l’economia mondiale, quindi la bomba deve scoppiare dove c’è il pozzo petrolifero (NON dove vuoi tu, cioè dove NON c’è il pozzo)

          • Gianox

            In realtà, non so neanche se a Riad vi siano tanti pozzi di petrolio.
            Se non ricordo male, la zona più ricca di petrolio è quella prossima al Golfo Persico, non molto distante dall’Iran. Ed in quella zona la maggior parte della popolazione è sciita, e non sunnita.
            Comunque, la mia voleva essere solo una battuta.

          • Ronf Ronf

            In ogni caso, la bomba su Ryad, secondo Tom Clancy, farebbe salire molto in alto il prezzo del barile perchè Ryad è il centro di governo dell’Arabia Saudita: invece la bomba dove dicevi tu non produrrebbe dei danni economici, bensì “solo” dei danni “sociali”

    • cavallo pazzo

      Certamente è nei piani iraniani di ritorsione contro eventuali azioni dei beduini. Probabilmente lo farebbero “da terra” in modo pulito e coperto. Inoltre dal Libano, lanciare una raffica di razzetti contro i giacimenti di gas dello staterello abusivo è un attimo…

  • ultor

    eh si una guerra che farebbe contenti tutti, Trump compreso che può tirare il fiato; però Blondet dovresti ricordare che dal 13 maggio scorso le cose sono drasticamente cambiate, i cattivoni sono meno forti adesso e saranno trascinati via da un fiume in piena

    • kikko19

      che cosa e’ successo il 13 maggio?

      • davide

        100 anni dalle apparizioni di Fatima

        • kikko19

          ah ok. e quindi?

          • davide

            te la butto così, poi uno è libero di credere o meno.
            l’antefatto: 13 ottobre 1884 al termine della Messa mattutina papa Leone decimo terzo gli viene un mezzo mancamento. a momenti crepa di paura.
            Ripresosi si chiude in camera e di getto compone un preghiera a S Michele, ordinando di modificare al termine la Messa in liturgia tridentina (la Messa in latino) in modo che sia recitata dal prete officiante e fedeli prima del mitico “ite missa est”. Sarà in vigore fino al 1965 quando col Vaticano II sarà messo in cantina tutto.
            Cosa è successo? Papa Leone vide in visione Satana andare al trono di Cristo e chiedere di essere slegato e percorrere la terra per 100 anni. Cristo acconsente ma gli profetizza che non riuscirà a distruggere la Chiesa.
            Il papa però non sa quando cominceranno i cento anni di satana.
            Racconta ciò ai collaboratori, alla sua morte sarà verbalizzato nel suo processo di beatificazione.
            13 maggio 1917 la Vergine appare ai tre pastorelli e da appuntamento il 13 di ogni mese fino al 13 ottobre, ultima apparizione e miracolo del sole (nota in particolare coincidenza di date)
            13 maggio 2017 sono passati cento anni esatti. (altra coincidenza) ma sarà il prossimo a venire 13 ottobre 2017 il compimento ultimo.
            Bottarelli proprio nel post di ieri “….in autunno salta il banco” cita tale Bill Blain di mint partners che azzarda un dodici ottobre (un giovedì…altra coincidenza) come una giornata da tonfo pesante delle borse (forse per via di alcune scadenze che si sommano in quel periodo)
            Quindi Kikko liberi di credere o meno, parola d’ordine Keep calm and please Wait 13 oct.

          • kikko19

            ma vale solo per chi ci crede o anche per arabi/ buddisti/ scientology e altre sette religiose? sai dopo il 21 dicembre 20… non mi ricordo piu’ quando i fanatici dei maya credevano alla fine del mondo. Io non ci credo e basta ma se avete dubbi potete trasferire (tanto non vi servono piu’ ) tutti i vostri beni al mio conto in banca

          • davide

            non stiamo parlando della fine del mondo, che fra l’altro non ho citato… quella è roba per i maya o testimoni di Genoa.
            Stiamo parlando del demonio che a rigor di quanto si saprebbe ha chiesto e ottenuto da Dio di operare le sue menzogne in maniera straordinaria fra gli uomini per cento anni. Dopo è rispedito nel suo luogo, l’inferno.
            Avrai certamente letto di altri commentatori di RC la frase “la bestia ha finito i suoi giorni…” ecco è da inserire in questo contesto.
            Keep calm and wait 13 oct.
            Tempi interessanti

          • kikko19

            si ma per chi non ci crede? cosa farete il 14 ottobre quando non succedera’ ? troverete un altra data? il problema di certa gente e’ che si credono importanti, siamo un minuscolo granello nell’universo e seguiamo le leggi della natura, le favolette lasciatele ai bambini e agli ignoranti.

