Avrei tante cose da dire a quelli de “L’Espresso” ma una le sintetizza tutte: vi serve un esorcista

Di Mauro Bottarelli , il - 74 commenti


Attenzione gente, proseguite la lettura di questo articolo a vostro rischio e pericolo. Qui non stiamo parlando di far annullare un torneo di calcetto di beneficienza perché “nazista” o far denunciare un mitomane di imprenditore balneare (garantendogli contestualmente di triplicare la clientela), quella di cui parliamo oggi è roba forte, un allarme civile di prima grandezza. Oggi parliamo di questo,

ovvero del numero de “L’Espresso” che sarà in edicola domani con questo sobrio titolo di copertina: “Nazitalia”. Non vi siete accorti della SA che randellano la gente nelle birrerie? Vi sono sfuggite camicie brune in pattugliamento fuori dall’Esselunga? Non avete notato bandiere con croci uncinate fuori dagli edifici pubblici? Tranquilli, non siete distratti voi, è l’eversione nera che si è fatta furbissima, come testimoniato dai servizi contenuti in questo Postalmarket dell’antifascismo, dove puoi scegliere il tipo di emergenza nazista che vuoi, adattarla al tuo comune di residenza e correre a iscriverti all’ANPI.

Le tesi di fondo sono due: in Italia l’estrema destra neofascista è viva e vegeta e sta guadagnando spazio nella società grazie all’emergenza migranti, spesso e volentieri con atti violenti. Secondo, proprio sfruttando il vento in poppa, le principali sigle della destra estrema stanno cercando un’alleanza per entrare in Parlamento alle prossime elezioni, “per far volare sgabelli e schiaffoni”, come avrebbe detto il numero due di CasaPound. Verrebbe da ricordare che D’Alema definì “costola della sinistra” quella stessa Lega che in Parlamento fece sventolare un democraticissimo cappio ma tant’è, andiamo al sodo.

Insomma, emergenza assoluta, un cocktail esplosivo che necessita come minimo di un mix tra il Centro Wiesenthal e i Ghostbusters. Dunque, un lungo articolo sciorina – mischiandoli alla cazzo, nella miglior tradizione del giornalismo di casa De Benedetti – presunti exploit elettorali di liste più o meno dichiaratamente fasciste con episodi di pestaggi e intimidazioni. Insomma, si mischia tutto insieme per vedere se regge l’effetto squadrismo l’effetto che fa, come direbbe Iannacci. Non ci si chiede, ad esempio, perché quelle liste fossero tali, ovvero perché le commissioni elettorali preposte abbiano dato il nulla osta alla loro presenza alle amministrative: forse perché era loro diritto concorrere e l’emergenza democratica la vedono solo al “Gruppo L’Espresso” nei loro deliri neo-resistenziali? E poi, non siete voi i Charlie Hedbo di stocazzo? Se la gente li vota e la commissione elettorale non ha avuto nulla da ridire, perché questo ostracismo un po’ fascistoide, fatevelo dire? Cosa siamo, di nuovo alla stagione della non agibilità politica per la destra? Cazzo quanto siete vecchi, santo cielo, manco Brandirali e Capanna!

I pestaggi? Nulla di cui andare fieri, ovviamente. Ma, nella maggior parte dei casi, chi era responsabile, ha pagato: cos’è, dopo Mafia Capitale la superiorità morale della sinistra, quella che “non contesta le sentenze”, è andata in vacanza? Comunque sia, la pena è troppo lieve, se il reato è compiuto da uno di destra? Perché l’idea è un po’ quella. O, almeno, pare così. Ogni corteo no-global si conclude in un’ecatombe di danni alle cità ospitanti e feriti tra le forze dell’ordine: quando ce lo fate un po’ numero dal titolo “Antagonistitalia”? Se si fa una conta reale dei danni umani e materiali, un bel fact-checking contro le bufale, tra estrema sinistra ed estrema destra, in questo Paese la prima è ancora avanti senza nemmeno che ci sia gara. Vogliamo parlare dell’accoglienza a Napoli per Salvini, lo scorso marzo?

Anzi no, non siamo provinciali, vogliamo parlare della vera e propria guerriglia urbana scatenata al G20 di Berlino a inizio mese, presenti anche molti antagonisti italiani? C’è di peggio, poi, come ad esempio le bombe che innescano nottetempo incendi dolosi nelle librerie di destra, come la Ritter nella mia Milano, completamente devastata nell’aprile di due anni fa o la libreria “Terra dei padri” di Modena, arsa per il fuoco anti-fascista sul finire di maggio di quest’anno. E sono solo due esempi: cos’è, se il Bücherverbrennungen è rosso di colore e matrice, allora è benedetto? Quando ce lo fate il numero “Incenditalia”, diviso tra incendi di librerie fasciste e boschi del Belpaese, tema molto attuale?

E veniamo ora al secondo punto, ovvero la presunta cospirazione nera per prendersi il Parlamento alle prossime elezioni. La grande alleanza sarebbe stata sancita all’inizio di questo mese al ristorante “Angelino” di Milano, legato a CasaPound, fattispecie nota non solo alla DIGOS ma anche ai tombini in città. Dunque, devo sancire una trama che porti il neo-fascismo a Palazzo Chigi e cosa faccio: una bella cena en plein air al ristorante della destra milanese? Cazzo, il principe Borghese era davvero un dilettante! Al tavolo del putsch in fieri c’erano il capo di CasaPound Italia, Gianluca Iannone e i due responsabili di Lealtà-Azione, Stefano Del Miglio e Giacome Pedrazzoli. E cosa stavano progettando, tra una cacio e pepe e un bicchiere di vino? Addirittura l’ipotesi di liste comuni per le prossime politiche in alcuni collegi! Talmente pericolosi ed eversivi che si presentano al voto! Io mi ricordo che Benito Mussolini fu un po’ più sbrigativo e risoluto nell’ascesa al potere e anche Adolf Hitler si stancò in fretta di parlare soltanto nelle birrerie di Monaco, passando a metodi più efficaci come le SA.

Don Camillo monsignore ma non troppo – Fascisti!!

Questi no, sono furbissimi e tentano la via del parlamentarismo democratico. Un po’ dadaista, per restare in tema, come tesi da far passare ma al “Gruppo Repubblica-L’Espresso” sono avanti, mica sono dei rozzi scribacchini politici come noi. Dunque, per chi non è di Milano posso dire che “Angelino” è il miglior ristorante di cucina romana della città e che è frequentato non da schiere di avanguardisti ma anche e soprattutto da persone normalissime, magari neppure di destra. Di più, ci sono anche delle coppiette e non fanno svastiche o celtiche con il basilico per ornarvi la pasta. Ma vi pare che se uno deve complottare chissà cosa, va nel ristorante di riferimento del suo gruppo, oltretutto sempre frequentatissimo? Magari è meglio una trattoria anonima, tipo quella del caso Consip.

Eh già, perché se quelli del “Gruppo Repubblica-L’Espresso” smettessero di frequentare solo vernissage, presentazioni di libri sull’antifascismo in cucina e aperitivi etnico-progressisti dove si spende per due calici di rosso il corrispettivo del Pil del Gambia e provassero a vivere tra la gente normale, capirebbero che l’emergenza nazi-fascista in Italia esiste soltanto nel loro cervello ideologizzato e nelle loro reazioni da cane di Pavlov, ogniqualvolta qualcosa che si agiti più a destra della Lega Nord trovi uno spazio di collocazione. Non sto dicendo che “L’Espresso” non si occupi di disoccupazione giovanile, nuova povertà diffusa, mercato del lavoro da schiavismo: anzi, hanno fatto nel tempo delle belle inchieste. Proprio per questo, scadere nel boldrinismo più patetico, squalifica il loro positivo fatto in passato.

Perché al netto del fatto che la violenza non va mai bene, dedicare una copertina all’estrema destra come emergenza nazionale, con tanto di copertina stile svastica e il titolo “Nazitalia” non fa nemmeno indignare, fa ridere. E provare un po’ di pietà, prima umana che professionale. Perché più che giornalisti animati dalla volontà di raccontare la realtà e denunciare ciò che non funziona, sembrate giapponesi ancora in guerra. Una guerra rancorosa, livida e patetica, però, non ideale e fiera. Perché che l’immigrazione clandestina di massa sia una problema a livello di ricaschi sociali, soprattutto nelle periferie già disagiate e colpite dal fenomeno delle occupazioni abusive e della droga, lo sta finalmente ammettendo anche il governo, dopo due anni di minimizzazione. Quindi, se la gente vota chi promette di far qualcosa al riguardo, condannare elettori e partiti di destra significa guardare – scientemente – il dito e non la luna. E garantire a CasaPound e Lealtà-Azione sempre più supporto, anziché drenarlo.

Se la sinistra gioca con i banchieri o con gli imprenditori di relazione come il vostro editore, tessera numero 1 del PD, non potete rompere il cazzo con la legge Scelba per un saluto romano o una runa: altrimenti, vietiamo tutto, diamo pieni poteri di polizia politica a Emanuele Fiano e poi, allora, aspettative davvero i bivacchi di manipoli. Perché il Paese è una pentola a pressione, se non ve ne foste accorti. Quindi, al netto del sicuro aumento di clientela per i ragazzi di “Angelino”, esattamente come per la spiaggia fascista di Chioggia, posso darvi un solo consiglio. Fatevi curare. In fretta. Ed evitate la medicina tradizionale o la psichiatria, andate diritti al punto. Vi serve l’esorcista.

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