Cosa conferisce alle criptovalute il loro valore

Di Francesco Simoncelli , il - 24 commenti

di Peter St. Onge

Il valore di criptovalute come il bitcoin, proprio come qualsiasi altro tipo di denaro, deriva fondamentalmente da ciò che si può fare con esso.

Il concetto, che risale all’economista Austriaco Carl Menger, è che proprio come il valore di una pala deriva dalla sua capacità di scavare, il valore di una valuta deriva dalla sua capacità di aiutarvi a fare due cose: transazioni e risparmi.

Pensate alle transazioni come al denaro che portate nel portafoglio o avete nel conto corrente, e ai risparmi come il resto di ciò che avete in banca o sepolto nel cortile. Val la pena ricordare qui che la stragrande maggioranza della domanda di moneta è in effetti un risparmio, pari al 90% o più di tutta la domanda di moneta.

La ragione per cui questo è importante è che se sappiamo per quali transazioni sono valide le criptovalute, possiamo stimare quanta domanda di moneta inizieranno a risucchiare dal denaro fiat o dall’oro, e quindi quanto aumenteranno i loro prezzi.

Per le transazioni alcune caratteristiche che contano sono il costo e la velocità della transazione stessa, l’anonimato, la reversibilità, il rischio di controparte, il trattamento normativo. Per la domanda di risparmio, questi fattori sono sopraffatti dalla domanda specifica di quanto bene la valuta mantenga il suo prezzo.

Domanda e offerta determinano il prezzo, sempre

Il prezzo, come sempre in economia, è semplicemente una questione di domanda e offerta. Quando la domanda aumenta più rapidamente dell’offerta, la valuta aumenterà di prezzo. E se la domanda aumenta più lentamente dell’offerta, il prezzo diminuirà.

Dal momento che il bitcoin è nato nel 2009, ha generalmente goduto di una domanda molto più rapida dell’offerta, quindi il prezzo è aumentato vertiginosamente. Mentre il dollaro USA, per esempio, è diminuito — “il prezzo era gonfiato” — perché la domanda non è riuscita a tenere il passo con la creazione dei dollari stessi.

Queste sono le caratteristiche, ma quali sono le applicazioni? A cosa servono?

Quando guardiamo al prezzo di una valuta, visto che guardiamo alla domanda totale non ci interessa il numero di transazioni, piuttosto l’importo totale delle transazioni.

E qui, la grande maggioranza dei soldi che si muovono nell’economia non sono per beni e servizi — comprare una tazza di caffè, o un biglietto aereo — piuttosto sono i movimenti finanziari: pagare gli stipendi, comprare e vendere azioni o obbligazioni, investimenti e dividendi. Tali movimenti sono per lo più saldati con bonifici bancari, che rappresentano l’80% di tutti i soldi trasferiti negli Stati Uniti. Un altro 15% è rappresentato dagli assegni, lasciando solo il 3% alle carte di credito o di debito e il 4% ai contanti cartacei.

Bitcoin è ancora inferiore allo 0.01% delle transazioni globali

Un’ultima parte del puzzle: qual è la competizione con le criptovalute? La maggior parte dei pagamenti in tutto il mondo è, ovviamente, denominata in valuta fiat come dollari o yen — circa il 99% in base all’ammontare, con il restante 1% denominato in oro.

Si noti che il denaro fiat può godere sia di moduli fisici che elettronici, come carte di credito e bonifici bancari. Anche i pagamenti in oro possono essere fatti con la carta anziché con uno spostamento fisico del metallo giallo, compresi i titoli basati sull’oro che si scambiano nei mercati finanziari (il cosiddetto “oro cartaceo”).

Ora siamo prontia vagliare queste funzionalità per ciascuna valuta. Per quanto riguarda i costi e la velocità delle transazioni, le commissioni di bitcoin al giorno d’oggi si aggirano intorno a $1 e non variano in base all’ammontare del trasferimento.

Si possono inviare bitcoin per un valore di $5,000, o $1,000, o $5 milioni, e le commissioni resteranno sempre un dollaro. Al contrario, le banche in genere applicano una percentuale sulla transazione, la quale aumenta di molto per trasferimenti da milioni di dollari. Nel frattempo, in velocità bitcoin è molto più veloce delle banche; tra 10 minuti e un’ora per confermare una transazione, mentre le banche impiegano giorni.

Così il bitcoin vince sulla più importante applicazione del denaro: i trasferimenti finanziari. L’unico caveat qui è rappresentato dai costi di cambio. Proprio come si pagano commissioni e differenziali quando si scambiano i dollari per lo yen, ogni volta che si convertono i dollari in bitcoin si devono pagare commissioni e differenziali.

Ciò significa che le basse commissioni di bitcoin dominano solo se sia il mittente che il destinatario mantengono i soldi in bitcoin.

I guai con i tassi di cambio

Dall’altra parte, se avete un sacco di dollari e volete comprare una casa da qualcuno a cui piace tenere dollari in banca, allora dovrete convertire i vostri dollari in bitcoin, inviare la somma e poi l’altro tipo dovrebbe convertire nuovamente i bitcoin in dollari. Si risparmia sul trasferimento stesso, ma bisogna scambiare il denaro due volte.

Quindi il bitcoin come tecnologia è superiore per il tipo principale di transazione in base al valore, ma in realtà tale vantaggio viene eroso se le persone conservano la propria ricchezza in denaro fiat. Questo non è proprio un difetto delle criptovalute di per sé, è solo una penalità standard subita da qualsiasi valuta di minoranza che deve essere convertita nella valuta dominante.

Per quanto riguarda costi e velocità, ovviamente il denaro fisico o l’oro fisico sono fantastici sia in termini di costo che di velocità, ma solo se acquirente e venditore si incontrano. Dato che i contanti cartacei oggi ricoprono solo una quota del 4%, acquirenti e venditori tangibili rappresentano una parte molto piccola della domanda.

Per gli ordini remoti, quindi, bitcoin ha costi più bassi rispetto alle carte di credito e di debito, ma con il problema del doppio scambio compratore e venditore devono restare in bitcoin.

Il potenziale di bitcoin

Di seguito sono riportati alcuni benefici secondari: anonimato, reversibilità, rischio di controparte, trattamento normativo.

In breve, il bitcoin è quasi anonimo a meno che il governo americano non si preoccupi abbastanza di voi da tenervi sott’occhio. In questo senso è essenzialmente come usare il denaro, ma con il vantaggio che si può usare su lunghe distanze con commissioni basse.

In pratica, l’alternativa più vicina è probabilmente una carta di debito prepagata che può costare diversi dollari oltre alle commissioni e che non funzionerà per grandi somme né funzionerà all’estero.

Per quanto riguarda la reversibilità, la questione è se l’acquirente può annullare il suo pagamento; un problema per i venditori online che vengono truffati da persone che acquistano il prodotto, lo ricevono per posta, annullano l’ordine e conservano la merce.

Le società di carte di credito o Paypal sono sempre dalla parte del cliente, il che può far sì che il venditore onesto venga derubato online. Bitcoin, così come il denaro, è irreversibile una volta confermato — da circa 10 minuti a un’ora. È più lento del contante, ma più veloce di Paypal o delle carte di credito dove gli acquirenti possono invertire le transazioni mesi dopo.

La quarta caratteristica è il rischio di controparte; l’idea che la vostra banca possa andare in bancarotta, portandosi dietro i vostri soldi. Ricordate che il bitcoin è stato inventato sulla scia della crisi finanziaria del 2008, in cui i fallimenti bancari erano comuni.

Poiché il bitcoin è distribuito su molti computer e non è gestito da un’organizzazione centrale, non rischia di andare in bancarotta. D’altro canto, le criptovalute hanno ancora dei potenziali problemi tecnici che probabilmente compensano questo rischio.

Regolamentazione: non se, ma quando

Infine c’è il trattamento normativo. È qui che probabilmente vedremo molti cambiamenti nei prossimi due anni, dal momento che i governi metabolizzeranno le criptovalute come il bitcoin.

Finora le criptovalute hanno goduto per lo più di negligenze benevoli da parte dei regolatori; tollerate, ma né scoraggiate e né incoraggiate. Per quanto riguarda il lato positivo, ciò ha comportato pochi oneri o onorari normativi, sebbene questo atteggiamento stia cambiando in posti come New York.

Sul lato negativo, questa zona grigia ha significato un sacco di aziende ed investitori istituzionali timorosi nell’usare, o anche acquistare, bitcoin. Pertanto l’aumento delle normative potrebbe effettivamente aumentare la domanda di bitcoin.

Quanto a ciò che accadrà in futuro, i vari Paesi si stanno gradualmente dividendo in due gruppi: largamente entusiasti (Giappone, Dubai, Taiwan, Svizzera) e ampiamente scettici (Cina, Corea), con gli Stati Uniti e l’Unione Europea nel mezzo.

Criptovalute: per ora, solo per i drogati d’adrenalina

Ora, dato il modo in cui i risparmi dominano il mondo del denaro, la domanda pesante è la seguente: vi sentireste a vostro agio se doveste conservare i risparmi di una vita in bitcoin?

Come accennato, il punto chiave qui è come il suo prezzo resisterà, il che significa chiedersi se la domanda crescerà più velocemente dell’offerta. Mentre il bitcoin ha superato in prestazioni sia i dollari sia l’oro, con un aumento dell’800% solo nell’ultimo anno, tale crescita vertiginosa è stata accompagnata da un grande svantaggio: il bitcoin oscilla molto, salendo o scendendo del 50% in un mese.

Tuttavia, come con qualsiasi prodotto, servizio o mezzo di scambio, il valore delle criptovalute dipenderà dalle future scelte di innumerevoli utenti e consumatori, in base alle loro valutazioni soggettive. Coloro che riusciranno ad indovinare ciò che risulterà più prezioso in futuro, diventeranno ricchi… ma i rischi restano sempre.

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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  • Lo Ierofante

    Bel post.
    In una competizione tra valute non a corso legale, sono quattro i tipi d’uso della moneta che principalmente influiscono sulla scelta fra i diversi tipi di valuta disponibili.
    1. Per acquisti immediati di beni e servizi.
    2. Per detenere riserve in vista di necessità future.
    3. Per pagamenti differiti.
    4. Come unità di conto affidabile.
    Questi usi sono interdipendenti e conseguenze della funzione fondamentale della moneta quale intermediario dello scambio.
    Tuttavia, nel lungo periodo, a dettare il passo nella selezione dovrebbe essere soprattutto l’adeguatezza della moneta come unità di conto.

  • Luigi Zambotti

    Cosa conferisce valore alla criptovalute?
    Ma é ovvio gente: la loro sicurezza.

    Traders at top bitcoin exchange claim they have no access to their money

    Another question about the safety of cryptocurrency transactions was raised this Wednesday. Clients of a major Las Vegas bitcoin exchange Bittrex say they can’t withdraw their money and the company doesn’t explain why.

    https://www.rt.com/business/412109-bitcoin-exchange-money-stuck/

    • mat82

      L’essenza del bitcoin è eliminare gli intermediari e la gente lascia soldi sugli exchange. Giusto per precisare ma gli exchange non sono il bitcoin..

      • Flavio Bosio

        Bravo, ma il prezzo/valore di un BTC viene definito da scambi (fasulli) tra BTC.IOU e USD.IOU emessi in maniera totalmente arbitraria (ed illimitata) dagli exchange stessi al fine di pompare il prezzo.
        Quindi se il prezzo/valore dei BTC è FALSO di che stiamo parlando?
        Di aria fritta?

        • mat82

          Perché il valore dovrebbe dipendere dal prezzo in fiat money? Secondo questa logica l’oro ha un valore molto più basso del suo valore “reale”..
          Sul fatto che il BTC sia fortemente sopravvalutato in USD/EUR sono d’accordo con te

      • Roberto75

        La gente lascia le cripto sugli exchange (che sono centralizzati) perché non si informa di come metterli al sicuro in un wallet di cui ha le chiavi private.
        “Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza.”
        Saluti cordiali

    • Flavio Bosio

      Sicurezza e credibilità, al momento pare non ci sia n’è l’una n’è l’altra…

  • Nikytower

    Grazie Francesco! L’autore fa una analisi concreta senza alcun approccio ideologico.

