Un audio che inchioda Trump: “Pagato da Putin”. Io ne ho uno col Silvio che dice di odiare le fighe

Di Mauro Bottarelli , il - 14 commenti


Prima di tutto, sgombriamo il campo da un equivoco. In Rete da stamattina circola il link a un articolo di “Difesaonline” dal titolo “Il Dipartimento di Stato USA rettifica: nessun forno crematorio in Siria”, di fatto la conferma di come quanto sparato il 15 maggio dal ministero degli Esteri statunitense contro Assad fosse l’ennesima bufala. C’è però un errore: l’articolo recita così: “La voce arriva direttamente da Washington. Il Segretario per le questioni del Medio Oriente Stuart Jones, in un briefing con la stampa, ha aggiustato il tiro rispetto alle recenti esternazioni del Dipartimento di Stato: “Nella prigione governativa di Saydnaya in Siria, probabilmente non c’è nessun forno crematorio. Una parte dell’edificio, ristrutturato nel 2013, risulta semplicemente più caldo”.

Non è così. La cosa è più grave. Da parte del Dipartimento di Stato non c’è stata alcuna rettifica, né alcun altro briefing con la stampa riguardante la Siria dopo quello del 15 maggio scorso, in cui fu lanciata l’accusa. Talmente ormai siamo abituati a queste balle da parte americana che nessuno, io per primo, si è preso la briga di andare a sentire o a leggere la trascrizione di quell’incontro stampa, altrimenti si sarebbe imbattuto subito in questo:

il giorno stesso della denuncia, a domanda di un giornalista che gli chiedeva conto della neve scioltasi prima in una parte del tetto del carcere, avanzando il dubbio che potrebbe trattarsi unicamente di una parte più calda dell’edificio, Stuart Jones, rispose “E’ possibile”. Quindi non c’è stata rettifica, il giorno stesso la cialtroneria al potere negli Usa ha raggiunto il suo zenith, smentendo nell’arco di dieci minuti la tesi che stava cercando di suffragare in quel briefing, con tanto di cartine e animazione a cura di Amnesty International. Come vi sarete accorti, d’altronde, la vaccata era talmente grande che ha retto soltanto un giorno, sparita da tutti i media. Attendiamo con ansia la prossima invenzione, sperando che non venga smentita proprio subito.

Ma tant’è, il problema è più serio e più generale: chi denuncia le fake news e la post-verità come armi dei populisti per prendere il potere attraverso i blog e i social, in realtà in quel mondo parallelo ci vive e ci vuole trasportare tutti. E, attenzione, lo scontro ormai è inevitabile. E’ nell’aria, lo si respira. Quasi, si può toccarlo. Pensate un attimo alle coincidenze, solite compagne di strada: sale al massimo la tensione sul Russiagate, viene nominato l’ex capo dell’FBI sotto Bush come procuratore generale del caso, Donald Trump sta per partire per il suo primo tour ufficiale (domani in Arabia Saudita, poi Israele, seguito da Italia per il G7 e infine Bruxelles), lasciando quindi vacante il potere alla Casa Bianca e cosa salta fuori sul solito, ineffabile “Washington Post”?

Esisterebbe una registrazione audio, risalente a un mese prima che Donald Trump vincesse la nomination repubblicana, in cui Kevin McCarthy, leader della maggioranza e uno dei suoi alleati più vicini al Congresso, fece un’asserzione politicamente esplosiva in una conversazione privata a Capitol Hill con alcuni parlamentari repubblicani: “Penso che Putin paghi Trump”. Era il 15 giugno scorso, in piena campagna elettorale. Stando quanto riporta il quotidiano della capitale, disse più precisamente: “Ci sono due persone che penso Putin paghi: Rohrabacher e Trump”, dove Dana Rohrabacher è un repubblicano californiano conosciuto nel Congresso come fervente difensore di Putin e della Russia. Lo speaker della Camera Paul D. Ryan, intervenne immediatamente fermando la conversazione, bloccando ulteriori affermazioni di McCarthy e ordinando ai repubblicani presenti di non farne parola. L’audio è disponibile? No, è stato però ascoltato dal “Washington Post” e da esso verificato, dopo che in un primo tempo erano venuti in possesso di una sua trascrizione.

Me cojoni, roba da metterci la mano sul fuoco! Un po’ come accettare un invito in Svizzera per il weekend da Marco Cappato o andare a fare un gira in barca con il comandante Schettino. Pensate che io ho ascoltato un audio in cui Silvio Berlusconi ammette che quella della figa è solo una copertura, essendo lui gay e segretamente legato da tempo a George Clooney. Intendiamoci, potrà anche essere avvenuto ma lo stesso Adam Entous del “Washington Post”, ricostruendo in un video la vicenda, ammette chiaramente che dopo quella dichiarazione, sia McCarthy che gli altri astanti risero ad alta voce: insomma, aveva fatto una battuta. Magari una battuta del cazzo ma una battuta, che ora però finisce sulla prime pagine di tutti i giornali del mondo. Ormai in America se ordini una vodka al bar, sei al soldo del Cremlino. Ma non basta. Ricordate l’altro giorno il duro atto d’accusa di James Comey, l’ex capo dell’FBI silurato da Donald Trump, il quale avrebbe fornito un memo al “New York Times” nel quale diceva di aver subito pressioni dal presidente per bloccare le indagini sul Russiagate e, soprattutto, su Mike Flynn, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale? Bene, questo video

Comey Says He Was Never Pressured By Anyone To Stop Investigations

ci mostra come lo stesso Comey, non più tardi del 3 maggio scorso e sotto giuramento, abbia dichiarato di fronte al Comitato giudiziario del Senato di “non aver mai subito pressioni finalizzate a far chiudere un’inchiesta per scopi politici”. Una bella figura di merda, non vi pare? Peccato fosse il titolo di apertura di tutti i tg e dei giornali, mentre domani di questa figuraccia nessuno darà conto. Incredibile, poi, come certe fonti si siano ricordate così tante cose, proprio subito dopo il raggiungimento dell’accordo di Astana fra Iran-Turchia-Russia sulla Siria e dopo il riavvicinamento fra Putin ed Erdogan, il quale l’altro giorno alla Casa Bianca ha detto che se i curdi utilizzeranno l’armamento pesante fornito dagli USA, Ankara reagirà senza prima consultarsi con nessuno. E, guarda caso, poche ore fa aerei della coalizione a guida USA hanno bombardato postazioni dell’esercito siriano vicino a Tanf, nel sud del Paese, proprio dove americani e inglesi addestrano i “ribelli moderati” anti-Assad, i quali si erano lamentati per l’approssimarsi delle milizie fedeli a Damasco.

Ma non serve mettere in mezzo guerre e geopolitica, basta guardare al nostro piccolo, misero quotidiano. Sabato a Milano si terrà una marcia a favore dei migranti, dal titolo rassicurante “Nessuna persona è illegale”, di fatto organizzata dall’assessore alle politiche sociali, Pierfrancesco Majorino e da alcune associazioni pro-stranieri: e chi paga per la sicurezza e la gestione dell’ordine pubblico? Tutti i milanesi, perché pur essendo una manifestazione di parte – se non di partito – sarà il Comune a coprire. E con una geniale clausola nell’atto di patrocinio: in caso di danni, Palazzo Marino è sollevato da qualsiasi responsabilità. Quindi, se a qualcuno viene voglia di sfasciare vetrine o auto per festeggiare, pagano i proprietari dei beni. Gli stessi che pagano anche per i vigili urbani che scorteranno il torpedone umano multietnico e che devieranno traffico e linee dei mezzi pubblici.

Ma non basta, perché a Reggio Emilia si sono spinti oltre nella rincorsa verso la perfezione del ridicolo politicamente corretto, questa volta declinato in tutela del mondo LGBT. Con una cerimonia nella Sala del Tricolore, presente la sottosegretaria Maria Elena Boschi, è stato infatti siglato un protocollo d’intesa, il primo in Italia, che mette alla gogna ogni forma di diffidenza e non consenso verso l’universo gay, transgender e bisex bollandolo come omofobia. Il documento sancisce l’impegno delle istituzioni, in collaborazione con le associazioni del territorio, nel promuovere i diritti delle persone Lgbt e contrastare ogni forma di discriminazione: e sapete come si chiama il nuovo nemico che il Comune si ripromette di contrastare? Omotransnegatività. Chissà se un TSO, a questo punto, potrebbe avere ancora una valenza – ancorché minima – di speranza? Il Comune, invece di preoccuparsi di case popolari, sicurezza, rifiuti e quant’altro gli compete, si trasforma in homo-buster, super eroe che combatte chiunque osi dare del frocio o del busone.

E non pensiate che questa iniziativa sia frutto della volontà di protagonismo di un Comune, perché puttanate simili avvengono anche in contesti più grandi e autorevoli. Questo pomeriggio, ad esempio, gli eurodeputati hanno chiesto un’inchiesta urgente relativa alla persecuzione degli omosessuali in Cecenia, attraverso una risoluzione passata per alzata di mano. Nel comunicato stampa, “i deputati chiedono alle autorità di porre fine a questa campagna di persecuzione e di rilasciare immediatamente le persone detenute illegalmente. Inoltre, sollecitano le autorità cecene e russe a rispettare gli impegni internazionali e a portare avanti lo Stato di diritto e gli standard universali dei diritti umani, per assicurare la sicurezza di tutte le persone potenzialmente a rischio, incluse le persone LGBT”.

Per finire, “i deputati hanno detto che la Russia e il suo governo hanno la responsabilità maggiore nel dover investigare questi fatti, portando i colpevoli davanti alla giustizia. Chiedono un’inchiesta rapida, indipendente, oggettiva ed esauriente e invitano la Commissione, gli stati membri e il Consiglio d’Europa ad aiutare la Russia nell’inchiesta”. Fossi in loro, non sfiderei la pazienza di Putin ancora per molto. Ma il quadro è chiaro: l’ambito di influenza, intervento e rappresentatività della sinistra è questo, migranti e comunità LGBT, come vi dicevo ieri. Quella che era l’area di riferimento della fu classe operaia, essendo quest’ultima pressoché estinta grazie alle ricette globaliste, ora è soltanto la piattaforma ombrello cui fanno riferimento i movimenti legati ai diritti gender o etnici: il culto della minoranza come strumento per ottenere la maggioranza, attraverso la mistificazione, la criminalizzazione, il senso di colpa delle masse. E le notizie che appaiono e scompaiono, in base alla loro strategicità. Ad esempio questa notizia,


è comparsa solo sul “Secolo d’Italia”: ieri Giorgia Meloni, a Genova per la campagna elettorale delle amministrative dell’11 giugno, ha incontrato i lavoratori e la dirigenza del porto del capoluogo ligure. Una versione al pesto della visita di Marine Le Pen alla Whirlpool di Amiens ma con un carattere, se vogliamo, ancora più storico: una discendente diretta della destra missina e post-fascista nel regno dei camalli, dei portuali che per decenni sono stati l’ossatura dei servizi d’ordine dei cortei del PCI. La destra va dai lavoratori, senza essere presa a uova in faccia e la sinistra sfila con i migranti in nome della compressione salariale e stipula protocolli d’intesa contro la omotransnegatività: Antonio Gramsci ormai sarà arrivato ai confini con la Serbia, da tanto si è ribaltato nella tomba.

Ma non basta, perché sempre oggi la quarta sezione penale del tribunale di Milano ha condannato l’europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio, a pagare una multa di 1000 euro per il reato di diffamazione aggravata da discriminazione razziale, in relazione agli insulti nei confronti dell’ex ministro, Cecile Kyenge, in una telefonata a “La Zanzara” su Radio24 del 29 aprile 2013. Di più, l’esponente del Carroccio dovrà anche versare un risarcimento di 50mila euro all’ex ministro, quando il pm stesso aveva chiesto la somma ben inferiore di 6mila euro. E cosa aveva detto di tanto grave Borghezio? “Noi italiani non siamo congolesi, abbiamo un diritto ultramillenario”. E, ancora, che “Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano”.

Capito, 50mila euro per questo. E la questione non va iscritta nella tradizione un po’ progressista della magistratura italiana, perché ieri dalla Germania ci è arrivata una perla che conferma come ormai il virus del politicamente corretto, strumentale alla criminalizzazione di ogni dissenso identitario e conservatore, sia ormai epidemico. La Corte di Amburgo ha infatti assolto il comico Christian Ehring, reo di aver definito “troia nazista” l’esponente di Alternative fur Deutschland, Alice Weidel. nel corso della trasmissione televisiva che conduce, “Extra3”. Parlando a un comizio a Colonia, la Weidel aveva infatti detto che “il politicamente corretto appartiene ormai al cestino dei rifiuti della storia”, stuzzicando il buon Ehring, il quale ha sfruttato il suo spazio televisivo per dichiarare che “ok, quindi il politicamente corretto è finito. Allora, siamo politicamente scorretti: la troia nazista è qui”.


E cosa hanno deciso i giudici? Che si tratta di “un’esagerazione satirica protetta dalle leggi tedesche sulla libertà di espressione” e che “la Weidel, in quanto figura pubblica, deve accettare di essere bersaglio di satira anche esagerata”. Strano, perché si tratta della stessa Germania che non ha difeso la libertà di espressione e satira, quando ha autorizzato il processo contro il comico, Jan Boehmermann, reo di aver letto in televisione una poesia contenente insulti contro il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Ma si sa, uno ti tiene a bada i migranti ed è presidente di qualche milione di turchi immigrati in Germania, l’altra è solo una populista e xenofoba. Nonché, “troia nazista”. Quando vi dico che lo scontro tra elite e popolo è ormai inevitabile, forse mi sbaglio? Comunque, tranquilli. Come vi avevo detto, il 15 ottobre l’Austria andrà alle urne per le legislative con un anno di anticipo: prepariamoci al ritorno del pericolo fascista e della marea nera sulle Alpi. Un po’ mi conforta, perché a lungo andare Trump e le sue connection russe stufano…

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  • Winston Smith

    Dai, iniziamola questa m@@@a di WWIII in modo che una bella pioggia di ‘Topol’ questo immenso letamaio che è l’europa occidentale venga cancellato in un sol colpo….
    PS: sono conscio di essere tra i primi ad andarci di mezzo, ma questo marciume si cura solo con una nuclearizzazione totale; non certo con operazioni ‘chirurgiche’.

  • Gianox

    Purtroppo è una strategia in atto ovunque in Europa occidentale.
    Come scivevo ieri, la Francia ha fatto da cavia ma oggi tocca a tutta l’Europa.
    Si criminalizza il dissenso attraverso atti apertamente discriminatori, se non addirittura razzisti, nei confronti di quei cittadini che ancora si ostinano a non voler rinnegare il proprio passato, la propria identità, la propria cultura particolare.
    Non basta accusarli di razzismo, fascismo, omofobia e di ogni altra nefandezza al minimo accenno di manifestazione della propria identità; oggi vengono proprio discriminati usando due pesi e due misure.
    La verità detta da uno di destra è razzismo; l’ingiuria da parte di uno di sinistra è satira.
    Cose già ampiamente vistesi in Francia coi vari Chalie Hebdo.
    È la vera anima della sinistra quella che emerge in queste situazioni, un’anima malvagia: gente corrosa dall’odio e dal risentimento, che non è in pace con se stessa e non può accettare che uno possa essere contento di quello che è, delle sue origini e delle sue tradizioni.
    No, non può accettare che l’altro sia felice. Ne è invidioso e gli vuole male.
    Lo vuole vedere soccombere, perché se lui non può essere felice, nemmeno gli altri lo devono essere.

    • Winston Smith
    • maboba

      Questa sindrome è stata chiamata “odio di sé”. Ne è affetta la sinistra, soprattutto comunista, che predicava l’avvento di in mondo nuovo, di una palingenesi del corpo sociale contro tutte le tradizioni, in primis il cristianesimo. Fallito miseramente quel “sogno” le è rimasto solo l’odio che ha assunto le forme che vediamo espresse in molte maniere, dalla esaltazione delle manipolazioni genetiche embrionali, delle unioni omosex e dell’utero in affitto alla Vendola, dell’aborto come “diritto”, dell’immigrato (meglio se musulmano) come grimaldello sociale e culturale.
      Per fare questo si è alleata con quella che, almeno in apparenza, avrebbe dovuto essere la sua più grande nemica: la cupola global-mondialista che vuole renderci tutti intercambiabili, manovalanza naturalmente a basso costo.

      • Caio Giulio

        Il problema vero è che tutti questi sinistronzi attuali da marcetta e salottini non sanno nemmeno da lontano cosa sia in realtà il comunismo. E’ tutta una miserabile borghesia parassitaria che si sciacqua la bocca di stupidi slogan e puttanate e falsità imbeccate loro di ogni genere che secondo le loro poveri menti fanno figo.

  • ws

    l’ ennesima riprova che siamo in una dittatura dei ricchi , nel senso che i servi dei padroni posso offendere chiunque mentre le loro vittime non possono nemmeno pensare.

  • biafra66

    …e già i “bianchi”…razza in estinzione.
    Ma tranquilli i diversamente bianchi distruggeranno in pochissimo tempo quello che i “bianchi caucasici” hanno costruito in anni….secoli direi. Magra consolazione?…..diciamo che la colpa è dei neuropei mica dei ciabattanti…..se al posto delle ONG ci fossero stati sommergibili e siluri magari sarebbe andata diversamente. ….mah col senno del “poi”…son tutti bravi.
    Addio cialtronia…addio neuropa!

  • Laura

    Complimenti per l’articolo!
    Davvero un altro ottimo pezzo di vero giornalismo

  • Disca

    “La destra va dai lavoratori, senza essere presa a uova in faccia e la sinistra sfila con i migranti in nome della compressione salariale e stipula protocolli d’intesa contro la omotransnegatività”…beh, caro Bottarelli, stavolta è la sinistra che vede avanti. Ancora un pò di anni e i lavoratori saranno scomparsi, mentre le risorse……

  • johnny rotten

    Oggi il Botta ha pescato a strascico, un nesso però io lo trovo tra ricchioni ed invasori coloriti, bisogna mettersi alla pecora davanti ai pretendenti asilo, quindi meglio che formare una massa di culattoni per dedicarsi, non solo in senso figurato, al mettersi alla pecorina non potevano fare, la cosa davvero stravagante di queste vicende è che non viene mai fuori una posizione intermedia tra omofili e omofobi, io mi domando come sia possibile che non venga mai presa in considerazione una posizione neutra, che è, al di là di ogni ragionevole dubbio, la posizione largamente maggioritaria, oltre ad essere anche quella più moderata, neanche il vocabolario prevede un termine che la qualifichi, la conclusione è una sola, l’humus in cui vogliono far marcire le società europee prevede non una lenta putrefazione ma uno scontro violento tra minoranze, con lo scopo nemmeno tanto nascosto di instaurare un regime autoritario dove i cambiamenti trans-umani possano essere imposti con la violenza e con l’arbitrio delle loro leggi del cazzo, però l’incendiario deve sapere da che direzione soffia il vento, altrimenti rischia di bruciare anche lui, insieme alle sue vittime.

    • Tommasodaquino

      “io mi domando come sia possibile che non venga mai presa in considerazione una posizione neutra”

      lo conosce il detto latino “Divide et impera”?

  • Caio Giulio

    Sono sempre più deliranti e disconnessi nel loro perseverare sulla strada del suicidio collettivo che vogliono imporre. Ma ai vertici lo sanno che se continua così finisce male e di brutto molto presto, e non per niente si costruiscono bunker dei miei coglioni e spingono ormai in maniera tragicomica per una guerra che secondo loro dovrebbe mondarli dai loro peccati una volta che i populisti saranno inceneriti dalla loro follia.
    I responsabili ormai sono usciti allo scoperto, e se pensano che rinchiudersi come ratti nelle loro tane sotterranee li salverà dal disastro che hanno creato: non faranno altro che dimostrare quanto siano solo delle vere teste di cazzo allucinate e nient’altro.

    • Pieretto

      Ahah forse quella foto è stata inserita di proposito per fare pendant col titolo dal subdolo Bottarelli 🙂

  • donato zeno

    La schizofrenia è disturbo assai grave ,la cura deve essere energica:http://www.atomicarchive.com/Example/Example1.shtml
    Progetto Manhattan?

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