Mulini a Vento

Di FunnyKing , il - 123 commenti

Il mio precedente post:

Siete 300, Siete l’Ultima Legione e alla Fine Perderete

pare abbia avuto un discreto successo e ha generato un dibattito molto interessante (almeno per me) nei commenti. Sono stato attento a non dare giudizi personali e ho cercato solo di descrivere la realtà che sto osservando fra i ragazzi pre-adolescenti e adolescenti europei  e russi (per me anche i russi sono europei, la precisazione ha solo un senso politico) che studiano lingua inglese (parola grossa, diciamo che incidentalmente devono utilizzare qualcosa per comunicare e raggiungere lo scopo qualunque esso sia ma va benissimo così, per ora).

Ora invece vi dico quello che penso.

Per iniziare, io vivo e lavoro in Svizzera, come noto è un paese che non fa parte della (Malvagia) Unione Europea e tuttavia la mia scelta non è stata affatto una questione legata all’Unione Europea. Si tratta è trattato di un caso. Semplicemente:

  1. In Ticino il salto culturale è piccolo, si parla prevalentemente italiano e la mentalità è Lombarda (che non è male, tra tutte le mentalità italiane quella è di gran lunga quella che preferisco)
  2. In Svizzera c’è una consolidata industria legata alla finanza, ovvero quello che era il mio settore, poi grazie a Dio e agli Svizzeri si è sviluppato l’ecosistema migliore al mondo per le criptovalute. Ho avuto fortuna, capita.
  3. Il Ticino è a 2 ore di treno o macchina dai miei genitori e dai miei figli, ogni tanto posso andare a trovarli con poca spesa e tempo perso.

Vi assicuro che se fossi vissuto vicino all’Estonia oggi sarei in Estonia, l’Inghilterra invece rimane un opzione visti i collegamenti aerei, l’Irlanda sarebbe stata un opzione fossi nato francese o spagnolo. Non mi dispiacciono neppure alcuni paesi dell’est e per un periodo della mia vita ho anche fatto alcuni piani per considerare la Macedonia (scelta ardita). In questi giorni ho appuntamento con un primario studio di fiscalisti per informarmi su Malta.

Quindi NO non mi frega un cazzo di niente dell’Europa nel senso che non la considero ne particolarmente benevola ne malvagia, ad oggi esistono 27 o 29 (0 quante cavolo sono) legislazioni, burocrazia, culture, mentalità diverse in cui potevo e posso scegliere. Ho scelto la Svizzera per pura utilità non per una quetsione anti europea ne tantomeno anti euro, per me la valuta fiat è carta da culo ovunque, diciamo che anche li ci sono diverse sfumature di marrone.

Io la penso più o meno, cioè in maniera più razionale come i vari millenials, o post millenials che studiano qui a Malta, di dogane interne non ne voglio vedere, l’Euro è una grandissima comodità e prima avere a che fare con la Lira era una limitazione enorme (si ho viaggiato con la Lira e io me lo ricordo) soprattutto però la possibilità di scegliere una nuova nazione, cultura, legge, sistema pensionistico, civiltà ad un costo che è una frazione di quello che c’era con l’Italia sovrana NON HA PREZZO per me.

Io penso che la creazione di una cultura comune europea (Russia compresa) sia ancora il più grande traguardo della storia dell’umanità almeno quella occidentale, la fine dei ridicoli stati nazione per me è una manna dal cielo.

Capisco molto bene il punto di vista delle persone che vorrebbero tornare indietro, la difesa dei confini, del vivere come un tempo nel proprio paese, nella propria città. Eccome se lo capisco ma non appartengo a quel genere di persone. Sono dall’altra parte della barricata non mi interessa nessun localismo, anzi per me ogni localismo è solo un vincolo.

Sono anche d’accordo che la direzione intrapresa dall’Unione sia la copia (ne brutta ne bella) degli stati nazionali, quindi no non mi piace ma ancora meno mi piacciono gli stati nazionali.

In questo senso non sono ne sarò mai per nessun sovranismo di ritorno. Io mi trovo benissimo ad essere Europeo e ringrazio il Signore di avremi dato la possibilità di esserlo diventato a pieno nel corso della mia breve vita sulla terra.

Flame/On

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    Beh il vantaggio di avere un solo persecutore fiscale in tutta l’Europa, senza possibilità di scappare, non mi sembra una grande conquista.

    • what you see is a fraud

      C’e’ anche lo svantaggio che se la UE adotta il sistema fiscale italiano allora sara’ veramente una completa fregatura . Pensate che il fisco Italiano crede che ogni quattrino guadagnato da un cittadino che risiede all’estero deve pagare tasse allo stato canaglia . Sfruttamento dei cittadini come se fossero vacche !

      • Halexjan Hale

        Vuoi ridere? Io risiedo in Spagna e dall italia mi hanno chiesto di versare il canone rai, in quanto io non ho dichiarato loro di aver venduto il televisore in mio possesso (presentando regolare ricevuta) o distrutto (con certificato di rottamazione in centro autorizzato).
        È stata dura convincermi che non era uno scherzo…

        • daniele phobos

          mi sembra normale, evidentemente non hai fatto il cambio di residenza, come la maggioranza degli italiani, vanno all’estero, ma comunicare il cambio MAI, se no poi si perde l’italiota privileggio del medico di bbbase servizio sanitario nazionale universale.
          come i pensionati in portogallo.

          • Halexjan Hale

            Si, vero. Non ho fatto il cambio di residenza. E l’ho fatto apposta. Mi hanno contattato via mail e io col cavolo che rispondo

          • Halexjan Hale

            E aggiungo: non me ne frega una beata fava dell assistenza (mediocre) sanitaria italiana. Io pago le tasse in Spagna e sono tutelato dalla seguridad social in tutta europa.
            Ho chiuso col bel paese…

        • Nikytower

          Togliersi di dosso i parassiti è lunga… 🙁

      • AnonimoSchedato

        Non che sia diverso dagli USA, in questo (anche prima del FATCA).
        Il metodo è lo stesso, cambia solo la franchigia.

  • Leo Fabiani

    l’europa con stati o senza non ha futuro essendo socialista. fallirà esattamente come tutti gli stati socialisti è solo questione di tempo.
    vivrà bene chi approfitterà delle libertà di spostamento ma saprà sfuggire ai gangli liberticidi che la UE ha messo in piedi e metterà in piedi.
    pertanto sfruttare il mercato EU ma non avere residenza fiscale in EU è l’unica soluzione fattibile.

    • what you see is a fraud

      ” l mercato EU ma non avere residenza fiscale in EU è l’unica soluzione fattibile ” …… e qui entrano in gioco i paesi dell’est non membri della EU .

  • Massimiliano Grimandi

    Io, da expat che vive e lavora in Rep. Ceca (quindi paese membro dell’UE ma senza l’Euro) la vedo in maniera diversa: un conto è avere la libertà di viaggiare senza restrizioni particolari, di decidere dove stabilirsi per vivere e lavorare… discorso diverso è la nazione di origine ed appartenenza: i confini nazionali non sono fini a se stessi, i singoli paesi vogliono dire una lingua ma soprattutto storia, tradizioni, usi e costumi che fanno di noi quello che siamo. Io sarà sempre un italiano, fiero di esserlo (con tutti i miei pregi e difetti)… indipendentemente dal paese in cui mi troverò a vivere. Poi, incidentalmente, sono europeo… ma questo è un altro discorso.
    A Praga vedo, sia nelle giovani generazioni che in quelle precedenti, una forte identità nazionale e lo stesso desiderio di conservare le proprie specificità: anche qui i media veicolano un “ideale” multiculturale ma mi sembra che l’effetto ottenuto sia opposto a quello desiderato dai “padroni del vapore”.

    • Österreicher

      “Io sarà sempre un italiano, fiero di esserlo (con tutti i miei pregi e difetti)… indipendentemente dal paese in cui mi troverò a vivere. Poi, incidentalmente, sono europeo”
      Penso che se potessimo tornare indietro nel tempo e sentire i discorsi dei coloni inglesi del Nord America avremmo un modo di ragionare simile. Solo che oggi chi discende da inglesi scozzesi e irlandesi del 1750/1780 si identifica come americano e non più inglese o scozzese.

      • aiccor

        ebbravo! la festa di San Patrizio è più viva in USA che in Irlanda!

        • Österreicher

          Gli irlandesi che festeggiano san patrizo sono arrivati dopo la carestia che colpì l irlanda causa raccolta delle patate andata male per un parassita.

