IT051: Analisi comparativa tra oro e bitcoin

Di Francesco Carbone , il - 60 commenti

Francesco Carbone ora è in Podcast con Il Truffone

 

La storia ha mostrato che non è possibile costruire sistemi monetari onesti laddove la possibilità di creare moneta è discrezionale: le pressioni verso una continua inflazione monetaria sono troppo forti e, in definitiva, creano sperequazioni, sottraggono ricchezza ai cittadini distribuendola iniquamente e generano devastanti cicli economici. In questa puntata con Aurelio Mustacciuoli parliamo quindi di moneta buona verso moneta cattiva, facendo una analisi comparativa pregi difetti delle monete buone che il mercato ha offerto in passato e sta offrendo nel presente, ovvero oro verso cryptovalute. Se non esiste la moneta perfetta possiamo ritrovare in questa analisi una ottima complementarietà tra monete buone.

L’ospite della puntata

Aurelio Mustacciuoli: imprenditore e responsabile della divisione Banking e Finance di Eurogroup Consulting SpA; ha un passato da dirigente nel banking in Italia e all’estero; è esperto di monetica, pagamenti e tecnologie online; ha eseguito lo start up di IWBank che fornisce servizi di banking e trading online. Fondatore di MobisCube e Wifpay e co-fondatore di Gooldie.
Chi fosse interessato a collaborare al progetto Gooldie, può contattare Aurelio all’indirizzo email aurelio.mustacciuoli chiocciola gooldie.com

Link ad articoli menzionati e altre risorse legate all’argomento

Criptovalute, GOOLDIE e moneta legale – un’analisi comparativa, di Aurelio Mustacciuoli, 11 giugno 2017

Gooldie, di Aurelio Mustacciuoli, 28 marzo 2017

Tutti gli articoli di Aurelio alla sua pagina linkedin

Massive Central Bank Asset Purchases: Last Ditch Effort To Save Economy & Cap Gold Price, Srocco Report, 11 giugno 2017

Riserve ufficiali banche centrali: World Gold Council

It’s Official: Canada Has Sold All Of Its Gold Reserves, Zerohedge, 3 marzo 2016

Altre puntate del podcast su argomenti collegati

IT009: Come cominciare a capire ed usare il bitcoin, con Franco Cimatti

IT038: L’evoluzione del bitcoin come riserva di valore, mezzo di pagamento, strumento di privacy e libertà finanziaria, con Giacomo Zucco

IT039: Perché il denaro sta morendo e quale sarà il suo futuro? W il denaro (sano e onesto)!, con Roberto Gorini

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  • Mister Libertarian

    Da ascoltare.

    Riprendersi la sovranità monetaria non significa affidarla allo Stato italiano e alla nostra classe politica, ma al popolo, cioè al libero mercato.

    Le criptovalute vanno precisamente in questo senso.

    • AndreAX

      Ma tu che hai letto Mises e Rothbard la mancanza di un passato da merce da cui deriva la possibilità non poco probabile di trovarsi davanti a “tulipani olandesi” come la affronti come ti confronti con questa discrepanza?

      • Mister Libertarian

        Effettivamente le criptovalute sembrano contrastare con il teorema del regresso di Mises, secondo cui, risalendo all’indietro, una moneta deve sempre nascere da una merce reale.

        Per questo motivo, alcuni economisti austriaci sono scettici sulle criptovalute.

        Tuttavia esse non erano state inventate ai tempi di Mises, e se funzionano forse vuol dire che anch’esse sono una sorta di merce, anche se prive di fisicità.

        • AndreAX

          La trovo debole come argomentazione lungi da me il mettere in dubbio tutte le altre note positive ma questo punto è fondamentale; si potrebbe forse trovare una soluzione pensando ai beni necessari per generarla quindi rame silicio energia elettrica combustibili e via dicendo ma questo si distacca molto dalla regressione misesiana perde ad esempio la sua linearità.

          • Domenico

            Col cavolo che perde la linearità!
            Se proprio si vuol dare una identificazione reale alle cryptovalute, poiché la loro rete è mantenuta in piedi per mezzo di dispendio di energia elettrica, allora il bene in base al principio di regressione da cui partono le cryptovalute è proprio l’energia.
            E quale miglior denaro l’umanità poteva arrivare a concepire se non quello che di base ha proprio il valore di mercato dell’energia?

          • AndreAX

            E’ una buona risposta ma l’approccio riduzionista che fai in questo caso contraddice i fatti. Ad esempio proprio in questo periodo c’è penuria di hardware (le schede AMD rx580 vanno a ruba perchè pare siano delle bombe a minare Eth) quindi come vedi non può essere la sola energia a fare il bitcoin.

          • Domenico

            Credimi non ho capito la tua obiezione. Puoi rispiegarla?

          • AndreAX

            Tu puoi avere tutta l’energia che vuoi ma se non hai i processori che ti fanno il calcolo non mini nulla!

          • Domenico

            Anche per fare l’energia servono le centrali.
            E quindi?
            Continuo a non capire e soprattutto continuo a non vedere come le tue obiezioni siano questioni di fondamentali minaccia per l’affermarsi del bitcoin come oro digitale.
            Mi sembrano più dubbi di futile utilità

          • AndreAX

            Si hai ragione qui penso di aver imboccato un vicolo cieco.

        • andrea pippo

          in altre parole tu stai dicendo: “questa volta è diverso”?

          • Mister Libertarian

            Le criptovalute sono effettivamente qualcosa di nuovo, e la loro natura non è stata ancora studiata e sviscerata a fondo.

          • andrea pippo

            Fino a prova contraria, la loro natura è truffa. Ogni truffa che inganni molti è nuova e vecchia concettualmente, allo stesso tempo. In un periodo digitale, si sono inventati un bene digitale privo di sostanza ma pompato dalla favola che esssendo rari saliranno di valore.
            E’ banale come truffa in se.
            Puoi creare una montagna di valute e spacciarle come rare (ed è vero, perchè così sono costruite) e tirare su un business. Solo che appunto, sono infinite quelle che puoi creare. non sono rare alla fine, sono infinite. Non duplicano il singolo bitcoin, perchè non si può,, duplicano tutta la catena. Ma come fate a non capirlo, si sono solo spostati di livello e non hanno risolto il problema della duplicabilità. lo hanno solo spostato a livello superiore.
            Facciamo un esempio: io voglio dei bitcoin e li compro da te. tutto bene, io ti do gli euro e tu mi dai i bitcoin.
            Ma i mei bitcoin, se non li vendo e voglio solo convertirli è possibile?
            I primi che hanno emesso bitcoin o quelli che li scoprono, si trovano euro praticamente gratis. come quelli che estraggono oro, d’accordo. ma vuoi mettere la fatica di scavare decine di milioni in oro e quella di inventarsi una nuova criptovaluta su un algoritmo già esistente? Questi emettono la nuova criptovaluta, incassano la prima botta di euro e poi cazzi vostri a tenerla su sperando che altri vi entrino. é uno schema ponzi, a tutti gli effetti.

          • Domenico

            “ma vuoi mettere la fatica di scavare decine di milioni in oro e quella di inventarsi una nuova criptovaluta su un algoritmo già esistente?”
            No. Con le cryptovalute è la fatica di fare mining per estrarre le monete.
            Quindi spendi energia elettrica.
            Tutto il protocollo bitcoin non esiste da zero, è tenuto in piedi con dispendio di energia elettrica. Quindi non è aria fritta, ma un qualcosa che esiste dal momento che si è disposti a produrre e dedicarci energia.

          • andrea pippo

            si, ma se per produrre 1 bitcoin devo spendere 1000€ di enel, ma che cazzo serve? se per produrlo invece mi costasse 100€, perchè cazzo lo devo pagare 1000?

          • Domenico

            Credi che l’oro invece cresca sugli alberi?

          • andrea pippo

            appunto, siccome non me lo posso estrarre, l’oro me lo compro.
            Il bitcoin me lo potrei estrarre io

          • Domenico

            Se è per questo puoi anche andare con pala e piccone a estrarre oro.
            Il bitcoin invece lo puoi minare.
            E’ la stessa cosa e non capisco dove vuoi arrivare.

          • andrea pippo

            non è la stessa cosa. Avete delle strane fantasie in testa.
            vai te ad estrarre oro se sei capace e hai i mezzi e sai dove si trova e con la pala e piccone. sicuramente con poche picconate fai il tuo bel kilo.
            Domani prendo pala e piccone e vado alla prima collina che trovo e comincio a picconare per trovare oro. Dopo quanto pensi arrivi il trattamento sanitario obbligatorio?

          • AndreAX

            No alt qui ti devo contraddire stai commettendo l’errore di MARX e RICARDO non è il tempo profuso nel lavoro a fare il prezzo, ma la sua utilità marginale!

          • andrea pippo

            si e l’utilità marginale del bitcoin sarebbe che altri pirla lo ritengono utile marginalmente per poterlo convertire in euro e fare i loro acquisti sperando che altri pirla nel frattempo lo abbiano acquistato e fatto salire di valore? La quantità di pirla in circolazione fa l’utilità marginale del bitcoin, quindi.

          • AndreAX

            A grosse linee nutro il medesimo dubbio non lo nascondo ne l’ho mai fatto però se scrivi una cosa scorretta io devo puntualizzare non volermene.

        • Ronf Ronf

          La merce infatti può essere anche immateriale: vedi i servizi alla persona che non sono merci materiali, ma che esistono lo stesso.

      • Domenico

        Le cryptovalute risolvono il problema della base monetaria materiale, ad esempio aurifera, che necessita di costi di gestione e istituzioni a garanzia della sua salvaguardia.
        Possedere oro, a meno che non lo tieni sotto il letto, presuppone affidarsi a terzi per la gustodia e la gestione, entità di fiducia.

        Nel mondo digitale finora la scarsità non esisteva, potevi copiare un file e ne avresti avuto due identici, in quanto un qualcosa di digitale possiede solo informazione, non è materiale e come tale per natura scarso.
        Pertanto il denaro per essere digitale, il che è un gran vantaggio in termini di rapidità di pagamenti, trasporto e gestione, necessitava comunque di istituzioni che ne garantivano la scarsità. A ritroso nel tempo si può arrivare alle banconote che anche se più facili da trasportare dell’oro necessitano di sottostante in oro perché il denaro stampato non può essere scarso.

        E qui arrivano le cryptovalute.
        Con il bitcoin e la blockchain è stata inventata la scarsità digitalizzata.
        Non c’è bisogno di alcuna istituzione a garanzia, ne di avere una base materiale su cui fondare il denaro e comunque difficile da trasportare e conservare.
        Ogni singolo bitcoin, e le frazioni di esso, non possono essere duplicate. Per mezzo della blockchain si rende un qualcosa di astratto, una chiave cifrata, scarsa. Perché nessuno può utilizzarla, ovvero spenderla, più di una volta. Una volta speso è come se scompare da una parte e appare in un altra.

        E ora ti faccio capire il tuo errore:
        Il tuo errore nell’affidarti alla teoria Misesiana della regressione te lo spiego facendoti capire che quando dall’oro si è passati alle banconote non c’è stato bisogno per le banconote di avere avuto un passato come merce, erano solo carta stampata.
        L’oro è diventato denaro per la teoria della regressione, da quel momento il passaggio successivo è stato creare un sistema che ne agevolasse la trasportabilità e il passaggio di proprietà. Lascia stare che con la riserva frazionaria si fregò la gente, il tutto poteva essere fatto ed avrebbe avuto senso farlo anche con riserva al 100%.

        La teoria della regressione spiega come in una società senza denaro nasca il denaro. O meglio ci aiuta a capire in base a quale principio un qualcosa venga eletto a riserva di valore.
        Quando il denaro esiste già e la gente ha già in mente il concetto di riserva di valore allora non c’è più memoria del perché il denaro sia nato.
        Il tuo errore consiste nel non capire che nel momento in cui qualcosa diventa riserva di valore il tutto è basato su un principio fiduciario, non importa più la sua storia.

        Quanto al discorso tulipani lì stiamo parlando di una cosa completamente diversa, una bolla. I tulipani non sostituirono il denaro, ne avevano la pretesa di farlo. Semplicemente erano un investimento che la gente comprava credendo che non poteva che salire di prezzo, senza domandarsi cosa soggiaceva dietro l’interesse nel loro acquisto. Un mercato mosso solo da avidità.

        • andrea pippo

          quasi tutto ok, manca un passaggio. Il valore del bitcoin è dato dalla convertibilità in euro o dollaro. Se non lo converti, non vale niente.
          Da quando hanno inventato la moneta fiat, i ruoli si sono invertiti e il bitcoin ha lo stesso problema dell’oro, solo che per l’oro non è un problema, quello della convertibilità.
          Mentre è praticamente impossibile che da domani l’oro non sia più convertibile, sul bitcoin nutro forti dubbi.
          L’oro ha anche una utilità pratica e industriale, il bitcoin è praticamente oro senza alcuna utilità, cioè non è una merce in se. Ha tutte le caratteristiche monetarie dell’oro, principalmente la scarsità, tutte le caratteristiche della moneta (frazionabile a piacere e facilmente trasportabile), ma non ha l’utilità dell’oro e neanche della moneta.
          L’utilità della moneta è che è l’unico mezzo ufficiale di pagamento per estinguere debiti o tasse, mentre il bitcoin non ha questa utilità, ma la parassita dalla conversione in moneta.
          Anche l’oro non ce l’ha, ma difficilemente può venire messa in discussione la sua convertibilità.
          Per questo dico che è uno schema ponzi basato sulla moneta istituzionale, è un puro schema ponzi, con niente sotto.
          Il bitcoin non serve a niente in sè. Serve solo ad una montagna di creduloni che grazie a quel che credono solo loro, lo comprano per poi rivenderlo ad altri creduloni dopo un periodo di tempo a prezzo più alto, se i creduloni aumentano.

          Lasciamo perdere che anche la moneta ufficiale non ha niente sotto, ma ha cmq una legge che la rende a forza da utilizzare per le tasse e lo stato tiene per le palle tutti con la storia delle tasse. c’è niente da fare.

          • Domenico

            Allora.
            Premesso che col termine SCHEMA PONZI è quanto di più abusato mi trovo a leggere o sentire.

            Schema Ponzi significa solo una cosa: ripagare i debiti facendo altri debiti.
            Un modello economico ben definito e che assieme alla vendita multilivello costituisce quei modelli di mercato intrinsecamente tendenti al fallimento.
            Con lo schema Ponzi, se uno si mette a contrarre debiti per ripagare i debiti, il fallimento è questione solo di QUANDO e non di SE.

            Il bitcoin con lo schema Ponzi non centra nulla. Il fallimento del bitcoin è ancora questione di SE, non certezza intrinseca nel suo modello di mercato. Non è un economia sostenuta a debito come negli schemi Ponzi insomma. Il fatto che non ci sia niente sotto non significa nulla, per essere schema Ponzi deve sostenersi a debito.
            Anche la religione non ha nulla sotto, ma non si sostiene a debito.

            Detto ciò.
            Bitcoin più che moneta è appunto oro digitale. La moneta può benissimo essere un altra cryptovaluta (con l’attivazione di SegWit le transazioni saranno portare fuori blockchain e la blockchain diventerebbe camera di compensazione per gli scambi grossi di oro digitale), o anche la moneta tradizionale se la gente ne avrà ancora fiducia.

            “L’utilità della moneta è che è l’unico mezzo ufficiale di pagamento per estinguere debiti o tasse,” e non è un utilità che ti rende riserva di valore, dal momento che basta convertire in moneta accettata la tua riserva e il gioco è fatto.

            A questo punto l’unica differenza con l’oro e che ti fa perdere fiducia nel bitcoin è che l’oro ha un valore intrinseco. Il che implica come vantaggio che qualora morisse il mercato e fossimo tutti vittime di un comunismo mondiale, l’oro anche se perdesse lo status di riserva di valore sarebbe comunque un bene scambiabile perché serve a qualcosa: fare gioielli e qualche grammo nei circuiti elettrici.
            Posso dirti che è una situazione estrema?

            Sarebbe come temere per il destino delle banconote perché in una condizione di morte del mercato la gente non si può mangiare la carta, ma almeno se hai oro qualcuno che deve fare circuiti elettrici lo trovi per scambiarlo con un altro bene.

            Cioè sul serio, su questa cosa del valore intrinseco vi state facendo troppe pippe mentali.
            Non capite che quando la gente inizia a vedere solo quello, il valore delle cose per quello che sono, significa che il mercato è morto. Non esiste più. Esiste solo il baratto.
            Ora tenersi stipato dell’oro e diffidare dei bitcoin per questo principio mi sembra un tantinello una precauzione esagerata.

          • AndreAX

            Secondo me sbagli a non considerarlo un Ponzi. Per entrare nel mining non devi forse contrarre “un debito” o meglio non devi fare una scelta esclusiva cioè spendere per l’acquisto di potenza di calcolo ed energia invece che spendere per andare al cinema e a cena in un ristorante extralusso? Mi dirai ma nessuno perde e per forza non siamo nella fase di sgonfiamento anche quando si vendevano tulipani sembrava tutto andasse bene e invece…

          • Domenico

            Qui siamo proprio all’ABC dei concetti economici.

            Lo schema ponzi è tenuto assieme a debito. Non un debito iniziale. Non un spendere soldi inizialmente.
            Altrimenti qualunque investimento sarebbe potenzialmente uno schema Ponzi, e la cosa già farebbe ridere.

            In uno schema ponzi se non si trovano di continuo nuovi creditori, non ne basteranno i primi ma di continuo in eterno, allora è destinato a fallire.

          • AndreAX

            Ma infatti io tis to obiettando che sia proprio uno schema a debito dal principio solo che al pari di chi nei ponzi ci rimette non tene stai capacitando.

          • andrea pippo

            no calma. di questi tempi abbiamo totalmente rovesciato le logiche. compro una azione, l’emettitore lavora bene, guadagna mi da dei dividendi che mi dicono quanto vale l’azione.
            La storia che l’azione vale per quanti fessi sono disposti a comprarmela perchè pensano che altri fessi poi siano disposti a fare la stessa cosa, questo è uno schema ponzi ed è una distorsione dei nostri tempi.
            Si, ai nostri tempi qualsiasi investimento è uno schema ponzi, ma questa è una distorsione dovuta alla espansione monetaria, gente che non sa dove buttare i soldi e qundi pompa bolle.

        • AndreAX

          Nell’ordine:
          1) La banconota era un titolo di debito come tale velocizzò gli scambi (pesa meno portare un foglietto di carta che un sacco di metallo) ma la validità della banconota l’ha sempre fatta la copertura in oro frazionaria o non frazionaria che fosse. La banconota era e dovrebbe essere tutt’ora (ma sappiamo che non è così da bretton woods in poi) un semplice surrogato e non una moneta per sè.

          2) Bitcoin non è un semplice surrogato ma ambisce a essere una moneta per sè proprio come l’oro. Solo che la differenza tra la scarsità reale dell’oro e la scarsità digitalizzata delle cripto sta nel “garante” di tale scarsità. Da un lato c’è la natura che non ha mai fatto favori a nessuno in particolare, dall’altro invece un algoritmo creato a tavolino da uomini. Io non mi intendo di cifratura etc… etc… ma se mi chiedi di chi mi fido non ho dubbi.

          • Domenico

            La scarsità dell’oro non te la garantisce la natura da sola.
            Tu non sei in grado da solo di controllare la purezza del tuo oro.
            Non sei in grado nemmeno da solo di stabilire che un lingotto è tuo e non di un altro senza un istituzione garante che eviti a entrambe di dichiarasi possessori.

            Tutte cose che con i bitcoin non esistono. Se tu possiedi le chiavi di 1 btc in una pennetta quella roba e tua e non ha bisogno di nessuno a certificarlo. E quando vuoi utilizzarli non serve nessun notaio a certifica un passaggio di proprietà.
            Fai tutto da solo comodamente in mutande da casa e senza dirlo ai quattro venti.

            “Da un lato c’è la natura che non ha mai fatto favori a nessuno in particolare, dall’altro invece un algoritmo creato a tavolino da uomini”
            nulla è più naturale della matematica 😉

          • AndreAX

            E’ vero infatti storicamente questo lo facevano i monarchi coniando ossia mettendoci letteralmente la faccia. Forse però mi sono espresso male quello che volevo dire è che so che il pool di oro è limitato ed è quello presente sul pianeta Terra, questo rende l’oro un buon sistema di riferimento per i prezzi al di là delle politiche inflazionistiche che si facevano anche con l’oro ai tempi dei principi diluendolo con un bel editto. Nel caso del bitcoin è invece il buon cuore del programmatore a fare la scarsità; ed infatti come sottolineava un altro utente ora che diventa sempre più difficile creare nuovi bitcoin che si sta facendo? Non potendo inflazionare bitcoin si sono create nuove monete più inflazionabili il che è possibile proprio per la natura informativa/matematica della moneta. mentre con l’oro infatti anche se ne vorresti altro non puoi quindi ti attacchi al cazzo e ti tieni quello al massimo ti sbatti per racimolarne altro mediante scambi, con le cripto no ti basta prendere l’informazione di bitcoin e fare bitcoin 2.0 spostando l’asticella più in sù.
            Hai però ragione sulla minor intermediazione nel processo di convalida della bontà della moneta. Vorrei altresì fugare un dubbio io qui non postulo assolutamente un valore intrinseco dell’oro, no eh mi raccomando! Per me di intrinseco c’è solo la valutazione umana infinita che si scontra però col mondo reale in cui si trova ad essere scarso e finito il compromesso di questo incontro scontro è la scoperta dell’oro. Nel caso di bitcoin non c’è davvero limite reale ( ci sarebbe in realtà il rame l’energia etc…etc.. ma sono fattori moooolto abbondanti quindi possiamo considerarli infiniti ai fini delle nostre considerazioni) ed infatti che succede che si insegue a bestia l’offerta infinita ossia l’inflazione.

  • paolosenzabandiere

    CRIPTO CHE?

    Voglio essere pieno di solo buonsenso, di null’altro, è l’unico che salva i pochi, come sempre…

    Gli umani, soprattutto i più dotti hanno straparlato a vanvera sul sesso degli angeli e stupidaggini simili per secoli. Io resto affascinato come un’incredibile, un’assurda umanità, rincorra il personale sacro Graal, certo di essere l’unica depositaria della verità.

    Possono esistere monete alternative che difendono dall’inflazione quando nascono come funghi, meglio come tulipani? Le coin contro l’inflazione che inflazionano di se i mercati? Un ossimoro geniale…

    • andrea pippo

      si in effetti è una cosa che noto da tempo e che mi lascia esterefatto.
      Cioè il bitcoin non è inflazionabile se non in stretta misura e come hanno aggirato la cosa? creando dei bitcoin alternativi. Come dici tu, inflazionando non la moneta ma il numero di monete alternative. E non si accorgono dell’errore in cui sono cascati. Ti raccontano la stora della moneta onesta, peccato che ve ne siano altre 10 alternative. Tutto questo porta a capire che siamo di fronte ad una moda del momento. appena la moda passerà, o ne resterà soltanto una o spariranno tutte.
      Solo un trader può capire il bitcoin, perchè è abituato a comprare e vendere pezzi di carta, che in realtà corrisponderebbero a pezzi di aziende o a beni sottostanti, ma siccome al trader di quello che sta sotto non interessa la gestione, ma solo se il prezzo del titolo sale o scende, di fatto per il trader il bitcoin è la stessa cosa di un titolo. Anzi, ancora meglio perchè non ha tante variabili sotto, se non domanda e offerta del bitcoin che non rappresenta alcuna produzione di beni, quindi niente bilanci o fasce di mercato da analizzare, solo quanta gente lo vuole, per motivi più disparati. L’unica cosa che interessa è quanti polli entrano in questo schema ponzi. Perchè è uno schema ponzi. Non se ne sono ancora accorti. Cambiano i bit in euro solo perchè c’è chi entra e porta nuovi euro o dollari da cambiare. se non entra più nessuno, non hanno più nulla da cambiare, e quelli che sono dentro restano incastrati, non vi è alcuna legge che obblighi la conversione su richiesta.
      Lo schema ponzi è un virus mentale polimorfico. riesce a cambiare aspetto e fregare chiunque.

      • paolosenzabandiere

        No arriveranno a cento cripto e forse a 1000 o magari a centomila.

      • AndreAX

        Beh io ad esempio sono critico…. nelle menti dei più questa credo sia percepita come speculazione (nel più dispregiativo dei sensi) cioè un facile guadagno; poi forse sono io troppo prevenuto ma ecco non è che solo perchè è privata è automaticamente buona; è buona se ha dei fondamentali almeno nel mio intendimento.

    • Domenico

      Una cryptovaluta non può essere spesa nel circuito di un altra, quindi se io invento di DomCoin non inflaziono il bitcoin.
      Sarebbe come dire che se nel mondo nascono nuove monete allora l’euro si inflaziona.

      Non fare l’errore di Francesco Carbone che lui stesso ha ammesso di aver fatto quando all’inizio sottovalutò il bitcoin credendo che il problema delle cryptovalute era che potessero nascere come funghi.

      Ascolta qui, intorno al minuto 13:30
      http://iltruffone.com/it048-oro-azioni-bitcoin-e-una-favolosa-strategia-dinvestimento/

      • andrea pippo

        si che può essere spesa nel circuito di un’altra, basta fare il passaggio in euro e poi all’altra valuta.

        • Domenico

          Se io genero nuove cryptovalute non aumento il quantitativo di btc nel mercato.
          Se btc potesse essere fregato dalla creazione di miriadi di nuove valute sarebbe come dire che l’euro è minacciato dalla creazione di nuove monete.
          Ma ripeto, ascoltate il podcast che ho pubblicato.

          • andrea pippo

            si domani lo ascolto.
            è vero che le altre valute non creano inflazione nella tua, ma ne neanche deflazione, quelli sono e quelli restano. ma dal punto di vista della domanda fanno calare il prezzo.

      • paolosenzabandiere

        Nulla contro una moneta cripto, molto contro l’inflazione da monete cripto.

        Se io decido di quotare il mio appartamento alla borsa di vattela a pesca dovrò valutare il prezzo di mercato ed emettere tot azioni che corrispondano al suo valore reale. La posso anche quotare su più borse e più valute ma ovviamente la somma della sua quotazione in dollari e in euro non può che essere pari alla sua quotazione di mercato espresso nella valuta del paese in cui quella casa è stata costruita.

        Nulla vieta ai bitcoin di raggiungere una quotazione di mercato che gli permetta di prezzare le milioni di case esistenti al mondo e tutti gli altri tipi di merci.

        Il problema sta nel fatto che nessuno vieta di fare la stessa cosa ad altre cripto che non saranno tra loro inflazionabili per quanto riguarda il numero circolante di ogni cripto ( anzi c’è la tendenza ad una parziale riduzione) ma lo possono diventare se tutte insieme raggiungono quotazioni che rispecchino on ogni singola cripto il valore degli assetto mondiali.

        Non si può quotare la stesso appartamento per 8/10/100 volte sempre come se ogni quotazione in ogni singola cripto rappresentasse il valore nella moneta Fiat di riferimento. Sarebbe una truffa.

        Poi che per dire Ethereum possa diventare un mezzo per migliorare, in qualità e prezzi, gli atti notarili è cosa fattibile ma la moltiplicazione delle cripto, di fatto incontrollabile, e del valore del nostro singolo appartamento a me sembra solo una prevedibilissima truffa.

        • Domenico

          Questo problema che descrivi è il problema del denaro FIAT, non delle crypto.
          E’ la moneta FIAT, attualmente strumento di valuta usato nel mercato, che essendo inflazionato non fa altro che gonfiare indici di borsa a dismisura.
          Ti ricordo che la finanza è 8 volte il PIL mondiale (mi sembra), cioè vendendo tutte le azioni, obbligazioni, derivati ecc. esistenti allora ci si compra otto volte la produzione del mondo.

          Insomma questo anche per dire che ciò che spesso leggo tra i commenti contor le cryptovalute ecc. sono critiche che in realtà riguardano il mondo finanziario tutto, per via della enorme stampa di denaro. Non è un loro problema di protocollo, ma del nostro sistema di mercato che continuando a produrre denaro non fa altro che generare bolle là dove vi siano idee interessanti ma troppi davvero troppi soldi da investirci.

  • Nicola Albano

    Tra i due preferisco il caro e mai vecchio oro.

    • andrea pippo

      antico, non vecchio.

  • andrea pippo

    ah raga,,, se non ci fosse la speranza che una criptovaluta salga di valore, quanti sono i fessi che si mettono a comprarla per i 4 siti porno on line che li usano?
    A me sembra la perfetta premessa di una bolla.

    • AndreAX

      Quando si dice il dono della sintesi!

    • Domenico

      Perché allora dovrei comprare oro?

      Nel senso. Se uno compra oro, lo fa perché poi lo vuole impiegare per fare gioielli?

      • andrea pippo

        l’oro serve e i costi di estrazione o riciclo da componenti elettronici sono molto alti. pure se tu non lo compri, sale lo stesso nel lungo termine, almeno tanto quanto sale l’inflazione dei costi per estrazione o riciclo.
        e non ci sono altri 10 metalli che fanno la stessa cosa.
        Se tu lo compri e lo metti via, pompi quella parte del prezzo dell’oro che fa parte della bolla. sicuramente c’è bolla anche nell’oro, ma non solo quella.

  • Per quelli che discutono sotto: alla base delle crypto vi è la merce più rara e preziosa di tutte, la libertà. Ecco perché Ponzi si toglierebbe il cappello ed una moneta crypto non rappresenta un debito. Nuovi schemi mentali signori.

    • andrea pippo

      guarda che per comprare bitcoin devi cambiare euro. il bitcoin sposta solo il problema del debito sull’euro o dollaro. allo stato attuale, finchè non verrà usata per tutte le transazioni direttamente, è solo una moneta parassita dell’euro o del dollaro.

      • Io invertirei il problema: metti che non voglio euro perché non voglio essere tracciato ma solo btc? Leggi bene, io ho parlato di Libertà dalle fiat e dalle BC e dallo stato. Non mi hai risposto nei fatti, quello che dici era chiaro da diccianovemila post addietro, vorrei che chiarissi quanto ho detto io.
        È questo il plus valore o merce alla base delle crypto, la libertà dalle fiat e dal corso forzoso.

        • andrea pippo

          ma di che dalle monete fiat parli?
          Che uno fa bitcoin e non paga più tasse? alla fine della fiera bitcoin è utile tanto quanto paypal, è solo un mezzo alternativo di pagamento. che ho in più?
          fammi un esempio pratico di questa libertà.

          • gnostic_hyena

            Non ti è proprio chiaro di cosa parli se paragoni una criptovaluta a paypal. Io mi metterei a studiare.

          • andrea pippo

            al netto di tutte le meravigliose libertà che vi garantisce, che cazzo vi comprate con sti bitcoin? droga? armi? donne?
            l’ultima mi interessa… (oddio, da 50€ in su in contanti faccio la stessa cosa con le donne, in assoluta libertà, non so se gli proponessi bitcoin magari costerebbe meno o me la darebbero più volentieri o durerebbe di più, ditemi voi)
            esempi pratici per favore, storie sulla meravigliosa libertà che vi garantisce non mi interessano. In pratica cosa state acquistando voi con questa meraviglisa moneta che vi garantisce tutta sta libertà?
            Esempi di libertà per favore e grazie.

          • Dal 1 luglio l’AdE entrerà, anche senza giudice, direttamente nel tuo conto corrente. Non mi risulta entri nel tuo ether wallet! Penso sia sufficiente ahahahahah

          • andrea pippo

            ma già hanno i dati ogni anno e le aziende non mi pagano in bitcoin. che ci posso fare?

          • Minali!

    • Angel

      La “libertà” in questo Mondo…? Faresti meglio a svegliarti, magari al più presto. Mi par di capire che hai anche un’età…

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