          • davide

            Infatti il 14 ottobre il Kattolico non si aspetta la fine del mondo perchè non è stata profetizzata dalle figure di Cristo e di Maria o consegnata come profezia nelle apparizioni riconosciute dalla Chiesa.
            Quella è roba per testimoni di genoa.
            Il Kattolico attende la fine dei cento anni di libertà concesse a Satana per poi prendere il badile e spalare le macerie materiali e spirituali.
            Per spalare tutta la merda che ci è grandinata addosso non occorre essere credenti o meno.
            Tutte le braccia sono bene accette.

          • kikko19

            io spalo tutti i giorni, non attendo la manna dal cielo. queste favolette sanno, come al solito di pochi che cercano di controllare tanti.

          • davide

            non credo proprio..

  • peodiguerra

    qualche precisazione: gli USA non fanno la guerra per Israele.Gli Usa sono una provincia di Israele(finanziariamente altrimenti non esisterebbero) e quindi è normale che facciano una guerra per l’azionista di ultramaggioranza. Gli Usa a loro volta sono anche dipendenti dai sauditi perlomeno dal 1974 ovvero da quando fecero il patto che i petrodollari fossero investiti nel debito pubblico americano. Quindi hanno 2 belle dipendenze che naturalmente spiegano tutta la loro politica.
    E pazienza che i sauditi gli abbiano ucciso 5.000 persone l’11 settembre. quello è un piccolo effetto collaterale di poco conto.

    • paolosenzabandiere

      E poi fece tanto bene alla politica estera USA e alla sua industria militare…

  • aiccor

    ma sarà così facile stavolta fare la guerra all’Iran senza che la Russia ci metta becco? E la Cina? la questione potrebbe complicarsi molto

    • Caio Giulio

      Infatti,prevedo quantomeno un aumento delle forniture militari all’Iran da parte dei due paesi.

    • what you see is a fraud

      Infatti sia la Russia che la Cina dicono che un attacco all’Iran e’ come un attacco a quei due paesi .

  • Caio Giulio

    Tra il dire e il fare ci passa in mezzo il mare si usa dire. Trump può sparare qualsiasi cazzata tanto per far godere i neocoglion, i Saud etc.Ma resta il fatto che non può permettersi di entrare in un’ennesima guerra ben più disastrosa di quelle ancora in corso, e quei quattro pagliacci beduini fanno talmente cagare come soldati da riuscire a prendere calci in culo anche in Yemen. Non parliamo poi del discorso aereo, una risorsa che utilizzano vigliaccamente da sempre; questa volta non potrebbero usarla a piacimento, Putin ha pensato bene di dotare l’ormai alleato Iran di contromisure più che efficienti in proposito, e non dimentichiamo poi che sono in grado, e l’hanno anche ribadito, di colpire lo statarello e le sue numerose centrali nucleari.

    • AndreAX

      A chi ti riferisci?

      • Caio Giulio

        Al burattinaio.

        • AndreAX

          ed è pieno di centrali nucleari…. lo ignoravo sapevo della Francia ma ignoravo che lo fosse anche Israele!

          • Caio Giulio

            Stranamente non si trovano fonti precise in rete, ma calcola che si sono sviluppati l’atomica nel reattore di Dimona.

    • johnny rotten

      Concordo, sarebbe il suicidio perfetto per tutti e tre: United Snakes of Americunt Isisraele e Pedosauditi, l’Iran è troppo tosto, si limiteranno ad abbaiare alla luna come al solito, e sputtanando i soldi dei cittadini in minchiate colossali.

  • giuseppe

    …angelo panebianco è sempre convinto che fu il terrorismo (sunnita) ad attaccare gli ameregani l’11 settembre, cosi da spingerli all’ennesima guerra “pro sion”; sotto vergognabush jr…invasione dell’irak e sotto obamaminkia il resto…
    …il resto?
    sotto trump!!!

