E’ ufficiale, ha vinto Igor il russo: e noi vorremmo bloccare i porti? Comunque, ora Macron è stronzo

Di Mauro Bottarelli , il - 88 commenti


Poi non dite che l’intemerata del ministro Minniti contro l’UE non sia servita a qualcosa: ieri al porto di Salerno è infatti arrivata la nave Rio Segura della Guardia Civil spagnola con a bordo 1215 clandestini, tutti di nazionalità che la guerra l’hanno vista con il binocolo. Ebbene, non solo i simpatici amici spagnoli ce li hanno portati con tanta premura ma, in ossequio al timore suscitato dal nuovo corso del Viminale, lo hanno fatto dopo averli raccattati nelle loro acque territoriali! Ovvero, salvati in territorio spagnolo dalla polizia spagnola e portati a Salerno, perché saranno anche iberici ma mica sono stronzi di portarseli a casa loro. Che grandi risultati! Quasi come quelli incassati al vertice preparatorio del G20, una carrellata di complimenti e leccate di culo da annuario olimpico e, alla fine, un unico, vero risultato concreto:

Emmanuel Macron che, candido come un giglio, dice chiaro e tondo che l’Europa deve intervenire in ambito solidaristico fra Stati membri solo per i richiedenti asilo, per quanto riguardo i migranti economico sono tutti cazzi dell’Italia. Di colpo, altra metamorfosi kafkiana: se prima l’emergenza migranti non esisteva nemmeno e adesso la riconosce anche SkyTg24, praticamente l’inferno che iberna, di colpo l’inquilino dell’Eliseo è passato da speranza per le magnifiche sorti e progressive di Francia e UE a stronzo egoista del millennio. E perché questo? Perché ha dato ai beoti di casa nostra la plastica dimostrazione di quanto siano dei pagliacci del globalismo e del politicamente coretto: sui migranti, l’illuminato di Versailles ha infatti tenuto la stessa posizione che avrebbe messo in campo Marine Le Pen, il mostro fascista che andava sconfitto a tutti i costi!

Comunque, c’è di che essere fieri. Mentre Gentiloni andava a incassare lodi e schiaffoni a Berlino, trattato come il bimbo con problemi di apprendimento che applaudi quando riesce ad allacciarsi la scarpa e Marco Minniti veniva dipinto come un misto tra Batman e l’ispettore Callaghan, ecco che arriva la perla: la ricerca di Norbert Feher, al secolo e per tutti noi il famigerato “Igor il russo”, segna clamorosamente il passo. Le operazioni avviate da oltre tre mesi tra le campagne della Bassa tra Bologna e Ferrara sono passate alla temuta fase due, quella cioè che prevede il ritiro dei reparti speciali, in particolare i Cacciatori di Calabria e di Sardegna. Come riporta il “Resto del Carlino”, nella zona è rimasto solo un piccolo contingente di poche decine di uomini che potrà intervenire solo nel caso di chiamate precise e credibili.

Insomma, Stato-Igor è finita con un clamoroso 0-1 fuori casa. Come descrivere una situazione simile? Ah sì, figura di merda. Eh già, perché o questo Igor è davvero un membro di qualche forze speciale oppure coinvolgere nelle ricerche corpi d’élite, cani molecolari, visori termici e a infrarossi, financo i droni e dover ammettere, dopo tre mesi, di non aver cavato un ragno dal buco, a casa mia configurasi come figura di merda. E nemmeno piccola, tra l’altro. Ecco come riporta la cronaca “Libero: “Tra gli inquirenti però si sono affievolite le speranze di ritrovare in quella zona il killer. Il sospetto più diffuso è che Igor sia stato aiutato da qualcuno, ha goduto a lungo di un riparo sicuro finché non è riuscito ad allontanarsi indisturbato. Resta però la convinzione che il serbo possa aver lasciato dietro di sé una traccia, quel fatidico errore atteso da ormai un trimestre che potrebbe essergli fatale: Magari lontano da qui – avrebbe detto uno degli inquirenti – ma lo prenderemo”.

Cazzo, sembra la scena della caccia all’uomo di “Rambo”, solo che in questo caso non ci saranno armerie assaltate e paesini messi a ferro e fuoco: Igor starà bevendo un spritz e mandando cartoline agli inquirenti da chissà dove, gliene batte il belino di mettersi a fare la guerra di nervi. Quindi, con un esercito di corpi speciali schierati, il problema sarebbe stato l’aiuto di qualcuno e il rifugio sicuro: ma che cazzo volevate, che si travestisse sta spaventapasseri e si arrendesse al primo cane molecolare che alzava la zampa e gli pisciava contro? E’ in queste condizioni che vogliamo fermare i porti e bloccare l’invasione unilateralmente, in caso l’UE – come è certo – ci mandasse a quel paese per l’ennesima volta anche al vertice dei ministri dell’Interno di mercoledì prossimo a Tallin? Auguri, tanto vale consegnare le chiavi delle città agli scafisti e dichiararsi prigionieri, sperando nella pietà degli invasori.

