Perché il Bitcoin Dominance Index è fuorviante


di Daniel Krawisz

Sebbene il dibattito sia in corso da anni, più di recente ci sono state un sacco di lamentele e speculazioni su come bitcoin presto perderà la sua supremazia di moneta più grande e su come le altre monete alla fine lo spodesteranno. In questo articolo cercherò di mostrare come il Bitcoin Dominance Index sia intrinsecamente ingannevole e perché in realtà non c’è una crisi come tanti credono.

La tesi

Il Bitcoin Dominance Index è stato ideato qualche anno fa per mostrare esattamente quanto l’economia delle criptovalute fosse dominata dal bitcoin. Di recente il Bitcoin Dominance Index è risultato in calo e molti all’interno della comunità delle criptovalute indicano il dibattito sulle grandezze come un motivo ragionevole per suddetto calo.

da coinmarketcap.com

La tesi è la seguente: bitcoin non è più utile in quanto le fees sono troppo alte, quindi le persone stanno prendendo in considerazione le alternative. Quindi il valore starebbe scorrendo dal bitcoin ad altre criptovalute. Gli utenti vogliono nuove funzionalità e stanno migrando in altre monete per ottenerle. Se le attuali condizioni persistono, Bitcoin sarà infine superato da un’altra valuta come Ethereum e diventerà il MySpace delle criptovalute.

In sostanza, la tesi si basa sull’idea che gli utenti stiano cercando di fare X con bitcoin, ma non possono e quindi vogliono migrare verso altre monete per essere in grado di fare X. Con X si può intendere l’acquisto di caffè, creare uno smart contract, impegnarsi in più transazioni private, utilizzare applicazioni decentralizzate, o fare molte delle cose che altre monete permettono di fare meglio rispetto a bitcoin.

L’obiezione

I sentimenti alla base di questa tesi sono comprensibili. Le persone sono frustrate da questo dibattito; non amano che ci sia un conflitto e preferirebbero un progresso, ma guardiamo alle prove reali.

In primo luogo, dire che bitcoin non è più utile perché le fees sono troppo alte è come dire che nessuno va più in quel ristorante perché è troppo affollato. Bitcoin è molto utile, per questo le persone sono disposte a pagare una media di $0.94/tx per utilizzarlo. Il fatto che alcune persone non amino dover pagare prezzi elevati, non significa che tutti se ne andranno. Alcuni possono farlo, ma il mercato delle fees si auto-corregge. Se abbastanza persone se ne andranno, le fees scenderanno, rendendo le transazioni in bitcoin più attraenti.

In secondo luogo, sostenere che il valore stia uscendo da bitcoin e si stia incanalando verso altre valute avrebbe senso se bitcoin non fosse attualmente ai massimi di tutti i tempi. Prezzi in aumento significano che c’è una domanda sana per bitcoin che supera l’offerta. L’unica ragione per cui ci si possa lamentare è perché bitcoin non stia salendo tanto velocemente quanto altre monete, ma con 500+ altcoin esistenti sarà quasi sempre vero per qualche criptovaluta. Sarebbe come dire che il valore stia fuoriuscendo dalla Berkshire Hathaway, nonostante il prezzo stia aumentando, perché altri titoli stanno aumentando ancora più velocemente. La domanda per bitcoin è salita l’anno scorso ed è ridicolo polemizzare riguardo la sua crescita più lenta rispetto ad altre criptovalute molto più giovani e più volatili.

In terzo luogo, la tesi secondo cui gli utenti stiano fuggendo verso altre criptovalute per approfittare delle loro caratteristiche, non è realmente sostenuta dalle prove. Quanti utenti acquistano Ethereum per avere abbastanza potenza di fuoco per sottoscrivere uno smart contract rispetto a coloro che non sanno nemmeno usare un wallet e conservano i loro saldi sugli exchange? Quanti utenti utilizzano le caratteristiche di privacy di Zcash (risposta: non molti)? Litecoin ha di recente acquisito Segwit e Lightning Network, ma quante persone hanno provato ad utilizzarli rispetto alle persone che li stanno acquistando in previsione che altri li utilizzino in futuro? La stragrande maggioranza della domanda per queste criptovalute è di natura speculativa, basata sull’uso futuro e poco sull’uso presente.

Per quanto riguarda l’unico uso presente, sarebbe quello di effettuare piccole transazioni. E forse, per la piccola porzione di transazioni che rientra in tale categoria, forse un certo ammontare di valore è stato trasferito ad altre criptovalute che offrono fees inferiori. L’uso come mezzo di scambio può essere un motivo legittimo affinché qualcuno possa passare ad un’altra moneta; ma come ho già sostenuto, il valore di riserva è il motivo principale per cui bitcoin possiede gran parte del suo valore e pertanto quello a cui assistiamo oggi non è un deflusso significativo.

