Anche Erode è meglio della demografia di Putin. Forse Vlad gli avrà scopato la ragazza al liceo?

Di Mauro Bottarelli , il - 49 commenti


Buone notizie, l’allarme fascismo pare rientrato. E’ bastata l’audizione di un pm, già consulente del governo, che scagionasse Maria Elena Boschi e papà dal pasticciaccio brutto di Banca Etruria rispetto ai raid accentratori di Popolare di Vicenza, scaricando tutta la merda su Bankitalia (gli piace vincere facile), per tramutare quanto accaduto a Como in una scampagnata da boy-scout. Prime pagine assicurate: ora basta tenere duro ancora un paio di settimane, evitando accuratamente che Federico Ghizzoni, posi le sue terga sulla sedia degli auditi in Commissione d’inchiesta e il gioco è fatto in vista del voto. Maria Elena scagionata e tornata limpida come l’Olandesina degli spot anni Ottanta, il “giglio magico” riabilitato e via di epurazioni nel listino bloccato.

Che meraviglia questo Paese, le emergenze non durano mai più di 24 ore. Almeno non fai a tempo ad annoiarti. In compenso, ecco un’altra terribile minaccia da fronteggiare: la Russia è in crisi demografica e Putin lancia un piano da 7,2 miliardi in tre anni per sconfiggerla. In parole povere, un “bonus bebé” più in grande di quello che sta facendo un po’ litigare PD e alfaniani in sede di DEF ma se lo fa il Cremlino, sicuramente deve esserci qualcosa di marcio dietro. Sono a corto di spie? Vogliono usare i passeggini come cavalli di Troia, riempiendoli di cimici e microcamere? Trattasi di una nuova frontiera della guerra batteriologica, con l’Occidente a rischio asfissia per peti e cacche nei pannolini in massa da Est? A “La Stampa”, che come vedete ha lanciato l’allarme al riguardo,

sono certi: propaganda elettorale in vista del voto del prossimo anno in Russia. In effetti, con l’indice di popolarità sempre sopra l’80%, uno come Putin ha bisogno degli incentivi alla natalità pe sconfiggere quel fenomeno di Alexei Navalny al voto, essendo quest’ultimo accreditato di un fantasmagorico 5%. Stupisce, poi, come “La Stampa” non avesse nulla da ridire sulle mance di Matteo Renzi, stile 80 euro o 500 euro ai diciottenni, prima che quest’ultimo cadesse in disgrazia con la sconfitta al referendum. Va beh, un po’ di strabismo analitico. O paraculaggine, a scelta.

Di cosa si tratta? La maggiore novità è un bonus bebè di circa 150 euro al mese per i genitori meno abbienti che hanno il loro primo figlio. L’assegno sarà pagato fino a quando il bambino avrà raggiunto un anno e mezzo e alle casse dello Stato costerà due miliardi di euro in tre anni. Gli aiuti prevedono però anche il prolungamento fino alla fine del 2021 del versamento di 6500 euro per le madri che danno alla luce il loro secondo o terzo bambino e persino aiuti statali per pagare gli interessi sul mutuo per la casa. Per l’house organ del Dipartimento di Stato in Italia, “il nuovo pacchetto di aiuti alle famiglie con bambini stona innanzitutto con i recenti tagli alla spesa pubblica in un paese in cui la povertà è in aumento, e con il mancato adeguamento all’inflazione delle già troppo spesso misere pensioni… Ma se la patria ha bisogno di figli, i soldi improvvisamente saltano fuori”.

Diavolo di un Putin, non come quel fenomeno di Padoan che in deficit ci paga pure il latte al supermercato o quel paradiso del debito azzerato chiamati Stati Uniti d’America. E attenzione, perché quanto vi ho finora riportato in virgolettato fa parte dell’articolo di cronaca dedicato al tema, non all’editoriale di analisi e critica: la BBC gli fa una sega in quanto a imparzialità ai nostri gianduiotti a stelle e strisce. A menare vergate contro il Cremlino ci pensa infatti una delle firme di punta del quotidiano sabaudo, Gianni Riotta, l’uomo la cui verve trasforma Andrea Pirlo nello spot del Fructis in un hooligan strafatto di MDMA.

