“ISRAELE SARA’ LA BANCA DELLA CATALOGNA” (?)

Di Maurizio Blondet , il - 156 commenti

La Catalogna indipendente non essendo più membro  dell’Unione Europea perderebbe la capacità di accedere  alla BCE per piazzare il suo debito pubblico? “C’è una soluzione per questo, un altro stato solvibile, Israele e Germania, servirà come nostra banca temporanea”. Così parlò Santiago Vidal, giudice dell’alta corte di Barcellona,  in un’intervista riportata dal Jerusalem Post. Era il  24 novembre 2014:

http://www.jpost.com/International/Catalan-Independence-advocate-looks-to-Israel-Germany-for-funding-382680

Vidal profetizzò che “entro tre anni” sarebbe nato uno stato di Catalogna “con mezzi legali, politici  e pacifici, non  come “la questione [dell’indipendenza]  palestinese  che  è caratterizzata dalla violenza”.  Un mese prima,  questo giudice Vidal aveva stilato una proposta di costituzione della Catalogna, per cui  rischiava di essere perseguito da Madrid.

Viva Catalogna, Viva Israel!”, esclamava Haaretz in un  articolo di Adar Primor (che ci ha scritto anche un libro) in lode del notaio Alfons Lopez Tena, uno dei politici indipendentisti catalani (benché nato a Valencia)  più estremi, autore di un libro dal titolo  Cataluña bajo España. La opresión nacional en democracia, e spiegava:

“La Spagna non abbandonerà facilmente il gioiello della sua  corona, ma Lopez Tena non perde tempo a promettere che il nuovo stato membro dell’Europa sarà molto amico di Israele.  Anche in  questo si distinguerà dal suo rivale a Madrid.  Ed ecco un  altro messaggio: proprio come la Catalogna  diverrà presto lo stato del popolo catalano, così  Israele  è anzitutto e soprattutto lo stato del popolo ebraico. Non c’è nessun avvenire per uno stato bi-nazionale. La recente vittoria de separatisti in Canada,  gli sforzi sempre in corso di smantellare il regno del Belgio, il  referendum nazionale che avrà luogo in Scozia, sono solo alcuni degli esempi che lo provano. Né una federazione, né confederazione. Né autonomia, né cantoni:  il bi-nazionalismo è   morto. Visca Israel, Visca Catalonia!”.   In catalano nel testo: Visca significa “Viva”.

https://www.haaretz.com/opinion/viva-catalonia-viva-israel-1.467213

NO agli stati bi-nazionali!

Così è chiaro il motivo dell’appoggio che Israele dà  all’indipendentismo catalano, e perché coltiva l’amicizia coi secessionisti: niente stato bi-nazionale  per Sion, dove  la razza eletta sia costretta a convivere, e dare pari diritti  di cittadinanza, ai palestinesi.  Il tema era allora abbastanza caldo, oggi non più.  Ovviamente anche la soluzione alternativa, a “due stati” è  morta, più precisamente è stata uccisa dai governo Netanyahu che ha intensificato  l’occupazione delle terre palestinesi con insediamenti ebraici.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/21/israele-gideon-levy-soluzione-dei-due-stati-e-morta-ne-serve-uno-solo-con-pari-diritti-anche-per-i-palestinesi/3401948/

Dunque è un’amicizia ideologica, l’intolleranza per  uno stato con cittadini di una naziona “estranea” a  quella di Israele  come dei català.  Lo stato ebraico  è uno dei pochi che  ha mandato “osservatori”  al referendum indipendentista,  i quali si sono debitamente dichiarati “scioccati per la brutalità della polizia  spagnola” (invece la polizia israeliana è tutta moderazione e  dolcezza nel trattare i palestinesi).

Ma davvero Israele potrebbe funzionare da  banca centrale sostituiva per gli amici catalani? Si introduca qui la  figura di Jordi Pujol, grande  e intelligente promotore del catalanismo autonomista, fondatore del partito Convergencia, presidente  della generalitat catalana per 23  anni ininterrottamente, dal 1980 al 2003; tanto amico del sionismo da aver mandato quattro dei suoi 6 figli in un kibbutz.  Per educarli come si deve.

Infatti, i figli “hanno ammassato fortune nelle loro imprese private che spesso ricevevano commesse dal governo catalano”, quello guidato da papà, attesta Wikipedia. “La moglie e i figli hanno investimenti per decine di milioni di dollari in Messico, Panama, Argentina”  con “movimenti di fondi tra  banche estere in Andorra, Svizzera, Jersey,  Isole Cayman ed altri paradisi fiscali, per più di 100 milioni di euro”.

Nel 2014 papà Pujol (aveva   84 anni) ammise che per i 23 anni della sua  presidenza “aveva tenuto conti bancari segreti all’estero,  ereditati da suo padre”.   E’ una famiglia di banchieri –o almeno lo era, perché nel 1984 la banca di famiglia, Banca Catalana, andò in bancarotta e fu salvata dal governo di  Madrid  (in quell’occasione gli stati centrali servono).  Pujol voleva far credere che quei  soldi che teneva sui conti esteri erano una eredità del padre bancarottiere; varie testimonianze hanno sostenuto davanti ai giudici che la ricchezza miliardaria di  papà e figli non può essere soltanto il risultato di eredità e nemmeno di investimenti fortunati, ma viene da “traffico  d’influenze,   tangenti,  riciclaggio e  corruzione pubblica”.

Jordi Pujol, al centro in camicia bianca.

Jordì Pujol non è solo il padre del  catalanismo. Nel 1985 ha fondato l’Assemblea delle Regioni d’Europa (AER)  con il politico Edgar  Faure. Costui,  sposato a un’ebrea (Lucie  Meyer), uno dei francesi  giudicanti  al processo di Norimberga,  uomo del Partito Radicale (ossia massonico),  è riuscito ad avere  ministeri sia sotto le sinistre sia nel governo di De Gaulle . “Sia durante la Quarta che durante la Quinta Repubblica, si è sempre trovato dalla parte dello schieramento vincente. A chi lo accusava di opportunismo, rispondeva: “È il vento che spira dalla mia parte”  (Wikipedia).

Soprattutto, Edgar Faure è stato un “europeista”  assoluto.  Uno di quelli cioè che hanno teorizzato lo smembramento degli stati europei in regioni, entità sub-politiche, sotto il controllo di uno stato federale tecnocratico.  La giustificazione di questa ideologia è che gli stati europei “si fanno la guerra” se non vengono smembrati e neutralizzati in  regioni;   il senno  di poi consente di riconoscervi una versione applicata  ai popoli europei del Piano Kivunim israeliano, lo smembramento e  la rottura degli stati musulmani per linee di faglia etnico-religiose,  ora   in corso per mezzo del leviatano americano fra immani distruzioni.

L’Europa delle Regioni?  Superflua

Lo smembramento in regioni, anche se continua ad essere probabilmente il punto d’arrivo della “dottrina esoterica” euro-topica, vede ora le tecnocrazie di Bruxelles paralizzate nell’appoggiare una secessione della Catalogna,  che susciterebbe un risveglio di  pulsioni “populiste” non direttamente controllabili in vari secessionismi europei, che indurrebbe a riconoscere allora anche la secessione della Crimea, ma soprattutto, io credo,  perché ormai sono gli   stessi stati “nazionali”, coi loro governi, ad essersi castrati della loro sovranità ed averla consegnata – come i sacerdoti di Cibele  si eviravano e offrivano i testicoli alla  Dea –  all’Ente Burocratico Supremo.

Basta leggere l’ultimo  libro di Yanis Varoufakis  (And the Weak Suffer What They Must?”) che come meteorico ministro greco delle Finanze, ha avuto l’esperienza di essere messo al cospetto dell’Ente. Eccola sua  descrizione:

“l’Eurogruppo, dove sono prese tutte le decisioni importanti, è un organo che  nemmeno  esiste nel diritto europeo, che opera sulla base del criterio “il forte fa’ quel che gli piace mentre il debole soffre come deve”, che non tiene verbali delle sue riunioni, e  la   cui sola regola rispettata è che le sue deliberazioni sono riservate –  ossia, non da condividere  con i cittadini europei. E’una costruzione concepita apposta per precludere ogni  sovranità residua al cittadino europeo”.

Sono riunioni in  cui a iniziare,  guidare e delineare i termini è la Troika /FMI, BCE,  Commissione Europea) e danno  gli ordini ai ministri delle finanze.  Alcuni possono anche votare, altri parlare (i greci no); quel che conta è che l’Eurogruppo non esistendo come istituzione, non può  essere mai chiamato a rispondere  delle sue cattive decisioni perché non è responsabile davanti a nessun parlamento, o corpo politico di alcun genere. .

E poi  i media ci raccontano che il regime di Putin è “autoritario” e in Russia non esiste una vera “democrazia” come in Europa. Al confronto dell’Eurogruppo che ci sgoverna, il Consiglio dei Dieci della Serenissima  fu un modello di trasparenza democratica.

 

Fatto è che oggi gli Stati essendosi così castrati da   soli della loro sovranità,  è superfluo, o non più così urgente, attuare la  loro regionalizzazione.

Diversamente,  la secessione   caalana  riveste una notevole importanza per Israele, siamo come modello di “rigetto  di stato bi-nazionale”, sia perché,  nell’evoluzione in corso in Medio Oriente non favorevole all’onnipotenza sionista e il vacillare della superpotenza Usa, Israele risponde con un ampliamento internazionale di vaste dimensioni: da Kirkuk  dove gestisce la politica curda all’Arabia Saudita; da Mosca dove ha ripetyuto frenetiche visite,    all’Europa, dove cerca di moltiplicare i suoi amici. Lo ha detto lo stesso Netanyahu due ai fa nella sede del Mossad, dando le nuove direttive:  “Israele deve  diventare una potenza mondiale”.

Proprio così: “Di fronte ad un mondo che   cambia, Israele deve diventare una potenza. Non solo una potenza regionale, ma  in certe sfere, una potenza mondiale … Nessuno fa alleanze col debole”

http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/201035

(Grazie all’amico giornalista Geraoid O’Colmàin, irlandese corrispondente da Parigi per lo American Herald Tribune  e RT, che ha ispirato questo articolo:

Israel Will Be Our Bank

L’articolo “ISRAELE SARA’ LA BANCA DELLA CATALOGNA” (?) è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

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  • la democrazia è un inganno, è stato deciso tutto decenni or sono…

    • televisione falsa

      siamo in dittatura : obbligo di 12 vaccini e stanno censurando tutto in rete , censureranno anche questo blog

      • AnonimoSchedato

        Solo dopo aver identificato tutti i “sovversivi” che lo leggono e, ovvove, ci scrivono.

        • Io non sono sovversivo, al minimo eversivo. Ihihihihihi
          Sono già schedato, mi sono portato avanti, perciò faccio e dico solo cose delle quali non mi posso pentire. Non chiudono proprio niente, ti tolgono la pubblicità in questo caso.

          • AnonimoSchedato

            La differenza tra i due vocaboli, anche dopo attenta rilettura dell’articolo della treccani che prova a spiegarla, mi sfugge.
            A meno che tu non sia parte delle istituzioni…

          • Sono parte delle istituzioni, mi hai colpito e affondato 🙂 sono umile e gratuito consigliere comunale, ho ruoli nel PD ahahah ma resto anarchico sabotatore talpa e scassacazzo. Tenuto conto delle faide interne al partito oscillo sempre tra espulsione e gente che mi vota ad elezioni esterne ed interne per spaccare la minchia in quattro ai baroni del partito.

          • Winston Smith

            ‘Minchia fatevi una tessera ad minchiam e andate a farvi sentire!!!!!!!!!!!!’…. no grazie: ho poco tempo libero ed in tutta sincerità preferisco trascorrerlo in compagnia di oscilloscopi, op-amp e microprocessori che all’interno di cialtroni.
            In più non mi sfagiola per nulla l’idea di dare dei soldi al PD.
            PS: sei sempre convinto che nelle elezioni (quelle vere intendo) sia sempre meglio votare i ‘lampion’i ?

          • Sì, il lampione ti dà luce ed è un ottimo sostegno. Per le nostre elezioni poLLitiche sono cose tipo la gravità e la termodinamica per la fisica. Cosa ne pensi del magrav e del plasma? non riesco a farmi un’idea, anche se ti farà ridere la domanda, mi piacerebbe la tua opinione.

          • Winston Smith

            Scusami il ritardo…. ma la scuola mi sta prendendo.
            Sì, parliamo di cose che ancora rendono piacevole la nostra esistenza terrena, tipo la fisica; le donne le lascio stare da quando mi sono sposato e la politica è deprimente.
            Non conoscevo il ‘magrav’ e gli ho dato solo un’occhiata molto veloce; ma credo sia una ciofeca; esattamente come la PNN di Laureti o l’E-Cat dell’Ing. (con la sola laurea in filosofia) Andrea Rossi.

          • AnonimoSchedato

            Disprezzo gli stupidi volontari (quelli che se provassero a ragionare un poco ogni giorno potrebbero elevarsi al di sopra dello stato in cui stanno), odio il rumore (specie il chiacchericcio) e odio le folle, per non parlar dei colpi bassi e degli ipocriti.
            Non credo reggerei ad un assemblea di partito, già in quelle di condominio (nonostante si ostinino a farmi lavorare da presidente o da segretario, secondo l’umore del giorno, o forse anche per quello) rischio l’esplosione di rabbia e l’attimo liberatorio del urlargli in faccia cosa penso di loro e dei loro giochini. Poi mi sentirei pure male, per essere trasceso al loro livello…
            No, non fa per me, anche se immagino che fatto con il dovuto savoir faire, con il sarcasmo e gli insulti sottili e il lessico incomprensibile ai più e magari le citazioni giuste possa essere liberatorio, mostrandogli pure la loro ignoranza.
            Ma per me non vale lo sforzo.
            Comunque, trattandosi immagino di piccolo comune, tutta la mia stima per il tuo tempo dedicato ad aiutare la gente (se riesce, ed immagino non sia facile).

      • Winston Smith

        Basterebbe trasferirsi su un provider russo…

      • mmmh, non credo, RC è di stampo demoliberale quindi non credo ci sia questo rischio…
        quando hai tempo, iscriviti qui, ti troverai bene : http://comesanchopanza.freeforums.net/

    • Il rasoio di Occam

      Essere in democrazia è come trovarsi dentro una barca che va dove la porta la corrente. Possiamo rallentare o accelerare, virare un po’ a destra o un po’ a sinistra, ma non possiamo tornare indietro, né fermarci. In barca si decide cosa mangiare a pranzo e a cena, se giocare a scopa o a briscola, se svegliarsi alle 7 o alle 10. Ma la nostra meta sono altri a deciderla. Il nostro destino non lo possiamo cambiare. O prima o poi, presto o tardi, quella meta la raggiungiamo tutti.
      Questa è la democrazia che ci hanno imposto.

      • Buon Giorno

        É una descrizione perfetta della democrazia ed é per questo che ho smesso di crederci.

      • questo commento è da incorniciare, per quanto siano concetti di una semplicità disarmante, solo in pochi riescono a comprenderli o meglio ad accettarli…
        mi farebbe piacere se passassi da qui, è un forum in crescita ma con un buon potenziale ^^ http://comesanchopanza.freeforums.net/

  • –<>– –<>–

    Gira una tesi che vede dietro gli indipendentisti catalani le grandi imprese dell’economia virtuale (google, facebook amazon etc.) che vorrebbero farsi un loro Stato in europa da utilizzare come paradiso fiscale.
    Una coincidenza è che mentre la tensione saliva in catalogna, l’ue discuteva di web tax.
    E anche “l’ attentato” di agosto potrebbe avere una connessione.
    Ps: anche in Brasile ci sono stati referendum per l’indipendenza.
    Ps2: Cosa ci facevano le bandiere catalane alle manifestazioni antiputin di ieri?
    http://www.ilsecoloxix.it/rw/IlSecoloXIXWEB/multimedia/xixtv/foto/2017/10/5601184538001.jpg

    • Ronf Ronf

      Paradiso fiscale in che senso? Che cosa offrirebbe questo paradiso fiscale di tanto diverso rispetto ad Andorra, Montecarlo, Svizzera, San Marino e Vaduz?

      • –<>– –<>–

        Non lo so, non l’ho ancora capito.
        Come ipotesi è spiazzante, perchè vede l’ue dall’altra parte, come da posizione ufficiale.
        Prima di scartarla la vorrei comunque approfondire.

      • Buon Giorno

        Le dimensioni e l’accesso al mare: sarebbe meno ricattabile dalla UE di Svizzera e staterelli.

        • Ronf Ronf

          Ok, ma il centrodestra catalano è diviso tra unionisti (PP e CS) e indipendentisti (la vecchia CiU che oggi ha cambiato nome), poi ovviamente al governo locale di Barcellona c’è Podemos: quindi ovviamente la Catalogna diventerà il paradiso degli afro-islamici

    • Franco Maraschi

      Chiaro, una manifestazione dei globalisti. Con buona pace di chi li ritiene patrioti indipendentisti.

      • –<>– –<>–

        Se così fosse, sarebbe uno scontro interno tra globalisti.

      • Winston Smith

        Basta vedere da che parte sta la pisciona catalana…. non mi hanno mai convinto.

    • Halexjan Hale

      Mi hai dato uno spunto intelligente… qualcosa su cui pensare.

    • Soros è palindromo. Come le bandiere.

    • Winston Smith

      Non per nulla spero che Podemos e Rajoy possano massacrarsi a vicenda…
      in senso letterale, intendo !!!!

  • what you see is a fraud

    Israele ha altre gatte da pelare . Hassan Nasrallah il capo di Hezbollah ha recentemete avvisato la popolazione Israeliana di fare le valigie

    Citazione ” Nasrallah addressed Israeli citizens directly, earnestly advising them publicly and for the first time EVER, to start packing their suitcases and to return to their true motherlands in Europe, the US and elsewhere, as soon as possible and before imminent war breaks out. “You will not have time to pack and leave when war begins; and nowhere will be safe for you in Historic Palestine – nowhere!”, he asserted with gusto.”
    http://www.thetruthseeker.co.uk/?p=158958
    Nasrallah si e’ rivolto a cittadini Israeliani direttamente , avvisandoli pubblicamante ,e per assoluyamente la prima volta ,avvisandoli a preparare le valigie e ritornare al piu’ presto ai paesi di origine in Europa , USA o altro posti prima dello scoppio di una guerra .” Non avrete tempo di fare i bagagli e scappare quando scoppia la guerra e non c’e’ nessun posto sicuro per voi nella storica Palestina , In nessun posto ; Lui asseri’ con gusto ”

    Da questo si puo’ arrivare alla conclusione che Il referendum dei Curdi ( Il nuovo Israele ) e le stupidaggini sulla Catalonia , mascherano solo l’incertezzza e la paura dei criminali al comando di Israele .

  • Fabrizio de Paoli

    Il mondo si divide in due categorie: gli attivi ed i passivi, lei Blondet è un passivo.
    Il passivo non agisce mai perché troppo impegnato a guardare e criticare le azioni degli altri.
    Spesso non capisce nemmeno il perché delle azioni degli altri e quindi data questa incapacità di elaborare pensieri si limita a ragionare per assunti di tipo religioso ed associazioni relative a quegli assunti, tipo: “gli ebrei sono cattivi” = “chiunque parli con un ebreo è cattivo”.

    L’attivo in genere è invece più pragmatico, dato un fine relativo ad un principio, agisce di conseguenza, incurante delle apparenze.

    Io mi ritengo un attivo, come pure ritengo attivi i libertari di scuola austriaca perché hanno ben chiaro sia il principio, sia il fine.
    Il principio è “non si ruba e non si aggredisce”, il fine è “giustizia”.

    Relativamente al caso catalano abbiamo che Blondet è infastidito dal fatto che i catalani vadano a farsi prestare soldi dagli ebrei anziché da Draghi (oltretutto ragionando alla Blondet, mi sfugge la differenza…) quando invece dovrebbe essere felice che i catalani riescano ad agire e scegliere autonomamente senza dover sottostare alle volontà di un padrone, in fondo se vogliono frequentare gli ebrei saranno ben fatti loro, no?
    Cos’è che la preoccupa così tanto, Blondet?

    • Blondet

      Lei.

      • Fabrizio de Paoli

        Ok. E perché?

        • Caio Giulio

          Perché la chiacchiere come sempre stanno a zero, e tu ne fai proprio tante con una spruzzata da affiliato grembiulino spesso e volentieri.

    • Halexjan Hale

      Una domanda: perché vede Madrid come un “Padrone dispotico e oppressivo?”

      • Fabrizio de Paoli

        Io veramente non vedo Madrid come padrone dispotico ed oppressivo, perché con me non lo è. Dovresti chiederlo ai catalani.
        Io vedo Roma come padrone dispotico ed oppressivo, è quello lo stato che pretende di comandarmi, e quindi è quello il mio referente.

        Uscendo poi dai singoli stati ed entrando nel sistema vedo come MASSIMA ESPRESSIONE di oppressione e schiavitù l’obbligo di dover utilizzare una moneta imposta.
        Questa cosa andrebbe compresa da chiunque abbia a cuore la libertà e la giustizia ancor prima di qualunque altra cazzata nazionalista o da tifoseria, perché il fulcro principale grazie al quale è possibile dominare il mondo è proprio l’imposizione della moneta.
        Dovrebbe essere il primo punto sul quale focalizzare gli sforzi per perseguire giustizia, ma siccome un nazionalista statalista comprende quali vantaggi trae uno stato che ha il potere di imporre moneta, tralascia questo particolare e cerca di distogliere l’attenzione individuando in persone, e non nel meccanismo, i cattivi.

        • Manolis e Giorgos Immortali ✠

          Statalismo non è una parolaccia se i soldi delle tasse finiscono in opere di pubblica utilità, nel creare posti di lavoro, nella sanità, nell’istruzione, nelle forze dell’ordine, nell’esercito… se finiscono in gran parte come adesso nelle tasche della casta (politici, magistrati, grandi dirigenti pubblici, parassiti ed assistiti vari) e dei suoi portaborse, la colpa non è nello statalismo bensì nel distorto uso che si fa dello statalismo. Certo l’Italia per risorgere deve far piazza pulita di questi parassiti e tornare a stampare moneta propria!

          • Fabrizio de Paoli

            “…se i soldi delle tasse…”
            Il problema non è solo quel “se”, ma il fatto che quando una tassa è imposta la tentazione di non rimuovere quel “se” è automatica.

        • Halexjan Hale

          Era solo curiosità. Per il resto, la penso esattamente come lei. Plauso.

          • Fabrizio de Paoli

            Mi fa piacere, grazie.

        • Caio Giulio

          Non è l’imposizione caro è la proprietà al momento dell’emissione, eppure lo dovresti sapere, come dovresti conoscere che se emessa in “prestito-debito”, non costituirà mai un vero valore per il portatore, ma solo una quota parte del debito immane sulla sua nazione che ne impone forzatamente il corso legale 😉

          • Fabrizio de Paoli

            Mi devi spiegare allora perché mai sarebbe necessaria l’imposizione se una moneta diventa di proprietà di chi la possiede anziché di chi la emette.
            Con la libertà monetaria TU scegli quale usare, TU scegli una moneta di valore e sempre TU scegli una moneta che sia solo tua fino al momento in cui decidi di spenderla.
            Solo un idiota sceglierebbe di usare una moneta a debito. Ma non è mai detto, qualche idiota lo si trova sempre…

    • marcoferro

      la differenza se non riesci a vederla significa che stai rovinato. la spagna è una nazione unità e
      la secessione non è prevista dalla costituzione. quello che stanno facendo i sedicenti leader del farlocco movimento indipendentista, cioè avere rapporti con una potenza straniera come sion, significa tramare contro la spagna e le sue leggi. si chiama tradimento e sedizione ed è previsto il carcere. se ci fosse stato il famoso franchismo, di cui oggi avremmo bisogno come il pane in questa società degenerata, la fucilazione era quello che gli spettava a quei pagliacci.

      • Fabrizio de Paoli

        “Una nazione unita” forse sulla carta, altrimenti non si spiegherebbe il caso catalano.
        E torniamo al solito discorso, la costituzione perché dovrei rispettarla? L’ho forse scelta? L’ho mai votata? L’ho richiesta? L’hanno scritta come piace a me?

        • what you see is a fraud

          E come si spiega il caso dei paesi Baschi ?

          • Fabrizio de Paoli

            È vero, ci sono anche loro. È Marcoferro che insiste nel dire che la Spagna è una nazione unita…

        • marcoferro

          ma il caso catalano esiste appunto perche i loro leader hanno tramato con sion. altrimenti non ci sarebbe stato.

    • Argon

      Domani, come ogni mattina, guardati attentamente allo specchio e pronuncia le solite parole: “Fabrizio, tu sei un grande, sei attivo, Blondet è passivo e non capisce niente, tu invece hai le idee chiare come i libertari della scuola austriaca, tu hai capito tutto della vita”. Dette queste parole, girati, esci di casa e vaffanchulo

      • Fabrizio de Paoli

        “Tutto” forse no, però ho capito i meccanismi che il sistema usa per fottermi lavoro, ricchezza, tempo e vita.

        Quanto al resto potrei anche andarci, ma solo dopo che tu mi avrai esposto delle motivazioni sostenibili e convincenti sul perché dovrei andarci.
        Quindi ora potresti fare una cosa utile, magari anche a te: ti metti lì con calma e rifletti, pensi a cosa dirmi e perché.

        • Argon

          Cito alcune delle tue farneticazioni.
          “Il mondo si divide in due categorie: gli attivi ed i passivi, lei Blondet è un passivo”.
          Prime due str…e. Il mondo non si divide in due categorie e Blondet non è un passivo. Maurizio Blondet fa un lavoro di ricerca continua, tra le fonti, collegando i fatti e approfondendo. E’ un uomo di rara cultura, cinquant’anni di esperienza, cita sempre le fonti e diffonde i risultati della sua ricerca, senza guardare in faccia a nessuno. Non va sul campo a verificare per motivi anagrafici, altrimenti prenderebbe il primo aereo e andrebbe a controllare di persona ciò che accade nel mondo. Chi vuole leggere ciò che scrive, legga pure, è gratis e lui non ci guadagna. Chi non vuole leggere ciò che scrive, non è obbligato, può farne a meno. Non ti piace? Vira in altri siti, ma non denigrare il suo lavoro. Non ti piace perché spesso trova sionisti ed ebrei che sono in mezzo ai fatti? Questo è un problema tuo, non suo. Lui li trova perché ci sono.
          “Il passivo non agisce mai perché troppo impegnato a guardare e criticare le azioni degli altri”.
          Sputi ancora su Blondet, ma sbagli. Lui non è impegnato a guardare e criticare. Lui è impegnato ad analizzare. Non critica gli altri.
          “Spesso non capisce nemmeno ecc. ecc….”
          Ecco, incominci a scoprirti troppo. Il tuo unico obiettivo è denigrare Blondet. Solo questo hai in mente. Il resto non conta.
          Ti ripeto il concetto: gira i tacchi e vaffanchulo. E aggiungo: ti pagano bene per questo? Alla tua domanda finale “Cos’è che la preoccupa così tanto, Blondet?” Rispondo come ha già fatto qualcun altro. “Lei”. Insieme a tutte le persone che in mala fede denigrano il lavoro degli altri.

          • Fabrizio de Paoli

            Datti una calmata.
            A me piace solo individuare le contraddizioni e trovo che Blondet critichi e denigri (anche lui eh…) chi detiene il potere monetario.
            Solo che io vado nella direzione di rendere impossibile l’accentrarsi di quel potere in modo anomalo principalmente dovuto alla forza coercitiva degli stati.
            Lui invece vorrebbe lasciare intatto tutto quel meccanismo di forza e coercizione semplicemente per accedere direttamente a quel potere e consegnarlo, non al mercato, ma allo stato.
            Stato e mercato non sono la stessa cosa, perché nel mercato c’è gente che lavora produce e scambia, nello stato invece c’è una parte di quelle persone ed un’altra parte che vive di prepotenze e ruberie e piagnistei alle spalle degli altri.
            Proprio come alcuni banchieri ebrei…

          • Argon

            Ho letto i tuoi molti interventi su aspetti economici e finanziari, interessanti e ben argomentati. Non condivido tutto, ma molte cose si, e in ciò che scrivi ci sono ottimi spunti di riflessione. Sei competente, non lesini informazioni e sei ben disposto al confronto. Ergo, non ho proprio nulla contro di te, anzi.
            Il mio vaffa riguarda le tue affermazioni su Blondet, offensive e prive di fondamento. Se non ti va bene ciò che scrive, limitati a controbattere ed esprimi le tue idee. Così come hai fatto con la Catalogna ad esempio. Ma non aggredire la persona e non giudicare ciò che non conosci.
            Ti ho soltanto reso pan per focaccia. Quindi non offenderti.

          • Fabrizio de Paoli

            Non devi preoccuparti, non mi offendo, la forma mi interessa veramente poco.

            Vorrei dirti una cosa che forse ti farà capire qualcosa in più sui miei commenti a Blondet.
            Io ritengo che la cosa più importante e fondamentale in assoluto per affrancarsi dalla schiavitù ed avvicinarsi ad un mondo più giusto, sia comprendere la moneta, e comprendere il perché deve essere libera.
            Questa cosa per un austriaco è banale, ma nella vita di tutti i giorni ti accorgi che moltissima gente che si lamenta non ha la più pallida idea di cosa comporti nelle conseguenze economiche e sociali una moneta imposta.
            Questo non per deficenza delle persone, ma il più delle volte solo per superficialità.
            Ci sono poi persone attente ed intelligenti, come Blondet, che secondo me hanno ben chiaro il vantaggio per chi la gestisce che deriva da una moneta imposta.
            Chi capisce questa cosa però capisce anche che con quella moneta si sta rubando.
            Blondet, da buon fascista (non lo dico in senso ironico, lo dico davvero) ha un forte senso della giustizia. In quello credo sia onesto.
            E sempre da buon fascista ha un forte senso dell’orgoglio nazionale, la nazione viene prima di tutto, il bene della nazione corrisponde al bene dei suoi abitanti e un buon governo si comporta come un buon padre.
            Tutto bellissimo, e c’è sicuramente buonafede, non fosse che: gli abitanti non sono bambini, e il principio vale per gli individui ma non per lo stato.
            È qui che un buon fascista cade in fallo, ed è qui che trova difficoltà a far convivere due cose opposte: il senso di giustizia e la possibilità per lo stato di infrangere il principio.
            Io ho l’ambizione di cercare di far riflettere Blondet ed allora a volte sono provocatorio, forse sbaglio metodo perché poi prevale l’orgoglio fascista, ma sai, far prevalere l’orgoglio significa occultare l’intelligenza e anche questo gli darà fastidio -immagino-, ecco, vorrei solo che facesse prevalere la ragione e che quindi sposasse anche lui la causa della libertà monetaria, anche se significherebbe rinunciare ad uno stato potente, forte e patriarcale.

          • Argon

            Non credo che Blondet sia fascista. E’ un anarco-cattolico. Figura strana, libero pensatore.
            Non vedo ancora una alternativa alla moneta imposta, nel senso che se non è imposta dallo stato è imposta da qualcun altro. Ma dall’imposizione non si sfugge.

          • ittymixe

            A parte il linguaggio scurrile ed i modi da caserma (ai quali De Paoli, nella sua signorilità e benché provocato, non si è abbassato), Lei dimostra di ragionare poco e male.

            Blondet qui lo conosciamo meglio di Lei: Blondet è un grande giornalista, uno dei pochi veri rimasti, ma non è lo Spirito Santo; anche Blondet sbaglia, a volte sugli ebrei, e quasi sempre sull’economia. E quando Blondet sbaglia, qui prende mazzate pure lui, e lo sa.

            La risposta di Fabrizio De Paoli a Blondet è, imho, rigorosa: che gli indipendentisti catalani si alleino con chi gli pare, cazzi loro. Il problema è che Blondet vede gli ebrei come il fumo negli occhi, e li attacca a prescindere.

            O meglio: avrebbe ragione Blondet a criticare il ricorso ad israele, se non fosse che la bce non è meglio di israele (come giustamente Le ha argomentato De Paoli).

            Lei è stato capace di rispondere alcunché a De Paoli, a parte gli insulti? No, manco ha capito la questione…

            Se i Suoi toni ed i Suoi contenuti sono questi, è Lei che se ne deve andare. Vada dal Fatto, lì sapranno apprezzarLa.

          • Argon

            Lei sarebbe una persona educata? Lei non denigra, non offende? Lei non è un personaggio da caserma?
            E’ lei che giudica i contenuti dei miei commenti? E’ lei che stabilisce se ho risposto o non ho risposto correttamente a De Paoli, che da del cialtrone a Blondet?
            E’ lei che stabilisce se la mia risposta è stata educata o garbata?E’ lei che controlla ciò che scrivo, lo giudica, lo censura e lo cestina, se del caso?
            Ho parlato forse di Catalogna nel mio intervento? Ho forse detto che Blondet è infallibile? E’ questo che lei ha capito? Ed è sempre lei che pur non avendo nemmeno capito il senso del mio intervento pretende di stabilire cosa ho capito e cosa non ho capito io?
            Allora, sa cosa le rispondo? Se ne può andare nello stesso posto in cui ho mandato il suo amato de Paoli. Con educazione, naturalmente.

          • Fabrizio de Paoli

            Ti ringrazio per l’interessamento, sei stato molto più chiaro e calmo di me.
            Devo però riconoscere che certe volte con Blondet sono volutamente provocatorio e c’è una ragione secondo me nobile.
            Di questa cosa spiegherò il motivo ad Argon.

          • ittymixe

            Figurati, è sempre un piacere mazzolare quelli che non sanno polemizzare ed usano la tastiera come se fosse il cesso di casa.

            Piuttosto, ti invito ad osservare quanti “like” si è guadagnato il tizio: insulti tanti, ragionamenti zero, ed il “pubblico” ti premia.

            Da molto tempo ormai, per trovare un post denso di contenuto interessante ne devi vagliare a centinaia.

            C’ha ragione FK che vuole regolamentare la discussione: siamo diventati la succursale del fatto quotidiano blog.

            Nel frattempo, sono spariti nomi eccelsi: Marco Tizzi, Firmato Winston Diaz, Antonino Trunfio, Stefano Nobile, Mister Libertarian, e tanti altri, non collaborano più alla discussione, o lo fanno in maniera molto ridotta.

            E si vede (con tutto il rispetto per quelli che ancora si sforzano di collaborare ad una discussione interessante e finalizzata).

          • Fabrizio de Paoli

            Vero, ma chissenefrega, guarda passa… e “curati di loro” nel senso che anche tra chi ti sembra ostile ci può essere qualche persona intelligente e curiosa, magari pensa cose diverse e riuscire a spiegargli cosa si stia pensando e con che criterio potrebbe aprirti/gli nuovi orizzonti. È una possibilità ovviamente.

            TIzzi non si vede più, nemmeno i suoi articoli, Antonino commenta con un nuovo nick “Matt Kent”, Mister Libertarian c’è ed è comparsa anche una Miss Libertarian che però è da un po’ che non vedo, gli altri due non li vedo più.
            Però sai magari uno stacca anche un po’ la spina, per chi lavora (come me) è anche impegnativo in termini di tempo da dedicare, e poi a volte magari ti sembra di essere ripetitivo o noioso (parlo sempre per me).
            Alti e bassi sono fisiologici…

      • Buon Giorno

        Sei attivo perché commenti su un blog?

        • Argon

          Prova a rileggere ciò che ho scritto e noterai che non ho affermato di essere attivo. Più giù trovi il motivo per cui ho risposto in quel modo a de Paoli.

  • Franco Maraschi

    Uno potrebbe dire: sono cavoli dei catalani se vogliono staccarsi da madrid per andare in braccio ai piu’ fetenti e iniqui globalisti che ci siano in giro. Se non che, la maggior parte dei catalani (ben piu’ del 50%+1) non lo vuole affatto, come risulta dagli svariati referendum .
    Pero’ che squisita personcina, Pujol. Sono in buone mani i golpisti.

    • what you see is a fraud

      Quindi un paese come israele dipendente finanziariamente dal governo USA per sopravvivere . Gli USA danno ogni anno 3 miliardi di dollari piu’ aiuti militari ….. finanzierebbe la Catalonia ?
      Merda del toro ( BLS ) . La verita’ e; che il momento che il dollaro USA va nel cesso , lo stato canaglia non ricevera’ piu’ un quattrino e meravglia delle meraviglie anche le basi militari USA saranno chiuse ……. dulcis in fundo anche le guerre , i colpi di stato e le rivoluzione colorate finiranno .e israele sara’ travolto da Hezbollah .

      • ittymixe

        No, in quel momento israele sarà circondato e salvato dalla Russia, il nuovo pacificatore.

        • what you see is a fraud

          E” possibile ma non ci credo . Quando Assad finira’ con ISIS , ora che ha un esercito in gamba, tormera’ a prendersi Le Golan heights e poi ci sara; da ridere . Da ricordare inoltre che Hezbollah e’ in pratica un alleato della Russia , della Siria ed e’ armato soprattutto dall’Iran .
          Leggi ,se puoi , il mio post di 17 ore fa .

          • ittymixe

            E’ possibile ma non ci credo.

            La Russia ormai comanda in Vicinoriente, e lì non vuole più guerre, perché ne soffrirebbe il suo nuovo ruolo mondiale.

            Dopo aver pacificato la Siria e dintorni, la Russia vuole dedicarsi al Medioriente (Afghanistan e Pakistan), nordafrica (Libia ed Algeria), centro-sudamerica (Venezuela).

            Dopodiché, la nuova ONU sarà a Mosca, e NewYork farà la fine ingloriosa che fece Roma quando Costantino spostò la capitale a Costantinopoli.

      • Franco Maraschi

        Io scrivevo della giunta catalana, che e’ tra le piu’ globaliste che ci siano in giro, non mi riferivo solo ad israele, anche se e’ ovvio che devi passare anche da loro. Tutte le cose che sappiamo: immigrazione con miriadi di moschee, ostentazione del nuovo concetto di famiglia, in contrapposizione totale con la nostra cultura e gli insegnamenti della vera chiesa cattolica (ma anche ortodossa) , la dichiarata volonta’ di patecipare alle guerre nato usa-israele, Come ho scritto, mi piacerebbe molto che queste fogne di idee potessero essere svolte nel loro supposto stato, dai loro sedicenti leader patrioti (vedasi pujol), per vedere la fine(miserevole) una volta per tutte. Il problema pero’ e’ che essi NON sono affatto in maggioranza. E quindi dovremmo anche preoccuparmi dei diritti della maggioranza, o contano solo le idee catafognare nel mondo? detto questo si, sono aggiornato, il leader hezbollah ha effettuato un duro ultimatum. Per quanto riguarda le basi usa in caso di un crollo (che non e’ detto sia totale), in quel caso dovremmo essere reattivi nel trattenere i (90?) ordigni nucleari in italia, farebbe molto comodo un simile deterrente.

  • Manolis e Giorgos Immortali ✠

    Dove c’è da seminar zizzania e dividere lì c’è Sion… non mi stupisco più di tanto, certo di corrotti traditori come pujol siamo pieni anche in Italia…

  • marcoferro

    basterebbe solo questo a far fucilare i leader del movimento della catafogna indipendente. traditori della patria al soldo di sion.

    • Halexjan Hale

      Catafogna… bellissima. Me la segno. :))

      • marcoferro

        non è mia però…

  • johnny rotten

    Un bell’articolo sui legami stretti tra catalani e isisraeliani lo si può leggere a questo link: https://aurorasito.wordpress.com/2017/10/05/relazioni-tra-catalanismo-e-sionismo/ i rapporti malati tra catalani e sionisti sono di lunga data, e come sempre dove c’è sionismo c’è anche il terrorismo, sono stati proprio gli amerikani a dichiarare che la più grossa aggregazione di islamisti d’€uropa vive in catalogna, che detiene anche il record di minareti e moschee, sembra che lasciare ferite aperte come è isisraele nel mondo arabo, stia diventando esperimento da replicare ovunque si possa, kurdistan e catalogna ne sono gli esempi più recenti, anche se tutto sommato non avranno il successo distruttivo che ha tuttora l’entità sionista, però i tentativi continuano.

    • Caio Giulio

      Tentativi sempre più “colorati” e violenti e toccherà far scorrere un tantino di sangue vero per distogliere gli utili idioti e figuranti da marcette in piazza prima o poi, così vediamo dove vanno a pescare nuovi snowflakes del cazzo.

      • marcoferro

        a proposito di sangue vero o finto. guarda cosa ho trovato in rete. riguarda l’attentato di las vegas con le considerazioni di paul craig roberts http://www.paulcraigroberts.org/2017/10/07/las-vegas-final-comment/

        • Fabrizio Bertuzzi

          a cercare su google non si trova nemmeno un’immagine di una pozza di sangue, la penso come craig Roberts.
          forse sono anche prove per vedere fino a che punto la gente si beve tutto quello che passa sui media, in particolare la tv.

          • marcoferro

            io qualche giorno fa vidi le foto di qualche presunto morto, ucciso a las vegas, ma ormai non mi fido più di nulla. tra false flagg e media asserviti, anzi le presstitute, come appunto le chiama craig roberts veramente scoprire una verità è arduo.

        • Carlo Robotti

          Hanno rimosso l’account di quel video………. (sarà l’AVIS??)

  • Caio Giulio

    Infatti, come forse avrete notato, a me questa storiella della catalogna proprio non interessa e nemmeno l’ho mai commentata, anche se dovrebbe essere nel mio ideale di autodeterminazione del popolo. Ma purtroppo sento troppo tanfo, a cominciare dall’urina di quella cagna comunale che dovrebbe “rappresentarmi” ideologicamente e quindi l’intera storiella puzza di merda lontano un miglio e spero solo che finisca male come chiaramente finirà.

    • Winston Smith

      Infatti…. tra Podemos e Mariano Rajoy è una gara dura essere il peggiore.
      Che possa finire nel peggior modo possibile !!!!

  • Winston Smith

    Credo che sia un po’ troppo presto per parlare di Catalogna indipendente.

  • Calcas1

    Mi pare la chiave interpretativa che apre più porte rispetto al groviglio catalano. L’unica cosa che non mi torna è come mai Trump difenda a spada tratta la Spagna unita se poi segue le direttive di Israele. Le motivazioni del comportamento europeo credo che siano adesso abbastanza chiare.

    • Caio Giulio

      Beh, intanto i cuginetti sono molto incazzati, visto che l’ambasciatore USA adesso pare che non sarà spostato a Gerusalemme. Che strano..

      • Calcas1

        Chiaro, ma credo che la visione d’insieme fra leadership di Usa e Israele converga, sia per la Siria che per l’Iran. Mi sono perso qualcosa di grosso? (a parte l’ultimo avvicinamento dei sauditi con Putin, ma è troppo recente)

        • Caio Giulio

          Io sono convinto che sottobanco i due siano in sintonia e cerchino di collaborare, ma come mi spiegava un vecchio sindaco per decenni: “in politica quello che si dice non si fa e quello che si fa non si dice mai”.

          • Franco Maraschi

            Concetto vero, che secondo me riguarda anche il comportamento che sta tenendo bruxelles nella crisi spagnola.

    • Covpepe

      Fondamentalmente, per due motivi:
      1) la Spagna per la NATO è un membro molto più importante di quanto lo sarebbe una Catalogna indipendente.
      2) perché se l’amministrazione Trump sostenesse la Catalogna, darebbe forza e validità anche al voto crimeano. Ed è bene ricordare che in Crimea, a differenza della Catalogna, hanno votato quasi tutti.

  • Franco Maraschi

    Scendono in piazza i lealisti che sono la maggioranza silenziosa(ora non piu’ silenziosa) http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2017/10/9/CAOS-CATALOGNA-In-piazza-con-gli-unionisti-il-referendum-e-stato-un-golpe-/786402/
    ma hanno ottenuto spazio dai media? naturalmente no. Questo fa capire da che parte e’ l’establishment, che controlla i media, da’ spazio solo alla minoranza golpista: vogliono arrivare alle macroregioni (meno francia e germania, gli egemoni) per dividere e comandare meglio i popoli. in catalogna c’e’ una specie di dittatura, un pensiero unico, le istituzioni dovrebbero essere piu’ super partes. Io temo che poi si scatenera’ la caccia allo spagnolo da parte dei golpisti, erroneamente ritenuti (dagli ingenui) per la liberta’.

    • Fabrizio de Paoli

      La logica dice che se io voglio comandare meglio una nazione mi sarà più facile se questa è unita e risponde obbediente ad un governo nazionale.
      In quel modo mi sarà più facile corrompere un unico governo ed imporre la mia volontà.
      Ma comunque questi son dettagli tecnici di importanza secondaria perché l’unica cosa che preoccuperebbe veramente l’establishment sarebbe il rifiutarsi di utilizzare una moneta fiat, perderebbe immediatamente ogni potere sulle ricchezze prodotte dagli individui.
      Infatti se ci pensiamo bene, per il banchiere ebreo non fa molta differenza se prevale l’€ o il $ poiché egli è azionista in entrambe le banche centrali, quindi eventualmente quello che perde da una parte lo recupera dall’altra, oltretutto divertendosi nel vedere quanto la fantasia dei complottisti sia prolifica nell’elaborare ipotesi del tutto insignificanti.

      • Christian Caiumi

        Il problema non è nella moneta fiat… Queste teorie da scuola austriaca hanno abbondantemente fatto il loro tempo. Il problema è nel fatto che IL POPOLO non abbia il controllo della moneta, che invece finisce sostanzialmente nelle mani di una minoranza di privati finanzieri o “multinazionalisti”, che è esattamente il destino oligarchico a cui conduce il vostro bel mondo di “moneta privata” agganciata all’oro, al platino o magari a qualche minerale lunare.

        • Fabrizio de Paoli

          Io infatti ti sto dicendo di permettere al popolo di usare la moneta che preferisce, o anche più monete che preferisce, solo in quel modo nessuno può controllare la moneta. La moneta deve poter essere scelta liberamente.
          Il mercato (il popolo) la SCEGLIE, e quando non gli va più bene ne sceglie un’altra.

          • Christian Caiumi

            No amico mio, tu non stai dicendo di far scegliere al popolo…. Stai dicendo di costringere il popolo ad usare una moneta emessa da una qualche banca o da una multinazionale, perchè è del tutto evidente che se una moneta la conia e la emette Fabrizio De Paoli o Christian Caiumi, tutti rideranno loro in faccia. Quindi o sei molto ingenuo o sei un po’ ottusamente chiuso nel tuo “credo”. E comunque si è ben visto cosa è successo quando è stata data la possibilità al popolo di “scegliere” ad esempio la banca in cui investire i propri risparmi. A meno di essere esperti di finanza il minimo che poteva accadere era di vedersi appioppare qualche bella obbligazione subordinata…
            Non prendiamoci in giro, quando tu vai dal meccanico perchè devi cambiare l’alternatore, a meno che tu non sia un elettrauto o un elettricista, sarà lui a scegliere il prodotto e tu ti fiderai di lui, esattamente come col free banking. Sostanzialmente non c’è alcuna garanzia.
            Tu parli di lasciar “decidere al popolo quale moneta usare”. Perfetto, tutto questo esiste già, si chiama DEMOCRAZIA,

          • Fabrizio de Paoli

            Guarda che è adesso ad essere costretto, io vorrei che non fosse costretto e vorrei che potesse scegliere la moneta che più lo soddisfa.
            Può anche coniarla direttamente se vuole: se per esempio Cristian Caiumi vuol mettere il suo nome su di un dischetto d’oro e darmelo in pagamento, io lo prendo immediatamente e volentieri.
            Ma puoi anche “coniare” la tua moneta in modo diverso, tra aziende ci si può pagare in merci o lavoro, o se ti fidi particolarmente dell’azienda in buoni per merci.
            O puoi scegliere Bitcoin, o Ethereum giusto per farti qualche esempio di monete al momento disponibili.
            Poi è chiaro che se già pensi sia necessario emettere moneta, e che lo debba fare una banca, dovrà darmi delle garanzie molto forti e sicure altrimenti, visto che sono libero di scegliere, non vedo perché dovrei ricorrere alla sua moneta, posso benissimo continuare ad usare i dischetti d’oro di Cristian.

          • Fabrizio de Paoli

            Ah ecco, dimenticavo, a quel punto una banca non potrebbe più godere della riserva frazionaria anche se restasse legale perché perderebbe immediatamente tutti i clienti, visto che per mantenerli dovrebbe prestare solo monete di valore e che possiede, o che qualche correntista deposita, ed ovviamente non potrebbe più contare sull’aiuto di una Bc o dello stato in caso di mala gestione dell’impresa bancaria, perché sia Bc che stato potrebbero stampare tutti i soldi che vogliono ma nessuno li userebbe.

          • Christian Caiumi

            Bravo così quando ti arrivano quelli che hanno bisogno di prestiti o comunque l’economia ha bisogno di espansione, tu sostanzialmente soffochi tutto per mancanza di liquidità. Evviva la libertà!
            Come disse Schacht: “affermare che le opere non si possono fare per mancanza di denaro è come dire che non si possono costruire autostrade per mancanza di chilometri”.

            “dovrebbe prestare solo monete di valore”
            E chi decide che cos’è il “valore”? Il fatto che la moneta sia d’oro? Ma davvero? Hai mai provato a mangiarlo l’oro? Un po’ indigesto…

            Il VALORE della moneta è dato DALL’ACCORDO DI TUTTI QUELLI CHE DECIDONO DI USARLA! E quindi dalla FIDUCIA! Non c’entra un cazzo l’oro…
            Voi cercate di imporre un sistema meccanicista e rigido all’ente umano, che per sua natura è mutevole e flessibile. Il vostro sistema avvantaggia l’elite a spese della maggioranza, ne abbiamo già visto gli effetti e li stiamo vedendo a tuttoggi (e per favore non cominciare a blaterare della BCE che stampa a go go, perchè sappiamo benissimo a cosa serve quella stampa: esclusivamente a conservare la moneta unica basata sulla scuola austriaca, e che infatti non sta in piedi)

            Siete vecchi, vecchi e superati, dalla Storia in primis.

          • Fabrizio de Paoli

            Tu decidi cos’è il valore, io pure, il mercato decide cos’è il valore.

            “Il VALORE della moneta è dato DALL’ACCORDO DI TUTTI QUELLI CHE DECIDONO DI USARLA!”

            Hai detto bene: “decidono di usarla”, che non è la stessa cosa di “sono obbligati ad usarla”.

          • Christian Caiumi

            Non sono obbligati ad usarla, hanno democraticamente deciso che c’è più libertà nel darsi una moneta comune gestita dall’Amministrazione pubblica piuttosto che a lasciarla in mano ad un consesso di banche private! Tu confondi la libertà con l’arbitrio. Ma è un problema tipico di voi “libberisti”…
            Peccato poi che non diciate ai cittadini che l’emissione di moneta è attualmente sostanzialmente svincolata dallo Stato (in maniera praticamente anticostituzionale) ed affidata a banche private e ad un ente come la Banca Centrale che risponde a logiche del tutto privatistiche. Cioè opera a favore delle banche e delle istituzioni finanziarie invece che dei cittadini.

          • Fabrizio de Paoli

            L’emissione di moneta è svincolata dallo stato. Vero. Però lo stato mi obbliga ad usarla.
            E io non voglio.
            Non voglio perché non mi sembra giusto che chi stampa possa rubare valore al mio denaro.
            Anche se tu sostieni che

            “non vi è alcuna relazione diretta tra inflazione e massa monetaria”

            Io non lo sto riscontrando.
            C’è poi una nota polemica: se è vero che non c’è relazione tra massa monetaria ed inflazione allora non c’è nemmeno tra massa monetaria e deflazione. Scegli tu…

          • Christian Caiumi

            “Non voglio perché non mi sembra giusto che chi stampa possa rubare valore al mio denaro.”
            Vallo a dire alle banche private! E poi cosa significa che chi stampa “ti ruba valore”? Abbiamo appena detto che non c’è un nesso dimostrato tra aumento dell’inflazione ed emissione monetaria! Tu dici così perchè HAI GIA’ DENARO e non vuoi vederlo svalutato. E’ una posizione ARISTOCRATICA e ELITARIA. Te ne rendi conto? Chi ha già denaro lo protegge e gli altri si arrangino! E l’imprenditore che rischia? Non deve avere il vantaggio di un po’ di inflazione che gli alleggerisca il debito?
            NO! TUTTO SOLO A VANTAGGIO DI CHI IL DENARO lo ha gia’! Caro mio, è troppo comodo…

            “Io non lo sto riscontrando.”
            Ah no??? Allora ci stiamo sognando che la BCE emette miliardi su miliardi ogni anno e l’inflazione si alza appena??? Dai su non scherziamo…

            “allora non c’è nemmeno tra massa monetaria e deflazione”
            Certamente in questa fase E’ COSI’! E non ho difficoltà a dirtelo! Vedi il vostro problema (che io se permetti non ho) è che voi “austriaci” pensate ci sia una ricetta buona per tutte le stagioni, ma non è vero!
            I cosiddetti keynesiani lo avevano detto DA SUBITO che l’emissione della BCE NON SAREBBE SERVITA A UN CAZZO! Se non a gonfiare una nuova bolla. Ma come? Non sono quelli che vogliono “l’emissione a go go”???
            Per ottenere la deflazione bastano le vostre regole del cazzo: niente stato, penuria di moneta, e quindi svantaggiati i produttori a favore dei rentiers parassiti, quindi segregazione della ricchezza attraverso lo scarto tra redditi e produttività, economia conseguentemente a debito, bolla dei prestiti per non far crollare il mercato, e poi crisi di domanda con ovvia deflazione. Se la gente non compra, i prezzi non crescono! Anzi calano. E i rentiers gongolano…
            Tutta colpa dello stato, ovviamente.
            Purtroppo siete dei neoaristocratici, e spero che verrete spazzati via dalla storia (in senso lato, non mi riferisco a te nello specifico…)

          • Fabrizio de Paoli

            Mah, io non ho tanti soldi però è vero, mi piace risparmiare.
            Mi piace perché quando devo spenderli per una nuova attività o spesa importante trovo fastidioso farmi prestare denaro dai banchieri ebrei e pagargli pure gli interessi.
            Solo che adesso si è creata una situazione incomprensibile: se hai dei soldi i tassi sono negativi, se invece vuoi farteli prestare diventano positivi, quindi non tengo nemmeno più i soldi, li investo, e tu dovresti essere contento perché faccio girare l’economia…, no?

          • Christian Caiumi

            Perdonami, non volevo criminalizzare il risparmio… Anche io tendo a risparmiare!
            Ad ogni modo ora non ne ho il tempo, ma più tardi ti spiegherò cosa intendo.

          • Christian Caiumi

            Come ti dicevo, non sono certo contrario al risparmio, che costituisce la base finanziaria per gli investimenti, ma per creare risparmio devi garantire redditività alle aziende! Come fa un’azienda a guadagnare se il mercato è continuamente asfittico e deflazionato? Negli anni 70-80 le aziende finanziavano gli investimenti principalmente attraverso i guadagni realizzati, senza bisogno di passare dalle banche! Capisci? Poi è successo quel che puoi vedere esaminando un qualsiasi grafico sull’andamento di redditi e produttività: i redditi crescono poco o niente dagli anni 70 e la produttività schizza in alto. Per me è stato rivelatore. Come può stare in piedi un mercato in cui la platea dei cosiddetti “consumatori” riceve meno denaro rispetto a quel che ha prodotto? E’ evidente che l’economia dovrà funzionare a debito…
            Rispetto alla situazione attuale, devi contestualizzare quel che è successo: è ovvio che i tassi siano rasoterra! Poichè appena i tassi si alzano, a causa della disfunzionalità della moneta unica la pressione sui titoli di debito pubblico sarebbe insostenibile per alcuni paesi e la moneta unica salterebbe… Se li vuoi in prestito sono positivi perchè dopo la scottatura dei prestiti dissennati praticati dalle banche fino al 2008, oggi le banche non si fidano più a prestare per paura di non rientrare e i cittadini a prendere a prestito per paura di non rimborsare! (E infatti i depositi paradossalmente sono aumentati). E’ il motivo per cui il vero obiettivo del QE non era certo risollevare l’economia ma mantenere in vita l’Euro (Whatever it takes…. Ricordi?)
            Quanto a far girare l’economia, purtroppo non è molto vero…
            Appena il reddito in Italia aumenta riprendono le dinamiche perverse del 2001-2007, e cioè si ricomincia ad acquistare in eccesso prodotti del Nord Europa, che in moneta unica sono più convenienti, e quindi si riprecipita in una crisi (privata, non pubblica) di bilancia dei pagamenti…

            Il tutto per mantenere l’Euro, la moneta pensata e voluta in favore del “libero mercato”, che avrebbe dovuto magicamente correggere tutte le storture provocate dalla moneta unica. Sì, certo, come no… Si è visto.

          • Fabrizio de Paoli

            Se l’€ fosse austriaco sarebbe una moneta fissa come Bitcoin ed ogni volta che Draghi stampa ti sta rubando valore dall’euro che hai in tasca, o da quello del tuo stipendio se rimane invariato.
            Ci vuole una buona dose di coraggio per definire austriaco l’€, se lo fosse sarebbe la moneta più potente del mondo e tutti lo userebbero, anche fosse libero…

          • Christian Caiumi

            Non ti starebbe rubando nulla, in quanto non vi è alcuna relazione diretta tra inflazione e massa monetaria… Quello è un mito.
            Il motivo per cui Draghi è costretto a emettere tutta quella moneta risiede nel fatto che gli enti emissori (ti ricordo che le banche creano moneta, col sistema attuale) non hanno dimostrato di saper gestire la massa monetaria in regime di moneta unica (cioè al riparo dal rischio di cambio), prestando denaro in eccesso e provocando la crisi sistemica.

            “Ci vuole una buona dose di coraggio per definire austriaco l’€, se lo fosse sarebbe la moneta più potente del mondo e tutti lo userebbero, anche fosse libero…”
            L’Euro è perfettamente austriaco in quanto lo Stato è esautorato dalla sua gestione e la concorrenza senza rischio di cambio ha spostato la competizione totalmente sul prezzo, provocando disoccupazione e quindi crisi di domanda, da cui crisi sociale e debito pubblico per sostenere i cittadini in difficoltà, che viene però additato a causa della crisi proprio per lasciare mano libera al “mercato” che ha chiaramente dimostrato di non saper gestire i flussi di capitali.
            L’operato della UE è in piena continuità coi dettami della scuola austriaca.
            L’Euro non funziona perchè provoca squilibri commerciali insanabili dal “mercato” (che è lo stesso che li provoca, tra l’altro), che invece si diceva avrebbe sanato “ogni squilibrio”. Non sono parole mie, sono dei tuoi amici che vedevano nel mercato la soluzione di ogni male, salvo poi dare la colpa dei propri errori allo Stato, quando invece sono chiari limiti del mercato.
            Non esiste libero mercato al di fuori da regole imposte da un ente separato senza scopo di lucro, vale a dire il consesso democratico dei cittadini. In una parola: lo Stato.

            La tua è una vulgata vecchia e logora.

          • AnonimoSchedato

            Se le opere non avvantaggiano in alcun modo quelli che si vedono togliere valore ai propri risparmi è solo un furto.
            Solo se le opere si ripagano, allora l’investimento può essere giustificato.

          • Christian Caiumi

            Non c’è alcuna privazione di valore per i risparmi se l’espansione della base monetaria implica il raggiungimento della piena occupazione o comunque l’allargamento dei beni presenti sul mercato.

            “Solo se le opere si ripagano, allora l’investimento può essere giustificato.”
            Visione molto limitata. Non si può pensare che gli attori privati, che ragionano solo in termini di lucro, possano avere la visione di fare scelte contrarie alla logica del profitto ma che magari sono necessarie socialmente o in termini ambientali.
            La sanità pubblica per tutti è una scelta politica, che non può essere “in attivo”. I trasporti pubblici non possono essere in attivo. Semplicemente la società accetta di farsene carico.
            Non capisci che ogni volta che aprite bocca in sostanza vagheggiate una società classista in cui solo chi ha i soldi può permettersi servizi e benessere. Dove non c’è lucro non c’è servizio, nel vostro modello di società.

            E ricordati anche che gli eventuali rendimenti sottratti ai risparmi attraverso l’inflazione, se l’economia non è allo sfascio, servono a far lavorare le imprese, che poi producono la ricchezza che la gente come voi non vede l’ora di poter risparmiare… (Cioè sottrarre alla circolazione).
            Nessuno vuole azzerare il risparmio, semplicemente CI DEVE ESSERE UN RAPPORTO CORRETTO TRA RENDITA E LAVORO.
            Nel mondo attuale non c’è più da trent’anni, in quanto è sbilanciato a favore della RENDITA. Andrà corretto, che vi piaccia o no, altrimenti il sistema si sfascerà definitivamente e sarà guerra.

          • Christian Caiumi

            Certo come no. Molto concreto e credibile che un singolo cittadino emetta monete d’oro… Al di là del suo effetto intrinsecamente deflattivo e depressivo in economia, e cioè l’effetto perverso di trattare la moneta come una merce e non come un mezzo di scambio, inducendo per cui chi la detiene, come già detto, ad accumularla invece di spenderla. Per non parlare della limitatezza della risorsa oro e la sua distribuzione “non democratica”. E per non parlare del fatto che l’uomo, pur di non riformare la propria avidità, preferisca impedire a sè stesso (leggi alla maggioranza degli sfigati) di emettere moneta come vuole, vincolandola invece all’uso di un insulso metallo giallo, ad esempio. Alla faccia della libertà…

            “tra aziende ci si può pagare in merci o lavoro”
            Tanto vale usare una moneta pubblica, decisa dal popolo ed emessa dal popolo stesso.

            “se già pensi sia necessario emettere moneta”
            Ovvietà. Che facciamo, torniamo al baratto? Se permetti è un po’ scomodo e ad oggi impraticabile, cerca di essere concreto, sennò parliamo del nulla.

            “dovrà darmi delle garanzie molto forti e sicure”
            E perchè mai dovrebbe farlo? Siamo liberi no? Molto più semplice accordarsi con gli altri istituti di credito per emettere moneta senza garanzie a spese dei cittadini (vedi sempre obbligazioni subordinate). La storia di Christian che emette moneta d’oro fa ridere i polli, e le criptovalute rispondono comunque a criteri di emissione, telematici o meno che essi siano. Cioè in pratica qualcuno ha deciso quante emetterne. Che lo faccia scrivendo su un foglio di carta o impostando un algoritmo di calcolo, non cambia nulla.
            Ciò che conta è CHI DECIDE l’emissione, e se questa emissione PUO’ ESSERE VERAMENTE LIBERA.

            Con il tuo sistema NON LO E’. E’ comunque vincolata all’oro, alle imprecisate e fumose “garanzie” di cui molto poco concretamente parli, ecc. ecc…

          • Fabrizio de Paoli

            Mi piacerebbe che capissi.
            L’oro va bene come moneta proprio perché non è moltiplicabile da chi lo “emette”.
            Anche Bitcoin va bene per lo stesso motivo, la massa monetaria di Bitcoin è nota (21mln) e punto, non è espandibile ma solo frazionabile. Capisci perché è una buona moneta?
            Perché nessuno ne può modificare il valore che il mercato le assegna.

            Garanzie. Ti ho detto prima il motivo, se una banca non è in grado di darti garanzie tu, ESSENDO LIBERO DI POTER SCEGLIERE, non la usi.

          • Christian Caiumi

            Ho capito benissimo, purtroppo… Sei tu che non ti sforzi di capire.
            “L’oro va bene come moneta proprio perché non è moltiplicabile da chi lo “emette””
            Esatto, questo impedisce a priori lo sviluppo, proprio perchè se si intravvede una congiuntura economica che necessita di sviluppo, questo non è possibile in quanto la moneta è “limitata”. Come ti ho poi già detto, la penuria di moneta avvantaggia storicamente i cosiddetti “rentiers”, cioè chi la moneta la detiene già, a sfavore di lavoratori e imprenditori, che invece cercano di guadagnarla o allargare il mercato, prendendo quindi a prestito la moneta. E’ storia. Anche attuale, come ben sai.

            “la massa monetaria di Bitcoin è nota (21mln) e punto, non è espandibile ma solo frazionabile”
            E’ una cosa totalmente priva di senso. Se il mercato necessita di espansione monetaria che fai? Non emetti più bitcoin?

            “ESSENDO LIBERO DI POTER SCEGLIERE, non la usi.”
            E quindi cosa farai? Ti rivolgerai ad un’altra banca, che non ti darà garanzie, e quindi andrai in una terza, e poi alla fine accetterai le condizioni che ti fanno. Chiamasi CARTELLO. Che le banche potranno fare benissimo in quanto avranno sostanzialmente l’esclusiva dell’emissione.

          • Fabrizio de Paoli

            Solo che non c’è un nesso tra quantità di moneta e sviluppo.
            Hai una buona idea da mettere in pratica per produrre qualcosa di interessante per il mercato e quindi creare sviluppo?
            Allora ti farai prestare valore. Per trovarlo in prestito sarà necessario che da qualche parte qualcun’altro l’abbia risparmiato, non credi?
            Se nessuno l’ha risparmiato e quindi non ne trovi, succederà che dovrai aumentare il prezzo (interesse) fino a che qualcuno trovi conveniente darti valore anziché spenderselo in ristoranti. Lo sviluppo se è sostenibile va avanti benissimo.

            Cartello. Non vedo l’ora che nasca un cartello, un cartello serve a tenere i prezzi artificialmente alti e quindi in quel momento io mi metto a fare il banchiere ad un prezzo più basso portando via tutti i clienti al cartello.
            In teoria eh, poi nella realtà c’è lo stato che assegna i cartelli (monopolii) ai suoi amici.

          • Christian Caiumi

            “Solo che non c’è un nesso tra quantità di moneta e sviluppo.”
            Altrochè se c’è un nesso… Attualmente viviamo in regime di penuria monetaria e non c’è sviluppo per niente! Nella Germania degli anni 20 con l’iperinflazione non ci furono sostanziali tensioni sociali, con l’austerità degli anni 30 arrivò Hitler!

            “Hai una buona idea da mettere in pratica per produrre qualcosa di interessante per il mercato e quindi creare sviluppo? Allora ti farai prestare valore. ”
            Non è così semplice: ad oggi c’è un sacco di gente che ha buone idee ma NON CHIEDE SOLDI IN PRESTITO. Semplicemente perchè tu vedi la partita da UNA PARTE SOLA. Purtroppo se non hai un mercato che assorba il tuo prodotto (cioè se la gente non ha soldi per comprarli) puoi fare i prodotti più buoni del mondo, rimarranno sugli scaffali. La solita vetusta impostazione offertista.

            “Se nessuno l’ha risparmiato e quindi non ne trovi, succederà che dovrai aumentare il prezzo (interesse) fino a che qualcuno trovi conveniente darti valore anziché spenderselo in ristoranti”
            Frase emblematica della mancanza di simmetria del tuo ragionamento (come direbbe Bagnai), continui a considerare il problema solo dal lato che ti fa comodo: se tu spendi meno in ristoranti, manderai in crisi il mercato della ristorazione! E perchè? Ma semplicemente perchè non si accetta l’idea di espandere la base monetaria in previsione di una crescita del mercato.
            In pratica col sistema austriaco il mercato si fagocita da sè, settore su settore.
            Per chi ha già mercato un grande vantaggio, per gli altri no.
            L’aristocrazia 2.0!

            “quindi in quel momento io mi metto a fare il banchiere”
            Ma cosa fai mi prendi in giro? E secondo te in presenza di un cartello ti faranno aprire una banca che sia più grande di uno sputo??? Ma non farmi ridere dai…
            Se non ci fosse un cartello di potere bancario già da cent’anni avremmo la moneta deperibile pubblica, stampata su foglietti di carta semplice!

            “In teoria eh, poi nella realtà c’è lo stato che assegna i cartelli (monopolii) ai suoi amici.”
            No caro mio… Ci sono i grandi gruppi privati che eliminano in tutti i modi la concorrenza o corrompono lo Stato perchè non faccia rispettare le regole della concorrenza! La prima cosa che fa un’azienda privata appena può è ABBATTERE LA CONCORRENZA.
            Come al solito ragionate come se il mercato privato facesse sempre la scelta “onesta” e il pubblico solo quella “inefficiente”. Peccatissimo che la realtà sia DIVERSA.

          • Fabrizio de Paoli

            “… perchè non si accetta l’idea di espandere la base monetaria in previsione di una crescita del mercato.”

            Ma guarda che è proprio quello che le Bc hanno fatto fino ad ora, e continuano a fare. Come mai non funziona? Sempre ignorando il fatto che si tratta comunque di ruberia.
            Non funziona perché puoi stampare tutti i soldi che vuoi ma se non agisci sulla produzione e competitività stai solo cambiando i prezzi alle cose.
            L’austriaco rifiuta solo il mito che la ricchezza si può stampare, eh no, mi dispiace, bisogna produrla.

          • AnonimoSchedato

            Scusate se mi intrometto, credo dovreste aggiungere una dimensione al vostro interessantissimo dibattito: il rendimento degli investimenti.
            Christian sostiene che espandere la base monetaria permette l’espansione del mercato (cosa vera solo se non tutti gli altri fattori sono completamente utilizzati, o se sono totalmente utilizzati ma l’innovazione permessa dagli investimenti aumenta l’efficienza dei fattori).
            Tu vedi invece il ritorno decrescente e ribatti che creare denaro dal nulla toglie valore a chi risparmia e a chi lavora ma ha poco potere contrattuale (salari fermi mentre l’inflazione aumenta i prezzi).
            Quindi tu, giustamente, fai notare come tutti questi soldi creati dal nulla non creano efficienza, non creano innovazione che ripaga almeno tutti i soldi creati, ma sottraggono da chi non c’entra nulla, che non partecipa a questa transazione.
            Credo che se entrambi teneste in conto il rendimento degli investimenti potreste trovare un punto d’incontro… nell’ammettere che stampare potrebbe essere lecito se a gestirne i frutti fossero persone produttive che creano più di quello che prendono. Che, a mio parere, certamente non è quello a cui stiamo assistendo oggi (ammesso che sia mai successo nella storia).

          • Fabrizio de Paoli

            Ho capito cosa vuoi dire, però stai comunque corrompendo un principio.

          • AnonimoSchedato

            Un po’ di sano pragmatismo spesso aiuta a raggiungere l’obiettivo.
            Comunque in linea di principio, se esistessero organizzazioni di cui ci si potesse fidare, e la gente fosse abbastanza furba da saperne mantenere il controllo, creare moneta potrebbe aiutare in certi casi.
            Purtroppo le premesse tendono ad essere troppo restrittive per il mondo reale, a mio parere, e astenersi è meno rischioso.
            Ma io sono un incurabile pessimista, si sa.

          • Fabrizio de Paoli

            Ma no, creare moneta non ha senso e non è giusto, e non può aiutare nessuno se non chi vuole appropriarsi immeritatamente di valore altrui.
            L’economia con una moneta fissa si sviluppa in modo sano.
            Perché mai dovrebbe essere un problema se la quantità di moneta diminuisse per via di una eventuale propensione al risparmio?
            Se circola meno moneta i prezzi delle merci scendono fino al punto che chi sta risparmiando trova conveniente comprare, si tratta solo degli eterni aggiustamenti nel raggiungimento dell’equilibrio economico.
            Raggiungere una situazione equilibrata è molto più facile con una moneta fissa perché quel parametro non può variare e quindi per gli attori del mercato è un buon riferimento per poter fare le scelte che gli interessano.
            Meno moneta non impedisce di avere meno meno merci, queste aumentano comunque per via del progresso tecnico, si riduce solo il loro prezzo fino al punto che è conveniente produrle, e quel punto lo decide il mercato con le sue scelte.
            Se al mercato una certa cosa interessa poco, perché dovresti stimolarne la produzione andando a creare moneta e quindi distorcendo il primo parametro di riferimento del mercato? L’equilibrio andrebbe a puttane perché al mercato viene a mancare un’informazione indispensabile per la sua salute.

          • AnonimoSchedato

            Ci sono un paio di aspetti, secondo me.
            Primo, non è detto che il calo dei prezzi porti a smobilizzare il risparmio. Ad esempio chi risparmia per la vecchiaia continuerebbe a farlo, visto che ha uno scopo preciso. Questo esempio svela il problema del tempo, ci possono essere squilibri temporali che si correggono magari da se in 20 anni, ma ai disoccupati di oggi questo fa poca differenza, il tempo che avrebbero voluto impiegare in produzione è perso per sempre (e questo è un danno per il sistema). Se invece li paghiamo oggi con moneta che sarà spesa domani, possiamo impiegarli, ad esempio, in infrastrutture che si ri-pagano con lo stesso orizzonte temporale dei 20 anni. Sempre che siano utili e capaci quindi di ripagarsi, che è il problema centrale di cui parlavamo prima. Sempre in linea di principio e con ben in mente anche gli altri problemi di cui sopra.

            “Se al mercato una certa cosa interessa poco” non ha molto senso, secondo me. Il mercato è limitato dalla sua capacità produttiva, non dai desideri che sono infiniti. Quindi limitando la domanda per mancanza di moneta (o per riduzione della sua velocità, il caso attuale) si hanno tanti effetti negativi, a cominiciare dall’arrestarsi dello stimolo a investire (perchè migliorare la produttività, se tanto non ho gli impianti pienamente occupati?) e del circolo vizioso dell’effetto volume (al crescere del volume diminuisce il costo, al diminuire del volume cresce!).
            Senza contare che la limitazione pesa tutta su alcuni individui o classi sociali, che finiscono per abbruttirsi e creare problemi ben visibili.

            Un principio attivo nelle mani di un medico è un farmaco, nelle mani di un pinco pallino qualsiasi è veleno, nelle mani di un terrorista è un arma. Questioni di dosi, e di modalità d’uso, oltre che della ragione per cui si usa.
            Non che io sappia come garantire che il principio attivo arrivi solo nelle mani dell medico, o come distinguere ex-ante il medico dal terrorista, comunque.

            Giusto per essere chiari, nel caso attuale siamo dalla stessa parte.
            La stampa, come gestita oggi, crea le distorsioni e non le corregge, a mio parere. Ma è tutto il processo di finanziarizzazione dell’economia che genera distorsioni, probabilmente a causa della gobba demografica che crea (o ha creato) un eccesso di risparmio che non trova la sua strada verso la produzione, l’innovazione e il miglioramento delle condizioni di vita… per ragioni che sarebbe troppo lungo analizzare quì (ci vorrebbe un libro intero)

          • Fabrizio de Paoli

            Innanzitutto prima di ogni considerazione dovremmo stabilire un fine.
            Il mio è giustizia economica ed equilibrio.
            Per giustizia si intende ovviamente la possibilità di disporre del proprio capitale, per esempio anche solo il proprio lavoro, e quindi scambiarlo con chi riteniamo possa soddisfare il nostro interesse.
            L’equilibrio invece è una necessità che compare proprio a seguito della mancanza di giustizia, cioè dopo che gli stati intervengono con le loro politiche monetarie ed economiche.

            “Ad esempio chi risparmia per la vecchiaia continuerebbe a farlo, visto che ha uno scopo preciso.”

            La cosa non dovrebbe riguardarci perché ognuno ha il sacrosanto diritto di scegliere come gestire la sua personale economia.
            Comunque questo non dimostra che diminuisca la massa monetaria circolante perché ogni giorno un vecchio muore e se ha risparmiato lascia quei soldi al giovane che magari attua una pllitica diversa, si compra la Ferrari e li spende tutti insieme.
            Ma anche fosse come dici sarebbe un vantaggio perché diminuendo i soldi si abbasserebbero i prezzi dei prodotti. Puoi comprare più beni con gli stessi soldi.

            “Se invece li paghiamo oggi con moneta che sarà spesa domani, possiamo impiegarli, ad esempio, in infrastrutture che si ri-pagano con lo stesso orizzonte temporale dei 20 anni. ”

            Per pagarli oggi devi aver guadagnato ieri, altrimenti non puoi pagarli, e se non hai guadagnato ieri significa che l’attività che stai svolgendo non ha ragione di continuare ad essere, probabilmente è del tutto inutile.
            Puoi anche correre il rischio di ricorrere al credito per pagarli confidando nella possibilità di recuperare il capitale nei successivi vent’anni, ma questo non puoi saperlo prima, e se poi l’impresa non ha successo? Il debito rimane. A quel punto qualcuno deve rimetterci quei soldi. Se son soldi privati li rimetterà il privato, se sono della banca la banca, se sono statali lo stato, questo secondo una logica corretta, ma già qui si potrebbe obbiettare che se son soldi statali sono anche miei e quindi dovrei accettare il fatto che lo stato ha rischiato il mio capitale e lo ha perso. Tanto mi basta per essere contrario a scommesse di quel genere.

            “”Se al mercato una certa cosa interessa poco” non ha molto senso, secondo me. Il mercato è limitato dalla sua capacità produttiva, non dai desideri che sono infiniti”

            “Il mercato è limitato dalla sua capacità produttiva” e siamo d’accordo, ma siamo d’accordo solo se quella produzione è interessante, altrimenti chi la compra? Quindi ha senso eccome.

            Ammettendo l’eccesso di risparmio, che comunque in qualche modo lo stato cerca di ipotecare per salvarsi il culo suo e dei banchieri, forse non arriva all’economia reale perché a questa viene impedito di guadagnare a forza di tassarla e regolamentarla, mi sembra quindi normale che non ci sia crescita perché anche ammettendo di poter accedere a capitali vieni dissuaso fin dall’inizio dall’intraprendere qualsiasi cosa .

          • AnonimoSchedato

            Direi che condividiamo metà del fine. La giustizia economica. L’equilibrio non credo appartenga ad un sistema economico, che dovrebbe essere in un continuo stato di instabilità autocontrollata per adattarsi alle continue innovazioni e cambiamenti (“distruzione creatrice”). Sottigliezze, ma gravide di conseguenze, credo.

            non dimostra che diminuisca la massa monetaria circolante perché ogni giorno un vecchio muore e se ha risparmiato lascia quei soldi al giovane”
            Vero solo in condizioni di equilibrio generazionale (tanti giovani quanti vecchi), nel nostro caso la gobba generazionale ci assicura che c’è un periodo (che sta finendo) in cui la generazione più numerosa prevale e, se risparmia, diminuisce il circolante. Riciclo a parte (risparmio in banca = prestiti, in obbligazioni = investimento, in azioni = capitale di rischio), che dipende dall’uso che chi lo riceve ne fa, e che francamente non saprei dire come influisce sulla velocità della moneta (a occhio ipotizzerei che la diminuisce, ma non ho certezze).

            diminuendo i soldi si abbasserebbero i prezzi dei prodotti
            Mi sembra un affermazione tutta da dimostrare. Diminuendo i volumi può essere vero per un breve periodo (“svuota i magazzini”) poi il sistema si adatta (chiudono i produttori marginali) e si rischia il circolo vizioso (le chiusure riducono gli occupati, che smettono di acquistare, quindi altra riduzione del circolante, altre chiusure e via così).

            Per pagarli oggi devi aver guadagnato ieri, altrimenti non puoi pagarli
            Anche questo mi lascia molti dubbi. Se emetto obbligazioni e me le compra il risparmiatore che le vuole usare per la pensione (tra 20 anni, quindi durata 20 anni) i soldi lui li ha guadagnati ieri e a me resta solo di preoccuparmi che l’investimento tra 20 anni abbia generato il capitale e le cedole.
            Ora cosa cambia se stampo denaro, con cui compro gli stessi beni che avrei comprato emettendo obbligazioni, mentre il risparmiatore continua a togliere il suo denaro dal circolante comprando altre obbligazioni? Che riduco gli interessi e genero domanda. Se gli stampati tornano indietro dopo 20 anni grazie ai risultati dell’investimento, ho generato la stessa transazione nel tempo, giusto? In fin dei conti se qualcuno l’ha acquistata durante i 20 anni necessari per ripagarsi, vuol dire che la domanda c’era, altrimenti avrebbe acquistato qualcos’altro. Interessante notare che quindi il denaro creato dal nulla ha comprato qualcosa creato dal nulla (supponendo che non si fosse in piena occupazione) e quindi è stato utile senza danneggiare nessuno. Sbaglio?

            Per dirla matematicamente, mi sembra abbiamo un sistema con infinite (o un grande numero di) soluzioni e ne abbiamo scelto una più favorevole (più occupazione, più prodotti, più scelta).

            La difficoltà sta “solo” nel giudizio necessario per selezionare l’investimento giusto (che deve ripagarsi, altrimenti il ragionamento non vale) e non lasciarlo decidere a qualche politico che non ci rimette niente se sbaglia, garantendo così che “sbaglierà” 😉
            E’ solo questa difficoltà a rendere pericoloso stampare, a mio parere.

            solo se quella produzione è interessante, altrimenti chi la compra
            C’è anche l’aspetto prezzo. Se il prezzo comprende un interesse preponderante (il 5% sembra piccolo? In ventanni fa più di 2 volte e mezza il capitale prestato. Proviamo il 10%? si paga quasi sette volte), allora la motivazione per non produrre potrebbe basarsi più sul costo del capitale che non sull’effettiva domanda per quel bene (tra acquistare qualcosa a 100, a 265 o a 673 c’è grande differenza,come tra una Panda (€11340), una Mondeo (€30000), un Cayenne (€76087)).
            Le cose diventano rapidamente piuttosto complicate.

            forse non arriva all’economia reale perché a questa viene impedito di guadagnare a forza di tassarla e regolamentarla

            Non potrei essere più d’accordo sull’eliminazione dei lacci e lacciuoli, specie quelli inutili, per non parlar delle intollerabili tasse (quando maggiori di tutto il resto, come oggi).

            Ma mi sembra che il denaro non arrivi all’economia reale soprattutto per il sifone finanziario che aspira tutto gonfiando bolle senza senso, frutto di insipienza dei compratori che le trovano “meno rischiose” e “più liquide” degli investimenti reali. E poi rendono di più (si,si, agli intermediari di sicuro).

            Non capisco come lo stampaggio possa essere ritenuto l’unico responsabile, quando le leve finanziarie si possono tranquillamente nutrire degli “investimenti” (anche “guadagnati ieri”) sottratti dall’economia reale perchè appaiono più convenienti, più comodi, più facili. A me sembra che l’avidità, unita alla comodità, otterebbe lo stesso risultato (forse solo meno pronunciato, ma servirebbe un modello per stimare di quanto).

          • Christian Caiumi

            Continuate a non mettere in fila correttamente gli eventi: è solo tramite un CORRETTO RAPPORTO TRA REDDITI E PRODUTTIVITA’ che si può avere uno sviluppo equilibrato. Lo capisci?
            La situazione che viviamo oggi è semplicemente figlia di 30 anni di Robin Hood al contrario! La ricchezza prodotta che viene inopinatamente, ingiustamente e disfunzionalmente segregata solo nella fascia ricca della popolazione! In pratica quindi privilegiando eccessivamente la rendita e il risparmio rispetto al lavoro e alla produzione.
            E’ totalmente OVVIO che oggi la creazione di moneta in Eurozona non serva a nulla se non a gonfiare delle bolle!
            Se però portate avanti il dibattito sempre in questo modo ideologico non si va da nessuna parte.
            Ciò detto negli ultimi 10 anni chi ha creato condizioni inadatte per lo sviluppo è proprio la Germania! Perchè negli altri paesi i redditi hanno avuto un percorso di crescita dei redditi più corretto, anche in relazione all’inflazione, peccato che in moneta unica questo implichi perdere competitività nei confronti dei balordi come i tedeschi che si rifiutano di pagare correttamente il lavoro!

            In sostanza sto cercando di farvi capire che la creazione di base monetaria non va considerato come un totem che ottiene sempre gli stessi effetti in qualunque condizione! Non si può ragionare così in alcun approccio serio.
            Mi ripeto per l’ennesima volta: la creazione di base monetaria dal 2015 col QE NON SERVE ALLO SVILUPPO, MA A MANTENERE IN VITA LA MONETA UNICA.
            Se non siete in grado di capirlo, mi spiace ma per me rimanete dei reazionari neoconservatori. Cioè quelli che vogliono mantenere i privilegi in una ristretta elite di ricchi.

          • AnonimoSchedato

            30 anni di Robin Hood al contrario! La ricchezza prodotta che viene inopinatamente, ingiustamente e
            disfunzionalmente segregata solo nella fascia ricca della popolazione!
            In pratica quindi privilegiando eccessivamente la rendita e il risparmio
            rispetto al lavoro e alla produzione.

            D’accordo sui fatti, non sull’analisi delle cause.
            A privilegiare la rendita è lo stato. Un esempio tipico è il caro casa. Tra le tasse ad infinitum pagate dai dipendenti c’è (ora nascosta in un altra voce) la ex-GESCAL, cioè quella che serviva per costruire case a loro destinate, mentre oggi grazie ai “piani regolatori” c’è una restrizione pazzesca alla possibilità di costruire. E i risultati sulle rendite (affitti) si vedono. Restrizione del mercato operata dallo stato, questa è una delle cause.
            Lo stato è parte preponderante del problema in praticamente tutti gli ambiti.

            Se leggi bene i miei commenti, ti prego di rileggerli, vedrai che non ho alcun totem e anch’io credo che sotto certe condizioni (“il medico”) si possa stampare, cioè usare lo strumento monetario, (“il principio attivo”), ma oggi siamo nel caso in cui è deleterio farlo (“il veleno”) a causa di chi è a farlo (“il terrorista”).

            Sulla Germania (Hartz IV come massima riprova) e la sua guerra ai meno efficienti hai perfettamente ragione, del resto l’euro è la materializzazione di un progetto concepito dai nazisti prima della guerra (piano Funk, https://scenarieconomici.it/savona-lattuale-politica-economica-tedesca-e-come-quella-della-germania-di-hitler/ ) .

            Riguardo al tuo commento su “se non siete in grado di capirlo” siete “reazionari neoconservatori”, sei proprio fuori strada. Ma ormai è d’uopo insultare (perchè nella tua accezzione è un insulto, vero?) chi la pensa diversamente, no?
            Con certi toni spegni subito ogni dibattito ragionato, ed è un peccato.

          • Christian Caiumi

            Perdonami, ma paragonare 30 anni di produttività alle stelle sul mercato globale e di salari stagnanti alla storia della GESCAL o come si chiama, francamente mi pare un po’ il volersi nascondere dietro un filo d’erba… Mi spiace ma i numeri parlano e non io: la classe dirigente MONDIALE (l’elite economica e i loro camerieri, cioè i politici) si è comportata in modo avido facendo sì di avocare a sè la maggioranza del reddito, e squilibrando così il funzionamento del sistema capitalistico (oltre a compiere una palese ingiustizia sociale, ma questo è un altro discorso). Spostare il discorso, come al solito, sullo Stato, mi pare intellettualmente disonesto. I lavoratori sono stati pagati molto meno di quanto hanno prodotto, e QUESTO E’ UN FURTO! (Uso anch’io questa parola, se non ti dispiace, visto che ve ne riempite volentieri la bocca voi). Tra l’altro per chi abbia voglia di studiare le cause dell’elevata pressione fiscale italiana, ci sono tutti i mezzi e le informazioni per farlo. Ad oggi chi parla ancora di “Stato cattivo”, secondo me semplicemente ignora i fatti o ciurla nel manico, mi spiace. Sappiamo ormai bene infatti che la pressione fiscale italiana è cresciuta a causa dell’inopinata decisione di sganciare la Banca Centrale dal controllo del governo, mettendo così il bilancio pubblico in mano alle banche e ai gruppi finanziari, oltre alla scelta folle di aderire allo SME, con conseguente blocco del cambio, perdita di competitività e tassi reali alle stelle per mantenere il cambio fisso quando sarebbe stato calante. A quel punto si doveva andare in avanzo primario per garantire i creditori del debito italiano, da cui la pressione fiscale eccessiva. E naturalmente tutto questo per la spinta dei “consulenti” liberisti dei vari Andreatta, Ciampi, Carli, Amato, tutta questa bella gente che ha rovinato il paese. Tutto il resto per me sinceramente sono chiacchiere da bar.

            Apprezzo la nota sull’uso dell’emissione monetaria, in particolare riferendosi al “quando” e al “chi”. Sicuramente la BCE non è il soggetto adatto a farlo, e sicuramente non in questo momento, ma ribadisco, dipende da quali sono gli obiettivi: se l’obiettivo è quello di conservare l’Euro, non possono fare altro.

            Dove sarebbe un insulto essere chiamati reazionari neoconservatori? E’ un termine di uso politico per definire le diverse posizioni sul tema della distribuzione della ricchezza. Io trovo che siate reazionari perchè dal mio punto di vista non fate che difendere i privilegi di una minoranza con le posizioni che esprimete. Punto. Non c’è alcun insulto e non vi è alcun giudizio personale, visto che non vi conosco, bensì libertà di opinioni basate su ciò che scrivete, se non ti dispiace. Io credo che non riusciate a capire dove sta la realtà delle cose, basandomi sui commenti che fate, che si ripetono tali e quali all’infinito, mediamente. Non ci trovo nulla di insultante. Però mi piace chiamare le cose col loro nome, senza usare il “politichese”. Che naturalmente tutti aborrono, ma solo quando lo usano gli altri, quando invece fa comodo, allora non bisogna “offendere” e bisogna usare gli eufemismi che non dicono nulla.
            Nel tuo caso comunque noto delle aperture, e me ne compiaccio.

          • AnonimoSchedato

            In verità non sono aperture, sono ricerca della verità. L’unica cosa che mi interessa. Quanto all’uso di piccoli esempi per mostrare grandi tendenze, trovo sia l’unica strada per capirsi quando la dialettica manca un po’ di fondamenti, e si traggono conclusioni un po’ forzate dai pensieri altrui, cercando di incasellare in categorie che si adattano poco.
            Se i lavoratori vengono pagati meno di quello che producono (e io sono uno di quelli) è perchè non si permette alle forze del mercato di fare il loro corso. Da parte di tutte le parti coinvolte, che cercano tutte “protezione” non un sistema funzionante che attribuisce ad ognuno il valore di ciò che produce (tutto e solo il valore del proprio lavoro).

          • Christian Caiumi

            Come sempre, non posso che ricordare che non può che essere fallace una teoria che si basa sull’idea che esista un ente “perfetto” che si comporta in ogni situazione “nel modo migliore”. Il mercato non si comporta sempre nel modo migliore, anzi… E quindi l’impostazione austriaca mi pare infantile nella sua fiducia incondizionata nel “mercato”, che diventa un oggetto immaginario invece che reale.
            Ma tant’è, a ciascuno il suo.

            “non si permette alle forze del mercato di fare il loro corso”
            In bocca a Luke Skywalker è divertente, in bocca a chi parla di economia francamente è un po’ sconfortante… Più di quanto si sia già fatto per dare la possibilità alle forze del mercato di “fare il loro corso” non vedo cosa si potrebbe fare. Sembra un po’ l’attesa del Messia degli Ebrei: non arriva mai.
            Non ti è mai venuto in mente che magari è proprio per aver dato al mercato la possibilità di fare il suo “corso” che anche tu ti ritrovi in questa situazione?…
            Buona fortuna

          • AnonimoSchedato

            Se ci fosse qualche mercato non truccato potremmo forse ragionarne. E’ tutto un “crony capitalism”.
            Il punto è che il mercato è “meno peggio” dell’arbitrio (almeno quello di un altro 🙂 ). Per parafrasare Winston Churchill, il mercato è il peggiore dei sistemi economici, esclusi tutti gli altri.
            Ma inutile parlarne con chi vede ideologie dove c’è solo ricerca.

          • Christian Caiumi

            Questione di punti di vista: tu non vedi un eccesso di mercato sregolato tra i mali del mondo attuale, mentre io sì. Addirittura secondo te non ce n’è abbastanza. E per me allora diventi ideologico. Per questo ti ho fatto la battuta finale di prima…
            Peraltro quel figlio di puttana di Churchill (che voleva ridurre l’Italia ad una colonia inglese nel secondo dopoguerra) ha avuto la fortuna che l’Inghilterra abbia lasciato il Gold Standard alla fine degli anni 20 seguendo le idee di Keynes, e si è ritrovato con una bella ripresa economica… Alla faccia del “mercato”.

          • AnonimoSchedato

            Magari apparirò ideologico, del resto non sono bravo a gestire la mia immagine, ma è solo un impressione, se credo in qualcosa è perchè ci ho pensato su. Per farmi cambiare idea servono argomentazioni ineccepibili, che raramente mi vengono proposte, malgrado le cerchi per mettere alla prova le mie convinzioni e continuare a capire e a crescere (da quì il poco elegante intromettersi nelle diatribe altrui, quando suggeriscono una possibilità di dialogo ragionato).

            Chi vede il “mercato sregolato”, secondo me, non ha mai provato a
            portare un prodotto lungo tutta la filiera, dal tavolo del progettista
            al negozio sottocasa. Altrimenti saprebbe quanto “sregolato” esso è. Che poi sia mal regolato, è uno dei pensieri che probabilmente condvidiamo.

            Ah, l’italia è un parto inglese. “Chiedere” a Lord Palmerstone e seguire i
            debiti dei Savoia (la contabilità nazionale era indistinguibile da
            quella dei regnanti e lo è stata per decenni dopo l’unità, credo non a caso).

          • Christian Caiumi

            Ancora? Te l’ho appena spiegato perchè non funziona. Devi sforzarti di uscire dalla sclerosi del pensiero unico liberista e considerare seriamente quel che ti viene detto, altrimenti è impossibile parlare con voi, è come parlare al muro… Non funziona (e l’avevano detto tutti, keynesiani per primi!), perchè ormai s’era innescato un clima di totale sfiducia, e quindi le banche non prestano il denaro che ricevono col QE per paura che i prestiti non rientrino e gli attori economici non prendono denaro in prestito perchè non c’è domanda aggregata e quindi non rientreranno degli investimenti. Da cui la stagnazione.
            E finiamola con ‘sta storia della “ruberia”, che se penso ai tassi reali positivi assurdi garantiti ai “risparmiatori” sui titoli di stato italiani negli anni 80-90 mi viene male!
            Non c’è alcuna “ruberia”, l’inflazione è praticamente ferma, e i bassi rendimenti dei risparmi sono dovuti proprio alle politiche deflazioniste e conservatrici volute da chi ha i soldi per paura dell’inflazione, politiche che fermano l’economia e quindi non esiste rendimento per i risparmi se non c’è reddito per le imprese e i lavoratori! Un bel circolo vizioso come quello delle aziende che sono convinte di fare il proprio interesse sottopagando i lavoratori. Bravi scemi, e poi chi comprerà i vostri bei prodotti?
            L’economia ha funzionato a debito per trent’anni proprio per questi motivi, ma ormai il gioco non regge più, e la realtà presenta il conto.

            “Non funziona perché puoi stampare tutti i soldi che vuoi ma se non agisci sulla produzione e competitività stai solo cambiando i prezzi alle cose.”
            Non cambi il prezzo A UN CAZZO! L’inflazione è ferma da anni! Come te lo devo dire?
            Ancora questa cazzata della competitività??? Ma l’hai capito o no che la competitività non è altro che un gioco al ribasso sui SALARI??? Come fai a tenere in piedi un mercato in cui abbassi i prezzi abbattendo i salari? Chi cazzo compra i prodotti se la gente o non lavora o ha uno stipendio ridicolo??? Lo capisci o no? Non mi sembra difficile. Sapete solo ragionare guardando al lato dell’offerta, senza guardare mai la domanda, ed è per questo che il vostro universo è fallimentare.

            “L’austriaco rifiuta solo il mito che la ricchezza si può stampare, eh no, mi dispiace, bisogna produrla.”
            Sai che questa colossale puttanata “che la ricchezza si può stampare” non l’ho mai sentita dire da un solo analista serio? Sai da chi l’ho sempre sentita dire? Sempre e solo DA VOI! La attribuite agli altri ma in realtà è una vostra completa invenzione!

          • AnonimoSchedato

            L’inflazione ferma la vedi solo nelle statistiche (truccate) dei governi.
            Che applicano trucchi unilaterali che potrai trovare ben spiegati in rete, se cerchi un po. Del resto ti smentisci da solo, quando parli di gente con “stipendio ridicolo”, che è vero, ma a fronte del potere d’acquisto che è una frazione del passato, da cui la crisi della produzione .

          • Christian Caiumi

            Certo ovviamente l’inflazione è truccata… Come no. Mentre prima non lo era giusto? Invece di studiare la realtà per quel che è, molto meglio inventarsene una di sana pianta!
            E adesso le istituzioni europee non stanno forse facendo di tutto per alzare l’inflazione? Non avrebbero quindi i governi e i mezzi di informazione tutto l’interesse ad aggiustare il tasso di inflazione AL RIALZO invece che al ribasso? No, eh?
            A me sembra che tu te la racconti come ti fa più comodo!
            Amico mio, la realtà parla da sola: non c’è domanda aggregata, alta disoccupazione, scarsa redditività delle aziende, stipendi in calo. Si chiama DEFLAZIONE. Fattene una ragione.

            “Del resto ti smentisci da solo, quando parli di gente con “stipendio ridicolo”, che è vero, ma a fronte del potere d’acquisto che è una frazione del passato, da cui la crisi della produzione .”
            Il potere d’acquisto dipende dai prezzi, che fino a prova contraria NON SI ALZANO, altrimenti ci sarebbe una reale ripresa economica, CHE NON C’E’. E come già detto, oggi l’interesse dei governi e dei media è nel mostrare che l’inflazione CRESCE, e non che CALA. E nonostante i salari da fame il salario reale non si abbassa più di tanto, perchè non c’è inflazione…
            La crisi semmai è di SOVRAproduzione, per i motivi che ho già spiegato: se tu paghi la gente meno di quel che produce, i beni rimangono sugli scaffali. Semplice.

          • AnonimoSchedato

            Balle. Mai sentito parole come shrinkflation o hedonics ?
            Oggi non ho tempo di provare ad espandere la tua realtà per avvicinarla alla verità. E vista la veemenza delle tue (non) argomentazioni dubito servirebbe a qualcosa, non supererei la tua dissonanza cognitiva. Posso solo suggerirti di studiare un po’, sperando che possa aiutarti ad uscire dalla bolla. Smettere di credere ai soli giornali mainstream potrebbe aiutare .

          • Christian Caiumi

            “Smettere di credere ai soli giornali mainstream potrebbe aiutare”
            Sì vabbè… Ti saluto. Stammi bene.

          • Il rasoio di Occam

            “,,,se una moneta la conia e la emette Fabrizio De Paoli o Christian Caiumi,
            tutti rideranno loro in faccia. Quindi o sei molto ingenuo o sei un po’
            ottusamente chiuso nel tuo “credo”.
            Aggiungo io: “Forse hai interessi economici nel bitcoin? E’ per questo che lo propagandi con tanta foga?

          • cito : Il mercato (il popolo)
            ESILARANTE

      • Il rasoio di Occam

        Secondo me tu hai forti interessi economici nelle criptovalute. Non ti chiedo conferma, perché so già che mi dirai che sbaglio.

        Le criptovalute saranno la fregatura del secolo. Molta gente ci rimetterà i propri risparmi. Ma tant’è, a nessuno frega niente degli altri. Avanti così, a far bei discorsi. Tanto a rimetterci le penne saranno gli altri.

        • Fabrizio de Paoli

          Niente Bitcoin, più che altro data la mia scarsissima comprensione informatica, ma teoricamente la trovo una moneta perfetta.
          Io sono all’antica, quando avanzo due lire compro qualche sterlina d’oro.

          • Il rasoio di Occam

            Non è una moneta perfetta. E’ soltanto un imbroglio. Tu adesso dai soldi veri, e in cambio di cosa? Di soldi che esistono soltanto su un computer. Ribaltiamo la situazione e andiamo dall’altra parte del computer. Chi si prende i tuoi soldi veri e fa il click sul computer guadagna un sacco di soldi veri e paga commissioni d’oro a chi gli porta i clienti. Per lui è un grande affare. Se tutti quelli che hanno i bitcoin decidono di ritrasformarli in soldi veri la loro quotazione va a zero. Ma intanto, quelli che hanno incassato i soldi veri, si sono comprati la barca e stanno girando il mondo a spese di chi ci è cascato.
            No. I bitcoin vanno di moda ed è molto chic averli. Tutto qui. Se la gente capisse un minimo, starebbe alla larga. Ma gli esseri umani hanno bisogno di essere fregati ciclicamente.

          • Fabrizio de Paoli

            Ah beh, per quello ci pensano già stati e banche…

          • Stemby

            Ehm, mi sa che non sai di cosa parli. Chi vende bitcoin (almeno parte) è innanzitutto chi li estrae. E li vende… per pagare la bolletta elettrica e le macchine per il mining!

          • Il rasoio di Occam

            Ehm… non so di cosa parlo… Va bene, non so di cosa parlo.
            La vedi questa macchina?
            https://uploads.disquscdn.com/images/6b9609c332d28565f5d026153baf420a83a1d358877058bc525d5915a45b18b5.jpg
            Si dà il caso che ce n’è una anche nella mia città. Chi la gestisce prende commissioni e per ogni transazione eseguita trattiene dal 5% al 20%. Altri, in altre lande, trattengono un minimo del 10%. Non so di cosa parlo e sono molto ma molto ignorante, molto più di te. Ma non mi sembra che commissioni del genere siano richieste per pagare la bolletta elettrica ecc… Non mi sembra che quando prelevo soldi al bancomat o faccio un acquisto all’estero con carta di credito mi chiedano il 20% di commissione. E mi chiedo in quali tasche vadano a finire gli altri 80/95% dopo che la transazione è stata eseguita. Tasche fortunate, immagino. Tant’è. Tu sai e io non so.
            Ricevo continuamente pubblicità in cui mi dicono di entrare nelle criptovalute, diventerò milionario, guadagnerò un sacco di soldi, ecc. ecc. Per la prima volta in vita mia qc vuole che io diventi milionario. E per giunta gratis. Digito bitcoin su google e trovo centinaia di siti in cui si fanno affari coi bitcoin, ma quali affari? Se tanto mi da tanto, la gente si sposta solo se guadagna, altrimenti picche.
            Senti, diglielo a tua nonna che i bitcoin sono una bella cosa, non a me. E soprattutto non dirmi che non so di cosa parlo, semmai di che anche tu sei in affari coi bitcoin e non sarai tra i fregati, bensì tra i freganti. Oppure sei soltanto un incosciente (nel senso che: “Ehm… non sai di cosa parli”).

          • Stemby

            Nessuno ti obbliga ad usare quella macchina. In Italia sono pochissime le persone che hanno conosciuto Bitcoin prima di me, tuttavia non ho mai fatto uso di un ATM.
            E, tra parentesi, fai benissimo ad ignorare quei messaggi, che se non sono fraudolenti poco ci manca. Però, se non conosci un argomento, evita di intervenire, che di stupidate se ne leggono già troppe. Grazie.

          • Il rasoio di Occam

            Bene, allora, visto che sei tra i pionieri del Bitcoin, ti sarei molto grato se tu potessi consigliarmi un buon libro o un buon sito in cui io possa approfondire l’argomento. Così la prossima volta, se del caso, potrò dibattere a ragion veduta e non sulla base delle mie attuali conoscenze, ahimé, ancora superficiali. Bitcoin, criptovalute in generale, block chain e quant’altro. Ti ringrazio in anticipo per ogni suggerimento che vorrai darmi.

          • Stemby

            Mah, per iniziare a capire qualcosina si può partire dall’articolo su Wikipedia. Poi consiglio senz’altro di spulciare la sezione in lingua italiana di bitcointalk.org, ed eventualmente porre lì le domande.
            Testi completi e ben fatti immagino che ce ne siano, ormai (si tengono anche corsi universitari, sulle criptovalute), per lo meno in inglese (ma probabilmente anche in italiano) ma non ti so dare suggerimenti; eventualmente prova a chiedere sul forum.

          • Il rasoio di Occam

            Ok, grazie

        • non sarebbe il primo qui…

      • Franco Maraschi

        Lo stato unitario nazionale e’ l’ultima trincea contro i globlalisti, lo dobbiamo difendere. Vogliono arrivare ad abolire il concetto identitario di nazione patria(ripeto: meno che in germania e francia, almeno per il momento), costituire le piccole macroregioni, cioe’ mini stati molto piu’ deboli politicamente, abolire tutte le costituzioni (gli italiani hanno detto NO) dove secondo loro il lavoratore -merce, naturalmente precario, dovrebbero essere disposto (megli dire costretto) ad andare a lavorare tre mesi da una parte, poi sei mesi da un’altra(magari in un’altra macroregione a lui estranea), eccetera, abolendo il concetto che abbiamo della casa, della famiglia, della religione(a quedto riguardo molto attivo bergoglio) ….Ti dico un’altra cosa poi, in italia quelli che piu’ difendono questi concetti -secondo loro superati- sono gli abitanti del sud, ed io dalla toscana li ringrazio.

        • e io da Pugliese ringrazio te per questo commento ^_^

          • Franco Maraschi

            E’ solo la verita’, il dovuto. Ultimamente, grazie all’amico ronf ronf , che anche lui non e’ del sud, mi sono interessato alle gabbie salariali, presenti in italia dal 1953 al 1969, in quel periodo il divario nord sud si ridusse perche’ il sud cresceva piu’ del nord. Ci sono vari articoli in rete, io ho letto questo https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0ahUKEwik9PCGmOTWAhWBfxoKHfAqBZwQFggnMAA&url=http%3A%2F%2Fwww.linkiesta.it%2Fit%2Farticle%2F2016%2F06%2F04%2Flasciate-scendere-i-salari-e-il-sud-crescera%2F30602%2F&usg=AOvVaw3No38HhN19kAY5ioxvK1hz
            Anche se prodotto da Ichino e Boeri, che certo non posso dire di apprezzare in generale-ma io mi sento un’anima libera-, mi sembra vengono espressi validi concetti , forse un miglioramento delle gabbie salariali,
            sarebbe interessante l’opinione di voi del sud. Secondo loro, gli articolisti, la cosa non sarebbe deflattiva, ma io non sono Bagnai. Qualcosa dobbiamo pur studiare, il divario nord sud sta’ aumentando sempre piu’ perche’ nella crisi, lo stato centrale non riesce a trasferire al sud le risorse di prima(se le succhiano a bruxelles), e quello che trasferisce , senza un piano efficace, e’ sopratutto assistenzialismo.

          • davide

            occhio che hanno cominciato la sceneggiata per fottervi Ilva.
            Dopodichè è nella merda la metalmeccanica al centro nord

          • è una storia vecchia, purtroppo, Davide (ti chiami come me ^^ )

  • Valerio Calini

    Penso che i capi dello staterello sionista siano tremendamente sopravvalutati, i loro brillanti piani più volte gli si sono ritorti contro.
    Dalla fuga dal Libano sconfitti da Hezbollah, alla creazione dell’ ISIS per far fuori Assad per mettere in Siria un regime amico per ritrovarsi con la Siria piena di Russi, Iraniani ed Hezbollah.
    Tutti successoni geopolitici!
    Se queste cose che dice Blondet sono vere, gli spagnoli le sanno ed Israele s’è fatta un nuovo nemico.

    • paolinks

      Israele sta attuando un curioso piano di invasione silente di varie zone del pianeta. Ad esempio perche’ stanno da anni comprando zone del Cile e della Patagonia? La Catalogna e’ parte dello stesso piano, ovvero creare delle Sion in giro per il mondo? Se e’ cosi’ mi chiedo perche’. La risposta potrebbe essere che sanno benissimo che prima o poi verranno massacrati in Medioriente.

      • La Catalogna e’ in corso di islamizzazione, dubito che gli ebrei abbiano intenzione di trasferirsi li.

        • paolinks

          Fino ad oggi non si sono mai fatti scrupoli a randellare arabi/islamici.

        • infiltrasi è qualcosa di ben diverso dal trasferirsi…

        • Carlo Robotti

          Ma se vogliono sono i loro migliori alleati, l’Islam è diviso fin dalla nascita, pensa un po’.
          Certo, se credi a tutto il paccottame msm….

          PS
          ti citerei una frase del sig. Bloomberg letta in un libro di Rampini ma non ho tempo e poi non ci credi.

          • Io non parlo per partito preso, sono sempre aperto al dibattito ed a rivedere le mie posizioni. A cosa si riferisce?

  • Franco Maraschi

    L’oro va bene perche’ non e’ inflazionabile, lo possono avere i cittadini per avere patrimonio e liquidita’ vera, e gli stati perche’ si devono dotare di una riserva accettata da tutti. Ma la moneta , del popolo, dovrebbe essere emessa dallo stato -garante, ed essere relazionato all’economia del posto, probabilmente non dovrebbe essere relazionato all’oro, perche’ senno’ si instaura un meccanismo deflattivo. Nell’articolo di questo link mi sembra si esprimano appropriati concetti, a questo riguardo https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=3&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwiMmbLdlOTWAhWDCBoKHX61BpYQFggzMAI&url=https%3A%2F%2Fscenarieconomici.it%2Fla-costituente-rifiuto-di-inserire-la-sovranita-monetaria-di-sara-lapico-della-scuola-di-studi-giuridici-monetari-giacinto-auriti%2F&usg=AOvVaw0DOnFQZE-8e2l7M1GYDu5z
    in sostanza si puo’ e si deve andare a debito perche’ la cosa fa da volano, nel momento giusto del ciclo economico. Ma da parte dello stato. Quindi gli austriaci hanno torto, anche se riconosco il valore e l’importanza dell’oro.

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