Chiusi nella fortezza Bastiani del web, attendiamo guerre antiche. Senza badare al vulcano accanto

Di Mauro Bottarelli , il - 52 commenti


C’è stato movimento sull’asse Tel Aviv-Ryad-Teheran oggi. Molte parole, forse troppe per una crisi che dovrebbe/potrebbe portarci sul baratro di uno scontro militare.Il ministro degli Esteri saudita, Adel Jubeir, ha dichiarato che le azioni del suo Paese in Medioriente sono state “una risposta all’aggressione dell’Iran. Da qualsiasi parte si guardi, gli iraniani sono coloro che stanno agendo in maniera aggressiva. E’ troppo, non ve lo lasceremo più fare”, L’Arabia Saudita, ha aggiunto, “si sta consultando con gli alleati per capire quali strumenti utilizzare contro il movimento sciita libanese Hezbollah, alleato dell’Iran, per mettere fine al suo potere nella nazione e all’influenza in altri Paesi”. Quali alleati? A dircelo ci ha pensato, in quella che è stata la prima intervista di un generale israeliano a un giornale saudita, nientemeno che il capo di Stato maggiore d’Israele, il generale Gady Eisenkot: “L’Iran progetta di controllare il Medio Oriente con due mezzelune sciite: la prima dall’Iran, attraverso l’Iraq, fino in Siria e in Libano e la seconda dal Bahrein attraverso lo Yemen fino al Mar Rosso. Su questa faccenda noi e il regno dell’Arabia Saudita, che non è mai stato nostro nemico e con cui non abbiamo mai combattuto, concordiamo completamente”.

Poi, sempre parlando al sito saudita “Elaph”, l’alto grado militare prosegue la sua disamina: “Occorre dar vita a un grande piano strategico per bloccare il pericolo iraniano. Siamo pronti a condividere informazioni con Paesi arabi moderati, comprese informazioni di intelligence, pur di far fronte all’Iran”. Poi, il fronte siriano: “Non accetteremo che l’Iran si stabilisca in Siria, in modo speciale ad ovest dell’asse Damasco-Sueida (circa 50 chilometri dalle alture del Golan, ndr). Non consentiremo alcuna presenza iraniana, e abbiamo già messo in guardia dalla costruzione di sue industrie o di basi militari”. Quanto al Libano, il generale ha assicurato che Israele non ha alcuna intenzione di lanciare un attacco contro gli Hezbollah: “Vediamo tentativi iraniani che potrebbero portare ad una escalation ma non penso che per il momento il rischio sia elevato”.

Già, il Libano. L’epicentro della nuova crisi, tutto partito dalle strane dimissioni di Saad Hariri, comunicate proprio dall’Arabia Saudita, dove – a detta di alcuni – sarebbe di fatto in ostaggio. E invece no. Il premier dimissionario dovrebbe partire dall’Arabia Saudita per andare in Francia entro 48 ore, prima di tornare a Beirut per presentare ufficialmente le sue dimissioni da primo ministro. Lo ha riferito oggi pomeriggio una fonte vicina a Hariri stesso. E i sauditi? “Spetta solo a Saad Hariri decidere quando tornare a Beirut”, ha detto oggi il ministro degli Esteri saudita, Adel al-Jubeir, aggiungendo che sarà “lo stesso premier dimissionario libanese ad analizzare la situazione della sicurezza in Libano. La decisione di dimettersi è stata la sua, così come sua sarà la decisione di tornare”, ha insistito al-Jubeir, dichiarando anche che le “affermazioni secondo cui Hariri sarebbe trattenuto a Ryad dall’Arabia Saudita sono prive di fondamento e respinte”.

Subito dopo, il fronte di casa. Il presidente libanese, Michel Aoun, spera infatti che la crisi politica del Paese finisca dopo che il premier dimissionario Saad al-Hariri ha accettato l’invito francese ad andare a Parigi. Annuncio ufficiale e solenne al Parlamento o in televisione? No, un tweet. Ora, non vi paiono un po’ troppe seghe mentali per una situazione che, solo il 5 novembre scorso, aveva visto Arabia Saudita, Bahrain e Kuwait richiamare d’urgenza i propri cittadini che si trovavano in Libano? E questo fiume di parole degno dei Jalisse da parte del capo di Stato maggiore israeliano, uno che solitamente prima riduce Gaza una posacenere e poi dice “buonasera”, non vi pare sospetto? Si sentiva solo e voleva sfogarsi? L’analista gli ha raccomandato di aprirsi?

E cosa c’è di meglio che una bella intervista fiume a un sito saudita, la prima in assoluta da parte di un vertice militare di Tel Aviv? Il quale, ovviamente, sottolinea la natura moderata del Regno, praticamente una Svizzera del Golfo dove l’estremismo non ha mai avuto patria, né rifugio. Ma chi cazzo volete prendere per il culo, per favore? Di più, è di oggi anche la notizia che principi e dignitari arrestati durante il blitz anti-corruzione – e costretti a una durissima detenzione al Ritz di Ryad – potranno tornare liberi immediatamente se verseranno nelle casse dello Stato il 70% netto dei loro patrimoni. Insomma, come le cauzioni nelle legal-series americane: strana come “Mani Pulite” del Golfo, non vi pare?

E vogliamo parlare del clamoroso annuncio di Donald Trump al ritorno dal tour asiatico? Ieri tutti erano in fibrillazione quando è uscita la notizia che alle 3.30 del pomeriggio ora di Washington, il presidente avrebbe fatto ua dichiarazione, senza specificare la tematica? E in cosa si è sostanziato il tutto? “Occorre agire in fretta per denuclearizzare la Corea del Nord”. Come dire, occorre accendere il forno per cuocere la torta. Non a caso, fate il giro dei siti dei principali quotidiani e del “major announcement” non c’è nemmeno l’ombra, visto che lo sentiamo reiterare da almeno cinque mesi, a fasi alterne. Sembra il ritiro dal calcio di Cassano. A quale minuetto stanno danzando i grandi players mondiali? Vogliamo parlare del Russiagate, forse? O delle continue accuse fra Mosca e Washington, talmente da Guerra Fredda 2.0 da essersi sostanziate finora nel ritiro di un po’ di personale diplomatico e in quattro baruffe sullo status dei relativi media nel Paese ospitante?

Nel frattempo, lontano da teleschermi e giornali, questa mattina la Banca centrale cinese ha iniettato qualcosa come 47 miliardi di dollari di liquidità nel sistema finanziario, la maggiore manovra per importanza, come certifica Bloomberg, dal 18 gennaio scorso. L’operazione è arrivata dopo che il benchmark sui rendimenti a 10 anni delle obbligazioni è balzato martedì del 4% per la prima volta negli ultimi tre anni. Cosa cazzo sta succedendo sotto il pelo dell’acqua? Quale immane valanga di merda sta per sommergerci, se tutte le grandi potenze e i blocchi di interesse – di colpo – hanno deciso di giocare a Risiko, spendendo termini come “conflitto nucleare” od “opzione militare” come io esclamo “cazzo!” quando sbatto il piede contro il comodino?

Non sarà, come al solito, tutta e soltanto perpetuazione del sistema finanziario-economico di merda in cui viviamo e che il 2007 non è riuscito a redimere? Vi faccio un esempio. Qual è uno dei temi che sta facendo litigare il Congresso USA e la Casa Bianca? La riforma sanitaria. Bene, da ieri mattina, di colpo, 30 milioni di americani in più soffrono di pressione alta, passando da 72 milioni a 103. Parliamo del 46% dei cittadini adulti degli USA. E sapete come mai? Si sono abbuffati come pazzi durante la notte? No, l’American Heart Association e l’American College of Cardiology hanno deciso di abbassare i parametri: ora si soffre di pressione alta quando si ha 130/80 e non più 140/90. Così, di colpo una nuova pletora di malati e richiedenti farmaci per il cuore farà la gioia delle assicurazioni obbligatorie legate a Obamacare e suoi addentellati ma soprattutto delle casa farmaceutiche, vedi questo grafico

relativo alle brutte performance recenti di Merck. E non c’è bisogno che controlliate su Internet: Merck produce farmaci per la pressione alta. E, vedrete, ne lancerà casualmente a breve di nuovi e rivoluzionari, talmente grandiosi che il medico di turno non potrà non prescriverli. Soprattutto se incentivato dalle case farmaceutiche, magari con regali e “congressi” a Fort Lauderdale in hotel 5 stelle e con troie annesse. E questi grafici,


forse, non sono la giustificazione stessa del populismo (il secondo è relativo alla percentuale, Paese per Paese, di stagnazione o calo del reddito privato fra il 2005 e il 2014, su dati McKinsey), a fronte dell’1% che oggi detiene ufficialmente più della metà della ricchezza mondiale? Davvero dobbiamo preoccuparci per guerre di espansione, di sovranità, di religione o confini? O è solo controllo del potere dissimulato e, soprattutto, cortina fumogena in vista dell’ennesimo purga che ci toccherà ingurgitare in nome di questo modello di sviluppo di merda ma accettato e ben difeso da tutti, dalla Russia agli USA alla Cina all’Arabia? Questo grafico

ci dice che il sentiment legato alla fiducia dei consumatori oggi è impazzito ma, soprattutto, è peggiore del 2006 e quasi orrido come nel 1999. Ma lo Standard&Poor’s, come allora, vola. Non saremo tanti sottotenenti Giovanni Drogo rinchiusi nella nostra fortezza Bastiani del web e delle sue elucubrazioni, io per primo? Non saremo così stupidi da attendere, in mezzo al deserto, guerre epiche e basate su concetti lontani e nobili che non scoppieranno mai, mentre accanto a noi un nuovo vulcano del 2007 in versione 2.0 già lancia lapilli e brontola?

Non sarà che ci attacchiamo a mirabolanti sconvolgimenti geopolitici e nuovi assetti, semplicemente perché non abbiamo i coglioni di affrontare la realtà per quella che è e cercare di ribaltarla? Non sarà che, alla fine, questo mondo ci va un po’ bene così com’è, mentre sogniamo Putin che impone un nuovo ordine globale? Il quale, magari, accadrà. Forse domattina. ma, nel frattempo, le elites hanno il culo parato, mentre muovono le pedine sul panno del loro Risiko. E mentre noi stiamo per pagare il conto di dieci anni di falsi allarmi, leverage come non ci fosse un domani, elites sempre più ricche e ceto medio sempre più alla fame. Ovunque. Guardatevi questi video,

American Epidemic: The Nation's Struggle With Opioid Addiction

W5: OPIOID FENTANYL STREET CRISIS DOCUMENTARY

sono decisamente istruttivi riguardo a cosa la crisi abbia fatto alla mitica middle-class statunitense, davvero un esaustivo viaggio all’inferno. Apparentemente senza ritorno. Pensate che questa gente, imbottita di oppiodi e food stamps, si ribellerà, quando Wall Street andrà ancora a bagasce? O lo farà magari quella parte di middle-class che si è salvata da licenziamenti e pignoramenti ma che è così stupida da aver paura di Kim Jong-un e fidarsi di telegiornali e promotori finanziari che stanno già vendendo da mesi la merda che le banche ora scaricano? Hanno vinto le elites e continuano a vincere. Siamo dei Drogo nel deserto, chiusi nella nostra fortezza. Aspettando il nostro destino, seppur cercandolo nella direzione sbagliata.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Shares
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi