Invocate Lepanto per il velo della Mogherini ma chiedete agli stranieri di conformarsi: io vi amo

Di Mauro Bottarelli , il - Replica


Tutto mi sarei aspettato nella vita ma non di dover difendere Federica Mogherini. Ben inteso, continuo a ritenerla una miracolata senza alcun qualità, finita a fare la ministro degli Esteri europea per pure lotte di potere all’interno del PD e quindi totalmente fuori luogo ma trovo assurda la polemica, soprattutto social, scatenatasi dietro la sua scelta di presentarsi a capo coperto alla cerimonia di insediamento di Hassan Rohani in Iran. Ne ho sentite di tutti i colori: tradisce lo spirito del logos greco su cui si fonda l’Europa, umilia la lotta per l’emancipazione delle donne iraniane e di tutto il mondo, mostra la subalternità e la sottomissione europea all’Islam e altre amenità assortite.

Stamattina ho scoperto che il senatore di Mdp, i fuoriusciti dal PD, Lodovico Sonego, ha lanciato una vera e propria filippica contro la Mogherini, scomodando anche i diritti dei lombrichi neozelandesi: al centro del pippone, ovviamente, l’argomento boldriniano per antonomasia, quello ch ti fa passare dalla parte della ragione per default. Ovvero, i diritti delle donne. Giusto. Anzi, giustissimo. Viene solo da chiedersi dove fosse tutta questa attenzione quando, in sede di discussione del Ddl Cirinnà, Sonego e soci si battessero per andare oltre e arrivare anche all’utero in affitto, quello sì massima espressione della libertà e dell’emancipazione del sesso femminile. Perché mettere il velo per esigenza protocollare per mezz’ora è sottomissione, portare un figlio in pancia per nove mesi, fungendo da incubatrice umana e poi vedertelo portare via in cambio di 20mila dollari, quello sì che è sentirsi libera ed emancipata. Sonego, fai pace col cervello.

Anche perché, piaccia o meno, in Iran esiste un protocollo e ci sono solo due modi per affrontarlo: accettarne gli obblighi o non andare in Iran. Entrambi accettabili ma tertium non datur. Il velo per Federica Mogherini nella sua visita ufficiale a Teheran era infatti un obbligo protocollare assoluto, legalmente indispensabile per poter effettuare le visite del programma in Iran. Tanto più che la stessa non ha mai indossato il velo negli incontri con i vari dignitari iraniani, né lo ha messo in Arabia Saudita davanti al re, visto che lì non è un obbligo protocollare. Quello del velo è un obbligo che esiste solo in Iran e che viene fatto osservare con assoluta determinazione. Tanto che nel dicembre 2013 fu bloccata all’aeroporto e costretta a indossare il velo anche una campionessa della parità di diritti e dignitaria di George Soros in Europa come Emma Bonino, allora ministro degli Esteri, in una visita ufficiale a Teheran che rischiò di saltare, se non avesse rispettato il protocollo. Regola del cazzo? Può essere, non lo nego.

Ma non siamo noia rompere i coglioni ogni piè sospinto – giustamente – affinché gli stranieri che vivono in Italia si conformino ai nostri usi e consumi e non vivano ghettizzati nei loro, quasi in un’enclave culturale? Cos’è, reciprocità a senso unico? E non attacchiamoci, per favore, al fatto che quando Hassan Rohani è venuto in Italia qualche minus habens abbia ben pensato di inscatolare le statue per non offenderlo: non l’ha chiesto lui, è la nostra crassa ignoranza e la nostra provincialità rispetto a cosa sia l’Iran ad averci portato a questo eccesso di zelo. Perché l’Iran è l’antica Persia, non esattamente una distesa di sabbia e cammelli dove si parla a gesti: fatevi un giro nelle università di quel Paese e lo scoprirete. Altrimenti, scadete al livello di Roberto Saviano, il quale ha dovuto rimangiarsi la sua idiota polemica sulla non accessibilità agli atenei iraniani per le donne: per favore, non scendete al livello del copiatore di atti dei tribunali con attico a New York.

Altra categoria che adoro sono quelli che ricordano come una sorta di piccola Lepanto il fatto che in Francia fu fatta saltare la cena ufficiale proprio con Hassan Rohani per una disputa sul vino a tavola: straordinari, Braveheart che si unisce a Veronelli e sconfigge l’Islam! Peccato che la stessa Francia, non più tardi del 3 luglio scorso con quegli oscurantisti islamici del cazzo ha siglato un accordo da 4,8 miliardi di dollari per sviluppare un importante giacimento di gas, diventando la prima azienda occidentale del settore a tornare in Iran. Coerenza, prima virtù. O il principio vale solo per il velo della Mogherini? Non sto quindi a elencarvi quanto siano da piccoli neo-con i ragionamenti di chi magnifica Melania Trump a Ryad a capo scoperto, perché vi ho già detto che lì non esiste obbligo, nemmeno davanti al Re.

Ma si sa, i tanti epigoni della Fallaci in servizio permanente ed effettivo in nome di Zio Sam e della sua brigata deteriore, appena sentono Iran schiumano come cani di Pavlov, mentre il fatto che il buon Trump, con moglie dalle libere e fluenti chiome, abbia venduto armi ai sauditi per 110 miliardi non importa. Non importa che Ryad sia la peggiore delle teocrazie, patria del wahabismo, campionessa mondiale della violazione di ogni diritto umano, fomentatrice di guerre proxy in tutto il Medio Oriente, pusillanime assassina di vecchi, donne e bambini in Yemen, cui ha portato morte con le armi di Trump e della consorte senza velo prima e ora con il colera, figlio legittimo della devastazione. Ma sì, massacriamo la Mogherini per mezz’ora di velo, salvo evitare di far vedere le foto degli eventi non protocollari in cui era a capo scoperto: ripeto, condannerò l’operato di quella donna a vita, soprattutto l’allucinante atteggiamento verso la Russia ma in questo caso ha fatto ciò che doveva fare.

Certo, l’atto simbolico fa molto figo ma se non segue la “ciccia” è solo una spacconata senza conseguenze: come quelli che per fare i Fonzie della situazione vanno ai matrimoni in jeans e maglietta ma poi vogliono essere ritratti nella foto con gli sposi. Diventiamo grandi che forse è ora. E poi, come mai nessuno rompe il cazzo quando i leader del mondo indossano la kippah in determinate occasioni nelle visite in Israele? Lì non c’è sottomissione? Forse perché il concetto stesso di sottomissione che vogliono inculcarci parte da lì? Non ve lo siete mai chiesto? E poi, per favore, i paralleli tra sottomissione all’Islam incarnata dal velo della Mogherini e situazione delle nostre città a causa dell’immigrazione, lasciamoli a Giuliano Ferrara e Alessandro Sallusti, tanto più n là di così non ci arrivano. E’ arrivato un singolo iraniano in Italia sui barconi? L’Iran fomenta l’immigrazione come mezzo di conquista e invasione?

E poi, i galantuomini che girano con cazzo di fuori, molestano donne, fanno il bagno nelle fontane, accerchiano i militari, accoltellano i conducenti e chi più ne ha, più ne metta, lo fanno in nome di Allah o perché sono dei delinquenti da prendere a legnate nei denti a prescindere, fossero anche buddisti? Infine, al netto dell’interscambio commerciale tra Europa e Iran (e, soprattutto, Italia e Iran), un po’ di pragmatismo ogni tanto non fa male, Teheran ha mai rotto i coglioni ad altri Paesi sulle loro scelte interne, quanto hanno fatto USA, sauditi e compagnia cantante dell’Islam sunnita? Certo, è in lotta con Israele ma questo deve farci accodare per forza alla vulgata da “impero del male”, acriticamente perché i media hanno deciso così?

Anche perché, in punta di cronaca e ormai di realtà acclarata, chi combatte il nemico numero uno dell’Occidente – ovvero il sedicente e fantomatico Isis – sono proprio i soldati iraniani e i filo-iraniani di Hezbollah, oltre la Russia, mentre le nazioni libere, democratiche e che rispettano tutti i diritti dei miei coglioni, con il Califfatto sono state pappa e ciccia fino all’altro giorno: è questa la superiorità occidentale che la Mogherini ha offeso indossando il velo a Teheran? Se è così, ci rinuncio volentieri.

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