La Francia dimostra che l’esperimento di golpe democratico è possibile. Chapeau per le elites

Di Mauro Bottarelli , il - 38 commenti


Per capire non servono molti numeri, ormai triti e ritriti in ogni tg o sito di informazione. Certo, il primo turno delle legislative francesi ha registrato l’affluenza più bassa dal 1958. Certo, En Marche! va verso il dominio assoluto dell’Assemblea nazionale francese, con oltre 400 seggi e sopra il 30% di consensi. Certo, crollano i Socialisti e vengono ridimensionate non di poco le ambizioni di Marine Le Pen e del suo Front National. Ma conta una cosa sola, avere memoria. Eccola, la memoria. (ANSA) – PARIGI, 6 APRILE 2016 – “Il ministro francese dell’Economia, Emmanuel Macron, esponente dell’ala liberale dell’attuale governo socialista di Francois Hollande, ha lanciato il proprio movimento politico. Intervenendo questa sera ad Amiens, la sua terra natale, il giovane ministro ha detto che il nuovo movimento si chiamerà “En marche!”, “In cammino!” e non sarà né a destra, né a sinistra. Amatissimo dai francesi, il ministro ha infine sottolineato che la candidatura nelle elezioni presidenziali del 2017 oggi non è la priorità”.

(ANSA) – PARIGI, 30 AGOSTO 2016 – Il ministro dell’Economia, Emmanuel Macron, ha rassegnato le sue dimissioni al presidente Francois Hollande per avere mano libera con il suo movimento En marche! in vista delle presidenziali 2017. Le dimissioni di Macron e l’eventuale inizio della campagna del giovane ministro (38 anni) per l’Eliseo aprono scenari nuovi per la situazione politica francese. Da mesi, le prese di posizione liberal di Macron venivano accettate con sempre maggior difficoltà da Hollande e dal governo. Il ministro aveva lanciato il 6 aprile il suo movimento politico, 6 giorni dopo – nel primo comizio – aveva proclamato di volerlo condurre fino al 2017 e fino alla vittoria. Oltre a Macron abbandona il governo anche la ministra per i territori d’Oltremare, George Pau-Langevin. Lo fa per motivi personali, annuncia l’Eliseo. Al suo posto, è stata nominata Ericka Bareigts”.

La questione è tutta qui: in poco più di un anno dalla fondazione, En Marche! ha conquistato tutto, Eliseo e Assemblea Nazionale. Di fatto, un regime. Molto liberal, molto globalista, molto attento ai diritti umani: ma un regime. Oltretutto, nato in vitro. Il vero “partito di plastica”, altro che Forza Italia. Di più, la scelta di divenire libero cittadino e soggetto politico attivo di Emmanuel Macron non ha neppure compiuto l’anno di vita, eppure ha già tutto a sua disposizione: nella fattispecie, un intero Paese. Da governare come meglio crede, stante il combinato disposto di stato di emergenza appena rinnovato fino al 1 novembre e controllo totale del Parlamento.

E c’è di più: nel conquistare tutto questo, ha anche ridimensionato – penso per sempre – il peso del Front National in Francia, incapace persino di raggiungere i 15 deputati necessari per formare un gruppo. Che situazione rassicurante, che meraviglioso vuoto pneumatico: un po’ come il sospiro di sollievo che percorre l’Italia in queste ore, dopo il pessimo risultato dell’M5S alle amministrative. Un mondo che festeggia come novità e segnale di speranza il quinto mandato da sindaco di uno come Leoluca Orlanda, non mi appartiene. Anzi, mi spaventa e mi nausea allo stesso tempo. Così come il ritorno sulla scena da protagonista di Silvio Berlusconi o il maramaldeggiare di Matteo Renzi, uno che dovrebbe essere a Rignano a decidere cosa fare da grande, stando alle sue stesse promesse pre-referendum.

Ma la gente vuole questo, prendiamo atto. Macron avrà anche preso il 32% di solo il 50% degli elettori recatisi alle urne ma lo ha preso, la gente ha creduto in lui e nel suo non-programma: citatemi un qualcosa di qualificante che Macron ha promesso alla nazione? Una forse c’è, in effetti. E a prefigurarla ci ha pensato il candidato della sinistra estrema, Jean-Luc Mélenchon: “Non esiste una maggioranza per distruggere la legge sul lavoro”. Eh sì, perché al potere all’Eliseo e all’Assemblea Nazionale ci sono sì volti giovani, nuovi, freschi e rassicuranti ma, in realtà, è l’agenda Attali ad aver preso in mano la Francia. Auguroni ai cugini d’Oltralpe per il futuro.

Ancora Mélenchon, subito dopo gli exit-poll: “I risultati mostrano un avanzamento molto netto del partito del presidente ma anche una situazione politica del tutto instabile: sta a noi convincere il Paese che bisogna fare altre scelte”. Infine, l’appello alla responsabilità per la prossima settimana, in vista al secondo turno: “Non date i pieni poteri al partito del presidente, siate vigili. Non è né sano, né auspicabile, per un presidente che ha raccolto solo il 24% nel primo turno delle presidenziali e che è stato eletto nel secondo turno solo per il rigetto contro l’estrema destra, beneficiare del monopolio della rappresentanza in Parlamento”. TROPPO TARDI, COMPAGNO.

Siamo alla deriva moderata come declinazione del nuovismo, del giovanilismo: l’esatto contrario del rinnovamento reale. Festeggiare Macron come colui che ha spazzato via la vecchia politica è come festeggiare il rientro nell’agone politico attivo di Cirino Pomicino: la grande anestesia globalista è entrata in circolo, la ketamina della pace sociale può fare il suo effetto e stampare sorrisi ebeti sui volti del nostro malcontento. Da oggi occorre essere felici e guardare al Partito unico europeista-massonico di Emmanuel Macron come al modello cui ispirarsi, se si vogliono stroncare i vari UKIP, Front National, M5S, Lega Nord, FPO e vivere sereni nel paradiso eurocratico.

Attenzione, i cosiddetti populisti hanno le loro colpe, non ultimo un deficit di credibilità nei confronti del vecchio sistema, quando si tratta di operare realmente e non limitarsi a fare opposizione gridata. Ma il caso Macron rappresenta il paradigma e il modello, ciò che ci attende: mai, nella storia, la stampa è stata così totalmente allineata e asservita a un candidato, oltretutto outsider, come è avvenuto in Francia. In meno di un anno, quell’uomo dalla faccia rassicurante quanto il suo passato di banchiere e le sue linde camicie in cotone Oxford, ha preso tutto, è il Napoleone 2.0: ma per conto di chi? Chi scriverà le leggi che Macron firmerà e promulgherà? Chi è davvero Emmanuel Macron?

Lo scopriremo solo con il tempo, visto che il secondo turno delle legislative appare giù oggi un inutile pro-forma, stante anche il sistema elettorale francese e la bassa affluenza al primo turno. Certo, anche Silvio Berlusconi era un outsider e fece il botto al primo colpo ma non partiva da un passato di ministro, era l’uomo più ricco e invidiato d’Italia, l’uomo che stava regalando ai cittadini il sogno della televisione, l’uomo che ti faceva vedere “Dallas” e una profusione di tette e culi al “Drive in”. Macron era, fino a due mesi fa, un oscuro funzionario, un ligio uomo di Stato, un ex banchiere di ottimi studi ma con il carisma di un savoiardo inzuppato. Ora è la Francia.

Le elites hanno vinto, c’è poco da fare: tocca levarsi il cappello e inchinarsi al potere di persuasione di chi sa tramutare ogni anfratto di reale in pericolo e psicosi, quando serve. L’instabilità dei populisti, il terrore dell’estremismo islamico, il salto nel vuoto dell’anti-europeismo stile Brexit, l’approccio antiquato di chi ancora rivendica diritti del lavoro a fronte di un’alternativa globalista che ti garantisce il diritto all’immigrazione, al cambio di sesso, al matrimonio gay, al cesso per indecisi sessuali, alle mille sfumature di gender, alla maternità surrogata come metafora quasi miltoniana delle possibilità assolute che garantisce il Male.

Ora mancano solo due tasselli: quello scontato del secondo turno e quello delle politiche tedesche del 24 settembre prossimo. Se, come pare scontato, Angela Merkel seguirà la parabola di potere di Leoluca Orlando, l’asse per le riforme europee sarà creato e istituzionalizzato, partirà la fase operativa dello svuotamento totale di sovranità residua degli Stati, in parallelo con l’agonia tutta britannica per il Brexit (la cua Macron ha funzionato bene anche per Jeremy Corbyn, a livello mediatico). L’Italia? Vassalla come sempre, ricattata e ricattabile da debito pubblico e sofferenze bancarie, spread e corruzione: chiunque esca dalle urne, in qualsiasi momento si decida di votare, sarà ulteriore anestesia. Come ci ha mostrato il primo turno delle amministrative. “Ma ogni cosa era a posto, ora, tutto era definitivamente sistemato, la lotta era finita. Egli era riuscito vincitore su se stesso. Amava il Grande Fratello”: così George Orwell concludeva “1984”.

Penso che nemmeno nei suoi più lucidi e ispirati deliri di preveggenza, il nostro avrebbe potuto immaginare En Marche! oltre al 30%, con la maggioranza assoluta in Parlamento e con il suo leader all’Eliseo dopo soli 14 mesi dalla sua nascita. Noi, invece, lo stiamo vivendo questo lucido sogno. O incubo. Anche perché, nel silenzio pressoché generale, mercoledì scorso in Francia è nato il Centro nazionale anti-terrorismo, unità d’elite e segretissima il cui unico riferimento è proprio il presidente, Emmanuel Macron: vi aspettate novità sul coinvolgimento dei servizi segreti francesi nel traffico delle armi servite per la strage del Bataclan? O sullo strano attentato sugli Champs Elysées? O sulla latitanza di Salah Abdeslam? Bravi, aspettate pure. E mettetevi comodi, ci vorrà del tempo. Parecchio.

Ora diventa tutto più difficile. Ora, davvero, gli spazi di libertà si restringono e si aprono i canyon del pensiero unico e delle sue libertà di plastica: volevi l’articolo 18, ora hai frappuccino di Starbucks. Ed è solo colpa tua. Chi delega la lotta, per paura e quieto vivere, è giusto che poi veneri il Grande Fratello. Credendolo, oltretutto, il suo liberatore. Perché lo hanno detto Giovanna Botteri e Lucia Goracci al telegiornale della sera.

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  • illuso

    noi il golpe democratico lo riceviamo frequentemente ad ogni cambiamento di politici.
    la colpa chiaramente è nostra e non di loro…., spero di non riceverlo dal m5s….sarebbe regime comunista del vecchio stampo.

    • paolinks

      hahahahaha Grillo un comunista, con quella faccia?

      siamo seri, Grillo voleva il potere, e’ andato al potere, non vuole il governo perche’ sa che li’ c’e’ sempre da prendere sberle

      francamente a me il M5S sembra solo lo specchietto per le allodole perfetto, per evitare che gli scontenti vadano a votare per le destre estreme

      • silvia

        gli scontenti non andranno piu a votare tra poco, il dato sull’astensione in Francia e’ indicativo che qualcosa si sta muovendo nella mente e nelle pancia della gente, altro che trionfo!

        • paolosenzabandiere

          Di certo un mare di astenuti farà felice il potere.

          Permettimi una battuta. Pensare che gli astenuti abbiano una mente è una di quelle scoperte scientifiche “ecceziunali veramente”.

          • silvia

            Mentre tutti quelli che vanno a votare hanno il premio nobel… il problema e’ che ci hanno rimbambito fin da piccoli con la fuffa sulla democrazia, il voto, la volonta’ popolare, ecc. la volonta popolare non conta quasi mai una cippa, a meno che non si esprima a suon di fucilate.

          • paolosenzabandiere

            E allora cosa proponiamo? Io posso anche sbagliare nel voto ma farsi condizionare dal 16% ( visto che non ha votato nemmeno il 50%) di coglioni che votano Macron mi sembra un filino insopportabile.

            Vediamo di fare un esempio che capiscano tutti gli italopitechi, si quei coglioni che non vogliono risorse tra le palle ma poi quando si tratta di organizzarsi per mettere in pratica ciò che si desidera spariscono tutti. Forse è meglio non andare a votare e lasciare le decisioni in mano ai buonisti piddini et similia?

          • silvia

            E chi vuoi votare? La Meloni, Salvini, Berlusconi? Sei veramente convinto che si mettono a schiena ritta contro la UE? Piuttosto, come dicono a Livorno, si mettono a bu’oritto anzi ci mettono a bu’oritto per prenderlo ancora meglio.