          • AnonimoSchedato

            Sbaglio o era presente anche una certa dose di esportazioni di patate malgrado il tempo di carestia? Il solito problema della “valuta forte” che vale più della vita dei poveracci?
            Provolezzo: http://ighm.org/exports-in-famine-times/

      • FrancBonac

        Sbagliato. Inglesi e irlandesi scappavano dai loro rispettivi paesi. Erano puritani, ribelli Sinn Feinn, o avventurieri in cerca di fortuna e di un luogo senza leggi. Quando te ne vai dal tuo paese perchè fondamentalmente sei una minoranza, sei un esule o sei un pioniere, hai già fatto una scelta di campo: ti stai scegliendo di fatto una nuova patria.
        Realtà multiculturali, con monete uniche e senza frontiere si sono tentate di continuo, e non hanno mai funzionato, o hanno funzionato ma per poco. Basta sfogliare un libro di storia, dove a fronte di un impero romano che nella sua massima espansione era ormai fondamentalmente disgregato in piccole realtà locali (galloromani, barbari non integrati, confini abbandonati a se stessi, e così via), vi sono gli esempi di Costantinopoli o il Sacro Romano Impero, decaduti anch’essi per spinte esterne e divisioni politiche. La Germania nazista tentò l’unità su base germanica, mentre alcuni intellettuali tedeschi scappavano in America a raccontarsi di quanto fosse bello un mondo unito. Cogliete l’ironia?
        Da tutto ciò possiamo cogliere un insegnamento:
        Ci sono e ci saranno sempre uomini e donne disposti ad ogni sacrificio pur di essere multiculturali e liberi, ma questi stessi individui saranno la causa prima della disunità: quando finalmente liberi abbandoneranno il loro paese perchè fa schifo o perchè c’è di meglio, lasciando campo libero alla moltitudine che è rimasta ed ha mantenuto la propria identità. Allora le spinte personalistiche e individuali, riporteranno alla norma il mondo parcellizzato. Perchè, diciamoci la verità: se si avesse la possibilità e la libertà, il Texas vorrebbe separarsi, il Trentino Alto Adige vorrebbe essere terra Austriaca, l’Irlanda del Nord voleva essere Inghilterra, ed ora vuole essere Irlanda, così come la Scozia vuole essere Europa, ma solo per non essere Inghilterra. Identità, vedete? Lo stesso FK nel celebrare continuamente e con orgoglio la Svizzera, mostra un’identità culturale (con matrice lombarda?) e pur desiderando frontiere aperte, ha — Orrore! — spregio di africani e islamici, di statali e fancazzisti, felice che nella sua Svizzera non entrino, ma che a suo stesso dire hanno già conquistato Francia, Grecia e Italia. Quindi frontiere aperte in cosa? Europa Unita dove? Parla dell’Europa di Macron? Quella di Merkel? O quella di Renzi?

        • Österreicher

          Non tutti. Tanti erano lealisti. Nel 1750 lo Sinn Fein non esisteva nemmeno è nato nel 1905.

    • Tex42

      Ti ringrazio per la tua testimonianza.

  • aiccor

    No, io non sono d’accordo. le nazioni non esistono per caso, sono nate perchè popoli omogenei (lingua,religione, cultura, tradizioni,ecc. insomma VALORI) e quindi cooperativi tra di loro e quindi produttori di ricchezza, si sono trovati nella necessità di difendere queste ricchezze da aggressori esterni.
    Aggressioni più esplicite, come una volta che si assediava una città per depredarla, o più subdole come si fa oggi ad esempio con una privatizzazione di un asset pubblico, ma poco cambia.
    E’ normale che i confini di queste realtà locali vadano col tempo ad espandersi, la costruzione di una strada, un ponte, internet, ecc. allargano gli orizzonti, ma DEVONO essere mutamenti fisiologici, assimilabili, e soprattutto CONDIVISI dal popolo libero.
    Non si può per decreto imporre da un giorno all’altro un confine nuovo, o abolirne uno, una nuova moneta, una nuova popolazione, senza provocare una fisiologica resistenza. L’uomo, che piaccia o no, e un animale TERRITORIALE! Ha cominiciato difendendo una caverna con la clava, e ancora oggi ha bisogno di difendere un confine concordato coi suoi simili.

    • nathan

      “le nazioni non esistono per caso, sono nate perchè popoli omogenei (lingua,religione, cultura, tradizioni,ecc. insomma VALORI) e quindi cooperativi tra di loro e quindi produttori di ricchezza, si sono trovati nella necessità di difendere queste ricchezze da aggressori esterni.”

      No, scusa, troppo divertente..
      Quindi, e correggimi se sbaglio, vorresti dire che le nazioni sarebbero nate spontaneamente perchè veneti e meridionali, uniti dalla stessa lingua (sicuramente), cultura, (sìsì) tradizioni (come no) e tanto altro, uniti come produttori di ricchezza, avrebbero avuto necessità di difendersi dai temibili invasori esterni, e questo nonostante non si potevano vedere neanche tra loro?

      • PClaudio

        Le nazioni non esistono per caso, appunto. Il che significa che le nazioni non si possono costruire a tavolino a forza di costituzioni più belli del mondo (per incartare il formaggio), panem et circenses e vampirismo fiscale. Ergo, gli italiani non sono una nazione, e l’Italia, se proprio doveva nascere, doveva nascere ultra-federale. Troppi sovranisti non comprendono che in Italia c’è un solo stato possibile, ed è la merda mafioso-clientelare con cui già conviviamo. Settant’anni di repubblika delle banane dovrebbero aver chiarito questo concetto anche ai più impermeabili alla realtà. Che poi l’Ue dei politici trombati e riciclati sia un altro strato della stessa merda, nulla da eccepire…

      • Friendly Cynic

        Infatti l’Italia é una nazione disfunzionale proprio perché invece di limitarsi al centro-nord in forma federale ha inglobato realtá etnicamente distanti come il sud italia, la sicilia e la sardegna: oggi stanno cercando di replicare la stessa follia su scala continentale aggiungendo all’impasto esplosivo anche una componente multirazziale e multireligiosa del tipo piú alieno, violento ed incivilizzabile, tanto per non farsi mancare nulla.

        Vere nazioni sono quelle dove é presente un alto grado di omogeneitá etnica, linguistica e culturale come Polonia, Ungheria, Cechia, Slovacchia (al netto delle minoranze rom), Austria, Portogallo, Slovenia, Croazia, ecc… oppure Giappone, Corea del Sud, Taiwan, ecc…

  • anfalas

    “In questo senso non sono ne sarò mai per nessun sovranismo di ritorno. Io mi trovo benissimo ad essere Europeo e ringrazio il Signore di avremi dato la possibilità di esserlo diventato a pieno nel corso della mia breve vita sulla terra.”
    Non aggiungo altro. Grazie funnyking!

    • Angel

      Purtroppo, gli italiani sono considerati (persino da straccioni storici, economici, industriali e del pensiero come polacchi, cechi, estoni e altre frattaglie est-europoidi) europei alla stessa stregua di Michael Jackson o Beyoncè.
      Ovvero, negri in candeggina. Fatevene una ragione, FK compreso.

      • Mario2

        Il che é assolutamente ridicolo: basandoci sul contributo storico-culturale siamo più europei noi, e di gran lunga.

        • Angel

          Le nazioni che ho citato sono satelliti (più o meno) compiacenti della Germania…
          Mi fanno ridere i tedeschi, quando paragonano Leonardo da Vinci ad Albrecht Durer. Alzi la mano chi conosce un solo quadro, disegno, trattato, invenzione o manoscritto del pittore tedesco…
          Ve lo dico io: NESSUNO: ve li dovrete cercare, e spiace dirlo, perchè comunque era un pittore di talento, qualche rara volta persino di genio. Neppure i mangia-salsicce ‘briachi di Norimberga o Monaco lo hanno mai sentito nominare!. Germania, KAPUTT!

  • daniele phobos

    FK: devi capire una cosa SEMPLICe, credo tu ce la possa fare

    agli utenti di RC non gliene frega NIENTE dei tuoi pensieri personali, nè del tuo punto di vista vengono qua a leggere articoli di LIVELLO, ed i tuoi post ABBASSANO tale livello sul forum

    Vai su facebook a pontificare, quello è il posto adatto.
    questi tuoi post servono solo ad alzare i click: DON’T FEED THE TROLL

    • gianluca pointo

      infatti io gli ho risposto, vedi sopra…

    • ecomostro

      Guarda che questo è un blog “polifonico” (nel senso inteso da Michail Bachtin), in cui post di politica internazionale convivono con post di economia, post sui massimi sistemi convivono accanto ad altri più specifici od operativi, post di tradizionalisti cristiani convivono con altri con varie parolacce, ed in cui post molto tecnici convivono con altri dal contenuto più nazional-popolare. Tipicamente questi ultimi attirano gente e commenti, di livello molto variabile. In sé non c’è nulla di male in ciò, non capisco questo elitismo da pseudointellettuale piddino: a volte ci sono idee o quantomeno spunti di riflessione interessanti o quantomeno punti di vista originali in post e commenti di tutti i tipi (che poi chiaramente si possono condividere o meno), e questa contaminazione è forse ciò che apprezzo di più perché la trovo intellettualmente stimolante.

      • daniele phobos

        pseudointellettuale piddino a me…davvero divertente come cosa.

        con la tua hello-kalashnikov hai dimenticato la summa: lassu’ in alto c’è scritto “blog di geopolitca” e essa non include le scaricate di frustazione di FK personali, che arrivano sempre la mattina presto di solito hihihihi

        FK lo vedrei bene a fare il lamentone radical chic (mi ricorda piu’ di tutti marco travaglio il suo modo di fare) da barbara d’urso, dovrebbe auto-censurarsi da questo sito in quanto i suoi post sono sempre e solo flame, dove, a pensare bene, mi sembra la metodica casaleggiana di alzare gli introiti pubblicitari, a pensare male mi sembra solo scaricare la propria insoddisfazione personale

    • Epiphanius

      Tanto alla fine oltre ai contenuti contano anche i contatti… e i contatti servono..

  • Austrian school

    Ottima visione della propria individualità e dell’ambiente circostante che può essere più o meno favorevole al benessere e alla prosperità.
    Gli individui devono superare la logica calcistica di appartenenza ad una nazione o una squadra. Lo Stato come religione è superato dalla storia e dalla globalizzazione.
    Ogni individuo deve fare le valutazioni su quale area geografica/politica del mondo può procurargli benessere e prosperità
    Per molti il massimo del benessere è mangiare la pastasciutta da mammà, legittima scelta e per molti versi condivisibile, ma non garantisce il benessere e la prosperità futura. I genitori di solito vengono meno prima dei figli ed il welfare che assicurano è poco e limitato nel tempo.
    Meglio guardarsi intorno ed essere adulti il più presto possibile. Gli individui soprattutto in giovane età devono girare molto, analizzare i pro ed i contro di ogni posto e poi scegliere con maggiore consapevolezza dove vivere, avviare delle attività ed avere una famiglia.
    C’è chi come FK lo ha fatto in età non adolescenziale e questo comporta molti disagi, ma chi fa queste scelte prima ne ha maggiori benefici e meno controindicazioni.
    Gli italiani sono molto pigri ed attaccati al luogo di nascita e alla famiglia e questo sta portando l’entità geografico/politica di nome Italia a perdere terreno nella competizione internazionale.
    Del motto Dio, Patria e famiglia salverei solo la terza voce, le altre due non mi appartengono.

    • Friendly Cynic

      Tra 50 anni un giapponese, un ungherese, un polacco od un cinese avranno ancora un pezzo di mondo da chiamare casa.

      Tu no, “cittadino del mondo”

      • ecomostro

        Attenzione… non voglio fare l’esegesi del pensiero che hanno Austrian School o FunnyKing, ma credo che sia simile al mio, quindi parlo per me: io non mi considero “cittadino del mondo” se con questa espressione indichi il considerare ogni posto la stessa cosa o che ogni popolo abbia la stessa dignità (ma quando mai).
        Io programmo di avere tre figli (il primo arriverà tra pochi mesi!), e mi pongo come obiettivo che ciascuno di essi ottenga entro i trent’anni almeno un terzo passaporto (ognuno di una nazione diversa) oltre a quello italiano ed a quello della nazione dell’ex URSS di dove è originaria la mia compagna.
        Perché tu scrivi che tra 50 anni un giapponese, un ungherese, un polacco od un cinese avrà ancora un pezzo di mondo da chiamare casa. È vero: loro pur essendo attaccati alle loro radici culturali hanno entità statali molto resilienti. Ma puoi dire la stessa cosa dei Taino , dei Kwakiutl, dei Guaraní e dei Rohingya? Loro sono/erano ancor più legati alla loro identità tradizionale… ma si sono estinti o si stanno estinguendo.
        Io e (credo) anche Austrian School o FunnyKing anteponiamo la propagazione dei nostri genî alla fedeltà ad una bandiera.
        Se qualche élite demente e criminale che governerà questa nazione tra tot anni manderà a morire una coorte di giovani per conquistare una pietraia come nella WWI o ad invadere la Russia con le scarpe di cartone come nella WWII, stai tranquillo che non mi farò NESSUNO scrupolo a salvare la mia progenie mandandola per tempo quanto più lontano possibile.

      • ws

        beh FK avra’ la doppia cittadinanza:” globbbale ” e ” svizzera” da usare secondo i suoi personali bisogni.
        Ad esempio quando dovra’ andare nel ” globbo” ( magari a trovare qualche lontano parente in €urabia ) non avrà alcun fastidio a cambiare in “pizze di fango” i suoi ” sovrani” franchi svizzeri..😈

      • Tex42

        Che poi voglio vedere quelli che non hanno difeso la patria oggi e sono scappati dove pensano di “essere al sicuro”, cosa faranno quando i padroni del discorso gli romperanno le scatole anche là?
        Possono continuare a fuggire.

      • Tex42

        Concordo sul cinese e sul giapponese. Il polacco e l’ungherese non lo so. Sono proprio sul confine, hanno demografie orrende. Bastano una decina d’anni per distruggere un paese (noi ne sappiamo qualcosa).

      • Austrian school

        Io non ce l’ho già più e neanche tu.

  • Jean-Charles

    Mio padre è venuto in Svizzera nella parte francese lavorare nel 1950 circa. Ha avuto successo e ha trasmesso ai suoi figli i valori culturali italiani declinati in un ambiente elvetico.

    Mi fa pena vedere e sentire esponenti politici italiani s’esprimersi in TV così blandi, senza obiettivi specifici, misurabili, attrattivi ma realistici ed iscritti nel tempo.

    Resto un fervente Italiano sui valori fondamentali con esperienza e gestione di vita acquisita in un mondo elvetico direi continentale ove vige più interesse comune.

  • polmonte

    Assolutamente d’accordo con Funny. Unica pecca non da poco: il processo è stato portato avanti in modo pessimo. Fare un’unione monetaria senza unione politica sta distruggendo tutto il progetto. Non ho voglia di far partire filippiche, ma bastano tre parole per rimettere in crisi il sistema euro: RIALZO DEI TASSI.

    • deadkennedy

      non lo faranno per chi sa quanti anni…. con i tasso a zero o negativi drenano ricchezza che è un piacere senza dover aizzare troppo le folle… ci stanno facendo morire di “trappola di liquidità” e di megretti… se ci si incazza ecco leggi liberticide!

  • gianluca pointo

    bah, a me nme fregancazzo

    • gino monte

      37 ore di applausi :))))

      • gianluca pointo

        grazie grazie, troppo buono :-))))

  • Zazà la Superscimmia

    Il problema è che qui si passa da un sovranismo nazionale, che perlomeno ha un suo senso storico, linguistico e culturale, a un nuovo sovranismo europeo, artificiale, progettato a tavolino, che esiste solo nella mente massonica e malata delle sanguisughe bruxellesi e dei loro famigli. E’ inutile che tirino fuori l’inno alla gioia quando di gioia non ce n’è e quando la nazione europea non esiste. E’ come introdurre per legge l’esperanto e costringere la gente a parlarlo come sola e unica lingua. Una follia. Se vai in america, in tutti gli stati americani si parla la stessa lingua, ci sono gli stessi mcdonalds e via discorrendo. Passi da uno stato all’altro ma è sempre america. E persino così hanno gravi problemi di integrazione etnica e culturale. Figuriamoci in europa, unire a forza paesi che fino a ieri non hanno fatto altro che guerreggiare tra loro. nazioni con lingue diverse, storie diverse, interessi contrapposti… e a questo aggiungi il terrorismo, la bomba etnica dei migranti dall’africa e dell’islam e il crescente impoverimento della popolazione. Il risultato è evidente a chiunque abbia un minimo di cervello: una polveriera ingestibile, un mostro di frankenstein che può essere tenuto insieme solo con la violenza e con la dittatura. I risultati saranno disastrosi. Pagheremo per generazioni il prezzo di questa follia chiamata unione europea.

    • Semplice

      Bastava scrivere “il rifacimento dell’URSS”.

    • Stemby

      Tra i sovranismi artificiali per eccellenza, progettati a tavolino (in stanze massoniche), e realizzati col sangue e la cieca violenza, si citi lo stato italiano, per favore.

      • Tex42

        A voler essere onesti, il sangue e la cieca violenza, nonchè la premeditazione a tavolino, avvenuti nell’Unità d’Italia sono imparagonabili a quanto avvenuto nella formazione delle altre nazioni europee (Francia, Spagna, Inghilterra). Guglielmo il Conquistatore attuò un genocidio contro l’etnia sassone che trovò in Inghilterra, per non parlare dei secolari massacri inglesi in Irlanda o in Galles.
        Inutile ricordare che la monarchia di Spagna non è mai esistita, ma sono esiste corone separata di Aragona e Castiglia. Nel 1640 o giù di lì Barcellona proclamò il re di Francia anche re di Aragona!
        E si potrebbe continuare a ruota…

        LA differenza è che tali processi sono avvenuti secoli prima dell’Italia, perciò oggi non se ne ha più coscienza. Per il resto, NESSUNA differenza. Nient’altro.
        Anzi, a voler essere sinceri, l’Italia è stata unita in epoca romana (ma anche là a suon di genocidi, violenze e massacri), assai prima delle nazioni sopracitate.

        • Stemby

          Concordo, anche se trovo che, nello sfacelo economico provocato da suddetti stati, la coscienza di molti popoli stia tornando viva (Corsica, Paesi baschi, Catalogna, Fiandre, ecc.).

          Quasi tutti i cosiddetti stati nazionali effettivamente di nazionale hanno solo il nome. Uno dei pochissimi esempi di stati europei contemporanei che funzionano in effetti è la Svizzera, che è nata dal basso e ha sempre garantito l’esistenza dei popoli che la compongono e delle relative nazioni.

