Scusi Mentana, il fosforo bianco usato dagli USA a Raqqa e Mosul è forse un toccasana per l’acne?

Di Mauro Bottarelli , il - 99 commenti


Avete per caso notizie della presa di posizione di Amnesty International per la grave repressione del diritto a manifestare andata in scena stamattina al Senato a danno dei militanti di CasaPound, colpiti con manganellate e idranti dalla polizia? Sarà questione di minuti, ne sono certo. Quelli di Amnesty sono gente seria, per loro i diritti umani sono sacri e devono valere per tutti: che tu insceni una protesta contro il governo Putin per conto di filantropi-golpisti e governi esteri o che tu manifesti contro l’approvazione della legge sullo ius solis, fa lo stesso. Il motto è sempre quello: non condivido le tue idee ma mi batterò fino all’ultimo perché tu possa esprimerle. Quindi, niente paura: magari con un po’ di ritardo rispetto alla solita solerzia sorosiana ma il comunicato di condanna arriverà. Forse.

D’altronde, il doppiopesismo è malattia diffusa e molto infettiva, addirittura endemica in Italia. In tal senso mi sento di fare una domanda a Enrico Mentana, direttore del tg di La7 e professionista sempre attento e vigile nel denunciare i soprusi: che lei sappia, il fosforo bianco che l’aviazione USA in seno alla coalizione anti-Isis sta usando a Mosul e Raqqa, è un toccasana per l’acne? In quelle città sotto assedio moriranno quindi con una pelle splendida? Oppure serve per stroncare sul nascere la piaga tutta estiva delle zanzare tigre? Ho atteso qualche giorno a farle questa domanda, direttore, perché volevo conferme al riguardo che non arrivassero da fonte unilaterale siriana o libanese (sa com’è, noi dei blog le fonti le controlliamo, più d’una anche) ma visto che ieri a parlare è stato il generale di brigata neozelandese, Hugh McAslan, forse l’ora è arrivata davvero.

Già, parlando all’emittente statunitense NRP, ecco cosa ha detto: “Abbiamo utilizzato fosforo bianco per operare uno screening di aree attorno a Mosul ovest al fine di evacuare i civili più in sicurezza”. Ora, al netto che il fosforo bianco in area urbane abitate è ritenuto un’arma illegale dalle Convenzioni, siamo di fronte alla prima conferma da parte di un rappresentante della coalizione relativa all’uso di quell’armamento. Prima ci si era limitati a dire che alcuni proiettili erano stati sparati in aree rurali dell’Iraq ma non in insediamenti abitati. Capisce che è una notizia, caro Mentana: tanto più che la scusa dell’utilizzo per facilitare l’evacuazione dei civili fa il paio, per dimensione, con le cazzate che Roberto Saviano spara su tutto lo scibile umano, quindi sesquipedale. Insomma, a Raqqa in Siria e a Mosul in Iraq, gli USA e i loro alleati utilizzano armamenti proibiti nella lotta per la riconquista delle due roccaforti Isis: perché non lo ha detto nel suo tg, nemmeno di sfuggita?

Witnesses say US-led coalition used white phosphorous in Raqqa strikes

Perché titoli di apertura sull’attentato chimico di Idlib, con immediata attribuzione della responsabilità ad Assad e nemmeno una parola sul fosforo bianco? Di più, perché nemmeno una parola sulle risultanze della NATO, in base alle quali proprio a Idlib si può escludere che abbia operato l’esercito lealista siriano? Non è lei quello che combatte la barbarie di un giornalismo che sbatte il mostro in prima pagina e, quando questo viene assolto, al limite mette un trafiletto a pagina 28? E se anche volesse bersi la balla dello screening, ecco cosa ha dichiarato al riguardo Steve Goose, direttore di Human Rights Watch, una di quelle ONG che le piacciono tanto e che difende sempre così strenuamente: “Non importa come il fosforo bianco sia stato usato, pone comunque un altissimo rischio di terribile pericolo a lungo termine per i civili, in contesti abitati come Raqqa o Mosul e in qualsiasi altra area ad alta concentrazione di civili”. Che dice Mentana, due paroline le possiamo dire, anche se non si possono incolpare Assad o Putin? Magari è troppo impegnato a cercare le prove sul forno crematorio denunciato da Amnesty, quello che ha rilanciato come prima notizia del tg, scomodando i comignoli di Auschwitz e che si è ben guardato dal riferire essere una bufala totale: non era lei uno dei paladini della lotta contro le fake news?

Ma oggi sono buono direttore, le evito la seconda riunione di redazione per decidere la scaletta del tg: ci penso io. Cosa ne dice, dopo un bel servizio sul fosforo bianco, di parlare di questo:

Huge ISIS convoy allowed to escape Raqqa to fight the Syrian Army instead

ovvero, mostrare ai suoi telespettatori un bel video ottenuto dalla tv Al-Masdar e non smentito nella sua autenticità da alcuno, relativo a come un folto gruppo di miliziani dell’Isis abbia potuto lasciare proprio la città di Raqqa in anticipo sull’avanzata delle truppe curde e della coalizione, senza che i militari USA muovessero un dito per fermarli o contrastarli. Anzi, quasi gli si ponevano come picchetto d’onore. L’edificante episodio di “lotta al terrorismo” è accaduto all’inizio del mese ma, per somma sfortuna dei nostri simpatici califfoni, la settimana dopo ci ha pensato l’aviazione russa a ridurre il loro funereo torpedone in un posacenere. E, guarda caso, lo stesso è accaduto anche nel novembre scorso a Mosul, da dove i miliziani sono stati fatti scappare soltanto per tentare la riconquista indisturbata di Palmira attraverso un blitz.

Lo so direttore, la vedo, le sta già salendo l’atlantismo più feroce, ha già telefonato a Maurizio Molinari e Mario Calabresi per dar vita a una maratona anti-complottismo. Ma stia calmo, perché ci sono altre cose che potrebbe raccontare. Ad esempio, del report secretato della Defense Intelligence Agency del 2012, nel quale di prediceva, guarda caso, la nascita dell’Isis, un qualcosa descritto come “attivamente incoraggiato dall’establishment USA”. Eccone alcune righe: “Se la situazione dovesse districarsi, c’è la possibilità di stabilire una principalità salafita più o meno dichiarata nella parte orientale della Siria.. e questo è esattamente ciò che vogliono le potenze che supportano l’opposizione, al fine di isolare il regime siriano”.

Che dice, una versione alternativa dei fatti ogni tanto potrebbe far piacere ai suoi telespettatori, o no? Così, giusto per non diventare la controfigura al femminile di Lucia Goracci con i suoi 12.873 ospedali pediatrici di Aleppo Est, tutti bombardati con chirurgica ferocia dall’aviazione russa, mentre quei santi degli “Elmetti bianchi” si trovavano casualmente in zona per prestare soccorso in favore di telecamera. Potrebbe, ad esempio, dare conto di ciò che riportava ieri la Reuters, fonte non certo sdraiata sulle posizioni del Cremlino. Ovvero, che i militari USA hanno dislocato un sistema missilistico a lungo raggio nella zona di Al-Tanf, in Siria, strategicamente vicina ai confini iracheno e giordano. Si tratterebbe del cosiddetto High Mobility Artillery Rocket Systems (HIMARS) e, guarda caso, ora è stato installato proprio nella posizione migliore per colpire le milizie siriane, quelle già bombardate tre volte dai jet USA (altra notizia che le giro volentieri).
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Le quali tentano di stroncare la resistenza di un gruppo di terroristi legati ad Al-Nusra, al secolo – per lei e i suoi sodali del “Villa Taverna Fan Club” – i cosiddetti ribelli moderati. Insomma, prima usano il fosforo bianco, poi operano come auto-ammiraglia al Giro d’Italia per i miliziani in fuga da Raqqa, dopodiché montano sistemi anti-missile per colpire le milizie siriane ed evitare così che venga stroncata la resistenza terrorista. La quale punta a bloccare la fornitura di armi iraniane a Hezbollah e al regime di Damasco attraverso la strada che collega Baghdad alla capitale siriana e ad avanzare verso l’enclave governativa di Deir al-Zor, principale città dell’area dell’Eufrate, già accerchiata da milizie dell’Isis. E poi, una chicca per Chicco. Perché non dedica un servizio del tg al fatto che gli USA, gli stessi che non più tardi di dieci giorni fa – per bocca del loro presidente – hanno definito il Qatar “uno sponsor storico del terrorismo ad alti livelli”, ieri hanno dato il via libera alla vendita proprio a favore di Doha di caccia F-15 per 12 miliardi di dollari di controvalore? Di giorno condanni e isoli ma la notte vendi le armi? Ora, io sarò anche prevenuto verso la politica estera degli Stati Uniti, lo ammetto ma che cazzo di lotta al terrorismo è questa?

Certo, è più facile non porsi il problema, evitando di dare queste notizie e attribuendo ad Assad anche l’aumento dell’abbonamento dell’ATM e la sconfitta della Juventus in finale di Champions. Però, la deontologia, dove la mettiamo? Lei che è così ligio al riguardo, poi. A proposito, per finire, direi che un editoriale come epilogo del tg ci starebbe bene. Questo l’argomento, se lo segni: “Perché faccio maratone tv tipo Pannella o Castro per spaccare il capello in quattro sulla fuga di notizie del caso Consip, scomodando etica e altri cazzi buffi e poi apro il tg con la bufala del Russiagate, di fatto tutta incentrata sulla fuga di notizie perpetrata nientemeno che dal capo dell’FBI nei confronti del “New York Times”, solo per arrivare alla nomina di un procuratore speciale che si inculi Trump?”. Le piace?

Sono sincero, nel formulare la domanda-argomento mi sono ispirato a Vladimir Putin, il quale durante l’annuale sessione di domanda-risposta di oggi con i giornalisti, ha sintetizzato così quanto sta avvenendo a Washington: “Appare misterioso come il capo di un’agenzia di sicurezza registri le sue conversazioni con il comandante-in-capo e poi le ceda alla stampa attraverso suoi amici. In cosa, quindi, il capo dell’FBI sarebbe differente da Edward Snowden? A proposito, se Comey dovesse essere soggetto a qualsiasi tipo di procedimento legato a questo, siamo pronti a concedergli l’asilo politico in Russia. E lui dovrebbe essere conscio di questo”. Una risata, caro direttore, vi seppellirà.

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