Ma, nonostante tutto, c’è ancora qualcuno che non abbandona il fortino del politicamente corretto da bar all’angolo. C’è qualcuno che non abdica alle stronzate sostenute finora e, anzi, le ribadisce con orgoglio sui social. Eccolo,

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in tutto il suo splendore di corrispettivo mediatico al maschile di Laura Boldrini. Ma io lo capisco, perché dopo le inchieste del procuratore Zuccaro, tutto serve alle ONG tranne che altro casino attorno alle loro attivtà benemerite di traghetti per clandestini. Ed è la realtà a confermarlo. L’altro giorno, il quotidiano britannico – e di sinistra – “The Guardian” ha fatto il punto sul drastico calo delle donazioni alle associazioni non governative che si occupano di rifugiati e di richiedenti asilo. Da settimane in cui si arrivava a raccogliere fino a 20mila sterline, ora si stenta a superare poche migliaia di sterline al mese: in particolare, sembra venuta meno la spinta emotiva seguita alle grandi tragedie oppure alla pubblicazioni di immagini o servizi simbolo come quella del cadavere del piccolo Aylan, trovato morto sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, nel settembre 2015. Insomma, senza “fake pics” tipo il bimbo pieno di polvere portato all’ospedale dagli “Elmetti bianchi” o la “Anna Frank di Aleppo”, non entra in cassa una lira.

A fornire queste cifre è Help Refugees, una sigla che riunisce oltre 70 ONG in tutto il mondo, impegnate a vario titolo nel soccorso e nell’accoglienza dei migranti: “È come se ci fosse un logoramento nella compassione”, spiega la portavoce Annie Gavrilescu. Più che altro, un logoramento dei bilanci, visto che Help Refugees arriva a gestire fino a 10 milioni di euro l’anno, in parte provenienti anche da vip e fondazioni, ovvero chi vive in ville e appartamenti in centro con allarmi, cani da guardia e personale armato alle porte. Chissà, magari ci arriverà anche Mentana a capire che – al netto del buon cuore – la gente ne ha un filino pieni di coglioni di gente che per lavoro – perché sono pagati, i cosiddetti “volontari”- fa da taxista a chi non ha diritto di stare a casa mia ma mangia e dorme gratis, salvo lanciarsi in attività ricreative come il furto, lo spaccio, la violenza sessuale o qualche altro passatempo tipico della loro cultura, la stessa che dovrebbe arricchirci attraverso la multi-etnicità. Ah, senza scordare che ci pagheranno le pensioni, grazie allo spaccio di coca o al furto di catenine, tutte attività su cui notoriamente si pagano tasse e versano contributi.

Comunque la colpa è ancora una volta di Minniti. Che cazzo gli è venuto in mente di sottolineare che, in caso di chiusura unilaterale dei porti, le navi delle ONG straniere resteranno al largo? Di fatto, ha confermato tacitamente i dubbi avanzati dal procuratore Zuccaro, uno che per Mentana è come la kriptonite per Superman. Dopo i segreti di Fatima, c’è quello delle ONG, sante e benedette a prescindere. Un po’ come Macron, per un paio di settimane dipinto come un gappista di via Rasella dall’intera pletora della sinistra champagne italiana e ora trattato come la peggiore delle fidanzate infedeli. Chissà, magari lo stesso destino toccherà anche ai taxisti del Mediterraneo tra poco.

E, attenzione, non che la cosiddetta destra di questo Paese stia meglio, se il faro a cui guardare è Silvio Berlusconi, il quale ieri ha monopolizzato il tg di famiglia (perché lui è liberale) per lanciare un Piano Marshall per l’Africa. D’altronde, però, c’è da capirlo: un’aquila non è mai stato di suo, poi da quando le pilloline blu convogliano unidirezionalmente il sangue laggiù, in testa non è che ne affluisca granché. Godiamoci lo spettacolo, tanto il cosiddetto salvabile è talmente poco che dubito valga la pena di sforzarsi: quando uscendo di casa per andare al supermercato, ci sembrerà di essere a Lagos, forse capiremo. E ringrazieremo sentitamente Mentana per i suoi post.

P.S. Comunque, non lamentiamoci troppo, il paraculismo è paneuropeo, non riguarda solo noi. Poco fa, infatti, il Bundestag tedesco ha dato il via libera ai matrimoni gay, dopo che Angela Merkel ha lasciato libertà di coscienza ai suoi deputati. Lei, la Cancelliera, si è però premurata di rendere noto urbi e orbi di avere votato contro, perché a suo giudizio “il matrimonio rimane tra uomo e donna”. Della serie, lasciando libertà di coscienza getto la rete per intercettare qualche voto liberal in uscita ma, contestualmente, ribadisco forte e chiaro al mondo che io sono la democristiana di sempre, tanto per non far incazzare quei bavaresi bigotti della CSU. Servi. Dei servi.

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