  • cipperimerlo

    La fine degli Stati nazionali e dei confini implica la certezza, per chi non si muove di riempirsi di “portoghesi”, per chi va via di vivere con l’odio dei vicini per tutta la vita.

  • Semplice

    Praticamente un sovietico con il culo degli altri ahahhaha. Uno scritto che fa a cazzotti rigo per rigo.

    Qui c’è o molta ignoranza ma anche, forse, una infazia difficile, oppure semplicemente opportunismo momentaneo perchè si sa, le bandiere del momento…le porta via il vento.

    PS:forse anche il troppo sole.

  • silvia

    essere/sentirsi europeo non significa essere cosmopolita.
    L’europa e’ dal punto di vista culturale, l’isterica rappresentazione di massa della paura del diverso e del resto del mondo, questo sconosciuto.
    Si finge di essere tutti uguali tutti piallati, amalgamati , poiche’ cio’ e’ l’estensione della comfort zone individuale.
    La cultura omogenea non si “crea” a tavolino, pena la inevitabile disgregazione violenta.

  • Albert Nextein

    Da sudditi italiani a sudditi europei.
    Si allargano i confini della prigione.

  • johnny rotten

    Essere europei è pura astrazione, e questo preciso “essere europei” con cui ci confrontiamo al presente è persino peggio, perchè come ormai dovrebbe essere universalmente noto non è farina del sacco di qualche personaggio europeo ma l’idea di qualche burocrate amerikano, che riuscì a non perdere il posto nel passaggio da oss a cia, e che fu arricchito dalla consulenza di qualche criminale nazista, che vi vide l’occasione di riprendere il sogno del reich, e tutto fa pensare che tale contributo non fosse solo filosofico ma molto più sostanziale, basta osservare l’archittetura economica europea, persino il kapitalismo ed il liberismo di cui è facile parlare, come se fossero le cose più ovvie del mondo, non sono e mai sono state quanto la narrativa ci fa credere, perchè tutti gli ultimi tre secoli di storia economica sono stati viziati e determinati dal monopolio monetario della gang dei bankster con la kippah, che prima fu sulle sterline poi sul dollaro e infine anche sull’euro. Stanno tentando di imporre l’idea che l’essere umano è sostanziato solo di economia, ma quando si restringe la complessità umana ad una sola sostanza viene fuori un casino che sprizzerà sangue da tutti i fori, è il corrispondente umano delle leggi della termodinamica, l’entropia non si può eliminare per decreto di qualche filosofo con cognome ebreo, il risultato sarà sempre e comunque quello di aumentare il disordine, è la 1ª legge della termodinamica applicata alla specie umana, è la legge dell’entropia umana, e chi ha provato a contenerla ha sempre fallito, nulla che venga deciso dai pochi andrà nell’interesse dei molti.

  • Alberto

    Per ora sei dall’altra parte, caro. Aspetta di essere circondato da un mondo diverso e vedrai se il tuo mondo non sarà permeabile ai soldi e alle culture che gli altri porteranno con essi. Le guardie e gli sbirri sono solo per i poveri.
    È già così con il medio oriente, nessuno sputa sui soldi arabi e sugli arabi che ne hanno tanti seppur portatori di idee che a parole ripudiamo. Però lo yacht con l’harem fa sempre figo, in fondo. Fra parentesi circoncisi pure loro come gli ebrei. Ma non si deve dire… sia mai che l’insulto razzista non sia più tale..
    E come al solito sopravvive chi si adegua. Chi si oppone o ha la forza di farlo e di vincere o soccombe o magari se la cava e i suoi geni proseguono la vita.
    È solo storia, alla fine. E nemmeno tanto male.

  • so_matic

    Narra Erodoto che i sacerdoti egiziani chiamassero vigliacchi e traditori della patria i contadini che fuggivano di fronte agli invasori invece di combatterli; e questi risposero mostrando le pudenda e dissero: dove vanno questi li è la patria.

    Europa o nazione o antipodi, basta che ci sia un buon governo; solo così si può anche combattere per la patria.

  • ThreeFiddy

    funny, da libertari i tuoi utenti si sono trasformati in dogmatici, fatti una bella analisi del perchè, perchè io l’ho fatta ed è evidente cosa è successo su RC.
    ormai è il blog di Botta, e dei suoi pezzi banali e con la spiega già pronta.
    mai un guizzo, mai ‘na ggioja.
    ed ora sei straniero pure sul tuo blog… mi spiace, non era male come blog, anzi.
    ad salut

    • Epiphanius

      Serve qualche bocconiano liberista con qualche bel grafico economico che ci predica come investire nel futuro…Magari obbligazioni MPS, CIRIO, PARMALAT eccetera, che dici?
      Abbiamo bisogno di più finanza e più liberismo, certamente. Finora non ne avevamo avuto abbastanza.
      Praticamente stanno facendo un decreto vaccinazioni coattive per le corporations farmaceutiche.
      “Il potere del denaro svuota le democrazie” un bel libro di fine anni 90 di Giano Accame. Penso che il titolo possa chiarire le idee anche ai più scettici. Se poi vogliamo parlare della “democrazia” tocca aprire un altro fronte approfondito.

      • ThreeFiddy

        “Praticamente stanno facendo un decreto vaccinazioni coattive per le corporations farmaceutiche.”
        Ah sì? come mai, allora, la corte dei conti ha chiarito che non c’è la copertura per vaccinare anche gli operatori socio sanitari della scuola, presidi, prof, bidelli, addetti alle mense, etc, etc,?
        sarebbero altri bei soldi, quindi? e l’immunità di gregge?

  • nathan

    Oltretutto trattare di sovranismo in un paese unito per forza e tenuto insieme dallo sputo, rasenta il surreale.
    Alle persone non manca l’Italia sovrana, manca il debito permesso all’Italia.

    • funnyking

      esatto

    • paolinks

      E’ stata pero’ una cosa voluta. Ai tedeschi, tutti intenti a costruire “finalmente” il Reich, e’ parso necessario regalare spiccioli agli zoticoni. Ma adesso fanno gli schifati!?!

      Mai possibile che abbiamo una pseudo Europa unita e io non posso assicurare l’auto dove cavolo mi pare? Cioe’, dove sta l’unione in tutto questo? Unione di banche?? Forse e’ questa l’Europa che volevano questi signori? Il mentore di Macron sembra pensarla cosi’…

  • luis

    se fosse un’Europa diversa, si, sarebbe bello, ma purtroppo è venuta su MOOOOOLTO MALE!

  • Blas

    Gli stati nazionali sono un invento post rivoluzione francese. Prima erano re sovrani e le citta e i paesi appartenevano oggi a questo damani a quell´altro re a seconda dei matrimoni combinati. La nazionalitá era una questione di cultura, Dante parla dell´Italia e gli italiani cinquecento anni prima che esistesse uno stato italiano.
    Con l´UE é tornata quella libertá di muoversi tra paesi che giá esisteva nel medioevo. Purtroppo vuole omogeinizzare 27 stati con molte piú culture. Piú o meno quello che hanno fatto i Savoia in Italia. Mentre l´economia funziona i popoli si sottomettono, ma nei tempi di muche magre i popoli si ribellano.
    La soluzione FK ce l´hai sotto gli occhi. É il governo federale limitato come quello Svizzero. Dopo se il re sta a Roma o a Bruxelles non importa.

  • Rocca Maurizio

    Che bella l’€uropa governata da commissari non eletti da nessuno (etilici, razzisti e in generali legati a doppio filo con le grandi lobbies), con un parlamento che conta poco o nulla, composto da mediocri politicanti (assenteisti) di solito trombati dalle assemblee nazionali, per non parlare della (non) politica estera, completamente schiacciata dai diktat della NATO.Una meraviglia, un incubo che neppure Orwell avrebbe potuto immaginare..

  • lupodeicieli

    C’era un vecchio detto, riportato nel libro “anche le formiche…” che diceva così: La California è un bel posto per vivere…se sei un arancio!”. E’ possibile che ci siano individui che si adattano a realtà diverse, lingua permettendo: gli scambi di opinioni, cercare di trovare il meglio imparando da altri cose ,appunto, diverse ma compatibili è un conto. Per l’Europa , per come l’hanno vissuta e la stanno vivendo numerosi italiani, aziende italiane e , immagino anche di altre zone dell’Unione, è stata ed è un’imposizione di regole da rispettare (è l’Europa che ce lo chiede), direttive varie da applicare (la nostra legge 626 applicata nell’arredamento per ufficio l’ho conosciuta per bene, come venditore di arredi). Poi se uno sostiene , velatamente o meno, che uno sta male e starebbe male comunque e dovunque, perché faceva un lavoro che oggi non va più (per diverse ragioni che non stiamo qui a esaminare e discutere) o perché non possiede le capacità intellettuali e/o non conosce le lingue (è ,in buona sostanza di coccio e pure over 40/50/60 e nessuno se lo fila), o appunto svolgeva una professione non più richiesta (non poco richiesta, ma proprio non c’è più: lasciamo perdere i 10 lavori che scompariranno…), se uno fosse vissuto o vivesse in una nazione che aveva e ha a cuore la propria gente, le varie associazioni e confederazioni, le camere di commercio e i consorzi, avrebbero preparato e invitato le persone ad adeguarsi e a prendere provvedimenti. Invece , le uniche cose che han saputo fare, sono state di delocalizzare e andar via col bottino . Ed è giusto anche aver fatto così.
    ps.:potrei non aver capito un tubo.

  • Primo Fiore

    Funny come puoi dire di ringraziare il Signore per averti dato la possibilità di essere diventato europeo, cioè gay, gender, etc etc, questa Europa liberal individualista è contro l’ordine della Natura, e, come tutto ciò che è contro Natura sarà sconfitta, moto presto, ormai intuisco.
    Sarà dura riprendere poi per queste generazioni di giovani formatisi negli ultimi anni.
    Credo che tu debba un poco diminuire l’entusiasmo per un ordine che ha ormai manifestato tutto il suo marciume.

    • ecomostro

      Uhm… l’individualismo “contro l’ordine della Natura”?
      Ma cosa è più naturale dell’individualismo, sin da quando eravamo cacciatori-raccoglitori?
      Semmai gli stati, leviatani & moloch vari sono costruzioni sociali arrivate dopo… molto dopo.

      • Massimo Decio Meridio

        Ma manco per niente … l’uomo è un animale sociale.

        • Epiphanius

          Comunque torna sempre Abdulrakhmanov “Comprometti i capi, ridicolizza le tradizioni, discredita l’Autorità”. Non a caso qua tutti inveiscono contro lo Stato, ma quando avevamo lo Stato, pur inefficiente, spendaccione, corrotto, ecc. siamo diventati la 5a economia del mondo (anche grazie a tantissimi privati ingegnosi e lavoratori, diciamolo..forse all’80% grazie a loro, ma grazie ad un contesto generale che lo permetteva), però almeno non avevamo faraonici centri commerciali, multinazionali ovunque e via dicendo. Sono quelli che drenano la ricchezza in nome del liberismo. Al posto di negozianti autonomi creano cassieri, al posto di artigiani produttori creano magazzinieri e via dicendo. E una schiera infinita di disoccupati. W il liberismo dunque.
          Forse un sano DIRIGISMO (inattuabile in un contasto attuale italiota) andrebbe rivalutato, almeno in parte. Non a caso l’IRI fu proprio quello, certo erano tempi diversi e tutti partiva da differente gestione del debito e della moneta.

      • Epiphanius

        Quando eravamo cacciatori raccoglitori vivevamo e operavamo in tribù, fin da 10.000 anni fa. Avevano comunità, indispensabili per difendersi dalle minaccie… Si combattevano le tribu’ nemiche, gl invasori dei territori di caccia e via dicendo.
        L’individualismo e l’uomo atomizzato sono una creazione del XIX-XX Secolo.

      • Primo Fiore

        Capisco che ordine della natura si presta a molteplici
        interpretazioni, ma, in questo contesto, Natura significa un ordine
        superiore all’individuo cui lo stesso si troverebbe vincolato. Come fa
        una coppia omosessuale a procreare? O il singolo individuo a spogliarsi
        di ogni obbligo e dovere verso le altre persone? La relazione è solo un
        insieme di obblighi egoistici, senza riconoscimento del valore
        dell’alterità-socialità-comunità nella quale ci si forma?

        In
        questo nostro contesto in cui la nostra comunità è attaccata e sconfitta
        sembra prevalere nuovamente l’individualismo, ma alla fine la comunità
        si ricostituirà, quando le forze negative, per adesso vincenti, saranno
        sconfitte, ed un nuovo equilibrio si formerà.Perchè questo succeda non ci vorrà molto, credo, spero e prego.

        • alex

          Vero in parte, ciò che affermi. Secondo me, tralasci che l’ordine della Natura, crea condizioni e “nature” utili allo svolgimento di un piano superiore, mi spiego meglio: esistono condizioni ed ordini naturali,preposti alla conservazione e perpetuazione della specie, o alla distruzione della specie “infestante e parassita”. Fondamentalmente siamo dei “lemming” per ordine naturale, solo che pensiamo di avere il controllo assoluto della Natura, dei suoi meccanismi e ciechi di fronte all’eternità, pensiamo, anzi siamo convinti, di poter manovrare l’Universo a nostro piacere, moda e bizza. La Natura non può essere “violentata”, essa non reclama, reagisce, e molte volte non nella maniera che ci piace!! Per queste semplici ragioni, gli insiemi semi-chiusi, uniti sugli intenti, (eventualmente comunicabili su basi di libero commercio) sono il sistema più “naturale” che possa esistere e perpetuante, poi quando un sistema è “contro-natura”, ha in se il germe dell’estinzione e seguirà quel cammino.

          • Primo Fiore

            Credo che tu abbia bene esplicitato ciò che è implicito in quanto io penso e volevo dire. Cordialmente.

  • ignorans

    La sintesi di un articolo di Fava King: io, io, io, io, io,….

  • keynes

    A me non dispiace l’europa, quello che mi fa rabbia è che l’apertura alle altre nazioni è avvenuto in modo del tutto incontrollato, senza regole, ne punizioni, ne tutele, una sorta di far west. Siamo tutti spaventati da questa realta, perchè non c’è legge (di parte sovranista o meno) che ci tuteli e dove non c’è legge non c’è libertà. Locke e Hobbes riderebbero di quello che è diventata l’Europa

  • Pippo Pelo
  • Tommasodaquino

    Sugli argomenti legati all’azione umana eviterei sempre di cercare leggi immutabili ed universali perché coinvolgono in massima parte le preferenze che per definizione sono soggettive. Completamente diverso è l’aspetto educativo. Sono una persona che ha girato abbastanza mi piacerebbe molto trovare una soluzione migliore fuori dall’italia ma ritengo che il mio legame alla mia terra d’origine (che non è l’italia in quanto stato) mai si affievolirà pur essendo de facto uno sradicato (ho perso completamente l’accento del mio paese di orgine). Non vedo affatto una contrapposizione tra le radici che costituiscono la cultura identitaria di una persona e le scelte che questa persona possa fare nel corso della vita, anzi ritengo fondamentale per i miei figli che acquisiscano quelle che sono le radici della realtà a cui appartengono. Le persone prendono decisioni, ed è un fatto che ciò che permette la formazione di un popolo o di un gruppo di persone fortemente legato tra loro dipenda soprattutto dalla condivisione di esperienza in comune. Già scrissi che la società deriva da persone che hanno liberamente costruito paesi, città ed in alcuni casi nazioni. Non vedo come questo possa essere una cosa negativa. Ritengo che “i nuovi nomadi” potranno esistere finchè esisteranno persone “stabili” in un luogo. I popoli nomadi non hanno creato granchè. A mio avviso semplicemente come nel passato ci saranno persone che prenderanno decisioni. Oggi per alcuni può risultare molto conveniente trasferirsi più volte durante la vita, per altre invece no. Finchè ci saranno persone che troveranno conveniente stabilirsi (questo fatto credo che sia ineliminabile) potranno esserci i nomadi ma questi al massimo possono creare un gruppo ma nulla di stabile e duraturo.
    Cito una famosa canzone di Cat Stevens

    “It’s not time to make a change,
    Just relax, take it easy.
    You’re still young, that’s your fault,
    There’s so much you have to know.
    Find a girl, settle down,
    If you want you can marry.
    Look at me, I am old, but I’m happy.

    I was once like you are now, and I know that it’s not easy,
    To be calm when you’ve found something going on.
    But take your time, think a lot,
    Why, think of everything you’ve got.
    For you will still be here tomorrow, but your dreams may not.

    [Figlio]
    How can I try to explain, when I do he turns away again.
    It’s always been the same, same old story.
    From the moment I could talk I was ordered to listen.
    Now there’s a way and I know that I have to go away.
    I know I have to go.


    p.s. Preciso che la società senza radici è esattamente quella che vorrebbe creare il filantropo ungherese.
    p.p.s. tutto ciò detto spero che ognuno possa vivere una significativa esperienza al di là delle proprie sicure mura domestiche, ne vale veramente la pena.

  • gino monte

    ve lo spiego io il successo del sogno europeo fra i millennials: quando si esce dal proprio orticello SI TROMBA A STUFO. eheheh…

  • Tex42

    “Per me ogni localismo è un vincolo”.
    Bene, apri le frontiere al miliardo e duecentomilioni di africani (ad oggi, ben più di due miliardi per fine secolo).
    FORZA!

  • Nikytower

    L’Europa non esisterà finchè non potrà comprendersi e probabilmente non succederà mai. È mancato nella storia europea qualcuno che ha conquistato e unificato davvero almeno le lingue.
    Partendo da Milano si può cambiare una decina di lingue in 1000 km, lingue per niente simili come possono essere l’italiano e lo spagnolo. Studiamo tutti l’Americano per poterci parlare che non è neanche una lingua europea. ( la lingua europea era almeno nel lavoro il tedesco prima che gli USA diventassero la locomotiva) Comunque sia il livello di una conversazione in un’altra ligua è limitato fortemente dai vocaboli. Non so quanti possano in una lingua non nativa discutere ad es di metafisica, politica e meccanica industriale.
    Un passo avanti si farà quando si riuscirà davvero a fare un traduttore immediato che funzioni oltre l’A2. Un sistema di traduzione immediata di qualità quando arriverà avrà davvero, almeno in europa un effetto dirompente. Questo doveva essere il primo vero progetto europeo che avrebbe potuto cambiare il mondo al pari di google o facebook. Purtroppo coem vediamo con chiarezza i soldi in Europa si muovono come in italia, cioè in modo finto-redistributivo. Non ci sono speranze.

  • Antonello S.

    Se il post precedente era quantomeno accettabile, questo invece è molto discutibile ed apre un perfetto spaccato sulla direzione in cui stiamo andando, sul tipo di pensiero che viene instillato nel new order e di cui FK ne è un degno (in senso negativo) rappresentante.
    L’hastag che lo rappresenta in particolare #mifregauncazzo# che appunto simboleggia il disimpegno, il menefreghesimo, il cinismo e la mancanza di ideali presenti nel nuovo homus europeo, tutto intento a coltivarsi il proprio orticello e “fregauncazzo” quello che avviene intorno, tanto un nuovo paradiso low cost si trova sempre.
    L’Euro è una gran figata (secondo l’FK pensiero) perchè consente una veloce mobilità, senza tutti quegli stucchevoli controlli di una volta, poi “fregauncazzo” se è stato costruito senza tener conto (o con precisa volontà) dei fondamentali principi economici e se in fondo si è rilevato un cinico strumento di compensazione salariale, tanto ci sono Paesi dove si vive ancora peggio…
    Sorvoliamo infine sulla lisergica considerazione che la comune cultura europea (?) sia il più grande traguardo della storia dell’umanità occidentale (!).

    Quindi la mia conclusione è che il progetto europeo è mirato proprio a creare questo tipo di persone, completamente arroccate sul proprio io, a cui va benissimo che ci si avvii ad una società multi-etnica, multi-razziale, priva di identità, di ideali, di visione, insensibile e catatonica.
    Una società che prevederà una sempre maggiore distinzione economica fra quelli che ce l’hanno fatta e quelli che dovranno scegliere fra il reddito di cittadinanza e lo spurgare i cessi o svolgere comunque lavori pagati sempre meno e sempre meno tutelati.
    E pensare che il sommo Poeta considerava l’ignavia un peccato fra i peggiori…

    • ecomostro

      L’espressione “Me ne frego” era molto usata anche dagli irredentisti, da D’Annunzio, da Mussolini… anche allora simboleggiava disimpegno, cinismo e mancanza di ideali?
      Comunque con i commenti a questi due ultimi post di FK sembriamo un gruppo di ciechi che inizia a lanciarsi a casaccio sassi l’uno contro l’altro… uno dice una cosa, uno ne risponde un’altra che non c’entra con la cosa che aveva detto il primo, un terzo ne ribatte un’altra ancora travisando il senso di quella di prima, uno rettifica il senso originario ma sbagliano di più ancora di tutti, boh…
      Comunque, correndo il rischio di fare come quest’ultimo, mi pare che FK non abbia detto che l’euro ed il progetto europeo siano stati concepiti bene; ha detto semplicemente che per i millenials il fatto di poter circolare liberamente e senza dover cambiare moneta è comodissimo ed è una cosa a cui difficilmente vorranno rinunciare. E su questo concordo.

      • Antonello S.

        Se questo fosse l’unico pensiero dei millenials, ci sarebbe di cui preoccuparsi.
        Ma io credo in questi giovani e nel loro riscatto, forse perchè anche il sottoscritto a 20 anni pensava sostanzialmente a due cose…

        • alex

          “”””il sottoscritto a 20 anni pensava sostanzialmente a due cose…””””
          la figa e il lavoro? In tutta sincerità, alla figa ci pensavo costantemente, già dall’età di 13 anni!!!

    • Epiphanius

      Esattamente…”completamente arroccate sul proprio io” “priva di identità, di ideali, di visione, insensibile e catatonica”…”tanto un nuovo paradiso low cost si trova sempre”.
      Il post di FK lo trovo discutibile e errato in moltissime considerazioni. Bene hai fatto a precisare le tue.
      Concetti neoliberisti e individualisti non risolveranno nulla, anzi sono l’humus nel quale affondano le radici di tutto ciò che stiamo vedendo e vivendo.

  • Massimo Decio Meridio

    “la creazione di una cultura comune europea (Russia compresa) sia ancora
    il più grande traguardo della storia dell’umanità almeno quella
    occidentale”

    Che forse si realizzerà tra 1000 anni … forse ….
    Attualmente non esiste alcuna cultura comune europea. Non ci sono nemmeno le basi per poterla fare. Gli slavi saranno sempre slavi, i latini sempre latini, gli anglosassoni sempre anglosassoni.

    • nathan

      “Che forse si realizzerà tra 1000 anni … forse ….”

      Guarda, tra sovrappopolazione, abbassamento del livello cognitivo medio, carestie alimentari/energetiche ed eventi climatici vari, do massimo altri 100/150 anni di civiltà controllata alla specie.

  • Alcoor26 .

    Il paradosso di funnyking: celebrare la libertà di movimento delle persone con l’UE, e andare a vivere fuori dall’UE.

    Già commentato una volta su questo punto debole di Funnyking: io sono stato in Botswana, Namibia, Marocco, USA; Perà, Birmania, Cina, Mongolia….. Col passaporto.
    Sarebbe stato davvero un problema girare in Unione Europea, Se non ci fosse stata????
    Ok, per turismo. Ma se fosse stato per lavoro, e non avessi avuto le competenze, mi rimbalzavano a ragione; mentre, come chi va negli USA o in paesi extra UE, il visto lo ottengono come molti miei conoscenti se sono persone che servono là.
    In compenso con Schengen possono entrare liberamente bande dell’est, rom etc….

    Bella la libertà di persone nell’UE…. Suvvia!!!

  • Mela

    Quando Marco Polo raggiunse l’estremo oriente rimase colpito dal fatto che le città cinesi, a differenza delle multiformi città europee, fossero tutte uguali e tutte squadrate. Era questa, una struttura infatti favoriva il controllo dal potere centrale sulla città. In Asia il contadino che scappava dalle campagne non aveva nessuna possibilità di ottenere la libertà rifugiandosi in città, come accadeva nell’Europa medievale, perché le città erano entità burocratiche presidiate dall’esercito imperiale. Che vi ricorda?

    Cosa pensate se vi parlo di Medioevo? Io a uno delle ere più prospere, libere, più ricche di inventiva che la storia abbia mai conosciuto. Voi? Probabilmente date credito al frottole sparse da coloro che hanno un preciso interesse nel diffamare la passata era, non tanto per i pesanti pregiudizi anticattolici, ma per la necessità di presentare lo Stato moderno come una forma politica superiore rispetto all’ordine politico pre-statuale del Medioevo. Non a caso i cretini di oggi, se li parli di “indipendentismo”, di piccole comunità autogestite, invocano subita l’onta della passata terribile era medievale . L’intellettuale moderno ha dovuto magnificare l’edificazione della statualità, contrapponendo l’ordine, la pace e la civiltà garantite dallo Stato al caos, alla violenza e alla barbarie dell’epoca precedente. Ma fu cosi?

    Nella civiltà cinese le élite dominanti si impossessano di qualsiasi surplus di produzione, e ogni accenno di resistenza veniva brutalmente represso. La popolazione era sottoposta non solo a tassazioni da confisca, ma ai lavori forzati per la costruzione di immense opere pubbliche (canali, muraglie, piramidi, palazzi). Il dispotismo è una forma di dominio capace di stroncare sul nascere la formazione di ogni forza sociale autonoma, le dittature comuniste c’è l’hanno provato. Non meraviglia quindi che queste forme di dispotismo condannino la società alla stagnazione e all’arretratezza.

    Non è un caso che, nel XX secolo, la maggioranza dei contadini cinesi ed continuavano a usare gli stessi attrezzi e le stesse tecniche che avevano usato per oltre tremila anni, mentre, ​dopo cinque o sei secoli l’Europa medievale si era già dimostrata molto più avanzata dal punto di vista tecnologico di tutte le millenarie civiltà antiche, e dopo altri cinque secoli, all’inizio dell’era delle grandi scoperte geografiche, aveva già raggiunto la supremazia mondiale. La rivoluzione scientifica e industriale è avvenuta nell’Europa di centinaia di principati locali senza un governo unificante, senza una moneta comune e senza una lingua comune, e non nella Cina, con un governo unitario e un sistema legale uniforme.

    La nostra bella penisola, ha eccelso sul mondo quando era così
    http://www.tuttitemi.altervista.org/Storia/StoriaM/Immagini/Italia1494.bmp

    • Scrillo

      Paragone azzeccatissimo.

