L’Annunziata scopre che CasaPound si finanzia con la carbonara. Il Pulitzer 2018 è già ipotecato

Di Mauro Bottarelli , il - Replica


Ho una sola speranza che alberga nel mio cuore in questo lunedì mattina di primi freddi autunnali: che nessuno di voi, nel primo pomeriggio di ieri, sia stato così stolto da farsi convincere dalla compagna ad andare all’Ikea o abbia ceduto alle lusinghe sportive dell’ultimo Gran premio di moto GP. Perché se così fosse, sappiatelo, avete perso un appuntamento con la storia. Quantomeno con quella del giornalismo, roba che si avvicina fortemente al duello Frost-Nixon, per capirci e rasenta da vicino apici come il Watergate o la spiaggia fascista di Chioggia. Nel corso della sua pregiata trasmissione, “In 1/2 ora”, Lucia Annunziata ha scritto una pagina sublime del quarto potere, ha inchiodato al muro delle sue responsabilità CasaPound, sciogliendo un nodo politico che le elezioni di Ostia avevano portato a galla ma che nessuna aveva avuto il coraggio di scrutare nel suo profondo.

Ovvero, i fascisti del nuovo millennio di Iannone e Di Stefano si finanziano con la carbonara! Qualche dubbio era già sorto dalla loro propensione a distribuire pacchi di pasta come se non ci fosse un domani ma adesso è tutto alla luce del sole, tutto scoperchiato. Alcuni esponenti di CasaPound tirano le file a una catena di ristiranti, la “Trattoria Angelino”. Di più, altri addirittura gestiscono una pericolosissima linea di abbigliamento casual. E, massimo dell’eversione imprenditoriale, queste attività li vedrebbero in combutta con soci francesi legati al Front National, formazione talmente clandestina da aver espresso il candidato all’Eliseo quest’anno. Pulitzer 2018 già ipotecato, pochi cazzi.

Per arrivare a questa straordinaria opera di informazione vecchio stile in un periodo di bufale social e fake news, l’Annunziata ha dato vita a una vera e propria singolar tenzone fra Simone Di Stefano, vice-presidente di CPI e due giornalisti de “L’Espresso” che da tempo si occupano del movimento di estrema destra e delle sue fonti di finanziamento oscure: carbonare e t-shirt. Roba da brividi! Il tutto, dopo aver sentito un soliloquio frizzante come una lattina di Coca Cola rimasta al sole per tre mesi di Walter Veltroni sulle disgrazie della sinistra, la sua evocazione di un rischio anni Trenta legato alla manifestazione di 60mila nazionalisti in Polonia (nazione storicamente aggressiva in quel periodo) e la necessità di tornare all’idealismo fattivo di Enrico Berlinguer (il cu PCI, parlando di finanziamenti, prendeva soldi dal PCUS ma questo poco importa). Insomma, una trasmissione in grado di suscitare emozioni forti, un misto fra televendita con Giorgio Mastrota e le previsioni del tempo del colonnello Bernacca.

Ma non importa il come si arriva al risultato, bensì arrivarci. E ora sappiamo che una decina di aderenti a CasaPound, su circa 20mila fra iscritti e simpatizzanti, ha avuto l’ardire di aprire alcuni ristoranti e negozi di abbigliamento sportivo: roba talmente clandestina da avere indirizzi, ragione sociale, referenti, insegne, numeri telefonici, orari di apertura e – udite udite – anche scontrini emessi. Clandestinità degna dell’IRA! Ci voleva davvero un’inchiesta dell’Espresso per scoprire cotanto complotto alle spalle delle istituzioni democratiche (oppure un semplice biglietto da visita della trattoria in questione). Ritrovatisi in malaparata, ecco che allora la questione si sposta verso i soci francesi. Uno in particolare, il cosiddetto “ministro degli Esteri” del Front National: usa capitali illeciti? No. Traffica in armi e ricicla i proventi in carbonara e gricia? Non pare. Però è del Front National, quindi non va bene a prescindere. Quale esempio di giornalismo! Nel frattempo, Simone Di Stefano contava mentalmente i nuovi consensi per CasaPound che l’Annunziata stava garantendo, ogni volta che lei o i suoi inquisitori all’amatriciana dell’Espresso aprivano bocca.