          • paolosenzabandiere

            SiiI? Ma guarda. Una volta quando non votare era qualunquismo i partiti, in un modo o nell’altro, portavano avanti le volontà dei propri elettori. Poi abbiamo sdoganato il diritto al non voto e oggi minoranza ignobili ci dettano la loro agenda perchè non solo i coglions hanno smesso di votare per partiti che fanno schifo ma hanno smesso di ribellarsi tout court. Le due cose, astensione e più potere alle cricche nei partiti sono legate.

            Certo so bene i rischi che si corrono votando. Ma organizzarsi, protestare per le proprie idee, votare per qualcuno che le porti avanti o fondare al limite un nuovo partito che ne sia il tramite è l’unico modo per farle vincere.

            Per farti capire, spero, il potere sa quanto sia importante la sua organizzazione e quanto sia importante combattere in tutti i modi coloro che vi contrappongono. Vediamo come il suo controllo avviene. Ti dicono nulla giornali, televisioni, opinionisti, troll, influencers, pagati dal potere per dominare le menti? Qualche giorno fa ho letto che in Germania hanno condannato uno che aveva dato un semplice like ad un commento perchè con il suo like aveva contribuito a dare più credibilità all’articolo in questione.

            È una mia battaglia personale ma quando sono di fronte ad un articolo che mi piace io lo consiglio ad altri, dando così il mio contributo alla battaglia per le mie idee, e lo stesso faccio quando mi piace un post. Al contrario vedo molti pieni di sé che magari scrivono anche duecento post ad un articolo (in quel caso di Blondet) ma poi nemmeno in 5 a consigliarlo alla lettura.

            Con questo dovrebbe esserti chiaro come pur avendo un immenso potere chi conta può arrivare a condannare pure le virgole se le ritiene fuori luogo. Io di farmi condizionare la mia vita e quelka dei miei cari da sostenitori della teoria gender sostenuti dal 15,6/18 % dei voto piddini ( il pd ha il 26% di poco più del 60% dei votanti) non ci sto e i chiaccherun che sanno fare solo aria mi hanno stancato. Sono solo calabraghe capaci di parlare invano mentre il nemico avanza grazie ai loro sbagli.

          • silvia

            Allora fonda un partito e presentati alle elezioni.

          • paolosenzabandiere

            Io da solo non conto un cazzo, migliaia di Paolo e di Silvia che si mettono insieme, si organizzano, vogliono fare, mobilitarsi per le proprie idee, possono cambiare il mondo ma dovresti aver capito che il non voto è solo funzionale al potere. Mai votato a destra, ma c’è sempre una prima volta. Tra l’applaudire Orban e poi permettere con il nostro non sporcarsi le mani che vincano i buonisti del piddi c’è un abisso e io quell’abisso voglio colmare.

            Sbaglio partito? Ricomincio da capo avendo ben presente che solo uniti con quelli che la pensano comr me posso cambiare il mondo. Silvia ripeto, le chiacchere che prevedono il fare, che chiariscono come arrivare all’obiettivo vanno bene ma le chiacchere per le chiacchere vanno bene solo al potere.

          • Nikytower

            Sai bene che il giorno in cui davvero potresti dar fastidio ti verrebbero addosso l’AE e la magistratura. Si inventerebbero un reato ex novo apposta per te e ti metterebbero in galera.

          • Pathfinder

            Un mare di astenuti che, comunque, non ha voce

          • silvia

            Intanto, l’astensione de-leggittima un governo. Macron e’ presidente della meta’ della meta’ dei Francesi.

          • Pathfinder

            Che sia legittimo o meno non ha importanza, almeno per il momento; governerà e lo farà con una maggioranza schiacciante. E se gli astenuti sono poco incazzati e/o poco organizzati faranno tranquillamente la fine dei greci : mentre in parlamento firmano le ” austere leggi “, loro fuori a litigare coi poliziotti e a lanciare qualche molotov. Risultato? L’eurocrazia vince col minimo sforzo e il massimo risultato.

      • paolosenzabandiere

        Tanto “antisistema” da esserne il supporto.

        Renzi non esisterebbe più se non fosse stato aiutato nella sua ascesa al potere (40% alle europee se dopo aver quasi vinto le politiche del 2013 grilluccio con le sue scelte autoritarie non avesse convinto quelli che erano pronti a votarli che non era il caso di farlo.

        E così diedero la possibilità a Renzuccio loro di stravincere le elezioni.

        Qualcuno sa quanto hanno preso a Parma contro quello che era il loro sindaco più bravo?

        • Ronf Ronf
          • paolosenzabandiere

            Ancora esistono i 5 gatti a Parma?

          • Ronf Ronf

            Dal punto di vista formale esistono ancora con poco più del 3% e dopo il ballottaggio ci sarà l’assegnazione formale dei seggi e forse a causa del riparto dei seggi per le opposizioni ci saranno ZERO seggi per il M5S. Insomma, aspettiamo fino a domenica 25 giugno 2017. Nel frattempo a Piacenza il M5S in 5 anni è calato in termini assoluti in numero di persone ma la percentuale è ferma perchè è calata parecchio (-8.61%) l’affluenza http://elezioni.interno.it/comunali/scrutini/20170611/G080610320.htm

  • Luigi za

    Bottarelli lasciamo giusto il tempo al Macheron (futura Lasagna) di implementare le sue ‘riforme’ e poi ‘guarderà/guarderemo’ all’improvviso mi sono ritrovata a Parigi e precisamente davanti alla Torre Eiffel, era come avvolta dalle fiamme e gente che scappava alla rinfusa. Poi ho visto dietro alla torre e precisamente alla sinistra un grande palazzo bianco. Questo palazzo era molto grande. Per prima cosa sono esplosi tutti i vetri, poi una forte esplosione e infine un cumulo di macerie e polvere. Si sentivano grida strazianti e c’era sangue dappertutto. Poi ho visto altre esplosioni e varie stragi.ù

    Al sottoscritto non necessita la Profezia per vedere avanti, basta ed avanza la Logica ed il Retto sentire.

    • silvia

      E quello che accadra’: quando vota la meta’ degli aventi diritto, significa che l’altra meta’ si sta svegliando, e ha capito che il voto e’ inutile. Hanno solo bisogno che micron porti avanti il suo programma merdoso per incazzarsi al punto giusto

    • cavallo pazzo

      E il grande palazzo bianco a sx della torre, sarebbe? L’Eliseo?

  • silvia

    Solo il 50% degli elettori: non serve aggiungere altro. Altro che chapeau alle elites, le elites si stanno scavando la fossa da sole. Al netto di magrebini, zecche rosse e imbecilli, significa che i Francesi che ancora pensano sono meta’ dell’ elettorato, non 4 gatti. Hanno sfanculato anche la Le Pen e adesso stanno riflettendo…

    • AndreAX

      E mi auguro per loro anche armando coi tempi che paiono profilarsi….

      • silvia

        Pare che nei villaggi Francesi la gente sia mooolto piu’ consapevole che nelle citta’, e infatti si armano. La Francia di provincia si salvera’, ma le citta’, Parigi in testa, sono spacciate e forse e’ giusto cosi. Chi vota Macron e la sua cricca pedofila non merita di esistere.

        • Nikytower

          Le città sono il caposaldo dei parassiti. Tre quarti degli abitanti di berlino mi dicono essere mantenuti dallo stato… 🙁

  • Paolo Venturini

    Che mondo di merda………….

    • silvia

      Non offendere la merda, che lei almeno e’ utile come concime 😉

  • Fabio E. Nategh

    Ora, davvero, gli spazi di libertà si restringono e si aprono i canyon del pensiero unico e delle sue libertà di plastica: volevi l’articolo 18, ora hai frappuccino di Starbucks. Ed è solo colpa tua. Chi delega la lotta, per paura e quieto vivere, è giusto che poi veneri il Grande Fratello. Credendolo, oltretutto, il suo liberatore. Perché lo hanno detto Giovanna Botteri e Lucia Goracci al telegiornale della sera

  • johnny rotten

    La democrazia rappresentativa in uso agli stati nazionali europei è una bugia colossale, un gioco truccato, chi sta tentando di prendere il governo mondiale è un gruppo di usurai che non sanno e non vogliono giocare secondo le regole, tenendo a strozzo intere nazioni si sono comprati tutto il comprabile, di quanto serviva loro per raggiungere il dominio di sion su tutto il mondo, però devono ancora ricorrere alla falsificazione, non riescono ad ipnotizzare tutti, solo una piccolissima parte, ciò presuppone che la stragrande maggioranza, chi in un modo chi in un altro, non provi verso di loro sentimenti di sana benevolenza, e come ogni ruota che gira torna sempre al punto da cui si è partiti, si ritroveranno da capo a doversi difendere da tutti e da tutto e solo scatenando guerre ovunque potranno sperare di non venire cancellati.

  • cavallo pazzo

    Che regime ridicolo, più vado avanti e più rivaluto la monarchia e disprezzo la “democrazia liberale”. Come può un voto qualuntue essere valido senza che almeno il 50%+1 della popolazione vada a votare? Cioè se fossero andati in 100.000 a votare, avrebbero fatto il Parlamento sulla base di quei voti. Che farsa colossale!

    • Forza-Karolina

      Finalmente qualcuno l’ha capito!

    • Nikytower

      Esatto! Infatti le elezioni dovrebbere essere commentate così: la maggioranza dei francesi non ritene eleggibile alcun candidato presente.

  • lupodeicieli

    Ci vorrebbe da noi ma anche da loro, in Francia, l’elenco delle leggi stupide e repressive, da abolire: cioè far sapere, per chi se ne fosse dimenticato, che c’è questa o quest’altra legge cui, in caso di bisogno i vari Macron o Renzi o chi per loro, può suggerire a un magistrato o un giudice di applicare (contro chi dicono loro). Per contro si potrebbe redigere un programma alternativo, che preveda di attuare i cambiamenti e miglioramenti che una buona parte dei cittadini anela. Per esempio abolizione degli studi di settore, della legge Fornero, della possibilità di pignoramento dei c/c da parte dell’agenzia delle Entrate, eliminazione di accise eccetera. Poi in concreto è bene far sapere come funziona il parlamento, come si fanno le leggi e quando e come entrano in vigore. Berlusconi disse una volta a Del Debbio che lo intervistava a Quinta Colonna, che per fare le leggi occorre almeno un anno: quindi la storia dei 100 giorni vale per Napoleone e non per un italiano che si illude, sentendo la risposta alla solita domanda: lei se sarà eletto, cosa farà nei primi 100 giorni? Purtroppo la risposta è scontata: “i cazzi miei”.

  • pippo

    dal Figaro:La République en marche: 28,21% voti 6 390 797,quindi su 47,5 milioni di elettori Macron si prende 3/4 dell’Assemlbea Nazionale con meno di 6,4 miloni di voti. Ormai siamo al golpe, atro che democrazia

  • Friendly Cynic

    Bottarelli ma se metà degli elettori non va a votare e dell’altra metà solo il 14% vota per i sovranisti (quindi il 7% degli elettori), di chi é la colpa? Di Attali? Di Soros? Oppure (al netto degli africani) é colpa dei francesi?

    Non é un regime imposto con la forza: é la decisione stramaggioritaria (oltre il 90%) degli elettori francesi di abbracciare un futuro multirazziale, islamico, multisessuale, eurista ed europeista.

    Se questa decisione si rivelerà rovinosa, sono cazzi loro che se la sono scelta.

  • Forza-Karolina

    Il risultato francese non mi sorprende affatto…. anzi! E’ coerente con la storia e la mentalità del popolo francese, al quale auguro di fallire il prima possibile.

    • Ronf Ronf

      No, il risultato è il figlio del combinato disposto tra la cittadinanza “Ius Soli” e il mega Welfare: il vero popolo francese (quello di De Gaulle) è sparito da decenni

  • marcoferro

    Come già notato numerose volte, il controllo sui media ha avuto ragione persino degli interessi economici degli elettori. La Francia ha votato per il trasformismo, un candidato senza un programma e senza un blocco sociale di riferimento che garantisce lo status quo per i “baroni” promettendo la fuffa per gli altri.
    Inutile insistere, non ci arrivano e d’altra parte se provi solamente a fare un discorso razionale vieni attaccato da destra, da sinistra e dal centro.
    I problemi economici e sociali finiranno in cancrena, fino a quando si arriverà all’esplosione.

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