    • alex

      La ringrazio vivamente del suo post “illuminante”. Oso aggiungere che nelle piccole città feudali e limitate, vi era si, sempre il despota di turno (sempre vi è stato), però il valore individuale (tipo l’artigiano, l’inventore) era fantastico. Geni e fenomeni scientifici sono nati in queste cittadelle, protette, curate per forza o per diletto dai potenti di allora. Senza il popolo, artigiani, lavoratori quel potere sapeva di non poter sopravvivere e prosperare. In una maniera, forse “strana” ma, coerente, i destini erano molto più uniti nel Medioevo, che odiernamente. Grazie

  • Friendly Cynic

    “soprattutto però la possibilità di scegliere una nuova nazione, cultura, legge, sistema pensionistico, civiltà ad un costo che è una frazione di quello che c’era con l’Italia sovrana NON HA PREZZO per me.”

    Queste cose spariranno con l’unificazione europea il cui obiettivo è uniformare i paesi europei come è stato fatto con gli stati italiani.

    “Io penso che la creazione di una cultura comune europea (Russia compresa) sia ancora il più grande traguardo della storia dell’umanità almeno quella occidentale, la fine dei ridicoli stati nazione per me è una manna dal cielo.”

    In pratica passi il tempo a lamentarti dell’Italia Unita ma desideri vivere nella sua copia su scala continentale, 10 volte più disfunzionale.

    “In questo senso non sono ne sarò mai per nessun sovranismo di ritorno. Io mi trovo benissimo ad essere Europeo e ringrazio il Signore di avremi dato la possibilità di esserlo diventato a pieno nel corso della mia breve vita sulla terra.”

    La UE vuole rimpiazzare gli europei 1.0 con quelli 2.0 provenienti da africa ed asia: come si concilia il tuo supporto al mostro massonico con la felicità di essere Europeo?

    La tua amata Svizzera poi? Cosa capiterebbe alle sue specificità sociali, culturali ed istituzionali che ami tanto, una volta che quest’ultima venisse inglobata da un superstato UE?

    Pensi inoltre che gli Architetti si fermerebbero alla UE = Europa? Dai tempi di Sarkozy stanno compiendo i primi passi per estendere la UE al Nordafrica ed Israele, lo sapevi?

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Unione_per_il_Mediterraneo

    Da li chi gli impedirebbe di allargarla all’intero continente africano, i cui stati falliti in esplosione demografica sarebbero ben felici di potersi riversare in Europa da cittadini e farsi mantenere a casa loro con i trasferimenti fiscali degli europei?
    Il superstato globalista che ingloba i popoli non è in contrasto con la tua neo-avversione alle invasioni migratorie e relative sostituzioni etniche?

  • Per me è semplice: all’ estero nel nord o centro europa puoi guadagnare di più senza avere:
    1.Agganci mafiosi o para mafiosi
    2. sindacalisti corrotti
    3. Parentele con potenti
    4. Amicizie di vario genere

    Cioè fortuna o sfortuna dipendono molto più dalle tue capacità che non in Italia, paese che protegge dei cazzo di diritti acquisiti che vanno da marescialli di carabinieri e sindacalisti che non sanno scrivere in italiano, medici a Cosenza presi per affinità coi mafiosi, pensionati statali ritiratisi a 48 anni col metodo retributivo. E via discorrendo… Potrei citare centinaia di schifose categorie di privilegiati di merda. Per non parlare delle asscociazioni di categoria (avvocati, ingegneri, medici, NOTAI) che sono un cancro alla libera concorrenza.
    E in tutto ciò la moneta unica non c’entra una fava. E lo dico dall’alto del mio profondo disprezzo verso l’euro e delle strutture burosauriche europee, immensi carrozzoni di fancazzisti strapagati.

    • Don Marcos

      Esatto

    • Urge un tuo articolo.
      Applausi!

    • alex

      Standing ovation !!!

    • Tommasodaquino

      Questa a mio avviso è solo una percezione momentanea che verrà cancellata tra qualche anno. In Italia come nel resto del mondo c’è: mafia, parentele con potenti, sindacalisti corrotti etc etc. La differenza tra italia ed estero è che in italia sono oramai diventati ladri di polli, all’estero della massa frega nulla quindi si ha la percezione che si è al sicuro. Dove ci sono soldi e potere c’è mafia e corruzione. Questa è una realtà che bisogna accettare. Non si scappa. Oppure si crede che all’estero siano tutti santi? Dai non scherziamo. è che in Italia è pieno di gente che vuole vivere sulle spalle degli altri. All’estero i mafiosi ed i corrotti comunque producono. questo non gli fa cambiare il loro status.

      • Hai ragione è proprio un problema di percezione. Infatti ho percepito tre aumenti legati alla produttività in tre anni mentre in Italia era il sindacato a gestire per tutti. Percepisco tariffe notarili trasparenti, tasse chiare sui siti web dei comuni, rimborsi anche di pochi euro dalla pubblica amministrazione, valutazioni on line delle case, strade pulite, obbligo di autorizzazione comunale se vuoi cambiare una finestra che dà sulla strada comunale mentre dentro casa tua puoi fare come ti pare (no cazzo di autorizzazioni tipo durc, o come si chiama e altra mafia). Percepisco che se non paghi l affitto ti sbattono fuori casa.

        Percepisco più trasparenza e meno sacche mafiose e consociativistiche per il comune cittadino.

        Percepisco!

        • Tommasodaquino

          Percepirai tra poco che anche lì ci sono mafie e ruberie. Da che mondo e mondo queste ci sono dove ci sono i soldi. Ho lavorato per alcuni all’estero ed anch’io avevo queste illusioni, prima o poi ci si scontra. Ora non “le percepisci”, fidati che “le percepirai”. Il modello organizzativo tedesco (l’olanda di fatto è figlia germanica) o anglosassone hanno dei pregi, onestamente preferisco quello anglosassone tra i due, ma non illudiamoci, non esiste il paradiso in terra. L’Italia è prossima al default ed è in mano a massoneria e mafia ma la struttura sociale non è ancora così rovinata come in Francia, Germania ed Olanda (ne vedremo delle belle quando gli Abdul supereranno i Van Der… qualche anno ancora). Nei primi due paesi ci sono stato e guardi nemmeno se mi coprissero d’oro andrei mai a vivere in una città come parigi o marsiglia. Milano è sideralmente superiore delle due. Berlino vivrà finchè la Baviera vorrà pagare ma la ex Germania dell’est non è che se la passi così bene. In Olanda conosco solo alcune zone, in particolare ho passato un breve periodo a Groninga città molto carina e giovanile ma poi guardandomi bene attorno pur essendo 1/5 di milano non è che gli immigrati siano così pochi. Onestamente vista la situazione culturale dei paesi anglosassoni e germanici vedo più a rischio questi ultimi nel medio periodo dell’italia che pure ha avuto sbarchi su sbarchi. Il destino dell’italia è il fallimento economico dello stato e certamente un ambiente culturale difficile, ma non credo che una città come berlino che ha una minoranza turca non indifferente, avrà una situazione culturale migliore.

          http://www.reuters.com/article/us-netherlands-election-immigration-idUSKBN16G0N7

          https://en.wikipedia.org/wiki/Islam_in_the_Netherlands

          Spero che queste cose “le percepisci”. Detto questo un’esperienza all’estero soprattutto lavorativa vada assolutamente fatta, quindi hai fatto benissimo, ma a mio avviso le ragioni che scrivi anche se condivisibili sono assolutamente parziali.

  • Disca

    Comunque anch’io ho apprezzato molto il primo post, pensavo a una sana discussione sulla realtà odierna, che può piacere o no ma che di fatto è questa. Quindi a una discussione sui giovani d’oggi, che nella stragrande maggioranza se ne fottono dei confini, delle lingue, delle culture, della politica ( salvo poi ammazzarsi per i colori della propria squadra) invece si finisce sempre sulla lira, sull’euro ( mi ricorda fasisti e anrtifasisti). Detto questo, mi sembra che da parecchie parti ( e quindi non solo in Italia) si stia andando a scatafascio. Mah, vedremo.

  • Fabrizio de Paoli

    Guarda FunnyKing che “confini” non deve necessariamente significare “stato”.
    Il confine è una cosa buona, la porta di casa mia o di casa tua e’ un confine ben preciso, e sto parlando letteralmente di casa, non sto intendendo per “casa” lo stato che mi rivendica come sua proprieta’.
    Mettiamola cosi: gli unici confini che dovranno avere importanza saranno quelli che delimitano la proprietà privata di ognuno.
    Gli stati non devono poter disporre del potere di fare una preselezione al posto mio su chi può, o non può transitare in una data area, ma io privato sì, devo poter stabilire chi è autorizzato ad entrare a casa mia e chi no.
    Il confine (privato) ci vuole e deve essere inviolabile, il confine di stato a quel punto diventa superfluo, lo stato stesso è superfluo, è questa la questione importante da affrontare se vogliamo evolverci, tu parli come se parlassi ad un branco di pecoroni tifosi di stato. Ma non siamo mica tutti così, ad esempio chi preferisce tanti piccoli stati va già nella direzione che ha come scopo la sovranità INDIVIDUALE. Per questo è bene.
    Continuare a dire “lo stato c’è, ed è un dato di fatto con cui bisogna fare i conti” è vero, ma questo non significa affatto che debba continuare ad esistere in eterno, lo stato non è mica un Dio, non esisteva prima e molto probabilmente scomparirà di nuovo.
    Poi posso capire che son processi lunghi da compiere, probabilmente più lunghi della durata di una vita umana, ma non è mai detto…, e poi se non si inizia almeno a parlare in questi termini è facile che quel processo diventi ancora più lungo.

    • Friendly Cynic

      Come difendi la tua proprietà individuale contro orde di razziatori?
      Come difendi la tua proprietà individuale dal”esercito di milioni di individui organizzati in stati?

      Il problema con voi idealisti di destra e sinistra è che possedete la razionalità di un bambino.

      • Fabrizio de Paoli

        Diventando azionista di un esercito privato.

        • Fabrizio de Paoli

          Invece il problema di voi statalisti è che mentre siete bravissimi ad usare i soliti spauracchi retorici che vi hanno insegnato fin da piccoli, non riuscite nemmeno ad accorgervi che:
          Il vostro stato non vi difende da orde di razziatori, anzi le promuove, vanno dai negri, ai politici, agli statali ed agli amici degli amici.
          Come se non bastasse il vostro stato non è nemmeno in grado di non farsi invadere da altri stati, infatti pullula di basi americane e deve pure mandare il suo esercito (che si nutre anche con soldi a me estorti) a partecipare a guerre che io (grazie al mio esercito privato, di cui sarò socio) mai andrei a fare.

  • Piripiro

    Che in Ticino ci sia la mentalità lombarda è una castroneria bella e buona… non per niente il problema (e la paura) principale della stragrande maggioranza dei ticinesi è il rischio di lombardizzazzione del cantone o della sua parte sud dovuto alla forte emigrazione dei degli italici…che con il loro arrivo in massa non hanno di certo causato salti di gioia tra la popolazione…. :-))))

    • paolo

      concordo con fk totalmente, in ticino (tipo a lugano) parli con un vigile e ti sembra di parlare con uno della provincia comasca o varesotta, lui si riferiva alla mentalità al modus vivendi, non è una questione economica è normale che i ticinesi temono di subire la concorrenza della manovalanza dei frontalieri

      • Piripiro

        non è il frontaliere che fa paura (a parte eccezioni) ma la invasione di immigrati e ditte dalla vicina penisola e dalla lombardia in particolare che si stabiliscono in Ticino lombardizzando il territorio, la società e la realtà economica… Però capisco che voi non arrivate a capire… :-)))

        • paolo

          sei tu che non capisci….. che faccia paura o piacere agli autoctoni non è nè il punto di partenza nè di arrivo del discorso. fk sostiene che vivere in ticino è (logicamente principalmente per la lingua parlata) come essere in italia (la parte italiana = lombardia + consona alla sua mentalità al suo stile di vita) non esiste al mondo stato estero con tali requisiti. un lombardo che va a vivere (emigra) a lugano (estero) si sente molto + a suo agio (+ a casa sua) che se andasse a vivere a roma, napoli o a palermo (dove, se entri in un ufficio pubblico di periferia, non capisci cosa dicono).

          • Piripiro

            Finché dici che che un lombardo si sente meglio iin Ticino che in altri posti posso essere d’accordo ma nell’articolo FK ha affermato ben altro, cioè che la mentalità è lombarda… Dimostrando di o non essersi integrato con gli autoctoni o aver capito ben poco del territorio dove si è trasferito… cosa che è molto probabile e che traspare in modo significativo in quasi tutti gli articoli dove parla del Ticino… :-)))

    • MaAncheNo

      Chiaramente conosci poco ticinesi, lombardi (quelli veri e non di terza generazione) e la storia di queste aree.
      Io, da brianzolo, quando vado in Svizzera e sento il dialetto (persino a st moritz, dove in teoria non dovrebbe entrarci niente, lo si sente spesso) mi si stringe il cuore.

      • Piripiro

        E a St. Moritz che dialetto parlerebbero?… aha aha aha aha

        • MaAncheNo

          A St. Moritz parlano suissocrucco ovviamente, ma ci sono una caterva di pendolari vari che arrivano da Valchiavenna e Valtellina.

          Peraltro se vai a St. Moritz senti parlare piu’ italiano che tedesco, in generale (parlo di negozi “normali” e non di altissima gamma. Anche in questi ultimi comunque commessi e commesse sono al 60% italiani che parlano tedesco).

          Quando parli di “lombardizzazione” del cantone, immagino intendano fare la fine della Lombardia, in cui i “Caruso” e i “Russo” sono ormai probabilmente piu’ numerosi dei “Brambilla” e in cui a breve i “Mohammed” saranno piu’ numerosi dei “Luca”.

  • AnonimoSchedato

    In verità la direzione presa dall’unione europea mi ricorda un po’ troppo quella presa dall’unione sovietica, a cominciare dalla struttura istituzionale.
    Manca il partito unico, ma se si guarda ai programmi invece che ai nomi, a me non sembra poi tanto diverso.
    Sbaglierò.

  • ABC

    applausi

  • Lucio

    Il problema oggi non è la semplice abolizione dei confini tra i vari Paesi europei ma l’abolizione dell’eterosessualitàe dell’uomo bianco caucasico.
    Assurdo ma questo è dovenuto il problema

  • Epiphanius

    La rimozione degli stati nazionali procede di pari passo con quella dell’identità.
    Sei fuori strada e la cosa è perniciosa e soprattutto pianificata in tempi assai lontani, forse dal 1777, per gli eruditi che capiscono il riferimento.

  • paolosenzabandiere

    QUESTA NON È LA NOSTRA EUROPA E NON DOVREBBE ESSERE NEMMENO LA TUA.

    Nessuna nostalgia del campanile e delle frontiere ma di un’Europa diversa,
    Purtroppo un’Europa di servi, di servi dell’inglese, di quelli contenti della distruzione di posti di lavoro e della desertificazione delle città portata avanti dalle mille Amazon, per risparmiare da pidocchiosi due euro sta vincendo contro l’Europa dei popoli.

    Contro l’Europa di cui anche la Russia fa parte e non l’America. Un Europa che ti sancisce il diritto a prenderla in quel posto, che vuol processare gli psicologi che osano dire dell’importanza di avere un padre e una madre per un bambino, che vuole tappare la bocca al dissenso con la scusa delle fake news, le loro.

    Forse moriremo spartani ma prima o poi tutti si muore, e meglio da spartani che da servi.

    • alex

      “””Forse moriremo spartani ma prima o poi tutti si muore, e meglio da spartani che da servi.”””
      Questa volta hai proprio meritato il mio applauso. Cambia qualcosa, essere servo di un anglosassone, o di un bastardo yankee?
      L’eliminazione degli Stati, delle identità, delle culture, è semplicemente il primo passo alla diluizione totale in un purè, fatto di una uniformità sculettante e rosa chicco. Sembra Inoffensiva, ma con livelli di testosterone e progesterone “impazziti”, ogni tentativo di “IDENTITÀ'” va a farsi benedire, con la conseguenza che possiamo trovarci a combattere non contro un nemico o pericolo, ma uno contro l’altro, a seconda dei desideri e mire di certi individui in KAPO.

      • paolosenzabandiere

        …e magari nella tua ignobile, fluida follia, esaltato da droghe per far sembrare la tua pochezza di uomo al contrario quella di un superuomo, sfatto di tutto e per sempre, uscire con un’altra merda come te per andare a caccia di qualcuno da uccidere.

        Poi idiota pericoloso come sei stato in vita nell’atto che dovrebbe essere di pentimento per quello che hai fatto, prima di suicidarti non chiedi perdono ma la tua più grande preoccupazione è stata quella che qualcuno ti dipingesse le unghie di rosso? In pasto ai porci, te e il tuo sesso fluido, forse anche il tuo inglese fluente…

        Fare una terza guerra mondiale per costoro mi sembra troppo, meglio morire spartani.

  • davide

    Funny, scendi dal pero! UE è una bisca…. oramai è lapalissiano che lo spirito dominante è lo spirito di rapina…. popoli europei si siedono al tavolo verde e fanno a gara a derubare il vicino nel modo + sottile e lecito. L’Italia come TU stesso ci ricordasti era fallita nel 1999, ovvero debito impagabile da sbolognare agli altri. Quando ci ammisero e facemmo domanda di entrare nel club Med. Prodi e sodali si comportarono come Totò che vende la fontana di Trevi. Gli altri accettarono perchè sapevano di essere dei cravattari e da perfetti usurai si atteggiarono come misericordiosi, ma avevano ben altro in fondo al cuore. Poi ci siamo accorti!
    Fammi un esercizio mentale: ripercorri la storia dei Greci negli ultimi venti anni e di quelli che gli hanno prestato soldi.
    Funny qui il discorso non è europeisti o sovranisti. Qui il discorso è che per tutto il continente non frega un c… (finisce con zzo) a nessuno del bene comune di tutti.
    Non ci sono le condizioni morali per nessuna costruzione!
    Quanto i nostri giovani, dagli tempo di crescere a mini job o mille euro/mese. Vedrai che il vaccino funziona! Poi la minoranza che a quarantanni si atteggerà Europea meriterà l’epiteto del povero Lenin:
    sono solo utili…..(il resto della frase terminatelo voi)

    • davide

      chiusura al mio precedente:
      GOMBLODDO GOMBLODDO! Colpa dei tognini!

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