E’ tutto solo un gioco come nel film con Michael Douglas? Oppure ci sveglieremo dentro l’incubo?

Di Mauro Bottarelli , il - 26 commenti


Non so se avete visto il film “The game” con Michael Douglas e Sean Penn. Niente di che, nonostante il blasone dei due protagonisti ma interessante per l’argomento. Douglas è il solito finanziere miliardario e cinico, mentre Penn il fratello sbandato e sempre nei guai. Il giorno del suo compleanno, Douglas riceve un invito presso un’azienda che si occupa di organizzazione eventi per clienti facoltosi, dove compila un dettagliato questionario personale per poter usufruire del regalo che qualcuno ha scelto per lui. Uscito dall’ufficio, Douglas si ritrova invischiato in trame di ogni genere, salvo scoprire alla fine del film che si trattava solo di un gioco che il fratello aveva deciso di regalargli per il compleanno, tanto per fargli capire quale vita avesse vissuto. Ora, non vi pare di essere dentro un enorme gioco? Pericolosissimo, potenzialmente. Basta scorrere con un attimo di lucidità quanto la cronaca ci propina e impone come notizie e quanto è sparito dai radar.

Notizie dell’indipendenza catalana? Sporadiche, di fatto. E lontane anni luce dell’evento epocale che ci hanno venduto per settimane. Ormai il caso riemerge solo per i vari ricorsi che Carlos Puigdemont sta presentando contro lo Stato spagnolo ma lo stesso Belgio che gli ha concesso di permanere nei suoi confini ha detto chiaro e tondo che la disputa con Madrid è un qualcosa di giudiziario e non di politico, di fatto scaricandolo se parliamo della pretesa di status da rifugiato. Motivo? Forzando sul dato politico, non solo si aprirebbe un contenzioso fra due Stati membri dell’UE ma verrebbe messo in discussione lo stesso mandato di arresto europeo. Insomma, piaccia o meno, la Catalogna non più l’ombelico d’Europa. Lo è stata, però. Per giorni. Pur sapendo tutti quanti, se vogliamo essere onesti, che l’epilogo finale non poteva essere che questo, almeno in punta di diritto. Nel frattempo, però, sempre in sede europea è in atto uno scontro senza precedenti fra Italia e BCE, con il presidente dell’europarlamento, Antonio Tajani, irritualmente schierato al fianco di Pier Carlo Padoan contro la nuova regolamentazioni sugli NPL. Peccato che n sede di ministri delle Finanze UE, Padoan sia risultato isolato: solo lui si è lamentato, gli altri tutti con Draghi. Cazzi pesanti all’orizzonte signori miei, tocca solo attendere la nascita del nuovo esecutivo tedesco.

Vogliamo andare nel Regno Unito? Dopo giorni in cui la questione Brexit continuava a costellare le cronache dell’UE, di colpo Londra è finita nel mirino solo per questioni meramente interne. Tutte a discapito del governo May. Dopo l’addio del ministro della Difesa, Michale Fallon e lo scandalo molestie che ha investito mezzo Parlamento, ieri è stato il turno della ministra per lo Sviluppo internazionale, Priti Patel, la quale si è dimessa a seguito delle rivelazioni su incontri da lei avuti con politici israeliani, fra cui il premier Benjamin Netanyahu, dei quali non aveva riferito all’esecutivo, in violazione del protocollo diplomatico. In una lettera indirizzata alla premier Theresa May, Patel ammette che il suo comportamento è stato “al di sotto degli alti standard richiesti a un segretario di Stato”: d’altronde, se non si fosse dimessa, sarebbe stata di certo allontanata dall’esecutivo. Patel era finita inizialmente nel tritacarne a seguito della rivelazione degli almeno 12 incontri avuti con Netanyahu e altre autorità di Tel Aviv durante le vacanze dello scorso agosto, trascorse in Israele, di cui non aveva detto nulla alla premier e ai colleghi del governo.

