Stato Avanzamento Lavori – Lightning Network: c’è speranza nel futuro più prossimo?

Di FunnyKing , il - 20 commenti

Guest Post dal Blog di Alberto de Luigi

Un brevissimo update sulla tecnologia Bitcoin più attesa di sempre.
Attualmente, il protocollo LN ha ancora dei grossi problemi, a detta di Rusty Russel che, per inciso, è il maggior contributor alle specifiche rfc del protocollo Lightning Network (fonte: github)

I tempi sembrano lunghi, si parla di 18 mesi secondo Lawrence Nahum di Blockstream/GreenAddress. Sappiamo poi quanto sia distante una release utilizzabile da un utente esperto rispetto a un wallet adatto alle masse e che inizi ad avere una diffusione rilevante.

I problemi irrisolti non sono affatto da poco: ironia vuole che LN, ovvero la soluzione alla scalabilità per Bitcoin… non scali! Infatti ad oggi tutti gli aggiornamenti di stato dei canali (ovvero tutte le transazioni offchain) vengono trasmesse a tutti i nodi.

La cosa è spiegata direttamente da Rusty Russel:

“There are protocol scaling issues and implementation scaling issues.
1. All channel updates are broadcast to everyone. How badly that will suck depends on how fast updates happen, but it’s likely to get painful somewhere between 10,000 and 1,000,000 channels.
2. On first connect, nodes either dump the entire topology or send nothing. That’s going to suck even faster; “catchup” sync planned for 1.1 spec.”
(vedi fonte)

A detta di Rusty, i tre team coinvolti in tre diversi software LN stanno collaborando affinché le specifiche di ciascuno siano in compatibilità con gli altri, ma le specifiche ufficiali non possono essere ancora rilasciate per via dei problemi di cui abbiamo accennato. Rusty aggiunge che quando finalmente avranno trovato una soluzione, “i più coraggiosi inizieranno a usare LN e avremo le prime esperienze di perdita di denaro per via di bug, user experience o incidenti”. Insomma, dalla release dei primi software alfa all’utilizzo in sicurezza degli utenti, potrebbe passare davvero molto tempo.

Quindi Bitcoin è in stato di emergenza?
No, per fortuna non si scala solo tramite un layer offchain. L’upgrade a SegWit non permette solo l’applicazione di LN, quando sarà pronta, ma porta con sé anche la possibilità di utilizzare una maggiore capacità onchain. A un mese di distanza dall’attivazione, questa caratteristica non è ancora stata sfruttata molto, poiché la maggior parte di wallet e servizi non ha ancora fatto upgrade. Ma man mano che aumenta l’adozione di SegWit, la capacità onchain tende all’incirca a raddoppiarsi.
La speranza è che questo basti a non far crescere le fee nei prossimi mesi, almeno fino all’upgrade SegWit2x a fine novembre, quando la capacità onchain verrà ulteriormente raddoppiata istantaneamente, quindi senza la necessità di attendere un graduale rilascio degli aggiornamenti dei vari wallet ed exchange. Si spera che arrivando così a circa 4mb entro la fine del 2017, nei blocchi ci sia margine a sufficienza non solo per reggere l’arrivo di nuovi utenti (e quindi un aumento di transazioni), ma anche per alleggerire l’attuale costo delle commissioni. Infatti, se i blocchi non saranno interamente pieni e la mempool dovesse tornare a svuotarsi, i costi di transazione si ridurrebbero in modo più che proporzionale all’aumento della dimensione del blocco, poiché gli utenti non dovranno più concorrere fra loro per vedersi convalidate le transazioni entro tempi ragionevoli: si potrà tornare a quei 10 o 20 centesimi che eravamo abituati a pagare fino al novembre 2016 (con rari picchi in alcuni momenti storici). Vedi il grafico.

Nell’immediato, lo scaling onchain è purtroppo l’unica soluzione efficace. Sappiamo che non è possibile esagerare con la dimensione del blocco per motivi evidenti di centralizzazione della rete (qualunque appassionato dovrebbe essere economicamente in grado di far girare un fullnode), tuttavia non ha alcun senso – dal mio punto di vista – rifiutare un upgrade che raddoppi il blocksize da 1 a 2mb (e il peso totale, o blockweight, a circa 4.2mb) come è proposto da SegWit2x.

Nelle maggiori città Italiane inizia a diffondersi la fibra a 1gb/s, quando i blocchi Bitcoin sono oggi di poco più di 1mb ogni dieci minuti e saranno circa 4mb dopo SegWit2x. Un hard disk da 3 terabyte costa 80 euro e un Intel i7 da 2.2ghz può validare circa 4000 transazioni al secondo, quando la rete Bitcoin oggi ne valida 3 o 4 al secondo. La tecnologia ci concede ogni giorno di più, non solo in occidente: quando vengono costruite nuove infrastrutture, lo si fa pressoché ovunque con la tecnologia migliore disponibile al momento.

Lo stesso Rusty Russell, impegnato nello sviluppo di LN, non ha mai nascosto simpatie per lo scaling onchain. Come vediamo sul suo blog, alla luce degli studi fatti sull’espansione della banda media disponibile, proponeva di passare a una dimensione del blocco di 3mb già nel 2016, e accrescerlo ulteriormente del 17% nel 2016. Nel luglio 2017 riprende il discorso per dichiarare che le stime fatte erano troppo pessimistiche e che la tecnologia migliora più velocemente di quanto previsto.
Non è chiaro quindi quale sarebbe il collo di bottiglia per cui l’hardware non riuscirebbe a stare dietro ad un aumento moderato del blocco. Se i supporter di Core puntano ad avere i fullnode su smartphone, dovrebbero esplicitarlo chiaramente, allora metteremo al vaglio pro e contro di una scelta di questo tipo e il dibattito sullo scaling dovrebbe focalizzarsi sulle questioni tecniche relative.

Come i miei lettori sapranno, sono un sostenitore e divulgatore di Lightning Network della prima ora, almeno in italia (vedi le guide dedicate), ma a fronte del progresso tecnologico dell’hardware da un lato, e dei benefici che i costi di transazione possono portare a Bitcoin dall’altro, non riesco a vedere come un moderato incremento del blocco, come richiesto da SegWit2x, possa essere accusato di costituire un “attacco politico” a Bitcoin.

Non per nulla, il 94% dei miners sta ancora votando a favore di SegWit2x e dai numerosissimi firmatari del New York Agreement di maggio si è ritirata una sola azienda (l’argentina Wayniloans, che fra l’altro è di limitata rilevanza, a mio modesto parere). Non è chiarissima solo la posizione di F2pool, mining pool di Wang Chun, personaggio ambiguo e incline al trolling. I blocchi minati da F2pool in ogni caso portano ancora tutti la sigla NYA all’interno della coinbase.

La speranza è che la community metta da parte le assurde accuse di “attacchi politici” e si focalizzi sulle questioni tecniche.
Si apra la campagna elettorale dunque. albertodeluigi.com sostiene con forza SegWit2x, ma rimango aperto ad accogliere qualunque argomento sensato e ben venga se Core, o i suoi supporter, fossero in grado di convicermi del contrario.

 

p.s.

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    Precisazioni.
    Scaling ??? Aumento dei blocchi su maggioranza dei consensi??

    On chain?? E se non è on chain esiste un altro modo??

  • funnyking

    pochini i commenti…. ragazzi sveglia che i soldi sono qui

    • deadkennedy

      ma ne sei così sicuro? blockchain è una tecnologia molto sofisticata e interessante ma pensare di poter aprire in maniera così semplice il settore economico più regolamentato possibile mi pare come si dice…. visionario? altri danno definzioni più “forti”

    • AnonimoSchedato

      Qualche dubbio, e grande, mi resta. Devo studiare ancora un po’ per capire se hai ragione. Esiste qualcuno che pubblichi statistiche pubbliche sul numero di merchant che accettano criptomonete ?

      • deadkennedy

        praticamente è ancora tutto un ambiente di ricerca e sviluppo. un paio di banche in italia hanno un piccolo gruppo di lavoro sul tema, iniziano ad investire sul tema.. ma in ogni caso siamo ancora molto ambiente laboratorio. quello che non vogliono e non cercano di capire i soggetti stile FK è che se le banche salgono a bordo le vigilanze… faranno una bella normativa quadro, introdurranno delle practice internazionali di monitoraggio/controllo e il gioco è finito…. cosa oltretutto confermatami da un mio conoscente che lavora in EBA: il tavolo di lavoro con le principali banche europee è in fase di costituzione. serviranno un paio di anni ma poi faranno uscire una bella direttiva e saluti e baci a tutti

        • AnonimoSchedato

          Il che lascia un intervallo speculativo di un paio d’anni di potenziali grandi profitti per gli investitori più rapidi. Mi pare che FK spinga più sul lato speculativo che altro. Sembra razionale.
          Inoltre se il passato è d’insegnamento, i grossi calibri preferiscono comprare aziende e modelli di business già consolidati piuttosto che partire da zero, quindi un certo valore potrebbe rimanere comunque agli apripista, fosse anche solo come profitti della vendita dell’azienda.
          Comunque la tua analisi sulle mosse istituzional-bancarie la condivido pienamente. Anche se credo sia saggio non prendere in nessuna considerazione le tempistiche italiane, che sono, a mio parere, sempre in ritardo di anni sulle best practice internazionali quando c’è l’innovazione di mezzo, specie se disruttiva e non banalmente evolutiva (quest’ultima, per fortuna, qualche mosca bianca di eccellenza nazionale ancora riesce ad esprimerla e con ottimi risultati). In fin dei conti siamo il paese in cui un ministro dell’economia (e, al tempo, anche dell’industria, credo) disse a Marconi che della sua invenzione non sapeva che farsene, con conseguente “cervello in fuga” e grande profitto britannico. Non è che sia cambiato molto nel tempo, a quel che sembra.

          • deadkennedy

            questo è legittimo però se osservi la volatilità delle quotazioni direi che stare attenti è il minimo… ho visto girare qualche sistema di algo-trading su criptovalute… ma data la volatilità come ti copri? ci sono opzioni in giro per la copertura? non mi pare… come le prezzeresti? ci sta ancora il grossissimo e immenso problema di capire poi come veramente le riconverti in din din… certo su alcuni prodotti poi comperarli direttamente con criptovalute.. ma capisci a me…. preferisco speculare su titoli liquiditi e liquidabili… qui spesso, quando leggo articoli e post su temi di trading, mi rendo conto che a molti manca proprio l’ABC del financial risk management

          • AnonimoSchedato

            Il problema è il demos. Ce li vedi i pannoloni a ragionare di copertura dei rischi ? Mai provato a parlarne con i “semplici” direttori di filiale? (e io sono molto naif al riguardo). Non mi stupisce che anche in HQ con i pezzi grossi ci sia difficoltà, come racconti, del resto se le nostre banche non brillano per solidità una ragione (crony capitalism a parte) ci sarà. Non si affrontano materie che non si padroneggiano se non c’è una forte spinta esogena o un meccanismo di ricompense basato sul merito. Meglio che mi fermo che m’intristisco.
            E sulla riconversione, c’era stato un commento interessante proprio quì su RC qualche giorno fa, quanta parte dei “profitti” delle vendite saranno già usciti dagli attori-contenitori di questo mercato sotto forma di bonus, stipendi (al management, ovviamente), stock options e altri strumenti più o meno fantasiosi?

            Comunque il nocciolo è che se vuoi speculare non ti puoi coprire dai rischi. Ci vorrà tempo prima che nascano strumenti per quello scopo, le cripto devono prima trovare uno scopo diverso dalla speculazione (credo poco nelle promesse “libertarie” delle cripto) e uscire dalla nicchia. Non sappiamo neppure se riusciranno (anche se le potenzialità ci sono). Teniamo conto anche degli effetti della scala, oggi sono speculazioni per pesci piccoli , gli squali non vedono ancora abbastanza carne, secondo me, per questo non ci vedi le banche (per ora). Il vivaio deve crescere e moltiplicarsi… mentre gli squali affilano i denti (ad esempio gli algo-trader di cui parlavi).

          • Ronf Ronf

            I pannoloni (ma anche solo i quarantenni) certe cose mai e poi mai le capiranno, quindi ragionare con loro è solo fiato sprecato

          • AnonimoSchedato

            Non perdere la speranza. Le avversità temprano. Certo ci vuole uno sconvolgimento epocale per costringere alcuni irriducibili a rivedere le proprie convinzioni. Ma non è detto che non ce ne sia uno già in costruzione apposta per loro. Noi siamo danni collaterali…

    • Massimo Decio Meridio

      Mi sa che ti devi accontentare della chat dedicata su telegram .. qui andiamo sul tecnico spinto … dopo aver letto di Bob ed Alice mi sono chiesto .. e se sto cazzo de cellulare Alice lo pagava con un paio di biglietti da 100 euri brevi manu non facevamo prima ?!?? :-)))

    • ehm, spiega bene che si tratta di speculazione e non di investimento, e vedrai che capiscono. non è un modo per depositare i soldi al sicuro, è un modo per farli, se va bene. Ma tanti soldi.

      • deadkennedy

        infatti

        • Luigi za

          Da sottolineare se va bene. Oppure se sei svegkio e fortunato da uscire per tempo.

  • cagliostro

    non saprei come cominciare, e i dubbi sono tanti,

  • Svicolone61

    Direi che mi serve l’ennesimo sillabario sulle tecnologie blockchain…..

  • Paulo Paganelli

    La blockchain di bitcoin è molto semplice e NON contiene le monete, saldi e indirizzi. Questi concetti sono implementati ad un livello software più alto nei portafogli (wallets). In Ethereum abbiamo una struttura dati un po’ diversa che contiene il “saldo” del conto e certe astrazioni che in bitcoin sono sovrastrutture di livello logico superiore. Secondo me, il protocollo Lightning affronta il problema con la stessa filosofia che causa il problema. Voglio dire che la blockchain dovrà essere ripensata da capo per renderla scalabile. Secondo me, ad un certo punto avremmo una nuova blockchain e protocollo di bitcoin per rendere lo spazio di memoria e la capacità di elaborazione limitata e non in crescita esponenziale.

    Questa nuova blockchain dovrà essere distribuita e non necessariamente memorizzata in ogni full node. La rete dovrà usare un protocollo per trovare i dati che servono dinamicamente interrogando altri nodi. Ogni nodo avrà una parte della blockchain o strutture di dati verificabili che certificano saldi e transazioni senza la necessità di esaminare tutta la storia delle transazioni. Ovviamente con molta ridondanza.

    La blockchain sarà a multi livello e l’accento sarà sulla comunicazione tra nodi per certificare le transazioni. Insomma, questa “soluzione Lightning” potrà anche essere implementata, ma secondo me introduce complessità poi cerca di realizzare operazioni di un livello logico alto nell’ambito di base della blockchain attuale creando una sovrapposizione di livelli logici nella architettura. In Lightning, concetti come “funding” e “refund” non dovrebbero essere espressi come transazioni, ma come entità separate create come sovrastruttura alla blockchain.

    • deadkennedy

      è come parlare di, machine learning analytics bla bla.. le uniche cose fighe che vedo sono black box e sono molto difficili da scalare nonchè auditare… chi cazzo te le comperà? questo non stanno capendo i soggetti come FK…. ci vuoi speculare va bene ma pensare di farlo passare come un nuovo paradigma ce ne vuole.

  • Peppino Prisco

    Consiglio la lettura di questo post del buon Benetazzo, farebbe bene a leggerla anche FK:
    http://www.eugeniobenetazzo.com/bolla-speculativa-assalto-di-massa-bitcoin/

  • luca

    Il nostro amato Benetazzo spiega BENISSIMO il fenomeno Bitcoin

    https://www.youtube.com/watch?v=lXqUp7pb4JU

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