Con il suo tweet, Corsaro ha garantito la “santità” a Fiano. Detto questo, non eravate tutti Charlie?

Di Mauro Bottarelli , il - 4 commenti


Siccome io sono davvero un sincero democratico e, soprattutto, uno che non nasconde la realtà, questo è il tweet
con cui la presidente della Camera, Laura Boldrini, accusa l’universo mondo di aver equivocato e stravolto il suo pensiero riguardo l’annosa questione dei simboli architettonici fascisti che turberebbero i partigiani e che, quindi, andrebbero abbattuti.


Se avete voglia, leggetelo: qui la parola censura non esiste, quindi è giusto che anche la terza carica dello Stato possa dire la sua, in attesa di una reciprocità che non esiste nei confronti delle voci controcorrente, tacciate di populismo o propalazione di fake news aprioristicamente. Alla dottoressa Boldrini non ho nulla da dire, prendo anche per buona la sua spiegazione e mi auto-accuso di essere uno stronzo, così a gratis. Lascio che siano le parole di Pier Paolo Pasolini, difficilmente tacciabile di simpatie fasciste, a descrivere quale sia il mio sentimento nei confronti suoi e del suo agire politico. A tutto tondo, dai migranti alle deliranti battaglie sulle desinenze fino all’afflato tardo-resistenziale di queste giorni.

Eccole: “Esiste oggi una forma di antifascismo archeologico che è poi un buon pretesto per procurarsi una patente di antifascismo reale. Si tratta di un antifascismo facile che ha per oggetto ed obiettivo un fascismo arcaico che non esiste più e che non esisterà mai più. (…) Ecco perché buona parte dell’antifascismo di oggi, o almeno di quello che viene chiamato antifascismo, o è ingenuo e stupido o è pretestuoso e in malafede: perché dà battaglia o finge di dar battaglia ad un fenomeno morto e sepolto, archeologico appunto, che non può più far paura a nessuno. Insomma, un antifascismo di tutto comodo e di tutto riposo”.

Tanto le dovevo, per quanto mi riguarda cercherò di non citarla nemmeno più, evitando di garantirle un’importanza che – a mio avviso – non merita. Il problema è che siamo a un punto in cui la criminalizzazione di chi dissente è totale, quotidiana, capace di infilarsi in ogni pertugio. E, con essa, arriva il revisionismo di chi non sa vivere senza un nemico o un rancore come stella polare: oggi a Pisa, il Consiglio comunale voterà una delibera di iniziativa consigliare per togliere la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Immagino i cittadini ne saranno deliziati: poco importa del trasporto pubblico o della raccolta differenziata o della viabilità, compito di chi guida la città è riscrivere la storia. E rilasciare o ritirare patenti di dignità. Se c’è un pericolo fascista, usando la connotazione tanto cara alla sinistra un tanto al chilo, beh questo oggi alberga proprio nelle menti di gente simile. Sempre più spesso, in casa PD. Siamo alle foibe della memoria, siamo a una nuova stagione di negazione dell’agibilità politica a tutto ciò che non rientri nell’alveo del pensiero unico, mutato da socialista in globalista, come spiega magistralmente Jean-Claude Michéa nel suo “I misteri della sinistra”.

Un grimaldello ideologico che oggi può contare su due alleati di ferro: i migranti e le politiche che li riguardano e l’antifascismo, riportato in auge dai sarcofaghi della storia dall’iniziativa del deputato PD, Emanuele Fiano, primo firmatario di una revisione della legge sull’apologia di fascismo che va a integrare parti della Legge Scelba, ampliando il novero del reato anche alla propaganda e alla vendita on-line di idee e merchandising legato al Ventennio, fattispecie inesistenti nel 1952. Insomma, si parifica l’accendino con il volto del Duce alle idee, mettendo entrambi in galera, tanto per non sbagliarsi. E se la pretestuosità di presentare una legge simile a fine legislatura appare chiara – l’iter del provvedimento parte da più lontano, di questo bisogna dare atto a Fiano -, ovvero cercare di silenziare il pasticciaccio brutto sugli sbarchi dei migranti (e sulla presunta accoglienza, in generale), altrettanto palese doveva appare la natura di tranello della stessa.

Non è stato così e, come avrete sentito in ogni dove, è accaduto questo:

il deputato del gruppo di Fitto, Massimo Corsaro, ha pensato che fosse molto intelligente postare questo tweet dedicato a Emanuele Fiano, di fatto scatenando la riprovazione generale per quella che viene vista come una provocazione antisemita, prima che come un insulto. Corsaro, infatti, nel difendersi ha detto che non intendeva fare altro che dare della “testa di cazzo” al deputato PD, senza alcuna connotazione etnico-religiosa ma appare chiaro che, essendo Fiano di religione ebraica, quel riferimento alla circoncisione appare smaccato. E, soprattutto, di un’imbecillità politica senza precedenti. Nel momento in cui la “massa critica” garantita dal “no” del Movimento 5 Stelle al provvedimento, definito “liberticida”, aveva permesso l’apertura di un dibattito ruvido ma nel merito dell’argomento, l’uscita da caserma di Corsaro ha mandato tutto a puttane, garantendo a Fiano una patente di “santità” politica assoluta.

Qualsiasi forzatura si porrà in essere nell’iter del disegno, a partire dalla presentazione degli emendamenti prevista per settimana prossima, chiunque avrà qualcosa da ridire – anche in punta di regolamento o buon senso – verrà accomunato a Corsaro, al suo tweet e alla deriva antisemita in atto nel Paese. Un vero capolavoro di stupidità, fatto immagino per garantirsi quattro pacche sulle spalle, 10 like e 50 condivisioni: davvero complimenti, avanti così e l’auto-estinzione della destra in questo Paese sarà davvero questione di poco. E, temo, ci sarà poco di cui rimpiangere, stante certe uscite, ritenute magari dannunziane da qualcuno ma, nei fatti, degli autogol da quinta elementare.

Detto questo, c’è il rovescio della medaglia. Siccome ho buona memoria, ricordo perfettamente il coro indignato contro i fondamentalismi che negano la libertà di espressione, seguito all’attentato contro la redazione di Charlie Hebdo. In quei freddi giorni di gennaio, erano tutti Charlie: su Facebook, nei discorsi al bar, nella retorica caricaturale del “vietato vietare” in tempi di minaccia jihadista. Bene, negli anni Charlie Hebdo ha superato e non di poco il supposto antisemitismo di Corsaro col suo tweet, basti guardare queste copertine





che si trovano facilmente si Internet, digitando in un qualunque motore di ricerca le parole “charlie+hebdo+juif”. Sono solo alcune, vi assicuro, ce ne sono parecchie altre, oltre ai contenuti delle varie edizioni. Perché quella del settimanale francese è satira, magari un po’ iconoclasta e quello di Corsaro antisemitismo a prescindere? Il principio è lo stesso: cazzate. Lo sono le vignette francesi come i tweet nostrani, però i secondo hanno scatenato una santabarbara di indignazione quasi senza precedenti, con addirittura Matteo Renzi che – dopo aver ricordato l’albero genealogico di Fiano e aver definito Khomeini il “dittatore dell’Iran” – ha chiesto le dimissioni di Corsaro da deputato. Indignazione bipartisan, tra l’altro, perché anche nel centrodestra moderato – quello che oggi sul sito de “Il Giornale” spara la sua versione del Russiagate all’amatriciana per screditare Salvini e i suoi rapporti con il partito di Putin, scoprendo l’acqua calda – le prese di distanze sono fioccate come neve in montagna a dicembre.

Insomma, o la satira – anche scorretta, nera e urticante – è benedetta e va difesa come parte fondamentale del nostro dna occidentale di libertà oppure va condannata sempre: cosa ha dato fastidio, il fatto che Corsaro abbia dato, di fatto, della testa di cazzo a Fiano o il riferimento all’ebraismo di quest’ultimo? Non è cosa da poco, perché nel primo caso l’ipocrisia sarebbe palese, visti i toni che circolano in politica – e ben prima dall’avvento del “vaffanculo” di Grillo, basti ricordare la mitica definizione che ne diede Rino Formica -, mentre nel secondo si configurerebbe come reato di leso semitismo.

Ovvero, se dai a Fiano della testa di cazzo in maniera neutra, tutto bene, al limite ti invitano alla continenza verbale. Se lo fai attraverso una figura retorica riferita alla sua religione, allora sei automaticamente da espellere dal genere umano. Capite che, partendo da questi presupposti, uno potrebbe essere così sospettoso da mettere in dubbio l’equilibrio con cui uno come Fiano possa gestire l’iter della legge sulla propaganda e l’apologia di fascismo in Parlamento, non vi pare? Ma quando gente come Massimo Corsaro è così poco furba da prestare il fianco, ecco che tutto diventa monocorde e monocolore e il deputato PD vittima a prescindere. E non perché colpito nel suo agire politico, nel merito ma nel suo essere di religione ebraica. Cari Charlie Hebdo di tutta Italia, difensori senza macchia e senza paura della libertà di espressione, non è il caso di fare pace con il cervello? Al netto della malafede, ça va sans dire.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Condivisioni
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

  • Ronf Ronf

    Dunque, all’inizio del 2015 Corsaro ha abbandonato la Meloni accusandola di essere troppo pauperista e salviniana: poco dopo Corsaro è diventato uno dei fondatori alla Camera del gruppo di Fitto (alleato in sede internazionale con i Tory UK e con il PIS polacco). Considerato che Rocco Palese, ex fedelissimo di Fitto, a metà giugno (nel bel mezzo dei ballottaggio che in Puglia sono stati vinti dal PD a causa della guerra che FI ha fatto contro “Direzione Italia” di Fitto) ha tradito il partito per andare con Berlusconi, considerata l’uscita di Corsaro che ha rafforzato il PD (a quando l’iscrizione di Corsaro ad ALA di Verdini? Io non vedo differenze tra lui e Verdini…) e considerato il fallimento catastrofico del partito di Fitto al di fuori della Puglia (i risultati a Genova sono dovuti solo alla presenza del politico locale Enrico Musso, quindi a Padova si è visto il peso reale di Fitto fuori dalla Puglia cioè un bel nulla), mi sa che Fitto deve rassegnarsi a fare soltanto il leader regionale (insomma, un Mastella pugliese). L’uscita da FI è stata sbagliata: Fitto doveva restare dentro FI e far casino tutto il tempo fino a far scoppiare Berlusconi dall’ira e comunque mi sa che la lista unica tra Fitto e Meloni a questo punto è impossibile (già il sottoscritto dubitava molto, poi figurati adesso con lo Scandalo Corsaro) e comunque al massimo Fitto ha consensi in Puglia (e la Meloni per essere certa di superare la soglia a livello nazionale potrebbe unirsi anche solamente con il siciliano ex MSI-AN Musumeci).

  • Riccardo

    Che la satira segua nel mondo occidentale una corrente univoca è cosa nota: il comico francese Dieudonne fu arrestato per apologia di terrorismo perché ironizzò sulla strage di Charlie Hebdo mentre i principali leader d’Europa sfilavano a Parigi per la libertà di satira. Ipocriti, falsi, manipolatori.

  • so_matic

    Il partito politico che riesce a mettere d’accordo i suoi ebrei e i suoi musulmani sull’unica cosa che conta: il magna magna.

  • Annibale Mantovan

    Non capisco a cosa serva citare sempre la Boldrini, poverina…c’ ha 56 anni…s’ è trovata lì per caso…nominata da Vendola?!?!…lasciamola stare. Tempo perso.

Donazioni (Solo in Bitcoin)

Vuoi Ringraziare "come si deve" Rischio Calcolato. Fatti un favore, impara a usare il Bitcoin, procuratelo e dona un frazione (anche multipli non ci offendiamo) a questo indirizzo:
1CHpkA1Xma61Q2JZZ8tpo6pDNAiD81SNAE

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.