  • Buon Giorno

    “Ora, dato il modo in cui i risparmi dominano il mondo del denaro, la domanda pesante è la seguente: vi sentireste a vostro agio se doveste conservare i risparmi di una vita in bitcoin?”

    Penso che anche il 99% dei credenti, risponderebbe di no.

    • Luigi Zambotti

      Ma cosa va a pensare sig. Buongiorno, perchè mettere i risparmi in Bitcoin quando c’é Tether?

      Non esiste prova di $814 milioni depositati in banca
      Il suo valore è rimasto intorno a un dollaro per la maggior parte della sua esistenza, perché – come spiega sempre Bloomberg –Tether, la società dietro al token alternativo, dice che ogni moneta è legata a un dollaro che viene custodito come riserva di garanzia. Siccome ci sono 814 milioni di dollari di tether in circolazione, ci dovrebbero essere anche 814 milioni di dollari parcheggiati da qualche parte in un conto in banca.
      Di ciò non si hanno prove
      e questo ha alimentato non pochi dubbi e
      paure nella comunità degli investitori. Non tutti sono convinti che i
      tether esistano veramente.

      http://www.wallstreetitalia.com/criptovalute-mistero-da-814-milioni-nei-mercati-di-bitcoin/

      Ma va, una truffa (l’ennesima venuta alla luce) nel mondo della LIBERTA’?
      Fozza polli, continuate a farci ridere!

      • Buon Giorno

        Mi chiedo se i fortunati acquirenti dei primi bitcoin venduti a pochi centesimi o minati con normali PC dieci anni fa, che li hanno conservati fino al valore di oltre 10000 dollari abbiano effettivamente potuto venderli in cambio di milioni di dollari/euro/ecc…

        • kikko19

          Domandone…. Molti li hanno minati per gioco e li hanno persi buttando via HD e vecchi pc. Conosco almeno due che hanno perso al valore di oggi almeno 3/4 milioni di dollari. Ma non avendoli mai avuti in tasca se ne sono fatti una ragione.

          • Buon Giorno

            Io sarei finito in depressione. 😀

          • Ronf Ronf

            Per superare la depressione puoi sempre andare al GF VIP per ballare con la Yespica come ha fatto Daniele Bossari, ah ah ah!

  • Antonello S.

    Ottimo articolo grazie.

  • Fabrizio de Paoli

    L’articolo di questo mr. Onge non mi piace niente, fa una comparazione di aspetti tecnici secondari come se fossero la cosa più importante di una criptovaluta e si guarda bene dall’esaltarne l’essenza e la filosofia.
    Inoltre dà per scontato che debba essere controllata dallo stato che donandole legittimità ne aumenterebbe addirittura l’appetibilità per il grande pubblico, ad un certo punto dice persino:

    “Sul lato negativo, questa zona grigia ha significato un sacco di aziende ed investitori istituzionali timorosi nell’usare, o anche acquistare, bitcoin. Pertanto l’aumento delle normative potrebbe effettivamente aumentare la domanda di bitcoin.”

    Io direi giusto l’opposto.
    Questo mr. Onge mi sembra un troll del deep state, un lupo travestito da agnellino…

    • Fabrizio de Paoli

      Sarebbe interessante il parere di Simoncelli che avendolo tradotto dall’originale dispone di sensazioni più attendibili e dirette.

  • MarcoTizzi

    Premetto che considero Simoncelli quasi un vate e quindi la traduzione di questo articolo mi lascia sinceramente un po’ perplesso.

    Concordo con Fabrizio: una pappardella su aspetti banali senza cogliere l’aspetto rivoluzionario, ovvero:
    – una moneta ad emissione e circolazione esclusivamente PRIVATA, in cui nessun governo ha mai messo il becco (finora). Ununicum storico, perché con ‘sta cippa che i governi non hanno mai messo il naso nell’estrazione e nel commercio di metalli;
    – una moneta che è ancora un prototipo e che può essere migliorata da altre monete, basate sullo stesso concetto o su concetti simili, che entreranno in concorrenza completamente libera con essa.

