Il Russiagate entra in fase social, il ridicolo corre sulla Rete. E Hollywood e sport giocano di sponda

Di Mauro Bottarelli , il - 40 commenti


Il Russiagate entra nella fase due e, a occhio e croce, la battaglia ora comincia a farsi interessante. Non solo, infatti, la caccia alle streghe orchestrata dal capo degli investigatori dell’FBI, Robert Mueller, vede al suo fianco i divi di Hollywood e i social network ma, soprattutto, perché la campagna contro i giocatori di basket e football poco rispettosi dell’inno nazionale sta alimentando un parossismo patriottico indotto che potrebbe risultare molto comodo alla prima, palese “provocazione” russa. E’ la Rete, bellezza! Verrebbe da dire così, infatti, dando un’occhiata al diluvio di pentimenti ad orologeria dei guru social statunitensi, dopo che Facebook ha ammesso la presenza sulla sua piattaforma di annunci politici a pagamento riconducibili a entità russe, la cui lista sarà presentata al Comitato intelligence del Senato, organo davanti al quale Mark Zuckerberg testimonierà ad inizio novembre.

Il percorso, in realtà, non è cominciato ora, visto che la scorsa primavera Evan Williams, co-fondatore di Twitter, parlò in questi termini del futuro della sua creatura: “Una volta pensavo che, dando la possibilità a tutti di scambiare liberamente idee e informazioni, il mondo sarebbe automaticamente diventato un luogo migliore: mi sbagliavo… Il meccanismo di Internet si è rotto. È diventato deleterio perché premia le affermazioni estreme. E va sempre peggio”. Insomma, scoperte le falle e finito il tempo del dominio propagandistico, ecco che il giocattolino non piace più. Detto fatto, dopo il mea culpa di Facebook, ecco che ora si scopre che proprio Twitter avrebbe reagito con scarsa energia anche ai tentativi russi di influenzare le elezioni presidenziali Usa del 2016, infiltrandosi nelle reti sociali.

E se fino a ieri ci si era limitati a campagne di bonifica per eliminare migliaia di account falsi che diffondevano all’infinito una stessa fake news, ieri proprio Twitter ha annunciato di aver sospeso circa 200 account legati ad entità russe, tra cui tre gestiti dalla tv filo Cremlino Russia Today (Rt), che “ha promosso 1.823 tweet che miravano in modo certo o probabile il mercato americano” nel 2016, spendendo 274 mila dollari. Lo ha reso noto lo stesso social media sul suo blog ufficiale, dopo il briefing alle commissioni intelligence della Camera e del Senato che stanno indagando sul Russiagate.

Margarita Simonyan, redattore capo di Russia Today, ha immediatamente dichiarato che l’acquisto di pubblicità su Twitter è una pratica commerciale standard che è stata presentata in modo falso come un’interferenza russa negli affari statunitensi: “Twitter ha rivelato alcune informazioni mostruose al Congresso: abbiamo speso soldi in campagne pubblicitarie, come tutti i media del mondo”, ha polemizzato, parlando con l’agenzia Ria. Ora, al netto di questo grafico,

il quale ci mostra chi davvero teme di più le fake news e la loro diffusione nel mondo, possiamo dire che la battaglia è aperta. E lo sanno anche a Mosca, visto che quasi un anno dopo la decisione di bloccare Linkedin, le autorità delle telecomunicazioni di Mosca l’altro giorno hanno inviato un segnale molto chiaro a Facebook, in caso l’azienda non si affretti a mettersi in regola con le normative di gestione dei dati russe: “La legge è obbligatoria per tutti e su questo non ci sono dubbi, quindi o si arriverà a una sua implemtazione o alcune aziende smetteranno di lavorare in Russia, come è sfortunatamente accaduto a Linkedin. Non ci sono eccezioni”, ha dichiarato Alexander Zharov, capo del Federal Service for Supervision in the Sphere of Telecom, Information Technology and Mass Communications, meglio noto come Roskomnadzor.

Caso strano, il giorno prima di questa mossa e due giorni prima di quella compiuta da Twitter, le autorità cinesi avevano bloccato il servizio di messaggistica di proprietà di Facebook, WhatsApp: il Congresso del Partito Comunista si avvicina (18 ottobre) ma dietro la decisione potrebbe esserci anche un voler anticipare le mosse censorie di Russia e USA, in quella che appare una vera e propria ritirata dall’era social, tramutatasi in un lampo da avvenire di libertà in un dedalo orwelliano di complotti. Ma attenzione, perché Oltreoceano lo schieramento comincia ad essere di quelli imponenti. Ancorché ridicolo, come d’altronde si palesato l’intero Circo Barnum del Russiagate. E se MSNBC




ha dimostrato di aver perso completamente la brocca con i suoi pasdaran più russofobi, inanellando una smentita ufficiale dopo l’altra relativamente all’hackeraggio russo, l’effetto Hollywood scatenato dallo spot in cui Morgan Freeman dichiarava che l’America è in guerra, dopo l’attacco manipolatorio del Cremlino, sta facendo proseliti. Ieri è stato il turno di Liam Neeson, il quale alla premier del suo nuovo film “Mark Felt: the man who brought down the White House”, nel quale guarda caso interpreta il vice-direttore dell’FBI nel pieno dello scandalo Watergate (la macchina della propaganda cinematografica USA è a pieno regime), ha invitato i cittadini che sanno qualcosa sui legami tra la campagna di Trump e i russi a dare il loro contributo all’indagine in corso, in nome del patriottismo. Ecco le sue parole: “Qualcuno mi ha chiesto quale sia la definizione di patriottismo e io penso che sia la capacità di alzarsi in piedi e ricordare a questa nazione cosa stia facendo di sbagliato”. Poi, riferendosi al film, ha sibillinamente sottolineato come “la storia tende a ripetersi… I governi vanno tenuti sotto controllo e per questo esiste la libertà di informazione. La politica deve dirci la verità”.

Certo, come hanno fatto Barack Obama e Hillary Clinton, soprattutto sull’attacco all’ambasciata di Bengasi, ad esempio. Ma che la situazione stia trascendendo nel propagandismo maccartista da un lato e populista di basso rango dall’altro negli USA, ce lo dimostrano due fatti apparentemente di poco interesse. Primo, dopo gli attacchi furenti di Donald Trump contro i giocatori di NFL e NBA rispetto all’inno nazionale e all’abitudine di ascoltarlo in ginocchio per protesta contro la brutalità della polizia verso i neri, ieri si è registrato il primo caso di boicottaggio posto in essere da un’azienda. Il brand sportivo Hardwick Clothing di Cleveland ha infatti annunciato il suo stop alla fornitura di abbigliamento al personale della NBC durante le dirette e le trasmissioni di approfondimento delle partite NFL, a causa proprio di “comportamenti anti-patriottici che non possiamo sopportare”, ha dichiarato Allan Jones, a capo di quella che è la più antica produttrice di divise degli USA.


Certo, Jones è un dichiarato sostenitore di Trump, quindi il suo atto potrebbe essere derubricato a propaganda politica ma occorre ricordare come i 32 team della NFL, di fatto, dipendono quasi interamente dagli 1,25 miliardi di dollari di sponsor e inserzionisti, stando a dati di ESP dello scorso anno. Il rischio che la palla di neve diventi valanga, davvero non è possibile correrlo: cosa faranno i presidenti di Lega, se i giocatori continuassero il loro braccio di ferro con a Casa Bianca? Attenzione, toccare lo sport negli USA è come toccare l’alta tensione. Secondo avvenimento. al netto dei boicottaggi di programmi sportivi come “Sunday Night Football” avavnzato da tifosi schieratisi con il presidente, i cameramen che operano nella NFL sono stati istruiti dai grandi network per cui lavorano al fine di evitare accuratamente le riprese delle folle negli stadi che fischiano o contestano i giocatori che si inginocchiano durante l’inno nazionale.

Hollywood e sport messe in campo, su fronti opposti, in nome del patriottismo. Appare chiaro come la mossa sia quella di voler far gonfiare il petto dell’american spirit, usando qualunque mezzo, mentre si dà vita alla fase social e 2.0 del Russiagate. Abbiano già visto qualcosa in passato, messo in campo per convincere gli americani che fosse giusto partecipare direttamente alla Seconda Guerra Mondiale… Guarda caso, poi, dall’oltretomba è tornata la voce del redivivo Al-Baghdadi e con essa lo spauracchio dell’Isis: chissà quale studio di registrazione della West Coast ha avuto l’onore di lavorare per Langley nella sua produzione? L’Impero è disperato. Attenti all’Impero.

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  • Nicola Albano

    Stati Uniti d’America… la terra della libertà… ma non diciamo cazzate.

    • cagliostro

      basta chiedere ai nativi,

      • Ronf Ronf

        Dalla presidenza di Teddy (R, 1901-1909) ad oggi i nativi aumentano di numero ad ogni censimento… e comunque anche nel XIX secolo i nativi sono sempre aumentati (strano, ma vero: ci sono i censimenti a dircelo)

        • Carlo Robotti

          Beh le Riserve sono sempre attive, è per quello che tengono ‘il conto’.
          Ricordo ancora quando mi prestai a tradurre nel 2000 per amici un libro su Capo Giuseppe (credo della tribu’ dei Nasi Forati….), una narrativa ben diversa dalle propagande mediatiche decennali, dal lavaggio del cervello subliminale….eccetera.

        • cagliostro

          praticamente li hanno lasciati in mutande, non hanno bisogno di perder tempo tra un amplesso e l’altro

  • thomas

    Crepi l’impero con tutti i suoi accoliti.

  • Gianox

    Questo articolo fa un po’ da pendant con quello pubblicato ieri da Blondet.
    Se negli anni ’30 ed ancor prima ad inizio ‘900, per certi poteri economici di stretta osservanza talmudica il nemico pubblico numero uno, quello da demonizzare e da distruggere totalmente, era la Germania, oggi questo nemico è la Russia di Vladimir Vladimorovic Putin.
    La Russia di Putin non è più la Russia di Boris Eltsin. Quella Russia poteva essere tollerata nel consesso internazionale, perché aveva una dirigenza che non faceva gli interessi del suo popolo. Ma questa Russia no, deve essere trattata come un appestato.
    Fa troppo gli interessi del suo popolo perché glielo si possa perdonare: potrebbe persino fungere da esempio per tutti quei popoli dell’Europa occidentale a cui per 70 anni non sono state raccontate altro che menzogne.
    La Russia di Putin oggi deve essere demonizzata, nella stessa misura in cui lo furono negli anni ’30 dei regimi nazionalistici che ebbero appunto la colpa di fare troppo gli interessi dei propri popoli.
    L’uomo occidentale si deve convincere che la Russia è male, un male tanto grande da dover essere estirpato con la violenza.
    Una volta che fosse sconfitta la Russia, si potrà dire di tutto di essa e dei suoi leader. Si potrà dire che Putin mangiava bambini, che Shoigu si faceva il sapone coi cadaveri dei gay, che Lavrov stuprava le bambine…
    Queste cose le hanno già fatte e non c’è motivo per dubitare che non le vogliano fare ancora.
    Però, questa volta le cose potrebbero andare diversamente.
    La prima volta la mistificazione riuscì anche per colpa dei sovietici, i quali però posseggono ancora quegli archivi che potrebbero sbugiardare certe narrazioni.
    E questi archivi oggi potrebbero essere riaperti proprio per dare la possibilità alla Russia di difendersi.
    E poi, proprio perché questi archivi ci sono, i russi sanno bene che quale potrebbe essere il futuro che li attende se dovessero perdere.
    Ed è proprio per questo che si sono preparati per vincere.

    • paolinks

      Io pero’ ho dubbi sull’interpretazione di Bottarelli. L’impero e’ in piena voltata propagandistica, e’ vero! La storia dell’inno gonfiera’ il petto patriottico degli americani, e’ vero!

      Ma perche’ Bottarelli conclude che sia antirusso tutto cio’? A me pare che i due clan americani si stiano scannando tra di loro. Il russiagate e’ vissuto con molta sfiducia da una larga fetta di americani che non sono snowflake. Quelli che stanno con Trump insomma! Questo vogliono la morte dei liberal e delle loro fake news e vogliono la morte dei giocatori che s’inginocchiano.

      Non ce la vedo questa sinergia antirussa nelle due fazioni. Semmai vedo un conflitto civile all’orizzonte, che di certo non fara’ bene all’impero americano, ma non fara’ bene nemmeno alla nota tribu’ che usa l’esercito USA per i propri scopi. E non dimentichiamo che dall’altra parte c’e’ un fronte abbastanza compatto, unito nella consapevolezza che ognuno di loro e’ bersaglio delle mire dell’impero e della tribu’.

      • valentino

        Ci sarebbe sempre il nemico di riserva, che ultimamente, sembra, voglia avvicinarsi un pò troppo alla Russia

      • Gianox

        Io credo che le due vicende siano strettamente connesse.
        In fin dei conti, attaccare i giocatori della NBA e della NFL a Trump è utile perché ricompatta il suo schieramento.
        Ultimamente Trump sembra dare l’impressione di essere stato messo seriamente in difficoltà dal Deep state.
        Con questa mossa, dando i suoi supporter un nemico, riesce a ricompattare le file.
        Ed è un po’ la stessa strategia del tipo state quando dà contro alla Russia.

        • paolinks

          “Ed è un po’ la stessa strategia del tipo state quando dà contro alla Russia per ricompattare i liberals” appunto http://www.zerohedge.com/news/2017-09-29/congress-relying-debunked-guilt-association-online-tool-track-russian-influence

          Leggere affermazione di Lankford. Vabbe’ credo che anche gli americani lo prenderanno per il pazzo che e’, ma davvero stanno cercando di tirare in ballo la Russia su una questione che e’ prettamente interna alla loro nazione.

          Imho e’ come disse Putin, la Russia e’ usata come distrazione per attaccare gli avversari interni e occultare i disastri che hanno combinato negli ultimi 16 anni.

          Il punto e’ che sempre Putin disse che ormai non gli viene piu’ da ridere quando sente tirare in ballo la Russia a sproposito.

          Ah notizia di oggi sulla mitica stampa italiota. I russi ( o siriani, dicono di non avere certezze ) avrebbero uccisi altri 28 civili ad Idlib, in una zona di deescalation. Peccato che abbiano dimenticato di ricordare che proprio li’ gli MP russi hanno subito un’imboscata la settimana scorsa. Per la serie “e’ sempre colpa dei russi”…

    • Frank Black

      Purtroppo il loro futuro è molto legato a Putin e alle personalità di spicco in generale. Se dovesse cadere Vlad la Russia stessa sarebbe spacciata e lui ha molti nemici interni. Moltissimi. Rischia tanto. Ma anche i russi rischiano e la maggioranza, nonostante non lo ami, lo rispetta e sa che è l’ultimo baluardo contro una catastrofe molto più grande di quella che si ebbe con Eltsin.

      • Gianox

        Lo temo anch’io.

      • guarda che Putin venne messo al suo posto, le sue basi del potere sono sempre li, non si sono mosse. e se semplicemente il comitato che lui presiede scegliesse un altro? Magari uno forte, non un tentennatore come Putin?

        • davide

          Ciao Nuke,
          e dove lo trovi uno con l’ abitus mentali dello Zio, cioè Judo e scacchi?? Mi pare che il “tentennamento” è la capacità di attendere come un cecchino e sparare il colpo micidiale.
          Gli avvenimenti devono ancora concludersi; è ancora presto per dare allo Zio giudizio storico.
          Di sicuro i politologi del prossimo secolo dovranno ammettere che con quattro soldi e un dispiegamento di truppa modesto,
          lo Zio (caccerà’?? Speriamo!) i merighi da una delle aree + strategiche del pianeta: Ukraina, Siria, Iraq, golfo persico, e dintorni.
          Grazie ad alleanze serie, (Iran) scovando gli errori strategici madornali dei merighi (osiamo pure la parola stupidità da clinica per malati di mente) unitamente ad una mente veramente da statista, ha approfittato come e peggio di un animale saprofago delle circostanze.
          Dove lo trovi un altro Temistocle del genere? Bisogna girare parecchio.

          • ce ne sono due o tre papabili, prima di tutto il “papa di transizione”, tipo il buon vecchio Lavrov, l’attuale ministro degli esteri. Pare abbia dei coglioni così grandi da risultare attualmente inconcepibili per un politico occidentale. A suo confronto Putin è una mammoletta indecisa. Non si nota, ma se lo fai incazzare non dice niente e nulla traspare dal suo viso, ma lavora giorno e notte per farti un culo come una zampogna.

          • davide

            Lavrov? notare che di costui in occidente sappiamo poco o nulla, tipico nel buon vecchio stile союз социалистических социальных республик.
            E dire che è il Deus ex Machina della politica estera soviet…ehm Russa (era già all’ONU nel 1981).
            Quanto a testicoli tralasciamo un attimo Putin e proviamo il paragone con l’omologo Kerry.
            Lavrov sta in quella poltrona dal 2004, tutti gli altri li hanno spediti nella casetta al mare.
            Lavrov presidente della Russia? tempi interessanti….

          • Coglioni, enormi, titanici, basta solo sentirlo parlare o come reagisce in microsecondi a domande scomode. Forse Putin è meglio come organizzatore, ma lui….

  • 73stema

    L’impero colpisce ancora. Comunque a me sembra significare che sono alla frutta.

    • paolinks

      Sono scesi in campo pure i quaquaraqua di Hollywood, quindi si, sono alla frutta. Hanno una paura fottuta del popolo nazionalista, quello che sta con Trump.

      • aiccor

        hanno fatto il “salto degli squali”, è proprio il caso di dirlo,se non ne sapete il significato cercate su un motore di ricerca (magari qwant)

        • Michael Guidara

          Ce lo vedi tu Trump / Fonzie saltare sopra Soros ?

  • johnny rotten

    La narrativa del mondo dei fake media ha ben poca attinenza con quello che realmente accade nel mondo, si potrebbe persino affermare che per sapere cosa accade davvero, basterebbe prendere spunto in negativo proprio da quanto racconta il mondo dei fake media, daltronde hollywood ed il fake media main stream rappresentano gli interessi si una piccolissima porzione del mondo, dal punto di vista puramente numerico è statisticamente irrilevante, e questo è un trend che va rafforzandosi sia sotto l’aspetto meramente economico che sotto quello che riguarda il feeling delle masse, in amerika come altrove, la forbice tra le élites anglo-sioniste ed i popoli si sta ampliando a grande velocità, chi fa la guerra psicologica alla Russia è proprio chi appartiene a quelle élites, cioè chi subisce la sudditanza allo stato sionista, il quale non ha ancora digerito la sconfitta in Syria e nel restante medioriente e quindi si rifà o cerca di rifarsi negli ambiti che ancora domina, ma tutte queste stronzate non riusciranno a dare lavoro ai milioni e milioni di disoccupati che si vanno aggiungere all’enorme schiera dei poveri, in particolar modo in occidente, a questi più di tutto gli fanno girare i coglioni problemi molto più seri e concreti e hanno perso quasi tutta la fiducia nelle balle “ufficiali”, anche perchè ci vuole troppa stupidità per dargli ancora credito, quando le cose vanno bene puoi pure iniziare qualche stupida guerra, con il bla bla del patriottismo e cazzate simili, ma quando le cose precipitano sono più probabili, molto più probabili, epiloghi differenti.

  • Lorenzo Ghiselli

    Mamma, come son caduti in basso…

  • Luigi za

    Francamente non capisco perchè ci sia ancora chi crede in Trump. A me pare che ormai abbia fatto una giravolta di 180* rispetto alle dichiarazioni di intenti (reputo fossero sincere) fatte nel discorso di insediamento alla Casa Bianca.
    Ho la nettissima sensazione che ora il Trump reciti la parte che gli é stata imposta, con quali metodi non saprei dire, con uno zelo che é perfino eccessivo tanto da mettere in imbarazzo le sue tre badanti ex-militari di carriera.
    Sembra quasi che, ridotto a picciotto voglia dimostrare a Mamma che le é fedele.
    Cosa sta proteggendo: la sua vita, quella dei suoi famigliari più stretti?

    • Ronf Ronf

      Nominato nuovo Attorney General, fatto. Nominato nuovo Segretario di Stato e al Tesoro, fatto. Nominato nuovo Direttore FBI, fatto (e le inchieste su Hillary sono in fase di istruttoria). 96 giudici federali Dem sostituiti da giudici Rep su ordine presidenziale, in corso di svolgimento. La nomina di un giudice Rep alla Corte Suprema, fatto (e in futuro arriveranno i 3 giudici nuovi per sostituire i giudici in carica da prima del 1995). Nominato (ed è per questo che il PD in Italia ha dovuto per forza rinunciare allo Ius Soli) nuovo Ambasicatore USA per l’Italia, fatto. Ti sembra poco? E poi adesso arriva la riforma del fisco (Obamacare fallirà da solo e la gente sa che è tutta colpa di McCain).

      • Ronf Ronf

        @paolinks:disqus @disqus_dYiU8SjDwP:disqus @lorenzoghiselli:disqus @disqus_DZ1bKqlkK3:disqus @disqus_CyZhStKfNL:disqus @gianox:disqus @disqus_JfCxVxkg6J:disqus @disqus_ooAobeVKOL:disqus @nicolaalbano:disqus @disqus_YxH5efHGIc:disqus @luigi_za:disqus @disqus_ZaJDDT95Cm:disqus voi che cosa ne pensate? Ci vuole del tempo…

      • Frank Black

        Lo IUS SOLI arriverà tra non molto. Così come arriveranno tasse e patrimoniali inimmaginabili. Preparate (prepariamoci) a rendere conti in banca e le vostre (nostre) case. E queste verranno date a disposizione indovinate di chi……Ma voi dovete stare sereni.

        PS
        scusate lo sfogo che non c’entra motlo ma sono sempre più sfiduciato ma anche allarmato

        • Ronf Ronf

          Ok, ma con cosa fai passare lo Ius Soli se in Senato mancano i numeri perchè certi partiti di centro votano su indicazione USA?

        • Michael Guidara

          Ci prenderemo pure i profughi di Rohingya e crederemo alla Boldrini quando sproloquiera ´ che l´ Italia e´ il primo punto d´ approdo di questi nuovi disperati…Guai a contraddirla, guai…

        • guidino

          grazie almeno qui si trova qualcuno sfiduciato e allarmato mentre in giro sono tutti ok e non sanno cosa li attende

    • donato zeno

      Con la Clinton avremmo avuto subito i raid su Damasco

  • Pieretto

    A parte che la propaganda la fanno tutti dappertutto poi c’è chi ha più mezzi, chi è più scaltro ecc. non ho capito questa faccenda dell’american spirit dei tifosi di football che contestano i giocatori che non rispettano l’inno pompato ad arte in funzione antirussa, magari visto che il fan medio di quello sport è maschio, bianco, conservatore si è semplicemente rotto le palle di quella protesta pretestuosa, l’aveva già dimostrato e mi risulta senza nessuna spinta esterna quando aveva iniziato Kaepernick in solitaria figuriamoci adesso che ste ridicole manifestazioni sono diventate una moda, e presumo che Trump si sia buttato nella polemica anche perchè gli conveniva dal punto di vista della popolarità, i sondaggi sulla questione lo dimostrano, altrettanto normale che pure qualche sponsor si inalberi, è vero che non tutto è come appare, che ci sono burattinai che manovrano nell’ombra e alla luce del sole, ma qualche volta ci sono anche spiegazioni semplici per certi accadimenti, Bottarelli lei qualche volta fa delle trame da thriller di fantapolitica per dimostrare le sue tesi, in pratica qualsiasi cosa avvenga in ogni parte del mondo, che so, un tizio a Singapore che vende una barcata di azioni Google, l’aumento dei Mormoni in Brasile, quello dei Pakistani che guardano Porn Hub, l’improvviso ritrovamento in Sud Corea di un manoscritto di MacArthur riguardante la carenza di barattoli di fagioli nel 1952 e la dichiarazione di Zuckerberg che passa a farsi le pippe con la sinistra invece che con la destra nasconde qualcosa di misterioso e diabolico, solitamente un segno che la guerra contro Russia ( Cina, Nord Corea, Iran…) è imminente, a me dà grande fastidio chi taccia di complottismo chi mette in discussione certi dogmi, quasi sempre si rifiutano di entrare nel merito della discussione per delegittimare l’interlocutore e si limitano allo stantio intercalare gomblotto!, qualcuno perchè in malafede, altri per pigrizia, però non esageriamo, tra l’altro in un suo recente precedente intervento mi pare avesse catalogato sta diatriba riguardante la NFL come cosa di scarsissima importanza adesso potrebbe essere diventato un tassello per creare il casus belli del prossimo conflitto mondiale.

    • Ronf Ronf

      Quando scrivi un commento lungo, poi usa Rispondi per scrivere 1 riga perchè in questo modo fissi il commento grosso evitando che sparisca via nello spam!

  • marcoferro

    adesso stanno dicendo che anche in catalogna i russi hanno tentato o starebbero tentando di fare ingerenza. la macchina va avanti a tutta forza…

  • Caio Giulio

    Bottarelli, tu continui a sopravvalutare le stronzate della cnn e tutte le fake news varie: il russiagate è chiaramente alla frutta e il suo capo clintoniano ormai non sa più che pesci pigliare visto che non ha trovato un cazzo come ben si sapeva e si era capito anche negli USA; questi buffoni di hollywood non se li caga nessuno e gli studios sono sull’orlo del fallimento e prossimi ad essere rilevati dai soliti cinesi; i buffoni strapagati sportivi che protestano sono tutti dei negri che stanno facendo incazzare i negri stessi che vivono di food stamps.
    Insomma come al solito le loro strategie sono perdenti e ottengono sempre l’effetto contrario, altro che guerra alla Russia, la loro guerra sempre più perdente è sempre e solo contro Trump.

    • Ronf Ronf

      Ed eliminando i food stamps si risolve una volta per tutte la questione razziale

  • donato zeno

    Vado OT.La Svezia è il paese “europeo” X eccellenza multiculo e pacifinto

    http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/13255528/putin-svezia-kaliningrad-missili-iskander-boom-fondi-militari.html

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