Perché la gente non è scema, al di là di come la si pensi su CasaPound, il fascismo, la destra e la questione di Ostia. Non voglio nemmeno entrarci, ognuno è libero di avere la sua idea al riguardo. Qui la questione è differente, qui si tratta di malafede. Perché solo adesso ci si indigna per i pacchi di pasta o le scatolette di pelati che CasaPound dona agli italiani in difficoltà, visto che lo fa da almeno3 anni? Forse perché a Ostia si vota e il suo 9%, oltre che far comodo al ballottaggio, fa paura? E non la paura farsesca evocata da Veltroni per gli Anni Trenta di ritorno ma perché porta a galla un sistema politico parlamentarista, i cosiddetti soggetti istituzionali, che in due anni di commissariamento per mafia del X Municipio della capitale, 250mila anime, non ha saputo fare un cazzo, se non proprio spianare la strada a CasaPound e alla sua colletta alimentare per famiglie in difficoltà. La gente lo sa. Lo vive sulla propria pelle.

E’ populismo? Certo. Ma almeno è qualcosa, il minimo sindacale in un deserto sociale. Così come sa che, al di là della pochezza da asilo infantile dell’inchiesta dell’Espresso, quest’ultimo non avrà mai più credibilità fin quando, parlando di finanziamenti, non avrà il coraggio di fare i conti con quelli milionari che il suo editore ha contratto con varie banche, vedi prestito Sorgenia, salvo non onorarli (ma la Commissione d’inchiesta sul sistema bancario – come primo atto – ha già garantito l’anonimato ai creditori insolventi, tranquilli). Parliamo di un Paese che ha visto per 40 anni la DC coperta di dollari del Dipartimento di Stato USA e il PCI di rubli del Cremlino, in un’epoca in cui la guerra c’era davvero, quello Fredda che vedeva due blocchi contrapposti a colpi di missili puntati, spie e progetti destabilizzanti (vedi la strategia della tensione e le stragi). Altro che Russiagate, pubblicità su Facebook e fake news: e voi volete creare il panico con la carbonara di Angelino o le felpe con il cappuccio?

Se il giornalismo di inchiesta è questo e le sue priorità sono quelle poste sul tavolo da Lucia Annunziata, preparatevi a CasaPound che va in doppia cifra, perché la misura è colma e chiunque vada contro il sistema ha le porte spalancate. Tanto più che, a proposito di finanziamento, lo spettacolo indecoroso andato in onda ieri è stata garantito dal canone RAI che noi paghiamo obbligatoriamente, lo stesso che garantisce un sostanzioso stipendio all’Annunziata (la quale ne riceve un altro come direttrice dell’Huffington Post, testata on-line del gruppo De Benedetti, guarda caso) per i suoi scoop sopraffini. E dare la colpa alla carbonara, non fa che rafforzarne le ragioni: se l’alternativa è un redivivo Berlusconi con le sue mire da inciucio perenne e il PD che oggi darà vita alla sua ennesima direzione stile proiezione della Corazzata Potemkin, c’è poco da fare e da dire.

La corazzata Potëmkin – Il secondo tragico Fantozzi – Italia Gol di Zoff di testa!!!

CasaPound ringrazia e incassa, al netto della polemica sui rapporti con il clan Spada, talmente un problema di tenuta democratica da essere saltato fuori come tale solo dopo un fattaccio da cronaca nera come la testata – ingiustificabile – a un cronista. Ma tranquilli, stasera gioca la nazionale: la carbonara eversiva e i tonnarelli golpisti, per 90 minuti più recupero, potranno attendere.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

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