Caso ILVA, un governo di pagliacci che si spaccia per filo-operaista nei ritagli di tempo dello ius soli

Di Mauro Bottarelli , il - 98 commenti


Ricordate, ai tempi del liceo, quei compiti in classe talmente importanti e omnicomprensivi da essere programmati settimane prima e che, in quanto tali, ci vedevano sempre rimandare di giorno in giorno la loro preparazione, tanto c’era tempo? Ecco, a leggerla attraverso i titoli dei giornali di oggi, la vicenda ILVA appare un po’ così: si è aspettato, cullandosi sulle basi di un accordo stretto in fretta e furia e poi, arrivati al giorno dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico tra le parti, il governo – impreparato alla mossa della controparte, quasi si conoscesse il testo d’esame e questo fosse stato cambiato all’ultimo istante – ribalta il tavolo e fa slittare l’esame. Non è così. E’ peggio di così.

Sentendo aria di elezioni e sapendo del primo intoppo sul tema avvenuto lo scorso 21 settembre, il governo vuole giocare la carta Macron, quella dell’orgoglio nazionale: ovvero, spingere i nuovi padroni indiani di ArcelorMittal a ritirarsi per dare il via libera al secondo soggetto che partecipò alla gara dello scorso dicembre, uscendone sconfitto. Ovvero, quello che vedeva tra i partecipanti Cassa Depositi e Prestiti. Quindi, lo Stato. Una gran mossa, sulla carta, per due motivi. Primo, essendo il secondo Paese manifatturiero d’Europa e quarto al mondo, l’acciaio risulta asset strategico, quindi l’effetto Fincantieri-Saint Nazaire balza subito all’occhio. Secondo, si arriverebbe a un aggiramento delle norme UE che, relativamente all’acciaio, vietano gli aiuti di Stato. E chi lo prende nel culo, almeno potenzialmente, da questa pantomima elettorale? Gli operai, ovviamente, a Genova come a Taranto.

Ma partiamo dall’inizio, brevemente. Per anni, l’ILVA ha garantito a quei galantuomini dei Riva soldi a pioggia per le messa a norma degli impianti, accusati di inquinare e mettere a repentaglio la salute di cittadini e operai come nemmeno una fabbrica deregolamentata cinese. La cosa era nota ma ci volle l’arrivo della magistratura, con il blocco di parte delle fabbriche e il ritrovamento di conti esteri, per mettere un primo punto alla vicenda. Si arriva così al bando di gara per l’assegnazione degli impianti, il quale vede contrapposti appunto ArcelorMIllal-Marcegaglia e una seconda cordata in cui è presente Cassa Depositi e Prestiti. Vince il primo, in fretta e furia sotto Natale, perché occorreva vendere politicamente i “regalo” del governo a operai e famiglie.

Questo, nonostante il gruppo vincitore sia proprietario di un cantiere direttamente concorrente a quello ILVA di Cornegliano, a Genova, situato a poche centinaia di chilometri, a Marsiglia e veda il gruppo di Emma Marcegaglia tra i debitori di ILVA. Missione compiuta, l’ILVA è salva, il governo può piantare la sua bandierina. L’accordo, di massima, è il seguente: dei 14.200 dipendenti del gruppo, in un primo momento ne sarebbero stati salvati 8.500, poi saliti a 10mila nell’intero gruppo. Restava quindi il nodo irrisolto di oltre 4mila esuberi, tema più volte portato all’attenzione del governo dai sindacati ma lasciato decantare fino a ieri. Anzi, fino al 21 settembre, quando in un incontro preliminare e propedeutico al tavolo che avrebbe dovuto aprirsi, si palesa la seconda criticità.

Oltre agli esuberi, i livelli salariali e dei diritti acquisiti. ArcelorMittal, stando al governo, si era infatti impegnata a 10mila assunzioni con un costo medio per lavoratore di 50mila euro: qualcosa scricchiola ma le normative che garantiscono il mercato dell’acciaio permettono alle aziende contraenti di mantenere delle clausole d riservatezza all’interno dei contratti, quindi ci si basa sulla buonafede e si attende l’incontro decisivo del 9 ottobre, data in cui i sindacati indicono uno sciopero di 24 ore per porre ulteriore pressione.

Ed ecco che ieri, il segreto di Pulcinella salta fuori. Non solo la cifra dei 50mila euro per lavoratore non è rispettata ma gli stessi, per vedersi garantito il posto nella nuova ILVA, dovranno essere licenziati e poi riassunti in base al contratto a tutele crescenti contenuto nel Jobs Act, perdendo non solo i livelli salariali precedenti ma anche tutti i diritti acquisiti, scatti, anzianità e quant’altro. I conti sono presto fatti: chi guadagnava 1.300 euro sotto i Riva, ora dovrà campare con poco più di 900 euro al mese. Grazie al Jobs Act. Gran bella figura di merda per il governo. Anzi, duplice. Arrivare a un tavolo impreparato e, oltretutto, dover contrastare proposte ritenute inaccettabili ma rese possibili dalla riforma del lavoro di cui si continuano a decantare le sorti magnifiche e progressive.

Che si fa allora? Facile, si finge di cadere dal pero e si ribalta il tavolo, accusando la cordata vincente di non mantenere gli impegni. ArcelorMittal si è detta “sconcertata” dall’atteggiamento del governo italiano, mentre maggioranza e sindacati hanno immediatamente festeggiato la mossa del ministro Calenda come un insperato afflato di orgoglio patrio: balle, è soltanto una disperata mossa elettorale. Altrimenti non si sarebbe arrivati al 9 ottobre in quelle condizioni, avendo avuto un chiaro campanello di allarme durante l’incontro del 21 settembre: si sarebbe, seriamente, messo sul piatto subito il problema, arrivando al tavolo ministeriale del 9 ottobre in condizioni di chiarezza. Ovvero, o si va per chiudere o si interrompe prima, costringendo ArcelrMittal a dare una risposta alle criticità salariali fatte notare. Si è voluti arrivare invece allo scontro frontale programmato, il tutto solo per ottenere un risultato: far indietreggiare la cordata per far entrare il governo nella partita, alla francese appunto. Un atteggiamento serio, a vostro modo di vedere?

No. Il problema è che il sindacato è d’accordo. La politica, di fatto, anche. Il passato e le sue responsabilità enormi, tutte interne? Tutto scordato, ora ci sono gli indiani sfruttatori e stronzi da mettere nel mirino, il capro espiatorio è pronto all’uso. Davvero crediamo che si possa continuare a prendere per il culo i lavoratori in questo modo? Parliamo di migliaia di famiglie, gente che se perde quel posto – o quello garantito nell’indotto della bonifica degli stabilimenti, come ad esempio dovrebbe accadere a Genova – è sulla strada, magari a quaranta anni passati e con la pensione che è un miraggio. Davvero per evitare di dover rendere conto di una scelta sbagliata prima, di un bel conflitto di interesse (la presenza del gruppo Marcegaglia) poi e del Jobs Act come arma per portare a casa la rapina, si pensa di giocare la carta del ricatto occupazionale con gli indiani?

Gente che, appunto, ha un cantiere concorrente a Marsiglia e se decidesse di giocare pesante, a colpi di studi legali, potrebbe prendere l’ILVA e bloccare l’attività – e quindi i livelli occupazionali – dalla sera alla mattina, solo per il piacere di fare un culo così a Calenda e soci? Certo che sì, perché l’obiettivo ora è solo quello di vincere, in qualsiasi modo e a qualsiasi prezzo, le elezioni della prossima primavera: il resto, si sa, sarà poi materia di calcio della lattina per l’esecutivo che verrà. C’è tempo, come per studiare per quel famoso esame programmato al liceo. Nel frattempo, tutte le energie sono concentrate sul cercare i numeri per far passare l’altro, grande architrave della campagna elettorale, la legge sullo ius soli. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, non attende che il via libera per calendarizzare a novembre.

Di fatto, uno strumento parallelo all’intera vicenda industriale, visto che fa parte del progetto di più ampio respiro di ampliamento non solo del concetto di cittadinanza ma anche – e soprattutto – di forza lavoro, quello che Karl Marx chiamava esercito industriale di riserva, elemento necessario per il dumping salarale che sta alla base della vexata quaestio ILVA e di mille e mille vertenze industriali, in Italia e nel mondo. Ma questo tasto non toccatelo con i sindacati, l’accusa di razzismo e di soffiare sul fuoco della guerra tra poveri è subito pronto. E allora godetevi pure lo spettacolo della presa per il culo governativa, della svolta operaista in tempo di campagna elettorale. Occhio solo a una cosa: chei lavoratori non aprano mai gli occhi. Altrimenti saranno dolori. E temo non manchi molto.

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  • Mario Rossi

    Scusa Bottarelli, ma cosa ti fa pensare che i dipendenti italiani, con il cuneo fiscale più scandaloso della zona OCSE degli ultimi 20 anni, si sveglino proprio ora?
    Io un’idea ce l’ho, ovvero che i nodi stanno arrivando al pettine e tanta gente non ce la farà più a mettere insieme pranzo e cena e a dormire sotto un tetto in un letto caldo.
    Ma allora sarà troppo tardi, i gonzi rimarranno col cerino in mano, e i furbi dei digiuni per lo jus soli andranno a godersi i loro soldi da qualche parte al caldo, se non addirittura a ripresentarsi alle elezioni della primavera 2018.
    Tanto il partito parassita/clientelare può pur sempre contare su una solida base del 25% dei voti, e qualche cespuglio e qualche responsabile si trovano sempre per strada.

    • Massimo

      i dipendenti dell’ilva pensavano che il j.a. toccasse sempre ad altri?
      votavano pd e tolleravano i migranti/clandestini….tanto loro non sarebbero stati toccati?

      ognuno ha le proprie colpe, soprattutto di creduloneria.
      il resto e’ puro teatro e colpi di scena per nascondere l’assassino e tirare fuori il capro espiatorio di turno.

      quando un borghese mantenuto e un operaio votano lo stesso partito
      io mi porrei la domanda:
      chi se lo piglia nello sgnaus?

  • Goffry

    L’ho scritto qualche giorno fa. Il governo e i funzionari statali di qualsiasi ministero pretendono di giocare la Champions League ma sono un branco di dilettanti da serie D, sono palesemente impresentabili e puntualmente collezionano figure di merda su figure di merda. Il loro unico obiettivo è calciare il barattolo e riuscire a rimanere a galla anche la prossima legislatura, con chissà quali ruoli (tanto sono tutte marionette). Ricordarsi sempre che NESSUN politico e dirigente ad alto livello fa qualcosa per i cittadini.

    • Massimo

      per qualche giorno si passera’ dal vedere i razzisti e xenofobi in ogni angolo di strada
      allo sporco capitalista negriero

      all’elettore medio piddino non frega un cazzo lo stesso.

      • Goffry

        Ovvio, la colpa è dei capitalisti indiani (ma guarda caso c’è anche la Marcegaglia dentro)… poi i sindacati intoccabili, sempre verginelli..

        • Massimo

          hanno salvato le banche
          alitalia
          i soldi pubblici non bastano mai….

          • Goffry

            Figurati se non facevano il “pasticcio” con ILVA…

  • Albert Nextein

    Mi pare che sia un guazzabuglio totale.
    Le clausole di riservatezza all’interno dei contratti mi sembrano il punto critico.
    In trattative ed accordi così ampi e complessi si dovrebbe semplificare e rendere evidente ogni aspetto, ogni clausola.
    Sembra che lo facciano apposta a creare difficoltà, incertezze, contrasti.
    D’altronde dove si insinua il governo e lo stato non può essere che così.
    Un caos continuo.
    Iva passò ai privati.
    I privati non son riusciti nella loro impresa.
    O si chiude la società, o la si vende.
    Lo stato si occupa di altro e i sindacati fanno meno politica.

  • Massimo

    per il 2018 ci sara’ ANCHE la bomba bancaria
    npl e probabili licenziamenti di massa per fare cassa.
    meno flessibilita’, come riportato da Bottarelli in un altro articolo
    qe che rallenta

    Tajani si e’ gia’ schierato contro la bce

    pulcinella era piu’ credibile….

    • maggioranza_silenziosa

      Nel 2018 finiremo per rimpiangere il nazista in carrozzella.

      • Massimo

        lo stesso che parla di default pilotati? 🙂

        i liberali di fdp lo considerano un cane che abbaia ma non morde
        piddinia ha i mesi contati

      • televisione falsa

        Già adesso Siamo in dittatura

        • nathan

          Sì, degli idioti di maggioranza che votano.

  • Peppino Prisco

    licenziarli tutti, magari si svegliano.

    • televisione falsa

      Come anche sperare migliaia di bambini italiani morti e danneggiati per sempre per le vaccinazioni obbligatorie così magari i genitori si svegliano

  • johnny rotten

    Ma che bel teatro dell’orrore che abbiamo, politici straccioni al soldo di interessi stranieri (piddì), capitalismo parassitario e inefficiente (ma marcegaglia non era uno dei primi debitori del monte dei paschi?), magistratura servizievole e con aspirazioni di carrierismo politico, sindacati che curano solo gli interessi di casta, i loro, e che hanno chiuso tutti e due gli occhi per decenni a Taranto, una classe operaia che anzichè in paradiso è finita all’inferno dell’irrilevanza, ma che cazzo ci sono venuti a fare gli Indiani in un paese di merda come l’italia? probabilmente vogliono radere al suolo un concorrente e portare via le balle, e lo avrebbero potuto fare tranquillamente, con la compllicità dei soggetti di cui sopra, però purtroppo per loro il non seguire l’agenda “politica” itagliana è stato un errore, in quasi campagna elettorale e con lo jus soli da ficcare in culo agli itagliani, in più ci metti il piddì che boccheggia, non c’era storia.

    • televisione falsa

      Forse serve la guerra per raddrizzare questa umanità

  • cagliostro

    chissa cosa vogliono,
    hanno tutto cio che si meritano,
    hanno votato x anni i soliti noti ed adesso hanno pure il coraggio di protestare,
    sono solo dei poveri ingrati,

  • Staffo

    Quelli dell’ Ilva ? Ma sono gli stessi che hanno votato in massa il candidato PD supportato dal procuratore che gli ha chiuso l’azienda ? Lo stesso procuratore che, a soli anni 75 anni, si è buttato in politica ed è stato nominato assessore alla cultura, legalità ed attuazione del programma ? Programma che probabilmente consiste nell’inviare ad ogni operaio un bel cazzo di gomma, riciclata e biodegradabile, da infilarsi nel culo ? No non può essere daiii

    • Paulo Paganelli

      No, non è biodegradabile.

      • Staffo

        Sottostimi il programma PD. Alla firma del contratto si sarà biodegradato per darti la sensazione di vittoria, ma poi alla prima busta paga ce ne sarà un’altro, giusto un pò più grosso.

    • Goffry

      Beh… diciamo che al primo turno Melacci (PD) ha preso il 12% … e al ballottaggio farsa c’è stato il 32% di affluenza…

  • Disca

    “Occhio solo a una cosa: chei lavoratori non aprano mai gli occhi. Altrimenti saranno dolori. E temo non manchi molto.” Vero, per i lavoratori però. I celerini nella foto non vedono l’ora di aprir loro la testa, come per i minatori del sulcis e i lavoratori dell’Alcoa.

  • nathan

    Prima votano a cazzo, poi tutti a piagnucolare perchè la badante non pensa a loro, patetici.
    A, dimenticavo, andate a fare in culo.

  • Nexus

    Ma il Jobs Act non doveva servire per creare nuovi posti di lavoro stabili per i giovani?
    A me sembra invece che serva per far diventare “instabili” e precari i posti di lavoro già esistenti.

    • AnonimoSchedato

      Doveva anche servire (richiesta europea) ad aumentare la mobilità, per aumentare la concorrenza e la migliore assegnazione dei posti. Ovviamente, ha fatto il contrario. Chi ha un posto vecchie regole se lo tiene stretto, altro che tutele crescenti.

      • Goffry

        Anche qui si dimentica sempre il dogma fondamentale: qualsiasi decreto del governo è una truffa e va letto al contrario di quanto si propone. Il governo e i funzionari dei ministero NON FANNO MAI gli interessi dei cittadini.

        • nathan

          “Il governo e i funzionari dei ministero NON FANNO MAI gli interessi dei cittadini.”

          Proprio perché sono lo specchio sociale dei cittadini.

          • Goffry

            In larga parte, sì. La mentalità tipica del farti gli affaracci tuoi e non avere rotture di coglioni.

      • Nexus

        Adesso questi fenomeni cercheranno anche di far approvare lo Ius Soli per aumentare “la mobilità delle risorse” dai loro paesi d’origine verso l’iTaGLiA

    • nathan

      Anche il sale da far sciogliere in acqua fredda, per tanti italopitechi, doveva servire per riconquistare l’amore perso e per comunicare con il defunto zio zombie, eppure..

      • Goffry

        In effetti, tra Poletti e il mago do Nascimento non c’è molta differenza.

    • Massimo Decio Meridio

      Stabili ? Stabili de che ? Non esiste più un cazzo di stabile .. siamo la sagra dell’incerto … oggi ci sei domani chissà …

  • Sergio Andreani

    Gli operai però hanno votato Pci, Pds, Ds, Pd per anni : a Sesto San Giovanni per circa 70 anni.

    Ora possono anche andare affanculo.

    Tanto per cambiare.

    • giuseppe

      concordo

  • Annibale Mantovan

    La massa PD vota con il paraocchi come se fosse un dogma religioso e non si sveglierà mai.

    • giuseppe

      …magari prima di schiattare…

  • milano1954

    un momento, l’industria pesante italiana è stata distrutta da un patto scellerato che risale a inizio anni 80, quello fra “imprenditori di regime” e sindacati pure di regime (alias CGIL).
    L’investitore acquisisce le aziende senza pagare un centesimo, NON investe un centesimo in tecnologia facendo marcire gli impianti, inquina allegramente fregandosene di avvelenare intere città.
    I dipendenti ipersindacalizzati conservano livelli occupazionali insensati, mantengono stipendi indecenti (altro che 1300 euro al mese, le cifre reali sono ben altre), carichi di lavoro inesistenti (tanto a rischiare e faticare c’è un indotto a condizioni schiavistiche…)
    Non sarà un caso che a Cornigliano c’è stato er decenni il maggior rivenditore di ROLEX d’Europa….
    Questo vale per la siderurgia ma anche per la cantieristica (vedere le condizioni disumane in cui vivono gli operai dell’indotto a monfalcone…).
    Intanto nell’ex Terzo mondo si investiva in nuove tecnologie up to date (sia a bassi costi ed alta produttività ma anche a minimo impatto ambientale)…e così il terzo mondo siamo noi.
    Vecchia storia, tipica del comunismo che domina l’Italia dal 92 in poi: lo stesso è successo nell’URSS (e poi è andata a finire come sappiamo…magari lì non c’erano immigrati low cost a perdere, lì usavano più semplicemente i carcerati, e mica solo in Siberia,ma ovunque)

    • Goffry

      E aggiungiamo la “riorganizzazione” [eufemismo] della Banca d’Italia, di SIP, Autostrade, Ferrovie e Alitalia. I nomi di chi c’era sono noti.

  • Semplice

    Il brutto è che questi lavoratori continueranno a votare i loro carnefici e ad aderire ai vecchi sindacati.

    Sono una massa enorme, potrebbero smetterla di votare i soliti, riconoscendo di essere stati dei cazzoni, e fare un sindacato nuovo di zecca con regole ferree, la prima delle quali dovrebbe prevedere la nomina dei sindacalisti per massimo tre anni e dopo basta, si torna a lavorare.

    • giuseppe

      …quelle magliette con la scritta FIOM fanno venire il vomito. Se la “triplice” emigrasse in una qualunque lontana economia sviluppata…(come diceva quel coglione di Grillo) porterebbe al disastro anche quella.

    • Guido Sogliani

      E soprattutto basta soldi anticipati ai sindacati, prima lavori e porti a casa i risultati poi, a fine anno, ti siedi attorno ad un tavolo e discuti degli eventuali successi ottenuti!

      • Semplice

        Io direi basta soldi punto e basta. I soldi arriveranno dagli iscritti se fai bene, altrimenti vaffanculo.

        • Goffry

          Considerando che il 50% degli iscritti ai sindacati è un pensionato…

  • MaAncheNo

    E intanto, tra un’Alitalia, un’ILVA, una Mediaset…. i capitali stranieri imparano che dall’Italia bisogna rimanere lontani.

    Beh, tanto noi abbiamo la Cassa Depositi e Prestiti. Chissenefrega, no?

    • Massimo Decio Meridio

      No no al contrario i capitali stranieri imparano che venire in italia conviene visto che tanto i lavoratori o mangiano la minestra o saltano la finestra … ci sono le “risorse” per i più riottosi ….

      • Massimo

        non sono convinto

        vantaggi economici minimi
        casini politici-sindacali una marea
        chi glielo fa fare allo straniero?
        il j.a. mica basta
        serve altro…ben altro per attirare capitale privato

        • MaAncheNo

          Il Jobs Act… :D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D

          Ma c’è davvero qualcuno che crede che un’azienda si metta a fare investimenti milionari o miliardari sulla base di un’inezia triennale (senza contare burocrazia, certezza del diritto, sindacati etc)?

          Solo la Camusso e Renzi possono far finta di crederci.

          • Massimo

            tutto dipende in quanti anni si pensa di rientrare dall’investimento.
            10 anni? allora 10 anni di j.a.

            garanzie di 30 anni fa
            con margini di guadagno quasi nulli
            non vanno d’accordo.

          • MaAncheNo

            Il jobs act e’ una minchiata. Nessuna azienda prende sul serio una detassazione triennale e selettiva.

            E in ogni caso ci sono altre 10 ragioni, ognuna 100 volte piu’ importante del jobs act, per cui le aziende straniere non investono e non investiranno in Italia, a meno che debbano per questioni strategiche irrinunciabili.

          • Massimo

            se devi comprare e fare investimenti 10ennali, ti do ragione

            se devi sistemare i conti ed evitare la bancarotta
            allora il j.a. ha senso
            soprattutto per saldare i debiti

        • Massimo Decio Meridio

          Eppure shoppano molto in italia no ? Qualche motivo ci dovrà pur essere ….

    • nathan
  • illuso

    non dimenticate che alle comunali i tarantini hanno votato pd…..quindi è chiaro che debbano godere…..
    sono contento di quanto sta per accadere agli operai tarantini, se lo meritano tutto nel cuxxxx.

  • ZENA

    Una cosa non ho capito della faccenda: il ministro Calenda(PD) ha fatto saltare il tavolo perché gli operai sarebbero stati riassunti tramite job act.
    Ma il job act non è stato creato da loro???

    • Massimo

      lo sapeva
      ma ha fatto il finto tonto
      adesso si erge a difensore degli operai come spot elettorale

      il pd non puo’ difendere parassiti e operai contemporaneamente…

  • Austrian school

    Caro Bottarelli questa volta sono in completo disaccordo sulle premesse del post, ovvero sulla fase che ha creato la crisi dell’ILVA.
    Innanzitutto la famiglia Riva ha rilevato dallo Stato italiano un’azienda fallita nelle mani dell’IRI di Romano Prodi e l’ha riportata sul mercato producendo utili. Ha garantito occupazione a 20.000 famiglie fra dipendenti ed indotto per circa 20 anni.
    Hanno prodotto inquinamento? Sicuro ma non più di quanto ne producesse l’aspirante capo dello Stato Prodi con l’Italsider statale anzi direi decisamente meno.
    Prodi ha rischiato di diventare capo dello Stato invece i Riva sono finiti in carcere.
    Il problema vero è che fare impresa in Italia, se non sei una cooperativa rossa, è proibitivo e la storia dell’ILVA lo ha dimostrato.
    I Riva sono stati espropriati manu militari da un’azione criminale della magistratura che oggi porta a mettere per strada 4.000 famiglie e ridurre lo stipendio alle altre 10.000. Il magistrato che ha lanciato questa devastante operazione ha anche avuto la sfacciataggine di presentarsi alle elezioni come candidato sindaco.
    C’è quindi da domandarsi se era peggio la gestione Riva o quella commissariale statale con cessione ad Arcelor-Mittal. Per i dipendenti ILVA non c’è alcun dubbio: meglio lo Stato.
    Ho parlato con molti di loro ed erano tutti convinti che i Riva si fossero arricchiti e che lo Stato avrebbe rimesso a posto la situazione garantendo il posto di lavoro a tutti. E a Babbo Natale adesso ci credono anche i grandi.
    Auguro ai dipendenti ILVA la peggiore delle sorti, con licenziamento e fame per loro e la loro famiglia, perché avrebbero dovuto issare le barricate quando i Riva sono stati incriminati, ed invece hanno applaudito. Darwin non fa sconti.
    Adesso la situazione è molto chiara. Arcelor-Mittal ha toccato con mano cosa significa fare impresa in Italia. Ritengo che si ritireranno dalla gestione dell’ILVA perché solo dei dementi o dei collusi con i politici italiani possono pensare di gestire un’azienda ormai decadente e non più manutenuta, con problemi sindacali enormi.
    Il Governo in campagna elettorale alzerà le barricate contro l’invasore indiano (lo facessero per gli africani, bah) che vuole licenziare gli ottimi operai ILVA. Non è possibile, non si può fare, non in campagna elettorale.
    Quindi ci sarà un ritorno della seconda cordata, probabilemnte dopo le elezioni, che alla fine farà qualcosa di molto simile a quello proposto da Arcelor, ma in veste più edulcorata e con l’appoggio dei sindacati.
    Ciò che resterà alla fine sono le ceneri di un’azienda che era in grado di stare sul mercato e che a questo punto ha un futuro molto simile a quello di Alitalia.

    • nathan

      “Innanzitutto la famiglia Riva ha rilevato dallo Stato italiano un’azienda fallita nelle mani dell’IRI di Romano Prodi e l’ha riportata sul mercato producendo utili.
      Auguro ai dipendenti ILVA la peggiore delle sorti, con licenziamento e fame per loro e la loro famiglia, perché avrebbero dovuto issare le barricate quando i Riva sono stati incriminati, ed invece hanno applaudito.”

      Anche questa è selezione naturale.

    • Nikytower

      +1000

    • Guido Sogliani

      È tutta colpa di Renzie, bisognerebbe andarlo a prendere, ficcargli il giobat nel culo, e appenderlo per le palle!

      • nathan

        Ma povero Renzi, è solo il prodotto del vomito popolare italopiteco.
        Prima di appendere lui, ce ne sono qualche milione.

    • AndreAX

      Giusto tutto ma la tua analisi è manchevole dell’aspetto umano-salutistico che quello stabilimento si porta dietro. Se non sei della zona non puoi capire credimi. Non applaudo la magistratura perchè fintanto che si è chiamata italsider non inquinava e anzi faceva bene alla salute. La verità è che lì non ci può stare andrebbe trasformata in tutt’altra azienda.

      • nathan

        O il progresso, o la salute.

        • AndreAX

          E’ troppo complicata affrontarla in un post Nath… da libertario non invoco nessun intervento esterno se non una gestione privata delle esternalità generate dall’ILVA che sono tante davvero tante. Ripeto l’unica soluzione è per me che lo stabilimento venga completamente riqualificato per la destinazione d’uso non è semplice già se fosse un paese normale in itaGlia è praticamente impossibile.

        • Tiziano Capperucci

          tutti e due perché del progresso senza la salute te ne fai un cazzo……

        • Massimo Decio Meridio

          Se perdi la salute con il progresso ti ci pulisci allegramente il culo..

      • Austrian school

        La cosa migliore che un governo nazionale e la regione Puglia avrebbero potuto fare è una moral suasion nei confronti dei Riva per spingerli a ridurre sempre di più le sostanze inquinanti. Non lo hanno fatto

        • AndreAX

          Uhhhh e la centrale di Cerano la meravigliosa Federico II “….che infiniti lutti addusse ai pugliesi….”. Cmq si continuerà con una pessima gestione e con un aumento dell’incidenza di neoplasie che fa paura rispetto al dato medio davvero paura

        • ittymixe

          Molte sere, la puzza di gas che viene dall’eni non ti fa respirare, ed il giorno dopo l’eni ammette candida che c’è stato un problema.

          Ma l’eni non la tocca nessuno.

          Per non parlare della discarica di massafra (marcegaglia) che puzza di diossina per chilometri, ogni santo giorno dell’anno.

          E nemmeno la cementir (caltagirone), ovvio.

          E della marina militare che per decenni ha inquinato (con piena ammissione di responsabilità) l’intero Mar Piccolo, e che adesso sta avvelenando Mar Grande con la base nato e periodici sversamenti di gasolio ?

          Come al solito, la merda dello stato (+ amici) profuma, quella del privato inquina.

          • Austrian school

            Esatto è proprio questa l’ipocrisia folle. Ci sono inquinamenti diversi per gravità a seconda del colore politico o se sono affari di Stato. È evidente che non si pensa davvero alla salute delle persone ma sono solo calcoli di utilità personale o di gruppi di interesse.

    • Cruciverba

      Lo Stato come al solito si dimostra il Re Mida al contrario , tutto cio’ che tocca diventa M…a
      Fai bene a ricordare tutti quei dementi che hanno applaudito alla cacciata dei Riva e che ora si trovano ben peggio . Nessuna pietà ed empatia per quei poveri dementi .

    • Tom Kindle

      Ringraziamo la magistratura.

    • Tom Kindle

      Comunque produrre l acciaio in Italia per me è da folli, costo energia s manodopera sono esageratamente alti rispetto a Turchia d Cina

      • nemo_propheta_in_patria

        Oh beh, se si fa in Svizzera si potrà fare anche in Italia. O no?

    • Massimo Decio Meridio

      “Ha garantito occupazione a 20.000 famiglie fra dipendenti ed indotto per circa 20 anni. Hanno
      prodotto inquinamento? Sicuro ma non più di quanto ne producesse
      l’aspirante capo dello Stato Prodi con l’Italsider statale anzi direi
      decisamente meno”

      Penso che per chi abbia qualcuno morto a causa di questo inquinamento, tutti queste cose non sono di molta consolazione ….
      Il fatto che inquinavano così come altri impianti non giustifica nè l’uno nè gli altri.

      • ittymixe

        “… qualcuno morto a causa di questo inquinamento…”

        E come lo dimostri il collegamento certo, diretto ed esclusivo di causalità tra l’abitare a 100 mt dai parchi minerali Ilva ed il tumore al polmone del tuo congiunto?

        O meglio, in uno squalificatissimo tribunale italiano, un consulente medico o un giudice che accertino tale nesso, lo trovi sicuramente.

        Ma nella tua coscienza, come lo accerti il nesso?

        • Ronf Ronf

          Non esiste la coscienza, esiste solamente l’interesse personale

          • ittymixe

            Ma sei vivo?

            Ti credevo spossato dallo sciopero della fame pro ius soli…

            Oppure col fiato sospeso per la fiducia al cazzerellum…

            Ovvero in catalessi per lo scandalo weiner+libtards…

          • Ronf Ronf

            Per cause di forze maggiori, mi sa che da ora in poi me ne fregherò di tutto visto che Mediaset come al solito non è neanche capace di autogestirsi (ma non è questa la sede adatta per parlare di cose collegate alla televisione: io ogni tanto ho bisogno di un pò di svago, perdonatemi… non posso sempre pensare agli affari di Stato e alla politica) e francamente ne ho abbastanza!

          • ittymixe

            Svagati pure, ma torna presto

          • Ronf Ronf

            Ecco… allora prendi il cellulare e vota per eliminare Lorenzo perchè il GF VIP ha taroccato tutto il meccanismo della gara (lunedì sera hanno fatto la classifica dei preferiti, ma quando io ho votato NON funzionava il voto per la Yespica e quindi direi che si capisce benissimo che cosa è successo e francamente la cosa mi ha molto seccato: da qui nasce la mia assenza che tu hai notato…) per far andare la Yespica in nomination. Quindi bisogna eliminare Lorenzo per salvare la Yespica qui nel sito https://www.grandefratello.mediaset.it/vota/ oppure con il SMS (fino a 50 messaggi) come è https://www.grandefratello.mediaset.it/bin/page/39.$plit/P_18_30_regolamentoTelevoto_0_upfPDF.pdf qui riportato nel regolamento. Insomma, come al solito non si ragiona a Mediaset (cioè, già hanno fatto uscire Serena Grandi, Carmen Di Pietro e Simona Izzo: ok, queste sono vegliarde… però almeno muovevano tutto il gioco. E se esce pure la Yespica allora la casa crolla perchè Malgioglio lui da solo non può fare tutto: possibile che a Mediaset il politically correct trionfa pure qui? Già la squalifica di Marco Predolin la dice lunga…) quindi fate i 50 sms, almeno questo dovete farlo: poi si può votare con Facebook e con la App Mediaset (50 voti per ogni tipologia di voto). Comunque, per quanto mi riguarda, ormai ho perso ogni speranza: la Legge Elettorale è un disastro e lo Ius Soli sta per passare (i numeri in Parlamento si stanno muovendo tramite lo scambio “io PD regalo a te NCD lo sbarramento basso al 3% e in cambio tu NCD voti la Legge Ius Soli che io PD voglio fare”), sigh! 🙁

          • ittymixe

            mediaset è nel caos totale, e non da adesso. Mi spiace per Aida (e per i miei occhi), ma con Lorenzo perde: le casalingue italiane (70% dell’audience mediaset) lo voteranno in massa, e le snowflakes pure, specie adesso che ha fatto linguainbocca col gay.

            Ma tu dicevi che lo sbarramento basso dovrebbe assicurare il gruppo alla Meloni, no? E questo non sarebbe un incubo per forzaitalia? E lo iussoli, non farà traboccare tanta gente dal centrosinistra alla lega+meloni+m5s?

            Tu ti abbatti troppo in fretta

          • Ronf Ronf

            Lo sbarramento basso (3%) salva la Meloni, ma c’è un problema: facendo le coalizioni, Silvio farà in modo di avere un sacco di liste di destra-destra (Movimento per la Sovranità di Storace-Alemanno e soprattutto Casapound) per cercare di far abbassare la Meloni sotto il 3% perchè in questo modo i suoi voti serviranno per far eleggere i parlamentari di FI. Mi spiego: Senato 2013 Emilia Romagna, con la soglia al 3% regionale Lega e Fratelli d’Italia restano sotto e quindi i loro voti sono serviti per eleggere i senatori PDL, quindi il Rosatellum-bis nella quota proporzionale riprende questa cosa e i Fratelli d’Italia quindi sono a rischio perchè una parte dell’elettorato più a destra voterà Alemanno e Storace (occhio che dietro questi due c’è Scopelliti che in Calabria ha tanti voti…) oppure Fitto (il suo gruppo conservatore non esiste fuori dalla Puglia, ma a livello nazionale sta al 1.2% e quindi di fatto sono voti potenziali rubati alla Meloni: notare che nei sondaggi Fitto non esiste, quindi io ho il dubbio che la Meloni nei sondaggi sia un pò sovrastimata perchè gli elettori di Fitto non trovando il suo nome allora dicono “voto Meloni perchè non posso votare FI o Lega”. E lo stesso ragionamento su Fitto vale anche per Casapound e Movimento per la Sovranità). Per la quota maggioritaria, il PD sostiene che il M5S crollerà perchè i candidati locali del PD sono radicati sul territorio: occhio che le Comunali hanno il ballottaggio dove M5S e centrodestra si sono sempre uniti, ma nel Rosatellum il ballottaggio non è mai esistito; nel 1996 in certi posti al Nord: Ulivo 34, Lega 33, Polo 32, Rauti 1; e il seggio andava all’Ulivo e questa è la carta segreta del PD che infatti pensa che tra il maggioritario e il proporzionale pensa di avere 230 seggi che uniti ai 100 di FI consente di superare quota 316 visto che la somma è 230+100=330 contro i 300 di tutte le opposizioni (e il M5S purtroppo non collabora con gli altri). NB: con il Consultellum FI avrebbe solo 80 deputati invece di 100 con il Rosatellum-bis

          • Ronf Ronf

            Sul forum del GF abbiamo 51.7 per eliminare Lorenzo e 48.3 per eliminare la Yespica: comunque, se lei è in nomination è perchè Marco Predolin avendo bestemmiato è stato espulso e quindi è saltata tutta la scaletta (alla sesta puntata doveva uscire lui secondo il contratto aziendale andando lui in puntanta contro Lorenzo: notare infatti che nella IV puntata era uscita Carmen Di Pietro e nella V Simona Izzo, entrambe sempre contro l’attore Lorenzo Flaherty che – essendo privo di un proprio fan club – infatti serve solamente per concentrare i voti del popolo per eliminare il big di turno che CASUALMENTE ha la scadenza del contratto proprio in quelle settimane in cui va in nomination. Se va in nomination il big di turno contro Lorenzo, esce il big perchè nessuno ha motivo per votare per eliminare un personaggio minore visto che l’amore e l’odio si concentra solo sul big visto che chi è personaggio minore non attira l’attenzione). Comunque, forse la Yespica può salvarsi ancora: NON so per quale motivo, ma una parte grossa del pubblico femminile-gender-immigrazionista la adora (almeno questo appare sul forum del GF che non è di certo un forum maschilista anti-gender). E gli unici pericoli quindi sono le bimbeminkia che votano a casaccio (sono state loro ad eliminare Izzo e Di Pietro e quindi prima ancora alla III puntata Serena Grandi che casualmente aveva il contratto che scadeva proprio in quella puntata: insomma, le bimbeminkia non capiscono un tubo e di fatto sono le migliori alleate della redazione del GF) e quindi se la Yespica uscirà la colpa sarà solo loro…

  • nathan

    Prossima manovra, sms solidale per i lavoratori dell’Ilva.
    Adotta anche tu un parassita.

    #adottaunparassita#

  • Nikytower

    Questa vicenda andrà a finire come tutte le altre. Scivoli, cassaintegrazioni decennali e pensioni anticipate. Alla fine pagherà, come sempre, il contribuente. Quei 10ml di lavoratori che, forse, producono ancora reddito manterranno tutti. Avanti così… pronte le valigie?

    • Tiziano Capperucci

      ….e pronte le tasche?…..perché le tasse aumenteranno.

    • Massimo

      senza flessibilita’ europea
      non credo
      se ci proveranno, mentre aumentano le tasse
      saranno botte.

    • Davide

      La sceneggiata della Repubblica italiana è alla fine del suo ciclo una volta terminata saremo il paese dei bananari.

  • Lorenzo Ghiselli

    Pagliacci? Dai su, non offendendiamo i pagliacci: loro i soldi se li guadagnano lavorando, questi non lavorano ed hanno pure i vitalizi. Per il resto, la faccenda Ilva è una roba complessa, di difficile soluzione.

  • prof

    Condivido l’analisi di Austrian School anche se andrebbe corredata di qualche altra considerazione aggiuntiva. L’obbiettivo che si sono posto gli ultimi governi è quello di giungere ad una de-industrializzazione dell’Italia.
    ILVA produceva con i Riva qualcosa come 15 milioni to Ton/anno ed era il decimo produttore mondiale (Totale produzione italiana era sui 23/25 MMTon/y.) ILVA sotto lo stato non era mai arrivata a quei livelli. L’Italia era il secondo consumatore di acciaio di Europa ed importava circa 5 MMTon/y. Sono tutti dati Federacciai. Di converso, la produttività per addetto dell’industria siderurgica italiana era tra le prime 3 del mondo (prima in Europa) e non perché si sfruttasse la mano d’opera, bensì’ a causa di un livello tecnologico assolutamente non comparabile con la concorrenza.
    L’ILVA di oggi credo produca qualcosa come 2/3 MMTon/y: nessuno si azzarda a fornire i dati reali.

    Inutile dire che L’Italia conosce benissimo le tecnologie per abbattere fumi ed altro inquinamento in qualsivoglia stabilimento in qualsivoglia settore: anche in questo settore vantiamo eccellenze di livello mondiale. Incidentalmente Arcelor, che sorge nel bel mezzo di Lussemburgo e, fabbricando lo stesso prodotto, impiega gli stessi processi di ILVA, impiega per l’appunto tecnologie tutte italiane per azzerare l’inquinamento. Ma siccome Arcelor è una fonte di grande ricchezza per il Lussemburgo, lo stesso governo è intervenuto a finanziare i relativi investimenti quando è stato necessario. Così’, per inciso …

    Va da sè che senza acciaio prodotto a casa nostra, le ns aziende meccaniche andranno tutte quante lentamente a morire: i costi di trasporto per il semilavorato (laminati piani, in questo caso) incide in maniera pesantissima sull’approvvigionamento di materia prima per le aziende consumatrici di acciaio.

    Impensabile, infine, convertire tutta la produzione di piani al ciclo da forno elettrico.
    L’unica spiegazione plausibile di tutto quanto sta accadendo risiede proprio nella pervicace volontà dei nostri governi di distruggere (inconsapevolmente, dato il livello poderosamente basso della loro cultura e del loro Q.I. in generale) la tutta quanta la nostra industria. Con grande sollazzo e gioia dei nostri cari fratelli tedeschi.

    • ittymixe

      Sintesi perfetta.

      Ma i governanti italiani non sono inconsapevoli: alcuni sono venduti, altri ricattati.

      • prof

        Giustissimo. E’ proprio cosi’.

  • marcoferro

    stiamo nelle mani di incapaci, ma incapaci veri, autentici. l’ilva deve funzionare bene e produrre, in quanto uno stato industriale come quello italiano, o presunto tale, non può prescindere dall’avere un’acciaieria sua su territorio nazionale e che da lavoro a migliaia di famiglie..

    • Caio Giulio

      Marco se tu lo vedessi..

      • marcoferro

        ma dici l’inquinamento ? quello lo devono risolvere e si può risolvere ci sono le tecnologie per farlo, ma serve la volontà politica, quella manca…

  • Andrea
  • Caio Giulio

    Sono anni che non passo da Taranto, ma ricordo benissimo lo schifo mostruoso e fatiscente che già deturpava uno dei migliori golfi che del nostro paese, Ma a questo, visto che si poteva anche costruire da ben altra parte, aggiungo solo che la provincia di Taranto, nonostante un mare invidiabile. è di fatto la più povera e miserabile grazie proprio a quella merda che ha nutrito i politicanti locali per decenni, e se fossi un tarantino, sarei ben felice di vederli chiudere una volta per tutte.

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