Cosa c’è da festeggiare…..

Di JLS , il - 130 commenti

Festeggiare è l’esito di uno dei comportamenti umani. Si festeggia per diversissime ragioni. Si festeggia per ritrovarsi e poter ricordare. Le foto rimangono il diamante dei ricordi. In un solo clic, fermano per sempre un sorriso, un gesto, una smorfia, uno sguardo, una lacrima. Quel clic ha un potere quasi magico, anche dopo anni e anni infatti ti riporta indietro a quel posto, a quell’ora, alle persone che erano presenti, a quel contesto e ai sentimenti di quel tempo.

Cosa ci sia da festeggiare il 2 giugno non l’ho mai capito perchè non c’è proprio niente da capire. E’ un rito idolatrico, la liturgia con cui un’intera armata di parassiti e boiardi celebra se stessa, mascherandosi di popolo, tricolore e inno di mameli. Ogni anno il 2 giugno, la somma di un anno intero di stupidaggini e corbellerie che hanno mandato a fondo un intero paese, si condensa in un apoteosi di folclore e parate. E’ la festa per eccellenza della religione monoteista moderna italica: lo statalismo all’amatriciana. L’autocelebrazione di qualche decina di milioni di affiliati al clan degli statalesi, unitamente e in coro con i loro capi bastone nazionali e locali. Un tripudio di liquami e deiezioni che solo la miglior cloaca a cielo aperto può offrire. Quelle delle periferie sterminate di Nairobi o San Paolo seguono ad anni luce di distanza.

L’apoteosi è sempre la stessa: ripetitiva, consumata, vetusta, popolata di morti che camminano. Grisaglie d’ordinanza, corone d’alloro, spilungoni in uniforme da parata e con l’elmo, che continuano a rappresentare il potere che cambia travestimento, rimanendo uguale a se stesso. Alla corte del faraone d’Egitto, come presso l’imperatore romano, fino a Napoleone, Hitler passando per due millenni interi e arrivando ai giorni nostri. Oggi i media rendono giganteschi gli effetti di questa merda propagandistica, letame puro come la demokrazia e gli stati che ne sono la struttura. Sempre le stesse parate e la stessa lurida sequenza di riti e gesti esoterici.

Ecco l’elenco dei motivi per i quali si dovrebbe festeggiare oggi, accomodatevi pure. A voi la scelta.

  1. Debito pubblico che in questo preciso momento è pari a 2.285 miliardi di euro. Il resto, bruscolini.
  2. Estorsione fiscale in continua e inarrestabile crescita ben oltre il 65 %
  3. PIL 2016 di circa 1.750 miliardi di euro, di cui 250 miliardi stimati tra evasione fiscale/economia sommersa e giro d’affari della mafia e delle principali organizzazioni a delinquere !!!
  4. Disoccupazione giovanile sotto i 25 anni, tenuta fittiziamente intorno al 45%, attraverso i trucchi di stage, apprendistato, garanzie giovani che non sono posti di lavoro ma forme occulte di disoccupazione pressochè totale, mantenute coi soldi pubblici
  5. Tasso di disoccupazione generale tenuto fittiziamente intorno al 12,00 % attraverso il massiccio uso di cassa integrazione, sussidi, provvidenze mascherate da denominazioni tutte diverse, prestiti fiduciari e altri interventismi, che tengono in piedi aziende e carrozzoni falliti (Alitalia, Unità, sono solo i due esempi più conosciuti)
  6. Spesa per le pensioni ormai fuori controllo da anni, che non garantirà a nessuno più alcunchè, salvo la garanzia certa di finanziare coercitivamente per tutta la vita una frode nazionale, targata INPS
  7. Due milioni di posti di lavoro liquefatti in 10 anni, un numero imprecisato di aziende di ogni dimensione, settore e ubicazione geografica, chiuse, fallite, ristrutturate quando va bene
  8. Settore del commercio massacrato e disintegrato, il cui volto più amaro ed evidente si manifesta in interi centri cittadini ormai rimasti deserti di vetrine e insegne
  9. Livelli di corruzione pubblica da paese africano
  10. Libertà di stampa da Corea del Nord
  11. Produzione incessante di legislazione e regolamenti che da Roma fino all’ultimo dei comuni, inondano da 70 anni la penisola di ogni sorta di prescrizione e per ogni ambito della vita personale, familiare, e delle imprese. Unico fine quello di giusitificare l’esistenza e la perpetuazione di un’armata di politici e leglislatori e dei loro privilegi
  12. Giustizia civile con tempi biblici per la soluzione anche di piccole liti, senza parlare dei fallimenti. Provate a visitare il portale di un qualsiasi tribunale d’itaGlia alla sezione Fallimenti, per avere un’idea.
  13. Giustizia penale che manda in galera decine di innocenti per errori giudiziari e incuria degli investigatori e dei togati, e lascia in giro impuniti, pericolosi criminali
  14. Qualità dei servizi pubblici di ogni ambito, dalla sanità alla sicurezza pubblica, alla scuola e ai trasporti, degni di un paese da straccioni e mentecatti
  15. Emigrazione incessante di giovani e meno giovani italiani in cerca di un lavoro e di una qualsiasi prospettiva in paesi stranieri vicini e anche molto lontani come Nuova Zelanda, Cile.
  16. Immigrazione selvaggia e fuori controllo. Finanziata ormai coi soldi pubblici per tenere in piedi intere economie del sud che dopo i fallimenti dell’industria pubblica degli anni 70 e 80, si reggono ormai sul presunto volontariato e assistenza agli straccioni importati dall’africa, uomini che hanno la nostra stessa dignità ma che sono finiti anche loro stritolati nel meccanismo mortale dello statalismo e assistenzialismo mondialista
  17. Livello di povertà ormai riguardante 6 milioni di connazionali senza un euro per mangiare, vestirsi o curarsi
  18. Classe media decimata dalla detenzione nel lager fiscale italiano. Condannata alla definitiva sparizione, per lasciare spazio e futuro a milioni di parassiti e cialtroni di cui questa cloaca nazionale pullula meritatamente
  19. Ponti che cadono sopra la testa di chi ci passa sotto, e ponti che non si sono mai fatti. Siamo il paese che invece fa prestiti ponte ad Alitalia, RAI e a tutto il carrozzone dell’apparato pubblico di aziende decotte ma tenute in piedi coi soldi e la fatica dei tax producer
  20. Un paese in declino ormai inrreversibile, che ha ampiamente superato il punto di non ritorno e che non essendo mai riuscito a diventare un paese normale, finirà per sparire dalla faccia della terra, cosi come lo hanno conosciuto e ricordato la storia degli ultimi 3 mila anni dell’umanità

L’elenco è ovviamente del tutto incompleto e non è stato scritto per ordine di priorità ma soltanto casuale.

Se trovate qualche motivo per festeggiare, fate pure. Io in tutto questo ci trovo solo motivo di vergogna, di disprezzo, ribrezzo, rabbia. Altro che festeggiare.

Oggi festeggiano i maruzzella, gli alph-ano, i frenzyes, le boschole, le boldrine, le finocchiare, le bonine, i vespa e i faziouncazio, i debortolones, i gentylones, i corrierones e i republikones, le camusse e i sindacalisti senza un callo sulle dita, i paragones e i formiglietti del videopoker nazionale, e tutti le decine di migliaia di pezzenti della loro specie. Verrà il giorno.

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