Il cimitero delle altcoin

Tanto per essere chiari, speculare sull’utilità futura è una forma d’investimento perfettamente legittima, ma non confondiamo la speculazione con l’utilità presente. Generalmente la speculazione si porta dietro un rischio abbastanza grande di fallimento e, francamente, molte di queste criptovalute hanno un sacco di rischio, in particolare riguardo le loro caratteristiche di non essere granché adatte per il mercato in generale.

Giusto per fare un paio di esempi: Namecoin ad un certo punto ha fatto registrare una capitalizzazione di mercato di $100 milioni nel 2013 e, tra le altre cose, era pensato per essere un servizio decentralizzato di dominio. Purtroppo la maggior parte delle persone ha scoperto che l’idea non era altrettanto utile come si potesse pensare e la maggior parte dei domini su Namecoin sono stati abbandonati e pochissime persone usano il dominio .bit che fornisce.

Auroracoin, ad un certo punto, era vicino ad una capitalizzazione di mercato di $1 miliardo nel 2014 ed era pensato per essere la moneta digitale che sarebbe stata usata in Islanda. Si è scoperto che la capitalizzazione di mercato era stata ampiamente manipolata da una liquidità molto bassa e poi capitolò rapidamente non appena vennero rilasciate più monete.

Molti altri esempi possono essere visti su Altcoin Obituaries.

Capitalizzazioni di mercato manipolate

Questo mi porta a dover esporre un altro punto. Le capitalizzazioni di mercato per molte di queste altcoin sono enormemente manipolate. Considerate una delle prime altcoin manipolate: Ripple. Le monete sono state pre-minate! Cioè, tutti i Ripple sono stati creati in anticipo e poi sono stati rilasciati al grande pubblico un po’ alla volta.

C’è un’enorme quantità di Ripple che viene tenuta in riserva in modo che la fluttuazione effettiva (cioè, l’ammontare disponibile per la negoziazione) rimanga relativamente piccola. Molte monete pre-minate fanno la stessa cosa per manipolare non solo il prezzo, ma anche le loro capitalizzazioni di mercato. Solo una piccola porzione viene negoziata, mentre i loro creatori ne posseggono grandi riserve per mantenere alta la capitalizzazione di mercato.

Non c’è niente di nuovo qui e nel mercato azionario le azioni che giocano sulla manipolazione della fluttuazione, generalmente diventano obiettivi succulenti per i short-seller. Altcoin come Gnosis, per esempio, hanno fluttuato solo del 5%, quindi chiedetevi: quanto della capitalizzazione di mercato di Gnosis da $115 milioni è reale?

Se tutto questo non risultasse già abbastanza confuso, considerate anche che molte di queste altcoin è effettivamente un sottoinsieme di Ethereum e gran parte della capitalizzazione di mercato può essere conteggiata due volte.

Esperimento mentale

Se quest’ultima sezione dovesse risultarvi troppo confusa, considerate questo esperimento mentale. Supponiamo di creare domani una nuova moneta chiamata FoolCoin. Pre-mino tutte le monete (100,000,000 monete) e rendo disponibili solo 10 monete. Creo una campagna di marketing e faccio in modo di attirare così tante persone che la moneta finisca anche su Poloniex. Vendo solo 1 delle monete per $10. FoolCoin ha ora una capitalizzazione di mercato di $1 miliardo. La prossima moneta la vendo per $11 e ora FoolCoin ha una capitalizzazione di mercato di $1.1 miliardi. Se c’è una domanda sufficiente, alla fine finirò per vendere le altre 8 monete per $20 ciascuna, e FoolCoin avrebbe ora una capitalizzazione di mercato di $2 miliardi.

Ho solo aggiunto $2 miliardi alla capitalizzazione di mercato della criptovaluta e ho ridotto il dominio di bitcoin di pochi punti percentuali. Ma davvero ho portato via qualcosa da bitcoin a parte forse qualche centinaio di dollari?

L’esempio che ho costruito e chiamato FoolCoin, non presume nemmeno attività di manipolazione più sinistre come il wash trading, il pump/dump, ecc. Anche senza ricorrere a questi espedienti, è relativamente facile aggiungere un sacco di capitalizzazione di mercato all’indice di una criptovaluta e rendere bitcoin molto meno dominante.

Conclusione

In primo luogo, bitcoin è molto sano in termini di prezzo, capitalizzazione di mercato, utilizzo, resistenza alla censura e praticamente sotto ogni altro aspetto utile. Dire altrimenti significa ignorare i segnali di mercato.