Dal titolo “La rivoluzione delle culle piene”, il nostro eroe nel suo pregevole commento scomoda subito i precedenti cinese e – udite udite, che novità – di Benito Mussolini, per poi lanciarsi in un vero e proprio capolavoro di maccartismo 2.0 che termina così: “Con il fantasma delle culle vuote Putin evoca le umiliazioni storiche, perché la gente si stringa intorno a lui. Funzionerà per il consenso forse, ma non per le cicogne, quelle sono attratte, nei Paesi sviluppati, solo dall’emigrazione, vedi Stati Uniti che crescono, senza sostegni alla natalità, grazie a chi cerca una nuova vita. Un fenomeno che la Russia, per ora, non sembra poter conoscere”.

Ora, io non sapevo fosse in pieno svolgimento il “Festival della stronzata di fine anno”, altrimenti mi sarei sicuramente iscritto ma come cazzo fai a scrivere un’idiozia simile? Cioé, gli USA crescono grazie all’immigrazione e senza bisogna di aiuti alla natalità: grazie al cazzo, stanno spendendo anche i soldi che non hanno in food stamps, alla faccia della Russia povera e con cumuli di pensionati morti di fame agli angoli delle strade. Ma Mosca, almeno, non tenta di imporsi come modello socio-politico al mondo, il McWorld non è invenzione del Cremlino e nemmeno le sue distorsioni in nome di un liberismo da banca centrale che tramuta Lenin nella Thatcher. Ma che cazzo si fuma, Gianni Riotta? Quale modello ci vuole imporre, quello del referente politico suo e del giornale? Perchè il nostro eroe non fa mistero dell’amor suo, quando si collega da casa con le varie trasmissioni tv dove è invitato a pontificare, c’è sempre una bella bandierina a stelle e strisce in evidenza. E va bene, almeno è onesto. Ma di questo,





perché non ci parla? Perché non ci dice come andrà finire il portafoglio di investimento di questi americani che, in nome del realismo pargmatico di Trump e non delle politiche populiste di Putin, sono in ultra-leverage sul rialzo continuo del mercato USA, proprio mentre i fondi sull’alto rendimento obbligazionario scaricano come non ci fosse un domani? Non c’è problema: casa pignorata ma farmaci oppiodi e food stamps garantiti. Questo si che è un mondo razionale e credibile, altro che i bonus bebè del Cremlino! D’altronde, che cazzo vogliamo: Donald Trump e gli USA sono l’argine del mondo alla minaccia atomica di PyongYang, mentre la Russia non solo attacca le provocazioni di Washington finalizzate a istigare Kim Jong-un alla reazione ma – notizia di poco fa – manda truppe d’elite al confine nord-coreano, come riportato da Newsweek.


Lascia stare che magari tutta questa escalation a che vedere un po’ anche con questo,


tipico esempio di come a volte seguire il modello di warfare del complesso bellico-industriale USA possa risolvere parecchi guai, il problema sostanziale temo non siano né le culle vuote, né il bonus bebé elettorale, né i salari russi sganciati dall’inflazione ma questo:

BREAKING: WaPo Nat'l Security Reporter: Russia Story “f*cking crap shoot…Maybe it doesn’t exist.”

BREAKING: Undercover Video Exposes Washington Post’s Hidden Agenda #AmericanPravda

ovvero, il fatto che un giornalista del “Washington Post” ammetta chiaramente che l’intera impalcatura del cosiddetto Russiagate sia una stronzata senza costrutto né prove, questa sì una fake news clamorosa. Ma il problema è la poca credibilità della politica demografica di Putin, un vergognoso spot elettorale a fronte del virtuoso modello USA, difeso strenuamente da gente come Gianni Riotta, talmente filo-americano che per eccitarsi pensa a una carta verde. Ormai sono disperati, poveracci. Chissà, però, se prima di morire avrò il piacere di leggere su un quotidiano “autorevole” un articolo in cui Putin magari non abbia ragione ma nemmeno torto a prescindere. Comincio a pensare che zio Vladimir gli abbia scopato le fidanzate al liceo, non trovo altra spiegazione per questa ossessione da analista degna di un film di Woody Allen. O, magari, la Siria brucia ancora ai padroni del mondo e ai loro servi…

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Shares
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

RC Twitter

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi