Finito di “rieducarci” sull’11 settembre, Mentana ci darà novità anche sul forno crematorio di Assad?

Di Mauro Bottarelli , il - 97 commenti


Ve lo avevo detto già verso la fine di agosto: Enrico Mentana ha cominciato a twittare dalle vacanze, si è riposato e scalpita. Detto fatto, appena rientrato in studio si è lanciato in un’interpretazione da Oscar sullo stupro di Rimini, tanto che alcuni telespettatori pare si siano chiesti se fosse entrato a far parte del collegio difensivo delle quattro risorse arrestate e se quella fosse una puntata di “Forum”. Un’adesione alla realtà investigativa dei fatti da far invidia alla BBC: lui, che deve dare il suo punto di vista in diretta anche sulle promozioni dell’Esselunga e che – diciamo – ha un po’ il vizio del garantismo editoriale a targhe alterne (anzi, colori alterni), di colpo diventa glaciale: parlano i fatti ufficiali. Così facendo, per un paio di giorni è riuscito a non dire quella brutta parola, un po’ come Fonzie che non riusciva a pronunciare il vocabolo “scusa”: bene, per lui la parola proibita era “stranieri”.

Quando poi sono emerse le varie nazionalità – addirittura tre – penso sia ricorso a fiumi di Xanax per riuscire a concludere le varie edizioni del tg. Ma permettetemi una digressione prima di entrare nel vivo, visto che è strettamente connessa non solo all’argomento ma anche alle rete televisiva. Alcuni conoscenti mi hanno fatto notare come stamattina, al suo ritorno alla conduzione de “L’aria che tira”, Myrta Merlino abbia dato il meglio di sé, lanciando la campagna “Odio l’odio” per lottare contro gli haters in Rete e abbia intervistato in studio, con equidistante vigoria, Laura Boldrini, anche lei tornata tra noi dopo lungo silenzio estivo (Chissà come mai questa improvvisa afonia). No ho visto la trasmissione, perché se ho voglia di trash guardo un buon vecchio film con Bombolo, non il salotto televisivo di una desperate housewife che cerca riscatto in un impegno sociale da sala d’attesa della parrucchiera o da villaggio vacanze.

Però mi hanno riferito di due perle. Primo, stando alla Merlino i due carabinieri di Firenze non sono stati flagellati sui social perché bianchi e militari, mentre quelli di Rimini hanno dovuto subire il ludibrio di Facebook perché neri e stranieri. Una bambina di 8 anni, costretta a una settimana di convivenza forzata con Saviano e Severgnini, potrebbe giungere a una conclusione meno idiota, penso. Secondo, la Boldrini ha giustificato il suo silenzio su quanto accaduto a Rimini con il fatto che ci fosse un’inchiesta in corso. Scusate, voi avete avuto notizia della chiusura dell’inchiesta di Firenze, per caso? Perché allora la Merlino, oltre a sparare banalità da scuola differenziale, millanta già per colpevoli i carabinieri e la Boldrini non dice nulla?

Tant’è, ho già perso troppo tempo. Ecco che invece Chicco Mentana gioca l’asso, va all-in per dimostrare che è sempre lui, il numero uno dell’informazione non richiesta:

stasera gran celebrazione dell’anniversario dell’11 settembre con puntata speciale anti-bufala. Ne sentivamo davvero il bisogno. Ma la questione è altra, oramai. Di cosa diranno Mentana e i suoi ospiti non mi interessa nulla, ho due replica di “Law and Order” di quando ancora le Torri erano in piedi da vedere su “Giallo”. So che un Paese che si definisce la prima potenza mondiale e si fa bucare l’intera rete di difesa aerea da due aerei di linea dirottati è un Paese di poveracci, visto che o al NORAD era in corso la pausa caffè collettiva più lunga del mondo per entrare nel Guinness oppure qualcuno dovrebbe dare una risposta a certi ritardi nell’intervento. Per il resto, me ne fotto di punti di fusione del metallo, di demolizioni controllate, muri portanti, incendi che sciolgono palazzo, aerei sul Pentagono e altre stranezze. Di più, me ne fotto anche del Patriot Act e di cosa abbia regalato al mondo quel figlio legittimo dell’11 settembre.

E ancora, me ne fotto che abbiano attaccato per ritorsione il Paese sbagliato ma che, nonostante questo, siano ancora lì da 16 anni e adesso stiano inviando rinforzi in massa. E me ne fotto se, pur di tenersi buono un alleato commerciale e geopolitico, abbiano insabbiato pagine proprio del rapporto ufficiale sull11 settembre e vietino a cittadini americani di fare causa per risarcimento danni all’Arabia Saudita. Cazzi degli statunitensi, se non interessa a loro che hanno pianto 3mila morti di sapere la verità, figurati un po’ a me. C’è dell’altro però che vorrei da Mentana, finita la sua bella maratona che – vista la contemporanea del “Grande Fratello VIP” – penso guarderanno solo i suoi congiunti e l’ufficio stampa di Villa Taverna, tra un filmato delle studentesse di Firenze e l’altro: giurami che farai una puntata ad hoc sul forno crematorio di Assad.

Sono mesi che attendo ragguagli e non trovo uno straccio di notizia da nessuna parte, nemmeno sul sito di Amnesty International. Dai, tu che combatti le bufale, non deludermi e fammi una bella puntata su quella barbarie dei nostri tempi. Ah no, perché se la facessi sveleresti un auto-bufala, caro Chicco e sai allora che bella figura di merda alla Emilio Fede? Non ricordi, per quella esimia stronzata di notizia sparsa dalle solite grancasse a stelle e strisce travestite da enti umanitari, non solo dedicasti l’apertura del tg ma, addirittura, nel servizio facesti scomodare dal giornalista i camini di Auschwitz. Pesantuccia come immagine da evocare a cuor leggero e senza uno straccio di verifica, visto che la bufala fu resa pubblica poco più di un’ora e mezza prima della tua messa in onda.

Tempo per sbugiardarla? Meno di un giorno, fotografie aeree e di Google alla mano. Non ricordo un servizio di apertura per chiedere scusa non ad Assad ma ai tuoi telespettatori: anzi, se non ricordo male non ci fu proprio smentita, non si tornò proprio più sull’argomento. Eccheccazzo, Chicco, il mio cuore langue e anela verità sul caso, altrimenti rischio di essere stretto nelle spire delle bufale e trascinato giù nelle sabbie mobili delle fake news, come dici tu nel promo della tua serata 11 settembre: “Quelli che dicono che non siamo stati sulla Luna, che l’11 settembre se lo sono fatti gli americani stessi e che Elvis Presley non è mai morto”. Un po’ come quelli che denunciano i forni crematori di Assad, insomma. O che, come i tuoi giornalisti – forse invidiosi di Lucia Goracci – vedevano solo stragi di soldati lealisti e aeronautica russa in Siria, salvo non trattare proprio più l’argomento quando la merda della propaganda israelo-statunitense è cominciata a saltare fuori da sotto il tappeto. Io aspetto, non ho fretta.

Ho aspettato mesi per prendermi la rivincita di chi, nel 1999, trattò la questione Kosovo come state oggi trattando la Siria, figuriamoci se qualche settimana farà differenza. Perché sicuramente questo regalo di Natale so che lo farai ai tuoi telespettatori, so che smonterai – una per una, chirurgicamente – le bufale che il tuo tg ha spacciato ai telespettatori su Siria, Russiagate, elezioni statunitensi e dintorni, ONG e questione migranti. So che lo farai, perché sei un uomo di parola e una grande professionista. Ora vai e divertiti, spara a zero sui complottisti segaioli, prendili in giro con il tuo fine sarcasmo sulle scie chimiche (lasciane un po’ per Cinque Stelle, mi raccomando), fai fare la ola ai 37 telespettatori che ti guarderanno con la dichiarazione giurata dell’ordine degli ingegneri di Cuneo e provincia rispetto alle ragioni della caduta delle Torri, sguinzaglia inviati nelle redazioni di quei benefattori di cacciatori di bufale che pattugliano il web in nome dell’ordine boldriniano, un pochino troll nel postare foto “ad hoc” in Rete ma poco male. Insomma, sfogati. Poi, però, un bel mea culpa. Ti vengo incontro, va bene anche in seconda serata.

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