Premio Nostradamus al Dipartimento di Stato: sventato attacco in Germania! E intanto, Renzi..

Di Mauro Bottarelli , il - 110 commenti


Qualcuno ha fretta di destabilizzare perbene la Germania. Mentre infatti proseguivano con sempre meno risultati le consultazioni del presidente Frank-Walter Steinmeier nella speranza di evitare un ritorno alle urne, ecco che il Dipartimento di Stato USA vince il premio Nostradamus 2017 e manda a stendere quella dilettante di Rita Katz: a cinque giorni dall’avvertimento ai cittadini statunitensi sul rischio attentati in Europa in coincidenza delle festività natalizie, cosa accade? Un bell’attacco sventato a un mercatino di Natale. E dove? A Essen, in Germania! Tu guarda a volte le coincidenze.

E non basta, perché i presunti attentatori non solo sono siriani ma anche finti richiedenti asilo, quindi il profilo perfetto per far montare una bella ondata di populismo ad hoc, proprio mentre a palazzo Bellevue il povero Steinmeier pietiva un governo di minoranza che appare sempre più una chimera. Pochi, ovviamente, i dettagli resi noti dagli inquirenti ma tutti allarmanti il giusto. Stavano infatti pianificando un attentato al popolare mercato di Natale di Essen, i sei rifugiati arrestati stamattina in quattro diverse città della Germania (Kassel, Hannover, Essen e Lipsia), a quanto riportano diverse testate locali, tra cui la “Berliner Morgen Post”. I sei uomini costituirebbero una cellula, stando al procuratore di Stato, Christian Hartwig e l’attentato era pianificato con armi ed esplosivo ma l’organizzazione del piano – guarda caso – non era ancora conclusa. I sei sarebbero arrivati in Germania con false identità tra la fine del 2014 e il 2015 (per l’esattezza, quattro di loro da dicembre del 2014, mentre gli altri da agosto e settembre del 2015), spacciandosi per profughi di guerra.

Guarda caso, nell’arco temporale della politica di porte aperte della Merkel, quella che né Liberali, né bavaresi della CSU intendono più sopportare. I sei, di età compresa fra 20 e 28 anni, sono stati arrestati in una serie di raid che ha coinvolto qualcosa come 500 gli agenti per perquisire otto abitazioni: la Procura non ha precisato se le richieste di asilo dei presunti attentatori fossero state approvate o meno. Poco male, l’effetto sperato potrebbe essere comunque stato raggiunto. Nel caso fosse necessario, si aggiungeranno particolari quanto basta. Come sale e pepe.

Tanto più che psicologicamente, la mente corre comunque subito a quel 19 dicembre del 2016, quando il tunisino Anis Amri si lanciò con un camion contro il mercatino di Natale di Berlino, uccidendo 12 persone, prima di dar vita a una incredibile fuga per mezza Europa, terminata con la sua uccisione durante un controllo a Sesto San Giovanni. Ma, soprattutto, è il combinato fra rinnovato timore terroristico e instabilità politica, un assoluta novità in Germania da 70 anni a questa parte, a creare un alveo di tensione che potrebbe perpetuarsi nei prossimi giorni. E, magari, espandersi, anche solo a livello di falsi allarmi. Domani, poi, il presidente Steinmeier incontrerà il capo della SPD, Martin Schulz, nella speranza di un suo grande ripensamento rispetto all’ipotesi di una nuova Grosse Koalition, anche se fino a questo pomeriggio da casa socialdemocratica veniva opposto un fermo diniego all’ipotesi.

Ma, contemporaneamente, proprio la CDU e la SPD hanno firmato un accordo ci coalizione per governare insieme nel Land della Bassa Sassonia attraverso un patto sottoscritto ad Hannover dai leader regionali dei due partiti, rispettivamente Bernd Althusmann e Stephan Weil. Gioco delle parti pronto a svelarsi già dopo la consultazione di domani? Difficile dirlo. Una cosa appare certa, però. Nel giorno in cui il presidente siriano, Bashar al-Assad, giunge in visita a Sochi da Vladimir Putin – incontro a sorpresa durante il quale i due non solo hanno ribadito la loro stretta alleanza ma anche annunciato che ormai la guerra al terrore dell’Isis sta per finire, in modo vittorioso – ecco che nel cuore d’Europa sei falsi profughi siriani decidono di compiere una strage a un mercatino di Natale, atto tanto infame quanto emotivamente e psicologicamente destabilizzante per il cittadino medio.

E badate bene, non sei rifugiati siriani, i quali potrebbero anche essere oppositori di Assad ma sei falsi profughi: quindi, potenzialmente, anche miliziani pro-Assad o uomini appartenenti ai gruppi ribelli, la cui operatività in Europa avvalorerebbe la tesi dell’esportazione del terrore fuori dai confini siriani e iracheni. E, quindi, depotenzierebbe il trionfalismo vittorioso di Putin e Assad. La visita a Sochi era a sorpresa? Certo, per noi però. Non certo per le intelligence, visto che se a Damasco può muoversi con scioltezza, lo spostamento all’estero di un uomo nel mirino come Assad muove molta gente. E lascia molte tracce. Se poi la false flag (anzi, il prodromo di false flag) è pronta da tempo, serve solo attivare il caravanserraglio.

Sicuramente sono tutte coincidenze. Un po’ come queste due foto,


le quali sembrano prese da quei giochi de “La settimana enigmistica” per trovare i dettagli differenti. Peccato che la seconda sia la patetica riprova di quanto vi dicevo ieri: Emmanuel Macron sta cercando di imporsi come nuovo timoniere d’Europa, sfruttando proprio il momento di appannamento di Angela Merkel, in tutt’altre faccende affaccendata. E chi è corso per primo a baciare la pantofola all’Eliseo, chissà smuovendo quali contatti in sede europea, visto che il presidente francese oggi aveva un pranzo istituzionale e lo ha cagato di striscio per cinque minuti? Il buon cazzaro di Rignano, al secolo Matteo Renzi, sceso di corsa dal treno del PD per cercare accreditamento internazionale, visto che in patria non riesce a farsi riconoscere politicamente come leader manco da statisti del calibro di Bersani, Speranza e Civati.

“Emmanuel Macron rappresenta il punto di riferimento per il rilancio europeo”, ha ribadito Matteo Renzi nel corso del suo incontro informale all’Eliseo con il presidente francese, riferiscono fonti italiane che hanno partecipato all’incontro. Prosegue l’ANSA: “Entrambi, viene spiegato, si sono detti preoccupati per la situazione di incertezza politica in Germania”. Mi immagino quanto. E noi stiamo a fare un caso del sorteggio per la nuova sede dell’EMA, agitando l’orgoglio patrio ferito, con il leader del partito di maggioranza relativa che si comporta come un barboncino nei confronti del presunto, nuovo Papa straniero cui porgere fedeltà? Ma per favore.

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