Perché i robot non causeranno disoccupazione di massa

Di Francesco Simoncelli , il - 97 commenti

di Jonathan Newman

Ho inserito una piccola nota in un precedente articolo e in essa dicevo come non dovremmo preoccuparci della tecnologia che rimpiazza i lavoratori umani:

Coloro che si lamentano non sembrano capire che l’aumento della produttività in un’industria libera risorse e lavoratori per altre industrie, e poiché una produttività superiore significa un aumento dei salari reali, crescerà anche la domanda di beni e servizi. Sembrano avere una visione apocalittica assurda di un futuro completamente automatizzato con pile di beni preziosi ovunque, ma nessuno che ne può godere perché nessuno ha un lavoro. Invito coloro che si preoccupano a controllare l’analisi della domanda/offerta e della Legge di Say.

La Legge di Say è un antidoto particolarmente potente contro le preoccupazioni per l’automazione, i lavoratori rimpiazzati e la cosiddetta “singolarità economica”. Jean-Baptiste Say spiegò come la sovrapproduzione non è mai un problema per un’economia di mercato. Ciò è dovuto al fatto che tutti gli atti di produzione comportano che il produttore abbia una maggiore capacità di acquistare altre merci. In altre parole, l’offerta di merci sul mercato consente alle persone di richiedere merci sul mercato.

La Legge di Say compresa in modo giusto

La Legge di J. B. Say è spesso riassunta in maniera inappropriata come “l’offerta crea la propria domanda” a causa di Keynes che “la riassunse in modo distorto e superficiale“.

Il professor Bylund ha di recente messo in evidenza le interpretazioni della Legge di Say.

Bylund elenca le definizioni corrette:

Legge di Say:

  • La produzione precede il consumo.
  • La domanda è costituita dall’offerta.
  • La domanda di prodotti sul mercato è limitata dall’offerta.
  • La produzione avviene per facilitare il consumo.
  • La vostra offerta per soddisfare le esigenze di altri rappresenta la vostra domanda per la produzione di altri.
  • Non ci può essere una sovrapproduzione (sovrabbondanza) generale sul mercato.

NON Legge di Say:

  • La produzione crea la propria domanda.
  • L’offerta aggregata è (sempre) uguale alla domanda aggregata.
  • L’economia è sempre in piena occupazione.
  • La produzione non può superare il consumo per qualsiasi bene.

La Legge di Say dovrebbe stemperare le paure che i robot ruberanno i posti di lavoro di tutti. I produttori impiegheranno solamente tecniche di produzione più automatizzate (leggi: ad alta intensità di capitale) se una tale disposizione si dimostrerà più produttiva e redditizia rispetto ad una tecnica ad alta intensità di lavoro. Come detto dalla Legge di Say, ciò significa che i produttori più produttivi avranno una maggiore capacità di acquistare più beni sul mercato. Non ci saranno mai “pile di beni preziosi” in giro senza che nessuno ne possa godere.

Tutto fluirà in cima?

I robofobici sono anche preoccupati per la disuguaglianza dei redditi — tutti i capitalisti avidi sfrutteranno la maggiore produttività delle tecniche automatizzate e licenzieranno tutti i loro dipendenti. La disoccupazione aumenterà mentre diminuiranno di posti di lavoro per gli esseri umani.

Questa paura è irragionevole per tre motivi. Innanzitutto, come possono questi capitalisti avidi fare soldi senza una grande massa di consumatori che acquista i loro prodotti? Se la maggioranza delle persone è senza reddito a causa dell’automazione, la maggior parte delle persone non sarà in grado di far arricchire i capitalisti avidi.

In secondo luogo, ci saranno sempre posti di lavoro perché ci sarà sempre scarsità. I desideri umani sono illimitati, diversi e mutevoli, ma le risorse necessarie per soddisfarli sono limitate. La produzione di ogni bene richiede lavoro e imprenditorialità, in modo che gli esseri umani non diventino mai inutili.

Infine la Legge di Say implica che la redditività della produzione di tutti i beni aumenterà dopo un progresso tecnologico nella produzione di un bene specifico. I salari reali possono aumentare perché i capitalisti avidi che usano i robot hanno ora maggiori richieste per tutti gli altri beni. Spero che il seguente scenario lo renda chiaro.

La fatina dei robot

Questo semplice scenario ci spiega perché la maggiore produttività di una nuova tecnica ad alta intensità di capitale migliora la vita a tutti.

Consideriamo un’isola con tre persone: Joe, Mark e Patrick. Essi producono noci di cocco e bacche. Preferiscono una dieta variata, ma hanno i propri vantaggi comparati e preferenze rispetto alle due merci.

Patrick preferisce un’offerta stabile di noci di cocco e bacche ogni settimana, e così ha elaborato un accordo con Joe in modo che quest’ultimo gli paghi un certo salario in noci di cocco e bacche ogni settimana in cambio del suo aiuto nella raccolta di noci di cocco. Se hanno una settimana produttiva, Joe mette da parte le noci di cocco extra e forse ne scambia alcune con le bacche di Mark. Se hanno una settimana poco produttiva, allora Patrick continua a ricevere il suo salario e Joe deve accontentarsi.

In media, Joe e Patrick producono 50 noci di cocco/settimana. In cambio del suo lavoro, Patrick ottiene 10 noci di cocco e 5 quarti di bacche ogni settimana da Joe.

Mark produce le bacche da solo. Ogni settimana produce circa 30 quarti di bacche. Joe e Mark solitamente scambiano 20 noci di cocco per 15 quarti di bacche. Joe ha bisogno di alcune di quelle bacche per pagare Patrick, ma alcune sono per sé stesso perché gli piacciono.

In sintesi, e per una settimana media, Joe e Patrick producono 50 noci di cocco e Mark produce 30 quarti di bacche. Joe finisce per avere 20 noci di cocco e 10 quarti di bacche, Patrick 10 noci di cocco e 5 quarti di bacche, e Mark 20 noci di cocco e 15 quarti di bacche.

Arriva la fatina dei robot

Una notte la fatina dei robot fa visita sull’isola e regala a Joe un Patrick 9000, un robot che rimpiazza totalmente Patrick. Con il robot Joe può ora produrre 100 noci di cocco a settimana senza l’aiuto di Patrick.

Cosa deve fare Patrick? Beh, egli considera due opzioni: (1) ora che l’isola ha un gran numero di noci di cocco, potrebbe andare a lavorare per Mark e raccogliere le bacche in base ad un accordo simile a quello che aveva con Joe; o (2) potrebbe andare in spiaggia e iniziare a catturare alcuni pesci, sperando che Joe e Mark accetteranno di fare scambi con lui.

Mentre queste opzioni non erano le preferite da Patrick prima che arrivasse la fatina dei robot, ora sono ottime opzioni proprio perché la produttività di Joe è aumentata. L’aumento della produttività di Joe non significa solo che è più ricco in termini di noci di cocco, ma anche che sono aumentate le sue richieste di frutti di bosco e di nuovi prodotti come il pesce (Legge di Say), il che significa anche che aumenterà la redditività di produrre tutti gli altri prodotti che Joe ama!

Opzione 1

Se Patrick sceglie l’opzione 1 e va a lavorare per Mark, allora aumenterà la produzione totale di bacche e di noci di cocco. Supponendo che la produzione di bacche non aumenti tanto quanto la produzione di noci di cocco, il prezzo di una noce di cocco in termini di bacche diminuirà (anche l’utilità marginale di Joe per le noci di cocco sarà molto bassa), il che significa che Mark può acquistare molte più noci di cocco rispetto a prima.

Supponiamo che Patrick aggiunga 15 quarti di bacche la settimana alla produzione di Mark. Joe e Mark potrebbero concordare di scambiare 40 noci di cocco per 20 quarti di bacche, quindi Joe si ritroverebbe con 60 noci di cocco e 20 quarti di bacche. Mark può pagare Patrick fino a 19 noci di cocco e 9 quarti di bacche, una condizione migliore rispetto a prima che Joe ottenesse il suo Patrick 9000.

Opzione 2

Se Mark decide di respingere l’offerta di Patrick, allora quest’ultimo potrebbe scegliere l’opzione 2: catturare i pesci. Questa scelta implicehrebbe più incertezza rispetto a quello a cui Patrick era abituato, ma prevede anche che il cibo extra nevarrà la pena.

Supponiamo che Patrick possa produrre solo 5 pesci a settimana. Joe, che praticamente nuota nelle noci di cocco, paga Patrick 20 noci di cocco per 1 pesce. Mark, che è entusiasta di una maggiore diversità nella sua dieta e preferisce i pesci alle proprie bacche, paga Patrick 10 quarti di bacche per 2 pesci. Inoltre Joe e Mark scambiano noci di cocco e bacche.

Alla fine Patrick ottiene 20 noci di cocco, 10 quarti di bacche e 2 pesci a settimana. Joe ottiene 50 noci di cocco, 15 quarti di bacche e 1 pesce a settimana. Mark ottiene 30 noci di cocco, 5 quarti di bacche e 2 pesci a settimana. Tutti preferiscono la loro nuova dieta.

Conclusione

La nuova tecnologia ha costretto Patrick a trovare un nuovo modo per sostenersi. Questi nuovi posti di lavoro erano seconde scelte (al massimo) rispetto a lavorare per Joe nei giorni precedenti all’arrivo del robot, altrimenti Patrick li avrebbe scelti in precedenza. Ma solo perché erano sub-ottimali prima dell’arrivo del robot non significa che lo siano anche dopo. L’economia dell’isola è stata cambiata dal robot in modo tale che la produzione totale (e quindi il consumo) possa aumentare per tutti. L’aumento della produttività di Joe s’è tradotta in affari migliori per tutti.

Naturalmente un aspetto estremamente irrealistico di questa storia è la fatina dei robot. Non esistono, purtroppo. Le nuove tecnologie devono essere create dal lavoro umano e dalle risorse naturali, con l’aiuto di beni strumentali i quali devono essere prodotti utilizzando risorse umane e naturali. Inoltre le nuove macchine devono essere mantenute, sostituite, rifornite di carburante e rimodellate, cose che richiede lavoro umano. Il nostro esempio non comprendeva questo particolare, però il risultato alla fine è sempre lo stesso: tutti stanno meglio di prima.

Questo scenario mette in evidenza tre punti importanti:

(1) La produzione deve precedere il consumo, anche per le merci che non si producono (Legge di Say). Affinché Mark possa consumare le noci di cocco o i pesci, deve fornire bacche. Affinché Joe possa consumare bacche o pesce, deve fornire le noci di cocco. Patrick produce pesce in modo da poter godere di noci di cocco e bacche.

(2) L’isolamento non era un’opzione per Patrick. A causa della Legge dell’Associazione (un argomento non discusso qui, ma importante ), c’è sempre un modo affinché Patrick possa partecipare ad una divisione del lavoro, anche dopo essere stato rimpiazzato dal robot.

(3) I lavori non scompariranno mai perché i desideri umani non finiranno mai. Anche se i nostri tre abitanti dell’isola avevano tutte le noci di cocco e le bacche che avrebbero potuto mangiare prima che arrivasse la fatina dei robot, Patrick è riuscito a fornire ulteriori soddisfazioni con un nuovissimo bene: il pesce. Nel mondo reale, le nuove tecnologie spesso aprono la strada a merci nuove e totalmente indipendenti che fanno prosperare economie intere. Hans Rosling sottolineò come l’avvento della lavatrice abbia permesso alle donne e alle loro famiglie di uscire dalla povertà:

E cos’ha di magico? Me lo spiegò mia madre. Disse: “Adesso Hans, abbiamo caricato la biancheria. La lavatrice farà tutto il resto. E adesso possiamo andare in biblioteca.” Perché questa è la magia: carichi la biancheria e cosa ne esce? Libri per bambini. E mamma aveva il tempo di leggere per me. È da qui che ho iniziato la mia carriera come professore, quando mia madre aveva il tempo di leggere per me. E anche lei leggeva. Riuscì a studiare ed imparare l’inglese. E leggeva tanti romanzi. E tutto grazie alla lavatrice.

Insieme dicevamo: “Grazie industrializzazione. Grazie acciaieria. Grazie centrale elettrica. E grazie industria chimica di trasformazione che ci hai dato tempo per leggere libri.”

Allo stesso modo il robot Patrick 9000, che raccoglieva noci di cocco, ha reso redditizia la produzione di pesce. Infatti quando guardiamo alla rivoluzione industriale e alla rivoluzione informatica, non vediamo solo un aumento della produzione dei beni esistenti. Vediamo che i prodotti esistenti sono aumentati in quantità e migliorati in qualità; vediamo nuovi prodotti di consumo e nuove industrie che emergono, offrendo enormi opportunità per l’occupazione e futuri progressi nello standard di vita di tutti.

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/

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  • Sigmund Fritz

    scusami ma il tutto mi sembra si regga su questa frase:
    “Innanzitutto, come possono questi capitalisti avidi fare soldi senza una grande massa di consumatori che acquista i loro prodotti? Se la maggioranza delle persone è senza reddito a causa dell’automazione, la maggior parte delle persone non sarà in grado di far arricchire i capitalisti avidi.”

    ma non c’è una risposta solo un augurio; sinceramente non mi sembra che qualcuno si preoccupi di regalare i soldi ai poveri e ai disoccupati per far continuare questa giostra.
    inoltre oggi qual è il pesce, la lavatrice, la biblioteca a cui avremo accesso?
    diciamo la verità, siamo già pieni di roba e non sappiamo più cosa comprare (chi può ovviamente).

    • Giulio Larosa

      chi scrive certi articoli non conosce il terzo mondo dove una marea di miserabili senza stipendio, senza soldi perfino senza mangiare tutti i giorni vive a contatto con altri , pochi che hanno un lavoro interessante o sicuro, dove supermercati e boutique come le nostre offrono di tutto. Se l’ elite si disinteressa del popolo o meglio lo vuole stracciato, i pochi beni in surplus saranno beni di superlusso e il lavoro sara’ o lavoro di superlusso (anche come tecnici o progettisti o operai delle fabriche di robot,comunque sempre elite) o lavoro di servitu’ o miserabili alla deriva.

      • Nikytower

        Il fatto che donne del terzo modo si riproducano *8 e il fatto che qulcuno operi, causando gravi squilibri, nella riduzione della mortalità infantile non ha nulla che fare con l’economia. Finchè nel terzo mondo non si diffonderà una consapevolezza e reaponsabilità nella scelta riproduttiva non si risolverà mai il problema delle carenze di cui soffrono.

        • faltz

          Paradossalmente le donne del terzo mondo si riproducono così tanto e lo fanno consapevolmente, proprio per garantirsi maggiori chance di sopravvivenza: i figli possono lavorare nei campi e/o al servizio di qualcuno in regime di semi schiavitù. Più figli che lavorano = più soldi che entrano. Anche perché spesso i figli devono provvedere a se stessi se vogliono sopravvivere e quindi non gravano sul bilancio famigliare.
          E questi figli e figlie, diventati adulti, penseranno che ora è il loro turno di essere mantenuti; quindi si riprodurranno indiscriminatamente.
          E’ un casino: non se ne esce!

          • Nikytower

            Vero… 🙁

        • GattoMaculato

          Andiamo, non facciamo gli ingenui: se la riproduzione incontrollata di questa gente non fosse negli interessi di chi tiene le redini dell’economia, semplicemente si sarebbero già da tempo abbandonati i programmi di riduzione della mortalità infantile, così come quelli di distribuzione di viveri a pioggia, e sarebbero stati messi a tacere tutti i propalatori, religiosi o meno, dell'”andate e moltiplicatevi”. Invece siamo arrivati al punto che comandano FAO, UNHCR e ONG a milioni, di ogni foggia e deviazione mentale, tutte dedite a sostenere, coccolare e vezzeggiare questi conigli, e guai che gli si osi anche solo suggerire di riprodursi di meno o di tirarsi su le maniche invece di chiagnere e fottere lamentandosi del cattivo uomo bianco, fonte di tutte le loro disgrazie. E il bello è che sono sostenute e finanziate dalle stesse persone ai vertici delle decisioni economiche mondiali: Soros, Goldman Sachs e altri giganti della finanza. Alquanto strano, non trovi? Forse è il caso di prendere atto che si è un po’ perso il controllo della situazione, e che ora il denaro investito in quel gran casinò globale che si chiama Finanza dagli sceicchi arabi, da alcuni ebrei dagli scopi poco chiari ma dagli imperi finanziari comparabili al PIL di intere nazioni, da magnati di paesi BRICS arricchitisi con lo sfruttamento selvaggio delle materie prime, e altri pazzi dal conto in banca a innumerevoli zeri, sta distorcendo l’economia mondiale a livelli ormai imponenti. Il sistema, già fragile, è ormai diventato in castello di carte. Non appena una verrà spostata da un soffio di vento, verrà giù l’intera impalcatura, portandosi dietro tutte le sciocchezze ottocentesche di Say e dei dinosauri suoi simili.

          • Nikytower

            Perfettamente d’accordo… ma non sottovalutare il ruolo della chiesa che è, ed è storicamente stato, il “braccio” di importanti poteri economici. 🙂

  • Nikytower

    Premesso che non sono contro nulla e tantomeno contro i robot, ho solo un dubbio derivante dal fatto che il mondo non è un’isola… o meglio lo è ma a lungo termine.
    Da uno stimolo che porta un cambiamento, all’equilibrio totale in cui questi ragionamenti sono condivisibili, ci possono passare anche centinaia di anni in cui la realtà economica percepita in un luogo non rispetta le leggi teoriche. La situazione viene aggravata dal fatto che ogni stato poi deve inserire i suoi “correttivi” per risolvere i problemi che creano ancora più problemi e ritardi nel raggiungimento dell’equilibrio globale.

    • Cristiano

      Bravo. Avevo iniziato a scriverlo contemporaneamente a te, ma il intervento più lungo mi ha portato via più tempo.

  • Cristiano

    Per quel poco che ne so, non tutte le leggi economiche sono leggi matematiche, dove 2+2 fa sempre 4!

    Le noci di cocco… le bacche… i pesci… in una bucolica isola caraibica con due personcine a modo che prendono con filosofia l’arrivo della fatina e del robottino.

    Ma cos’è uno scherzo?

    La legge di Say? Ma possiamo davvero fare previsioni basandoci su una legge elaborata da uno morto nel 1832??? Ripeto, 1832???
    Il massimo dell’automazione erano i telai tessili?
    Era qualche iniziale macchina a vapore?
    Il Mulino Bianco?

    E vorreste dirmi che un mondo finito, brulicante come un formicaio, che raggiungerà i 10 miliardi di individui entro pochi decenni, con tutti che vogliono consumare come un americano, e con una tecnologia che presto produrrà non solo automi e robot, ma intelligenza artificiale… SIA ESAMINABILE CON UNA LEGGE DI CHI E’ VISSUTO QUANDO CI SI MUOVEVA ANCORA A CAVALLO, ed il mondo aveva un miliardo di abitanti?

    Ma dai, per favore.
    Io non metto in dubbio che fra 20 anni in qualche zona dell’India o del Madagascar ci saranno ancora artigiani che rattopperanno pentole bucate vecchie di 30 anni… o che ex tornitori licenziati possano mettere su una fantastica compagnia teatrale o fare spogliarelli su e giù per la Lomellina, alla Full Monty, con mucho gusto…

    Ma qui si tratta di sostituire lavoratori di ogni ordine e capacità.
    Non si devono riassorbire 10/20/50 milioni di lavoratori.
    Ci sono proiezioni che portano a conteggiare in 800 MILIONI coloro che potrebbero perdere il lavoro nei prossimi decenni.
    A casa mia vuol dire un lavoratore in meno in 800.000.000 di famiglie.
    Purtroppo in certe famiglie anche due!
    Se ottocento milioni di famiglie di quattro componenti perdono uno stipendio, significa (8 x 4 ) tre miliardi di persone con entrate notevolmente diminuite!
    … e con due o tre miliardi di persone in più, a reclamare un reddito anche per loro!

    Ma qualcuno si rende conto che le macchine che ci sostituiranno saranno INTELLIGENTI?
    Non un trattore con un addetto sopra… ma un trattore e basta.
    Non un trattore costruito da 5 operai, ma un trattore costruito da macchine. Tutto, completamente.
    Non i materiali estratti e forgiati da addetti su macchine, ma macchine estrattrici e basta.
    Non materiali trasportati da addetti su treni, navi , camion… ma treni navi e camion… e basta.
    Non pezzi del trattore, delle macchine estrattrici, dei mezzi che li trasportano, dei componenti dei mezzi che li trasportano, delle fabbriche PROGETTATI da architetti, ingegneri, tecnici, laureati … ma da programmi di Intelligenza artificiale. Ed in un milionesimo del tempo che impiegherebbero squadre di decine o centinaia di tecnici.
    Non addetti alla ristorazione, alla cura sanitaria, alla costruzione di uffici e luoghi salubri, alle mense, ai bagni, al riscaldamento, alle finestre, perfino alle siepi ed alla cura del verde, per chi lavora in queste fabbriche. SONO MACCHINE!
    Forse un tecnico per stabilimento… forse dieci… forse nemmeno UNO!

    Kaput i lavori manuali, e quelli intellettuali!
    Kaput gli operai e gli avvocati, gli agricoltori e gli operatori di borsa, i netturbini e i medici…

    E la fantasia? E l’immaginazione? E l’umorismo? La tristezza? Qualcuno troverà lavoro nella rappresentazione di tutto quello che dovrebbero essere le ineguagliabili emozioni umane.
    Certo, qualche miliardo di persone che si reinventa come cantante, poeta, attore… semplicissimo.
    E invece no. Anche quello sarà replicato, e meglio.

    Il destino dell’uomo inteso come lavoratore sarà quello del cavallo. Il cavallo, con la ruota ed il ferro, è stato l’elemento che ha portato allo sviluppo umano. Pensate solo ai popoli precolombiani, ed al fatto che i cavalieri spagnoli gli Aztechi se li immaginavano uniti al cavallo, quasi come il mitologico centauro.
    Non c’è stata conquista o impero o commercio che non abbia visto protagonista il cavallo.
    Con l’arrivo delle macchine è scomparso.
    Qualche esemplare nei paesi ancora in via di sviluppo, ma sempre meno.
    In tutto il resto del mondo, mero animale a scopo ludico. Punto.

    Questa sarà la fine dell’uomo.

    Leggetevi questo. Alla fine si parla di ricerche fatte al MIT, non alla University of Poggibonsi
    http://www.repubblica.it/tecnologia/2017/03/30/news/ecco_quanto_pesano_sull_occupazione_un_automa_vale_sei_operai-161757530/

    • Orphanjuice

      Condivido in pieno, bravissimo, anche io dico sempre questa cosa: nella rivoluzione industriale che sta arrivando noi non siamo i contadini, né l’omino che faceva salire e scendere l’ascensore, no. Noi siamo i cavalli.

    • Zudomon

      superfluo farti notare che i cavalli di ieri lavoravano tutto il giorno facendo molta fatica, i cavalli di oggi sono coccolati, rilassati, mangiano meglio e sono più in forma fisica, se fossi un cavallo non avrei dubbi nel scegliere tra ieri e oggi

      • Cristiano

        Eh si… magari Varenne! 😉
        Vorresti essere un cavallo da riproduzione pieno di puledre eh?

        Sporcaccione 😉

  • Alcoor26 .

    L’unico appunto all’articolo è proprio quello che i cambiamenti necessitano di tempo.
    poi nei commenti sotto ci sono proprio le stupidate ritenute inoppugnabili che l’articolo voleva smentire:

    “SIA ESAMINABILE CON UNA LEGGE DI CHI E’ VISSUTO QUANDO CI SI MUOVEVA ANCORA A CAVALLO, ed il mondo aveva un miliardo di abitanti?” – Qui si discute della fallacia della legge di Say in base al tempo.. Senza dire nulla su cosa è cambiato: oviamente solo la quantità. come dire che 2+2 faceva 4 nel 1600 adesso 10+10, non fa 20.

    “Ci sono proiezioni che portano a conteggiare in 800 MILIONI coloro che potrebbero perdere il lavoro nei prossimi decenni. “- Il 15% della popolazionemondiale, ovvero uno su 3 di chi attualmente lavora circa che perde il posto di lavoro. Fonti, prove- Nessuna!!

    “inoltre oggi qual è il pesce, la lavatrice, la biblioteca a cui avremo accesso?
    diciamo la verità, siamo già pieni di roba e non sappiamo più cosa comprare (chi può ovviamente). “- Frase che poteva esser scritta negli anni 80. Eppure poi…. Arrivo internet, arrivarono i cell….

    “chi scrive certi articoli non conosce il terzo mondo dove una marea di miserabili senza stipendio, senza soldi perfino senza mangiare tutti i giorni vive a contatto con altri , pochi che hanno un lavoro interessante o sicuro, dove supermercati e boutique come le nostre offrono di tutto. ” – beh, questa frase sembra scritta da uno che non è mai stato nei paesi del terzo mondo. Chi ci è stato sa, quanto siano preziosi i robot per aumentare la qualità della vita di queste persone e anche per sostenerne la democrazia.

    Insomma, paure irrazionali. Come se nel 1800 gli operai affermassero che colle macchine, sarebbe arrivata la fame. Questo è chi scrive certi commenti.

    • Cristiano

      Premesso che non conoscendoti non mi permetterei mai di dire che dici delle stupidaggini, ma al limite “delle opinioni che non condivido”, non perderò troppo tempo con un maleducato.

      Io commento un articolo che cita le interpretazioni della Legge di Say, e testualmente recita:
      Legge di Say:
      La produzione precede il consumo.
      La domanda è costituita dall’offerta.
      La domanda di prodotti sul mercato è limitata dall’offerta.
      La produzione avviene per facilitare il consumo.
      La vostra offerta per soddisfare le esigenze di altri rappresenta la vostra domanda per la produzione di altri.
      Non ci può essere una sovrapproduzione (sovrabbondanza) generale sul mercato.
      NON Legge di Say:
      La produzione crea la propria domanda.
      L’offerta aggregata è (sempre) uguale alla domanda aggregata.
      L’economia è sempre in piena occupazione.
      La produzione non può superare il consumo per qualsiasi bene.

      Ecco, dimmi dove vedi una legge matematica, E NON DELLE SEMPLICI CONSIDERAZIONI, che possa essere valida nell’epoca del cavallo, del motore a vapore, dei viaggi in barca a vela, del mondo del 1800, del suo miliardo di abitanti, di INTERI giganti come Australia, Brasile, Africa, Stati Uniti praticamente agli albori della colonizzazione (quindi con immensi spazi, risorse e futuri mercati da sfruttare)… e che possa essere applicata anche oggi senza destare il minimo dubbio.

      Non ricordo dove abbia letto l’ipotesi di 800 milioni di lavoratori, non su Topino ovviamente.
      Spero che tu non voglia dire che me la sono inventata (potevo inventare 1 miliardo, ma anche due … o quattro), e quindi calunniarmi dandomi del bugiardo.

      Se fossi una persona un po’ più educata probabilmente cercherei anche il link.
      Te ne metto altri due, contatta anche agli autori di questi dicendogli che scrivono stupidaggini:
      http://www.zeitgeistitalia.org/node/4670
      http://www.ilnord.it/c-5311_BLOOMBERG_LA_ROBOTICA_CANCELLERA__E_LO_STA_GIA_FACENDO__CENTINAIA_DI_MILIONI_DI_POSTI_DI_LAVORO_IN_ASIA_E_IN_EUROPA

      Infine, io non ho paure, razionali o irrazionali. Io dico la mia opinione, rimanendo nei limiti del consentito (ovvero senza “solleticare” l’intervento della Polizia Postale).
      Ho i miei “asset”, le mie rendite, la mia casa con il suo bel terreno, sono in pace con il mondo…
      E francamente del tuo giudizio me ne sbatto, in questo momento bevendo un ottimo bicchiere di Barolo, acquistato dal produttore che si trova a 10 km da casa mia.
      Finestrone sulle splendide colline delle Langhe.
      Hasta la vista, baby

      • Alcoor26 .

        La cosa bella della chat di telegram, è che fk a chi fa i commenti del tuo tipo li banna al volo.

        • Cristiano

          Eh vabbé… me ne farei una ragione…
          Funny King è Funny King…

  • Fabio Rubino

    Apprezzo l’articolo ma questa volta non sono pienamente d’accordo.
    Per cercare di arginare gli innumerevoli problemi che questa nuova “rivoluzione industriale” porterà e sta già portando, secondo me bisogna rinnovare il concetto stesso di “lavoro”; ovvero riqualificareimplementare i “lavori sociali, di svago” fatti dall’uomo per l’uomo.
    Giusto per fare un esempio… anche la semplice chiacchierata con un anziano (e non il concetto di badante) potrebbe essere un riqualificata a “lavoro” ecc.
    https://www.youtube.com/watch?v=j0e3SayZ8bU

  • indi01

    Concordo con il titolo “i robot non causeranno disoccupazione di massa” ma non con vari punti.

    “Come possono i capitalisti avidi fare soldi senza consumatori?”

    Come hanno fatto finora. Sono decenni che i salari e il tenore di vita delle classi medie e lavoratrici in europa non fanno che stagnare se non calare, mentre i profitti in alto sono sempre di più. Il capitale non ha fatto altro che inventarsi stratagemmi per schiacciare il lavoro e lo ha rimpiazzato con il debito infinito che sappiamo che non durerà in eterno.
    L’ interesse del singolo “capitalista” non è certo quello di alzare il salario dei suoi stipendiati.

    L’esempio dell’isola non ha alcun senso. Il lavoro attuale non è raccogliere noci di cocco o bacche. Per avviare qualsiasi attività servono tecnologia e capitale, quello che la classe media sta avendo sempre di meno.

    Il problema di fondo è che le nuove attività non rendono come in passato. L'”economia digitale” che dovrebbe prendere il posto di quella fisica è un’economia informale fatta di “likes e condivisione” dove solo mega corporazioni con super computer riescono a monopolizzare il tutto e a fare profitto.

    Perciò per me il futuro non è roseo. Non vedo disoccupazione di massa ma un crescente divario tra super ricchissimi e tutti gli altri che porterà la civiltà moderna basata sul debito e crescita infinita prima o poi a schiantarsi su un muro.

    • MarcoTizzi

      Oh, certo. I salari e il tenore di vita delle classi medie non è che forse, ma FORSE eh, calano per colpa delle tasse?
      Se non ci credi guarda alla Svizzera: lì non calano, anzi.

      • Christian Caiumi

        No, calano perchè i lavoratori sono pagati al di sotto della produttività. Le tasse crescono per sostenere la bolla finanziaria foraggiata con denaro pubblico e dovuta alla mancanza della liquidità e quindi all’eccedenza di prodotto a sua volta causata dai bassi salari.

        • MarcoTizzi

          E perché in Svizzera non succede?
          Nemmeno in Lichtenstein.
          Nemmeno a Montecarlo.

          • Christian Caiumi

            Non sono informato sull’andamento di produttività e salari in Svizzera, ma la Svizzera nemmeno la considero, paese fascista che detiene le banche e le multinazionali più sporche del mondo. In sostanza il cagnolino da guardia del denaro dei potenti.
            Quanto agli altri che hai scritto, nemmeno ha senso citarli. Rappresentatività socio-economica e politica pari a zero. Praticamente dei paradisi fiscali.

          • MarcoTizzi

            “Paradiso” è un concetto positivo. Non capisco cosa vi aggradi dell’inferno fiscale in cui viviamo.

          • Christian Caiumi

            Non è quello il concetto che volevo esprimere: intendevo dire che quei paesi, in quanto minuscoli e protetti dalla cricca dei potentati internazionali che se ne servono per nascondere il loro denaro, non sono rappresentativi della situazione in uno stato di diritto (ammesso che esista ancora), o comunque di uno stato di dimensioni relativamente elevate e con un apparato industriale, che quei paesi evidentemente non hanno.
            E il fatto di essere costretti a citare paesi simili di per sè già implica che non esistano esempi di paesi industriali in cui si sfugga alla dinamica tra salari e produttività.
            Non mi aggrada la situazione fiscale in cui ci troviamo, semplicemente non ha nulla a che fare col calo dei salari, che è connaturato alla moneta unica in quanto impone concorrenza tra i paesi sulla sola deflazione salariale. E’ una strategia del potere da trent’anni a questa parte per segregare la ricchezza. Quello che sta cercando di fare Macron, prima di essere ovviamente sfiduciato a sua volta dal voto, finchè si potrà votare.
            Le tasse elevate sono servite in Italia per ottenere le entrate fiscali necessarie a garantire il debito pubblico in esplosione a causa dei tassi reali fuori mercato praticati dall’Italia per tenere fisso il cambio all’interno dello SME, tra il 1980 e la metà degli anni 90.

          • MarcoTizzi

            Il concetto di Stato centralista, esteso territorialmente, occupato militarmente e socialista è fallimentare, lo è sempre stato nella Storia dell’essere umano, lo è a tutt’oggi.

            Voi vedete delle comunità che indubbiamente funzionano, i cui abitanti sono felici, soddisfatti e, sì, ricchi, che non è un difetto, ma un pregio e cercate di accusare loro dei più terribili dei mali, quando la soluzione sarebbe semplicemente copiarli.

            Non si può intavolare una discussione razionale con chi, di fronte ad una serie di esempi pratici, concreti e validi ad ogni latitudine e longitudine, in qualsiasi epoca storica, ti risponde “quelli non valgono”.
            Purtroppo voi statalisti, centralisti e socialisti credete in una religione e a me, sinceramente, le religioni non interessano.

          • Christian Caiumi

            Hai un bel coraggio e parlare di religioni…
            Pretendi di mettere sullo stesso piano, parlando di produttività e salari, paesi che sostanzialmente (a parte la Svizzera) NON HANNO ALCUN APPARATO INDUSTRIALE, sono MINUSCOLI, e hanno un’economia COMPLETAMENTE DROGATA DAL FATTO DI ESSERE UN PARADISO FISCALE, cioè dal vedere un afflusso di capitali verso il paese completamente sproporzionato all’attività economica che vi si svolge all’interno!
            E poi parli di religione a me? Avete il prosciutto davanti agli occhi e propagandate qualunque soluzione seppur completamente assurda, come quella di far diventare un grande paese come la Germania o l’Italia alla stregua del Liechtenstein, e poi pretendi che vi si prenda pure sul serio?

            Non c’è un’alternativa alla costruzione attraverso lo Stato (che non è un fine ma un mezzo) di servizi comparabili ed equi in un territorio, poichè l’alternativa è il far west, coi più forti che si accaparrano i diritti e le risorse senza che vi sia un minimo principio di equità e giustizia. Nel momento stesso in cui ci si proponga di civilizzarsi cercando di garantire equità di trattamento ai cittadini, entra in campo la necessità di darsi regole comuni di convivenza. E’ una storia vecchia come il mondo.
            La vostra risposta è: siccome non siamo in grado di darci basilari regole di democrazia, e giustizia, allora tanto vale abolire lo Stato e ciascuno faccia ciò che vuole. Ma certo, se l’auto mi si rompe non la porto dal meccanico, la demolisco direttamente. Poi vado a piedi, ma che importa? L’importante è che io sia libero e non dipenda da quella statalista della mia auto che è inefficiente e non vuole funzionare!
            E’ divertente… Anzi grottesco. E ridicolo.

          • MarcoTizzi

            Quando l’entità geografica attualmente denominata “Italia” era composta da comunità paragonabili al Lichtenstein, i suoi abitanti erano i più ricchi, felici e soddisfatti del mondo.

            E anche questo è un dato di fatto.

            Ma, ripeto, la vostra è una religione, credete nel Dio Stato, Assoluto, Centralista e Socialista, non siete nemmeno in grado di metterlo in discussione di fronte al suo palese fallimento, quindi, ripeto, siete solo degli schiavi fedeli, servi e felici, in ginocchio a venerare.
            Per quanto mi riguarda, vi meritate la povertà e tutte le disgrazie che voi stessi vi causate.

          • biafra66

            Povertà miseria disgrazie decrescita le vivono come virtù!
            Bisognerebbe augurargli di mooolto peggio(anche se senza augurio è il target di destino). Potresti rischiare di apparire “buonista”.

          • MarcoTizzi

            Avranno ciò che si meritano. E accuseranno ciò che non conoscono.
            Le religioni a questo servono, ad assolvere.

          • Christian Caiumi

            “Quando l’entità geografica attualmente denominata “Italia” era composta da comunità paragonabili al Lichtenstein, i suoi abitanti erano i più ricchi, felici e soddisfatti del mondo.”
            Cioè a cosa ti riferisci? A quando c’erano le Signorie? Sei sicuro di quel che dici? A parer mio c’erano delle discrete differenze di classe! Mi sembra un discorso completamente strampalato.

            “la vostra è una religione, credete nel Dio Stato, Assoluto, Centralista e Socialista”
            Ma ti leggi? E poi dai dei “religiosi” agli altri? Ma non vedi che parli continuamente per slogan più o meno “mistici”, quando nessuno te lo ha chiesto e io non ho mai nemmeno detto niente a riguardo?
            Sei partito da un’affermazione discutibile, cioè quella secondo la quale gli stipendi sono bassi perchè le tasse sono troppo alte, e ti si è ribattuto che gli stipendi sono strutturalmente bassi nella moneta unica e che questa è una precisa strategia della classe dominante attuale, oltre al fatto che le tasse sono alte in Italia per i motivi che ti ho già detto.
            Cosa c’entra questo con tutte queste chiacchiere campate per aria sullo Stato e mica Sato? Puoi stare nel concreto o parli solo per frasi fatte?

          • MarcoTizzi

            Per i religiosi ciò che è dimostrato nei fatti è falso. Non vale la pena andare oltre.

          • Christian Caiumi

            Cristo ma sei un disco rotto… Auguri di pronta guarigione

          • MarcoTizzi

            A te di futura povertà.

          • Christian Caiumi

            Augurare male agli altri è piuttosto scortese, quindi se non ti dispiace declino il tuo augurio e non contraccambio.

          • MarcoTizzi

            Ognuno è artefice del proprio destino. A voi diventare poveri piace.

          • Christian Caiumi

            Sì sì…

          • GattoMaculato

            Perché non citi anche le isole Cayman, Antigua e Barbuda e le isole Virgin, già che ci sei? Esempi che non siano paradisi fiscali per ricconi non ne hai?

          • MarcoTizzi

            Certo, potrei andare avanti a lungo nella lista. Il concetto di “paradiso” è un concetto positivo.

      • Alcoor26 .

        Anche per l’inflazione monetaria.
        I telefonini sono un chiaro esempio di aumento del reddito reale per progresso tecnologico.

      • GattoMaculato

        Lascia stare la Svizzera, che è un caso particolare, così come il Lussemburgo e gli altri paradisi fiscali, dove c’è poca popolazione e tanto giro di denaro. Vi sono paesi dove le tasse sono irrisorie che comunque sono colpiti dalla crisi, che è mondiale. Le tasse hanno certamente una responsabilità importante nella crisi italiana, così come ce l’ha il malgoverno, ma nel resto del mondo il colpevole è da cercarsi altrove.

        • MarcoTizzi

          Citare Paesi con tasse irrisorie colpite da crisi, prego.

    • GattoMaculato

      Non potendo, per ragioni fisiche di finitezza delle risorse planetarie, aumentare i consumi, stanno cercando di supplire allargando la platea dei consumatori: calano le vendite e i prezzi dei beni voluttuari e aumentano quelle dei beni di prima necessità quali il cibo, prezzi compresi, con la sola eccezione dei beni tecnologici, gli unici ad aver beneficiato a pieno della deflazione tecnologica. Ma i telefonini non sono buoni da mangiare, ed ecco che gli introiti persi per il calo dei guadagni nei paesi sviluppati causa crisi (infinita perché ormai strutturale) vengono subito rimpiazzati dalla vendita di beni di prima necessità nei paesi poveri, il cui reddito, con la delocalizzazione selvaggia, è salito da sotto la sussistenza a poco più della sussistenza. Poca roba, ma moltiplicata per miliardi di persone ha consentito alle multinazionali di stare a galla. Ma questa “strategia” si sta rivelando perdente e di corto respiro: la povertà nei paesi del terzo mondo sta già ricominciando ad aumentare e a questa si aggiunge l’impoverimento galoppante dei paesi dell’ex primo mondo, che, ormai deindustrializzati, sono avviati in una spirale discendente di disoccupazione, taglio dei salari, crollo dei consumi e conseguente fallimento delle aziende piccole e non ancora delocalizzate, taglio dei servizi essenziali e ulteriore impoverimento. Se non si cambierà rapidamente e drasticamente il sistema economico attuale, nemmeno la rivoluzione robotica potrà fare “il miracolo”, e saranno cavoli amari per tutti.

  • Pandora Luu

    secondo me le noci di cocco di Joe marciranno rendendo l’aria sull’isola irrespirabile e Mark e Patrick, disgustati e inferociti, lo scacceranno in malo modo.
    Però Joe può sempre andare a pescare pesci col suo robot su un’altra isola 🙂

  • winston-universe

    poiché una produttività superiore significa un aumento dei salari reali, crescerà anche la domanda di beni e servizi.

    1982-2010 USA
    Salari reali -25%
    Produtività +83%

    http://www.newmainetimes.org/articles/2012/09/12/slow-and-steady-wins-race/

    L’unica cosa che è salita sono i bonus dei direttori e le azioni.

    In Germania la produtività è salita massicciamente negli ultimi 20 anni. I salari sono fermi a livelli del 1990 o minimamente sopra.

    • Christian Caiumi

      Grazie, un minimo di buonsenso…

    • Alcoor26 .

      I salari reali sono calcolati basandosi sull’inflazione ufficiale.
      Se i prezzi non calano e la produttività è aumentata, l’inflazione è 0.
      I salari nominali non cambierebbero e i salari reali sarebbero invariati dall’82 al 2010 a livello ufficiale.

      In realtà, se i prezzi non calano nonostante il progresso tecnologico, l’inflazione è pari alla mancata deflazione tecnologica. Sarebbe come se i telefonini costassero quanto costavano nel 2000. Ufficialmente inflazione 0, di fatto coi progressi tecnologici fatti ci sarebbe stata un’inflazione pari alla mancata diminuzione dei prezzi del telefonini.

      Se i salari reali non crescono perchè l’inflazione è sottostimata e vengono adeguati all’inflazione – la deflazione tecnologica, prendetevela con chi inflaziona creando moneta dal nulla. Lo Stato!!

      Inoltre, l’esempio considera un’isola chiusa. Se prendete il mondo reale, non dovete prendere i salari degli USA o dell’europa. In quel caso considerate una parte di isola che si è messa a commerciare con un’altra. Per considerare l’isola chiusa dovete considerare tutto il mondo. Anche i salari cinesi!!!!

      Ma nell’articolo si considerava SOLO L’EFFETTO DEI ROBOT A PARITA’ DI ALTRE CONDIZIONI.

      • Christian Caiumi

        “Se i prezzi non calano e la produttività è aumentata, l’inflazione è 0.”
        Se i prezzi non calano (o crescono) l’inflazione è zero. La produttività non c’entra nulla.

        “I salari nominali non cambierebbero”
        Perchè? Chi l’ha detto? Dipende dall’evoluzione nella distribuzione della ricchezza.

        “i salari reali sarebbero invariati dall’82 al 2010 a livello ufficiale”
        Bah, in realtà semplicemente coinciderebbero con quelli nominali

        “In realtà, se i prezzi non calano nonostante il progresso tecnologico, l’inflazione è pari alla mancata deflazione tecnologica”
        In un’economia capitalistica l’effetto deflattivo della “maturazione” di un prodotto tecnologico non ha mai un influsso preponderante sull’inflazione complessiva, che è più influenzata da prezzi meno suscettibili, nel breve termine, a innovazioni tecnologiche. Complessivamente, nel mondo capitalistico, un’economia in deflazione è in crisi, come ben vediamo. Capisco che l’articolo affronta nello specifico la questione robot, ma il discorso su produttività e salari era generale.

        “Ufficialmente inflazione 0, di fatto coi progressi tecnologici fatti ci sarebbe stata un’inflazione pari alla mancata diminuzione dei prezzi del telefonini.”
        Discorso strettamente settoriale che ha poco senso in termini generali. L’inflazione complessiva di un paese non è mai negativa se non è in crisi.

        “Se i salari reali non crescono perchè l’inflazione è sottostimata”
        L’inflazione non è sottostimata… Sei tu che la sovrastimi perchè consideri un solo settore, anzi direi un caso particolare settoriale, quello dei prodotti tecnologici innovativi, e quindi appena entrati sul mercato. in pratica attribuisci valore generale ad un caso molto particolare. Scientificamente è un assurdo.

        “prendetevela con chi inflaziona creando moneta dal nulla. Lo Stato!!”
        Ovviamente lo scopo finale dell’aggrovigliato e forzato panegirico era quello di attribuire la colpa allo Stato, e ti pareva… Peraltro è stato da tempo chiarito che non vi è alcuna relazione dimostrabile di causa-effetto tra massa monetaria circolante e inflazione, quindi il discorso è chiuso in partenza. Anche perchè se fosse come dici tu la UE col QE del Draghi dovrebbe avere l’inflazione alle stelle, cosa che evidentemente non è…

        “Inoltre, l’esempio considera un’isola chiusa”
        Sì esatto. il tuo esempio.

        “Per considerare l’isola chiusa dovete considerare tutto il mondo. Anche i salari cinesi!!!!”
        E perchè mai? I cinesi fanno la spesa a Pechino, non a New York, e viceversa, se permetti. E comunque il fenomeno della sottovalutazione dei salari è mondiale, indubbiamente, ma è trainato dal mondo occidentale.

        Il discorso è molto semplice: se c’è crisi di domanda nonostante la crescita della produttività e del prodotto, significa che mancano i mezzi di pagamento, presso la platea consumatrice, per assorbire nel mercato i prodotti, cioè in pratica i lavoratori vengono pagati meno di quanto hanno prodotto, e non se lo ricomprano, se mi passi la semplificazione…

        • Alcoor26 .

          Senti caiuni, ti ho già detto che non ho voglia di commentare con te. Mi fai perdere un sacco di tempo per spiegare cose semplicissime. Sei un troll, volontario o inconsapevole.

          I salari nominali non cambiano, perchè non cambia la cifra dei salari se l’inflazione ufficiale è 0.

          Si, che la produttività c’entra. Se spendo 100 (tipo 100 l di petrolio a 1 euro) per produrre un bene che costa 200, se a tecnologia avanza e ne spendo 100 (sempre 100l di petrolio a 1 euro) per produrne 10, il prezzo mediamente cala a 110. Se il prezzo rimane 200, l’inflazione ufficiale è 0 perchè il prezzo non è variato, quella reale è di 90 su 110. Probabilmente e mediamente, il prezzo non cala perchè c’è in giro più moneta, stampata dalle banche centrali.

          Falsissmo!!! Il periodo più prospero per l’umanità è stato in fase di deflazione, più prospero anche per la tecnologia. L’inflazione non è l’aumento dei prezzi, ma un aumento della moneta.E’ stato dimostrato che non è così, SOLO NELLA TUA TESTA. Quando la moneta era convertibile in oro e non si stampava, i prezzi calavano perchè c’era la stessa moneta, ma più beni.

          L’esempio dell’isola non era mio, era del pezzo.

          Se non capisci perchè non devi considerare i cinesi nel discorso dell’inflazione e dell’aumento di salari reali, se non capisci la relazione tra un’isola-mondo reale completo, e più mondi che vengono a contatto, sono fatti tuoi, ma indicano bassa comprensione tua.

          • Christian Caiumi

            Innanzitutto potresti provare a porti in modo più rispettoso, se non ti dispiace. Inoltre l’atteggiamento per cui “se mi critichi sei un cretino che non mi capisce” non è accettabile. Le affermazioni vanno dimostrate, quando possibile, appoggiandosi ad argomentazioni e dati credibili, ok? E si può sempre essere contestati, fa parte della discussione, sei in grado di accettarlo? Molto bene. Non vuoi discutere con me? Non farlo, non sei obbligato.

            “I salari nominali non cambiano, perchè non cambia la cifra dei salari se l’inflazione ufficiale è 0.”
            Ok, prendiamola pure per buona, anche se è evidentemente un’approssimazione, comunque si può dire in linea di principio che i salari nominali seguano l’inflazione.

            “il prezzo mediamente cala a 110. Se il prezzo rimane 200, l’inflazione ufficiale è 0 perchè il prezzo non è variato, quella reale è di 90 su 110”
            Scusa ma questo non ha proprio senso: se il prezzo rimane 200 ma il costo di produzione cala grazie alla tecnologia, l’inflazione NON CALA, punto. Semplicemente il produttore si mette in tasca molto più denaro di prima. Tutto qui.

            “Probabilmente e mediamente, il prezzo non cala perchè c’è in giro più moneta, stampata dalle banche centrali.”
            Buonanotte… Il prezzo non cala perchè il produttore evidentemente riesce a vendere comunque il prodotto guadagnandoci di più. Se calassero le vendite, sarebbe costretto ad abbassare il prezzo e a diminuire il margine di guadagno, e a quel punto la diminuzione di prezzo verrebbe registrata nel tasso di inflazione.

            “Falsissmo!!! Il periodo più prospero per l’umanità è stato in fase di deflazione, più prospero anche per la tecnologia. ”
            Eh, come no, si vede subito come il periodo attuale, deflattivo, sia prospero. E si vedeva da come stava l’Inghilterra quando adottò il gold standard negli anni 20, e che dovette prontamente abbandonare.
            Così come l’insostenibilità del gold standard è chiaramente dimostrata dal fallimento di Bretton Woods.

            “E’ stato dimostrato che non è così, SOLO NELLA TUA TESTA”
            Urlare non ti servirà a nulla. E’ aumentata la massa monetaria da quando Draghi ha iniziato il QE? Eccome. E’ aumentata l’inflazione? No.
            Fine dei giochi.

            “i prezzi calavano perchè c’era la stessa moneta, ma più beni.”
            Parli come se il mercato non funzionasse in quel modo, mentre in realtà è così. Un prodotto tecnologico introdotto sul mercato cala notevolmente il suo prezzo mano a mano che matura la sua distribuzione. E’ un fatto conclamato.
            Continui a trascurare tra l’altro il fatto che il paniere dei beni di base è molto meno sensibile al progresso tecnologico.

            Ciò detto se non desideri discutere, semplicemente non farlo, e comportati educatamente. Grazie e saluti.

          • Alcoor26 .

            Certo che c’è stata inflazione con il QE!!!
            Prova ad acquistare un’azione o un bond, e dimmi se non è salito di prezzo. Ti ricordo che un’azione è un bene.
            Ovviamente nel paniere dell’inflazione si mettono solo certi beni ed è per quello che è un indice sbagliato.
            Inoltre ti sfido ad andare a far la spesa, e spendere meno di quello che spendevi nel 2008, nonostante il calo del petrolio.

            Ora, ti faccio un esempio semplicissimo. Ci sono 2 beni e una sola persona che può spendere 100. Un bene A può costare 50 e il bene B costa 50. Poi può diventare costoso A fino a 60. Allora il bene B costerà 40, oppure non si vende più. Qui, nessun aumento del prezzo medio dei beni.

            Se invece dal nulla, la possibilità di spesa di100 diventa 110 perchè è stata creata moneta, il tizio potrà comprare il bene a 60 e il bene B a 50. ecco l’aumento dei prezzi generale.

            Non possono salire tutti i beni mediamente del 2%, se non c’è + moneta del 2%, (almeno del 2%). Matematico.

            Il periodo attuale non è deflattivo!!!!!! E’ impossibile che lo sia con la stampa di moneta.

            Beccatelo!!!!!:
            “il tasso di inflazione 2007-2015 ha avuto un incremento del 13,5%”

            http://www.repubblica.it/economia/2017/01/20/news/gli_stipendi_della_pa_dal_2007_sono_cresciuti_la_meta_dell_inflazione-156455228/

            Ora, io non ho voglia, nè tempo, di discutere con chi non conosce l’inflazione, e che argomenta con commenti lunghi mettendo cose che pensa lui, senza dati. Io non ti commento più sull’argomento inflazione, anche se mi rispondi.

          • Christian Caiumi

            “Certo che c’è stata inflazione con il QE!!!
            Prova ad acquistare un’azione o un bond, e dimmi se non è salito di prezzo. Ti ricordo che un’azione è un bene.”
            No, non c’è stata inflazione per il semplice motivo che i titoli finanziari non fanno parte del paniere su cui è calcolata l’inflazione.

            “Inoltre ti sfido ad andare a far la spesa, e spendere meno di quello che spendevi nel 2008, nonostante il calo del petrolio.”
            Spenderò l’inflazione cumulata dal 2008, che è stata bassissima ma non inesistente, in effetti molti prodotti hanno ancora praticamente gli stessi prezzi di allora, vedi il comparto auto.

            “Se invece dal nulla, la possibilità di spesa di100 diventa 110 perchè è stata creata moneta, il tizio potrà comprare il bene a 60 e il bene B a 50. ecco l’aumento dei prezzi generale.”
            Sì ho capito il ragionamento, ma se ci pensi infatti coloro che sostengono che non vi è legame di causa effetto necessario tra emissione di moneta e inflazione, dicono anche che questo legame si esplica solamente nel caso in cui si introduca moneta in un sistema che ha raggiunto la PIENA OCCUPAZIONE! Cioè non in grado di assorbire nuova moneta che no si tradurrebbe nella produzione di nuovi beni.

            “Non possono salire tutti i beni mediamente del 2%, se non c’è + moneta del 2%, (almeno del 2%). Matematico.”
            Chi ha mai detto che tutti i beni crescano contemporaneamente del 2%? Non è certamente così, e come già precisato NON E’ DETTO CHE SIA DOVUTO ALL’ESPANSIONE DELLA MASSA MONETARIA. Il caso Europa lo dimostra, nonostante il tuo tentativo di infilarci il prezzo dei titoli, che non c’entra nulla col paniere dell’inflazione. Anzi dimostra vieppiù che non vi è correlazione diretta tra prezzi e moneta! In quanto l’introduzione di moneta si riflette solo sui prezzi (fittizi) dei titoli.

            “”il tasso di inflazione 2007-2015 ha avuto un incremento del 13,5%””
            Abbi pazienza, ma un regime con un’inflazione cumulata del 13,5% in 9 anni ti sembra inflattivo??? Siamo a poco più dell’1% all’anno! Praticamente stagnazione.

            “Ora, io non ho voglia, nè tempo, di discutere con chi non conosce l’inflazione”
            Ricominci? Non sarà mai troppo presto quando accetterai opinioni diverse, ad ogni modo nessuno ti obbliga a rispondere, come già detto.

            “mettendo cose che pensa lui, senza dati”
            un’inflazione cumulata di poco dell’1% all’anno che non si muove di una virgola dopo il massiccio QE è ovviamente una cosa “che penso io” e non sono dati, vero?
            Ma farti un esame di coscienza no?

          • Alcoor26 .

            Basta. Non ti replico più. Uno che dice che dal 2007 ad oggi non c’è inflazione è uno stupido. Punto. Io non ci perdo tempo.

          • Christian Caiumi

            E’ inutile che ti agiti e che offendi. I numeri parlano da soli: la stessa UE ha fissato il limite minimo dell’inflazione al 2% proprio perchè al di sotto di tale limite si rischia la stagnazione e la deflazione, come puntualmente si è verificato. I numeri da te stesso citati parlano di una crescita inflazionaria di poco superiore all’1%, con punte anche negative durante il periodo. Che ti posso dire? Peraltro parafrasando te e il fatto che parli di inflazione “vera” o “ufficiale”, mentre l’inflazione ufficiale è sempre stata dichiarata sopra lo zero, io invece credo sia stata tranquillamente a zero, e che sia stata sovrastimata per non deprimere ulteriormente il sistema economico.
            Come direbbe un mio amico: scrivimi su un bigliettino cosa vuoi che dica e io te lo recito a pappagallo, così sei contento.

  • Christian Caiumi

    Basta leggere le prime righe dell’articolo per tralasciare tutto il resto:
    “una produttività superiore significa un aumento dei salari reali”
    Certo come no. Automatico. Lo stiamo vedendo da trent’anni: salari reali che non tengono neanche lontanamente il passo della produttività ed economia a debito. Stupefacente. E’ esattamente il meccanismo perverso insanabile con la Legge di Say che voi vi ostinate a portare avanti sbattendo la testa contro il muro.
    Essere coerenti è segno di integrità o di stupidità? Ai posteri l’ardua sentenza.

    “La domanda è costituita dall’offerta.”
    Che è molto diverso dal dire:
    “La domanda è creata dall’offerta”

    Creare e costituire sono due verbi completamente diversi in italiano! Com’è che nessuno se n’è accorto?

    Dalla Treccani:
    costitüire (ant. constitüire) v. tr. [dal lat. constituĕre «collocare, ordinare», comp. di con- e statuĕre «stabilire»] (io costitüisco, tu costitüisci, ecc.). – 1. a. Istituire, creare, fondendo e organizzando i varî elementi: c. una società, una compagnia, uno stato; vorrebbero c. un’orchestrina.

    Siete veramente dei maghi dell’arrampicata, sugli specchi però, non quella sulle pareti di rocce. Quella la faceva Manolo.

    Ridicoli

  • Alcoor26 .

    Si è aperto anche un vespaio intorno alla crescita dei salari reali…..
    L’articolo pone come condizione una non inflazione monetaria.
    Ed è chiaro che senza la stampa di denaro, i salari reali aumentano con la tecnologia. Come i prezzi dei telefonini dal 2000 ad oggi.
    Se lo stato stampa soldi e provoca inflazione, non è colpa degli imprenditori, tanto meno dei robot.
    In teoria se con 100 lire compravo 10 negli anni 60, con 100 lire comprerei 100 ora.
    Solo che i salari non hanno tenuto passo con la stampa di denaro ovvero con l’inflazione.
    E con 10 lire compro 1 ora.
    Ma l’inflazione non è argomento del pezzo!!

  • nevenbridge

    Consiglio vivamente un corso di logica all’autore e meno ideologia.

    https://www.coursera.org/learn/logic-introduction

  • max Io

    Caxxo che bello!!!
    Quindi essendo FROCI Joe, Mark e Patrick non hanno il problema che la loro moglie e figli magari devono, per mangiare , emigrare su un’altra isola. Ma questo idiota da dove arriva?
    Ha mai visto il mondo reale?
    Io vivo nell’industria da 20 anni ed in questi 20 anni ho visto un tracollo.
    Una volta il responsabile di produzione era un “operaio” che era cresciuto” all’interno conosceva il prodotto e le sue caratteristiche e problematiche. Oggi è generalmente un idiota laureato e decerebrato che va avanti a xanax che non sa da dove entrano i pezzi in linea e da dove escono.
    Sa solo stare col cronometro in una mano un grafico nell’altra mentre strilla che basta un operaio in meno!!!
    Appena l’industria 4.0 sbarcherà al secondo piano dove ci sono gli impiegati sarà il tracollo completo.
    Abbiamo avuto 3 rivoluzioni industriali ora siamo alla quarta.
    E’ bello leggere sui libri di storia quanti morti sono costate, quasi statistiche ridicole, questa quanti ne costerà?
    In un mondo finito la nostra struttura sociale consumistica è da deficienti.
    Spero che questo sia un articolo umoristico e che io non l’abbia capito.
    Saluti

    • marioam

      Quanta ignoranza in un solo commento!
      Meglio il mondo pre-rivoluzione industriale?

      • max Io

        Grazie.
        Posso chiederti che lavoro fai?
        Ogni medaglia ha 2 facce non sarò mai io a dire era meglio quando si stava peggio, ma di certo non mi sento di dover affidare la mia vita alle multinazionali che hanno solo uno scopo e calpestano l’umanità.
        p.s.
        Argomenta.

        • marioam

          Mi spieghi perché tu utilizzi un PC/tablet/cellulare, prodotto da una multinazionale che ha il solo scopo di calpestare l’umanità?..mi sembra un atteggiamento un tantino incoerente.

          P.s. ‘Argomenta’ cosa di preciso?

          • max Io

            Coglione? Ma nel frattempo non rispondi.
            Credo basti così.
            Grazie

          • marioam

            Mi scuso per il ‘coglione’, ma uno che si espone contro la tecnologia e che sostiene che le multinazionali hanno il solo scopo di calpestare l’umanita, quando poi é il primo ad acquistare ed utilizzare i beni tecnologici che queste multinazionali vendono, non mi sembra una persona molto coerente.
            Se sei contro la tecnologia e alle multinazionali, rinuncia a PC/tablet/cellulare/internet.

            Che lavoro faccio?.. sono socio fondatore di una startup nel settore dell’ informatica; ci occupiamo di AI applicata al Network Security.
            Sono anche socio di capitali di una piccola azienda di autotrasporti, assieme a mio cognato.

          • max Io

            Scuse accettate. Quindi non sai cosa significa stare in una fabbrica. Buon per te. Mi spiego meglio. Non sarò mai contro la tecnologia anche perchè non è lei il problema, ma il suo uso. Con forchetta e coltello puoi mangiare una bistecca ma anche uccidere il tuo vicino (anche a mani nude) quindi non il mezzo ma lo scopo.
            Io mi occupo di programmazione e manutenzione robotica (in passato comau oggi reis e abb). Esempio reale. Linea di lavorazione appena creata (3 anni fa) 17 addetti x turno x 4 turni. Stessa linea linea oggi 5/6 addetti turno. Fa 68 – 24 = 44 persone in meno. Persone (più spesso famiglie) che non hanno più un reddito. Nel passato era “facile” trovare altro per motivi congiunturali oggi no. di quei 44 so x certo che circa un quarto ha trovato una nuova occupazione (precaria e peggio pagata). Tutto li. L’automazione oggi è diversa da quella di 30 anni fa. Non sono un luddista, ma non posso fare a meno di vedere una direzione e non mi piace. Fermarla? Non la si può fermare, accadrà, è inevitabile. Ma è allo stesso modo inevitabile che si sbatterà il muso. Forte.

            Oggi ci crogioliamo nell’illusione dei nuovi mercati e nella loro rotazione. Ripeto il mondo rimane finito, e il nostro modo di vedere il futuro non ci sta.
            Scusa la lunghezza.

          • marioam

            Certamente, 150 anni fa si faceva tutto a mano e c’era tanto lavoro per tutti.
            Tralasci il dettaglio che la qualità del lavoro e della vita di fossero pessime.
            I lavoratori vivevano in case fredde, sporche e senza i confort che la tecnologia permette oggi a tutti di avere.
            Quando si ammalavano, lo stato non c’erano le risorse economiche ne le tecnologie competenze per curarli, per questo si moriva a 50 anni.

            Un disoccupato di oggi riceve aiuto dallo stato ed assistenza sanitaria, grazie al plusvalore generato dalla tecnologia, e vive meglio e più a lungo di un operaio di 150 anni fa.

          • max Io

            …Ed hai assolutamente ragione, tranne che se si perde la residenza non si ha più diritto all’assistenza sanitaria. Il problema sorge quando anche secondo l’OCSE in italia nei prossimi 20 anni si perderanno il 50% dei posti di lavoro. Nel resto del mondo occidentale non sarà tanto diverso. Quindi, secondo molti, sarà una situazione nuova. A breve non serviremo più. Non è per far polemica ma la situazione diventerà preoccupante in modo molto rapido. La società americana è il ns. esempio. Una società in cui o hai 3 suv e la piscina o vivi in un cartone. Non mi piacerebbe neanche se avessi io i 3 suv… Perchè vivrei nella paura delle orde che vorranno togliermeli. Le uniche aziende nuove e floride saranno quelle di vigilanza privata. Idee mie e spero di essere smentito.

          • marioam

            La tecnologia produce ricchezza.
            Compito dello stato é di resistribuire la ricchezza, tramite tassazione della ricchezza ed erogazione di aiuti economici e di servizi gratuiti a chi non possiede o non è in grado di generare ricchezza.

            Nella societá Americana (paese in cui vivo) la ricchezza non viene redistribuita, motivo per cui ci sono molti super-ricchi e moltissimi homeless. Chi restart disoccupato é morto. É cosí da sempre, da ben prima dell’arrivo della robotica.

            In Europa (soprattutto nel Nord Europa) la pressione fiscale é molto elevata, ma si erogano ottimi aiuti e servizi a chi ha bisogno. Chi resta disoccupato puó avere una vita dignitosa, grazie al plusvalore prodotto da chi é occupato.

            In tutto questo la tecnologia non c’entra nulla, la differenza tra i due modelli é il sistema di tassazione e di welfare. Capisci?

          • max Io

            In una realtà in cui una apple paga un 0,qualcosa % di tasse c’è secondo te una qualche speranza? Gli Stati ormai son sempre più gli schiavi dei plutocrati (vedi l’europa), il welfare sarà improponibile. Ti ripeto che la tecnologia non è un problema anzi, lo è il suo “uso o abuso”.

          • marioam

            Se Apple non paga le tasse il problema é legislativo, la tecnologia cosa c’entra?
            Allo stesso modo, differenze sociali fortissime e accentramenti di potere ci sono sempre stati nella storia dell’uomo, non sono certo nati con l’avvento della tecnologia.
            Attribuisci alla tecnologia delle responsabilità che sono in realtá sociali e politiche.

          • GattoMaculato

            E’ una situazione che non può durare. All’aumento del numero dei disoccupati, finirà anche la cuccagna del mantenimento a spese della collettività, per il semplice motivo che questa non avrà più risorse per farlo. In passato il problema della popolazione, e quindi della forza lavoro, in eccesso si è sempre risolto inviandola in nuove terre da occupare, in modo che coltivasse la terra mantenendosi da sé. Oggi, che tutto il globo terracqueo è stato colonizzato, non vi è più via di sfogo né terra libera da assegnare a queste masse di inoccupati, che non si rassegneranno a morire di fame, creando disordini immani. A meno che non si ricorra ad un drastico controllo delle nascite e si preveda una fase di transizione dove tutti dovranno tirare la cinghia in attesa che la popolazione diminuisca naturalmente. O così, o assisteremo a guerre e sommosse che provvederanno ad eliminare la parte in eccesso, come è sempre successo nella storia. Chi rimarrà potrà poi godersi i vantaggi, innegabili, della rivoluzione robotica.

          • marioam

            “All’aumento del numero dei disoccupati, finirà anche la cuccagna del mantenimento a spese della collettività, per il semplice motivo che questa non avrà più risorse per farlo.” Sbagliatissimo.

            I disoccupati aumentano proprio perché la tecnologia permette di produrre un numero uguale o maggiore di beni e servizi, utilizzando meno manodopera.
            Calano i posti di lavoro, ma le risorse a disposizione per la società aumentano.
            Semmai il problema é quello della redistribuzione delle risorse, che devono andare a tutti invece che nelle mani di pochi. Ma quello é un discorso politico, in cui la tecnologia non c’entra nulla.

          • GattoMaculato

            Se non si affronta il problema della riduzione della popolazione, non si riuscirà a trarre vantaggio dall’opportunità unica nella storia offerta dalla rivoluzione robotica, anzi, si trasformerà in un flagello per l’umanità.

    • GattoMaculato

      Hai ragione, ma la rivoluzione robotica, a differenza di tutte le precedenti, può distruggere il sistema attuale basato sul consumismo (comunque già in via di inevitabile degenerazione in buio neofeudalesimo) sostituendolo con uno basato sulle risorse, dove una popolazione ridotta potrà vivere nel benessere e avere tanto tempo libero per dedicarsi alla crescita intellettuale, occupandosi part-time di lavori altamente specializzati, oppure accelerare la deriva attuale verso il neofeudalesimo, dove una ristretta élite diventerà sempre più ricca e si servirà delle masse di disoccupati per abbassare i redditi e i diritti dei pochi che ancora lavoreranno. E’ una grande opportunità di crescita per l’umanità, un’occasione unica da non lasciarsi sfuggire, che può però trasformarsi in un’immane disgrazia: tutto dipenderà da come sarà gestita.

  • marioam

    Gli ignoranti che si schierano contro i robot, si sono chiesti come mai sono in grado di poter comprare un’automobile, una televisione, un frigorifero, un PC, un telefonino?

    • max Io

      Non sto meglio perchè ho l’iphone 27….

      • marioam

        Stai meglio perché hai una casa tiepida d’inverno e fresca d’estate, perché hai un’automobile e non devi andare in giro a piedi, perché puoi comprare il cibo in un negozio e non devi coltivartelo in giardino.
        Stai meglio, perché se ti ammali puoi farti una TAC o una risonanza magnetica e curarti, e stai meglio perché hai computer o un telefono e ti permettono di informarti e di scrivere la tua opinione su rischio calcolato.

        Se le cose qui sopra non ti fanno stare meglio, rinunciaci e vediamo quanto starai bene senza.

  • Paulo Paganelli

    Forse si potrebbe dire che i robot sono causati dalla disoccupazione di massa. Poi per produrre certe cose, non bastano gli umani. Say parte dalla produzione verso il consumo. Bisogna produrre di più e in modo efficiente per “causare” la domanda. La sofisticazione dei beni da produrre genera la necessità dei robot. Se questo è vero, lasciamo perdere gli umani (disoccupazione di massa) e usiamo i robot. Essi possono lavorare senza sosta in ambienti impossibili e fare cose che gli umani non possono fare. Non è il robot che toglie il lavoro, è un tipo di lavoro che esige il robot. Mark poteva benissimo usare un robot per prendere i pesci, ma non lo fa poi questo è un lavoro che lui può fare da sé. Inoltre, una sovrapproduzione di pesci non troverebbe sbocco (la fatina qui non aiuta). Insomma, certi lavori possono essere fatti solo da robot, certi non hanno bisogno di robot, ma di umani.

    Si parla di beni materiali, ma i robot possono anche pensare. L’intelligenza artificiale (IA) entra in un dominio non fisico, ma mentale. Parliamo non di quantità, ma di qualità. Un pensiero migliore, più efficiente, può cambiare la società e gli equilibri. Con certe tecniche di IA si può progettare di tutto più velocemente e con meno cervello umano. Le reti neurali possono trovare soluzioni a problemi che gli umani non riescono nemmeno capire. Queste tecniche non tolgono il lavoro di nessuno poi nessuno lo sa fare.

    Stiamo camminando verso l’uomo obsoleto o inutile? I desideri degli uomini sono infiniti? Allora, l’uomo avrà bisogno di estensioni delle mani e del cervello per potere produrre quello che vuole. Forse non è il desiderio che spinge a produrre, ma la creatività. L’uomo vuole creare e immaginare, esiste il desiderio di materializzare il pensiero.

    E la massa di disoccupati? Avranno tempo per esplorare altri aspetti della vita. In fondo, forse, non è una cattiva idea smettere di lavorare per produrre e avere più tempo per pensare e imparare. Ma chi compra la produzione se pochi lavorano? Nessuno. La produzione di massa tende a ridursi ai minimi, il consumismo è una aberrazione e dovrà sparire. Il pensiero fine e equilibrato, grazie al tempo libero, farà da motore ad una nuova generazione meno presa dai consumi e più creativa con necessità di produrre beni originali in proprio (robot e stampanti 3D). La famosa “avidità” dell’agente in economia sarà sostituita dalla “creatività” per soddisfare la propria anima. L’economia classica mi sta stretta poi considera l’uomo un egoista con desideri “infiniti” mai come un essere creativo che ha bisogno di soddisfare la propria anima e trovare un equilibrio nel mondo.

    • Zudomon

      esatto, w il tempo libero !
      non riesco a capire l’atteggiamento masochista per il quale c’è soddisfazione nel fare fatica, lavorare sarà come fare sport, un bel passatempo antieconomico, molto spesso è già così, solo che non si vuole ammettere che un robot ti possa sostituire, può ferire l’orgoglio lo capisco. Se ci sarà un IA forte la parte più difficile sarà ammetterlo e lasciare il posto a lei nella catena evolutiva

    • GattoMaculato

      Tutto molto bello e auspicabile, ma per ottenere questo risultato la popolazione mondiale dovrà diminuire drasticamente, altrimenti la massa di disoccupati inimpiegabili tirerà a fondo i pochi lavoratori rimasti, mettendosi in concorrenza con loro e abbassando e paghe a livelli da schiavi.

  • Zudomon

    manca la parte finale, …dopo 3 mesi Patrick 9000 aveva già finito di raccogliere tutte le noci di cocco e si entrò in carestia senza più noci di cocco sull’isola,
    -Patrick cercò di costruire un robot per i pesci ma morì di fame prima di riuscirci
    -Joe pregò alla fatina dei robot di calare dal cielo un altro robot ma non successe e morì di fame pure lui
    -Mark, resosi conto che non era più sostenibile la vita sull’isola, e dato che aveva accumulato più cibo fu l’ultimo ad esaurire le scorte, si narra che provò a cambiare isola a bordo della sua lambo (di certo non poteva fallire con quello che costava!), di lui non si hanno più tracce.

  • donato zeno

    Gli androidi sognano…………………………………… http://www.bibliotecagalattica.com/racconti/prezzo_della_pace.html

  • Forza-Karolina

    X Francesco Simoncelli,

    Per me l’argomento più importante è quello su cui ti sei soffermato di meno, e cioè la “Legge dell’Associazione” c’è sempre un modo affinché Patrick possa partecipare ad una divisione del lavoro, anche dopo essere stato rimpiazzato dal robot.
    Facciamo un esempio concreto: se domani mattina liberalizzano il mercato dell’istruzione e si da ad ogni famiglia un buono scuola da spendere come vogliono… e magari nasce una società di e-learning che con poche centinaia di dipendenti sostituisce tutti gli insegnanti italiani (scenario che credo possa essere molto realistico sinceramente) mi spieghi queste CENTINAIA DI MIGLIAIA di ex insegnanti, dibelli, presidi ecc… che cazzo fanno?
    Da un lato la mia società fa grandi utili (dato che il costo marginale si un sistema e-learning con centinaia di migliaia di consumatori è quasi nullo) e il costo del servizio crolla quindi noi della società e tutte le famiglie hanno più soldi in tasca per altre cose che desiderano… ma credi davvero che tutta sta gente possa riconvertirsi?
    Potrei farti lo stesso esempio in campo finanziario… pensa ad un’impiego massivo del fintech… o nel settore retail ad un’impiego massiccio delle tecnologie di automazione (stanno progettando interi supermercati con soli 2-3 dipendenti)…
    Quello che per me rischia di non essere più vero è la Legge dell’associazione!

    • Alcoor26 .

      Se i lavoratori disoccupati aumentano, diminuiscono i salari (ma anche i prezzi). Se diminuiscono i salari, i robot diventano antieconomici.

      • Forza-Karolina

        1) Quello che tu non consideri è che il prezzo della tecnologia può scendere molto più in basso. Una volta costruito un robot il suo costo marginale di fatto è energia elettrica o poco più… Tieni conto che con un barile di petrolio come energia primaria equivale a circa 11 anni di lavoro di una persona… sono 50/100 dollari contro…… dimmi tu un numero anche con salari decrescenti…
        2) Per me andrà a finire cosi: daranno una sorta di reddito di cittadinanza (meglio ancora un’imposta negativa sul reddito) a tutti ma di ammontare bassissimo… tipo 150 euro al mese… Il 99% delle persone non farà un cazzo e si trastullerà tra internet e virtual reality… l’1% che lavora e produce però in cambio della pace sociale e del sussidio del 99% vorrà COMANDARE e prenderà il potere. Si creerà quindi una nuova società feudale, solo con più diritti ed enormemente più ricchezza.

        • Alcoor26 .

          E’ già una società feudale. La maggior parte dei cittadini non conta nulla e accetta ogni vincolo alla libertà. basta che abbia la sanità e credere che avrà la pensione. (anche se non l’avrà).
          per il primo punto, credo che non consideri il fatto che le persone hanno sempre nuovi bisogni.

          • Forza-Karolina

            1. Vero però non comanda chi produce ma chi non fa un cazzo…. è l’esatto opposto di quello che ho proposto io.
            2. Di bisogni la gente ne ha potenzialmente 100mila… problema è un’altro: hai i soldi per comprarti quei beni/servizi? Se non lavori NO! A meno che l’elite dominante non te li regali per tenere la pace sociale (ltipo a sanità e dis-istruzione pubblica di cui parli).

  • Lucio

    A me sembra che il giochino non funzioni. Nell’esempio abbiamo una società basata sul baratto n cui si produce lo stesso bene che funge da scambio e da bisogno. Nella realtà contano i soldi ed il potere di acquisto è dato dalla disponibilità di questi. Inoltre si aggiunge la volontà di acquistare o meno un certo bene o servizio. Insomma non posso credere che l’offerta si crei la domanda. Esempio palese: le automobili. Essendo costose ad un certo punto il mercato si è saturato e le vendite sono crollate.

    • Alcoor26 .

      Se le produci, qualcuno le domanda. Come nelle sovraproduzioni, se nessuno può permettersele, calano di prezzo e non vengono più prodotte. (le auto costose, e vengono prodotte quelle normali). Ma una volta prodotte vengono domandate.
      Se non le produci, cosa domandi???
      Come fai a domandare più noci di cocco se non sono state prodotte?? Come fai a domandare più noci di cocco, se non hai prodotto più bacche a parità di prezzo??

      • Lucio

        Se non vi è domanda rischio di produrle e tenermele in magazzino o regalarle sotto costo.
        È l’offerta a creare domanda o la domanda a creare offerta? Io penso la prima.
        La pubblicità può creare ol bisogno e quindi la domanda. Ma senza di questa o sondaggi non puoi produrre qualcosa cje magari non viene richiesto.

        • Alcoor26 .

          Domanda e offerta devono incontrarsi perchè avvenga lo scambio economico. Su questo non c’è dubbio.

          Però pensa all’inizio, in cui si viveva di sussistenza e ognuno produceva per sè. La domanda c’era, ma non si creava l’offerta.
          Invece, con l’evoluzione tecnologica e la specializzazione del lavoro, si è creata anche l’offerta, più beni disponibili.
          Ovvero in altri termini, devi produrre qualcosa per scambiarla. Se dici cosi, sei della scuola austriaca. Se invece affermi che la domanda crea l’offerta, basta stampare denaro dal nulla, senza produzione prima, per generare l’offerta, e sei della suola keynesiana.
          Il mondo sta adottando la seconda legge. A me sembra che non funzioni.
          Anche perchè alla lunga, il tuo denaro che sostiene la domanda, stampato dal nulla, varrà per quello che è. Carta.
          Mentre denaro che proviene dalla produzione sostiene l’offerta in modo che questa si sviluppi meno nel breve periodo, ma in maniera sostenibile, costante e sana.

          • Lucio

            A mio parere l’attuale sistema sta fallendo solo perché si è voluto creare offerta creando forzatamente la domanda. Ecco da qui la corsa all’accesso al credito ecc ecc.

          • Alcoor26 .

            Concordo appieno.
            Il punto è che senza la banca centrale ed emissione di moneta, non si poteva creare la domanda dal nulla, ma doveva avvenire dalla produzione di ricchezza precedente (offerta).
            I keynesiani dicono che va bene agire sulla domanda, quindi va bene emettere denaro dal nulla. Gli austriaci invece, che la domanda deve esser generata dalla ricchezza precedentemente prodotta (offerta) per avere una crescita magari minore, ma costante. Oltre al piano etico dello stampaggio…

  • marioam

    Gli anti-robots sono talmente stolti, che preferiscono passare la vita ad avvitare bulloni per 2 lire al giorno, piuttosto che farlo fare ad un robot ed andare al mare.

    • Lorenzo Ghiselli

      Beh, io preferirei andare al mare a pescare, ma poi arriva lo stato, l’asl e la burocrazia tutta che ti fa sentire la mancanza di avvitare semplicemente i bulloni.

  • Lorenzo Ghiselli

    Non so, a me sembra lo stesso discorso dell’euro e della globalizzazione :”tranquilli, grazie a questo lavoreremo un giorno in meno a parità di stipendio”. Com’è andata a finire si è visto..

  • Peppino Prisco

    Bravo! finalmente qualcuno che ha capito come funziona l’economia.

  • Peppino Prisco

    in futuro avremo tanti robots e pochi umani che si godranno la vita senza rogne.
    è solo questione di tempo, chi comanda punta a questo.

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