E se Kim non volesse solo provocare Washington ma bensì “avvertire” il Partito comunista cinese?

Di Mauro Bottarelli , il - 70 commenti


Show must go on. Il governo giapponese ha alzato il livello di potenza del sesto test nucleare condotto dalla Corea del Nord fino a 160 chilotoni, equivalenti a dieci volte la detonazione della bomba atomica di Hiroshima sganciata sulla città di Hiroshima nel 1945. “L’esplosione è stata largamente superiore a quella dei test precedenti – ha detto il ministro della Difesa Itsunori Onodera – e non possiamo escludere che si tratti di una bomba all’idrogeno. Il regime di Pyongyang si sta evolvendo sia nello sviluppo balistico dei missili che nella tecnologia nucleare”.

Come dire, nessuno provi a sottovalutare la minaccia e a far cadere ancora una volta nell’oblio la faccenda. Non c’è pericolo, lo spauracchio nordcoreano fa troppo comodo e troppi players globali, USA e Cina in testa. E partiamo proprio dagli USA, per l’esattezza da uno dei milioni di tweets di Donald Trump: mentre infatti il mondo era troppo indignato per il ritiro delle legge sui cosiddetti “dreamers”, ovvero i figli di clandestini che potrebbero non beneficiare più della cittadinanza e di ciò che essa comporta in termini di diritti, ecco cosa scriveva il titolare della Casa Bianca:


della serie, il supermercato a cielo aperto degli armamenti è pronti ad andare a forza quattro, venghino signori venghino. E, guarda caso, proprio mentre impazzava il dibattito sul tetto di dibattito, quel tweet ha reso possibile questo:

il mondo intero ha ancora fame di Treasuries USA! Ma se Corea del Sud e Giappone sono ben felici di comprare armamento statunitense nella folle corsa dei Dottor Stranamore 2.0, questi grafici


ci mostrano come Washington sia ben felice di vender loro quelle armi: dopo il balzo garantito in luglio proprio dagli strabilianti risultati di Boeing, il dato degli ordinativi industriali di agosto langue. Un po’ più di paura permanente potrebbe risultare un toccasana per il moltiplicatore del warfare. E il Pil ringrazia.

Ma attenzione, perché molti equilibri geopolitici stanno intrecciandosi in queste ore, quasi stesse prendendo forma una strana Yalta 2.0 che vedesse al centro della spartizione un’alleanza silenziosa e tutta economica fra Cina e USA che disturba gli altri attori. Partiamo dalla Corea del Sud, la quale si è dotata dello scudo anti-missile THAAD statunitense e può ora comprare liberamente armi dagli USA ma che ha un enorme timore: proprio il fatto di essere usata come pallina in una partita di ping-pong diplomatico fra Washington e Pechino, risultando però fortemente a rischio nel caso Kin Jong-un volesse davvero andare oltre con i suoi piani missilistici.

Detto fatto, oggi il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, ha chiesto aiuto all’omologo russo, Vladimir Putin, per riportare a più miti consigli la Corea del Nord che dopo il potente test nucleare di domenica ha messo a rischio la sicurezza globale. “La situazione politica globale è diventata molto seria a causa delle ripetute provocazioni di Pyongyang”, ha affermato Moon nel bilaterale avuto a Vladivostok, a margine del terzo Forum economico orientale. “Credo che la situazione – ha detto Moon – possa entrare in una fase incontrollabile se non si fermano le provocazioni”. E mentre Moon si apprestava a un bilaterale con il premier nipponico Shinzo Abe, ecco la risposta di Putin: “E’ impossibile risolvere il problema della Corea del Nord solo con le sanzioni: non dobbiamo mettere la Corea del Nord all’angolo, bisogna mantenere la lucidità… Sulla crisi coreana è molto difficile fare progressi senza il ricorso a strumenti politici e diplomatici. Le nostre considerazioni politiche sono state presentate nella roadmap russo-cinese.

Chiediamo a tutte le parti interessate di dare uno sguardo più attento all’iniziativa che, secondo noi, suggerisce una strada concreta per alleviare le tensioni e risolvere il problema gradualmente”. Per finire, poi, lo zuccherino per Seul: “Ho confermato al signor Moon Jae-in la nostra posizione di principio: non riconosceremo lo status nucleare della Corea del Nord. Il programma missilistico-nucleare di Pyongyang viola in modo pesante le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu, mina il regime di non proliferazione e rappresenta una minaccia per l’Asia nord-orientale”.

Eppure, lo stesso Putin ha detto che la Corea del Nord non può essere strangolata e costretta a vivere in un regime di assedio permanente. Che gioco sta perseguendo il Cremlino? Semplice, si sta posizionando. Perché se la Corea del Sud ha bisogno dell’appoggio pesante a livello politico-diplomatico di Mosca per evitare che Cina e USA la utilizzino come merce di scambio o di ricatto, con tutti i rischi che ne conseguirebbero, Mosca ha bisogno di tenere il piede in due scarpe: non apparire il tutore di un regime indifendibile agli occhi della comunità internazionale come quello di PyongYang ma anche restare sul palcoscenico che conta, pena concedere egemonia totale alla Cina nella disputa in atto. Ipotesi che Vladimir Putin non vuole nemmeno contemplare.

