I migranti? Semi-analfabeti, parola del “Corriere”. E uno studio sputtana i media tedeschi pro-Merkel

Di Mauro Bottarelli , il - 206 commenti


Mi spiace sinceramente rovinarvi la domenica, mandarvi di traverso il pranzo, turbare le ore di relax pomeridiano con la famiglia, rendervi indigesta la pizzata serale ma sento l’obbligo morale di mettervi seriamente in guardia: siamo nella merda. Ma non genericamente come potete pensare e come ho più volte ribadito nell’ultimo periodo: siamo proprio nella merda fino al collo, si boccheggia. Perché quando, appena sveglio, trovi questo,


allora vuol dire che il Rubicone è stato davvero varcato: il “Corriere della Sera” certifica non solo che da noi arrivano le risorse meno risorse di tutti – di fatto, scolarizzati al minimo e in buona parte gente senza arte, né parte – ma che questo risponde a un piano preciso degli altri Paesi UE per danneggiare la nostra economia e la nostra tenuta sociale. Siamo veramente usciti da Matrix ed entrati trionfalmente nella realtà devastata dell’Italia invasa dell’anno non di grazia 2017. E cosa dice il “Corriere”? “Si cercano strategie per lasciare ad altri i migranti meno preparati e meno produttivi, sperando di scremare per sé i migliori e più istruiti”.

Insomma, la Germania si è presa la borghesia siriana, a noi il fior fior delle capre subsahariane, come direbbe Sgarbi: “I richiedenti asilo sono in gran parte privi di istruzione, dunque in prospettiva poco produttivi, e rappresentano esattamente il tipo di persone che gli altri governi europei preferiscono confinare in Italia”, testimonia il giornale di via Solferino, non qualche blog xenofobo. E ancora: “L’Italia spicca perché registra la più alta quota di stranieri con al massimo la licenzia media: compongono il 47% della popolazione residente nata all’estero, mentre in Francia e Germania sono un terzo… In questi anni inizia ad accadere qualcosa di nuovo e di diverso: mentre il livello di istruzione degli italiani sta lentamente crescendo, quello degli stranieri residenti cala rapidamente”.

E per finire, stando all’Eurostat (altra nota associazione neo-nazista), “in Italia la quota di stranieri con al massimo la licenza media si è impennata del 3% al 53% negli ultimi tre anni, mentre nel resto Europa si affermano le tendenze opposte”. In compenso, da noi si registra anche il fenomeno dei laureati che – giustamente – scappano all’estero. Cosa porterà questo combinato congiunto? “Gli sbarchi minacciano dunque di contribuire ad abbassare il contenuto medio di conoscenza e il potenziale di produttività e crescita del lavoro in Italia”. Evviva! La Boldrini e Boeri che cazzo hanno da dire al riguardo? Forse sono troppo occupati a prendere il sole in qualche spiaggia senza risorse e vu cumprà, debitamente seguiti da scorte e codazzi istituzionali di vario genere. Sono questi che dovrebbero pagarci la pensione, delle capre patentate, come scritto dal “Corriere” e confermato da “Eurostat”?

Ma attenzione, perché le balle nascoste fino ad oggi sotto al tappeto sul tema migranti stanno precipitosamente saltando fuori, casualmente dopo che qualcosa sul fronte Est dell’Europa è entrato in netto conflitto sul tema con l’UE liberal e sorosiana, forte anche del supporto di Israele, Stati Uniti e Russia. Domani, infatti, in Germania verrà pubblicato il report della Otto Brenner Foundation (è già disponibile sul sito), basato sull’analisi migliaia di articoli di giornale dedicati al tema migranti tra il febbraio 2015 e il marzo 2016, lavoro condotto dai ricercatori della Hamburg Media School e dall’Università di Lipsia. Risultato? “I principali organi di stampa tedeschi hanno retto il gioco al governo tedesco nel presentare la crisi migratoria all’opinione pubblica, ignorando tematiche critiche nella loro copertura della peggior crisi dei rifugiati dalla Seconda Guerra Mondiale”.

Chi era che spacciava “fake news” e andava fermato? I blog? Quelli contro i quali non più tardi di tre settimane fa il Bundestag ha votato una legge che prevede pene pecuniarie fino a 50mila euro, se non si controllano e rimuovono contenuti che posso rifarsi alla fattispecie del “linguaggio dell’odio”? Cos’è, Kafka? Orwell? Schnitzler? E nel calderone dei raccontaballe e dei velinari della Merkel ci sono tutti i grossi calibri dell’editoria teutonica: Bild, Die Welt, Sueddeutsche Zeitung e Frankfurter Allgemeine Zeitung. Sentite qui: “Nonostante manifestazioni con migliaia di partecipanti a Berlino contro le politiche del governo, i giornali hanno esageratamente supportato l’elite politica, diffondendo il concetto di cultura dell’accoglienza. Quest’ultima è trasfigurata in una specie di mondo magico in cui i servizi da samaritano, quelli ciò che possono essere offerti volontariamente dai cittadini, potrebbero essere addirittura moralmente imposti…”.

E ancora: “Larga parte dei giornalisti ha frainteso il loro ruolo professionale e negato la funzione principale dei media, ovvero fare chiarezza e luce sulla realtà. Gli articoli sono troppo sentimentali e con pochissimi appunti critici verso le autorità… Infine, il nostro studio ha notato come alcuni media abbiano appellato chi si opponeva alla politica delle porte aperte come razzista”. Parole e musica di un naziskin? No, del professor Michael Haller, coordinatore e responsabile del report. Non so com’è ma temo che martedì “Repubblica” non offrirà molto spazio alla notizia. Salvo scoprire che il padre del professor Haller fosse nelle SS, allora cambierà tutto.

E se la stampa è asservita sul tema migranti, mostrandosi degna erede della grande tradizione teutonica di Goebbels, la giustizia amministrativa tedesca per la stessa ragione è al collasso. Decine di migliaia di migranti, infatti, hanno fatto ricorso per la permanenza presso le Corti dedicate al tema immigrazione, portandole alla paralisi totale. Ecco come ha descritto il caso il giudice Robert Seegmuller, presidente dell’Associazione tedesca dei giudici amministrativi, parlando a un evento presso la casa editrice Redaktionsnetzwerk Deutschland: “La situazione è drammatica per le sezioni amministrative, siamo assolutamente al limite delle nostre possibilità. Non possiamo reggere ritmi e flussi del genere sul lungo termine, si può andare avanti per un po’ ma non in maniera permanente. Il rischio è chiaro: il sistema potrebbe collassare del tutto”. Sicuramente qualche nazista nell’albero genealogico ce lo avrà anche il caro giudice, c’è da scommetterci. Insomma, si prenderanno anche le risorse più istruite ma anche in Germania cominciano a essere seriamente in merda.

Vasco Rossi – Gli Spari Sopra @ Modena Park – 01/07/17

E tanto per concludere la carrellata europea, ecco la Francia: crolla la popolarità del presidente francese Emmanuel Macron, meno 10 punti in un mese, dal 64 al 54%, stando un sondaggio Ifop per il “Journal du Dimanche”. In tre mesi, solo Jacques Chirac aveva fatto peggio nel 1995, stando al Jdd. Che dire, coglioni due volte i francesi: primo perché l’hanno votato, secondo perché adesso vorranno anche la solidarietà nelle loro lotte. Per quanto mi riguarda, potete attaccarvi al cazzo e subire le peggio legislazioni che una Commissione parlamentare possa partorire. Avete avuto paura della Le Pen, godetevi il cyborg di Attali adesso. Certo, se qualcosa andasse diversamente dal previsto a fine settembre in Germania, ovviamente solo a livello di dato numerico e poi l’Austria ci regalasse un vittoria FPO a valanga, magari qualcuno potrebbe cominciare anche a crederci a Davide contro Golia. Com’è che cantava Vasco Rossi, “e se si girano gli eserciti e spariscono gli eroi, se la guerra poi adesso, cominciamo a farla noi”… Buona domenica, ad maiora.

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