Ma se i fusilli di CasaPound sono voto di scambio, offrire lo ius soli pur di coalizzarsi al voto, cos’è?

Di Mauro Bottarelli , il - 137 commenti


Non è mia abitudine occuparmi di formiche, tantomeno di quelle con la tosse che si atteggiano a giganti. Trovo che una totale indifferenza sia la migliore risposta verso la nullità. Qui, però, siamo di fronte a qualcosa di pericoloso: il su citato gigante, infatti, è talmente ferito e agonizzante da chiedere alle sue pulci di fare il lavoro sporco per lui, girando armate di propaganda per la savana alla disperata ricerca di alleati. E consensi. Tocca, quindi, sporcarsi le mani. Con questo:


ovvero, la geniale mossa con cui Alessia Morani, deputata ultra-renziana del PD, pare aver voluto risolvere una volta per tutte il problema dei rigurgiti “fascisti” in Italia. La nostra, una sorta di Nikita all’amatriciana con caschetto corvino ed eloquio da venditrice di contenitori in pirex, ha infatti denunciato Casaound per voto di scambio alla vigilia del ballottaggio a Ostia, appuntamento che vede il PD fuori dai giochi, dopo due anni di commissariamento del X Municipio romano in seguito allo scioglimento per infiltrazione mafiosa e rimozione del presidente PD. Quale sarebbe la colpa di CPI? Comprare voti con denaro sonante, come ha fatto il candidato del centrosinistra Edy Tamajo in Sicilia?

No, regalare pacchi di pasta a cittadini bisognosi nell’ambito della loro politica di colletta alimentare per italiani, iniziativa che va avanti da tre anni ma che solo ora – stranamente – pare divenuta lo scandalo supremo della Terza Repubblica. Ora, la ridicolaggine delle accuse è pari al grado di disperazione del PD ma c’è qualcosa di subdolamente infame in questa mossa, c’è un tasso di indegnità prima morale che politica che sono certo non è imputabile direttamente alla soldatessa Morani, incapace di un’iniziativa autonoma che travalichi difendere con dati a manovella il Jobs Acts.

E sapete qual è? Non ve lo dico io, ve lo faccio dire da quello che per anni è stato l’house organ del PD, prima renziano e poi anti-renziano. Eccolo:

questa è la prima pagina de “La Repubblica” di stamattina, fresca fresca di stampa. E cosa ci dice, en plein air e senza giri di parole (né vergogna)? Che pur di arrivare a una coalizione delle forze di sinistra che, in punta di Rosatellum-bis, non veda il PD morto ancor prima del voto di primavera, il messaggero reziano Piero Fassino sta offrendo a tutto il pulviscolo sinistroide di questo Paese uno scambio da mercato delle vacche: voi accettate una formula di federazione possibile in vista delle urne e il PD garantisce il via libera entro la fine della legislatura alle leggi su ius soli e bio-testamento. Onorevole Morani, questo non è voto di scambio, per caso? E su materie un attimino più serie e sensibili che un pacco di fusilli regalati a una famiglia che ne ha bisogno: qui stiamo svendendo la materia della cittadinanza italiana e della libertà di coscienza su un tema di bioetica, pur di ottenere un sì da Bersani, Grasso e Pisapia.

E avete anche il coraggio di parlare e fare denunce? Di più, avete anche il coraggio di fare dei tweets al riguardo per rivendicarne la paternità? Ma non vi fate pena da soli? Quanto è scesa in basso l’asticella della decenza politica, pur di non soccombere e non perdere lo scranno? La cosa straordinaria, poi, è che la stessa gente che si prodiga in questo tipo di do ut des vergognoso, è quella che attacca chi è contrario allo ius soli con l’argomento dei compagni di classe stranieri dei nostri figli a cui negheremmo i diritti fondamentali: e voi che basate la loro cittadinanza sulle esigenze e le opportunità politiche del momento, sareste quelli che invece li tutelano, quei diritti? Di quali diritti parliamo, poi, visto che un figlio di stranieri regolari già oggi beneficia di tutto, tranne che della cittadinanza che però può chiedere senza alcun problema al compimento del 18mo anno di età? E voi rompete i coglioni a CasaPound per quattro pacchi di bucatini e tre latte di pomodori pelati? Ma quanto in basso siete disposti a scavare, pur di salvarvi il seggio?

Ma, attenzione, perché le mosse dilettantesche e parodiali di gente senza qualità sono spesso propedeutiche, quando si arriva a certi livelli di squallore, a mosse più formali. Ovvero, al fatto che nel PD – sempre in nome dei diritti, dei valori di civiltà e dell’uguaglianza – in queste ore è in atto un profondissimo dibattito interno sulla linea da seguire. Ovvero, si sta misurando con il bilancino dei sondaggi se, sulla questione immigrazione (che porta pavlovianamente con sè quella dello ius soli), paghi di più la linea legalitaria di Marco Minniti o quella solidaristico-paracula dei diritti per tutti, ovvero quella che vedrebbe allinearsi al verbo parlamentare anche MDP e atomi vari della sinistra. Stante l’attuale equilibrio, la seconda linea appare nettamente in vantaggio. E, stranamente, a colpire l’astro nascente di Marco Minniti, ieri ci hanno pensato un filmato della CNN e la denuncia nientemeno che dell’ONU relativamente ai campi profughi in Libia, riconducibili a una logica di causa/effetto con l’accordo sancito proprio fra il Viminale e i mitologici sindaci libici del Fezzan e della Tripolitania.

Sapete, a parte la stampa italiana, quanti giornali internazionali hanno ripreso quella notizia, ovvero la compravendita di schiavi per 400 dollari a profugo? Solo il “Guardian”, ovvero la centrale di disinformazione immigrazionista d’Europa, un foglio da agit-prop travestito da quotidiano autorevole. Per il resto, silenzio assoluto. Che poi sia la CNN a rilanciare la denuncia, è fatto che parla da solo. D’altronde, tra il problema degli sbarchi e gli USA c’è di mezzo un oceano, a loro viene facile far coincidere l’agenda Soros con la legge d Ricucci, quella relativa all’uso disinvolto del deretano altrui. La solidarietà a dir poco tiepida del PD verso Minniti parla da sola, così come il nervosismo del ministro dell’Interno sul tema durante il question time alla Camera di ieri. Se poi mettiamo sul piatto la presenza di Emma Bonino e dei Radicali nel grande gioco di alleanze a sinistra, con la richiesta di eliminazione del reato di immigrazione clandestina, la puzza di zolfo si fa forte.

E attenzione due volte, perché i segnali di conversione all’atlantismo e all’americanismo totale che giungono dal viaggio di Luigi Di Maio negli USA di questi giorni, parlano la lingua di un M5S che potrebbe regalare sorprese, quantomeno a livello di convergenze parlamentari su singoli argomenti, tanto per accreditarsi meglio con Dipartimento di Stato e Vaticano (strano l’incontro fra Di Maio e il cardinale Parolin, ministro degli Esteri della Santa Sede, proprio in queste ore). E, lo sappiamo, la coerenza non è mai stata dote dei Cinque Stelle, parlando di immigrazione. Sorpresa di fine legislatura in vista? Chissà, certamente Grasso e Boldrini hanno finalmente messo le carte sul tavolo, svelandosi per ciò che sono e sono sempre stati: attori politici di parte. E con un chiodo fisso particolare per lo ius soli. Per qualche collegio elettorale, sono pronti a svendere la cittadinanza. Ma il problema sono i pacchi di pasta di CasaPound a Ostia.

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