Insomma, a parte la Corea del Sud, tutti quanti hanno da guadagnare affinché la pantomima nordcoreana vada avanti il più possibile con la sua benefica instabilità per l’economia e la politica: USA, Cina, Corea del Nord, Russia e Giappone. Tutti, ancorché con finalità dirette diverse. E come mai, di fronte all’interventismo russo, la Cina pare così poco attiva? Al netto di un molto retorico e quasi brezneviano “l’America non può arrogarsi i destini del mondo intero” pronunciato da Xi Jinping durante il vertice annuale dei Brics, Pechino appare infatti molto più dimessa di Mosca sullo scacchiere, quasi attendesse qualcosa. E quel qualcosa ha un nome e una data, prima della quale i saliscendi della tensione con PyongYang saranno garantiti: il 18 ottobre, infatti, inizierà il 19mo Congresso del Partito Comunista Cinese (PCC), chiamato a decidere la successione al vertice e, soprattutto, la linea economica dei prossimi 10 anni.

Cosa c’è di particolare rispetto al passato? Che cinque dei sette membri del Comitato centrale andranno con ogni probabilità in pensione e verranno sostituiti, di fatto tramutando il secondo mandato di Xi Jinping – attualmente senza successori designati – in un passaggio fondamentale per il destino del Paese: inserire la sua dottrina politica nella costituzione del Partito, di fatto vincolandone il cammino futuro. Ad oggi, Xi Junping gode di un forte supporto popolare, nonostante il rallentamento della crescita economica, presupposto quest’ultimo del patto sociale post-Tienanmen: ovvero, supporto politico in cambio di Pil in area 7%.

Ma Xi Jinping ha detto chiaramente che la sua idea è quella di una Cina economicamente nuova, meno dipendente da sovra-produzione ed export e più focalizzata su domanda interna e servizi: un Paese moderno e aperto, comunista solo sulla carta, tale da garantirsi lo status di economia di mercato a livello ufficiale. Come fare tutto ciò, però, nel quadro di un sistema di potere arcaico ed elefantiaco, che tutto blocca e tutto controlla, a partire da moneta e mercato azionario? Ecco quindi il timore che serpeggia tra chi teme la svolta: il cambio radicale al vertice del potere – il Comitato centrale – e l’assenza di eredi o contendenti credibili, potrebbe spingere Xi Jinping al colpo di mano morbido in seno al Politburo. Benedetto da parte dell’establishment USA, il quale sarebbe ben felice di continuare a fare la guerra a Pechino solo in tv o nei resoconti dei giornali e fare del sacrosanto business nella realtà, non fosse altro per smettere di importare deflazione da Pechino. Ma se c’è accordo sul core business economico, si troverà accordo anche sul commercio e sui nodi di espansionismo geopolitico, vedi in primis il Mare Cinese del Sud.

E PyongYang non accetta un ruolo di Washington nell’area superiore a quello che ha già, pena il rischio pressoché certo di venire stritolata nel giro di pochi anni, addirittura con paventati scenari di riunificazione alla tedesca dopo il regime change a PyongYang concordato fra Pechino e Washington, dopo il loro avvicinamento de facto. Che le follie balistiche di Kim Jong-un siano un messaggio nemmeno troppo in codice a Xi Jinping da un lato e ai suoi oppositori in seno al Partito dall’altro, in vista del Congresso? E l’attivismo da equilibrista di Vladimir Putin, risponderà alla stessa logica, al fine di non finire ai margini del grande gioco geopolitico di nuovo equilibrio globale? E Donald Trump, farà digerire al Deep State la sua politica di appeasement verso Pechino, in vista della Yalta 2.0 che potrebbe salvare il moribondo Impero americano, di fatto attaccato al respiratore della FED? Qualcosa, in tal senso, a Washington già si sta muovendo, ne parleremo nei prossimi giorni. A proposito, notizie dell’UE e della sua posizione in merito?

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    “A proposito, notizie dell’UE e della sua posizione in merito?” ..eravamo in attesa di fax con le istruzioni da washigton, ma è finita la carta, un attimo che cambiamo il rullo…

  • Anto Nella

    sembra che la mogherini sia sul lago di bled a prendere il sole ed incidentalmente discutere di politiche migratorie e rotta balcanica

    • maggioranza_silenziosa

      La persona più amorfa e quindi inutile del pianeta.

      • Anto Nella

        dillo a me che per scoprirlo ho dovuto visitare il suo profilo twitter: ho ancora i conati

  • alfapenta

    L ho sempre detto che la Cina è doppiogiochista fa finta di irritirarsi con gli Usa ma alla fine fa accordi segreti ..classico paese che lavora per sotto

    • deadkennedy

      per comperare il petrolio alle condizioni di sion? cambia pusher!

      • Gianox

        Neanche a me la Cina ispira fiducia.
        E’ troppo presto per dirlo, ma non bisogna escludere che sia proprio doppiogiochista.
        La Corea del Nord è ricca di terre rare con cui costruire circuiti elettronici.
        Inoltre la Corea del Sud, grazie alle varie Samsung e LG, è competitor della Cina in mercati importanti.
        Non si può escludere a priori che la Cina abbia mire espansionistiche sull’intera penisola coreana.
        Non mi sembra così campata in aria la tesi di un accordo sottobanco tra Cina e USA, anche perché buona parte del debito pubblico statunitense è in mani cinesi.
        Insomma, occorre vedere gli sviluppi.

        • Goffry

          Un paese di 1,3 miliardi di persone dal potenziale enorme fa gola a molti… il doppiogiochismo è un riposizionamento di strategie e accordi in base a cosa ha da offrire l’altra parte…

        • paolinks

          Ragionamento valido se gli americani fossero gente normale. Dimentichi che loro sono l’impero e non fanno accordi con nessuno. Al massimo tollerano che tu ti sottometta e accetti tutte le loro condizioni. I cinesi lo sanno bene, i russi lo sapevano meno. Chi e’ che ha fatto il trapezista negli ultimi 3 anni? Putin! Perche’? Perche’ sperava che a Washington qualche testa funzionante ci fosse ancora.

          I cinesi hanno mire espansionistiche, mi pare ovvio con 1.5 miliardi di bocche da sfamare. Ma sanno benissimo che gli yankee non molleranno mai nemmeno una briciola. E soprattutto che hanno mire di conquista proprio sulla Cina.

          In un simile scenario, anche solo ascoltare le parole degli yankee e’ stupido e deleterio. Ci sono cascati ai tempi della guerra fredda e l’hanno pagata con mezzo secolo di poverta’ e manifatture a basso costo.

    • nathan

      Magari anche Cialtronia fosse doppiogiochista (ovvero geopoliticamente avanzata), il mondo è dei furbi e degli evoluti, lo è sempre stato, non dell’ordine e degli idealisti.
      Idealizzare costruttivamente alla convivenza sette Miliardi di persone in cerca di benessere e di ogni livello cognitivo, è da camicia di forza.

    • Andrew

      La Cina non scaricherà mai la Russia: i cinesi sono molto svegli e sanno bene che, se mollassero la fune, gli USA non esiterebbero un secondo a tirare il colpo che li fa finire nel fiume…
      La geopolitica è per sua natura espressione di azioni apparentemente contradittorie ma comunque sempre finalizzate ad un obiettivo definito.
      L’articolo rivela il segreto di Pulcinella, ossia di una Cina che lavora con gli USA per equilibrare le forze in gioco senza dunque creare scompensi.
      Tra grosse potenze ci si accorda sempre.
      L’attenzione maggiore invece dovrebbe essere rivolta al ruolo che la Russia svolge ancora una volta nella situazione specifica, ossia fungere da elemento stabilizzatore all’interno delle tensioni diplomatiche.
      Se la Corea del Sud (pregna di basi americane) chiede consulto a Putin, questo la dice lunga sulla ormai evidente riconosciuta incapacità degli USA di giocare il ruolo di mediatore nella controversia.

      Putin non ha 2 facce e parla tranquillamente con Netanyahu, Orban, il premier cinese, giapponese, ed ora sudcoreano.
      Tutti partners statunitensi, che tendono a lui come i girasoli verso il sole.

      Come mai questo? Per la ragione più antica del mondo: chi ha maggiore forza deterrente (nucleare), ha maggiore autorità per imporsi sugli altri.

      La franchezza con la quale Putin lo ribadisce spesso è imbarazzante: “Una buona parola e una Smith & Wesson sono molto meglio di una sola parola buona”.

      Stiamo per arrivare alla fine dell’isolamento della Corea del Nord.
      Sarà un altro stato non allineato agli USA che otterrà l'”affrancamento”.

      E sia.

  • johnny rotten

    Se le politiche nazionali nazionali sulla carta appaiono come quelle che segnano il futuro, attraverso accordi più o meno scoperti, c’è un altro aspetto assai più dirimente per le sorti dei popoli, è apparsa di recente la notizia che la banda rotschild stia iniziando ad abbandonare il dollaro e inizi ad investire pesantemente sull’oro fisico, se queste scelte avranno seguito il destino degli usa è segnato, dopo tanti sconquassi in giro per il mondo, saranno adesso loro a finire in spezzatino, follow the money.

  • A parte che l’ultimo congresso del PCC è stato nel 2012 e si dovevano decidere gli assetti di potere dei successivi 10 anni… ne sono passati 5. Come si fa a dire che da questo congresso si deciderà la politica dei prossimi 10 anni? Mistero. Poi sembra uno degli articoli di quel Fenrir; festival della fuffa, tutte architetture complicate di corna e controcorna… quando gli schieramenti sono così chiari e semplici. Si sta facendo il banchetto sulle spoglie degli USA, i sudcoreani vanno a chiedere aiuto a Putin visto che non lo possono chiedere ai cinesi. Perché direi: il plutonio e i missili, chi glieli ha passati a Kim? Ha fatto tutto in casa? Gli accordi si fanno sulla base degli interessi concreti, non sulle cazzate. Quello lo facciamo noi, e si vede dove siamo finiti. La sera usciamo con Al Serraj e al ritorno a casa ci imbuchiamo con Haftar.

  • Comunque e’ chiaro che la grande partita si gioca in Asia orientale dove convergono sia le 3 grandi potenze militari-territoriali di USA, Cina e Russia con l’aggiunta delle 2 potenze industriali-manifatturiere di Giappone e Sud Corea. L’Europa non e’ pervenuta. Probabilmente in qualche salotto di Bruxelles si discute di dimensione delle zucchine, di diritti LGBT e di integrazione di immigranti.

    • Goffry

      Eh già… soprattutto gli ultimi due temi sono sempre sulle prime pagine in Russia e Cina…

    • Caio Giulio

      L’europa non perviene in quanto i vari servi sono allo sbando essendo venuto meno il loro padrone oltreoceano. Sono tutti orfanelli che aspettano e sperano il ripristino dei loro padroni in USA, e nel mentre, si riducono a parlare con il vecchio giudeo ed il cadavere ambulante con i giorni contati, per avere rassicurazioni.

  • giuseppe

    …la UE dorme sonni tranquilli. La parte italiana (PD) vuole impedire la manifestazione del 28 ottobre a Roma di Forza Nuova. Hai visto mai che dopo 95 anni la storia puo’ ripetersi?
    Olio e santo manganello!!!

  • nathan

    Irma, pensaci tu.

    • silvia

      Irma, dammi la clava!

  • Lucio

    Il gigante (gli Usa) hanno i piedi di argilla. La loro economia di debito sta per vacillare pesantemente. Quale migliore occasione per i cinesi di sfiduciare gli americani agli occhi di tutti in modo che perdano influenza ed il dollaro tracolli?
    Io credo che con Kim e la Russia stiano giocando bene. La Russia che si propone portatrice di pace nel Pacifico al posto degli americani che aumentano la tensione.. Che smacco sarebbe per gli Usa.
    A mio parere è questo il film. Ovviamente non ci metto la mano sul fuoco.

    • Ronf Ronf

      Il tracollo del Dollaro farà esplodere l’Eurozona, quindi la Cina filo-tedesca MAI farà quello che tu ci stai dicendo perchè altrimenti la Germania andrebbe a KO

      • silvia

        Alla Cina della germania e dell’europa non frega quasi nulla. Ci vedono come una periferia senza una politica seria. L’europa e la germania non sono il centro del mondo
        E tra poco non lo saranno piu gli usa rassegnati

        • Goffry

          Diciamo che per i grossi colossi cinesi l’Europa è un bell’ambiente da spennare e sfruttare…

          • silvia

            L’europa, o almeno l’Italia e’ gia stata “spennata” dai cinesi. Del pollo e’ rimasta la carcassa da usare come discarica per le masse africane dislocate dalla progressiva invasione cinese dell’africa. Inutile prendersela con la cina (o con la germania) noi italiani ci siamo fregati da soli credendo che fare i servi pagasse. Perdipiu’ abbiamo rinunciato ai nostri valori e identita che invece cina e Russia si tengono stretti e per questo adesso primeggiano.

        • Ronf Ronf

          Peccato che il “tra poco” durerà ancora 5-10 anni, quindi se non vengono gli USA a usare la loro forza residua per salvare l’Italia, allora poi tra 5-10 anni in Italia non avremo nessuna industria e alla successiva crisi sarà impossibile uscire dall’Euro perchè la Germania, senza gli USA in Italia a causa del crollo che tu tanto auspichi, avrà costruito l’Europa Federale da cui NON si torna indietro

          • Andrew

            Qualche altro passo della Germania verso la Russia e vedi che ci fanno uscire (gli USA) dall’euro senza colpo ferire..
            Porta pazienza.

        • Fabrizio de Paoli

          Penso anch’io, la Cina sa che l’Europa è un malato terminale di statalismo, di conseguenza quando la parte produttiva sarà morta non verrà più considerata un buon cliente perché non avrà più ricchezza da spendere dai cinesi.
          È quindi logico che la Cina stia puntando sul mercato interno ed altri paesi più dinamici come Sud america ed Africa.

          • Caio Giulio

            Ma davvero, cosa vi fumate? Parliamo di statalismo quando la Cina è in proposito un 1984 creato in terra; parlate di Africa e Sud America, notoriamente “ricchissimi” come paesi dinamici.
            Ma io rimango senza parole…

          • Fabrizio de Paoli

            Prova ad aprire gli occhi.

          • Caio Giulio

            E tu a fumare meno 😉

  • Gianox

    La tesi di Bottarelli mi convince sempre più.
    Non mi fido dei cinesi, non mi sono mai piaciuti: sono subdoli e razzisti.
    In tutto questo bailamme mi suona strano che i cinesi non alzino la voce: in teoria, sono quelli che, dopo Corea del Sud e Giappone, hanno più da perdere da una eventuale aggressione americana ai danni di Pyongyang.
    Si ritroverebbero con milioni di profughi nordcoreani a premere sui confini. Ma soprattutto potrebbero ritrovarsi i sistemi missilistici americani ad un tiro di schioppo dalla frontiera.
    Sarebbe logico aspettarsi che l’aggressività americana contro il regime di Kim sia solo un pretesto per porre le basi per una futura ostilità con la Cina.
    Chi mai vorrebbe ritrovarsi l’impero americano così vicino?
    Si è sempre detto che la Corea del Nord è importante in quanto stato cuscinetto tra Cina ed impero americano. In questo caso, sarebbe tutto interesse dei cinesi mantenere questo stato cuscinetto.
    Eppure si ha l’impressione che i cinesi stiano defilati.
    Notoriamente sono sornioni, e magari da cinesi quali sono stanno solo aspettando in riva al fiume che passi il cadavere del nemico.
    Certo è che questo atteggiamento mi lascia sospettoso.
    Io sono portato a considerare la Cina come una forza imperialista.
    Ho il sospetto che non abbiano mai abbandonato mire egemoniche sulla penisola coreana.
    La Corea del Nord ha importanti giacimenti minerari: ferro, oro e soprattutto quei minerali fondamentali per la sua industria elettronica.
    Al contempo, la Corea del Sud è forse il principale competitor dei cinesi in questo settore industriale.
    La tesi di un accordo sottobanco tra Cina e Stati Uniti non mi pare affatto così campata in aria.
    Non sarebbe la prima volta che succede: sì pensi al patto Molotov-Ribbentrop, con cui Germania nazista e Unione Sovietica si accordarono alla vigilia della seconda guerra mondiale per spartirsi l’Europa centro-orientale.
    Non mi sento di escludere a priori l’ipotesi di uno scellerato patto tra Cina e Usa per la spartizione della penisola coreana, sulla falsariga del patto Molotov-Ribbentrop.
    Anche gli americani avrebbero da guadagnarci.
    Prima di tutto, salverebbero la faccia in un momento in cui sembrano declinanti.
    Avrebbero la loro guerra con cui far ripartire l’economia. E siccome la maggior parte del debito pubblico americano è in mani cinesi e giapponesi, una bella guerraricciola contro il comune nemico nordcoreano potrebbe indurre i creditori cinesi e giapponesi a rinunciare a parte dei propri crediti.
    In conclusione, la tesi di Bottarelli potrebbe avere fondamento: potrebbe effettivamente essere che la bomba atomica serva a Kim Jong Un come deterrente non solo nei confronti degli americani, ma soprattutto nei confronti dei cinesi.

    • prof

      “Non mi sento di escludere a priori l’ipotesi di uno scellerato patto tra Cina e Usa per la spartizione della penisola coreana” (cit. dall’amico Gianox).

      La penisola corena è già stabilmente spartita: NK controllata dalla Cina e SK dagli usa. Ho già avuto occasione di accennare al fatto che KJU non muoverebbe nemmanco un sopracciglio che la Cina non volesse e tutto il casino che ha montato in questi mesi lo ha fatto su diretta “ispirazione” dei cinesi, grandi maestri in questo tipo di schermaglie.

      Scusami, Gianox, ma affermare che i cinesi sono subdoli (e tutto il resto) non corrisponde alla realtà e, soprattutto, non aiuta a comprendere. Sarebbe meglio un bagno di realismo e prendere atto del fatto che ci troviamo di fronte ad un popolo da non sottovalutare e, anzi, dotato di grande cultura e di grandi capacità intellettuali e di lavoro. Sottoistimarlo conduce ad una erronea valutazione della storia attuale e futura.
      I cinesi perseguono in maniera molto chiara e consequenziale i loro interessi prima di tutto e questa è la chiave per comprendere le loro mosse: non hanno bisogno di una guerra, tutt’altro e si trovano davanti un mondo destabilizzato da una grande potenza che non è piu’ tale pur credendo di esserlo, gli usa: una situazione estremamente pericolosa che Xi sta gestendo magistralmente, muovendo Kim in maniera fredda e perfetta (al pari di Putin).
      Le sparate di Kim stanno rivelandoci un’America isterica perchè debole, in grande confusione e vicina al collasso. Questa, seondo il sottoscritto è la reale lettura di questi avvenimenti.

      • johnny rotten

        Io aggiungerei che le le due metodiche, quella occidentale e quella orientale, perchè quando si parla di occidente si intende un sistema economico integrato tra europa, usa e i grandi del commonwealth, mentre quando si parla di oriente si intende un’economia integrata tra Cina, Russia e molti altri paesi del centro Asia fino ad arrivare al medioriente, sono completamente imparagonabili, perchè quella occidentale si basa sull’uso indiscriminato della forza bruta, mentre la filosofia orientale prevede vie più pacifiche, gli accordi che si stanno realizzando sulla via della seta mostrano l’uso di meccanismi win-win, concordo con te che il futuro è dalla parte del sistema orientale, in ogni caso è metodicamente erroneo applicare i nostri schemi di valutazione a nazioni che per storia e forma mentis non possono essere inscatolati nel nostro stesso contenitore, il fatto che la Cina non auspichi in alcun modo un crollo brutale degli usa in particolare è solo lungimiranza e segno di grandi vedute politiche e da non considerare compromissivo con i piani usa.

        • prof

          Esatto. L’asse della storia si è già saldamente posizionato sull’oriente e tutto l’oriente ha cominciato 30 anni fa a godere di quella prosperità che, di converso, sta lentamente scemando alle nostre latitudini, per la pervicace opera di una classe di mandarini e parassiti, senza cultura e né orgoglio di sé e della propria storia.

          • marcoferro

            infatti, chi ha voluto la globalizzazione ? hanno fatto arricchire i cinesi impoverendo i nostri lavoratori trasferendo le fabbriche fuori dagli usa e dalla ue. a vantaggio degli asiatici. purtroppo abbiamo avuto la classe politica più inetta e cialtrone della storia. vedasi come hanno fatto con i negri islamici che ci hanno invaso senza che muovessero un dito.

      • silvia

        Concordo

      • Gianox

        Non sto sottostimando i cinesi.
        Sto solo dicendo che non mi fido di essi, perché, appunto, perseguono i loro interessi, che non necessariamente sono convergenti con i nostri.
        A volte – penso io – commettiamo l’errore di ritenere che i cinesi possano essere i salvatori della patria, perché antagonisti agli americani.
        Pensiamo che i cinesi per forza di cose saranno coloro che ci daranno una mano nel spodestare dal trono gli USA.
        No, i cinesi non lo faranno. O meglio, lo faranno solo perché è nel loro interesse, ma non lo faranno certo per permettere agli europei di liberarsi dal giogo americano.
        Sto solo dicendo che, proprio perché essi perseguono unicamente il loro interesse, potrebbero trovare conveniente persino allearsi con gli USA se questo è nel loro interesse.
        E nel caso della Corea, potrebbe esserlo.
        Credo che il patto Molotov-Ribbentrop sia esemplificativo: in un dato momento, per via di interessi convergenti, persino Germania nazista e URSS si sono accordate, salvo poi scannarsi da lì a poco.
        La necessità procura strani compagni di letto, si suole dire.

        • prof

          Noi, amico carissimo, abbiamo un solo giogo e, a mio modestissimo modo di vedere non è un giogo americano. Il nostro giogo sono i ns. partiti e la ns. classe dirigente in generale, che ormai, senza vergogna, si autodefinisce “elite”. Se noi perseguissimo attivamente il ns. interesse non vedremmo i cinesi come nostri avversari, bensi’ come occasionalissimi compagni di strada. Sono grandissimi produttori, ma anche un grandissimo, enorme mercato con il quale abbiamo tanto in comune.
          A volte siamo troppo schematici e chi non ci è amico diventa automaticamente nostro nemico. Non è così’ che funziona. Non è un caso se l’unico trattato sull’arte della guerra di cui si parla è il Sun Tzu (dal nome, dubbio, del suo estensore), dimenticando che anche noi possediamo una grandissima e più’ attuale intera trattazione dell’arte della guerra: quella lasciataci da Raimondo Montecuccoli che, da uomo di grande cultura qual era, fece tesoro degli insegnamenti della nostra ben più’ corposa storia.
          Se solo avessimo contezza di ciò che siamo stati, ci renderemmo immediatamente conto che la Cina sta già muovendo guerra agli usa: solo che la conduce per interposta persona, Kim, e noi manco ce ne accorgiamo. Per usare le parole di un altro grande cinese, lui si’, studioso di Sun Tzu: “grande è la confusione sotto il cielo”. Peccato che noi, non vedendo oltre il nostro naso (meglio, oltre quello deile nostre scalcagnate elite) non si riesca a coglierne i grandi vantaggi.

          Non che i cinesi debbano diventare nostri alleati(/amici, ma nemmeno necessariamente nemici. Noi siamo italiani, non siamo europei. Noi siamo italiani, i quali solo occasionalmente sono scesi in battaglia assieme agli altri europei e, per la cronaca, soltanto in due occasioni: nelle Crociate e, 600 anni più’ tardi, sotto il comando di Raimondo Montecuccoli, con il quale abbiamo combattuto sempre contro lo stesso nemico: i maomettani, cacciandoli da Vienna. Forse c’è un significato in tutto questo.

          • Gianox

            Appunto: noi siamo europei.
            A lungo andare, noi europei entreremo in rotta di collisione con i cinesi.
            Ovviamente, non sarà oggi, non sarà domani, perché le nostre élite sono troppo cieche e succubi degli americani per capire cosa sta succedendo.
            Ma un futuro questo succederà: che la civiltà europea entrerà in contrasto con quella cinese.
            Ecco perché non mi fido.
            Indubbiamente, sono eredi di una grande cultura e civiltà; mai messo in discussione.
            Ma visto che, di fatto, quando si parla di civiltà il non plus ultra sono la civiltà europea, pur con tutte le sue sfaccettature, e quella cinese (francamente non conosco quella indiana ma non credo che sia allo stesso livello), va da sé che queste due civiltà sono destinate a scontrarsi.
            Noi oggi non siamo nelle condizioni di poter competere, ma se in un futuro non molto lontano tornassimo a riappropriarci della nostra storia, ecco che la Cina potrebbe non essere più nostra compagno di viaggio.
            Si dice che i cinesi programmino le loro mosse con anni di anticipo: in qualche modo, gli assomiglio un po’.

          • Franco Maraschi

            Veramente, prof. ha scritto non siamo europei.

          • Gianox

            Letto male.
            Però il mio discorso non cambia.
            Gli europei, per quanto molto diversi tra di loro, hanno comunque un destino comune, proprio per avere radici culturali comuni.
            Mentre percepisco un cinese, un africano o un musulmano come qualcosa di altro da me, completamente altro da me, non così mi capita con gli altri europei.
            Ovviamente, percepisco anche le differenze, ma non li considero altro da me, diversi, magari anche tanto, ma non a tal punto da essere altro da me. Abbiamo lo stesso destino in comune, pur con tutte le differenze del caso.
            L’Unione Europea poteva essere una grande cosa se fosse nata con l’intento di preservare questo destino comune degli abitanti della Fortezza Europa.
            Invece si è rivelata l’esatto contrario: uno strumento di negazione della vera Europa e dei suoi principi fondanti.

          • ws

            e non dimenticare lepanto…

        • ws

          perseguono i loro interessi
          TUTTI perseguono i propri interessi, anche la “nostra” elite traditrice persegue i SUOI interessi servendo gli interessi stranieri
          https://www.macrolibrarsi.it/libri/__oltre-l-agonia-libro.php

    • Caio Giulio

      Ma sostanzialmente poi Putin non ha nessuna arma di pressione reale sul ciccio e quindi in fondo si limita ad assistere mentre magari si copre ai confini, cosa che mi lascia pensare che il ciccio sia veramente fuori controllo.

    • silvia

      I cinesi hanno una concezione del potere e dell’egemonia molto diversa dalla nostra. Tieni presente che hanno governato sull’est asia come i Romani governavano sull’occidente. Non gli importa diventare come gli americani.

      • Gianox

        Ma infatti non sto dicendo questo.
        Appunto, è sbagliato ritenere che gli interessi cinesi convergano coi nostri.
        Ma proprio per questo, perché i cinesi non dovrebbero segretamente allearsi con gli USA se questo fosse nel loro interesse?
        La tesi di Bottarelli secondo me non è affatto campata in aria: è una possibilità.
        Che sia così o no, questo non lo so. Ma non mi sento di escludere che vi possa essere, eccezionalmente, una convergenza di interessi tali per cui Cina e USA potrebbero diventare strani compagni di letto.
        A volte, succede.

  • Dilio Donnini

    come fai a dire che la cina permetterà all’america una maggiore presenza militare… non mi sembra che la cina possa essere d’accordo su una cosa del genere…infatti https://news.cgtn.com/news/3d55444d30454464776c6d636a4e6e62684a4856/share_p.html
    oltretutto http://www.presstv.com/Detail/2017/09/06/534208/us-north-korea-nuclear-bomb-china stiamo parlando di un vero e proprio accerchiamento, non credo che la cina si faccia pisciare in bocca in questo modo…

  • –<>– –<>–

    La telenovela nordcoreana potrebbe anche essere l’ennesimo capitolo della guerra tra deep state e Trump, forse per farlo sembrare un pazzo a livello di bambo Kim e quindi inaffidabile e pericoloso come presidente.
    Da Seul non si è ancora mosso nessuno, e, essendo il primo atto di un eventuale guerra l’evacuazione della città, possiamo stare tranquilli.
    Tempo fa lessi una notizia all’apparenza incredibile e senza riscontri, la Corea del Nord era diventato il più grande produttore d’oppio al mondo.
    A vedere lo sviluppo urbanistico e militare degli ultimi decenni in Nordcorea, è difficile pensare che un tale boom sia stato ottenuto vendendo riso.
    Se così fosse realmente, è praticamente impossibile che il traffico non sia coogestito dalla Cia, che da sempre detiene il monopolio dell’oppio nel mondo occidentale.
    Quindi non è improbabile che bambo Kim sia stato aizzato per far “sclerare” Trump, sicuro di non ricevere ritorsioni militari da parte americana.

    • Gianox

      Questa è un’altra interpretazione convincente.

    • Il Cercatore

      “Evacuazione della città”…ma ndo vanno…

      • –<>– –<>–

        Ci sono anche 50.000 americani a Seul, che è disposta a pochi km dal confine montagnoso.
        Per i nordisti è come sparare da un terrazzo sulla piazza del paese.

  • Caio Giulio

    Forse è vero, e sulla vendita di armi non c’è dubbio, ma è interessante questa intervista di Bannon:
    http://www.breitbart.com/national-security/2017/09/05/bannon-nk-100-percent-china/
    D’altronde, se realmente vogliono sanzionare chi commercia con il cicciobomba, i cinesi indubbiamente sarebbero i primi della lista.

  • Antonello

    Questo ragionamento non mi convince,io credo piuttosto che questi test specialmente quello del missile,di Nord Corea sono una specie di avvertimento al Giappone e Sud Corea che gli americani non sono più in grado di proteggerli ed è venuto il tempo in cui dovrebbero scegliere da chi parte stare,permettere loro di avere più armi di quelli concordati dopo la seconda guerra mondiale è solo un tentativo da parte americana di ritardare tale scelta,io leggo cosi questi avvenimenti,resta da dire che regia di tutto avviene per mano cinese,cosi anchè a Taiwan sono avvertiti…

  • silvia

    I Cinesi vogliono sbattere gli americani fuori dal Mar Cinese meridionale e possibilmente ai margini del Pacifico. La sicurezza viene prima dell’economia. Fingeranno di aiutare washington ma mirano a buttarli giu dal piedistallo…

    • paolinks

      Appunto http://www.zerohedge.com/news/2017-09-06/china-holds-military-exercise-along-north-korea-border

      Con buona pace di chi pensa che Kim sia fuori controllo. Ricordo a tutti che questa manfrina nordcoreana si e’ riaccesa poco dopo la decisione americana di installare THAAD nella Corea del sud.

      E’ evidente chi manovra Kim e perche’. La Cina non vuol’essere accerchiata, cosi’ come la Russia non voleva esserlo dai missili piazzati in Ucraina. Solo che al posto del Donbass abbiamo la Corea del nord, dove ovviamente non c’e’ nessun governo filoamericano.

      • Caio Giulio

        I nemici storici cinesi, dalla notte dei tempi, sono i giapponesi.
        Dispongono di tecnologie che i cinesoidi comunistoidi si sognano, tecnologie che sono alla base del boom della Corea del sud.
        Non dispongono di armi nucleari, di cui sarebbero ben più capacissimi di costruire dello straccione spaventapasseri in poco tempo, in quanto vincolati dal trattato a seguito della resa incondizionata.
        Naturalmente il trattato vale verso i firmatari, e comunque scadrà molto presto, e nel frattempo qualcuno ne approfitta, ma certe inimicizie secolari non si cancellano. così come certe tecnologie non si copiano e basta.

        • prof

          Beh, proprio storici no: ai tempi Bejing (capitale dell’Ovest) e Tojing (Tokyo, capitale dell’Est) erano saldi alleati.
          I coreani, poi, sono a loro volta cinesi a tutti gli effetti.

          • Caio Giulio

            Parli con un giapponese prof, e poi vedrà.

          • Buon Giorno

            Lingua scritta, cultura ed in parte religione giapponese sono di origine cinese.

      • prof

        Le cose stanno esattamente (anche) così’. Sono pienamente d’accordo.

  • Ronf Ronf

    Chi ha negato ai greci i 10 miliardi di prestito per creare una base valutaria pregiata per poter uscire dall’Euro nell’estate 2015? La tua cara Cina che vuole a tutti i costi tenere il suo Porto del Pireo dentro l’Eurozona che è guidata dai tedeschi

    • Lucio

      Primo: la Cina non mi è cara.
      Secondo: alla Cina conviene tenere la Grecia nella UE perché così ha un porto interno alla UE in cui poter sdoganare le merci. Mica lo ha fatto per fare un favore ai tedeschi.

  • Covpepe

    La politica cinese è chiaramente eurasiatica e filorussa. Lo dimostrano i grandi progetti che sta attuando con la Russia: dai nuovi gasdotti siberiani alle ferrovie ad alta velocità.
    E lo dimostra soprattutto questo:

    https://twitter.com/JulianAssange/status/904504902981869568

    Inoltre è evidente che i cinesi vogliano distruggere gli interessi statunitensi nell’aerea. La Cina vuole il completo controllo del Mar Cinese Meridonale e la riunificazione con Taiwan.
    La vittoria di Duterte nelle Filippine ha avuto anche lo scopo di spezzare l’accerchiamento americano nei confronti della Cina.

  • Massimo Decio Meridio

    Sono portato a pensare che questi gochi di potere delle superpotenze abbiano un doppio fine : aumentare la propria influenza a discapito dei concorrenti ed evitare anche solo ipoteticamente una riunificazione delle due Coree.
    Ma ve lo immaginate che impatto avrebbe nella regione una Corea unita dotata di armi nucleari ?

  • alfapenta

    Il riarmo del Giappone potrebbe essere usato anche in chiave antirussa dato che hanno firmato solo un armistizio e non hanno un trattato di pace … forse è per questo che putin e preoccupato

    • ws

      si , ai giapponesi essere nuclearizzati piace…😎

  • marcoferro

    l’europa non fa più la storia la subisce da tempo ormai. inoltre cicciopazzo se ne frega delle sanzioni, di quello che dicono le altre nazioni, dei moniti dell’inutile onu, etc..va per la sua strada senza stare a sentirli. ma a me questa storia degli armamenti con lui che lancia i missili, e gli altri si armano. più gli altri si armano e più lui lancia i missili. sembra quella barzelletta del capo indiano e dell’inverno che sta arrivando, conosciutissima per altro…

  • ws

    non condivido questo articolo

    • alfapenta

      Io penso che in parte sia plausibile

  • donato zeno

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