Moneta Digitale: Zitto Zitto, #Ethereum ha Preso la Leadership?

Di FunnyKing , il - 16 commenti

 

La capitalizzazione di mercato complessiva di una criptovaluta è un dato che fa notizia, riempe i le cronache ma effettivamente non conta un cazzo. Bitcoin è la criptovaluta che ha la maggiore capitalizzazione, ovvero prezzoxbitcoin esistenti. Ma….. vi siete mai chiesti qaunti bitcoin siano VERAMENTE in circolazione ovvero quanti non siano bloccati e persi per sempre nella blockchain?

Stesso discorso vale per tutte le criptovalute ma va da se per la natura stessa del concetto di criptovaluta e per la natura (stupida) umana, più una blockchain è vecchia più è la quantità di criptovaluta persa per sempre, ovvero le cui chiavi private sono perse e mai più recuperabili.

Io uso una metrica diversa per determinare chi ha la dominance, anzi ne uso due:

  1. la quantità di transazioni on chain per giorno
  2. il controvalore di mercato delle transazioni on chain per giorno.

La seconda metrica vede bitocoin saldamente ancora in testa ma per la prima…..

lo potete vedere qui.

La blockchain di ethereum ha validato più transazioni di bitcoin per la prima volta l’11 Giugno 2017, e dal 1 Luglio 2017 ad oggi, per ben 14 giorni ha preso la leadership.

E’ vero, e va considerato che su ethereum viaggiano un numero impressionante di token i quali hanno un significato economico minore del traffico di ether.

E’ vero, e va considerato che un parte delle transazioni di bitcoin rappresentano più transazioni reali (da 1 indirizzo a molti indirizzi) .

Tuttavia il trend di fondo rimane chiarissimo, ethereum sta prendendosi una chiara leadership mondiale come blockchain più adottata e lo scambi di ether comincia a contendere allo scambio di bitcoin il trono per il mezzo di pagamento o trasferimento del valore in criptovalute più utilizzato.

Bitcoin ha ancora una chiara leadership come riserva di valore.

 

p.s.s.

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  • Paulo Paganelli

    Ethereum ha un modello vincente il quale non si appoggia solo sulla cripto valuta. Ho un nodo Ethereum (Geth) in funzione, no mining, per lo sviluppo di applicazioni distribuite (smart contracts). Questo è il futuro, un computer mondiale che, quando implementerà la capacità di eseguire programmi in Web assembly (WASM) darà il colpo di grazia ai sistemi centralizzati. Non bisogna focalizzare troppo sulla cripto valuta, ma sulla piattaforma e negli investimenti su nuovi applicativi e paradigma.

    • Ronf Ronf

      In effetti…

    • AndreAX

      Avessi capito una sola cosa di quel che hai detto…

      • Paulo Paganelli

        Chiedo scusa, mi sento responsabile se non hai capito. Volevo dire che Ethereum non è maggiormente importante per il fatto di essere una cripto moneta di successo come dice il post, ma per le altre cose che offre. La piattaforma Ethereum è una rete di computer (nodi) che forma un grande computer dove si possono eseguire programmi senza una autorità centrale o server. In breve, ogni computer da tavolo sarà in grado di contribuire per eseguire questi programmi con una grande potenza di calcolo usando una nuova tecnica chiamata WASM. Questi programmi sono chiamati “smart contracts” e sono, una volta lanciati, fuori dal controllo di un ente centrale e fanno quello che devono fare senza possibilità di cambiarli. Insomma, abbiamo una macchina informatica libera e indipendente.

        • Fabrizio de Paoli

          Sai Paulo che mi stai spiegando una cosa veramente interessante.
          Non mi sono mai avvicinato alle criptovalute, delle quali condivido in pieno la teoria, perché essendo totalmente incapace di ragionare in termini informatici non riuscivo a capire come tecnicamente poi funzionassero e se sotto quell’aspetto ci fossero delle falle pericolose accessibili ad hacker o governi.

          Da come mi hai descritto Ethereum sembrerebbe di no. Ho capito bene?

          • Paulo Paganelli

            Tutti i sistemi informatici hanno falle, poco ma sicuro. Ethereum stesso ha avuto due grossi problemi che sono stati risolti, ma hanno danneggiato l’immagine pubblica che aveva e causato un dibattito molto utile. Gli informatici seri sanno che i problemi ci sono sempre nel software. La cosa importante è progettare e mantenere un software con la sicurezza in mente. La tecnologia blockchain usata in Bitcoin, Ethereum e altre piattaforme da una maggiore (mostruosa se comparata al tradizionale) sicurezza e garanzia ai sistemi che la usano poi è stata creata per questo.

            La filosofia indietro alle blockchain è avere non una autorità che controlli e certifichi, ma un consenso distribuito e criptografia. In blockchain, la “verità” viene riconosciuta dalla rete di computer in base a algoritmi predeterminati e pubblici. I dati sono conservati da tutti in copia. Se qualcuno cambia un dato senza rispettare le regole, il dato viene scartato e non ha alcun valore. Governi e agenzie di spionaggio non hanno possibilità pratica di compromettere il sistema poi devono decriptare con un sforzo astronomico.

            La mia visione va oltre alle cripto valute, infatti non le possiedo ancora. Ethereum è la prima vera piattaforma che introduce la possibilità di eseguire programmi senza avere bisogno di un computer specifico sempre passibile di essere violato o distrutto. Non pensare solo alla finanza, si può veramente fare di tutto con un sistema di questo genere, cosa interessante per investire nel suo sviluppo.

          • paolinks

            Il problema vero delle criptovalute e’ semmai la robustezza degli algoritmi crittografici. La NSA ha o no il mitico computer quantistico? La risposta a questa domanda potrebbe cambiare molte cose.

            Riguardo bug e vulnerabilita’ nel software, per fortuna il calcolo distribuito aiuta moltissimo su questo fronte. Alla fin fine uno smart contract non e’ in esecuzione su una singola macchina e il risultato ( mi pare di capire ) si basa sul consenso condiviso dei nodi che lo hanno eseguito. In pratica lo stesso concetto del ledger distribuito.

          • Paulo Paganelli

            Infatti, la crittografia è un rischio da considerare (non parliamo di quantum computer ancora). Sì, gli “smart contract” sono eseguiti nei nodi che fanno mining e il risultato dell’esecuzione deve essere lo stesso in tutti i nodi. L’architettura della macchina virtuale ancora non è definitiva. Vero, abbiamo il concetto per programmi di computer simile alla moneta, i risultato deve essere accettato in consenso nello stesso modo. Interessante notare che un smart contract può chiamare un altro e scambiare informazioni. Gli smart contract possono essere disponibili come servizio.

          • paolinks

            Interessante. Credo che dovro’ studiarmi un pochino Ethereum, per benino. Da come lo descrivi, stanno creando una sorta di framework per il calcolo distribuito.

            Penso sia ovvio che una cosa simile puo’ semplificare di parecchio lo sviluppo di qualsiasi tipo di web service. Penso al cloud decentralizzato ( simil-IPFS ) o funzionalita’ piu’ esotiche tipo gli assistenti virtuali.

            Adesso capisco il perche’ dell’esplosione delle ICO. Ethereum e’ una pietra miliare, veramente una rivoluzione simile a quella di Internet.

            E credo che FK e i suoi soci stiano lavorando a qualcosina in quest’ambito. Tra qualche tempo vedremo FK lanciare una ICO 😀

          • Paulo Paganelli

            Molto probabile che FK stia investendo sugli smart contracts. Anche’io sto facendo poi diverse persone mi hanno cercato con idee per applicazioni. Non è esattamente calcolo distribuito ancora, l’esecuzione degli smart contracts avviene ugualmente in diversi nodi in replica appunto per confrontare il risultato e garantire un consenso.

          • Fabrizio de Paoli

            Grazie Paulo. Praticamente è altrettanto conveniente investire nel protocollo che nella moneta Ethereum.
            Uno ha la funzione di preservare la moneta, e questa può restare pura.

    • Inaltoasinistra

      Visto che ogni app deve essere eseguita su *tutti* i nodi ethrerum, come pensi che questo protocollo possa scalare?

      Che applicazioni decentralizzate esistono oggi con un senso pratico? Devo ancora vederne una (certo, non sono informatissimo)

      • Paulo Paganelli

        Gli smart contract (SM) eseguono solo sui nodi che fanno minig e non su tutti. Il punto non è avere efficienza e esecuzione in parallelo, ma avere la certezza, tramite consenso, che il programma SM è stato eseguito in modo corretto. Per questo viene replicato sui nodi di mining per verificarne il risultato. Non si tratta di applicazione distribuita (decentralizzata) dove diversi computer, ognuno facendo la sua parte, lavorano per raggiungere un calcolo totale. Qui abbiamo lo stesso calcolo ripetuto molte volte in computer diversi per essere sicuri che il risultato sia corretto e tutti siano d’accordo. Le applicazioni distribuite oggi sono il motore di Google (vedi Go language, Tensorflow e altri).

  • GianAntonio

    Chissà se le criptovalute potranno proteggerci contro l’operazione Ghiaccio Nove (Ice 9) che ormai sta per cominciare.

    Secondo James Rickards Ghiaccio Nove non darà possibilità a nessuno di salvarsi, tranne ovviamente alle Elite, che l’hanno pianificata e voluta.

    https://www.youtube.com/watch?v=eRTTDimIzWU

    • Paulo Paganelli

      O visto il video, tutto molto probabile. La domanda è: funzionerà?

      L’élite di cui parla non è sola nel mondo, esiste una competizione e gruppi di potere divergenti. Alla fine, tutte vogliano il controllo, ma non è detto che sarà facile e senza problemi.

      Le cripto valute sono un modo per uscire dall’inganno. La tecnologia può essere usata per creare circuiti di scambio (barter) tra imprese e cittadini. Se arriva un congelamento del sistema e perdite, le forme alternative avranno un motivo in più per proliferare. In altre parole, ci credo al tentativo e al caos che possono scatenare, ma non sono certo se raggiungono il loro obiettivo.

  • Angel

    Pateticissime paginette apologetiche sulle crypto come “Salvator Mundi”…

    :-S

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