    Addirittura quasi si invoca l’intervento dello Stato.

    Ma la cosa che più mi lascia perplesso è la frase “il bitcoin è quasi anonimo a meno che il governo americano non si preoccupi abbastanza di voi da tenervi sott’occhio”.
    Che diavolo significa?!?!?!?!?!? TUTTE le monete sono anonime se il governo non le traccia. Tra le varie monete esistenti al mondo il Bitcoin è sicuramente la più tracciabile, perché la tracciabilità è insita nel suo canale di distribuzione. Ora questo può essere visto come un difetto o come un pregio, ma sicuramente non può essere negato.

    Perplesso, onestamente.

    • Fabrizio de Paoli

      D’accordo.

      In ogni caso penso che Simoncelli abbia fatto benissimo a tradurlo e proporcelo in modo che ognuno possa valutare se questo mr. Peter st. Onge abbia titolo o no di frequentare il club.
      È bello essere spietati, si guardano e giudicano idee, pensieri e concetti prescindendo da chi le espone 🙂

      • MarcoTizzi

        Per carità, sicuramente, mai censurare nulla, solo che Simoncelli di solito introduce con un cmmento gli articoli che traduce, mi piacerebbe sapere il suo commento su questo

    • AndreAX

      Marco mi chiedo se sinceramente sia l’unico austriaco prevenuto nei confronti di Bitcoin. Chiedo a te ma anche a chiunque ma la regressione misesiana il fatto di non emergere da nessun mercato reale ma di essere comparso così dal nulla non fa suonare in voi nessun campanello? Possibile che nessuno paventi all’orizzonte i TULIPANI OLANDESI? E se passiamo in cavalleria la storia della regressione allora a che serve avere una teoria economica se alla prima occasione la svendiamo per i margini?

      • MarcoTizzi

        Non è vero che è emerso dal nulla, è emerso dalla cosa più vicina al libero mercato che l’essere umano abbia mai sperimentato, i marketplace su darkweb.

        Qui ho già espresso la mia opinione su BTC, nulla è cambiato da allora:
        https://www.rischiocalcolato.it/2016/02/la-notte-bruciammo-bitcoin.html

        ma se ti fa stare meglio alcuni “austriaci” o sedicenti tali che oggi si pongono a baluardo del Bitcoin non solo erano scettici all’inizio, ma anzi mi insultavano quando dicevo che era il prototipo della moneta ideale.

  • Deus Vult

    Steam no longer accepting Bitcoin
    Storefront says high fees and volatile price fluctuations make supporting the cryptocurrency “untenable”
    http://www.gamesindustry.biz/articles/2017-12-06-steam-no-longer-accepting-bitcoin

  • Roberto75

    Il valore di Bitcoin e le altre blockchain è che sono trustless e decentrate la regolamentazione va contro queste caratteristiche di conseguenza ne annullerebbe il valore intrinseco.
    Il mercato ne determina il valore senza bisogno di regole imposte da qualcuno che non ne capisce un’accidente sulla base di domanda e offerta.
    Quando il sistema finanziario imploderà per la bolla del debito (quello si che non è questione di se ma quando) i “regolamentatori” che ci hanno portato a questo punto si butteranno sulla blockchain cercando di centralizzarla forse ne creerano una finta mondiale e centralizzata ma di certo non riusciranno a centralizzare Bitcoin che è nato proprio per non esserlo e dare un’alternativa a questo sistema folle di creazione di massa monetaria senza senso fatta per arricchire i “prenditori” ai danni dei veri creatori di valore.
    Bitcoin ora come ora è l’unica moneta che ha un limite definito dal principio del suo utilizzo questo non è un fattore secondario.
    Comunque ci sono sempre i cari e vecchi titoli di stato come valida alternativa su cui investire i risparmi di una vita.
    Auguri.

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