Tornano sbarchi e ONG e ora arrivano le “navi dei bambini”. Attenti al lacrimevole blitz sullo ius soli

Di Mauro Bottarelli , il - 134 commenti


La tregua e, a quanto pare anche i soldi, è finita. Stamattina è arrivata nel porto di Palermo la nave Aquarius di “Sos Méditerranée”, con a bordo 606 migranti salvati in sette operazioni di soccorso in meno di 36 ore. E’ stata immediatamente e paraculescamente ribattezzata la “nave dei bambini”: sul natante dell’ONG, infatti, erano presenti 241 minori, 178 dei quali non accompagnati, oltre a undici donne incinte, di cui due al nono mese di gravidanza. Ciliegina sulla torta, un neonato di appena una settimana. Insomma, più che una nave abbiamo a che fare con un asilo d’infanzia misto a un reparto di ostetricia. Il sistema sanitario italiano è pronto a offrire i suoi servigi. E chi ha qualcosa da dire, ovviamente è un novello Erode. D’altronde, fino a ieri sera il Paese era sull’orlo della deriva democratica per quella cagata del Rosatellum-bis, quindi l’attenzione era bassa. Oggi poi, polemiche post-voto e le minacce di Trump sull’Iran. Ho il forte timore che quanto sta accadendo sia il prodromo di un lacrimevole blitz sullo ius soli in novembre, il tutto per preparare al meglio la campagna elettorale: la supposta immigrazionista è pronta, tanto più che potrebbe sancire la pace fra PD e sinistra-sinistra dopo lo strappo sulla fiducia.

Ovviamente, lo sbarco ha avuto il solito coté di tragedie a uso mediatico. Sintomi di malnutrizione, racconti di stupri nei lager libici (quelli per cui, guarda caso, ieri l’UE ci ha chieso conto, insieme ai particolati del nostro accordo con Tripoli), segni di ferite da arma da fuoco e da machete. “Un naufrago su tre è bambino o adolescente”, ha confermato Madeleine Habib, coordinatrice “Search and rescue” di Sos Méditerranée. I migranti soccorsi martedì e mercoledì provengono da più di 15 Paesi differenti: Siria, Egitto, Mali, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Sudan, Marocco, Somalia, Eritrea, Senegal, Camerun, Nigeria, Liberia, Etiopia, Algeria, Ghana, Benin, Gambia e Yemen. Cinquanta sono i richiedenti asilo siriani in fuga dalla Libia, tra i quali intere famiglie con bambini: meraviglioso cazzo, li paghiamo per bloccarli e ce li mandano come profughi! Minniti for president!

E c’è di più, di colpo sono tornate in auge le ONG, tanto più in palese violazione delle regole sui trasbordi, visto il numero di salvataggi poi tramutatisi in un unico approdo a Palermo. Insomma, un mese e siamo a daccapo. Anzi no, peggio, perché se i numeri sono più bassi (per ora) dobbiamo calcolare un paio di particolari. Primo, si è aperta anche la rotta tunisina, quindi se riparte quella libica c’è da sperare nell’inverno più rapido e rigido del secolo. Secondo, cominciano ad arrivare gli yemeniti, Paese in guerra dove si combatte con armi anche italiane e dove è presente un’epidemia di colera quasi senza precedenti. Immagino che i controlli nei porti siano strettissimi, roba da “Grey’s Anatomy”.

E attenzione, perché se gli scontri a Sabrata stanno indebolendo le difese libiche contro gli scafisti (tradotto, vogliamo più soldi), Sos Méditerranée Italia si appella alle autorità nazionali ed europee riguardo “la necessità urgente di mobilitazione di imbarcazioni di salvataggio nel Mediterraneo per intervenire in tempo, prima che le imbarcazioni di fortuna si rompano e affondino, non lasciando alcuna possibilità sopravvivenza ai loro passeggeri. Di fronte all’assenza di un adeguato dispositivo di salvataggio istituzionale, continueremo la nostra missione in mare durante tutto l’inverno, per il secondo anno consecutivo”. Che angeli del mare.

E che puzza di colossale inculata, amici miei. Capito perché, al netto dei guai e dell’opportunismo della politica interna, ieri Germania e Austria hanno blindato i confini? E a proposito di Austria, ecco le parole pronunciate poco fa dal ministro degli Interni, Wolfgang Sobotka, durante un sopralluogo al nuovo check point ferroviario al Brennero, ora attivo: “Con i controlli sui treni merci vogliamo salvare le vite dei migranti e fermare i passatori senza scrupoli. Quest’anno in Austria sono stati intercettati finora 6.800 migranti, non registrati in nessun altro Paese dell’UE. Il numero è molto inferiore a quello del 2016 ma l’obiettivo è quello di portare gli ingressi illegali a zero”. Ancora, stando a Sobotka, “le autorità austriache devono sempre sapere chi si trova sul territorio nazionale, quando e dove. Solo pochi giorni fa è stato intercetto un simpatizzante della jihad. L’Austria non deve diventare un luogo del diritto, per questo vanno intraprese tutte le misure per garantire la sicurezza”.

Volete sentire la risposta italiana, giunta dal premier, Paolo Gentiloni, in persona? “Qualche settimana fa il presidente della Commissione europea ha detto che l’Italia sul tema migratorio ha salvato l’onore dell’Europa. E noi siamo abbastanza fieri di questi riconoscimenti. Rivendichiamo il fatto che abbiamo salvato e continuiamo a salvare centinaia di migliaia di vite umane nel Mediterraneo e, contemporaneamente, siamo consapevoli della necessità di gestire il fenomeno migratorio in modo strutturato, equilibrato, moltiplicando gli sforzi per sottrarne la gestione ai trafficanti di morte”.

E ancora: “Chi racconta della possibile alternativa di un esaurimento dei fenomeni migratori, di un loro esaurimento a breve, racconta una storia che non esiste. Basta affacciarsi sul continente africano per rendersi conto che la vera sfida non è raccontare l’illusione di una fine di una presunta emergenza ma trasformare operazioni illegali criminali gradualmente in fenomeni controllati, regolati, gestiti e utili alle nostre società contemporanee”. Quasi sovrapponibili cosa ne pensate?

E che sul tema migranti si stia muovendo qualcosa a livello strutturale, ce lo dice l’emergenza sbarchi che sta colpendo anche la costa mediterranea della Spagna, in particolare a Granada, dove le autorità locali denunciano che la situazione nei centri di detenzione temporanea è arrivata al limite. Sono 72 i migranti di origini subsahariane e magrebine, che viaggiavano su tre barconi sono stati soccorsi nelle ultime 24 ore dalle motovedette del Salvataggio marittimo e della Guardia Civil al largo di Motril e nel mare di Alboran e trasferiti nei porti di Motril e Granada: si uniscono ai circa 300 magrebini sbarcati in Andalusia fra mercoledì e giovedì. Fonti della locale prefettura segnalano che il forte incremento degli arrivi, favorito anche dalle prolungate condizioni di bel tempo, rischia di trasformare la rotta andalusa nella seconda via di accesso marittimo di migranti in Europa, dopo l’Italia. Dall’inizio dell’anno, sono stati in totale 2.026 gli immigrati sbarcati a Granada, con un aumento superiore al 220% rispetto agli 859 arrivati nello stesso periodo dello scorso anno.

I continui sbarchi hanno provocato il collasso del locale Centro di detenzione temporanea di stranieri (CIE), al punto che le autorità sono spesso costrette a rimettere in libertà scafisti e migranti, una volta scaduto il termine di 72 ore previsto per la detenzione nel CIE. Insomma, un bel caos anche sul fronte spagnolo, non bastasse il caso catalano. E Germania e Austria non sono le sole nazioni ad aver fiutato una regia dietro questa ripartenza degli sbarchi: “Nessuno può sottrarci il diritto di decidere chi ammettere sul nostro territorio nazionale. Se per Paesi come l’Italia è prioritario gestire i flussi, lo facciano. Per quanto ci riguarda, lasciateci fuori dai giochi. La nostra posizione è chiara: respingiamo le quote obbligatorie. Se da un lato è sbagliato equiparare migranti e terroristi, dall’altro registriamo che dal 2015 in Europa si è verificata una serie di attentati senza precedenti legati all’ ondata migratoria e all’impossibilità di controlli capillari. Quell’ anno sul suolo ungherese sono passate 400mila persone. Quante ne restano? Zero. No all’immigrazione illegale. E non accettiamo pressioni”.


Chi lo ha detto? Pe’ter Szijjarto, ministro degli Esteri e del Commercio ungherese ed ex portavoce del premier nazionalista Viktor Orban, al “Corriere della Sera”. Attenti, se domenica Sebastian Kurz vince e l’FPO diventa secondo partito, l’asse fra Austria e Ungheria anti-migranti diverrà qualcosa più che un’ipotesi. E noi saremo fottuti. Ma con lo ius soli, magari, imposto a forza dai sorrisi dei bambini sbarcati, molti dei quali sembrano tutto tranne che scappati da miseria e guerra, quelli qui sopra, ad esempio, per far bella figura all’approdo a Palermo hanno messo la t-shirt uguale, tipica tradizioni di chi fugge da bombe e fame. Ma si sa, gli italiani hanno il cuore d’oro. E il culo rotto, andando avanti di questo passo. Ma tranquilli, c’è il Rosatellum-bis e tutto va bene.

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