In secondo luogo, le altcoin stanno attirando un sacco d’investimenti, ma ciò non significa necessariamente che la gente le usa per la loro utilità presente. Infatti gran parte degli aumenti dei prezzi delle altcoin sembra proprio speculazione sull’utilità futura, non sull’utilità presente.

In terzo luogo, le capitalizzazioni di mercato di molte altcoin sono seriamente manipolate. Molte hanno una liquidità ultra-bassa e, in realtà, non hanno investito tanto denaro in esse, nonostante la grande capitalizzazione di mercato. Queste altcoin non stanno portando via nulla da bitcoin malgrado vengano pompate.

Il Bitcoin Dominance Index è una metrica molto grezza ed una che purtroppo è molto facile da manipolare. Il recente entusiasmo per le ICO ha peggiorato la manipolazione e continua a nascondere il fatto che bitcoin sta davvero andando bene. Poiché la manipolazione diventa sempre più evidente, attendiamo che questa metrica sia sostituita da qualcosa di più utile.

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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  • Hari Seldon

    forse ha più senso la dominance calcolata come percentuale sul valore totale scambiato per unità di tempo? Oppure la percentuale sul numero totale di transazioni?

    • paolinks

      Credo che ci siano due punti di vista abbastanza differenti:

      1. quello dello speculatore. Che mi frega se dietro l’alt-coin c’e’ un mondo reale o solo uno schema Ponzi? Intanto ci faccio i soldi…
      2. quello dell’investitore serio/a lungo termine. In questo caso bisogna valutare molti piu’ parametri, tra cui appunti il numero di transazioni, l’ecosistema attorno alla criptovaluta ( Bitcoin ha dietro migliaia di esercizi commerciali che l’accettano, Ethereum ha dietro la possibilita’ di creare un nuovo tipo di Blockchain per gli smartcontracts e chissa’ che altro s’inventeranno ). Le altre? Meh! Forse Monero e Zcash perche’ sono molto molto piu’ anonime rispetto a Bitcoin.

  • Ottimo articolo!

  • Michele M.

    Articolo in parte condivisibile, ma che contiene un’informazione fuorviante: la capitalizzazione, come rilevata sul sito coinmarketcap.com (e immagino come intesa nell’articolo), riguarda solo il circolante, non tutte le monete create. Ad es., Ripple ha una capitalizzazione di circa 10G$ e un circolante di circa 38 miliardi. Ma i Ripple totali sono 100 miliardi, quindi la capitalizzazione totale è di circa 25G$. E’ tuttavia corretto usare solo i Ripple disponibili per calcolare la capitalizzazione reale. Quindi, l’esempo dei “FoolCoin” è sbagliato.
    Un’informazione essenziale è anche il volume scambiato giornaliero, che dà l’idea del vero “spessore” del mercato.
    In generale, è chiaro le criptovalute sono “in bolla”. Quello che nessuno sa è:
    – quando scoppierà la bolla, e a che valori di BTC (3000$, 5000$, 10000$?), ETH, ecc.
    – a che valori scenderanno le cripto dopo lo scoppio (10%, 20%, 50%, 70%,…??)
    – alcune cripto saranno comunque più resistenti e altre verranno praticamente azzerate? Se sì, quali?

  • Luigi za

    Hello boys che mi dite di questo

    And Bitcoin is tracking FANG stocks lower (down around 13% this morning)… This is the biggest drop since January 2015
    http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user3303/imageroot/2017/06/11/20170612_btc_0.jpg
    And Ethereum is down over 15%…after tagging $400 earlier last night

    http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user3303/imageroot/2017/06/11/20170612_btc1.jpg

    http://www.zerohedge.com/news/2017-06-12/coinbase-crashes-bitcoin-ethereum-join-fang-stocks-meltdown

    Tutto,sotto controllo? Per biechi speculatori accorti certamente sì. Per gli allocchi invece ….

    • Ronf Ronf

      Quando metti delle foto, scrivi “fate F5 se non si vedono” perchè alcune volte Disqus si “mangia” le foto. Comunque, chi non sa non deve fare: ergo, chi non conosce il mondo di Bitcoin non deve investire. Prima di investire si deve studiare

  • Stemby

    No, no, l’utilità delle altcoin è attuale, non futura. Se per una transazione bitcoin mi tocca spendere 10-20 €, quella diventa la mia ultima transazione (verso un exchange) e un addio definitivo.
    Poi dall’altra parte c’è il pollo che quei bitcoin li compra (tenendo alta la domanda, senza dunque che si avverta calo di prezzo) e che li lascia sull’exchange (senza quindi toccare con mano l’inutilità del bene appena acquistato).

    Siamo in piena bolla, a questo giro: e lo dice uno che di tutte le “bolle” precedenti se n’è sempre ampiamente sbattuto.

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