La Patel aveva fatto pubblica ammenda ma la sua posizione è diventata insostenibile nel momento in cui sono emersi dettagli di ulteriori due incontri israeliani, con il ministro per Pubblica sicurezza, Gilad Erdan e con l’esponente del ministero degli Esteri di Tel Aviv, Yuval Rotem, avvenuti a settembre e su cui aveva continuato a mantenere il riserbo. A quel punto, Theresa May si è attivata per arrivare alla più naturale conclusione della vicenda. Insomma, pensate quello che volete ma la mia convinzione che qualcuno voglia far cadere il governo Tory per andare a nuove elezioni in primavera e spalancare le porte del 10 di Downing Street a Jeremy Corbyn cresce di giorno in giorno. Così come la certezza che questa mossa sia propedeutica a una rimessa in discussione dell’intero processo di Brexit, ora che i numeri dell’impatto finanziario sono saltati fuori nella loro reale entità. Guarda caso, ecco cosa comincia a circolare nei media:

studi dickensiani in base ai quali la Gran Bretagna attuale assomiglia sempre di più a quella che la narrativa laburista associava alle politiche conservatrici della Thatcher, la quale – ricorderete – prima ancora di diventare premier veniva additata di ogni nefandezza, prima delle quali proprio il taglio del latte nelle mense scolastiche ai bambini meno abbienti. Corsi e ricorsi storici.

C’è poi una questione strettamente connessa a quanto appare raccontato sul Regno Unito: ovvero, l’onnipresenza di Israele nelle mosse più politicamente segnanti di questi giorni. Che dire, ad esempio, della rivelazione in base alla quale il produttore maialone di Hollywood, Harvey Weinstein, utilizzasse i servigi di alcune ex spie del Mossad per impaurire le sue presunte vittime ed evitare che denunciassero le molestie? Una brutta ombra sul curriculum del servizio segreto israeliano, visto che suoi ex membri, tornati a vita civile, si prestavano di fatto ad atti di intimidazione, forti del loro passato nell’intelligence. Vuoi dire che sia un segnale interno agli apparati di Israele e alla lotta di potere fra Netanyahu e la Knesset? Oppure, senza valicare l’Oceano, siamo alle prese con una resa dei conti all’interno della lobby ebraica USA, costretta a un redde rationem dopo la debacle del Partito democratico alle presidenziali e gli scandali da essa emersi?

E ci sarebbe la mano di Israele anche dietro la “Mani Pulite” saudita scatenata dal principe Salman, visto che non solo si parla di una sua visita nello Stato ebraico a settembre, durante la quale avrebbe incontrato funzionari senior del governo ma anche il diretto intervento di Jared Kushner, genero di Donald Trump, cui il presidente affidò proprio la delega ai rapporti con Israele e il Medio Oriente. Casualmente, si cercò di affondarne i destini politici con un coinvolgimento nel Russiagate, poi naufragato: qualcuno aveva capito in anticipo la sua intenzione di muoversi con mani libere in un campo minato come quello mediorientale? Magari al Pentagono? Comunque sia, gli indizi sono molti. Non ultima la contemporanea tensione innescatasi fra Arabia Saudita e Iran per la questione dello Yemen, tanto che Ryad l’altro giorno è arrivata a definire “un atto di guerra di Iran e Libano” il lancio del missile da parte dei ribelli Houthi verso l’aeroporto della capitale saudita. Teheran ha negato, parlando di provocazione ma Nikki Haley, l’ambasciatrice neo-con degli USA all’ONU, ha subito colto la palla al balzo. Per la gioia di John McCain e soci.

Siamo di fronte all’armageddon finale dell’infinita guerra proxy fra Arabia e Iran? D più, anche la guerra per procura fra Israele ed Hezbollah troverà finalmente un epilogo in questo casus belli? Se così fosse, saremmo di fronte a un evento epocale. Eppure, Donald Trump appare serafico. Nel corso della sua visita in Corea del Sud ha di fatto rasserenato tutti sulla possibilità di una soluzione diplomatica nella crisi nucleare con PyongYang, mentre appena arrivato in Cina ha dato vita a una delle sue proverbiali performance da piazzista. Da prima ha attaccato frontalmente Pechino per la sua concorrenza sleale in fatto di commercio, dopodiché si è seduto al tavolo con Xi Jinping è ha firmato contratti per un controvalore di 250 miliardi di dollari. Insomma, l’ennesima pantomima. D’altronde, con Pechino strapiena di Treasuries e Xi Jinping incoronato dal Congresso del PCC come uomo più potente del pianeta, la Casa Bianca può solo abbaiare. Ma niente più. La questione saudita-iraniana? Nemmeno menzionata, manco si trattasse di una lite da ballatoio. O, magari, lo è davvero. Guardate questi grafici,



i quali ci mostrano come il credit default swap di Ryad sia schizzato alle stelle ma, contemporaneamente, l’indice azionario l’altro giorno abbia festeggiato l’acuirsi della crsi con Teheran, trascinato dai titoli bancari. E sapete cosa ha messo il turbo a quelle azioni? Il congelamento di oltre 1.200 conti riconducibili ad altrettanti miliardari sauditi – principi, dignitari e uomini d0affari – vittime delle purghe di Salman in nome della lotta alla corruzione! Questo grafico di Bloomberg

ci mostra il controvalore die beni congelati soltanto a quattro dei principali arrestati. E sapete, stando a calcoli pubblicati l’altro giorno dal “Wall Street Journal” a quanto ammonta il controvalore totale in denaro dei conti e degli assets detenuti da personaggi passibili di finire sotto la tagliola del regime? Circa 800 miliardi di dollari. Questa è la situazione delle riserve estere saudite,
passate dai massimi di 730 miliardi del 2014 ai 487,6 dello scorso agosto (ultimo dato disponibile), un calo di 250 miliardi in tre anni dovuto al deficit di budget e al crollo del prezzo del petrolio. Non vi viene in mente qualche correlazione meramente legata ai conti pubblici sauditi, i quali hanno bisogno di cash per dar vita all’ambizioso piano “Vision 2030” lanciato proprio da Salman, in vista del suo approdo al trono saud?

Certo, quella cifra enorme è appunto potenziale, non fosse altro perché gran parte dei fondi è detenuta all’estero sotto forma di investimenti e fondi scudati ma appare molto sospetto l’appello lanciato l’altro giorno dal ministro del Commercio saudita, Majid al Qasabi, il quale ha rassicurato gli investitori internazionali sul fatto che “l’indagine sulla corruzione non interferirà con le normali operazioni di business nel Regno”. Insomma, dietro alla grande rivoluzione legalitaria saudita – benedetta da USA e Israele – ci sarebbe di fatto soltanto la volontà di congelare e sequestrare denaro utile alle casse pubbliche? Ryad come nemmeno Mosca negli anni Sessanta? E poi, da quando Israele è così sguaiata e poco “diplomatica” nelle sue operazioni sotterranee estere?

Sarà anche tutto vero ma, col passare dei giorni, sembra davvero di essere dentro un enorme gioco geopolitico e finanziario globale dove tutti abbaiano contro tutti ma nessuno morde, un’enorme Yalta 2.0 dove l’unica regola è non farsi troppo male. Ci sveglieremo come Michael Douglas nel film, con la fronte imperlata di sudore freddo ma sollevati dal rendersi conto che è stato solo un gioco oppure davvero dentro l’incubo di un armageddon potenziale che potrebbe sfuggire di mano? L’incontro previsto domani in Vietnam fra Donald Trump e Vladimir Putin potrebbe dirci qualcosa di più. Ma il luogo scelto e il suo simbolismo, puzzano già di photo opportunity.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Shares
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

  • Mikahel

    Un puzzle… Il tuo articolo.

  • Goffry

    L’avevo già scritto in un precedente commento settimane fa, nessun si vuole prendere la responsabilità di premere il grilletto perché altrimenti i veri padroni che hanno dietro (estabilishment, banche ecc..) avrebbero troppo da perdere. Nessuno si prende la responsabilità perché sarebbe un autentico bagno di sangue, questa volta.
    E quindi c’è il grande gioco delle stronzate per tenere tutto in equilibrio e riempire pagine dei giornali e talk show (i giornalisti mainstream sono pesantemente colpevoli per questo). Nord Corea, terrorismo islamico, Siria, Iran, Brexit, UE, molestie sessuali… tutto fa brodo.
    Ed è comunque un equilibrio che non reggerà, visto che gli attori principali (tranne i russi e i cinesi) sono dei pupazzi impresentabili nemmeno in un film di Bombolo. Ma non aspettiamoci un crack, ma un lento spostamento e riequilibrio.

    • Winston Smith

      Basta dire che non solo non spariamo a chi cerca di entrare illegalmente in Occidente, ma adesso ci mettiamo anche a seppellire e a rendere i masimi onori a chi muore nel tentativo di entrare…. abbiano perso completamente la capacità di combattere, anche solo una guerra di difesa, figuriamoci una di offesa…. tempo una ventina di anni e cadremo come una pera matura si stacca dall’albero.
      Putin, i cinesi ed anche i paesi del 3º mondo ne sono ampiamente consci di questo; non vale certo la pena la morte di poveri soldati se basta attendere un po’ più di tempo per raggiungere i propri obiettivi in modo completamente indolore (solo per loro, ovviamente).

      • Goffry

        Nella prima parte della risposta ci metterei anche tutto lo sdoganamento e il buonismo verso LGBT, vegani, animalisti e idioti simili. Non essendoci più senso di lotta e di combattimento, è normale essere invasi – sia fisicamente che moralmente, con l’abbattimento della civiltà e della tradizione.

        • Winston Smith

          Ti spiego…. sono docente di scuola superiore e ieri sera dovevo ultimare PDP, PEP, PEI per i miei alunni DSA,BES, dislessici e obiettivi minimi (a buon intenditor poche parole :-))… e ho terminato verso le due di notte; ragione per la quale mi sono trovato nella necessità di essere molto sintetico.
          Da cultore della storia mi piacerebbe poter essere in vita tra 100, 150, (anche se ovviamente non mi faccio nessuna illusione in merito) e poter assistere ai numerosissimi dibattiti storici sulle ragioni e cause che portarono la società occidentale al declino e tracollo; credo che scorreranno lunghissimi fiumi di inchiostro in proposito.

          • Goffry

            Eh, bella domanda… è probabile che il tutto verrà sintetizzato in pochi paragrafi non essendo – quello attuale – un periodo di “enorme interesse” storico…

          • Winston Smith

            Sei sarcastico spero…. perché non so se te ne rendi conto, ma, per esempio, credo che, <i<ringraziando quel cialtrone vestito di bianco che siede in Vaticano, ho l’impressione che tra 20/30 anni il cattolicesimo, ed il cristianesimo in generale, non sarà più come lo fu nei primi 2000 anni della sua storia.
            In tutta sincerità sempre di più mi convinco di rivivere, sotto moltissimi aspetti, gli anni che precedettero il crollo dell’impero romano e del paganesimo.

          • Goffry

            Ho messo le virgolette apposta prima… dal punto di vista storico, il periodo 1990-2017 è piuttosto scialbo. La creazione di un mondo multipolare incrina gli equilibri storici ma dal punto socio-economico vince la precarità e l’instabilità più totale, encefalogramma piatto.

  • Pieretto

    “D’altronde, con Pechino strapiena di Treasuries…”
    Strapiena mi pare esagerato
    http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/04/09/usa-vs-cina-controlla-debito-americano/

    • Winston Smith

      Io non so quali siano le fonti de ‘Il Sole 24 ore’… so solo che questo giornale è oramai meno attendibile di ‘Visto’; tanto più che se non fosse abbondantemente finanziato dallo stato, le rotative sarebbero già chiuse da tempo.
      So anche che prima Trump ha tuonato contro la concorrenza sleale della Cina, poi si è accuciato al tavolo di Xi Jinping allo scopo di firmare contratti commerciali… dal che credo sia facile comprendere chi, tra i due, tiene per le palle l’altro.

  • johnny rotten

    Di vero c’è sicuramente lo scontro tra Trump e i neo-con, scontro che si riverbera su tutto il resto del mondo, come è scontato che sia in un sistema geopolitico, quello dell’occidente e dei suoi stati clienti, governato per 70 anni in forma imperiale, obanana aveva nominato come erede la kulona e Trump si è mosso per rompere tale schema, in medioriente ha subito puntato contro il Qatar, sede delle fortune nascoste dai clan clinton-obanana, che, qualcuno ricorderà, le spostarono di tutta fretta quando la sconfitta della killary appariva loro certa, e fu questo spostamento che consentì agli osservatori più navigati di ritenere certa la vittoria di Trump, al di là della propaganda di sistema che lo dava sconfitto al 100%, in Syria ha cessato il sostegno ai terroristi e questo ha definito la vittoria contro daesh, certo la situazione non è risolta ma ha preso comunque un’altra piega, non bisogna dimenticare il fatto che Trump non ha ancora completamente in mano le redini, ma ci si sta avvicinando, sul fronte interno è di oggi la notizia che l’amministrazione americana ha chiesto come condizione al merge WB-ATT la cessione della CNN, questo a dimostrazione che la partita è ancora tutta da giocare, su israele bisogna stendere un velo pietoso, gli si è concessa l’impunità per decenni e questi continuano imperterriti le loro criminali politiche, ovunque possono, ma presto anche loro dovranno sedersi ad un tavolo negoziale, saranno obbligati da tutti questi recenti cambiamenti, persino sull’Iran ci andrei cauto perchè, mi sembra, che più che essere intenzionato a fare guerre, Trump a me appare come chi voglia gettare scompiglio in €uropa, che sta diventando terreno di scontro principale, e l’Iran serve bene allo scopo, gli wahabiti si prestano più che altro ad eseguire ciò che detta il padrone, cercando di farlo coincidere con i loro interessi privati, mentre israele da solo non può fare alcuna guerra e neanche in compagnia dei sauditi, tutto si deciderà nella beltway, perchè dall’altro lato le posizioni sono ben definite.

    • johnny rotten

      P.S. la posizione al riguardo del medioriente da parte di Al-Sisi non poteva essere più chiara di come l’ha espressa ieri.

    • Caio Giulio

      In un solo anno, nonostante tutto e tutti contro, sta ottenendo dei risultati clamorosi oltre ogni aspettativa, tu pensa quando sarà in full control, alla faccia dei tanti che ancora si ostinano a non vedere.

      • Ronf Ronf

        Prova a fare un elenco dei risultati ottenuti per farli leggere ai lettori che non commentano perchè sappi che in Italia c’è una censura totalizzante

  • Fabrizio de Paoli

    Non ho visto il film ma trovo molto intelligente l’accostamento di Bottarelli.
    In questo gioco qua il premio è tutto ciò che ti serve gratis senza mai essere responsabile di nulla, mentre il formulario è ancora più facile da compilare perché basta andare a votare…
    Bottarelli ha una intelligenza ed una rapidità di calcolo formidabili. Immaginate solo a cosa potrebbe succedere se mettesse quelle sue qualità al servizio della causa libertaria, questo blog diventerebbe il seme originale, l’embrione da cui nascerà rigoglioso e potente un pianeta libertario, che ovviamente in breve tempo si estenderà a tutta la galassia e forse all’intero universo.
    UN UNIVERSO LIBERTARIO GIUSTO E SPIETATO, spietato nei confronti di stronzi e parassiti, s’intende.

    • ittymixe

      Condivido il tuo sogno, ma prima che un qualsiasi media libertario diventi rigoglioso e potente, converrebbe metterlo su un server sicuro, ad esempio in russia.

