Martedì prossimo il Senato potrebbe trasformarci nella DDR della Rete. Nel nome dell’anti-razzismo

Di Mauro Bottarelli , il - 138 commenti


Hanno fretta. Una fretta fottuta, perché la campagna elettorale è ormai alle porte. Le schermaglie cui stiamo assistendo in vista del voto regionale siciliano del 5 novembre e degli assetti di coalizione sono acqua fresca, roba da dilettanti: quando la legge elettorale sarà stata varata e le squadre formate, sarà un Vietnam quotidiano. Senza alcuna esclusione di colpi. E degno veramente di George Orwell o Aldous Huxley. Lo dico perché un’anteprima si è vissuta oggi al Senato, dove si stava esaminando la legge europea 2017 e dove si è vista l’Aula dividersi sulla norma (art.5), introdotta nella parte del provvedimento che tratta di “lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia”, che introduce – udite udite – l’aggravante della “minimizzazione”.

La richiesta di “Idea” – anch’io non sapevo nemmeno che esistesse un partito simile, poi ho scoperto che la nuova creatura di Giovanardi – di votare la norma per parti separate è stata respinta dal PD ma al momento del voto è mancato, grazie al cielo, il numero legale e si rinvito tutto a a martedì. Insomma, abbiamo ancora cinque o sei giorni di libertà. Il provvedimento in discussione è infatti quello in cui il governo Gentiloni, nel silenzio generale dei media compiacenti e leccaculo, intende introdurre la norma in base alla quale non solo i dati internet e telefonici potranno essere conservati per 6 anni, ben oltre le attuali consuetudini internazionali ma, soprattutto, l’Agcom, ovvero l’Autorità per la garanzie nelle comunicazioni, avrà il potere di intervenire sulle comunicazioni elettroniche dei cittadini italiani, allo scopo – a loro dire, in via cautelare – di impedire l’accesso a contenuti presenti sul web.

In parole povere, se martedì il Senato troverà l’accordo, in Italia si sperimenterà la “notice and stay down” e le piattaforme dovranno rimuovere i contenuti illeciti e impedirne la riproposizione. Si ordina ciò ai provider italiani di “pedinare” elettronicamente i cittadini su internet per vedere dove vanno, al fine poi di realizzare questo “impedimento” alla riproposizione, attraverso un meccanismo di analisi e raccolta di tutte le comunicazioni elettroniche dei cittadini che intendano recarsi su siti giudicati unilateralmente e potenzialmente rischiosi dall’Agcom. La Stasi a questa gente faceva una pippa.

Ma veniamo al pericolo scampato, ovvero all’aggravante di minimizzazione. Di suo, una ulteriore ghigliottina dopo l’aggravante di negazionismo alle leggi Scelba e Mancino, introdotta nel 2016 e che stabilisce la detenzione da 2 a 6 anni se “la propaganda, l’istigazione e l’incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, contro l’umanità o quelli di guerra”. Ora, se verrà approvato l’articolo 5 della legge europea così com’è, sarà previsto il carcere da 2 a 6 anni, oltre che per chi “nega”, anche per chi “minimizza in modo grave” o fa “apologia della Shoah, dei crimini di genocidio, di quelli contro l’umanità e dei crimini di guerra”. Insomma, da un lato si parifica un bombardamento con vittime civili alla Shoah e dall’altro si fornisce un’enorme rete a strascico di censura, vista la totale sindacabilità delle opinioni: chi definisce la minimizzazione di un evento?

Di più, chi definisce la sua minimizzazione “grave”? Senza scordare che nella proposta di legge (l’A.C. 2471) in discussione al Senato, con l’appoggio del governo, è presente anche la norma che estende la condanna da due anni a sei anni della legge Mancino anche a chi “distribuisce, divulga, diffonde o pubblicizza materiali razzisti o xenofobi”. Avete idea, in caso martedì il pacchetto avesse via libera, della strage di idee e opinioni che si attuerebbe in campagna elettorale sul tema immigrazione? Di più, arriveremmo alla censura preventiva, di fatto, visto che il combinato con la normativa sull’Agcom in versione Grande Fratello vedrebbe decine e decine di contenuti bloccati e irraggiungibili senza alcuna possibilità di opporsi e nella più totale arbitrarietà, di fatto governativa. Scusate, questa sarebbe la democrazia che Gentiloni, Boldrini e soci intendono difendere da fake news, linguaggio dell’odio, razzismo e via censurando? Quale mente perversa e malata può arrivare a concepire l’aggravante di “minimizzazione”?

Ci sono forse guerre meno brutte di altre o più gravi di altre? Oppure vanno trattate tutte allo stesso modo? Oppure ancora, diciamola tutta, su certi argomenti non bisogna esprimere argomentazioni fuori linea? Insomma, le bombe che metteva Mandela da giovane erano sacrosante e quelle, ad esempio, dei serbi di Bosnia no? Qui siamo al totalitarismo buonista più totale, rischiamo denunce a raffica se si canta “La canzone del Piave”, visto che si osa dire che “non passa lo straniero”. Dove intendono arrivare, alla DDR del pensiero unico? Cosa temono così tanto da mettere in campo un arsenale repressivo simile della libertà di espressione? Sanno già che la rotta tunisina porterà con sé guai a profusione? Temono disordini, visto che l’inverno è alle porte e magari qualche atto di ribellione tra i migranti potrebbe scattare, se dormi per strada o in strutture senza riscaldamento?

Per quale motivo l’Agcom deve tramutarsi nella DIGOS, tracciando il mio traffico elettronico? Se vado a vedere per curiosità o, come nel mio caso, per lavoro, un video dell’Isis su YouTube, quanto passerà prima che la polizia bussi alla mia porta? Con quale cazzo di faccia vi permettere di denunciare il pericolo fascista e varare idiozie come la legge Fiano, se i primi fascisti siete proprio voi? Prima ciò che si postava sui blog, poi sui social, ora addirittura il cane da guardia dell’attività web tout court: quando cago, volevo forse seguirmi per controllarne qualità e quantità? Siamo veramente messi male, martedì prossimo potrebbe essere un giorno oscuro per la presunta democrazia di questo Paese. Ma c’è una nota positiva: se arrivano a tanto, vuol dire che hanno una paura fottuta. Buon segno, fino ad ora i loro tentativi hanno fallito. Nel frattempo, mi raccomando, non minimizzate troppo: si rischia di diventare ciechi.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Shares
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

RC Twitter

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi