Altro che i gadget, la “legge Fiano” sottende altro: sbianchettare prima il Dvx e poi le realtà scomode

Di Mauro Bottarelli , il - 261 commenti


In attesa che il Senato ratifichi il risultato della Camera e regali al Paese la fondamentale legge Fiano per il contrasto alla propaganda fascista, occorre prendere atto della sconfitta del PD sempre a Palazzo Madama sull’altrettanto farsesca disposizione riguardante la cittadinanza, meglio conosciuta come ius soli. Non hanno i numeri, quindi si rischia di andare sotto. E se si mette la fiducia e qualcosa va storto, Gentiloni e soci vanno a casa anticipatamente. Quindi, andassero allegramente a fare in culo tutti i bambini stranieri di questo mondo: una cosa sono gli ideali, una cosa la sopravvivenza politica, soprattutto quando questa è strumentale ad altri quattro mesi di logoramento interno della leadership di Matteo Renzi in vista del voto di primavera (e con la mina antiuomo delle regionali siciliane pronta d esplodere).

Meglio così. Ci sono però, a mio avviso, alcune riflessioni serie da fare attorno a questi due provvedimenti di legge e ai loro destini. Nonché, alle finalità reali. La sinistra egemone e di governo è meno stupida di quanto venga dipinta, partiamo da questo presupposto. Sa dosare in maniera sapiente gestione della realtà e mondo degli unicorni, in modo da garantirsi da un lato il potere e dell’altro il consenso. Guardiamo proprio allo ius soli e facciamolo partendo da questi grafici,




pubblicati stamattina da “La Repubblica” a corredo di un’indagine dell’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, curato da Demos (con la Fondazione Unipolis e l’Osservatorio di Pavia) e destinati a rilevare la percezione di insicurezza suscitata dagli immigrati. Bene, nelle ultime settimane questa ha raggiunto gli indici più elevati da 10 anni a oggi: il 46%. Bisogna risalire all’autunno del 2007 per trovare un indice più elevato, al 51%. Mentre nel 1999, quasi vent’anni fa, il timore degli immigrati risultava altrettanto diffuso. In entrambi i casi, si trattava di stagioni elettorali molto calde. Il tutto, a dispetto dei freddi numeri, visto che con la cura Minniti gli sbarchi dei migranti in Italia, ad agosto, si sono dimezzati: da più di 23mila nel luglio 2016 a circa 11 mila, nell’ultimo mese (dati UNHCR, confermati dal Quirinale, agosto 2017).

E a far sensazione è proprio il sensibile calo di consenso verso la concessione della cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia: condivisa dall’80% degli italiani nel 2014 e da circa il 70% alla fine del 2016 e nei primi mesi del 2017. E ora? Negli ultimi mesi il sostegno sociale allo ius soli è si è ridotto, al 57% lo scorso giugno e addirittura al 52%, negli ultimi giorni. Insomma, quando vuole la sinistra sa guardare in faccia la realtà, sa farci i conti e, soprattutto, sa piegarsi alle logiche “populiste” se queste garantiscono voti. E lo ammette candidamente, con un serio e articolato studio sparato in prima pagina dal suo quotidiano di riferimento e strenuo sostenitore proprio dello ius soli. Cinismo.

Ed ecco il rischio. quello reale, insito nella legge sulla propaganda fascista, quella che invece ha ottenuto il via libera della Camera senza troppi patemi d’animo. Parlando a latere del voto sul provvedimento, il relatore Emanuele Fiano è infatti tornato su una polemica che investì mesi fa la presidente della Camera, Laura Boldrini, rispetto all’eredità architettonica del fascismo e alla necessità o meno di preservarla. Per l’esponente PD abbattere i monumenti non è giusto (bontà sua) ma è giusto rimuovere la scritta “Mussolini Dvx” dall’obelisco del Foro Italico.

Insomma, una bella sbianchettata alla storia. Accadrà? Ne dubito, no fosse altro perché né il PD, né il governo sono pronti a fare così tanto i conti con la sollevazione popolare che si creerebbe, sufficiente da sola a ridicolizzare la legge Fiano. C’è però qualcosa che deve far riflettere: chi è pronto all’abrasione ideologica e iconoclasta della storia, vuole solo cancellare il passato o anche piegare il presente ai propri ideali e interessi il presente? Guardate questa fotografia,

ritrae il meraviglioso monastero di Sant’Anastasio a Santorini, in Grecia, con il suo tipico tetto blu. E, come vedete, c’è la croce. Bene, ora guardate queste altre foto:


si tratta delle stesso monastero ma senza croce. Miracoli di Photoshop. Ma anche dell’ideologia che anima tutti i Fiano del mondo: rimuovere non solo il passato ma anche il presente, piegare la realtà ai propri diktat. Quelle immagini ritoccate sono relative a confezioni di prodotti delle linea Eridanous della catena di supermarket Lidl, tutti prodotti tipici della tradizione gastronomica ellenica di grande successo, soprattutto nel Nord Europa. Bene, nelle scorse settimane l’asportazione coatta della croce “per risultare religiosamente neutrali” ha fatto arrabbiare e non poco molto clienti del gigante tedesco della grande distribuzione, le cui lamentele sono finite in un articolo denuncia del “Daily Telegraph”. E anche Facebook ha registrato un’impennata di commenti negativi, tra cui quello di Daniel Novak, il quale si chiede come mai “Lidl abbia deciso di nascondere la nostra storia? Rimuovere con Photoshop non farà altro che farci commettere gli stessi errori del passato, ancora e ancora”. E poi: “Come cristiano mi sento discriminato, arrabbiato e deluso per quanto avete fatto. Se continuerà, non farò mai più la spesa da voi”.

Già, perché tra le specialità gastronomiche di altre confessioni, vedi le carni halal, compaiono tranquillamente sulle confezioni minareti con tanto di mezzaluna, senza che nessun dica nulla. E che, soprattutto, la Lidl si sia sentita di dovere di sbianchettare o nascondere. E l’azienda cosa ha detto? Si è scusata, parlando di decine di re-packaging occorsi negli ultimi anni, senza che nessuno si sentisse offeso. E avanzando una promessa: “I feedback dei clienti verranno tenuti in considerazione, quando verrà disposto un nuovo design delle confezioni”. Peccato che la redazione belga di European TV e RTL abbiano ricevuto spiegazioni differenti: “Stiamo evitando di utilizzare simboli religiosi, perché non vogliamo escludere nessun credo. Siamo un’azienda che rispetta la diversità e questo spiega il design scelto per il confezionamento. La nostra intenzione non è mai stata quella di creare shock o sensazione, se quanto fatto ha suscitato differenti percezioni, ci scusiamo con cui ne è rimasto deluso”, ha dichiarato un portavoce della Lidl.

Ma se da un lato viene da chiedersi perché la croce di Sant’Anastasio debba sparire e il minareto no, dall’altro occorre andare oltre: se un domani sparirà anche la mezzaluna dal minareto, in che mondo vivremo, quello del sincretismo per via commerciale e di Photoshop? Io, da non credente, non vogliono vivere in un mondo che cancella scritte e simboli della storia, anche se non mi appartengono. Siano essi una croce, una mezzaluna o la scritta Dvx al Foro Italico. Il vostro mondo McDonald’s di merda, dove è tutto uguale in ogni angolo del mondo, potete infilarvelo su per il culo insieme al dispositivo d’aula della legge Fiano, sia chiaro. E la reazione dei clienti della Lidl fa ben sperare in un risveglio dal torpore del politicamente corretto impostoci da chi governa: ma se no ci fosse stato il sempre “scorretto” Daily Telegraph, questa storia sarebbe rimasta inesistente per l’opinione pubblica. Nonostante la sollevazione di migliaia di clienti in Germania e Belgio.

E’ questo che deve farci paura: la capacità delle elites di adattarsi alle situazioni. Lo ius soli ci fa perdere voti? Bene, la realtà diventa a nostro favore e la mostriamo, come fatto con il servizio siu “Repubblica”. Ma il resto lo manipoliamo a nostro piacere, sottilmente e giustificandolo con un normalissimo e commercialmente corretto cambio di confezionamento per rendere più attrattivo il prodotto: di colpo, chi denuncia diventa paranoico, populista e complottista. E se esagera, i media asserviti sono pronti a giubilarlo con l’accusa di razzismo e linguaggio d’odio.

Quella croce rimossa dal tetto di Sant’Anastasio per vendere della moussaka equivale alle parole di Fiano relative all’abrasione della scritta Dvx Mussolini al Foro Italico: la storia è un prodotto e, come tale, può subire re-branding, per essere adattata ai tempi e ai gusti. Oltre che alle esigenze di sradicamento e omogeneizzazione del potere. Partono dagli accendini con l’effige del Duce per arrivare chissà dove, questo è il problema. Perché se la guerra arriva persino tra gli scaffali di un supermercato, significa che Kubrick con la sua “cura Ludovico” era un dilettante. E Aldous Huxley un autore decisamente privo di fantasia.

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