Perifrasi della costituzione italiana: art.38 anime belle commuovetevi

Di JLS , il - 11 commenti

Non sono uno studioso di giurisprudenza e meno male! Mi considero una persona normale che non ha smesso di porsi domande e cercare risposte non confezionate da terzi. E visto che la costituzione che il 99,99% degli italiani ha mai neppure sfogliato, sebbene si tratti di 18 paginette e 139 articoletti enigmistici, è il contratto che condiziona la mia vita nonostante io l’abbia mai firmato, ne scrivo come mi pare e cerco di smascherarne i trucchi, gli illusionismi e le frodi, i sofismi, le infinite sicumere, le numerose stupidaggini economiche, l’anacronismo, le sue commoventi declamazioni.

Un mio amico professore di Storia delle Dottrine Politiche, disse della costituzione itaGliota: uno sano di mente, se legge i primi 10 articoli, le da fuoco. E un altro caro amico, autore di filosofia del diritto e politica, a chi un giorno gli chiese cosa ne pensasse del sacro testo rispose glaciale: la costituzione solo per il fatto di essere stata scritta è un ignominia nazionale e un insulto al buon senso e alla civiltà giuridica.

Art. 38.

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia,  disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L’assistenza privata è libera.

Inabili al lavoro e indigenti

L’incipit dell’art.38 è dedicato a tutte le anime belle, sempre pronte a commuoversi per un nonnulla e a compiangere le disgrazie altrui invocando lo stato, mica disturbando il proprio portafogli. A ben vedere l’art.38 è l’ennesima prova di come la costituzione considera la persona umana: un lavoratore o un bisognoso. Ovviamente lo stato deve occuparsi dei bisognosi dopo averne creati a milioni. Ricetta? Ma ovvio: debito pubblico, esproprio fiscale. Il tutto per uno strabiliante risultato nel 2017: oltre 6 milioni di italiani sotto la soglia di povertà. Ricettà? Ovvio: ulteriodi dosi di debito pubblico ed espropri fiscali. Finchè ce n’è.

In un paese dove lo stato non disintegrasse sistematicamente la ricchezza prodotta nel mercato libero dei prodotti e dei servizi, gli indigenti sarebbero molti di meno e le possibilità di mantenimento e assistenza sociale nei loro riguardi, verrebbero offerte prima di tutto da compagnie di mutuo soccorso finanziate da privati cittadini, secondariamente da compagnie di assicurazione. Queste possibilità ovviamente, milioni di analfabeti funzionali le deridono o le snobbano abituati come sono stati a versare due euro al 45500 per i terremotati, o al Telethon per finanziare la ricerca !!

Infortuni, malattia, invalidità

La costituzione stabilisce sempre democraticamente che solo lo stato deve prendersi carico di infortunati, ammalati e invalidi del lavoro. Democraticamente escludendo che apposite compagnie di assicurazione in regime di libera concorrenza possano presidiare un mercato con maggiore efficienza e vantaggi per la clientela. Delle decine di migliaia di finti invalidi sul lavoro sono piene le cronache degli ultimi decenni, dell’assenteismo per malattia, pubblica amministrazione tasso al 15,5%, settore privato 2,7 %. Di cosa si deve ancora disquisire? Delle prossime elezioni, della riforma elettorale, dello jus soli, o degli incendi e della calura agostana di questa fogna di paese?

Vecchiaia

La costituzione non ha democraticamente trascurato nulla. E per la vecchiaia ha posto le basi di quel mostro a sette teste che è l’INPS. Istituto statale che dopo avere regalato per decenni pensioni a milioni di italiani, per foraggiare il consenso elettorale ai partiti di ogni schieramento, adesso sta timidamente presentando i conti ai suoi “assicurati” per preparali lentamente evitando che qualche testa calda possa cavalcare il malcontento e il fallimento.

Anno 2012  governo Monti: “esodate” 300.000 persone. Tradotto: 40 anni di contributi, niente lavor e niente pensione per 4 anni!!! la Fornero con le lacrime agli occhi, tra un singhiozzo e l’altro ebbe a dire in TV: lo facciamo per la stabilità del sistema pensionistico !! In fondo all’italiano medio basta dire ovvietà privaìe di significato, che qualsiasi cosa gli può essere fatta digerire.

Se gli esodati avessero versato i contributi a Toto Rjina in persona, nel 2012 avrebbero ricevuto indietro tutto, con gli interessi stabiliti. Ma si sa ! criminali come lo stato e i suoi banditi non ce ne sono e Toto Rjina in confronto con la cupola mafiosa, solo dilettanti allo sbaraglio.

Anno 2016 l’Inps invia qualche milionata di buste arancioni, contenenti garbate e rassicuranti parole per i suoi assicurati (si fa per dire), facendo propria la tecnica della rana bollita e preannunciando loro che la pensione potrebbe arrivare in data imprecisata o non arrivare del tutto. Meglio tenerti pronto italopiteco.

Anno 2017, il boiardo in carica alla presidenza dell’Istituto Nazionale Pacchi a Sorpresa, tale Boeri, fa sapere che ai nati a partire dal 1986 la pensione verrà data dopo i 70 anni e aggiunge il boiardo, che sta lavorando per porre presto un freno alla fuga di centinaia di migliaia di neo pensionati verso Portogallo, Canarie, Bulgaria, Tunisia, Santo Domingo e altri paesi che non hanno la costituzione più bella del mondo.

Disoccupazione involontaria

la costituzione si occupa anche di questa piaga sociale, che vede oggi le statistiche ufficiali indicare un vero e proprio flagello nazionale con tasso disoccupazione al di sotto dei 25 anni intorno al 45% e per tutti gli altri al 13,5%. Percentuali ampiamente sottostimate per ragioni che solo un cerebroleso non afferra.

Provvedere quindi ai disoccupati involontari, ammettendo implicitamente che esiste ed ha dignita anche l’altra categoria, quella dei disoccupati volontari. Risultato ? lo sfacelo nazionale di cui gli oltre 500.000 italiani espatriati e registrati all’AIRE negli ultimi 5 anni, sono solo la punta dell’iceberg.

Inabili e minorati

Non potevano mancare dal lacrimevole e commovente testo dell’art.38 anche loro. Quale sia il grado di assistenza e qualità offerto a queste categorie, chiedetelo a caso a uno dei genitori delle centinaia di migliaia di inabili o minorati. Vi copriranno di insulti se sono persone a modo, o di sassate in caso diverso.

 

Assistenza Privata

Davvero esilarante leggere che comunque, occupandosi lo stato di tutto e di tutti, all’iniziativa privata è concessa la libertà di agire sul mercato dell’assistenza. Manca di dire la costituzione che nessuna iniziativa è veramente libera e può competere, quando il principale concorrente è quello che estorce ai suoi concorrenti il 60 – 70 % delle risorse prodotte. Dire vomitevole, è dire poco.

 

Una cosa la possiamo dire anche dopo l’analisi di questo articolo: l’arroganza e la saccenza della classe politica del dopo guerra è inferiore a quella odierna, solo perché nessuno dei banditi della partitokrazia contemporanea ha fatto la guerra e una buona parte non ha neppure mai studiato o lavorato un solo giorno.

Dopo questo ennesimo vomitevole boccone offertoci dall’art.38, il mio più sentito, caloroso e sprezzante AFFANKULO a tutti gli italopitechi e al loro libro sacro.

 

Un lettore con un commento alla perifrasi dell’articolo precedente il 37, chiedeva con manifesto disappunto, quanti articoli ancora sulla costituzione sarà costretto a sorbirsi. Gli rispondo con l’aritmetica elementare: 139 – 38 = 131 e con il demokratico invito a seguire in alternativa a queste pallossisime perifrasi della costituzione su RC, il mito di tutti gli italopiechi, tale Roberto Benigni che dopo la Divina Commedia e la Bibbia ha decantato loro i dogmi della vera loro fede: lo statalismo. Il cui dio lo stato,dona al poverello attraverso la RAI milionate di euro per intortare le orde dei suoi fedeli.

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  • giuseppe

    …eh…ma una volta con il Fascismo che tutelava “il sociale” queste cose non accadevano. Il Fascismo…?
    Vade retro…teniamo(ci) la democrazia con la costituzione piu’ bella del mondo…valanghe di negri sfaccendati, politici corrotti ecc.ecc.

    • Nikytower

      Non comprendi le colpe del fascismo! Ad esempio in caso di terremoto sembra che crollino le case prefasciste e le case postfasciste. Gli immobili costruiti durante il facismo stanno in piedi…
      Ma ti rendi conto di quante tangenti perdono politici e prenditori edili sulla mancata ricostruzione di quegli immobili? Possibile che non comprendi il danno causato dal fascismo? 🙂

  • Fabrizio de Paoli

    L’articolo della costituzione è evidentemente incompleto, enunciati i diritti doveva proseguire in questo modo:

    “…tutti gli altri, imprenditori, lavoratori autonomi, persone oneste, produttori di ricchezza, dipendenti responsabili e gente dignitosa, HANNO IL DOVERE di mantenere i diritti dei protetti, hanno il dovere di incrementare la produzione di ricchezza da mettere a disposizione dello stato e nel caso non fossero all’altezza di questo compito, hanno il dovere di privarsi dei loro beni precedentemente accumulati o ereditati in modo mantenere i diritti costituzionali”.

    …è una costituzione zoppa, non potrà mai funzionare.

    • maggioranza_silenziosa

      Ma quello che dici te è sottointeso! 😉

  • Sergio Andreani

    Bersani: ” Abbiamo la Costituzione più beeeeelllla del Mondo ! ”

    Pulisciti il culo con quella, idiota piddiota.

  • ignorans

    Dopotutto, l’hanno scritta democristiani e comunisti.

  • Il Cercatore

    Sai la mia era una domanda retorica, il fatto che potessi regalarci altre, (139-38=131? ma non era aritmetica elementare?) “perle” è quello che temevo, lo dicevo per te. Si vede benissimo che non hai basi giuridiche, ma non so se questo è qualcosa di cui ci si possa far vanto, soprattutto in queste specifiche circostanze. Cmq sono curioso di leggere cosa avrai da scrivere su gli articoli che parlano della composizione degli organi costituzionali dello Stato, saranno senza dubbio, almeno per me, più interessanti di questi che riguardano e mettono in discussione i principi fondamentali e i rapporti civili, etico-sociali ed economici. Poi non è male avere qualcosa di insolito da leggere per passare il tempo, come codesti monologhi interiori, formulati senza alcun costrutto, se non assecondare le proprie discutibilissime opinioni. Cmq ci tengo a precisare che non sono un fanatico dello Stato, tanto meno di questo con cui ci troviamo a fare i conti. Ho con esso un rapporto catulliano: “ne tecum ne sine te vivere possumus”. Non vivendo nell’ iperuranio ritengo necessario un Ente superpartes che regoli i rapporti sociali, che tenda nei limiti del possibile e secondo criteri di giustizia al benessere diffuso, solo e soltanto per evitare l’inevitabile ritorno alla legge della giungla. Per quanto riguarda la Bibbia e la Costituzione non ho bisogno di nessun intermediario, men che meno di quel falso di Benigni, per valurarli, assaporarne la lettura ed arricchirmi culturalmente.

    • ignorans

      Gli Stati non devono prendere il posto delle famiglie. Quindi la famiglia è più importante del Stato. Niente mostri giuridici, please. Non è neanche pensabile di creare uno Stato pattumiera in cui ogni “cittadino” butta i propri problemi e le proprie sporcizia.

  • Nexus

    Ma quale Costituzione?
    Meglio la legge della giungla!
    I deboli devono essere sopraffatti… devono rimanere solo i più forti.

    • MATT KENT

      La costituzione è la legge per gli italopitechi: e la giungla è già stata servita. Lo stato sei tu chi può darti di più ?

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