No di Francia e Spagna a sbarchi, Vienna prepara i soldati al confine. Cazzi nostri, ce la siamo voluta

Di Mauro Bottarelli , il - 144 commenti


Tu guarda a volte che colpi di culo ti capitano nella vita. Proprio ieri, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, era a San Luca, nella Locride calabrese, in visita al santuario della Madonna di Polsi, luogo sacro che vive però il drammatico dualismo tra fede cristiana e culto mariano particolarmente caro alla ‘ndrangheta. In quell’occasione, il ministro ha parlato di “impossibilità dell’accostamento tra Dio e criminalità organizzata”, ha invocato “una reazione sociale”, ha dichiarato che “il rapporto tra chiesa e ‘ndrangheta è una contraddizione in termini perché la chiesa è di Dio, dei credenti e dei fedeli e Dio non può essere accostato per nessuna ragione alla ‘ndrangheta: è iconoclastia mettere le cose di ‘ndrangheta nelle cose di Dio. Nel nome di Dio non ci può essere violenza, uccisioni, lutti, guerre. Ecco perché mi viene in mente la parola rottura”.

Insomma, concetti forti in una terra dura. E cosa è accaduto poco fa? Oltre mille carabinieri in azione, 116 arresti, 24 clan storici messi in ginocchio. Sono questi i numeri della maxi-operazione della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria che questa notte ha portato al fermo di elementi di vertice, capi e gregari di ventuno famiglie del “mandamento jonico”, più i Ficara- Latella e i Serraino di Reggio e i clan di Sinopoli, piccolo paese aspromontano considerato strategico, perché storica “cerniera” fra la ‘ndrangheta di città e quella della Piana di Gioia Tauro. Tutti quanti sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, truffa ed altri reati, tutti aggravati dalla finalità di agevolare l’organizzazione mafiosa. Cazzo, che culo!

D’altronde, nella vita ci vuole un po’ di fortuna. Soprattutto quando l’operazione è pronta da giorni, se non settimane e tu, ministro dell’Interno, da qui a 48 ore farai una bella gita in Estonia dalla quale tornerai con le pive nel sacco sul tema di maggior allarme sociale per il Paese: l’emergenza migranti. Già, perché al netto delle belle parole e intenzioni di Commissione UE e partner europei, l’Italia sta incassando soltanto schiaffi in faccia e briciole di solidarietà. Certo, scriveremo noi il nuovo regolamento per le ONG ma per il resto, il fallimento è totale. Partiamo dai dati, ovvero dalla certificazione che siamo nella merda. L’inviato speciale dell’UNHCR per il Mediterraneo centrale, Vincent Cochetel, ricordando che dall’inizio dell’anno 84.830 migranti e rifugiati sono giunti in Italia via mare, con un aumento del 19% rispetto all’anno scorso, non ha usato giri di parole: “L’ONU non prevede un calo del flusso misto di migranti e rifugiati che giungono in Europa via mare: le indicazioni di cui disponiamo non denotano un rallentamento degli arrivi in Libia, il che significa che un più ampio numero di persone potrebbe continuare a provare di lasciare il paese tramite la rotta del Mediterraneo centrale”.

Insomma, sarà un’estate di quelle da ricordare. Soprattutto per chi spera in una soluzione dal vertice dei ministri dell’Interno atteso per giovedì a Tallinn. Sapete cosa si sta muovendo sottotraccia, in preparazione del meeting? Il governo estone, presidente di turno del Consiglio dell’Unione Europea, ha deciso di stanziare nientemeno che un milione di euro per alleviare la pressione migratoria dalla Libia in Italia. Le risorse saranno destinate al Trust Fund per l’Africa (European Union Emergency Trust Fund for Africa), in particolare alle sue operazioni in Nord Africa, si legge in una nota del governo di Tallinn. Me cojoni! E ancora, dall’ANSA: “Uno dei risultati potrebbe essere un maggior impegno finanziario da parte degli Stati membri per assistere la guardia costiera libica e più in generale a favore dell’Africa. La Commissione ha già mobilitato 2,6 miliardi di euro per il Trust Fund per l’Africa, mentre gli Stati membri hanno stanziato appena 89 milioni. Attraverso questo fondo fiduciario l’Unione europea, in cooperazione con la Libia, i paesi vicini e le organizzazioni internazionali intende riprendere il controllo sulle sue frontiere esterne, combattere i trafficanti di esseri umani e evitare un aggravamento delle crisi umanitarie”.

Capito, ben 89 milioni per l’Africa! La gran parte dei quali, messi da noi e Germania, gli altri praticamente hanno versato l’argent de poche nel fondo. Perché una cosa, finalmente, deve essere chiara: dei migranti non frega giustamente un cazzo a nessuno. Anzi, sono un gran rogna da gestire. Ma se lo dici sei razzista, devi usare toni politicamente corretti e condannare i toni come quelli che usa il sottoscritto: salvo, alla prova dei fatti, destinare all’aiuto all’Africa ciò che spendi per la birra durante i mondiali di calcio. Forse, anche meno.

E a dimostrazione pratica di quanto sto dicendo, ecco in quale clima reale si arriva all’appuntamento estone: Francia e Spagna si dicono pronte a sigillare i loro porti per prevenire sbarchi, mentre l’Austria – del democratico Van der Bellen, non del nazista Hofer – a schierare l’esercito al Brennero. In compenso, come ai bambini con ritardo dello sviluppo, arriva la pacca sulla spalla di un altro che, in fatto di stabilità mentale, certo non brilla: Donald Trump, parlando al telefono con il nostro premier, Paolo, Gentiloni, ha infatti lodato “gli sforzi dell’Italia per affrontare la rilevante crisi migratoria libica”. Dalle mie parti, c’è un detto che spiega cosa farci con le lodi, quando ormai sei fregato ma evito di citarlo. E come ha reagito l’Italia a questa presa per il culo da libro di storia? Minniti in tour nella Locride e Gentiloni pronti a tuonare come un cannone dalla conferenza della FAO, dove era ospite.

Eccolo: “L’Italia intera è mobilitata nell’accoglienza dei migranti e chiede condivisione in questa opera, necessaria se l’Europa vuole mantenere fede ai propri principi, storia e civiltà e necessaria all’Italia per evitare che la situazione divenga insostenibile e alimenti reazioni ostili nel nostro tessuto sociale che finora ha reagito in modo esemplare dimostrando capacità di accoglienza e coesione”. Cazzo che verve, che veemenza! Sicuramente in sede UE staranno rivedendo i loro diktat, dopo parole di questa durezza. Anzi no, perché il nostro premier le ha pronunciate prima dei solenni appelli ad arrangiarci mossi da Francia, Spagna e Austria. Insomma, diciamo che Gentiloni non incute tutto questo timore in sede europea. Strano, la cosa mi coglie completamente di sorpresa.

pernacchia abatantuono

E ora, cosa si fa? Al netto delle mediazioni ancora possibili fino a giovedì, sono tutti cazzi nostri. Perché, è bene dirlo, questa situazione ce la siamo cercata e ora è giusto che ce la scazziamo da soli. C’è un lungo elenco di persone a cui dire grazie per ciò che diventerà l’Italia da qui a settembre, ovvero un campo profughi a cielo aperto, pronto a esplodere. Andate a dire grazie a Laura Boldrini, ad esempio o al suo sodale del Senato, quel Pietro Grasso in prima fila alla manifestazione pro-migranti di Milano. Si ringrazi l’intera direzione del PD, i suoi militanti e simpatizzanti ed elettori, si ringraziano le ONG e i Gino Strada dei miei coglioni, si ringrazino i Roberto Vecchioni e tutta la nomenklatura dello spettacolo di sinistra, gli intellettuali con il portafoglio a destra e la casa in centro, la Chiesa cattolica a partire dal suo massimo esponente ben protetto dalle Mura vaticane, il Quirinale che per mesi ha parlato unicamente di dovere dell’accoglienza. Ringraziamo poi la grande e libera stampa italiana, ringraziamo gli Enrico Mentana e i Mario Calabresi, i Beppe Severgnini e i Maurizio Molinari, gli Zucconi e i Cazzullo e i Formigli e le Gruber.

E’ lungo l’elenco degli accoglienti con i centri profughi altrui, ora li trovate tutti sulla barricata di chi attacca gli egoismi europei, quando solo fino a due settimane fa tenevano l’immaginetta di Emmanuel Macron sul comodino. E invece no, l’Europa fa bene. Mai come oggi rimpiango il Regno Lombardo-Veneto e il dominio di Vienna, la quale fa benissimo a schierare l’esercito al Brennero: non devono pagarlo i cittadini austriaci, il criminale autolesionismo ideologico e anti-patriottico del 90% della classe politica italiana. Ci stanno invadendo e lo abbiamo voluto noi, li abbiamo incitati e invogliati a venire qui per far ingrassare le coop e per supposta (mai termine fu più puntuale e preciso) superiorità morale: quindi, ora zitti. Perché è inutile rompere il cazzo e poi continuare a veder sopravvivere elettoralmente il PD: devono sparire alle prossime elezioni, sommersi dalla loro insipienza politica. Delle frattaglie a sinistra, zona Pisapia e dintorni, nemmeno parlo. Sarà una risata a seppellirli, dopo un paio di scissioni già all’orizzonte, nonostante siano in 15 ad esagerare, contando i congiunti.

Così deve essere anche per la stampa, quella autorevole e che rifugge i toni razzisti e le loro fake news. Già, perché quando esplose il caos per le violenze al Capodanno di Colonia due anni fa, prima si nascose la notizia e poi ci si appellò a non so quale atto interno della polizia tedesca per ridimensionare la portata dell’accaduto (un po’ la logica delle donne che si cercano lo stupro, perché girano in minigonna). Bene, lancio la sfida. Visto che da tre giorni state sfondandoci l’apparato uro-genitale con il concerto di Vasco Rossi, vi invito a parlare anche di un altro happening musicale, andato in scena sempre sabato, in perfetta contemporanea con il Modena Park. Si tratta dello storico Bråvalla Festival, una tre giorni che si tiene ogni anno nella città svedese di Norrkoping, nel sud del Paese. Anche quest’anno, grande partecipazione di pubblico.

Tale che gli organizzatori, proprio sabato scorso, nel fare il bilancio della manifestazione, hanno annunciato che il prossimo anno non si terrà più. E sapete perché? Epidemica crescita dei casi di molestie e violenze sessuali, il 90% delle quali legate a cittadini stranieri. La polizia del luogo, infatti, sta indagando su oltre una dozzina di casi di molestie e quattro casi di stupro. Viva l’Europa multietnica, viva l’Europa dei migranti benvenuti, al netto dei delinquenti nosrani con cui dobbiamo già fare i conti. Il mio applauso a Francia, Spagna e Austria: chiudete tutto. A doppia mandata. Per quanto ci riguarda, speriamo solo che l’inferno che ci aspetta ci faccia almeno aprire gli occhi. E sancisca la parola fine alla carriera di pennivendoli e traditori del Paese.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

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