  • Lucio

    Una volta che i sauditi saranno padroni anche del medio oriente sciita non si periteranno ad attaccare Israele con tutte le armi moderne di cui disporranno. La cecità degli israeliani a vedere il nemico nell’Iran sarà la loro rovina.

    • what you see is a fraud

      Sogni di giorno . La famiglia Saud e’ di crypto ebrei . Crypto significa nascosti , loro pretendono di essere wahabiti ma sono invece pappa e ciccia con Israele .

    • Ronf Ronf

      In tal caso basta smantellare lo Stato dell’Arabia Saudita per impedire l’attacco.

    • cavallo pazzo

      Ma cosa devono essere padroni che sono una manica di caprai pedofili analfabeti?

    • peacock

      Israele li atomizza fino a marte.

      • Lucio

        i sauditi hanno finanziato l’atomica pakistana… quindi possono richiedere testate quando vogliono. Questione di tempo e pure i sauditi saranno potenza nucleare.

    • elf elrond

      Eppure c’è stato un tempo che Israele e Iran erano alleati. Se questo è finito è stato per decisione dell’Iran

  • cavallo pazzo

    Visti i calibri messi in campo da questa poderosa “santa araba alleanza” c’è da aspettarsi la perdita del 30% delle truppe ancor prima di imbarcarsi per l’Iran!

  • cavallo pazzo

    Secondo me l’Iran si prepara da decenni e aspetta solo che i coglioni facciano qualche cazzata per passare all’azione. Sottovalutare i persiani è certamente molto stupido, sono sicuro che hanno preparato sorpresine per i beduini dei Saud e per i cani fedeli degli eletti. Ma sorprese di quelle settacolari già pronte a NY, Los Angeles e le altre grandi città della provincia americana di Sion.

  • cavallo pazzo

    Direttore che ne pensa del riavvicinamento (apparente?) tra gerarchia cattolica e istituzioni ortodosse? Pare si stiano gettando le basi per rafforzare il legame tra Russia e città di Bari, legame già molto forte. he al Vaticano ne abbiano imboccata una buona?

  • Nicola Albano

    I sauditi si sono impantanati nello Yemen, spero sia la loro tomba.

  • peacock

    beh lo hanno preso un pò a testate con il Russiagate e Trumpone rientra nei ranghi e adesso gli stati canaglia sono due Iran e Siria, scommettiamo che finita l’agenda neocon Trump potrà governare tranquillo?

  • deadkennedy

    sarà ma dubito che ci riusciranno… rovesciare staterelli del menga è una cosa ( oltretutto manco ci arrivano facilmente) pensare di piegare l’iran la vendo molto più complicata anche perchè di rivoluzioni colorate li non ne fanno, hanno una stretta alleanza con putin e infine sono li con un regno che va avanti da 4000 anni

  • marcoferro

    assistiamo alla solita ipocrisia. cervello di mucca pazza trump vende armi con il contratto più ricco della storia ai sauditi, che finanziano il terrorismo salafita in tutto il mondo e l’iran è accusato di essere pericoloso, come anche la siria e gli hazboallah complimenti.
    meglio se l’iran fa come la corea del nord, ma alla bisogna gli amici russi e cinesi potrebbero prestare d’urgenza una decina di testate a testa….

  • alex

    Esiste soltanto una alternativa allo stato attuale delle cose e di ciò che verrà in futuro. Se gli USRAELEUK, manterranno il potere militare, logistico, mediatico attuale e lo aumenteranno in futuro, sulla terra sarà il caos, schiavitù, servilismo, conditi con ammazzamenti, genocidi etc..etc.. “legalizzati (da loro). Oppure sorgeranno tante resistenze armate, guerre, caos, morti, con la speranza di detronizzare questi bastardi. Comunque sia è merda e sangue, la scelta cade fra essere violentati e dover sorridere, ed essere violentati e reagire, probabilmente morendo.

Donazioni (Solo in Bitcoin)

Vuoi Ringraziare "come si deve" Rischio Calcolato. Fatti un favore, impara a usare il Bitcoin, procuratelo e dona un frazione (anche multipli non ci offendiamo) a questo indirizzo:
1CHpkA1Xma61Q2JZZ8tpo6pDNAiD81SNAE

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi