E’ sciopero della fame “a staffetta” per lo ius soli, salti il pranzo ma la cena è salva. Come in Niger

Di Mauro Bottarelli , il - 241 commenti


Vi siete ricordati di saltare la colazione, brutta banda di stronzi, insensibili e razzisti che non siete altro? No? Nemmeno io, il mio mezzo chilo di “Gocciole” l’ho fatto fuori anche stamattina. E con maggior gusto del solito. Perché quando si arriva all’apoteosi dell’ipocrisia, occorre mettere in campo la disobbedienza civile della coerenza. E dell’inzuppo nel caffè e latte. Già, perché viviamo in uno Stato in cui l’ANSA ieri rilanciava questa notizia: “Allo sciopero della fame a staffetta che inizia domani, giovedì 5 ottobre, per sostenere la discussione in Aula e la fiducia sul provvedimento dello Ius Soli, aderiscono anche il ministro Graziano Delrio e i sottosegretari Benedetto Della Vedova e Angelo Rughetti. E decine e decine di senatori e deputati”. A renderlo noto, il senatore del Partito democratico, Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani a Palazzo Madama, forse stanco di prendere cantonate e collezionare figure di merda sul caso Regeni.

Ma non basta: “Questi sono giorni decisivi per la sorte dello Ius soli: è necessario impedire che si chiuda lo spiraglio, pur esile, che sembra essersi aperto. A partire da domani (oggi, ndr) cominceremo uno sciopero della fame a staffetta senatori e deputati, insieme a tutti quei cittadini che ritengono quella sullo Ius soli una legge ragionevole e saggia”. E ancora: il 13 ottobre tutti davanti a Montecitorio per il Cittadinanza Day. E’ l’iniziativa promossa dalla “Rete Insegnanti per la cittadinanza” tra maestri e prof di diverse scuole italiane e che si ripeterà nuovamente nel mese di ottobre. Ad annunciarlo è uno dei promotori dell’iniziativa nazionale, Franco Lorenzoni, che spiega all’ANSA: “Ieri, in occasione della giornata in memoria delle vittime delle migrazioni, 900 insegnanti in Italia hanno aderito ad uno sciopero della fame, che si ripeterà di nuovo questo mese per chiedere l’approvazione della legge”. Con tanto di coccarda tricolore sul petto.

Il bello è che quando parli di indottrinamento e bispensiero, fanno anche i sostenuti. Insomma, chi dovrebbe avere come compito fondamentale quello di insegnare ai vostri figli le tabelline, un minimo di senso civico e a non parlare come Fedez, sta invece agendo in questi giorni come un agit-prop in piena regola. Immagino, dedicando le ore di studio a veri e propri lavaggi del cervello sul tema della cittadinanza, l’accoglienza, l’integrazione e lo ius soli. Ma la ministra Fedeli, tra una geniale intuizione e l’altra, non ha nulla da ridire? Ah no, lei è la prima a schierarsi in favore del provvedimento, dopo aver aperto la scuola al gender come primo atto di insediamento. La cosa meravigliosa, poi, è il concetto di “staffetta”: cazzo vuol dire?

Che io salto la colazione, tu il pranzo e lui la cena? Cazzo che sacrificio devastante, quale atto di solidarietà simbolica verso quei cittadini del Niger che la fame la praticano come sport individuale e non di gruppo. Me li vedo, barcollare devastati dall’assenza di cappuccino e brioche, trascinarsi fino alla cattedra, da dove impartiranno imparziali lezioni sul tema dell’immigrazione, bilanciando pro e contro, lati postivi e negativi, facendo mentalmente il conto alla rovescia che li porterà verso il pranzo e i loro classici 250 grammi di bucatini all’amatriciana. E il ministro Delrio, ce la farà a tenere fede a tutti i suoi impegni istituzionali, provato come sarà dall’aver saltato la colazione? O, forse, avrà optato per saltare il pranzo?

Già si vocifera di un mercato nero, basato su gente senza scrupoli che dietro compenso in denaro è pronta a sobbarcarsi doppi turni di digiuno, mentre le scuole più dure e pure starebbero ponendo in atto anche prove di volontà, inalando nei condotti dell’aria profumi di ragù e arrosto: chi cede, viene esposto al pubblico ludibrio, travestito da Alessandro Sallusti. Io provo a riderci su ma questa cosa è vera, le nostre scuole sono dei piccoli centri di rieducazione e riallineamento sociale: non chiedetevi poi da dove nasca il bullismo o il fatto che i nostri istituti sfornino ignorati da competizione mondiale.

In compenso, pare sia calato il silenzio su una notizia fresca fresca: ricordate la spiaggia fascista di Sottomarina di Chioggia denunciata quest’estate da “Repubblica” per mettere il turbo alla legge Fiano? Bene, i simboli in essa ostentati “non sono apologia di fascismo. Bensì, un’articolazione del pensiero”. Così come non costituisce reato gridare agli altoparlanti propri pensieri para-politici, ancorché borderline. E’ il parere dei pm di Venezia che ieri hanno chiesto l’archiviazione per Gianni Scarpa, il gestore di Playa Punta Canna. Per il procuratore capo, Bruno Cherchi e per il sostituto procuratore, Francesca Crupi, Scarpa – indagato per violazione della legge Scelba – non ha fatto nessuna apologia. In sostanza, per la Procura, le sue sono state solo “stravaganze”.

Che sontuosa figura di merda, cosa ne dite? Ma, soprattutto, era necessario scomodare DIGOS e magistratura – i quali hanno certamente qualcosa di più serio e urgente da fare – per accertare che un mitomane che gioca con gadget del Duce e lancia proclami deliranti per far ridere i bagnanti, mentre si godono il loro spritz, non pone a rischio l’assetto democratico del Paese? E a “Repubblica” non l’hanno presa bene, anzi. Sono parecchio scocciati, tanto che ora sperano in un ribaltamento del parere da parte del GIP. Magari, nel frattempo, i segugi di De Benedetti scoveranno negli anfratti del lido dei seggi clandestini per far votare in maniera multipla “Sì” al referendum per l’autonomia del Veneto, sancendo così la saldatura tra indipendentisti del Prosecco e neo-fascisti da infradito, una vera bomba.

Strano silenzio dei media su questa decisione dei pm di Venezia, vero? Nessun servizio ai tg, mentre quest’estate – quando scoppiò il caso – mancava soltanto che venissero scomodati il Centro Wiesenthal e la CIA. Si sa, è la vecchia regola dello “sbatti il mostro in prima pagina”: quando ti accusano, titoli a otto colonne. Quando chiedono l’archiviazione, l’oblio. Ma si sa, nel frattempo la legge Fiano ha avuto il via libera, non occorre più cavalcare la tigre del golpe in costume da bagno. Ma siccome a “Repubblica” sanno fiutare l’aria, accanto alla notizia ferale giunta Venezia, troviamo quella che arriva dalla Sicilia: chiusa a colpi di milioni la rotta libica, si è aperta quella tunisina dei migranti. E sono le autorità a lanciare l’allarme: impossibile spedirli indietro, ricevono un foglio di via e spariscono.

Un allarme condiviso dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, che ha chiesto a polizia e carabinieri di monitorare con estrema attenzione un fenomeno che ritiene “pericoloso” proprio per il rischio che “tra questi migranti possano arrivare soggetti legati al terrorismo internazionale”. Chissà se, tra una colazione saltate e il miraggio del pranzo in arrivo, nelle scuole in sciopero della fame “a staffetta” avranno parlato anche di questo. L’invasione continua (nel silenzio dei media), il fiancheggiamento ideologico addirittura cresce di intensità: non mi stupirebbe un blitz dell’ultim’ora, al netto dell’accordo fra PD e Alfano per le regionali siciliane e delle baruffe chiozzotte, tanto per stare in tema, all’interno della sinistra, orchestrate in queste ore dall’iper-immigrazionista, Giuliano Pisapia. Nel frattempo, buon appetito.

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