      Non si sa mai, RC è monitorato, come ben saprai…

      • Fabrizio de Paoli

        Nessun sogno, è una cosa fattibilissima.
        Sul server son d’accordo ma devi dirglielo al capo.
        Monitorato? Bene! Significa che non diciamo cazzate o raccontiamo balle.

  • Lorenz85 – Ius Sola

    IMHO l’arabia Saudita non attaccherà mai l’Iran; potrebbe però essere suo malgrado coinvolta in una proxy war.
    La domanda che mi faccio è, che se ne fa l’Arabia del petrolio a 100$ se i suoi impianti di estrazione vengono distrutti/danneggiati e le petroliere vengono affondate perchè in zona di guerra? Quanto potrebbe resistere la SA finanziariamente a una guerra prolungata con l’Iran?

  • Rifle

    Una guerra tra Arabia Saudita e Iran comporterebbe la immediata distruzione dei giacimenti dei due paesi o, cmq, l’impossibilità ad esportare visto che tutto passa dallo stretto di Hormuz.

    Conseguenza: petrolio a 200$ .

    Chi se ne avvantagerebbe ?
    I produttori di petrolio da scisto americani, la Russia e paesi come Venezuela e Nigeria.

    Ho detto Venezuela e Nigeria?
    Non sono due paesi dove in questi ultimi mesi si è concentrata una forte attenzione americana?

  • Caio Giulio

    Mossa da piazzista di Trump? Cazzo ad averceli noi certi piazzisti invece del nano malefico e tutta la merda made in UE europoide ! Ti sfugge sempre Bottarelli, che magari anche Trump possa essere invece un gran paraculo che ti trolla e ti fotte mentre tu ti credi di aver capito tutto 😉

  • marcoferro

    il fatto che i poteri forti vogliano mettere corbyn al potere la dice lunga su questo soggetto. mentre l’arabia saudita già sta con le pezze al kulo con la guerra allo yemen, finanziare l’isis e il terrorismo wahabita nel mondo, comprare armi , mantenere i loro stravizi, etc…e poi non è che siano oculati e parsimoniosi anzi. ma una guerra contro l’iran, siria e hazboallah sarebbe disastrosa per loro in tutti i sensi. la loro forza militare fa kagare e lo dimostra il fatto che il paese più povero del mondo lo yemen può lanciargli missili fino alla capitale e ha ben ragione, atto di guerra un par di palle. hanno solo risposto all’ennesimo attacco aereo dei suditi che ha causato 29 morti . l’alleanza sauditi-sionisti è pericolosa e come i koglioni vanno sempre in coppia.

  • Lucio

    Sembra che l’Arabia Saudita ed il Kuwait abbiano chiesto ai loro cittadini in Libano di rientrare in patria.
    Solo fumo o bolle qualcosa in pentola?

    Dubito che sia il momento dello scoppio di una guerra tra sauditi ed iraniani però è anche vero che se i sauditi aspettano, l’Iran si potenzierà.

    • what you see is a fraud

      Ragioniamo un po’ su una possibile guerra tra L’arabia e il Libano .
      Prima di tutto :
      1) I due paesi non confinano tra di loro
      2 ) La sola possibilita’e per I Saudi e’ di usare un proxy o sostituto per fare la guerra al Libano . Il proxy dei sauditi e’ Israele .
      3) L’Arabia non puo’ usare missili per colpire il Libano direttamente perche’ dovrebbero sorvolare la Siria o la Giordania . La Siria non lo consentirebbe e la Giordania sarebbe esposta ad azioni di ritorsione .
      4) Quindi una possibile guerra tra i Saudi e il Libano sarebbe combattuta tra israele e Hezbollah .
      I azzardo a dire che Hezbollah e’ aiutata e supportata non solo dall’Iran ma anche dalla Russia .

      • Lucio

        Aerei e missili possono passare sul mare. Per la fanteria non confinano.

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi