Lista fascista al 10% nel Mantovano: Repubblica e Boldrini li staneranno tutti e 334. Come Brad Pitt

Di Mauro Bottarelli , il - 111 commenti


Altro che tracollo dei Cinque Stelle. Altro che scintille tra Berlusconi e Salvini per stabilire chi c’è l’ha più lungo e merita la candidatura a premier. Altro che il bipolarismo (inteso come comportamento e disturbo della personalità) di Matteo Renzi, il quale nell’arco di una notte è passato dall’inciucio sul tedeschellum con Berlusconi al corteggiamento verso Pisapia, praticamente come definirsi vegano, mentre si prepara il fucile per andare a caccia. In Italia, le elezioni amministrative hanno portato con sè una vera emergenza democratica, roba da aver fatto scomodare Laura Boldrini in persona, la quale ha preso carta e penna e ha scritto di suo pugno al ministro dell’Interno, Marco Minniti. Sticazzi! Brogli elettorali su larga scala? Voto di scambio? Infiltrazioni mafiose? No, sono tornati i fascisti! E hanno preso il 10% nientemeno che a Sermide e Felonica, paesino dal doppio nome del Mantovano, 7.548 abitanti e 6.520 elettori, con solo il 52% di votanti in questa tornata. Volete vedere la faccia del nuovo Duce? Eccola,

c’è da dire niente male. Oddio, il Cavaliere Benito Mussolini lo ricordo un attimino più maschio e risoluto, mascella volitiva e sguardo che inceneriva. Ma si sa, i tempi sono quelli che sono. Lei è Fiamma Negrini,20 anni, candidata sindaco con la “Lista dei Fasci italiani del lavoro”, la quale è stata eletta in consiglio comunale grazie appunto al 10,41% raccolto, ben 334 voti di altrettanti camerati pronti a marciare nuovamente su Roma. O, al limite, su Curtatone.

A denunciare il fatto è stata, ca va sans dire, “La Repubblica” con il solito articolo allarmista, simile a quello pubblicato contro un torneo di calcetto benefico (si raccoglievano fondi per la lotta contro la pedofilia) tenutosi domenica scorsa a Cologno Monzese, reo di essere organizzato dai ragazzi di “Lealtà Azione”, quelli del saluto romano al Campo X. Il quotidiano e l’ANPI denunciarono il fatto, chiedendo il ritiro del patrocinio comunale e il bando del torneo stesso: patetici, di fatto ma li stimo, perché la coerenza nel perseguire i propri ideali e le proprie battaglie merita sempre rispetto. Oddio, scomodare la coerenza quando si demonizza una manifestazione e, il giorno prima che questa si tenga, ospitarne la pubblicità a pagamento, come ci mostra la foto,

è un po’ campato in aria come costrutto, però occorre essere moderni: sarà il nuovissimo antifascismo a targhe alterne, cazzo volete saperne voi. Ma torniamo al “golpe Borghese” che sta germinando a Sermide e Felonica, un po’ nuova adunata di San Sepolcro e un po’ Salò 2.0. Ecco alcuni passaggi della vibrata missiva della Boldrini a Minniti: “L’ammissione alle elezioni di una lista che si richiama dichiaratamente a nomi e immagini del partito fascista desta forti perplessità sul piano giuridico in quanto – come rilevato, tra gli altri, dall’Anpi – sembra contrastare con le norme costituzionali e legislative che vietano la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista. In questo senso ricordo che anche le Istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle candidature, emanate nello scorso mese di maggio dal Ministero dell’Interno, stabiliscono che le commissioni elettorali circondariali ricusano i contrassegni in cui siano contenute espressioni, immagini o raffigurazioni che facciano riferimento a ideologie autoritarie (per esempio le parole “fascismo”, “nazismo”, “nazionalsocialismo” e simili), come tali vietate dalla XII disposizione transitoria della Costituzione”.

Ora, al netto che la dodicesima disposizione transitoria è estremamente limitativa e provincialotta nella sua circoscrizione e limitazione del concetto di ideologia autoritaria, poiché anche un imbecille patentato vi farebbe rientrare Stalin, Pol Pot, Castro e Mao ma tant’è, siamo in Italia e quindi qui si vieta solo la ricostituzione del disciolto partito fascista. I comunisti – o sedicenti tali – sono tranquillamente al governo o a far finta di fare opposizione, comunque in Parlamento belli pasciuti. Conoscendo Marco Minniti, uomo pragmatico, avrà immediatamente gettato nel cestino la missiva della Boldrini. E invece no, qualcosa si è smosso, perché con rapidità degna di un Bolt misto a Superman, il prefetto di Mantova, d’accordo con il ministero dell’Interno, ha revocato le designazioni dei funzionari componenti della settima sottocommissione elettorale circondariale di Mantova (sembra la megaditta di Fantozzi), competente per quel comune.

Insomma, l’allarme fascista è talmente alto che pagano solo i i membri della commissione che non si sono accorti del fascio littorio e della parola “Fasci” nel simbolo. All’Italiana, insomma. Molto all’italiana, visto che la stessa “Lista Fasci italiani del lavoro” si era già presentata alle elezioni nel 2002, 2007, 2012. Senza che nessuno se ne accorgesse e intervenisse. Ora, invece, sono già state annunciate interrogazioni parlamentari urgenti, sempre rivolte al ministro Minniti, da parte di Partito Democratico, Articolo 1 Mdp e Sinistra Italiana, i quali chiedono spiegazioni al Viminale. “La stessa richiesta arriva dall’Anpi, mentre l’Unione delle Comunità ebraiche segue con preoccupazione lo sviluppo del caso”, ci racconta Repubblica, il Centro Wiesenthal de noantri, con palpabile ansia nel calamo.

Dunque, mettiamo un attimo in prospettiva la cosa. In un paesino del Mantovano con il potenziale eversivo di un ricovero per anziani non autosufficienti, viene presentata – come da oltre un decennio – una lista che fa riferimento ai “Fasci italiani del lavoro”: la commissione elettorale o non se ne accorge (ci credo poco) o non ritiene la cosa né un dramma per la tenuta democratica del Paese, né qualcosa che vada contro le leggi Scelba e Mancino. La lista passa e prende il 10%, spedendo una ventenne in Consiglio comunale, dove immagino sarà chiamata a prendere con littoria risolutezza decisioni su argomenti di priorità nazionale come l’orario di accensione dei lampioni e il livello di differenziata da raggiungere durante il mandato della giunta. E cosa accade? Uno dei principali quotidiani d’Italia non solo dedica un pezzo stile Watergate alla faccenda (meno male che all’epoca in cui il principe Harry si presentò vestito da nazista a una festa di carnevale, Mario Calabresi ancora non fosse direttore del giornale di Piazza Indipendenza, altrimenti avrebbe chiesto l’espulsione dell’ambasciatore britannico a Roma, come minimo) ma invita la presidente della Camera a fare qualcosa a riguardo.

Direte voi, la terza carica dello Stato – visto anche come è ridotto il Paese – avrà di meglio da fare. No, prende carta e penna e scriva al “caro Marco”, al secolo il ministro dell’Interno, il quale a sua volta fa rimuovere dal prefetto di Mantova i membri della commissione elettorale. Tutto perché Fiamma Negrini è diventata consigliere comunale con i “Fasci italiani del lavoro” in un comune di 7.548 abitanti. Ma che cazzo sta succedendo a questo Paese? Io capisco che “Repubblica” e Boldrini abbiano una battaglia persa in comune, quella delle “fake news” per sputtanare destra e sovranisti e che si è ritorta contro di loro peggio del boomerang di Pieraccioni ne “Il ciclone” (l’elenco comporterebbe scrivere per tre giorni, basti ricordare la farsa della Anna Frank di Aleppo, il bimbo coperto di polvere portato all’ospedale che era in posa e con tanto di papà pagato per farcelo stare, la strage di Idlib con i gas di Assad che non si trovano o la straordinaria puttanata del forno crematorio di Assad, un vero capolavoro in coppia con quegli altri cabarettisti del diritto umano di Amnesty International) ma almeno il limite del ridicolo non andrebbe varcato, quantomeno dalla terza carica dello Stato.

E poi, ministro Minniti, è così sicuro che sia più facile trovare fascisti a Sermide e Felonica che Igor nella bassa ferrarese? Io non ci giurerei. Se vi fosse sfuggito, impegnati come eravate a stanare i camerati già asserragliati nei fienili di Sermide e Felonica come il cecchino tedesco di “Bastardi senza gloria”, a Lucca è successo che CasaPound abbia ottenuto l’8% al primo turno: io, fossi in voi, chiederei una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’ONU, senza scartare a priori l’opzione del bombardamento cittadino.

Si ride per non piangere e appare anche inutile stare a elencare le reali priorità di questo Paese: gente che ragiona così si muove solo per ideologia. La realtà la incontra ogni tanto, premurandosi però di scansarsi giusto in tempo per imbattersi nel fascista successivo da demonizzare. Mi piacerebbe guardarvi in faccia e farvi una domanda sola: come mai, casualmente, la lista dello scandalo è diventata tale solo quest’anno? Mi basterebbe fissarvi negli occhi, senza che dobbiate rispondere, per trovarmi a tu per tu con la malafede. Se volete colpire Salvini od Orban, lasciate stare la 20enne Fiamma Negrini e il putsch fascista del Mantovano. Almeno la decenza di combattere ad armi pari, cercate di trovarla.

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